Soul ~ Streaming and Pajamas

.: TRAMA :.

Joe Gardner, un insegnante di musica delle scuole medie, si sente bloccato nella vita e insoddisfatto del suo lavoro. Sogna una carriera come musicista jazz, che però non va molto a genio a sua madre, Libba. Per caso, il suo ex allievo Curly lo informa di un posto disponibile nella band della leggenda del jazz Dorothea Williams. Joe impressiona Dorothea con il suo modo di suonare il pianoforte e gli viene offerto il lavoro sul posto. Mentre Joe si avvia felicemente per prepararsi per la sua prima vera esibizione quella notte, cade in un tombino. Joe sotto forma di anima si ritrova nell’Altro Mondo. Non volendo morire prima della sua grande occasione, cerca di scappare ma finisce nell’Ante Mondo, dove i consulenti delle anime, tutti di nome Jerry, creano giovani anime per la vita sulla Terra. Joe finge di essere un istruttore che è pronto ad addestrare le anime e gli viene assegnato 22, un’anima cinica che è rimasta nell’Ante Mondo per molti anni e non vede alcun senso nel vivere sulla Terra. 22 rivela di avere un distintivo che si deve riempire se vuole andare sulla Terra e che ha bisogno di trovare la sua “scintilla” per completarlo, dicendo che lo darà a Joe in modo che possa tornare a casa.

.: IL NOSTRO GIUDIZIO :.

Un film di Natale che non è un film di Natale: Soul, di Disney Pixar, alza ulteriormente l’asticella già spostata dal “fratello maggiore” Inside Out regalando agli spettatori un lungometraggio che fa riflettere, ridere, commuovere e pensare.
Quello che alla Disney è sfuggito è stato invece compreso benissimo dalla Pixar, che ha inaugurato una serie di film che, pur avvalendosi dell’animazione e di espedienti grotteschi, piacciono a quel pubblico ormai adulto cresciuto con classici come Il Re Leone, Mulan, Toy Story e tanti altri ancora.
Soul non è un film per bambini, ma è un film che i bambini dovrebbero vedere sopratutto in un momento come questo in cui siamo, nostro malgrado, quotidianamente messi davanti a realtà di morte, malattia e disagi.
Un film aconfessionale che riesce ugualmente a trasmettere un messaggio importante sensibilizzando sul valore della vita, sulla necesittà di vivere fino in fondo ogni momento e di preoccuparsi solamente di lasciare nel mondo un buon ricordo di sé.
Fulcro della vicenda sono Joe Gardner, un professore di musica e aspirante musicista Jazz, e 22, un’anima non ancora incarnata cinica e adorabilmente sagace. Nonostante le premesse non lascino ben sperare sulla possibilità di un lieto fine, la trama si sviluppa in maniera tanto rapida quanto convincente ( in alcune scene sono presenti alcune ingenuità, ma essendo un film “per bambini” è una piccolezza perdonabile): il ritmo è ben scandito e a scene lente susseguono attimi concitati quasi caotici. La psicologia dei personaggi non è particolarmente sviluppata, pur risultando tutti quanti completi e convincenti.
Joe Gardner, il coprotagonista, è un uomo di mezza età un po’ Peter Pan e leggermente egocentrico che insegue i propri sogni e che, nonostante sia un musicista, è sordo e disinteressato alle opinioni e alle esperienze di chi gli sta intorno: non esattamente l’eroe senza macchia e senza paura a cui la Disney ci ha abituato, ma una persona reale e credibile capace di creare immediatamente empatia con lo spettatore.
22, la/il protagonista, è un’anima pigra, cinica, sarcastica e dall’umorismo decisamente pungente: un personaggio che, di primo acchito, ammicca ai bambini con la sua simpatia e i suoi sketch ma che, di fatto, è il vero traino del film. Questo esserino informe è, a mio avviso, il vero protagonista della pellicola (e non solo perché il titolo del film è Soul= Anima): 22 si evolve e con il suo cambiamento innesca azioni e reazioni negli altri personaggi; il suo stupore davanti a cose “banali” come un cielo stellato o una camminata veicolano perfettamente e senza troppi orpelli il messaggio del film e sempre 22 porta sotto i riflettori, per la prima volta nella storia dell’animazione “per bambini”, la delicata tematica dei disturbi causati dall’ansia (uno stato psichico, clinicamente riconosciuto, che porta l’individuo a vivere con estremo disagio anche situazioni quotidiane) riuscendo a vincerla e a controllarla.
La musica è, in questo film forse più che in altri, una protagonista senza volto e accompagna magistralmente ogni scena regalando brani jazz superlativi e molto suggestivi.
Graficamente parlando il film è impeccabile: le location sembrano vere e la cura dei dettagli è minuziosa rendendo tutto ancora più realistico.

Il voto che mi sento di dargli è 10/10.
Ho adorato tutto di questo film e credo che la Pixar abbia fatto due volte centro: la prima con la trama, la seconda decidendo di rilasciarlo proprio in questo momento storico (scorrendo i titoli di coda, a tal proposito, comparirà una scritta che ho trovato davvero molto divertente).

*Jo

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Una sirena a Parigi

UNA SIRENA A PARIGI

Autore: Mathias Malzieu
Anno di edizione: 2020
Casa editrice: Feltrinelli Editore

.: SINOSSI :.

Una pioggia ininterrotta si abbatte su Parigi. È giugno del 2016 e la Senna è in piena; un’atmosfera apocalittica e surreale avvolge la città. I dispersi sono sempre più numerosi e il fiume trascina oggetti di ogni tipo. D’un tratto, un canto ammaliante e misterioso attira l’attenzione di Gaspard Snow che, incredulo, sotto un ponte scopre il corpo ferito e quasi esanime di una sirena. Decide di portarla a casa per prendersene cura e guarirla, ma ben presto tutto si rivela più complicato di quanto non sembri. La creatura gli spiega che chiunque ascolti la sua voce si innamora di lei perdutamente fino a morire, e nemmeno chi come Gaspard si crede immune all’amore può sfuggirle. Inoltre, come può un essere marino vivere a lungo lontano dall’oceano? Gaspard non si dà per vinto e trova nell’ingegno, nell’estro e nel potere dell’immaginazione gli strumenti per affrontare questa mirabile avventura e difendere un altro grande sogno: salvare il Flowerburger, il suo locale a bordo di un’imbarcazione, un regno di musica, arte e libera espressione. Con Una sirena a Parigi, Mathias Malzieu dispiega le ali della fantasia, ricreando al sommo grado sensazioni oniriche e personaggi fantastici che richiamano La meccanica del cuore e Il bacio più breve della storia. Rende omaggio all’amore travolgente e impossibile, irrinunciabile energia vitale, fonte di creazione ma anche di distruzione.

.: IL NOSTRO GIUDIZIO :.

Ciò che Perrault, a suo tempo, fece regalando alla Francia una raccolta di favole, Malzieu lo sta facendo oggi con i suoi racconti: favole moderne di cui, un giorno, non mi stupirei di trovare piccole varianti esattamente come accade per Cenerentola o La Bella e la Bestia.
Una sirena a Parigi è solo l’ultima delle favole di Malzieu la cui scrittura, in questi anni, si è evoluta producendo testi di volta in volta sempre più piacevoli e maturi.
La meccanica del cuore, primo romanzo dell’autore, ci aveva conquistati con il suo linguaggio e le sue atmosfere a metà tra un film francese e una storia di Tim Burton; il Bacio più breve della storia ci aveva ubriacato, letteralmente, di neologismi e pensieri innamorati e, dopo queste due parabole sull’amore e i suoi corollari, L’uomo delle nuvole ci aveva riportato, con dolcezza e un po’ di malinconia, coi i piedi per terra a fare i conti anche con il dolore e la morte che, almeno idealmente, possono essere considerati il controcanto della gioia e dell’amore.
Una sirena a Parigi è un mix, ben riuscito ed equilibrato, di tutte queste suggestioni e tematiche.
Vita e tristezza, amore e morte, sogno e follia duettano per le strade di Parigi e la loro melodia si arricchisce di nuove tonalità e colori che riescono a rendere perfettamente le istantanee tratteggiate dall’autore.

Un altro libro che si aggiudica un 8/10 + un bonus di 2 punti tutto per la traduttrice Cinzia Poli che, ancora una volta, è riuscita a rendere alla perfezione l’estro di Malzieu seguendo il ritmo della sua scrittura come una ballerina ormai abituata alle acrobazie linguistiche del suo partner letterario.
Sarebbe bello, desiderio un po’ bislacco, vedere un giorno un romanzo di questa traduttrice.
Come gli altri romanzi di Malzieu anche questa favola contemporanea merita: vi sono regni, o chiatte se preferite, da salvare, principesse marine da soccorrere, mostri, più umani che mai, da sconfiggere e amici improbabili da trasformare in alleati.

*Jo

“E alla fine c’è la vita”, Conversazione con Davide Rossi

Sugli scaffali italiani ci sono sempre grandi e piccole novità e noi di Arcadia adoriamo presentarvele come si deve.
In questo caso, vorremmo segnalarvi un romanzo uscito da poco e frutto del lavoro della piccola editoria italiana: E alla fine c’è la vita, scritto da Davide Rossi.
Un romanzo che sembra voler conversare direttamente con la nostra anima, mettendoci davanti ai nostri difetti e ai nostri, piccoli o grandi che siano, peccati quotidiani. Attraverso le storie di quattro improbabili protagonisti, l’autore ci racconta la disperazione di un futuro negato ma anche la voglia di vivere e di riscattarsi.

Per l’occasione, Volpe ha deciso di intervistare l’autore, Davide Rossi, che ha gentilmente risposto a tutte le nostre domande.

– Voglio iniziare ringraziandola per il tempo che ha deciso di dedicarci per parlare del suo primo romanzo E alla fine c’è la vita edito da Apollo Edizioni. E’ la sua prima esperienza da romanziere?
Buongiorno, la ringrazio per la splendida opportunità. Si è il mio esordio letterario, un’esperienza fin qui faticosa ma fantastica.

– E ancora, come si è trovato con la realtà editoriale Italiana?
Con la mia casa editrice molto bene, mi hanno lasciato estrema libertà decisionale, sono molto competenti e, per quanto possibile, presenti. La realtà italiana mi è parsa caotica, con libri che spuntano come funghi e autori che scrivono quattro romanzi all’anno. Direi che qualcosa andrebbe rivisto, soprattutto in termini di qualità.

– Dalla sua biografia, dice di aver sempre avuto il cinema e la scrittura come suoi hobby. Da dove sono nati? E cosa l’ha spinta a trasformarli da semplici passioni a un vero e proprio lavoro?
Non ricordo esattamente il momento in cui la passione ha preso il sopravvento sul semplice interesse. Sicuramente la visione quotidiana di film e la continua lettura di libri e, anni fa, di fumetti ha nutrito il mio cervello ed esercitato la fantasia. Oggi è quasi una professione, dedico molto tempo alla scrittura, alla lettura e, quando posso, alla visione di film. Tutto fa parte di un processo creativo atto a sviluppare le proprie capacità artistiche.

– Leggendo la sinossi del suo romanzo, è inevitabile pensare a un testo sia di protesta sia di riscatto. Si parla di temi come l’alcol, la droga e il sesso; di vite perse e aspettative lasciate a marcire tra una festa e l’altra: eppure, alla fine ho sentito profumo di speranza.
E’ stata solo la mia immaginazione? Qual è il messaggio che desidera comunicare con il suo romanzo?

Racconto storie disperate, di ragazzi che dividono la loro esistenza e condividono la rabbia e la disperazione per un futuro che quotidianamente gli viene negato. Dietro una sottile e apparente soddisfazione per ciò che fanno c’è una profonda malinconia per come vivono.
La speranza sta nel tentativo di riscatto, nel cambiamento che cercano di attuare, ma ciò lo compiono più per gli altri che non per loro stessi. Cambiare per vivere ed esistere, una sconfitta o una vittoria? Non saprei, lascerei al lettore la sentenza finale.

– Le piacerebbe raccontarci un po’ dei suoi personaggi? Chi tra Marco, Mario, Marika e Marianna è il personaggio che le sta più a cuore?
Ogni personaggio custodisce dentro di sè una forza intrinseca e una serie di debolezze che me lo fanno amare e lo rendono unico ai miei occhi. Marco è la leggerezza, sognatore e libertino, con questa irresistibile voglia di innamorarsi, ma anche di autodistruzione attraverso qualsiasi sostanza psicotropa; Marianna è una donna forte, dalla personalità apparentemente superficiale, che però nasconde un animo forte e combattivo; Marika è sensualità, debolezza, è l’amore negato e quello vissuto; Mario è un ragazzo fragile, dalla vita impegnata, in cerca di riscatto dalla vita. Tutti sono importanti, insieme rappresentano i ragazzi di oggi, problematici e disorientati, ma allo stesso tempo pronti e battaglieri.

– Parlando proprio della scrittura in sé: qual è la sua più grande fonte di ispirazione? Per il suo romanzo ha preso spunto da storie conosciute o ha lavorato soprattutto di fantasia?
La vita quotidiana è fonte continua di spunti e ispirazione. Nel caso del mio romanzo la lettura, la cinematografia mi hanno aiutato nella scrittura del romanzo, in particolare lo scrittore statunitense B. E. Ellis, vero maestro, la cui opera “Le regole dell’attrazione” mi ha guidato durante la stesura del mio testo.

– Infine, ma non per importanza, dalla sua biografia ho letto che si è occupato spesso di sceneggiature e che una di queste ha avuto particolare successo trovando posto nel lungometraggio Benvenuti a casa Verdi, uscito nel 2013. Ci può parlare brevemente di questa sua esperienza?
Una bella esperienza, perchè ha rappresentato all’epoca per me un punto di arrivo. Il mio più grande sogno era quello di fare lo sceneggiatore, e mi venne proposto di scrivere a sei mani una sceneggiatura che parlasse dell’omonima casa di riposo sita in Milano, i cui ospiti sono tutti musicisti o famigliari di artisti che hanno calcato il palco dell’opera italiana. Devo ammettere che è stato un viaggio all’interno di un mondo che non conoscevo, attraverso a vite fantastiche, accompagnato dalla regista e dall’aiuto regista.

Per ringraziare l’autore del tempo dedicatoci e per salutarvi, lascio la sinossi completa del romanzo nonché il link all’incipit letto da Valter Zanardi. 
Buona lettura!

Marco si sveglia dopo l’ennesima notte di eccessi. Marianna vomita in un bagno dell’università. Mario si ritrova bloccato in un letto di ospedale. Marika finisce a letto con un professore. Tante vite che si bruciano, annientandosi con tutto ciò che è legale ed illegale, alla ricerca disperata di un’altra boccata di ossigeno. – Quale futuro mi riserva la vita?- pensa senza mai dirlo Marco. Osserva Marika, invece della lezione, fantastica su di lei, se ne innamora. Si innamora dell’idea di vita con lei. La insegue durante una delle mille feste, salvo perderla per sempre. Marianna vive la propria vita senza limiti. Si concede ai ragazzi. Ama le griffe, l’estetica, l’apparenza le illude la vita. La realtà le serve il conto facendole scoprire che aspetta un bambino. È innamorata di Marco, ma la loro relazione è finita lasciando dei conti in sospeso fra i due. Ora aspetta un bambino, e pensa sia suo. Mario frequenta l’ateneo da pendolare. Ha un’esistenza quieta e fatta di pochi fronzoli. Ha litigato con Marco perché ha frequentato Marianna. Ora, dopo un malore, la malattia e l’ospedale capisce che la vita è molto di più che tenersi a galla. Marika è una ragazza spagnola, arrivata a Pavia grazie ad uno dei tanti progetti Erasmus. Lavora e studia. Una routine che non le lascia grande spazio per una vita sociale amplia. La rottura con Jorge la spinge ad intraprendere un viaggio nei party bagnati dall’alcol e animati dalle droghe. Finirà in coma dopo un incidente stradale. Si riprenderà qualche giorno dopo, desiderosa di cancellare quella parentesi frenetica dai suoi ricordi. Un caleidoscopio su tante giovani vite, intrappolate dall’ansia di vivere la vita al massimo. Il raggiungimento dell’abisso li spingerà a riemergere, obbligandoli a prendere decisioni drastiche.

*Volpe

Il suono del mondo a memoria

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IL SUONO DEL MONDO A MEMORIA

Autore: Giacomo Bevilacqua
Casa editrice: Bao
Anno di Pubblicazione: 2016

.: SINOSSI :.

Sam sta scrivendo un articolo. Una cosa complessa, che comporta che lui vada a vivere per due mesi a Manhattan e non parli assolutamente con nessuno. Ce la farà? In un certo senso sì, ma con le cose che Sam non ha previsto ci si potrebbe scrivere un libro. Giacomo Bevilacqua l’ha fatto, e l’ha disegnato, e poi l’ha colorato così magnificamente da restituire la luce di New York in modo magnifico e quasi commovente.Meno saprete di questo libro fino al momento di immergervi nella lettura, più ve ne innamorerete. E poi direte questa stessa cosa alle persone cui lo regalerete. Fidatevi.

.: IL NOSTRO GIUDIZIO :.

Un romanzo disegnato, scritto non solo con le parole ma anche e soprattutto con colori splendidi, brillanti e limpidi.
Un viaggio, una favola dolce che prende avvio nell’anima di una persona che potrebbe essere chiunque di noi: Sam ha i suoi riti, le sue piccole manie quotidiane che lo portano via dal dolore, è un buon osservatore e, soprattutto, è un fotografo.
Attraverso tavole coloratissime e veramente ben disegnate, Bevilacqua ci racconta di come alla fine, la felicità ci trovi a forza anche se noi le diamo contro in ogni modo possibile.
Sam non crede di meritarsi di essere di nuovo felice: gli sembra uno sgarbo a chi ha dovuto lasciare indietro, ma New York gli gioca contro e, con la complicità di qualcuno speciale tanto quanto lui, gli mostra che tutti possono sorridere di nuovo.
Nonostante non ci sia neanche un dialogo, i pensieri e le tavole sono più che sufficienti per portare avanti una trama dolce, emozionante e tenera: non è qualcosa di nuovo o assolutamente originale, spesso anzi succede esattamente ciò che ci si aspetta. Tuttavia, l’autore lo porta al lettore con una tale delicatezza da farlo risultare semplicemente perfetto: succede perché deve essere così.
La narrazione ha due punti di vista che spesso si alternano creando un gioco narrativo molto interessante. Importante, secondo me, è arrivare in fondo e poi ricominciare, senza leggere ma osservando solo i disegni: potrebbero esserci particolari che, inizialmente, non si ha avuto modo di notare.

Il mio voto è 9/10, la narrazione cala un po’ proprio poco prima del finale, nonostante ciò però si riprende alla grande.
Lo consiglio ovviamente a chi ama le graphic novel, ma anche a chi vuole cominciare a leggerle.
A chi ama le storie tenere e significative che raccontano il viaggio di una vita. Bellissima, e da leggere, la dedica iniziale.

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*Volpe

Per amore delle parole. Vita e passioni di Virginia Woolf

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PER AMORE DELLE PAROLE. VITA E PASSIONI DI VIRGINIA WOOLF

Autore: Beatrice Masini
Casa editrice: EL
Anno di pubblicazione: 2005

.: SINOSSI :.

Un’infanzia felice interrotta dalla morte della mamma; una giovinezza di libertà, dedicata a far crescere la propria passione; un marito colto e acuto; una sorella adorata e adorante; amici e amiche brillanti, con cui scambiare pensieri e passioni. Ma anche il timore di non essere riconosciuta come scrittrice, e il pozzo nero della depressione sempre lì a un passo, insidioso, senza fondo. La vita di Virginia Woolf è stato tutto questo.
Età di lettura: da 9 anni.

.: IL NOSTRO GIUDIZIO :.

La vita di Virginia Woolf è un capolavoro e la sua biografia, scritta da Beatrice Masini, le rende pienamente giustizia raccontandone la vita con poesia ed eleganza, stile e attenzione alle parole a cui la Woolf era estremamente devota.
Raccontare gli anni di una scrittrice come Virginia Woolf non è un’impresa facile e, leggendo questo centinaio di pagine, si ha la sensazione di trovarsi ad un ballo: un ricevimento a cui sono stati invitati cavalieri affascinanti e terribili come la morte, la malattia e la disperata ricerca di un qualcosa che inesorabilemente sfugge; ma anche timide dame come la vita, l’amore e l’amicizia.
I capitoli sono istantanee di una vita che, pagina dopo pagina, ci sembra sempre più vicina e in un certo senso familiare e, ad un certo punto, i pensieri di Virginia Woolf diventano i nostri e non ci sembrano più così assurdi o frutto di una mente malata.
Nonostante questi doverosi apprezzamenti, sono costretta ad abbassare il voto del libro che ha mancato completamente il pubblico a cui è rivolto (dai 9 anni).
Lo stile poetico e musicale di Beatrice Masini non è facile e non lo trovo particolarmente adatto ai giovanissimi lettori che, il più delle volte, a nove anni stanno muovendo i primi passi nel cammino iniziatico che è la letteratura. La biografia stessa dell’autrice, complessa, spietata e allo stesso tempo romantica, non è stata adattata al pubblico per cui è pensata e alcuni paragrafi introducono il lettore in un mondo che, per il momento, è meglio tenere lontano dai bambini.

Fatte queste considerazioni, il mio voto è 6,5/10.
Mi dispiace assegnare un punteggio così basso ad un libro così ben scritto, ma nel recensirlo ho dovuto tenere conto anche dei dettagli di cui ho già scritto sopra.
Consiglio fortemente questo libro ai giovani lettori (dai 12/13 anni in su) e anche ai lettori più esperti e “stagionati” che, vedendolo tra i libri per bambini, rischiano di lasciarsi sfuggire un testo veramente ben scritto, poetico e realistico; che regala un bel ritratto di Virginia Woolf.

*Jo

Il magico potere di sbattersene il ca**o

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IL MAGICO POTERE DI SBATTERSENE IL CA**O

Autore: Sarah Knight
Casa editrice: Macro Edizioni
Anno di pubblicazione: 2016

.: SINOSSI :.

Questo manuale vi spiega come liberarvi dagli obblighi indesiderati e dal senso di vergogna e di colpa che vi attanaglia quando dedicate il vostro tempo alle persone e alle cose che vi rendono felici. Dai melodrammi di famiglia all’aspirazione ad avere un fisico da bikini: Sarah Knight vi spiega il semplice ed efficace Metodo NotSorry per il riordino mentale che vi aiuterà a scatenare il potere di sbattersene il ca**o e vi permetterà di investire il vostro tempo, la vostra energia e le vostre finanze nelle cose che contano davvero.

.: IL NOSTRO GIUDIZIO :.

Nonostante il titolo accattivante e simpatico, nonché decisamente promettente, il libro non ha mantenuto in tutte le sue parti lo spirito necessario ad essere eletto “manuale di vita”.
Chiaro, l’autrice ha fatto del suo meglio per affrontare un tema molto complicato come quello della noia, dello stress e dell’ansia riguardo a certi rapporti sociali o lavorativi, ma in molti punti ho trovato la sua analisi lievemente superficiale.
Il consiglio che da più di frequente è appunto quello di “sbattersene il c***o”, di non prestare attenzione a cosa pensano di noi e di fare, in sostanza, ciò che ci rende felici cercando di abbandonare ciò che ci rende infelici.
Sebbene in linea generale il consiglio sia buono ho due commenti da fare: il primo è che non servivano duecento pagine per dirlo, e il secondo è che questa particolare visione della vita può portare alcune persone a prendere decisioni davvero affrettate di cui si pentiranno.
L’autrice dice di aver lasciato il lavoro e aver cominciato a lavorare in proprio perché troppo stressata, bene, lei è riuscita ma gli altri riusciranno? Non vorrei che sull’onda dell’entusiasmo qualcuno provi a fare la stessa cosa per poi trovarsi con le pezze ai piedi.
La fa facile in certi casi finendo per risultare un po’ superficiale: non per tutti è semplice ignorare determinate persone o situazioni e il senso di colpa non svanisce solo mettendo in gioco lo stratagemma che lei chiama “sono opinioni e non sentimenti”, talvolta quella che per noi è un’opinione può davvero ferire i sentimenti di qualcuno rendendo totalmente inefficace il metodo.
Sarebbe stato meglio, almeno a mio avviso, un’approfondimento psicologico più ampio: tentare di spiegare a livello mentale cosa entra e in gioco, le possibili cause e, soprattutto, un numero di consigli pratici più ampio lasciando l’analisi sul generico ed evitando esempi troppo precisi e molto improntati sullo stile di vita americano.
Lo stile è semplice, ironico, avendolo letto in lingua originale ho potuto apprezzare alcuni giochi di parole che probabilmente in Italiano si sono persi.

Mi rendo conto di essere una persona pesante, credo che con me non abbia funzionato affatto, ma ciò non significa che non possa funzionare per voi.
il mio voto è 7/10, la lettura è stata comunque piacevole e simpatica e su alcuni esempi ho riso, di sicuro l’ironia non manca all’autrice.

*Volpe

Il cammino dell’arco

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IL CAMMINO DELL’ARCO

Autore: Paulo Coelho
Anno: 2005
Casa editrice: La nave di Teseo

.: SINOSSI :.

Tetsuya è il miglior arciere del paese, ma si è ritirato a vivere come un umile falegname in una valle remota. Un giorno, un altro arciere venuto da lontano lo rintraccia e si presenta a lui per confrontarsi col migliore di tutti. Tetsuya raccoglie la sfida, in cui dimostra allo straniero che non basta l’abilità tecnica per avere successo, con l’arco e nella vita. Un giovane del villaggio ha assistito al confronto, e implora Tetsuya di insegnargli il cammino dell’arco di cui ha tanto sentito parlare. Il maestro cede all’entusiasmo del giovane e decide di rivelargli i suoi segreti, che non faranno di lui soltanto un bravo arciere, ma soprattutto un grande uomo. Il ragazzo, attraverso una serie di consigli ed esempi, impara così a scegliere con cura gli alleati, a concentrarsi sul giusto obiettivo, a lavorare su di sé con costanza per migliorarsi, trovando la serenità anche nei momenti burrascosi. Vent’anni dopo il successo mondiale del Manuale del guerriero della luce, Paulo Coelho regala ai suoi lettori una nuova intensa storia di formazione.

.: IL NOSTRO GIUDIZIO :.

Con una serie di aforismi, più o meno lunghi, Coelho ci accompagna, tramite le parole del saggio Tetsuya, in un viaggio che durerà tutta la nostra vita.
Il cammino dell’arco non è altro che una metafora, forse un po’ prevedibile, della vita e delle sue difficoltà.
Mi aspettavo esattamente quello che ho trovato quindi, in realtà, devo dirmi piuttosto soddisfatta: le parole di Coelho sono belle, scelte con cura e le metafore reggono facendo nascere una lettura a due livelli interpretativi che è comunque degna di rispetto. Personalmente, non sono un’amante sfegatata di questo stile breve e cadenzato. Lo trovo più adatto ad un libro di poesie che ad un libro che vuole mostrarsi come un romanzo che racconta una storia.
Sicuramente, gli insegnamenti di Tetsuya possono essere utili a chiunque in un momento di difficoltà: è sempre bene ricordarsi che la vita è un viaggio e ogni avversità è solo passeggera. In fin dei conti, ha aiutato anche me.

Mi sento di dare al libro un 8/10, come ho detto sopra, immaginavo di trovarmi davanti qualcosa scritto questo stile e ha pienamente soddisfatto le mie aspettative, la sola cosa che non ho apprezzato è stato il tentativo di dare una storia a qualcosa che di per sé reggeva senza bisogno di aiuto.
Lo consiglio a chi vuole leggere qualcosa di leggero e veloce e a chi sta cercando risposte e soluzioni a momenti dolori della propria vita.

*Volpe

Biblioterapia: quando un libro ti cambia la vita

abbraccio-libro.jpgQuando ogni cosa sembra andare male, il lettore è abituato a ritirarsi dietro le pagine del suo libro. Qui, si perde tra le righe, le trame e i personaggi ricercando un conforto completo per superare il brutto momento e trovare la forza di andare avanti.
Alle volte, si cerca di dare questo conforto momentaneo anche ai non lettori, spesso appellandoli con la tipica, burbera frase: “Fai male a non leggere, un libro ti cambia la vita!”

Bene, lettori, che voi ci crediate o no, c’è chi di questa frase ha fatto il proprio lavoro portando i libri dal campo della letteratura a quello della psicologia.
Si tratta di coloro che praticano la “book therapy”, la biblioterapia, ossia risolvono i problemi psicologici, dalla più semplice rottura con il fidanzato a problemi un po’ più pesanti, attraverso i libri.
La disciplina della biblioterapia nasce in Inghilterra addirittura agli inizi del ‘900 ma raggiunge l’Italia quasi 100 anni dopo nel 1998.
Nonostante questo “ritardo”, anche noi possiamo godere dei benefici di questa disciplina che si adagia tra la letteratura e la scienza.
I biblioterapisti effettuano terapie di gruppo o più classici colloqui faccia a faccia, entrambi sono svolti con il preciso intento di indirizzare il paziente verso una lettura in cui egli si possa ritrovare e che possa aiutarlo a passare oltre un periodo che pare insormontabile.
I vantaggi di questa terapia sono innumerevoli, il terapista infatti darà come compito a casa al paziente, la lettura di un libro che gli insegni quegli atteggiamenti cognitivo-comportamentali di cui è privo o che ha bisogno di rinforzare concentrandosi sulle aree dell’autostima, dell’autoefficacia, delle capacità di adattamento e molto altro ancora.
Sono interessanti anche gli aiuti che la biblioterapia da ai famigliari dei pazienti: vi sono alcuni disturbi complicati da capire o che paiono ovvi e vengono presi sotto gamba da chi non li vive. Leggere un romanzo in cui l’autore è stato in grado di esprimente una sensazione o una situazione non convenzionale può aiutare un famigliare a capire cosa passa per la mente del paziente ed essere in tutto e per tutto un aiuto e uno stimolo alla sua completa guarigione.

Del resto, si sa, non c’è modo migliore per sentirsi tranquilli che parlare con qualcuno che ha vissuto le nostre stesse esperienze, che ci capisce e che può darci una mano. E se questa persona vivesse in un libro?

Per ulteriori approfondimenti, vi lascio questo utilissimo link sulla Biblioterapia.

*Volpe

IL DUBBIO

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IL DUBBIO

Autore: De Crescenzo
Casa editrice: Mondadori
Anno di pubblicazione: 1993

.:SINOSSI:.
Le eterne domande dell’uomo sulla vita, su Dio, sull’universo.

.:IL NOSTRO GIUDIZIO:.
Sinossi un po’ breve?
Proprio come il libro.
Si tratta un libro filosofico che tratta, appunto, delle domande esistenziali che mettono da sempre in crisi l’animo umano: “Esiste Dio o l’universo è gestito dal Caso?”; “Cos’è il Caso e cos’é la Necessità?”; “Cos’é il Dubbio?”; “E la Relatività?”.
Con uno stile fresco, originale, ironico e divertente De Crescenzo crea domande nel suo lettore tramite brevi stralci di vita quotidiana, non si propone di darci delle risposte: nessuno le può avere se non da se stesso.
Ci racconta come lui è giunto a determinate conclusioni invitandoci a riflettere sugli stessi temi e, quando diventa più tecnico, ci tratta come allievi accompagnandoci passo passo fino a quando non otteniamo le competenze necessarie per fare il passo da soli e cominciare a pensare senza l’aiuto di questo ingegnere filosofo.
Un ottimo libro per chi desidera perdersi poche ore (è veramente breve) nella gioia del pensiero critico-filosofico.

Do al libro un 8/10, è ben strutturato, per niente pesante e molto fresco, ma è veramente troppo corto e certi intermezzi sono esageratamente lunghi.
Lo consiglio a chi è particolarmente interessato agli argomenti trattati e alla filosofia, lo sconsiglio a chi preferisce letture leggere nelle quali non serve interrogarsi sui massimi sistemi.

*Volpe