Stelle, eroi, animali e vecchie conoscenze: l’etimologia dei nomi e dei cognomi della saga di Harry Potter (parte 1)

Un nome, si sa, non è mai solo un nome: nessuno, a meno che non abbia una spiccata vena ironica, chiamerebbe mai un prode cavaliere “Cippi” né userebbe un nome dolce e musicale come “Mussolina” (se non sapete cosa sia la mussolina vi lascio questo link) per un feroce drago.
Omen Nomen, dicevano gli antichi: nel nostro nome è contenuto il nostro destino e, per questo motivo, “battezzare” i personaggi del proprio romanzo non è mai un compito facile e, nonostante le fonti di ispirazione non manchino, non sempre trovare il nome perfetto è così facile.
Nella saga di J.K. Rowling troviamo un’infinità di personaggi e se per qualcuno indovinarne l’etimologia è abbastanza facile, per altri invece bisogna investigare un po’ per scoprirne non solo il significato ma anche lati del carattere non particolarmente tratteggiati nei romanzi.

HARRY POTTER“non ci sarà bambino nel nostro mondo che non conoscerà il suo nome” diceva Minerva Mc Grannit nelle prime pagine di Harry Potter e la pietra filosofale e, in effetti, per un’intera generazione il nome Harry fa subito pensare al piccolo mago occhialuto. Il nome Harry deriva dal germanico Heimirich e si compone di due parti heim “casa/patria” and ric “guida”; nel corso dei secoli il nome è andato in contro ad una serie di varianti e se in Germania e in Italia il nome sopravvive in una forma abbastanza fedele all’originale, Heinrich ed Enrico, nei paesi anglosassoni e francofoni troviamo le varianti che più si avvicinano al nome del maghetto: Henri (Francia), Henry e Harry.
E il cognome? L’etimologia di Potter non è certa e, sebbene i più concordino sulla traduzione di “ceramica” o “inerente alla ceramica”; la stessa autrice ha spiegato di aver preso in prestito il cognome da uno dei suoi amici.

RONALD WEASLEY – Forse il secondo personaggio più famoso della saga: Ron, insieme alla sua numerosa famiglia, è la spalla di Harry Potter e lo accompagna ovunque gettando più di una volta il cuore oltre l’ostacolo per aiutare i propri amici.
Anche l’origine del nome Ronald (abbreviato Ron) è germanica, Ragnvaldr, e si compone di due parti regin “consiglio” and valdr “potente/valido”. Diffuso sopratutto nei paesi anglossassoni nelle varianti Ronald e Reynold, in Italia è presente come Rinaldo.
Il cognome Weasley, invece, è un chiaro riferimento alla donnola animale a cui, secondo la tradizione, è attribuita la capacità di guardare oltre alle apparenze smascherando così le falsità.

HERMIONE GRANGER – La streghetta più brillante della saga può vantare un nome tutt’altro che banale e ricco di storia. Nonostante Hermione de Un racconto d’Inverno di William Shakespeare, abbia privato la strega dell’esclusiva nel pantheon della letteratura inglese; le origini del nome sono ancora più antiche e risalgono alla mitologia classica.
Hermione, infatti, non è solo la figlia di Elena e Menelao, ma è anche la versione femminile di Hermes: il celebre messaggero degli dei e protettore di viaggiatori, scrittori, ladri (ricordiamo tutti la piccola incursione tra le scorte di Piton), oratori, atleti e mercanti.
Tuttavia, è analizzando il cognome del personaggio che emergono i dettagli più interessanti. Il cognome Granger è stato preso in prestito dal romanzo Fahrenheit 451 di Bradbury: l’autore statunitense affidò al suo Granger, un intellettuale ribelle, la guida di uno dei gruppi di dissidenti impegnati a salvare i libri.

ALBUS DUMBLEDORE – Amato ed odiato, Albus Silente (Dubledore nella versione originale) ha lasciato un segno nei nostri cuori e, almeno una volta, tutti noi lo avremmo voluto come preside… almeno prima di leggere il settimo romanzo.
La traduzione italiana è quanto mai lontana da quella inglese. Pur non essendoci una reale corrispondenza tra il cognome Dumbledore e una qualsiasi parola inglese, è possibile notare una certa assonanza con il termine Bumblebee: calabrone. Più di una volta, infatti, Albus Silente viene descritto mentre passeggia nervosamente su e giù borbottando tra sé e sé producendo un rumore simile a quello di un calabrone (o di un bombo) in volo: un personaggio tutt’altro che silente come invece lascia pensare la traduzione nostrana.

GILDEROY LOCKHART – Come dimenticare il pomposo e vanitoso professore di difesa contro le arti oscure? Gilderoy Lockhart (Allock) compare nel secondo capitolo della saga e, suo malgrado, si ritrova catapultato al centro dell’azione e sulla soglia della Camera dei Segreti.
Se in italiano la traduzione si è maggiormente concentrata sul cognome (da Lockhart ad Allock) giocando su una divertente assonanza tra il nome e la sua somiglianza con il termine allocco (considerato il meno brillante dei rapaci); la versione inglese pone l’accento sulla sua natura truffaldina ed opportunista.
Lockhart è composto da due parole lock “chiuso” e hart>heart “cuore”: un cuore chiuso tipico di una persona egocentica affatto interessata ad aiutare il prossimo.
Ancor meno lusinghiero, però, è il nome che deriva dal verbo inglese to gild “dorare”(un’azione ben diversa da to plate “placcare”) che allude a qualcosa di bello solo esteriormente.

ARGUS FILCH – Argus Filch, Gazza nella versione italiana, ha decisamente rivoluzionato l’idea del bidello trasformandolo da, amico di tutti gli scolari, a custode implacabile dei corridoi.
Il nome Argus è la versione latinizzata di Argo: un nome molto diffuso nella mitologia greca. Argo è, infatti, il nome della nave utilizzata da Giasone e dagli Argonauti per recuperare il vello doro, e anche il cane di Ulisse, l’unico membro della corte a riconoscere il padrone sotto mentite spoglie, porta questo nome.
Pur avendo tratti in comune con il fedele amico a quattro zampe del condottiero greco (la lealtà al proprio lavoro e la sua vocazione di custode del castello di Hogwarts), Argus Filch deve il suo nome ad Argo Panoptes: un gitante che, secondo il mito greco, era dotato di cento occhi il che lo rendeva, oltre che difficile da ingannare, sempre vigile e pronto ad intervenire.
Anche il cognome Filch, Gazza in italiano, non è stato scelto a caso: entrambe le traduzioni pongono l’accento sulla leggera cleptomania del personaggio che è solito requisire e rubacchiare tutti gli oggetti lasciati incostoditi o che non dovrebbero trovarsi ad Hogwarts. In inglese il verbo to filch significa appunto “rubacchiare” (per l’esattezza “rubacchiare e nascondere”) ed è usato per descrivere, tra le altre cose, l’attitudine delle gazze a ladrare oggetti brillanti per portarli nel proprio nido.

*Jo

Fidanzati dell’inverno

FIDANZATI DELL’INVERNO

Autore: Christelle Dabos
Anno:  2018
Editore:  E/O Edizioni

.: SINOSSI :.

L’Attraversaspecchi è una saga letteraria in tre volumi che mescola Fantasy, Steampunk e Belle Époque, paragonata dalla stampa francese alle saghe di J.K. Rowling e Philip Pullman. Fa da sfondo un universo composto da 21 arche, tante quanti sono i pianeti che orbitano intorno a quella che fu la Terra. La protagonista, Ofelia, è originaria dell’arca “Anima”; una ragazza timida, goffa e un po’ miope ma con due doni particolari: può attraversare gli specchi e leggere il passato degli oggetti. Lavora come curatrice di un museo finché le Decane della città decidono di darla in sposa al nobile Thorn, della potente famiglia dei Draghi. Questo significa trasferirsi su un’altra arca, “Polo”, molto più fredda e inospitale di Anima, abitata da bestie giganti e famiglie sempre in lotta tra di loro. Ma per quale scopo è stata scelta proprio lei? Tra oggetti capricciosi, illusioni ottiche, mondi galleggianti e lotte di potere, Ofelia scoprirà di essere la chiave fondamentale di un enigma da cui potrebbe dipendere il destino del suo mondo. Fidanzati dell’inverno è il primo capitolo di una saga ricca e appassionante che sta conquistando migliaia di lettori giovani e adulti.

.: IL NOSTRO GIUDIZIO :.

Chi da bambino si è fatto rapire dal mondo di Lyra Belacqua e dalle suggestioni de La bussola d’oro troverà, con questo romanzo, pane per i suoi denti.
Coerentemente con la tradizione dei romanzi steampunk, Fidanzati dell’inverno catapulta il lettore in una realtà surrealistica dove le nazioni, chiamate “arche”, sono popolate da uomini e donne capaci di riparare oggetti con il solo tocco della mano, creare stanze con la sola forza dell’immaginazione o ferire gravemente qualcuno solamente pensandolo.
Fin dalle prime pagine facciamo conoscenza della protagonista, Ophelia: la “lettrice” della sua arca che, sempre accompagnata da una sciarpa che a tratti ricorda più un gatto che un accessorio, sembra impegnarsi a dimostrare in ogni occasione quanto maldestra, impacciata e introversa sia. Dopo anni di adolescenti capaci di fare praticamente TUTTO (dal tiro con l’arco ai colpi di stato organizzati tra una caccia ai demoni e un triangolo amoroso da gestire), trovarsi davanti ad una protagonista sempre sull’orlo dell’ennesimo capitombolo è senza dubbio piacevole, tuttavia, alla lunga, la goffaggine di Ophelia diventa un po’ fastidiosa.
Sempre nei primi capitoli viene introdotto anche il coprotagonista del romanzo, Thorn, che, caso evidente di omen nomen, rivela un carattere spigoloso, riservato e freddo come il ghiaccio.
Il destino che lega i due giovani non è dei più rosei e il matrimonio combinato dalle rispettive famiglie non giova affatto.
Il romanzo si sviluppa seguendo la rete di intrighi, segreti, minacce e alleanze che circonda i due protagonisti e, aiutato da una prosa elegante ma non pomposa, trasporta il lettore nell’universo creato da Christelle Dabos.
Le descrizioni sono vivide e riescono perfettamente a rendere le diverse realtà in cui i protagonisti si muovono, i personaggi sono realistici, poliedrici, capaci di ispirare simpatia e un attimo dopo l’odio più genuino.

Il mio voto per questo romanzo è 9/10.
Pensato per giovani lettori, il romanzo può essere apprezzato anche dagli amanti del fantasy più maturi alla ricerca di suggestioni oniriche e un’avventura che ha degnamente raccolto l’eredità narrativa di scrittori Pullman e la Rowling.
* Jo

Le Fiabe di Beda il Bardo

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LE FIABE DI BEDA IL BARDO

Autore: J.K. Rowling (Aka “Beda il Bardo”)
Casa editrice: Lumos
Anno: 2008

.: SINOSSI :.

Il volume “Le Fiabe di Beda il Bardo” raccoglie storie scritte per giovani maghi e streghe. Sono state popolari favole serali per secoli, perciò “Il Pentolone Salterino” e la “Fonte della Buona Sorte” sono altrettanto familiari a molti studenti di Hogwarts quanto Cenerentola e la Bella Addormentata nel Bosco lo sono ai bambini Babbani (non magici). È un volume lasciato da Albus Silente a Hermione Granger nel settimo e ultimo libro della serie, “Harry Potter e i Doni della Morte”, e rivela indizi cruciali per il compimento della missione di Harry volta alla distruzione degli Horcrux di Lord Voldemort. Questa edizione include le “Fiabe”, tradotte dalle rune originali da Hermione Granger e illustrate dalla stessa Rowling, ma anche i commenti del Professor Albus Silente, su gentile concessione dell’Archivio dei Presidi di Hogwarts. Il volume è pubblicato su iniziativa del Children’s High Level Group (CHLG), istituzione benefica inglese fondata da J. K. Rowling e dalla parlamentare europea Emma Nicholson, allo scopo di migliorare la vita dei bambini disagiati in tutta Europa.

.: IL NOSTRO GIUDIZIO :.

Le fiabe contenute in questo breve libro, corredate da un fantomatico commento di Albus Silente in persona, sono tutto fuorché semplicissime storie per bambini. Certo, anche i più piccoli possono apprezzarle, ma non credo che andrebbero oltre tanto quanto farebbe un vero e proprio fan della saga di Harry Potter.
Ho trovato davvero interessanti i commenti di Silente: letti dopo aver completato l’intera saga del giovane maghetto, hanno dato una nuova luce all’ipocrisia latente di questo personaggio che, diciamocelo, predica bene ma razzola male.
Questa bella trovata l’ho rilevata soprattutto nell’ultima storia “The Tale of the three brothers”, dove si parla dei doni della morte e della loro estenuante ricerca da parte di maghi che avevano la presunzione di poter controllare ciò che attenderà, infine, tutti noi. Giustamente, gli spoilers non sono ammessi in una recensione e non posso completare del tutto la mia riflessione per lasciare il piacere a chi non ha letto la saga, di scoprire da sé di cosa sto parlando.
Alcune delle favole mi hanno lasciato un bel ricordo, altre devo dire che le dimenticherò piuttosto in fretta. Trovo comunque carino che la Rowling abbia voluto scrivere questo volume del quale si è parlato tanto ne “I Doni della Morte”.
In inglese rende molto meglio rispetto che la traduzione italiana.

Do al volume un 8/10, attendendo fiduciosa la recensione del mio cucinotto di 10 anni. Consiglio il libro agli amanti della saga, specie quelli che hanno un bambino con il quale condividere queste piccole perle di saggezza e morale.

*Volpe

Schizzi d’autore

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Non di rado gli scrittori decidono di affiancare alle loro storie dei piccoli schizzi: disegni semplici ed essenziali, scarabocchi che riescono a fermare un’idea prima che scompaia e che certamente rendono più vivi quei personaggi i cui nomi vengono vergati con l’inchiostro o battuti ripetutamente sui tasti di un computer.

In occasione dell’uscita dell’ottavo capitolo della saga di Harry Potter, “Harry Potter e la maledizione dell’erede”, l’autrice J.K Rowling ha condiviso con i fan alcune delle illustrazioni che hanno accompagnato e a volte ispirato la stesura della famosa serie.
Schizzi e veri e propri disegni, precisi nei minimi dettagli, in cui la scrittrice inglese ha immortalato i volti dei suoi personaggi o ha raccontato, accantonando per qualche momento la penna e il computer, gli episodi più famosi ed amati dei suoi libri, affidando la propria creazione ai tratti di una matita.

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Il bambino che è sopravvissuto

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I Weasley

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Percy Weasley e il professor Mcgonagall

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Le occhiate sinistre di Piton durante l’ora di pozioni

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Lo specchio delle brame

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Una partita a Quidditch

Ovviamente queste sono alcuni dei disegni che la Rowling ha condiviso con i suoi affezionati lettori e noi ci auguriamo che presto ne rilasci altri insieme ad altre informazioni e curiosità su quello che, anche a distanza di anni, resta uno degli universi letterari più amato e sognato da intere generazioni.

*Jo

Harry Potter and The Cursed Child, novità importanti per i fan della saga! (SPOILER ALERT)

Il mago più famoso di sempre torna a far parlare di sé o, per meglio dire, è la nuova generazione di maghi e streghe a scatenare il panico tra gli appassionati della saga di Harry Potter.
Per l’estate 2016 è infatti prevista la pubblicazione dell’ottavo capitolo “Harry Potter and the Cursed Child”, “Harry Potter e il bambino maledetto” nella versione italiana edita da Salani.
L’uscita, come già stato detto, è prevista per luglio (Inghilterra) e la fine dell’estate per il Bel Paese, ma distanza di mesi ecco comparire i primi dettagli sulla trama.

L’articolo continua dopo l’immagine e contiene degli SPOILER.

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Questo nuovo capitolo sarà incentrato su Albus Severus Potter che avevamo lasciato sul binario 9 3/4 alla vigilia dello smistamento e del suo primo anno ad Hogwarts.
Serpeverde o Grifondoro?
Il giovane Albus viene smistato tra i Serpeverde insieme al figlio di un altro storico membro della casa verde e argento, stiamo parlando proprio di lui: Scorpius Malfoy; che, a dispetto della secolare rivalità tra genitori, diventa il migliore amico del giovane Potter.
Quali avventure si troveranno ad affrontare i due apprendisti maghi?
Sembra che la trama sia incentrata sul rapporto conflittuale tra Albus e il padre e che a complicare le cose compaia una giratempo. Questo secondo dettaglio ha lasciato perplessi i fan che si sono chiesti come sia possibile visto che tutte le collane sono andate distrutte e che Hermione ha restituito la propria alla professoressa McGrannit, vedremo come zia Rowling giustificherà la cosa.
Ma cosa vogliono fare Albus e Scorpius con questa giratempo? Sembra, secondo le prime indiscrezioni, che i due faranno un viaggio nel tempo di qualche anno indietro fino al Torneo Tremaghi nel quale perse la vita, lo ricorderete bene, Cedric Diggory.
I due giovani tenteranno di salvare il fascinoso Tassorosso dal suo destino, ma facendolo causeranno una serie di eventi che sconvolgeranno il presente con conseguenze drammatiche per i protagonisti della vecchia generazione e soprattutto per i Weasley. Come se lo scompiglio non fosse abbastanza, la cicatrice di Harry tornerà a fargli male causandogli sogni e flashback che riveleranno informazioni molto importanti sul suo passato.
Quanto siete impazienti da 0 a 10 di leggere questo nuovo capitolo?

*Jo