Aristotele e l’anello di bronzo

.: SINOSSI :.

Blepiro, reduce di guerra e menomato in battaglia, è accusato dal cugino Kremes di simulare l’infermità per ottenere una pensione di invalidità. Blepiro è un bronzista, e nella sua bottega accoglie “una banda di gente indecente”, “una manica di ex schiavi e puttane”, e questa compagnia sregolata si attira l’ostilità dei benpensanti e soprattutto le critiche accese di un politico in carriera. Ma c’è un che di esagerato nell’accanimento e il primo tentativo di uccidere Blepiro – una colata di metallo fuso che per fortuna lo ferisce soltanto orrendamente – sembra, ad Aristotele e al suo assistente Stefanos, più il culmine di un complotto mal riuscito che la conseguenza di una campagna d’odio.

.: IL NOSTRO GIUDIZIO :.

Aristotele e l’anello di bronzo: un vero e proprio romanzo da ombrellone!
Il libro è brevissimo, si tratta di poco più di un centinaio di pagine, e la trama dopo la prima metà è lineare: il lettore non si deve aspettare grandi colpi di scena, ma resta piacevolmente intrattenuto per qualche ora.
Si tratta di un romanzo giallo a fondo storico in cui il famoso filosofo Aristotele è chiamato a risolvere una controversia che si trasforma improvvisamente in un vero e proprio crimine. Sebbene sia carente dal punto di vista della trama, il romanzo è interessante per i numerosi cenni storico-culturali che l’autrice inserisce qua e là: usando la scusa del romanzo giallo, insomma, l’autrice introduce il lettore a diverse usanze della Grecia classica e, in particolare, di Atene.
Un altro punto di forza del libro sono le spiegazioni di filosofia: tra un dialogo e una breve descrizione, l’autrice riporta al lettore stralci della filosofia aristotelica. Trovo molto funzionale l’uso di questa tecnica, quindi di mascherare una lezione di storia o filosofia con una trama a sfondo investigativo, perché rende fruibile argomenti altrimenti difficili anche al grande pubblico.
Di contro, la scrittura non è un gran che. Le descrizioni sono pressoché inesistenti e i dialoghi a volte sono molto “falsi”; in più, ogni tanto il narratore sembra rivolgersi direttamente al lettore con commenti esplicativi su determinati termini greci o fattori socio-culturali. Per quanto io capisca il bisogno dell’autrice di spiegare questo genere di cose al lettore, penso ci siano tecniche meno banali e più efficaci per farlo.
Un altro grosso problema del romanzo è il narratore, Stefanos. Purtroppo si tratta di un personaggio molto stupido con cui è difficile empatizzare: spesso non capisce le cose più banali e porge domande sciocche che, alla lunga, stancano. Mi rendo conto che avere come narratore Aristotele avrebbe significato togliere un po’ del mistero al romanzo, d’altra parte credo che il personaggio di Stefanos andasse studiato meglio e potesse essere, alla fine, meno macchiettistico.

Non si tratta di un romanzo che tiene incollati alle sue pagine, a dire il vero ho scoperto il “cattivo” già dopo i primi capitoli, d’altra parte non è nemmeno un libro brutto: Aristotele e l’anello di bronzo è nella media, un romanzo estivo, leggero e poco impegnativo che permette di passare qualche piacevole ora di lettura in compagnia di Aristotele.
Il voto che mi sento di dargli è 7.5/10. Un buon libro per passare il tempo che non vi incanterà ma non vi farà neanche sentire come se aveste perso del tempo!

D’Ark – Il gioco dell’alfiere

D’ARK – IL GIOCO DELL’ALFIERE

Autore: Cristina Silvestri e Mirela Minkova Georgieva
Casa Editrice: Planet Book
Anno di Edizione: 2017

.: SINOSSI :.

Noir metropolitano ambientato a Rocha, una città afflitta dalla piaga del crimine e dalla corruzione, che ricorda la Gotham City di Batman. E anche a Rocha, come nella celeberrima città fumettistica, il male assume il volto di un uomo, Guignol, capolavoro di malvagità e killer seriale, cui si oppone il paladino del bene e della giustizia, D’Ark, figura avvolta dalla bruma del sogno. In questo contesto si muovono gli altri due personaggi chiave del romanzo: Giorgia Mestri, profiler, e suo fratello Michele, giornalista.

.: IL NOSTRO GIUDIZIO :.

Un inizio in medias res quello che ci introduce nell’affascinante mondo di Rocha.
Ci troviamo immediatamente catapultati sulla scena del crimine al fianco di Giorgia e dei suoi colleghi, la nostra mente è invasa da dati, indizi e inquietanti rivelazioni.
La trama che la Silvestri e la Georgieva hanno imbastito è impeccabile: un noir con i fiocchi che lascia il lettore con il fiato sospeso dall’inizio alla fine. Ho trovato interessante, quanto geniale, il fatto che a metà romanzo praticamente si ricominci da capo: avere due punti di vista tanto diversi su una stessa vicenda incuriosisce ancora di più il lettore. La lettura è scorrevole sebbene io abbia alcuni appunti da fare.
Ma andiamo con ordine.
La prima metà del romanzo segue interamente il punto di vista di Giorgia Mestri: la ragazza è una aspirante profiler, molto brava nel suo lavoro, che si trova alle prese con il “caso Guignol”. La seconda parte, invece, è raccontata dal punto di vista Michele Mestri: la storia è la stessa ma seguiamo in questo caso le vicende del giornalista che, dedito alla giustizia e alla verità, non ha niente da invidiare alla sorella in quanto a tenacia.
Ho apprezzato che il romanzo, pur seguendo una stessa storia, avesse due punti focali differenti: nella prima parte, infatti, i protagonisti sono impegnati a scoprire l’identità di Guignol; nella seconda, invece, ci si concentra maggiormente sulla misteriosa figura di D’Ark, l’eroe mascherato che sta salvando la gente di Rocha. Questa divisione mostra anche la principale diversità tra i due protagonisti: Giorgia è più pratica, e quindi si preoccupa di un problema che ritiene più realistico, Michele è un idealista convinto e volge le sue attenzioni verso una figura avvolta dal mistero. Un espediente narrativo davvero interessante.
Trovo che la caratterizzazione dei personaggi sia stata ben pensata: sia Giorgia sia Michele hanno una altissima percezione di sé, tuttavia le due autrici rimarcano il fatto che non sono perfetti. Pur agendo per quello che loro ritengono il bene, sbagliano e a volte si macchiano anche di ipocrisia.
Quel che ho apprezzato di meno è stato lo stile di scrittura: il romanzo ha ottime potenzialità che, a mio avviso, non sono state colte dall’editore. Sono presenti nel testo errori grammaticali che, dopo un editing, non dovrebbero esserci: non me la sento però di incolpare le due autrici quanto più la casa editrice che non ha saputo sfruttare ciò che aveva tra le mani.
Con un buon correttore di bozze, D’Ark – Il gioco dell’alfiere potrebbe davvero diventare un testo di grande valore.

Come penso abbiate capito, a me il romanzo è piaciuto: sono riuscita a sorvolare sugli errori e sono stata rapita dalla trama avvincente del romanzo.
Secondo me, il libro merita un buon 8/10.
Ho apprezzato soprattutto l’originalità e la trama che ho trovato estremamente coinvolgenti. I personaggi, che sono molti, hanno tutti una loro caratterizzazione che li rende unici e distinguibili.
Una nota d’onore va a Gabriel Hunter e al Barone. Al momento, Hunter è sicuramente il mio personaggio preferito proprio a causa dell’alone di mistero che si porta dietro dall’inizio alla fine!
I temi trattati nel romanzo sono tanti ma hanno tutti il giusto spazio: alle autrici sta molto a cuore il tema della corruzione nella politica e il loro romanzo gira attorno, in parte, anche a questo. Rocha non è un paradiso, è abitata da uomini crudeli e da altri pieni di speranza che lottano per una giustizia che vendono morire giorno dopo giorno. Un mondo nero quello dipinto da Cristina e Mirela, che trova però la sua luce in alcune stelle fulgide rappresentate in toto da D’Ark, il nostro eroe mascherato.
Vorrei dirvi di più, ma so bene quanto gli spoiler siano fastidiosi per noi lettori: mi limiterò dunque a invitarvi a prendere il testo in mano. Buona lettura!
Consiglio questo romanzo agli amanti del noir e anche a chi ha voglia di dare una mano a due autrici valide che hanno solo bisogno di una spintarella per prendere il volo!

*Volpe

Montalbano, Camilleri e la violenza sulle donne

Festa compleanno per i novanta anni di Andrea Camilleri

A volte, i media ci stupiscono positivamente.

 In occasione del 25 novembre 2017, data in cui cade la giornata mondiale contro la violenza sulle donne, Rai1 ha deciso di mandare in onda quattro repliche degli episodi della famosissima serie Il commissario Montalbano.

La serie sarà di nuovo in onda dal giorno di oggi fino al giorno 29 novembre 2017.
L’inerenza dei quattro episodi al tema è lampante: le repliche fanno tutte parte del ciclo Il grido delle donne e trattano di omicidi e violenza a danno delle donne. Gli episodi saranno tutti introdotti da un accorato appello dello stesso Camilleri.

Vediamo la programmazione nel dettaglio, eccovi data e titolo dei quattro imperdibili episodi.
 Mercoledì 08 Novembre 2017: Una voce di notte
Mercoledì 15 Novembre 2017: Le ali della sfinge
Mercoledì 22 Novembre 2017: La caccia al tesoro

Mercoledì 29 Novembre 2017: Gatto e cardellino

*Volpe