Io leggo a casa: la catena dei lettori

Quando la paura ci vuole divisi e il dolore segna distanze che sembrano insuperabili.
Basta allungare la mano per scoprire di non essere soli e ritrovare la voglia di sorridere.
Abbiamo nomi, storie e lingue diverse, ma una passione comune: leggere; e condividendo le storie che amiamo, nutriremo la nostra voglia di vita e di speranza.

Io leggo a casa è la nostra iniziativa volta ad incentivare la lettura e il senso di responsabilità che, ancora una volta, ci chiede di restare a casa e di non abbassare la guardia.
Booklovers italiani e stranieri possono inviare la loro foto seguendo le indicazioni sotto riportate e utilizzando i nostri canali social Instagram e Facebook o scrivendo a arcadia.loscaffale@gmail.com.

Resistiamo ancora un po’, distanti ma uniti come mai prima d’ora.

*Lo Staff

L’ Italia Chiamò: uniti contro il Coronavirus

L’Italia non si ferma.
Nonostante le lezioni sospese, i musei chiusi e le iniziative posticipate a data da destinarsi, l’Italia non si ferma.
Si continua a lavorare, chi da casa e chi, come il personale del servizio sanitario nazionale, i medici e tutti gli operatori e i volontari, da quella che è a ragion veduta stata battezzata la “trincea”: le corsie degli ospedali e dei prontosoccorsi, gli ambulatori e tutte le strutture che stanno servendo con passione e impegno il nostro paese in queste difficili settimane.
Non ci si può muovere, ma ciò non ci impedisce di sostenerci l’un l’altro con iniziative che possono essere sia di ampio respiro sia più private e personali.
Una di queste è L’Italia Chiamò il più grande evento in streaming di tutti i tempi che sarà in onda venerdì 13 marzo dalle sei a mezzanotte e raccoglierà le voci di un’Italia che resiste, vive e spera oltre il Coronavirus.
A questa iniziativa parteciperanno in tantissimi: personalità del mondo dello spettacolo, della cultura e dell’informazione che si susseghiranno e spalleggeranno per portare a termine una maratona che, sicuramente, passerà alla storia e che nessuno dimenticherà.

Anche noi di Arcadia ci siamo uniti a questa iniziativa e su YouTube trovate il nostro contributo a questa fantastica catena culturale e di solidarietà: la poesia Giorno di pioggia, di Henry Wadsworth Longfellow letta, per l’occasione, dalla nostra Volpe.
Questo piccolo gesto è il nostro abbraccio a voi lettori e il nostro rinnovato augurio affinché tutto si concluda presto e nel migliore dei modi.

Oltre a proporre un lungo streaming per tenere compagnia a chi come noi #restaacasa, gli organizzatori hanno deciso di creare una raccolta fondi per sostenere lo sforzo del sistema sanitario nazionale.
Le indicazioni per un’eventuale donazione, che consigliamo caldamente, le potete trovare sul sito web www.litaliachiamo2020.it .

Ovunque voi siate, non siete soli.
Non abbiate paura, ce la faremo!

*Lo Staff

Metti il virus, e la noia, alla porta: idee per sopravvivere in quarantena

Chi di noi non ha mai inventato qualche scusa per saltare un aperitivo o evitare di uscire la sera? Noi lettori, in particolare, siamo famosi per il nostro repertorio di scuse, che accappiamo ogniqualvolta qualcuno tenti di distrarci dalla nostra lettura in corso per trascinarci chissà dove.
Ma cosa succede quando ci dicono di stare a casa?
Gli imperativi categorici non piacciono a nessuno, ma in questo momento è richiesto a tutti uno sforzo che, se vissuto nel modo giusto, può trasformarsi in un’occasione preziosa e irripetibile.

“Lupi solitari” in quarantena.

Ammettiamolo, che il governo imponesse a amici, parenti e conoscenti di starvi alla larga era il vostro desiderio segreto: ma una cosa è sognare e un’altra è la realtà e anche i lupi solitari hanno, alla lunga, bisogno del branco.
Il tempo, quando si è da soli, rallenta in maniera insopportabile e, senza una giusta valvola di sfogo, l’esaurimento è in agguato dietro l’angolo.
L’isolamento può, tuttavia, anche essere un momento proficuo non che rappresentare l’occasione per riprendere contatto con se stessi e con il proprio mondo interiore: e quale miglior modo della scrittura per tener traccia e memoria di questi giorni? Tenere un diario è un ottimo modo per distrarsi e per scandire il passare dei giorni, è inoltre un valido esercizio di scrittura e di narrazione che, in certi casi, può trasformarsi in qualcosa di più di un semplice resoconto e diventare un racconto organico ed avvincente.
Ma se con carta penna non avete dimestichezza, e il panico della pagina bianca è un incubo che avete relegato tra i ricordi del liceo, allora queste settimane diventeranno l’occasione giusta per portare a termine le numerose letture che, per un motivo o per un altro, avete abbandonato finendo per dimenticare libri un po’ ovunque tra la camera da letto e il soggiorno.
I lettori più disciplinati, che comprano un nuovo libro solo dopo aver finito quello che stanno leggendo, con tutto questo tempo a disposizione avranno già finito la loro scorta di letture e quale incubo peggiore di essere rimasti “senza nulla da leggere?”.
A questi divoratori di pagine e storie farà certamente piacere sapere che bookatore online come la Mondadori, hanno deciso di regalare le spese di spedizione e hanno attivato la possibilità di pagare (con una piccola commissione) in contanti alla consegna evitando così di dover ricaricare la carta di credito, ed allargando il servizio anche a chi non fosse abilitato al pagamento elettronico.

Qualche consiglio di lettura

Il sognatore, Laini Taylor, per chi ama il genere Fantasy;
Il lupo della steppa, di Hermann Hesse, per chi vuole farsi coinvolgere da idee e valori;
Coraggio!, Gabriele Romagnoli, per chi vuole una lettura a stampo giornalistico;
Metro 2033, Dimitry Glukhovsky, per chi anche in questo momento non può rinunciare né all’avventure né alla distopia.

Due cuori e…

Per chi vive all’insegna del motto “due cuori e una capanna” questi giorni non sono poi così drammatici: l’isolamento e l’impossibilità di muoversi, infatti, permettono di ritrovare l’intimità e la complicità che durante le settimane lavorative vengono soffocate dagli impegni, le scadenze e le preoccupazioni.
Questo è il momento di sognare e mettere su carta i vostri progetti: iniziare a pensare ad una vacanza, o scrivere una lista di tutte le cose che vi piacerebbe fare o vedere dopo questo periodo di quarantena.
Ma se viaggiare per il mondo non è tra le vostre aspirazioni, potrete sempre dedicarvi ad un viaggio tra i ricordi e iniziare a scrivere la storia del vostro amore: dall’innamoramento in poi.

Anche chi sta vivendo un amore come quello di Piramo e Tisbe (separati da un muro che gli impediva di vedersi n.d.r), può comunque dedicare questo tempo alla propria dolce metà condividendo, per esempio, qualche bella lettura al telefono o, perché no, rispolverando quell’antica e romantica abitudine dello scambio epistolare.
Lettere e pensieri romantici: uno per ogni giorno che passerete lontani e senza potervi vedere ed abbracciare (vista la situazione, anche uno scambio di mail andrà bene).

Qualche consiglio di lettura

La meccanica del cuore, Mathias Malzieu, per leggere di amori surreali, dolci e delicati;
Il bacio più breve della storia, Mathias Malzieu, per un romanticismo comico, leggero e raffinato;
Lo strano viaggio di un oggetto smarrito, Salvatore Basile, per una storia fuori dalle righe;
La tua seconda vita comincia quando capisci di averne una sola, Raphaelle Giordano, un romanzo sull’arte di (re)imparare a vivere!

A.A.A. Idee per bambini cercasi

Chi, forse, in questo periodo è maggiormente messo alla prova sono loro: i bambini; queste belle giornate di sole e queste vacanze inaspettate dalla scuola sono una tentazione per giovani e giovanissimi che, in barba a tutte le raccomandazioni, vorrebbero solamente uscire per godere di questa bella stagione.
Le nuove tecnologie sono un’ottima baby sitter: gratuite e instancabili, se impostate a dovere possono intrattenere i piccoli di casa per ore, lasciando agli adulti il tempo per dedicarsi al lavoro e alle mille incombenze del quotidiano.
Non è necessario il parere di un esperto per capire che questa non è la migliore delle soluzioni: che fare allora?
Una casa può diventare, con il giusto lavoro di fantasia, un parco giochi non meno accattivante di quelli a cui è abituato.
Anche in questo caso, la letteratura può aiutarci a creare passatempi che, se ben progettati, intratterrano i vostri figli per ore, se non addirittura giorni!
Prendendo esempio dalle sorelle March (protagoniste di Piccole Donne), potreste coinvolgere i vostri figli in piccole rappresentazioni teatrali che, condizione sine qua non, dovranno essere eseguite seriamente: con copioni, prove tecniche, qualche costume (semplice come una sciarpa rossa avvolta intorno al capo per fare un bel cappuccetto rosso) e spettacolo finale prima o dopo cena.
Prendere una favola o un racconto e trasformarlo in una piccola piece teatrale è un ottimo esercizio di socializzazione, stimola la fantasia dei bambini e allo stesso tempo accresce il loro senso di responsabilità e la loro propensione a collaborare per uno scopo comune.
Un’altro modo per stuzzicare la loro immaginazione è inventare una sorta di gioco di ruolo ed incentivarli a pensare alla loro casa come ad un’ambientazione fantastica, assegnando ad ognuno un ruolo che dovranno seguire fedelmente per non rompere la magia e ritrasformare il salotto in quello di sempre.
Anche questo si rivelerà un valido esercizio per la creatività, e darà ai genitori la possibilità di spiegare, attraverso l’utilizzo di metafore, ai loro piccoli quello che sta succedendo senza spaventarli.
Una casa, trasformata per un giorno in un galeone dei pirati, può affrontare tempeste di vario tipo: atmosferiche e non.

E per chi non ha più voglia di ascoltare le favole o di giocare ai pirati?
Non tutti i bambini hanno voglia di vivere in un mondo incantato fatto di cavalieri e draghi, maghi e unicorni; ma anche per loro abbiamo qualche idea.
L’insidia maggiore è, ancora una volta, rappresentata dalla tecnologia: una presenza tanto utile quanto invadente, che strappa giovani ed adolescenti dalla realtà e li “disconnette” da loro stessi e dalla realtà che li circonda.
L’esercizio del diario è, anche per loro, una valida alternativa alle onnipresenti chat: la batteria del telefono si prenderà un po’ di vacanza e la capacità di scrittura dei vostri ragazzi né gioverà con grande piacere dei loro professori di italiano.

Qualche consiglio di lettura…

Il cavaliere dei draghi, Cornelia Funke, una storia fantasy tutta per bambini e ragazzi molto giovani;
Le fiabe di Beda il Bardo, Di J.K. Rowling, ottimo se si è già finita l’intera saga di Harry Potter!
Noi siamo tempesta, di Michela Murgia, Un libro sull’arte di stare insieme e sulla forza delle persone. Ottimo per far capire loro anche l’utilità di stare a casa: chissà che anche #iostoacasa un giorno non sia tra le pagine di una raccolta simile!

Vorremmo essere accanto ad ognuno di voi lettori, stringervi e farvi sentire il nostro supporto e la nostra amicizi.
Purtroppo non possiamo, ma non sarà questo a fermarci.
Nel nostro piccolo speriamo di avervi dato qualche idea utile e, se così non fosse, di avervi almeno strappato un sorriso.

Ovunque voi siate, non siete soli, ce la faremo!

*Lo staff

Il tredicesimo dono

IL TREDICESIMO DONO

Autore:  Joanne Huist Smith
Anno:  2018
Editore:  Garzanti

.: SINOSSI :.

«Mamma, abbiamo perso l’autobus.» È la mattina di un freddo e grigio 13 dicembre, e Joanne viene svegliata improvvisamente dai suoi tre figli in tremendo ritardo per la scuola. Ancora non sanno che quel giorno la loro vita sta per cambiare per sempre. Mentre di corsa escono di casa, qualcosa li blocca d’un tratto sulla porta: all’ingresso, con un grande fiocco, una splendida stella di Natale. Chi può averla portata lì? Il bigliettino che l’accompagna è firmato, misteriosamente, «I vostri cari amici». Mancano tredici giorni a Natale, e Joanne distrattamente passa oltre: è ancora recente la morte di Rick, suo marito, e vorrebbe solo che queste feste passassero il prima possibile. Troppi i ricordi, troppo il dolore. Ma giorno dopo giorno altri regali continuano ad arrivare puntualmente, e mai nessun indizio su chi possa essere il benefattore. La diffidenza di Joanne diventa prima curiosità, poi stupore nel vedere i suoi figli riprendere a ridere, a giocare, a divertirsi insieme. Sembra quasi che stiano tornando a essere una vera famiglia. E il mattino di Natale, mentre li guarda finalmente felici scartare i loro regali sotto l’albero addobbato, Joanne scopre il più prezioso e magico dei doni. Quello di cui non vorrà mai più fare a meno, e il cui segreto ha scelto di condividere con i suoi lettori in questo libro suggestivo, profondo ed emozionante. Il tredicesimo dono riesce così ad aprirci gli occhi sulla gioia che ci circonda sempre, anche nei momenti più impensabili. Sulle sorprese inaspettate che la vita sa regalarci. E sulla felicità improvvisa che tutti possiamo donare a chi ci sta accanto, non smettendo mai di credere nella forza e nella generosità dei nostri cuori.

.: IL NOSTRO GIUDIZIO :.

È stato un anno duro per la mia famiglia e, leggendo queste pagine, gli occhi si sono velati più di una volta ricordando quei giorni di spola tra casa e il reparto di rianimazione, ma ancor più commovente, e rinnovato motivo di gratitudine, è stato ripensare con affetto alle tante persone che, a modo loro, ci sono state accanto aiutandoci ora un pasto caldo già pronto, ora una lavatrice o una scorta di biancheria pulita e stirata.
Tratto da una storia vera, Il tredicesimo dono regala tredici capitoli dal sapore agrodolce dove l’amarezza per una perdita viene lentamente lenita dall’amore e dalla compassione.
Una stella di natale è l’innesco per una catena di solidarietà che, in pochi giorni, coinvolge e contagia personaggi che, altrimenti, difficilmente riuscirebbero a trovare spazio tra le pagine di un romanzo natalizio senza sembrare inopportuni o meri espedienti per tenere vivo il buonismo che, specialmente nelle feste, permea canzoni, spot pubblicitari, film, e chi più ne ha più ne metta.

Recensire una storia vera è un compito ingrato: come si può esprimere un giudizio sulla vita di qualcuno? Valutare lo stile con cui ha messo su carta le proprie emozioni e il proprio dolore e fermarsi a soppesare ogni pagina alla ricerca di qualcosa fuori posto o che, semplicemente, non ci aggrada?
Non si può.
Ma se questa consapevolezza non bastasse, sappiate che il romanzo di Joanne Huist Smith non ha nulla da farsi perdonare.
In nome di un romanticismo ingiustificato, che premia il carico emotivo di una storia a scapito dello stile e della qualità, gli scaffali hanno accolto libri resi zuccherosi da storie d’amore ricalcate da commedie già viste, sedicenti volumi pseudopsicologici in cui vengono somministrate lezioni per affrontare lutti, malattie e sfide estranee agli autori che di esse scrivono.
Il tredicesimo dono è un cuore che palpita e, se in un primo momento si è tentati di credere che si tratti di una favola originale e ben scritta, basta aspettare qualche capitolo perchè si insinui il sospetto che si tratti di una storia vera e, arrivati alla conclusione e ai ringraziamenti, quell’ipotesi si concretizza strappando un’ultima ammirata lacrima al lettore.
Il mio, ipotetico, voto non può essere che 9,5/10: una storia che ricorderò tanto per le emozioni quanto per gli insegnamenti e gli ispiranti esempi che propone che rendono questa lettura consigliata a chiunque voglia cimentarsi con una storia vera di sofferenza ma, sopratutto, di rinascita e condivisione.

*Jo

Giornata Mondiale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa

Le piazze di ogni città e di ogni paese, l’8 maggio si colorano di bianco e di rosso. In questa giornata di metà primavera, infatti, si festeggia la giornata mondiale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa.

Henry Dunant

E’ stato scelto come giorno l’8 maggio perché si tratta dell’anniversario di nascita di Henry Dunant, mondialmente riconosciuto come il padre della Croce Rossa Internazionale.
Per chi non lo sapesse, la patria di questo corpo volontario è stata, in un certo senso, l’Italia. Nonostante la Croce Rossa Internazionale sia stata formalmente costituita a Ginevra, in Svizzera, nel 1864, l’idea nacque in seguito alla battaglia di Solferino.
Nel 1859, Dunant si trovava in Italia per chiedere alcune concessioni all’Imperatore Napoleone III, tuttavia si scontrò con la dura realtà della guerra.
Rimase sorpreso e amareggiato dal massacro di Solferino, in particolare rimase sconvolto dalla scarsa preparazione medica dell’esercito, tanto che chiese all’imperatore di liberare alcuni medici austriaci affinché si prendessero cura dei feriti.

Tra il 1860 e il 1861, Dunant si prese del tempo anche per scrivere un libro simbolicamente intitolato Un ricordo di Solferino, nel quale illustra abilmente lo stato di abbandono di morti e feriti. Una parte importante del libro è dedicata ai soccorsi che le donne di Castiglione delle Stiviere prestarono ai soldati feriti che erano stati portati nella chiesa maggiore del paese per essere curati.
Sempre in questo volume, Dunant formula l’idea di un corpo volontario, ai tempi chiamato Società di soccorso ai militari feriti.

Da qui, una serie di eventi porta all’organizzazione della prima Conferenza Internazionale di Ginevra dove 14 paesi firmeranno la Carta Fondamentale che definisce i mezzi e le funzioni delle Società di Soccorso. In tale occasione, nacque anche il Movimento Internazionale della Croce Rossa.
La croce rossa che fa da logo e che da il nome al movimento non è un simbolo di natura religiosa, sebbene non tutti ne siano a conoscenza: fu scelta semplicemente invertendo i colori della bandiera Svizzera, come ringraziamento al paese che aveva dato i natali all’azione umanitario più imponente della storia dell’umanità. La CRI si basa su sette principi fondamentali (Umanità, Imparzialità, Neutralità, Indipendenza, Volontarietà, Unità e Universalità), enunciati per la prima volta nel 1965 in occasione della XX Conferenza Internazionale della Croce Rossa. Da allora, ogni manifestazione della Croce Rossa si apre con la lettura dei principi fondamentali per ricordare ai volontari e al mondo su cosa si basa il Movimento.

In Italia, i festeggiamenti dell’8 maggio saranno diversi a seconda del paese e della città, ma non mancheranno manifestazioni in piazza e fiaccolate a sostegno di questa associazione che, nel tempo, si è evoluta entrando a far parte del quotidiano di ognuno di noi.
La Croce Rossa non interviene più soltanto nelle zone di guerra o in occasione di imponenti catastrofi naturali, il suo operato ha luogo anche in ambienti più comuni quali il reparto di pediatria in ospedale e le feste dei più piccolini.
Lo scopo è quello di far sentire tutti uguali, tutti umani.

*Volpe