Seta

SETA

Autore: Alessandro Baricco
Casa editrice: Feltrinelli
Anno: 2012

.: SINOSSI :.

La Francia, i viaggi per mare, il profumo dei gelsi a Lavilledieu, i treni a vapore, la voce di Hélène. Hervé Joncour continuò a raccontare la sua vita, come mai, nella sua vita, aveva fatto. “Questo non è un romanzo. E neppure un racconto. Questa è una storia. Inizia con un uomo che attraversa il mondo, e finisce con un lago che se ne sta lì, in una giornata di vento. L’uomo si chiama Hervé Joncour. Il lago non si sa.”

.: IL NOSTRO GIUDIZIO :.

Io vivo nella convinzione che un romanzo debba lasciare qualche cosa, per essere interessante.
Seta di Baricco non mi ha lasciato proprio niente.
E’ molto probabile che il problema sia mio, viste le numerose recensioni entusiaste al romanzo e considerando tutti gli amici che hanno pensato che consigliarmelo fosse una buona idea. Terminato questo romanzo, il terzo per me di questo autore, posso dire che, probabilmente, io e Baricco viviamo su due pianeti diversi e a conti fatti siamo due parallele che non si troveranno mai.
Questo romanzo l’ho trovato noioso.
Solo il fatto che, in poco più di 100 pagine, vi fossero capitoli brevissimi e interi paragrafi identici tra loro mi ha permesso di arrivare fino alla fine.
Non sono riuscita a trovare, tra le pagine di questo romanzo, né l’amore che tanti hanno descritto né alcun tipo di emozione. Lo stile di Baricco, composto da frasi brevi e senza lunghe descrizioni, non permette di arrivare al cuore dei personaggi e i loro sentimenti, così come la loro personalità, restano completamente oscurai al lettore.

Non me la sento di dare a questo romanzo un voto superiore a 4/10, né di consigliarlo. Sicuramente, i fan di Baricco riusciranno a trovare poesia dove io ho letto solo noia.

*Volpe

Il cane, il lupo e Dio

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IL CANE, IL LUPO E DIO

Autore: Folco Terzani
Casa editrice: Longanesi
Anno: 2017

.: SINOSSI :.

Il Cane, da sempre abituato alle comodità e sicurezze della vita domestica, si ritrova improvvisamente abbandonato per strada, convinto che senza il suo amato padrone non riuscirà a sopravvivere. Appare allora un Lupo misterioso che lo condurrà alla scoperta della natura selvaggia che la città nasconde e proibisce. Comincia così un lungo pellegrinaggio, un viaggio iniziatico verso nord in compagnia di un branco di lupi, attraverso grotte, cascate, boschi, monti e tempeste di fulmini. Per sopravvivere, il Cane imparerà suo malgrado a cacciare e sarà costretto ad affrontare moltissimi pericoli, sino all’arrivo alla bianchissima Montagna della Luna dove, immerso nella luce accecante dei ghiacciai, dovrà finalmente confrontarsi con la domanda più grande di tutte.
In una straordinaria armonia di parole e immagini, una storia semplice e profonda sulla natura, l’amicizia e il senso del divino.

.: IL NOSTRO GIUDIZIO :.

Il cane, il lupo e Dio sembra un racconto per bambini, ma non lo è. Dietro ai bei disegni e ai personaggi che sembrano usciti da una favola, si nasconde una storia complessa che, voltata l’ultima pagina, non si ha la certezza di aver compreso fino in fondo.
Il protagonista principale è un cane abbandonato che è l’allegoria di un uomo deluso o tradito che, di punto in bianco, perde tutto.
Il lupo, riprendendo la tradizione dei nativi americani, è il mentore del cane ed è immagine di chi vive affidandosi alla fede in qualcosa.
Dio è l’entità che sovrasta il mondo e permette lo scontro tra la vita e la morte, tra il bene e il male, tra la libertà e le dipendenze.
Il viaggio che il cane intraprende è di tipo iniziatico e, accanto al lupo, riscopre quei valori che aveva dimenticato quali la libertà, la fratellanza, l’orgoglio e il rispetto per le altre creature.
Il pellegrinaggio del lupo è quello che ogni essere vivente compie su questa terra e, anche per lui, termina con la morte.
Dio, in tutto questo, resta nell’alto dei cieli e gioca a nascondino tra gli eventi e le stelle.

La scrittura di Terzani è essenziale, a tratti lapidaria: con una manciata di parole l’autore riesce a mettere su carta i propri pensieri e, nonostante l’economia di caratteri, le riflessioni e i periodi non danno mai l’impressione di essere zompi o monchi.
Per quanto riguarda i contenuti, invece, il libro lascia un po’ a desiderare e gli intenti dell’autore appaiono confusi: la parabola naturalistica del cane, del lupo e di Dio sembra non avere un epilogo né tanto meno una chiave di interpretazione (almeno io non l’ho trovata) e, alla fine, ognuno può trovare la propria morale.
La scoperta della fede in un’entità divina, che non viene mai spiegata ma solo abbozzata, assume tratti che si ritrovano nella dottrina cristiana, per poi scivolare nell’animismo orientale, nel buddismo e nella filosofia new age.
Molto belli sono i disegni che occupano le pagine del romanzo anche se, a volte, la totale mancanza di parole dà l’impressione di avere tra le mani un albo più che un racconto o un romanzo breve.

Il mio voto è 6,5/10.
La miscellanea di filosofie non mi ha stimolato e, chiuso il libro, mi sono sentita confusa non solo dal finale, ma anche dal messaggio che Terzani ha voluto affidare a queste pagine e che si può riassumere in una domanda: “quindi?”
Inizio esaltante e piacevole, finale confuso e poco entusiasmente.

*Jo