Sullo scaffale: pagine e mimose per la festa della donna.

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In occasione della festa della donna, vogliamo proporvi uno scaffale interamente dedicato alle eroine e alle donne che hanno fatto grande la storia della letteratura.
Storie per ragazzi, lettori maturi e classici indimenticabili usciti dalle penne di autrici immortali o che hanno per protagoniste giovani e donne emancipate e coraggiose.
Chi sono i vostri personaggi femminili preferiti? Quali sono le autrici di cui non perdete nemmeno un libro?

RAGAZZI 

“Piccole donne” di Louisa Alcott: Meg, Jo, Beth ed Emily sono quattro giovani sorelle di età compresa tra gli undici e i diciassette anni. Le quattro sorelle, tutte magistralmente descritte e caratterialmente diverse, vivono con la madre, molto attenta e prodiga di buoni consigli, in attesa del ritorno del padre, partito per la Guerra di Secessione come cappellano. Le vicende della famiglia March si susseguono una dopo l’altra, con storie piacevoli ed altre dolorose, ma sempre affrontate con coraggio e dignità dalle giovani protagoniste, che conducono una vita “decorosa”, radicata a saldi principi morali.

“Storia di una ladra di libri” di Mark Zusak: Fu a nove anni che Liesel iniziò la sua brillante carriera di ladra. Certo, aveva fame e rubava mele, ma quello a cui teneva veramente erano i libri, e più che rubarli li salvava. Il primo fu quello caduto nella neve accanto alla tomba dove era stato appena seppellito il suo fratellino. Stavano andando a Molching, vicino a Monaco, dove li aspettavano i loro genitori adottivi. Il secondo, invece, lo sottrasse al fuoco di uno dei tanti roghi accesi dai nazisti. A loro piaceva bruciare tutto: case, negozi, sinagoghe, persone… Piano piano, con il tempo ne raccolse una quindicina, e quando affidò la propria storia alla carta si domandò quando esattamente la parola scritta avesse incominciato a significare non solamente qualcosa, ma tutto. Accadde forse quando vide per la prima volta la libreria della moglie del sindaco, un’intera stanza ricolma di volumi? Quando arrivò nella sua via Max Vandenburg, ex pugile ma ancora lottatore, portandosi dietro il “Mein Kampf” e infinite sofferenze? Quando iniziò a leggere per gli altri nei rifugi antiaerei? Quando s’infilò in una colonna di ebrei in marcia verso Dachau? Ma forse queste erano domande oziose, e ciò che realmente importava era la catena di pagine che univa tante persone etichettate come ebree, sovversive o ariane, e invece erano solo poveri esseri legati da spettri, silenzi e segreti.

“Cose che nessuno sa” di Alessandro D’avenia: Margherita ha quattordici anni e sta per varcare una soglia magica e misteriosa: l’inizio del liceo. Un mondo nuovo da esplorare e conquistare, sapendo però di poter contare sulle persone che la amano. Ma un giorno, tornata a casa, ascolta un messaggio nella segreteria telefonica: è di suo padre, che non tornerà più a casa. Margherita ancora non sa che affrontando questo dolore si trasformerà a poco a poco in una donna, proprio come una splendida perla fiorisce nell’ostrica per l’attacco di un predatore marino. Accanto a lei ci sono la madre, il fratellino vivace e sensibile e l’irriverente nonna Teresa. E poi Marta, la compagna di banco sempre sorridente, e Giulio, il ragazzo più cupo e affascinante della scuola. Ma sarà un professore, un giovane uomo alla ricerca di sé eppure capace di ascoltare le pulsazioni della vita nelle pagine dei libri, a indicare a Margherita il coraggio di Telemaco nell'”Odissea“: così che il viaggio sulle tracce del padre possa cambiare il suo destino.

“Harry Potter – Saga” di J.K. Rowling: Harry Potter è un ragazzo di undici anni che, in seguito alla misteriosa morte dei genitori, vive con gli zii, i Dursley, al numero 4 di Privet Drive.
Ogni giorno Harry è vittima delle angherie del cugino e delle cattiverie ingiustificate degli zii che non perdono mai occasione per screditarlo e sbattergli in faccia la generosità con cui lo hanno accolto e cresciuto. La vita di Harry è tuttavia destinata a cambiare all’indomani del suo undicesimo compleanno, stormi di gufi sorvolano l’abitazione dei Dursley e lettere misteriose  vengono fatte prontamente sparire, accrescendo la curiosità del ragazzo. L’arrivo di un gigante buono svelerà il mistero e Harry si ritroverà a vagare in un mondo magico dove i ragazzi e le ragazze studiano per diventare maghi e streghe, dove le persone possono trasformarsi in animali, e lo sport si pratica a cavallo di velocissimi manici di scopa. Ma il pericolo è dietro l’angolo e, frequentando la scuola di magia e stregoneria di Hogwarts, Harry dovrà sfoderare tutto il suo coraggio e trovare degli amici fidati per affrontare il male senza esserne sedotto.

“Hunger Games – La trilogia” di Suzanne Collins: Katniss Everdeen sa bene che vincere significa fama e ricchezza, perdere significa morte certa; ma per vincere bisogna scegliere. Tra sopravvivenza e amore. Tra egoismo e amicizia. La trilogia Hunger Games include i romanzi: “Hunger games”, “La ragazza di fuoco”, “Il canto della rivolta”.

“Divergent – Saga” di Veronica Roth: Divergent. Una scelta può cambiare il tuo destino. Beatrice deve scegliere la fazione a cui dedicare la propria vita. La decisione si fa ancora più difficile quando scopre di essere un’anomalia del sistema. Insurgent. Una scelta può annientarti. Mentre la guerra tra le fazioni sta per scoppiare, Tris deve decidere da che parte stare e abbracciare completamente il suo lato divergente. Allegiant. Una scelta può segnarti. L’appassionante conclusione della saga distopica che ha appassionato milioni di lettori in tutto il mondo.

“Queste oscure materie- Saga” di Philip Pullman: Lyra, ragazzina impetuosa, appassionata, onestissima e ingenua bugiarda, vive al Jordan College di Oxford. Oxford non è lontana da Londra, e Londra è in Inghilterra. Ma il mondo di Lyra è ben diverso dal nostro. Oltre l’Oceano c’è l’America, ma lo stato più importante di quel continente si chiama Nuova Francia; giganteschi orsi corazzati regnano sull’Artico; lo studio della natura viene chiamato “teologia sperimentale”. E soprattutto ogni essere umano ha il suo daimon: un compagno, una parte di sé di sesso opposto al proprio, grazie al quale nessuno deve temere la solitudine.
Nel nostro universo vive Will, orgoglioso, sensibile, leale e coraggioso, ma sfuggente come un gatto: i due ragazzi, provenienti da mondi diversi, si incontrano, si scontrano e diventano amici per la pelle. Will è in possesso della lama sottile, un misterioso coltello che permette il passaggio tra i mondi. Lyra però è al centro di un’antica profezia delle streghe e il Magisterum ha decretato la sua morte. Will e Lyra sono coscienti di avere un compito importante da svolgere, ma non sanno quale sia: perché la profezia si avveri non dovranno obbedire a un destino predefinito, ma essere liberi di scegliere.

“Fangirl” di Rainbow Rowell: Approdata all’università, dove la sua gemella Wren vuole solo divertirsi tra party, alcool e ragazzi, la timidissima Cath si trova sola per la prima volta e si rinchiude nella sua stanza a scrivere la fanfiction di cui migliaia di fan attendono il seguito. Ma una compagna di stanza scontrosa con il suo ragazzo carino che le sta sempre intorno, una professoressa di scrittura creativa che pensa che le fanfiction siano solo un plagio, e un affascinante aspirante scrittore che vuole lavorare con lei, obbligheranno Cath ad affrontare la sua nuova vita.

ADULTI:

“Il cavaliere d’inverno – Trilogia” di Paullina Simons: Leningrado, 1941. In una tranquilla sera d’estate Tatiana e Dasha, sorelle ma soprattutto grandi amiche, si stanno confidando i segreti del cuore, quando alla radio il generale Molotov annuncia che la Germania ha invaso la Russia. Uscita per fare scorta di cibo, Tatiana incontra Alexander, un giovane ufficiale dell’Armata Rossa che parla russo con un lieve accento. Tra loro scatta subito un’attrazione reciproca e irresistibile. Ma è un amore impossibile, che potrebbe distruggerli entrambi. Mentre un implacabile inverno e l’assedio nazista stringono la città in una morsa, riducendola allo stremo, Tatiana e Alexander trarranno la forza per affrontare mille avversità e sacrifici proprio dal legame segreto che li unisce.

“Prometto di sbagliare” di  Pedro Chagas Freitas: Il locale è affollato e rumoroso. L’uomo è seduto vicino alla finestra e guarda il cielo grigio, annoiato come ogni lunedì mattina. Improvvisamente si volta e lei è lì, di fronte a lui. Gli occhi carichi di stupore e l’imbarazzo tradito dal tremito delle dita che afferrano la borsa. Sono passati anni dall’ultima volta che l’ha vista, il giorno in cui l’ha lasciata. Senza una spiegazione, senza un perché, se n’è andato spezzandole il cuore. Da allora, lei si è rifatta una vita, e anche lui. Eppure solo ora si rende conto di non avere smesso di amarla neanche per un secondo. Per questo, quando lei cerca di fuggire da lui, troppo sconvolta dalle emozioni che la scuotono, l’uomo decide di fermarla. E nel loro abbraccio, in mezzo ai passanti, prometterle di tentare, agire, cadere, sbagliare di nuovo. Amarla. Davvero e per sempre. Questa sembrerebbe la fine, ma non è che l’inizio della loro storia. Perché ogni loro gesto, ogni lettera che si scrivono, ogni persona che incontrano, ha un universo da raccontare. E l’amore è il filo rosso che lega tutto. Quante volte ci siamo chiesti com’era l’amore da cui siamo nati? Come si è sentito nostro padre la prima volta che ci ha tenuto in braccio? L’emozione più grande è quella di ritrovare quello che si è perso e amarlo di nuovo, come se fosse la prima volta.

“Ogni mattina a Jenin” di Susan Abulhawa: “La nostra rabbia è un furore che gli occidentali non possono capire. La nostra tristezza fa piangere le pietre.”
Attraverso la voce di Amal, la brillante nipotina del patriarca della famiglia Abulheja, viviamo l’abbandono della casa dei suoi antenati di ‘Ain Hod, nel 1948, per il campo profughi di Jenin. Assistiamo alle drammatiche vicende dei suoi due fratelli, costretti a diventare nemici: il primo rapito da neonato e diventato un soldato israeliano, il secondo che invece consacra la sua esistenza alla causa palestinese. E, in parallelo, ripercorriamo la storia di Amal: l’infanzia, gli amori, i lutti, il matrimonio, la maternità e, infine, il suo bisogno di condividere questa storia con la figlia, per preservare il suo più grande amore.
La storia della Palestina, intrecciata alle vicende di una famiglia che diventa simbolo delle famiglie palestinesi, si snoda nell’arco d quasi sessanta anni, attraverso gli episodi che hanno segnato la nascita di uno stato e la fine di un altro.  In primo piano c’è la tragedia dell’esilio, la guerra, la perdita della terra e degli affetti, la vita nei campi profughi, come rifugiati, condannati a sopravvivere in attesa di una svolta. L’autrice non cerca i colpevoli tra gli israeliani, che anzi descrive con pietà, rispetto e consapevolezza, racconta invece la storia di tante vittime capaci di andare avanti solo grazie all’amore.

“Lettere a una ragazza in Turchia” Antonia Arslan: “Tu devi avere un coraggio nuovo, mia ragazza di Turchia. Ti vogliono rimandare indietro a tempi lontani, mentre a te piacciono capelli al vento e gonne leggere, ascoltare musiche forti, andare a zonzo con gli amici e sentirti uguale a loro. Vorresti lottare a viso scoperto. E invece dovrai scoprire di nuovo il coraggio sotterraneo dei deboli, l’audacia che si muove nell’ombra, e cercare nella tua storia antica le ragioni e la forza per sopravvivere.” Queste le parole di Antonia Arslan nella sua lettera immaginata a una ragazza turca. Con la maestria che è solo dei grandi narratori, Antonia Arslan ripercorre le vicende delle sue antenate armene, tessendo un racconto che si dipana attraverso un filo teso dai tempi antichi per arrivare fino ai giorni nostri. Perché la paura subdola che ci colpisce ogni giorno, le oscure premonizioni che si propagano da Oriente a Occidente, da Istanbul a Bruxelles, sono le stesse delle donne armene che si sono sacrificate in nome della libertà. L’antidoto contro la paura è la memoria, è il tappeto di storie di chi ha subito un ribaltamento del suo mondo all’improvviso. L’autrice della “Masseria” ci regala un libro intimo, attualissimo, un viaggio straordinario in cui rida vita alle vicende di donne che combattono per il proprio futuro e per restare se stesse.

“Tempesta di neve e profumo di mandorle” di Camilla Läckberg : Manca poco meno di una settimana a Natale. Adagiata contro le rocce grigie, con le sue casette di legno ammantate di neve, Fjallbacka regala uno spettacolo particolarmente suggestivo, un paesino fiabesco affacciato sul mare di ghiaccio. Martin Molin, collega di Patrik Hedstrom alla stazione di polizia di Tanumshede, ha raggiunto la fidanzata Lisette sulla vicina isola di Valo per una festa di famiglia. Mentre il vento infuria, durante la cena il vecchio patriarca dall’immensa fortuna muore improvvisamente. Nell’aria si avverte un vago aroma di mandorle amare, e a Martin Molin non resta che cercare di far luce su quella morte misteriosa. Intanto, la violenta tempesta che agita le acque gelide dell’arcipelago non accenna a placarsi, e ogni contatto con la terraferma è interrotto.

“L’eleganza del riccio” di Muriel Barbery : Renée Michel sembra essere la comunissima portinaia del numero 7 di rue Grenelle, un condominio parigino abitato da famiglie facoltose: è apparentemente sciatta, pigra, perennemente presa dalla cura del suo gatto (Lev, in onore di Tolstoj), dalla televisione e dalle sue piccole faccende private. In realtà, Reneé è una persona coltissima: si interessa di arte, di filosofia, di cinema, di musica classica e di cultura giapponese ma preferisce dissimulare la propria erudizione. È vedova, ma non affronta la sua solitudine con rancore o nostalgia, bensì esplorando ogni sfaccettatura della propria anima, ogni sfumatura dei propri sentimenti con grande distacco e grande perizia filosofica. Solo un segreto doloroso, celato sino alla fine, sfugge alle sue analisi.

“Il profumo delle foglie di limone” di Clara Sanchez : Spagna, Costa Blanca. Il sole è ancora caldo nonostante sia già settembre inoltrato. Per le strade non c’è nessuno, e l’aria è pervasa dal profumo di limoni che arriva fino al mare. È qui che Sandra, trentenne in crisi, ha cercato rifugio: non ha un lavoro, è in rotta con i genitori, è incinta di un uomo che non è sicura di amare. Si sente sola, ed è alla disperata ricerca di una bussola per la sua vita. Fino al giorno in cui non incontra occhi comprensivi e gentili: si tratta di Fredrik e Karin Christensen, una coppia di amabili vecchietti. Sono come i nonni che non ha mai avuto. Momento dopo momento, le regalano una tenera amicizia, le presentano persone affascinanti, come Alberto, e la accolgono nella grande villa circondata da splendidi fiori. Un paradiso. Ma in realtà si tratta dell’inferno.Perché Fredrik e Karin sono criminali nazisti. Si sono distinti per la loro ferocia e ora covano il sogno di ricominciare. Lo sa bene Julián, scampato al campo di concentramento di Mauthausen, che da giorni segue i loro movimenti. Sa bene che le loro mani rugose si sono macchiate del sangue degli innocenti. Ma ora, forse, può smascherarli e Sandra è l’unica in grado di aiutarlo. Non è facile convincerla della verità. Eppure, dopo un primo momento di incredulità, la donna comincia a guardarli con occhi diversi e a leggere dietro quella fragile apparenza. Adesso Sandra l’ha capito: lei e il suo piccolo rischiano molto. Ma non importa. Perché tutti devono sapere. Perché è impossibile restituire la vita alle vittime, ma si può almeno fare in modo tutto ciò che è successo non cada nell’oblio. E che il male non rimanga impunito.

“Il linguaggio segreto dei fiori” di Vanessa Diffenbaugh : Victoria ha paura del contatto fisico. Ha paura delle parole, le sue e quelle degli altri. Soprattutto, ha paura di amare e lasciarsi amare. C’è solo un posto in cui tutte le sue paure sfumano nel silenzio e nella pace: è il suo giardino segreto nel parco pubblico di Portero Hill, a San Francisco. I fiori, che ha piantato lei stessa in questo angolo sconosciuto della città, sono la sua casa. Il suo rifugio. La sua voce. È attraverso il loro linguaggio che Victoria comunica le sue emozioni più profonde. La lavanda per la diffidenza, il cardo per la misantropia, la rosa bianca per la solitudine. Perché Victoria non ha avuto una vita facile. Abbandonata in culla, ha passato l’infanzia saltando da una famiglia adottiva a un’altra. Fino all’incontro, drammatico e sconvolgente, con Elizabeth, l’unica vera madre che abbia mai avuto, la donna che le ha insegnato il linguaggio segreto dei fiori. E adesso, è proprio grazie a questo magico dono che Victoria ha preso in mano la sua vita: ha diciotto anni ormai, e lavora come fioraia. I suoi fiori sono tra i più richiesti della città, regalano la felicità e curano l’anima. Ma Victoria non ha ancora trovato il fiore in grado di rimarginare la sua ferita. Perché il suo cuore si porta dietro una colpa segreta. L’unico capace di estirparla è Grant, un ragazzo misterioso che sembra sapere tutto di lei. Solo lui può levare quel peso dal cuore di Victoria, come spine strappate a uno stelo. Solo lui può prendersi cura delle sue radici invisibili.

CLASSICI SENZA ETA’:

“Il buio oltre la siepe” di Harper Lee:  In una cittadina del “profondo” Sud degli Stati Uniti l’onesto avvocato Atticus Finch è incaricato della difesa d’ufficio di un negro accusato di violenza carnale; riuscirà a dimostrare l’innocenza, ma il negro sarà ugualmente condannato a morte. La vicenda, che è solo l’episodio centrale del romanzo, è raccontata dalla piccola Scout, la figlia di Atticus, un Huckleberry in gonnella, che scandalizza le signore con un linguaggio non proprio ortodosso, testimone e protagonista di fatti che nella loro atrocità e violenza non riescono mai a essere più grandi di lei. Nel suo raccontare lieve e veloce, ironico e pietoso, rivive il mondo dell’infanzia che è un po’ di tutti noi, con i suoi miti, le sue emozioni, le sue scoperte, in pagine di grande rigore stilistico e condotte con bravura eccezionale.

“Via col vento” di Margareth Mitchell:  Rossella O’Hara è la viziata e capricciosa ereditiera della grande piantagione di Tara, in Georgia. Ma l’illusione di una vita facile e agiata si infrangerà in brevissimo tempo, quando i venti della Guerra Civile cominceranno a spirare sul Sud degli Stati Uniti, spazzando via in pochi anni la società schiavista. Il più grande e famoso romanzo popolare americano narra così, in un colossale e vivissimo affresco storico, le vicende di una donna impreparata ai sacrifici: la tragedia della guerra, la decimazione della sua famiglia, la necessità di dover farsi carico della piantagione di famiglia e di doversi adattare a una nuova società. E soprattutto la sua lunga, travagliata ricerca dell’amore e la storia impossibile con l’affascinante e spregiudicato Rhett Butler, avventuriero che lei comprenderà di amare solo troppo tardi.

“Tutti i romanzi” di  Jane Austen: Jane Austen è stata definita la scrittrice più enigmatica e controversa della letteratura inglese. Per molto tempo è stata vista come una moralista e una conservatrice, le cui opere non toccano i grandi temi sociali e ideologici della sua epoca, ma ritraggono soltano il “piccolo mondo” femminile della middle class. In realtà, le storie raccontate dalla Austen, proprio per essere così clamorosamente chiuse nello spazio concesso al “femminile”, da un lato esaltano quel mondo e dall’altro costituiscono un implicito atto d’accusa verso chi ne ha segnato i confini. Sotto la superficie controllata e apparentemente convenzionale del testo si coglie una vena ironica e parodica la vera cifra della scrittura austeniana – che destabilizza i valori di una società rappresentata con brillante e divertito realismo.

“I capolavori” di Irene Nemirovsky: Sono raccolti in questo volume i racconti e i romanzi più rappresentativi dell’opera letteraria di Irene Némirovsky, dal primo testo pubblicato su una rivista, “Il malinteso”, all’ultimo, “Suite francese”, che l’autrice non potè completare. Irene scomparve fisicamente nel campo di sterminio, ma ancora prima era stata condannata all’invisibilità dalla paura che, opprimente come le mura di un lager, si materializzava intorno a lei, donna ebrea nella Francia invasa dai nazisti. Della codardia, dell’ipocrisia, della stupidità e della grettezza ottusa si vendicò nei suoi scritti, vivisezionando con una penna acuta e affilata i vizi e le virtù dei suoi compatrioti d’elezione. Senza risparmiare nessuno: contadini dipinti in paesaggi bucolici che si rivelano rozzi, violenti ed egoisti; ricchi ebrei incatenati alla loro esistenza dorata, arida e vuota, dove contano solo i beni accumulati; madri poco materne, che Irene odia con furia e di cui smaschera la fatuità, l’aridità affettiva, il bisogno di sottomettersi per avere protezione; figlie che rinunciano alla loro vita perché ormai troppo invischiate in meccanismi di rivalità e sopraffazione. In questa foresta lussureggiante di personaggi scomodi e resi alla loro nudità, di rapporti sofferti e analizzati con precisione scientifica, ci perdiamo volentieri, risucchiati da una scrittura affascinante e magnetica, come se leggessimo un unico, lunghissimo romanzo, in cui la parola fine arriva troppo presto.

“I capolavori di Agata Christie” di Agata Christie: Un elegante volume che racchiude quattro capolavori assoluti del giallo, quattro opere con cui la raffinata “signora del crimine” ha scritto la storia del genere, ormai entrato a buon diritto nella grande letteratura. Da Dieci piccoli indiani a L’assassinio di Roger Ackroyd, da Assassinio sull’Orient Express a Istantanea di un delitto: i grandi romanzi che hanno rivoluzionato il genere poliziesco.
Quattro prove magistrali dalla trama originale e perfetta, meccanismi ingegnosi in cui, a colpi di suspense, il genio di Miss Marple e di Poirot riesce a ricostruire il puzzle apparentemente incomprensibile degli indizi, risolvendo anche il più intricato mistero.
Una raccolta che rende il doveroso omaggio alla più grande giallista di tutti i tempi.

“Tutti i romanzi: Jane Eyre – Shirley – Villette – Il professore – Agnes Grey – La signora di Wildfell Hall – Cime tempestose.” di Anne, Charlotte e Emily BrontëAnne, Charlotte e Emily Brontë, le sorelle più famose della letteratura mondiale, vissero le loro travagliate e brevi vite durante la prima metà del XIX secolo nella campagna inglese, nella regione dello Yorkshire. Temendo i pregiudizi riguardo alle donne scrittrici scelsero, per pubblicare le loro opere, gli pseudonimi maschili di Acton, Currer, Ellis Bell, rispettando le iniziali del nome e cognome di ciascuna di loro. Dopo essersi dedicate, senza grandi fortune, alla pubblicazione di una raccolta di poesie, nel 1847 pubblicarono, in contemporanea, i tre romanzi Jane Eyre, Agnes Grey e Cime tempestose.
L’opera di Charlotte, Jane Eyre, un romanzo di formazione scritto in forma di autobiografia, fu accolto con notevole favore e anche Agnes Grey della sorella Anne ricevette numerose lodi, ma il pubblico e la critica dell’epoca vittoriana rivelarono scarsa lungimiranza nel decretare l’insuccesso di Cime tempestose, unico romanzo di Emily Brontë, ormai considerato un capolavoro della letteratura mondiale.

SAGGISTICA

“Le donne erediteranno la terra” di Aldo Cazzullo: «Voi donne siete meglio di noi. Non pensiate che gli uomini non lo sappiano; lo sappiamo benissimo, e sono millenni che ci organizziamo per sottomettervi, spesso con il vostro aiuto. Ma quel tempo sta finendo. È finito. Comincia il tempo in cui le donne prenderanno il potere.»
L’autore evoca il genio femminile, attraverso figure del passato e del presente, storie di grandi artiste e di figlie che salvano i padri o ne custodiscono la memoria. Racconta le battaglie che le donne conducono nel mondo e in Italia contro le ingiustizie che ancora le penalizzano, contro il masochismo che ancora le mette l’una contro l’altra o le induce a innamorarsi della persona sbagliata. E ricostruisce i mezzi con cui i maschi hanno imposto la loro egemonia per secoli, quando una femmina per rivendicare la propria libertà doveva diventare come un uomo, o almeno sembrarlo: da Giovanna d’Arco, arsa viva per non aver rinunciato all’abito maschile, alle «soldate» che si travestirono per combattere tutte le guerre.

*Jo

Tra le stelle con Arcadia – L’oroscopo dei lettori

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Il nuovo anno porta sempre qualche novità e ci offre sempre nuove esperienze ed avventure.
Per un topolino di biblioteca, l’anno nuovo significa altri 12 mesi di novità in libreria, di titoli da aspettare con ansia, di ore passate in libreria e biblioteca a cercare il romanzo dei propri sogni. Questa ricerca non è affatto facile e il più delle volte può portare ad un senso di frustrazione quando, per l’ennesima volta, ci imbattiamo in un testo che non ci rapisce o torniamo a casa dalla libreria senza aver trovato quel libro in grado di farci vibrare il cuore e l’anima.
In questi casi, quando l’occhio e il cuore sono drogati dalle sensazioni che una visita in libreria ci regala, ci si può affidare alle stelle.
Il nostro segno zodiacale può infatti suggerirci quale sia il romanzo più adatto a noi e tenerci alla larga da quei titoli che non soddisferebbero i nostri gusti letterari.

Ariete
Gli Ariete sono persone originali ed organizzatori: amano prendersi cura di persona della situazione che stanno vivendo. Sono coraggiosi e impulsivi quasi fino all’eccesso. Un bene o un male? Forse entrambi.
L’Ariete è un lettore vorace, amante delle trame scattanti e che regalano numerosi colpi di scena o costringono il protagonista a confrontarsi con situazioni impreviste.
Un buon libro di avventura può soddisfare i gusti del lettore Ariete. Se avete già divorato i romanzi i classici di Verne e Stevenson, allora potreste trovare di vostro gradimento “Metro 2033” di Dmitrij Gluchovskij (2005).

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Toro
Più possessivo e testardo di un toro, c’è solo un altro toro. Magari non sono i più svelti al mondo, ma è indubbio che chi è sotto il segno del toro se impara qualcosa non lo dimentica molto facilmente e la sua pazienza e tenacia sono davvero invidiabili.
Il Toro è un lettore possessivo e geloso, con i suoi libri ha un rapporto “carnale” e ne conosce non solo la storia stampata, ma anche la storia che ogni libro ha scritta tra le pieghe, le sottolineature delle pagine e i graffi sulla copertina.
Questi lettori, che sembrano sibilare“il mio tessoro!” ogni volta che qualcuno gli chiede in prestito uno dei loro libri, troveranno sicuramente interessante il romanzo “L’ultimo cacciatore di libri”di Matthew Pearl (2016).

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Gemelli
I nati sotto il segno dei Gemelli sono intuitivi, svelti, svegli e amano conoscere le cose anche le più disparate e forse inutili. Non sono permalosi e non sanno tenere troppo a lungo il muso, tuttavia sono proprio presuntuosi: forse è dovuto al fatto che si sentono più intelligenti della media?
La loro arguzia li rende dei lettori amanti della suspense, del mistero e degli intrighi: si perdono volentieri tra le pagine di un bel giallo o di un romanzo che regali loro un arcano da svelare e una trama che li “costringa” ad indagare accanto ai protagonisti. Chi meglio del signore del giallo potrebbe soddisfare i gusti di questi lettori?  “Il mastino dei Baskerville” di Sir Arthur Conan Doyle (1902) ha tutti gli elementi per diventare uno dei romanzi preferiti dei lettori nati sotto il complicato segno dei Gemelli.

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Cancro
I Cancro sono molto timidi e nascondono spesso i loro sentimenti in un mondo tutto loro a cui nessuno può accedere. Sono molto inclini alla difesa del nucleo famigliare e non amano particolarmente ciò che è esterno o nuovo. Sotto una corazza, nascondono quindi un animo sensibile e dolce, pronto a tutto per salvaguardare il benessere dei loro cari.
Essendo sposati con la loro routine, anche in fatto di letteratura i lettori Cancro tendono a non azzardare troppo e tra un esordiente ed un classico prediligeranno sempre il secondo. Il loro animo nascosto e sensibile fa apprezzare a questi lettori anche romanzi più sentimentali, romantici o con sfumature bohémien: libri che, tra un capitolo e l’altro, riescono a strappar loro qualche lacrima. Se siete a caccia di emozioni e di una storia d’amore toccante, ma non sdolcinata, il romanzo “Promettimi che ci sarai” di Carol Rifka Brunt (2014) non vi deluderà.

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Leone
Notoriamente, il leone è il simbolo della forza e del potere. I leone sono molto coraggiosi tendenzialmente sono dei leader nati, anche se non è detto che questa caratteristica si rifletta nella vita reale.
Inducono tanta fiducia e ispirano coraggio, ma devono stare attenti a non peccare troppo di presunzione e a non sfociare nella prepotenza.
Le letture preferite dai Leoni sono quelle che riflettono il loro stile di vita o che gli propongono modelli da imitare e a cui tendere. L’eroe classico è una condizione sine qua non per far scattare la scintilla tra il lettore Leone  e un libro: che sia Harry Potter, un cavaliere errante o un piccolo criminale sempre coinvolto in qualche battaglia tra clan, il lettore Leone si fionderà sul romanzo divorandolo. Ciò che serve al Leone è azione e una trama che metta in luce le qualità nobili del protagonista. “Educazione Siberiana” di Nicolai Linin (2009) ha le caratteristiche tanto amate da questi lettori: dietro queste storie di criminali e clan in lotta, l’autore nasconde un mondo che vive seguendo un suo codice d’onore non meno dignitoso e valido di quello che guidava i cavalieri e gli eroi delle grandi epopee del passato.

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Vergine
I Vergine sono persone riflessive, calme e forse con troppo senso critico verso sé e verso gli altri, il che potrebbe derivare dal fatto che normalmente hanno un’intelligenza superiore alla media. Devono imparare a moderare il loro senso critico, altrimenti la loro esistenza sarà davvero terribile.
Detto ciò, sono assolutamente modesti, calmi e sanno valutare perfettamente ogni situazione.
In letteratura i Vergine sono sofisticati e sensibili e cercano storie che riescano a regalargli entrambe le cose senza scadere nel romanticume. Rintracciare un genere canonico per questo segno è impossibile, ma come al solito un buon classico può sempre costituire un più che apprezzabile compromesso per questi lettori che pretendono tanto dai libri quanto dalla vita. Il romanzo “Via col vento” di Margaret Mitchell (1935) può soddisfare i gusti di questi lettori, regalando una protagonista ambiziosa e perfezionista e, allo stesso tempo, scossa da profonde passioni.

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Bilancia
Tendenzialmente, questo segno tende a ricercare equilibrio in ogni cosa. I Bilancia hanno un’innata capacità di mediazione che permette loro di risolvere controversie spinose e dare un mano. Tuttavia, tendono a lasciarsi andare al lusso e ai vizi.
Il loro senso dell’equilibrio e la loro tendenza alla perfezione, rende i lettori Bilancia dei veri estimatori della letteratura: trama e stile devono essere impeccabili e piacevoli da leggere; un romanzo sulla vita di un pesciolino può essere apprezzato da questi lettori tanto quanto un classico dal valore ormai consolidato. La loro natura introspettiva li porta ad avvicinarsi anche a romanzi di formazione o che propongano loro stimolanti punti di riflessione. Per soddisfare i difficili gusti di questo segno, Irène Némirovsky ci ha lasciato il suo romanzo, sfortunatamente incompiuto, “Suite Francese” dato alle stampe solo di recente. Un romanzo che parla di amore, odio, guerra, pace e redenzione; il tutto tenuto insieme da una scrittura elegante come poche.

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Scorpione
Sicuramente non sono i più diplomatici al mondo e diciamo pure che il loro tatto è pari a zero. I nati sotto il segno dello Scorpione sono energici, attivi, intelligenti e passionali, non si fanno frenare da nulla se desiderano qualche nulla li può distrarre dall’ottenerla. Un difetto? Meglio non fare loro alcun torto perché tendono ad essere un po’ vendicativi.
La loro intelligenza, che diventa ancor più acuta quando devono mettere in atto uno dei loro piani o raggiungere un obbiettivo, fa apprezzare agli Scorpione i romanzi dove il mistero la fa da padrone e dove le pagine sono macchiate di sangue e tinte noir. Un bel poliziesco, magari con una trama dove l’elemento psicologico sia ben presente e giochi un ruolo fondamentale, può soddisfare i gusti di questo lettore che ha bisogno di letture stimolanti. Il romanzo “L’uomo di Neve” di Jo Nesbø (2007) riuscirà a rapire questi lettori che, circondati dalle precoci notti del nord, si troveranno a vagare tra le pagine di una trama che sembra districarsi tra il poliziesco a la leggenda, tra l’incubo e la macabra realtà.

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Sagittario
Il sagittario ha due possibili nature: quella filosofica o quella materialista. Apparentemente queste due “anime” sembrano contrastarsi a vicenda, ma ciò deriva dal fatto che il Sagittario è molto attivo fisicamente e mentalmente e allo stesso tempo incline alla distrazione. I Sagittario sono allegri, di buona compagnia e generalmente ottimisti, detto ciò sono dei pessimi ascoltatori per via della loro difficoltà a focalizzare l’attenzione.
Come lettori i Sagittario hanno bisogno di romanzi che li facciano viaggiare e li portino in posti nuovi e, perché no, fantastici dove draghi e incantesimi sono all’ordine del giorno. La loro curiosità e la loro inclinazione al viaggio gli fa apprezzare le storie “on the road” siano essere diari di viaggio o le gesta di eroi più o meno probabili impegnati in qualche assurda ricerca o disperata battaglia contro le forze del male. La saga di Christopher Paolini inaugurata con “Eragon” (2002) unisce le due passioni dei lettori Sagittario trasportandoli in un viaggio attraverso una terra fantastica e popolata da draghi, cavalieri ed altre creature fantastiche.

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Capricorno
Avete un problema da risolvere con un amico e non sapete a chi chiedere aiuto? Bene andate da un capricorno. Sono gli esseri più diplomatici sulla terra e allo stesso tempo tra i più ambiziosi. Credono sempre esista qualcosa più grande di loro, un traguardo più alto e mirabile a cui tendere dopo aver raggiunto il loro attuale obbiettivo.
La loro natura tutt’altro che modesta e incline alle grandi imprese rende questi lettori degli amanti della letteratura in cui vengono esaltate le capacità dell’uomo, il suo ingegno e la sua creatività. Un romanzo storico può dare ai lettori Capricorno la giusta ispirazione per proseguire nel perseguimento del loro obbiettivo. “Lo scudo di Talos” di Valerio Massimo Manfredi (1988) sarà sicuramente una lettura apprezzata da questi lettori che preferiscono protagonisti la cui grandiosità sta nel loro ingegni agli eroi senza macchia e senza paura tanto amati, per esempio, dai Leone.

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Acquario
Gli Acquario hanno un acuto senso della giustizia e sono estremamente legati alla loro libertà, in effetti si sentono sempre in difetto di essa. Sono proiettati avanti e nel futuro e uniscono alle caratteristiche precedenti una spiccata originalità. Sebbene siano tendenzialmente stabili, può capitare che cambi di idee repentine lo rendano totalmente imprevedibili. Sono molto, molto permalosi…
Come lettori, gli Acquario amano la stabilità che gli regalano le saghe: la sicurezza di avere un appuntamento annuale con un nuovo libro. Amano i romanzi che li fanno viaggiare con la fantasia e che li portano ad esplorare a fondo posti esotici, lontani e sconosciuti.
Non disdegnano i romanzi fantasy e per questo motivo la saga di George R. R. Martin “Cronache del ghiaccio e del fuoco” (1991) potrebbero essere apprezzati da questi lettori.

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Pesci
Credono nella bontà dell’animo umano e questo lo porta ad essere sia persone utili sia persone di cui ci si approfitta. Sono molto influenzabili, quasi troppo, e spesso faticano a prendere decisioni coerenti.
Come lettori sono dinamici: hanno bisogno di romanzi che li distraggano dalla loro routine e li facciano evadere dalla vita di tutti i giorni. Anche i Pesci sono lettori a cui piacciono romanzi in cui vengono descritti lunghi viaggi, ma se per l’Acquario e il Sagittario il viaggio deve essere “fisico”, per il lettore Pesci il viaggio deve avere maggiormente i connotati di un pellegrinaggio: un’esperienza che porti il protagonista ad avere una nuova concezione di sé o a scoprire cose nuove sulla propria interiorità; un viaggio al termine del quale lettore e protagonista si scoprano cresciuti, cambiati e più maturi.
Il romanzo d’esordio di Salvatore Basile “Lo strano viaggio di un oggetto smarrito” (2016) propone in modo esemplare questo tema così apprezzato dai lettori Pesci e sicuramente non deluderà le loro aspettative.

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*Jo