Mostri e creature d’Irlanda

Che cosa hanno in comune banshee, selkies, kelpie, leprecauni e changeling? Alcune di queste creature abbiamo imparato a conoscerle grazie a serie letterarie e cinematografiche di successo, altre, invece, le abbiamo sentite nominare in qualche racconto le cui radici si perdono nella notte dei tempi. In questo articolo vogliamo raccontarvi un po’ di loro: le creature che popolano l’immaginario irlandese.

Dullahan
Tutti, almeno una volta nella vita, hanno sentito parlare del temibile cavaliere senza testa: nelle leggende tedesche si tratta di un cacciatore, spesso intento a suonare il suo corno, accompagnato da una muta di cani; in quelle statunitensi è un cavaliere errante alla furiosa ricerca della propria testa che ha sostituito con una zucca intagliata; in quella irlandese è addirittura identificato con l’incarnazione del dio Crom Dubh.
Dullahan è una creatura che porta la propria testa in braccio o sotto la coscia, e che viaggia in groppa ad un cavallo senza testa. Possiede una frusta che si dice essere fatta dalla spina dorsale di un essere umano e ovunque egli smetta di cavalcare, così si dice, qualcuno deve morire. Dullahan chiama, con una voce possente e spettrale, il nome di una persona e quella d’improvviso muore; quando cavalca e non porta morte, sul suo volto è disegnato un sorriso così largo da attraversargli l’intera faccia. 
Sebbene possa sembrare una creatura terrificante, esiste un modo per sconfiggere Dullahan: gli oggetti dorati. Suona strano lo so, ma indossare oggetti in oro o metterne uno sul suo cammino obbligherà Dullahan a scomparire.

Selkie
La leggenda delle (o dei) Selkie è molto particolare. Secondo le popolazioni nordiche, infatti, le foche non sono semplici animali: una volta che raggiungono la terraferma possono togliersi la pelle e diventare esseri umani.
Sono creature innocue, anche se i maschi di Selkie vengono a volte ritenuti in grado di scatenare tempeste e causare naufragi, che spesso vivono assieme agli esseri umani. Nella maggioranza delle leggende, le Selkie sono donne cui viene rubata la magica pelle che permette loro di tramutarsi e sono costrette a restare sulla terra ferma; spesso sono anche obbligate a sposare l’uomo che ha commesso il furto. In queste storie, però, per il ladro non ha mai un lieto fine: che sia lenta o veloce, la vendetta della Selkie arriverà sempre, perché se c’è una cosa che nessuno deve fare in Irlanda o in Scozia è proprio rubare la sua pelle. Non so a voi, ma a me queste leggende fanno pensare una cosa ben precisa.

Leprecauno
Sicuramente, il Leprecauno è la creatura più famosa della mitologia irlandese. Non si sa dove derivi il nome di questo folletto: il Collins english Dictionary deriva il nome dalla parola gaelica leipreachán che vuol dire “piccolo spirito”, mentre l’Oxford English Dictionary ritiene che derivi da leath bhrógan ossia “ciabattino”.
Se sull’etimologia due colossi della lingua non riescono a mettersi d’accordo, chiare sono invece le origini della creatura stessa. I Leprecauni sono considerati parte del popolo fatato e la tradizione vuole che abitassero l’isola ben prima dell’arrivo dei Celti tanto che la costruzione dei “cerchi magici” di epoca preceltica è imputata proprio a loro. In origine, i Leprecauni erano caratterizzati da un abbigliamento rosso intenso e non verde come invece vengono rappresentati adesso: la descrizione sembra essere cambiata nel XX secolo, anche se nessuno sa dare una ragione a queste modifiche.
I Leprecauni sono creature innocue, spesso rappresentate come anziani ometti dediti agli scherzi e alle burle, sono molto acuti e scaltri. La leggenda vuole che siano molto ricchi e che i loro tesori possano essere trovati solo da chi riesce a catturare un Leprecauno e interrogarlo con domande molto specifiche. C’è solo un problema: sebbene i Leprecauni non possano scappare se li si guarda fissi, basta distrarsi un secondo perché essi svaniscano nel nulla. Per questo si dice che i loro tesori siano nascosti alla fine dell’arcobaleno: è solo un modo come un altro per dire che sono introvabili.

Puca
Si dice che i Puca possano essere sia malevoli sia benevoli, che abbiano il manto bianco o nero e che siano in grado di cambiare forma. Sebbene solitamente prendano la forma di animali piuttosto comuni (come lepri, capre, gatti o cani), talvolta possono assumere una forma umanoide che però includa vari tratti animaleschi come lunghe orecchie o una coda.
Nella sua rappresentazione più amichevole, il Puca è d’aiuto nelle fattorie oppure interviene per aiutare gli esseri umani prima che accada loro qualcosa di terribile. Quando invece è rappresentato come creatura maligna, si dice che convinca i passanti a salire sulla sua groppa per poi portarli in una corsa terrificante e senza senso che finisce là dove era cominciata senza che niente di davvero terribile, però, accada al suo cavaliere.

Changeling
Le rappresentazioni dei Changeling nella cultura di massa sono pressoché infinite e sembra che questa creatura non smetta mai di stimolare la fantasia di registi, scrittori o giocatori di ruolo. Ma cosa sono i Changeling secondo la mitologia irlandese? Si tratta di neonati fatati sostituiti a neonati umani nella culla.
Esistono, nelle leggende irlandesi, diversi modi per distinguere un neonato umano da un changeling: per esempio, il changeling non cresce in modo “normale” come gli altri bambini, è molto più intelligente di quanto dovrebbe essere e in qualche caso ha comportamenti anomali come per esempio una parlantina precoce.
Al giorno d’oggi, la comunità medica crede che le storie riguardanti i changeling siano state inventate nel tentativo di spiegare e comprendere le nascite di bambini con deformità o disabilità.
*Volpe&Jo

Fiabe Irlandesi

FIABE IRLANDESI

Autore: Yeats
Casa editrice: Newton Compton
Anno di edizione: 2002

.: SINOSSI:.

Poco più di un secolo fa Yeats, la maggiore voce poetica di lingua inglese del Novecento, riuniva per la prima volta nelle due raccolte “Fiabe e racconti popolari delle campagne irlandesi” (1888) e “Fiabe irlandesi” (1892), le favole e i racconti dei più grandi scrittori del suo paese, tra cui Thomas Crofton Croker, Lady Wilde (madre di Oscar), William Carleton, Douglas Hyde, che seppero ben interpretare e rivendicare la validità di una tradizione narrativa popolare autonoma e vivace: una splendida panoramica del folclore irlandese, popolato da spettri, folletti, streghe, diavoli, giganti, gatti magici, druidi…

.: IL NOSTRO GIUDIZIO :.

Fiabe Irlandesi è una raccolta dal sapore antico, con la quale Yeats dipinge un’Irlanda avvolta dalla più dolce delle magie: il folklore.
Folletti, sirene, spiriti, fantasmi ed eroi del passato animano le pagine di questa raccolta portando il lettore nel vivo della tradizione favolistica Irlandese: le fiabe qui trascritte sono riportare da Yeats così come sono state a lui raccontate.
L’autore fa un ottimo lavoro di raccolta, sistemando le storie per argomento e dà al suo lettore tutti gli strumenti necessari per capire ciò che sta andando in scena: brevi, quanto esaustive, note accompagnano ciascuna favola; alcune si limitano a tradurre termini dal gaelico, altre invece sono note storico-culturali.
Ogni favola ha un suo significato: alcune sembrano atte ad istruire i giovani su quali comportamenti siano accettabili e quali no; altre invece provano a dare una giustificazione a fatti altrimenti inspiegabili. Così, quando un ragazzo scapestrato mette la testa a posto nel giro di una notte, ecco che gli Irlandesi tirano in ballo i folletti e le loro magie; quando qualcuno raccoglie una enorme fortuna nel giro di poco, si scomodano grandi eroi o santi che premiano chi è puro di cuore.

Lo stile dell’autore è semplice ed esaustivo, l’unica pecca vera e propria del libro è l’edizione: sembra poco curata ed è piena di errori ortografici, specialmente mancano spesso gli accenti, cosa che rende la lettura difficoltosa.
E’ impossibile giudicare il repertorio culturale di un popolo, quindi mi astengo dal dare un voto numerico alla raccolta.

*Volpe