Incanto. Strie di draghi, stregoni e scienziati

.: SINOSSI:.

Il fantastico è un genere intriso di magia, eventi misteriosi e creature sovrannaturali, e spesso è percepito come una pura evasione nell’irrazionale, nel superstizioso e nel fiabesco. Ma in molte storie di eroi, incantatrici, creature leggendarie e magie di ogni sorta c’è sempre più spazio anche per la scienza. “Incanto” è un viaggio alla ricerca della scienza nascosta in molti archetipi della narrativa fantastica. Come nasce il mito del drago? Cos’hanno in comune maghi e scienziati? Come funziona il martello di Thor? Che impatto hanno avuto i giochi di ruolo sulla codificazione della magia? Queste sono solo alcune delle domande che Michele Bellone, giornalista scientifico appassionato di narrazioni, affronta nel libro, cercando di smontare diversi pregiudizi su due mondi tutt’altro che inconciliabili. Perché se la scienza può generare la magia del fantastico, il fantasy può stimolare riflessioni sulla scienza.

.: IL NOSTRO GIUDIZIO :.

Leggendo questo saggio ho imparato che la magia esiste.
So che può sembrare un’affermazione strana e immagino ora di vedervi, cari lettori, con la fronte aggrottata mentre pensate “Volpe è impazzita del tutto”. Ebbene, nonostante lo stress per la laurea imminente, posso assicurarvi che sono sanissima.
Incanto è un saggio che racconta il rapporto che intercorre tra scienza e magia basandosi su romanzi, su manuali di giochi di ruolo e tanto altro: è proprio raccontando come i grandi autori del fantasy hanno preso spunto dalla natura, dalla scienza o dalla chimica per descrivere il mondo in cui le loro avventure si svolgono che questo libro mi ha insegnato che la magia esiste o che, almeno, qualcosa di magico può essere trovato anche nel nostro mondo.

Il libro è diviso in sezioni: ricalcando le orme degli autori di “la fisica dei supereroi” e “la fisica di star trek”, Bellone spacchetta il fantasy e la magia per rintracciarne gli archetipi che diventano, quindi, i leitmotiv dei capitoli. Partendo da una accurata analisi delle origini delle creature magiche (e in particolare dei draghi), il lettore è coinvolto da una scrittura semplice e didascalica che lo porta a scoprire i segreti della magia degli elementi, la nascita e creazione dei vampiri nonché il ruolo storico dei maghi nella società.
Insomma: ce n’è davvero per tutti i gusti!
In generale ho apprezzato l’intento del saggio e mi è anche sembrato che, normalmente, le informazioni divulgate dall’autore fossero corrette: solo nel capitolo sull’alchimia ho notato alcune piccole inesattezze.

La scrittura è molto semplice e l’analisi coinvolge: l’autore cita continuamente romanzi, giochi di ruolo e altri saggi che i lettori più avidi (come me) e gli appassionati di gdr (sempre io) avranno sicuramente piacere a recuperare. Gli esempi riportati, tuttavia, per quanto interessanti sono leggermente ridondanti: più di una volta mi sono trovata a pensare che anche in opere più recenti o, forse meno conosciute, si sarebbero potuto trovare esempi validissimi. Non se ne può però fare una colpa all’autore che ha comunque operato scelte che considero adeguate.

Mi sembra un libro adatto a stuzzicare l’interesse di tutti gli appassionati di fantasy, horror e weird cui consiglio sinceramente di dare un’occhiata a questo saggio. Il voto globale che do al testo è 8/10: è molto buono ma dopo un po’ la scrittura semplice e gli esempi ripresi quasi sempre dalle stesse opere tendono a stancare.
Siccome si legge molto velocemente e ormai siamo in estate: perché non portarselo al mare?

*Volpe

Stai Zitta

.: SINOSSI :.

Di tutte le cose che le donne possono fare nel mondo, parlare è ancora considerata la più sovversiva. Se si è donna, in Italia si muore anche di linguaggio. È una morte civile, ma non per questo fa meno male. È con le parole che ci fanno sparire dai luoghi pubblici, dalle professioni, dai dibattiti e dalle notizie, ma di parole ingiuste si muore anche nella vita quotidiana, dove il pregiudizio che passa per il linguaggio uccide la nostra possibilità di essere pienamente noi stesse. Per ogni dislivello di diritti che le donne subiscono a causa del maschilismo esiste un impianto verbale che lo sostiene e lo giustifica. Accade ogni volta che rifiutano di chiamarvi avvocata, sindaca o architetta perché altrimenti «dovremmo dire anche farmacisto». Succede quando fate un bel lavoro, ma vi chiedono prima se siete mamma. Quando siete le uniche di cui non si pronuncia mai il cognome, se non con un articolo determinativo davanti. Quando si mettono a spiegarvi qualcosa che sapete già perfettamente, quando vi dicono di calmarvi, di farvi una risata, di scopare di più, di smetterla di spaventare gli uomini con le vostre opinioni, di sorridere piuttosto, e soprattutto di star zitta.

.: IL NOSTRO GIUDIZIO :.

Prima di scrivere questa recensione, mi sono posta moltissime domande: ad alcune ho trovato una risposta, altre invece restano insolute. 

La prima e più importante domanda è: a chi è indirizzato questo saggio? Il mio giudizio può cambiare moltissimo a seconda del pubblico per cui Murgia intendeva scrivere. Il saggio è una raccolta di temi cari al femminismo ma, sebbene le argomentazioni di Murgia siano interessanti, manca totalmente di approfondimento. Dunque, se il testo è rivolto ad una platea neofita o comunque poco informata sul tema, Murgia ha fatto centro; se, al contrario, era sua intenzione scrivere un testo di approfondimento, dove accostare al proprio vissuto delle argomentazioni da sviluppare, allora il saggio risulta meno convincente.
A causa dello stile, spesso irriverente, sarcastico e quasi da social network, posso supporre che il suo intento fosse quello di raggiungere il grande pubblico cercando di attirare l’attenzione sia di femministi e femministe convinti, sia di quelle persone che pur non dandosi una definizione sono interessate ad approfondire la tematica.
Ogni capitolo, composto da dieci pagine o meno, tratta un argomento diverso che Murgia introduce partendo da esperienze personali o da fatti di cronaca nazionale. Sono queste le pagine in cui, secondo me, i suoi ragionamenti emergono al meglio e con tutta la loro forza; nel tentativo di portare più esempi di frasi simili a quella introduttiva, Murgia termina i capitoli con tre o quattro paragrafi pieni di esempi affatto approfonditi. I temi da lei scelti sono importanti, a volte anche molto pesanti, e ridurli ad un elenco di frasi non è, a mio giudizio, una mossa vincente.
É questa mancanza di profondità a rendere il saggio buono ma non all’altezza delle mie aspettative. 

La seconda domanda è: aveva intenzione di proporre nuove riflessioni o solo di introdurre al suo lettore ideale argomenti già affrontati e approfonditi da altri attivisti? Ecco il secondo grande problema di questa saggio: per una persona che su questo argomento ha già letto, è banale.
Certo, leggere le esposizioni di Murgia è sempre bello e tra le sue pagine si trovano risposte più che perfette (sarcastiche quando serve e serie quando si suppone che l’interlocutore abbia un po’ di sale in zucca) da dare a chi, consapevole o meno, perpetra stereotipi fastidiosi e perniciosi. Tuttavia Murgia non porta riflessioni davvero originali e, a volte, si limita a rimandare il lettore ad altri saggi che trattano i vari argomenti in modo più completo. 
Ho sempre apprezzato l’umiltà di lasciar parlare persone che si ritengono più competenti, solo che se ho acquistato un saggio firmato Murgia vorrei leggere le sue riflessioni e non essere caldamente invitata a leggere il libro di qualcun altro. 

La terza e ultima domanda prima di tirare le somme: dove sono i dati? É giusto parlare di femminismo, è giusto portare sulla carta i temi del gender pay gap, della sotto-assunzione femminile e del femminicidio, ma trovo sbagliata la mancanza di dati a riguardo. In un mondo in cui situazioni gravissime vengono costantemente sminuite o tacciate di falsità sarebbe stato meglio inserire i dati oggettivi (disponibili su siti come ISTAT) che avrebbero dato forza e vigore all’argomentazione. Sebbene io mi renda conto che inserire numeri e cifre avrebbe reso il testo più pesante, è anche vero che gli avrebbe dato più spessore.

Il voto che mi sento di dare, proprio a causa di questa incertezza di intenti e mancanza di approfondimento è 7.5/10. Può facilmente diventare 8.5/10 nel caso in cui il pubblico di riferimento fosse composto da persone da introdurre al tema del femminismo.
Il testo è stimolante e permette di iniziare intense riflessioni autonome o condivise: Jo ed io abbiamo passato intere giornate a discutere animatamente degli argomenti trattati da questo saggio. L’autrice non cerca di imporre la propria visione ma incoraggia il suo lettore a sviluppare un proprio pensiero critico aiutandolo qua e là dove è necessario. 
Per quanto riguarda i contenuti, mi sono trovata d’accordo con la maggior parte delle riflessioni di Murgia che, talvolta, hanno persino dato corpo a pensieri personali che non ero stata però in grado di sviluppare completamente in autonomia. E’ un saggio che consiglierei volentieri ai giovani che vogliono provare un primo approccio soft alle tematiche legate al femminismo senza rischiare di incappare in un testo pesante. Altri punti decisamente a suo favore sono la sua brevità, e la sua scorrevolezza che, grazie allo stile discorsivo e ironico, risulta piacevole se non addirittura facile.

*Volpe

Sullo scaffale di Arcadia – Giornata internazionale della donna

In occasione dell’otto marzo, la festa della donna, noi di Arcadia vogliamo proporvi alcune letture interessanti per affrontare i temi che maggiormente toccano la vita delle donne al giorno d’oggi.
Tra romanzi, saggi, biografie e libri per ragazzi, abbiamo selezionato dieci libri che potrebbero fare al caso vostro.
Buona lettura!

NARRATIVA

Le sante dello scandalo, di Erri De Luca: Cinque donne stanno nell’elenco maschile delle generazioni tra Abramo e Ieshu/Gesù. Cinque casi unici forzano la legge, confondono gli uomini e impongono eccezioni. Le donne qui fanno saltare il banco, riempite di grazia che in loro diventa forza di combattimento.

Donne che corrono coi lupi, di Clarissa Pinkola Estés: Il libro-culto che ha cambiato la vita di milioni di donne. Attingendo alle fiabe e ai miti delle più diverse tradizioni culturali, Clarissa Pinkola Estés fonda una psicanalisi del femminile attorno alla straordinaria intuizione della Donna Selvaggia, intesa come forza psichica potente, istintuale e creatrice, lupa ferina e al contempo materna, ma soffocata da paure, insicurezze e stereotipi.

Il diritto di contare, di Margot Lee Shetterly: La storia mai raccontata delle donne afroamericane che nel periodo della guerra fredda, sfidando razzismo e sessismo, hanno dato un contributo fondamentale ai successi del programma aerospaziale americano. Se John Glenn ha orbitato intorno alla terra e Neil Armstrong è stato il primo uomo a camminare sulla luna, parte del merito va anche alle scienziate della NASA che negli anni Quaranta, armate di matita, regolo e addizionatrice, elaborarono i calcoli matematici che avrebbero permesso a razzi e astronauti di partire alla conquista dello spazio. Tra loro c’era anche un gruppo di donne afroamericane di eccezionale talento, originariamente relegate a insegnare matematica nelle scuole pubbliche “per neri” del profondo Sud degli Stati Uniti. Dorothy Vaughan, Mary Jackson, Katherine Johnson e Christine Darden furono chiamate in servizio durante la seconda guerra mondiale a causa della carenza di personale maschile, quando l’industria aeronautica americana aveva un disperato bisogno di esperti con le giuste competenze. Tutto a un tratto a queste brillanti matematiche e fisiche si presentava l’occasione di ottenere un lavoro all’altezza della loro preparazione, una chiamata a cui risposero lasciando le proprie vite per trasferirsi a Hampton, in Virginia, ed entrare nell’affascinante mondo del Langley Memorial Aeronautical Laboratory. E il loro contributo, benché le leggi sulla segregazione razziale imponessero loro di non mescolarsi alle colleghe bianche, si rivelò determinante per raggiungere l’obiettivo a cui l’America aspirava: battere l’Unione Sovietica nella corsa allo spazio e riportare una vittoria decisiva nella guerra fredda. Sullo sfondo della seconda guerra mondiale, della lotta per i diritti civili e della corsa allo spazio, Il diritto di contare segue la carriera di queste quattro donne per quasi trent’anni, durante i quali hanno affrontato sfide, forgiato alleanze e cambiato, insieme alle proprie esistenze, anche il futuro del loro Paese.

La ragazza con la Leica, di Helena Janeczek: l 1° agosto 1937 una sfilata piena di bandiere rosse attraversa Parigi. È il corteo funebre per Gerda Taro, la prima fotografa caduta su un campo di battaglia. Proprio quel giorno avrebbe compiuto ventisette anni. Robert Capa, in prima fila, è distrutto: erano stati felici insieme, lui le aveva insegnato a usare la Leica e poi erano partiti tutti e due per la Guerra di Spagna. Nella folla seguono altri che sono legati a Gerda da molto prima che diventasse la ragazza di Capa: Ruth Cerf, l’amica di Lipsia, con cui ha vissuto i tempi più duri a Parigi dopo la fuga dalla Germania; Willy Chardack, che si è accontentato del ruolo di cavalier servente da quando l’irresistibile ragazza gli ha preferito Georg Kuritzkes, impegnato a combattere nelle Brigate Internazionali. Per tutti Gerda rimarrà una presenza più forte e viva della celebrata eroina antifascista: Gerda li ha spesso delusi e feriti, ma la sua gioia di vivere, la sua sete di libertà sono scintille capaci di riaccendersi anche a distanza di decenni. Basta una telefonata intercontinentale tra Willy e Georg, che si sentono per tutt’altro motivo, a dare l’avvio a un romanzo caleidoscopico, costruito sulle fonti originali, del quale Gerda è il cuore pulsante. È il suo battito a tenere insieme un flusso che allaccia epoche e luoghi lontani, restituendo vita alle istantanee di questi ragazzi degli anni Trenta alle prese con la crisi economica, l’ascesa del nazismo, l’ostilità verso i rifugiati che in Francia colpiva soprattutto chi era ebreo e di sinistra, come loro. Ma per chi l’ha amata, quella giovinezza resta il tempo in cui, finché Gerda è vissuta, tutto sembrava ancora possibile.

Il mio nome è Lucy, di Gabriella Romano: l secolo breve con occhi diversi: quelli di Luciano, classe 1924, dapprima bambino inquieto della provincia piemontese, poi adolescente “diverso” nella Bologna fascista, e subito dopo disertore con l’8 settembre, deportato a Dachau e liberato dagli alleati, e nel dopoguerra trasmigrato a Torino sulle ali del boom economico, dove cambia sesso in pieni anni ottanta per poi tornare, da donna matura, nella casa e nel quartiere che lo hanno conosciuto ragazzino. Una storia lunga ottant’anni che si intreccia a quella del nostro paese e delle sue svolte sociali, culturali e politiche, e getta luce sui suoi lati più in ombra, sugli espedienti, i luoghi, i linguaggi, le trasformazioni di una diversità sessuale, sempre in bilico tra il segreto e l’esibizione, tra l’insicurezza e la piena rivendicazione di un’alterità consapevole. La Lucy di oggi, ormai ottantenne, racconta il Luciano di un tempo e l’età di mezzo con la serenità di chi, con grande tenacia, ha saputo ricavarsi un angolo di mondo in cui coltivare gioie e dolori di una vita vissuta controcorrente. L’ipocrisia della piccola provincia, il regime, la guerra, la deportazione, il dopoguerra, le fatiche per campare, i cabaret en travesti, la vita notturna, la prostituzione, le feste, gli amori, gli arresti, e poi l’incontro coi nascenti movimenti di liberazione sessuale. Si dipana in queste pagine l’esperienza di una differenza vissuta “senza rete”.

Orgoglio e pregiudizi, di Tiziana Ferraio: Questo libro comincia una mattina a Washington, il 21 gennaio 2017, giorno della marcia storica di un milione di donne contro il presidente Trump, e attraversa in presa diretta gli Stati Uniti fino ad arrivare in Italia. Un viaggio ricco di incontri e storie appassionanti, spesso difficili, molte delle quali sconosciute. Un racconto intenso, che cattura pagina dopo pagina sempre tenendo ferma l’attenzione sui fatti e su cosa resta da fare per raggiungere una reale parità. Le donne sono tornate ad alzare la voce chiedendo stesse opportunità di carriera, stessi salari e diritti. Dalle campionesse dello sport alle scienziate più geniali, dalle attrici di Hollywood a tante donne comuni che si stanno preparando per entrare in politica alla ricerca di una rivincita. Dai corsi dedicati alle bambine sull’autostima alle esperienze nei college, dove si cerca di arginare il dramma degli stupri. E ancora le giornaliste delle redazioni più importanti al mondo che hanno affrontato sfide eccezionali a testa alta. Leggerete storie di donne famose come quella di Megyn Kelly, star tv di Fox News e Nbc, che ha osato sfidare Trump in diretta tv, e storie di donne sconosciute, ma altrettanto potenti, come la libraia italiana che promuove la diffusione dei libri di scienza alle ragazze (perché scienza e matematica non sono appannaggio dei maschi, anzi). Sempre con l’attenzione puntata sul nostro paese, dove tanta strada è stata fatta ma tanta ne resta ancora da percorrere per una società più equa. Questo libro ci aiuta a vedere dove siamo arrivati. Le storie che incontrerete saranno un ottimo spunto di riflessione per riaprire un dialogo e affrontare il cammino che rimane, uomini e donne insieme.

LIBRI PER RAGAZZI

Donne senza Paura. 150 anni di lotte per l’emancipazione femminile. Libertà, uguaglianza, sorellanza, di Marta Breen e Jenny Jordhal: Fino a 150 anni fa, le donne erano considerate un «oggetto» da possedere, prima dal padre e poi dal marito. Loro, però, non possedevano niente, neppure i vestiti che indossavano. Non avevano nessun diritto sui figli. Era considerato inutile farle studiare. Non potevano testimoniare in tribunale perché considerate «mentalmente deboli». E, ovviamente, non potevano votare. Ma, alla fine dell’Ottocento, in America e in Inghilterra, qualcosa cominciò a cambiare, grazie a un gruppo di donne disposte a rischiare addirittura la vita per affermare il diritto a esistere della parte femminile della società. Un movimento che, da allora, non si è più fermato e che, mattone dopo mattone, ha fatto cadere il muro dell’ingiustizia: dalla possibilità di lavorare autonomamente e di frequentare l’università al diritto di voto; dalle leggi sul divorzio alla diffusione degli anticoncezionali, ogni tappa è stata una vittoria della dignità femminile. E infatti oggi il muro è quasi abbattuto, eppure qualche mattone rimane ancora… Donne senza paura è il racconto di questo percorso, visto attraverso la vita di alcune donne-simbolo: dall’antischiavista Sojourner Truth a Olympe de Gouges, che scrisse la Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina, da Margaret Sanger, che creò la prima clinica per le donne, fino a Malala, che ha ottenuto il premio Nobel per la pace, e alle numerose donne del movimento #Metoo. Per non dimenticare. Per non dare per scontati i diritti ottenuti. Perché la lotta non è finita.

“Il Femminismo è superato” (FALSO), di Paola Columba: Dalle battaglie delle femministe ‘storiche’ alle ragazze della youtube generation il punto resta la difesa dei diritti delle donne. Perché vanno difesi ogni giorno e di nuovo conquistati. Non possono mai essere dati per scontati. Le donne lo sanno. Lo sapevano le ragazze di ieri, devono saperlo le ragazze di oggi.

Collana Donne Straordinarie, casa editrice hachette: Frida Kahlo, Anna Frank, Rita Levi Montalcini: ecco alcune delle DONNE STRAORDINARIEche ti aspettano nella nuova collezione in edicola! Una collana per ragazzi con le storie di donne eccezionali che purtroppo spesso non sono conosciute quanto meriterebbero: regine, scienziate, artiste, Premi Nobel che con le loro idee hanno cambiato il mondo!

Sicura di te. Rischiare, sbagliare e vivere felice e imperfetta come sei, di Katty Kay e Claire Shipman: Le ragazze possono fare tutto! Hanno solo bisogno di fiducia in loro stesse. È un paradosso che conoscono bene tutti i genitori: è un momento storico in cui le ragazze hanno successo come mai prima, eppure sono consumate dai dubbi. Si preoccupano costantemente del loro aspetto, di cosa pensa la gente, di far parte della squadra della scuola o del gruppo di teatro, del perché non prendono voti eccellenti e quanti like o follower hanno sui social network. Questa guida è per loro: un manuale accessibile, vivace e illuminante che regala alle ragazze alcuni consigli essenziali per diventare forti, coraggiose e senza paura.

Piccola Einstein e l’uovo misterioso, di Mariateresa Conte: Le bambole non fanno per lei e alle storie di principi e principesse preferisce trattati di astronomia e anatomia. Tutti la chiamano Piccola Einstein perché proprio non ce la fa a star lontano da tutto ciò che è scienza… o forse perché, come il grande scienziato, è anche un po’ sbadata!

Le sante dello scandalo

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LE SANTE DELLO SCANDALO

Autore: Erri De Luca
Casa editrice:  Giuntina
Anno: 2011

.: SINOSSI :.

La prima si vestì da prostituta per offrirsi all’uomo desiderato. La seconda era prostituta di mestiere e tradì il suo popolo. La terza s’infilò di notte sotto le coperte di un ricco vedovo e si fece sposare. La quarta fu adultera, tradì il marito che venne fatto uccidere dal suo amante. L’ultima restò incinta prima delle nozze e il figlio non era dello sposo. Queste sono le sante dello scandalo.
Cinque donne stanno nell’elenco maschile delle generazioni tra Abramo e Ieshu/Gesù. Cinque casi unici forzano la legge, confondono gli uomini e impongono eccezioni. Le donne qui fanno saltare il banco, riempite di grazia che in loro diventa forza di combattimento.

.: IL NOSTRO GIUDIZIO :.

Questo libricino, classificato come romanzo ma che definirei più un saggio, si presenta come una precisa riflessione su cinque grandi donne della storia biblica.
Le loro imprese sembrano, a prima vista, di poco conto ma l’autore ci mostra come una storia tutta al maschile sia in realtà retta da un coraggio tutto femminile: è la donna che può dare la vita e queste cinque decidono di seguire la volontà di Dio dando i natali alla sua progenie.
Infrangono con coraggio leggi degli uomini e si affidano anima e corpo ad un potere che, in molti casi, non sanno spiegare neanche loro.
Lasciando da parte l’analisi del sacro, ho trovato particolarmente interessante questo volume che si pone a difesa della figura femminile in un contesto totalmente maschile: l’autore sottolinea in modo marcato l’assoluta importanza delle donne portando il testo ad un livello di lettura successivo. Filosofia, religione e morale si fondono spesso in diversi passaggi a riprova del fatto che non ci troviamo davanti ad un testo narrativo.
Non penso sia necessario essere credenti per trovare questo testo apprezzabile: la curiosità è propria dell’uomo e anche un ateo può tranquillamente affidarsi ad un saggio simile per trovare nuovi spunti di riflessione su temi comunque importanti.

Personalmente darei a questo testo, il cui stile, molto semplice e didattico ma pieno di riflessioni filosofiche di grande interesse, un bel 8/10. Ho trovato la lettura lievemente noiosa in certi passaggi ma è chiaramente un fattore personale che non ha da incidere sulla qualità totale dell’opera.

*Volpe