Città di Spettri

.: SINOSSI :.

Da quando Cass è quasi annegata (sì, va bene, è veramente annegata, ma non le piace ripensarci), è in grado di attraversare il Velo che separa i vivi dai morti… e accedere al mondo degli spiriti. Persino il suo migliore amico è un fantasma. Insomma, la faccenda è già piuttosto strana. Ma sta per farsi ancora più strana. Quando i suoi genitori vengono ingaggiati per girare un programma televisivo dedicato alle città infestate, tutta la famiglia si trasferisce a Edimburgo, in Scozia. Dove cimiteri, castelli e vicoli sotterranei pullulano di fantasmi irrequieti. E quando Cass incontra un’altra ragazza che condivide il suo stesso “dono”, si accorge di avere ancora molto da imparare sul Velo, e su se stessa.

.: IL NOSTRO GIUDIZIO :.

Città di Spettri, primo volume di una trilogia, racconta delle avventure scozzesi di Cassidy Blake una tredicenne che da quando è quasi morta può vedere i fantasmi e attraversare a suo piacimento la soglia che separa il mondo dei vivi da quello dei morti.
Il libro, un volume molto piccolo che supera le trecento pagine soltanto grazie al formato scelto dalla casa editrice, si lascia leggere e alla fine risulta essere una lettura davvero piacevole. Si tratta di una storia dalle sfumature gotiche e horror ma per ragazzi: questo significa che, anche nei momenti più cupi, il libro non fa assolutamente paura e anzi risulta una lettura piuttosto leggera.

La scritturati Schwab è adatta al pubblico di riferimento: il libro è facile da capire e dinamico tanto che volendo lo si può terminare anche in una sola seduta rendendolo adatto a quei pomeriggi autunnali in cui si ha voglia di una seduta di lettura intensiva e coinvolgente.
I personaggi sono caratterizzati abbastanza bene anche se tutti tendono a scivolare verso un archetipo preciso: Cassidy è il tipico eroe, Jacob la spalla comica, Lara il mentore; e così via. Si tratta comunque di una tendenza non invasiva e non eccessivamente stereotipata che, anzi, aiuta a fissare i personaggi nella memoria del lettore.
Le descrizioni dei luoghi sono abbastanza buone: ho visitato personalmente Edimburgo molti anni fa e, in certi momenti, era un po’ come essere di nuovo lì. Sono comunque scritte in maniera molto semplice, non eccessivamente caratterizzate, quindi se si cerca un romanzo in cui le descrizioni e le atmosfere sono preponderanti sicuramente questo non è la scelta migliore.
Il romanzo è caratterizzato da numerosissimi riferimenti pop, in particolare ai fumetti Marvel e DC e ad Harry Potter: ho trovato la scelta adattissima per rendere il romanzo ancora più interessante e inserito nel contesto contemporaneo. Cassidy è oggettivamente una ragazzina come tutte le altre, ha passioni come tutte le altre e le mostra anche tramite questi piccoli riferimenti che ho trovato azzeccati.

Il romanzo è bello, non memorabile, ma incuriosisce tanto che ho immediatamente deciso di leggere i seguenti. Si tratta di storie piacevoli, semplici e leggere, adatte sia a lettori molto giovani sia adulti che hanno voglia di qualcosa di non impegnativo (io personalmente li ho letti durante la stesura della tesi). Una delle pecche più grandi, però, e che non mi permette di assegnare al libro un voto superiore a 7.5/10 sono i numerosissimi errori di battitura. Non è accettabile che in un libro pubblicato da una grande casa editrice, ma in realtà neanche da una piccola CE, si trovino così tanti errori ortografici!
Ultimo, ma non meno importante, è la tendenza sporadica e spesso assolutamente insensata che ha la protagonista di riferirsi direttamente al lettore. Succede solo in due punti specifici e questo rende l’atteggiamento assolutamente non coerente.

*Volpe

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Questo canto selvaggio

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QUESTO CANTO SELVAGGIO

Autore: Victoria Schwab
Casa editrice: Giunti Editore
Anno: 2017

.: SINOSSI :.

Per anni Verity City è stata teatro di crimini e attentati, finché ogni episodio di violenza ha cominciato a generare mostri, creature d’ombra appartenenti a tre stirpi: i Corsai e i Malchai, avidi di carne e sangue umani, e i Sunai, più potenti, che come implacabili angeli vendicatori con il loro canto seducente catturano e divorano l’anima di chi si sia macchiato di gravi crimini. Ora la città è attraversata da un muro che separa due mondi inconciliabili e difende una fragile tregua: al Nord lo spietato Callum Harker offre ai ricchi protezione in cambio di denaro, mentre al Sud Henry Flynn, che ha perso la famiglia nella guerra civile, si è messo a capo di un corpo di volontari pronti a dare la vita pur di difendere i concittadini e ha accolto come figli tre Sunai. In caso di guerra la leva più efficace per trattare con Harker sarebbe la figlia. Così August, il più giovane Sunai, si iscrive in incognito alla stessa accademia di Kate per tenerla sotto controllo. Ma lei, irrequieta, implacabile e decisa a tutto pur di dimostrare al padre di essere sua degna erede, non è un’ingenua…

.: IL NOSTRO GIUDIZIO :.

Uno YA ( Young Adult) che non è uno YA: Questo canto selvaggio è un romanzo ipnotico che ammalia con la sua scrittura poetica, lineare e accattivante.
Guardando la copertina ( con un font rosso sangue che ricorda vagamente quello della saga di Twilight) e leggendo la sinossi, si ha la sensazione di avere tra le mani l’ennesimo romanzo in cui il vampiro/demone/mago/ombra/essere mitologico di turno si innamorerà irrimediabilmente del suo nemico naturale licantropo/angelo/umano/e chi più ne ha più ne metta.
I presupposti ci sono tutti e, cominciando a leggere, si fa subito conoscenza di una ragazzina ribelle e arrogante: una macchietta, che sembra riassumere tutte le caratteristiche del protagonista ideale di uno YA, a cui nel giro di qualche pagina si affianca un ragazzo timido e riservato, buono e intrappolato in una vita da cui vorrebbe solo fuggire.
Si ha sempre più la sensazione di avere tra le mani l’ennesima coppia Bella/Edward e manca solo il Jacob di turno per completare il quadro.
Fortunatamente niente di tutto ciò accade e, pagina dopo pagina, la trama si infittisce risucchiando il lettore in una storia che tiene con il fiato sospeso, spaventa, inquieta e fa emozionare senza ricorrere a trucchetti o a romanticismo da quattro soldi.
L’autrice ha creato un mondo credibile e complesso: un sistema di città dove mostri e umani convivono grazie a quello che sembra essere un patto di non belligeranza fragile e compromesso. Sarebbe stato interessante sapere qualcosa di più sul contesto in cui le vicende si svolgono e sul perché siano nati questi mostri e siano insorte le problematiche intorno a cui il romanzo ruota. Qualche informazione in più non avrebbe guastato ma, trattandosi di una saga, spero che l’autrice spenderà qualche parola in più nei prossimi capitoli.
Altro neo è stata la protagonista femminile, Kate, adolscente ribelle e sbruffona sempre sull’orlo dell’eroina perfetta senza macchia e senza paura.
La giovane età dei protagonisti è coerente con il pubblico a cui è rivolto il romanzo, ma rende poco credibili alcuni passaggi che avrebbero reso meglio con personaggi più maturi.

Il mio voto è 9,5/10: l’ho divorato in poco più di ventiquattro ore (complici due lunghi viaggi in treno e la relativa attesa nelle stazioni) e, come ho già scritto, lo stile dell’autrice mi ha letteralmente rapito e trascinata in un mondo tetro e affascinante in cui spero di ritornare molto presto.
Qualche piccolo difetto ha fatto scendere appena il mio giudizio, ma sono dettagli che non compromettono minimamente la validità del romanzo.

*Jo