Manuale dell’imperfetto viaggiatore

MANUALE DELL’IMPERFETTO VIAGGIATORE

Autore: Beppe Severgnini
Casa Editrice: Rizzoli
Anno di Edizione: 2000

.: SINOSSI :.

È proprio così, a Severgnini i viaggiatori interessano davvero: li segue, li osserva, li descrive in modo esilarante, senza però giudicarli o condannarli. «Eravamo turisti. Siamo diventati viaggiatori. Imperfetti, ma viaggiatori» sostiene l’autore. Siamo curiosi, rumorosi, avventurosi, frettolosi, generosi. Leggiamo poco e compriamo troppo. Siamo complessivamente onesti, e giustamente diffidenti. Siamo tolleranti. Mentre gli stranieri che visitano l’Italia si innervosiscono quando s’imbattono in altri stranieri, noi italiani, incontrando altri italiani, festeggiamo l’avvenimento, manifestando un orgoglio nazionale che in patria teniamo ben nascosto. Se vi riconoscerete in queste pagine, vi raccomandiamo di essere indulgenti. Con voi stessi e con l’autore, che ricorda: «Se ho saputo descrivere la commedia umana che circonda i nostri viaggi, il motivo è uno solo: tra gli attori ci sono anch’io, e di solito mi diverto come un matto».

.: IL NOSTRO GIUDIZIO :.

Il libro è di vent’anni fa, se doveste decidere di leggerlo, vi invito a tenere conto delle differenze che ci sono tra i viaggiatori di oggi e quelli di ieri.
Il Manuale dell’imperfetto viaggiatore è un libro che Severgnini ha scritto raccogliendo i suoi articoli per la rivista Qui Touring: ogni capitolo è una divertente, e a tratti irriverente, immersione nel complesso mondo dei viaggi ma, soprattutto, nella psicologia dei viaggiatori. 
Severgnini analizza con spietata attenzione gli Italiani in vacanza. Il libro non è sicuramente adatto alle persone più permalose perché chiunque potrebbe rivedersi anche nelle descrizioni più satiriche. Tutti siamo stati, almeno una volta e senza rendercene conto, vittime dei piccoli cliché da viaggio. 
Chi è, dunque, l’italiano che viaggia secondo Severgnini? L’autore ha estrapolato dalla propria esperienza personale tutte le informazioni che ha inserito in questo testo: stereotipi, stramberie e simpatiche ingegnosità si contendono il primato per chi possa definire al meglio il viaggiatore italiano. Per quanto io abbia apprezzato la simpatia del libro in sé, a tratti l’ho trovato un po’ superficiale e scontato, specialmente nei capitoli-elenco dove erano riportati strambi ed improbabili esempi di viaggiatori. Ho la presunzione di credere che non tutti i viaggiatori (sia italiani sia non) siano così facili da etichettare.

Il libro è veramente breve, si può leggere in un pomeriggio oppure (cosa che consiglio sperando di avere il tacito benestare dell’autore) durante un lungo viaggio in aereo. Lo stile è quello tipico del giornalismo: privo di dettagli superflui, mira ad accattivarsi la simpatia del lettore. Su alcune pagine, lo ammetto senza alcuna difficoltà, ho passato lunghissimi momenti a ridere a crepapelle. Di certo non si può dire che Svergnini scriva male, al contrario: è abile a giocare con le parole e a creare la giusta enfasi. Non di rado le sue descrizioni prendono vita, stuzzicando la fantasia dei lettori che finisce con l’essere perfettamente in grado di immaginarsi una precisa situazione.

A mio avviso, il libro merita um 7,5/10.
Non è privo di difetti, così come non è nemmeno carico di terribili errori: è un libro carino, divertente, ma che lascia un po’ il tempo che trova. Se letto con attenzione, però, può portare a buone e interessanti riflessioni. 
In ogni caso, è una lettura che consiglio per passare qualche ora di divertente tranquillità. Magari anche da leggere in famiglia, a voce alta, come si faceva una volta!

Raven Boys

Autore: Maggie Stiefvater
Anno:  2013
Editore:  Rizzoli

.: SINOSSI :.

È la vigilia di San Marco, la notte in cui le anime dei futuri morti si mostrano alle veggenti di Henrietta, Virginia. Blue, nata e cresciuta in una famiglia di sensitive, vede per la prima volta uno spirito e capisce che la profezia sta per compiersi: è lui il ragazzo di cui s’innamorerà e che è destinata a uccidere. Il suo nome è Gansey ed è uno dei ricchi studenti della Aglionby, prestigiosa scuola privata di Henrietta i cui studenti sono conosciuti come Raven Boys, i Ragazzi Corvo, per via dello stemma della scuola, e noti per essere portatori di guai. Blue si è sempre tenuta alla larga da loro, ma quando Gansey si presenta alla sua porta in cerca di aiuto, pur riconoscendolo come il ragazzo del destino non può voltargli le spalle. Insieme ad alcuni compagni, Gansey è da molto tempo sulle tracce della salma di Glendower, mitico re gallese il cui corpo è stato trafugato oltreoceano secoli prima e sepolto lungo la “linea di prateria” che attraversa Henrietta. La missione di Gansey non riguarda solo un’antica leggenda, ma è misteriosamente legata alla sua stessa vita. Blue decide di aiutare Gansey nella sua ricerca, lasciandosi coinvolgere in un’avventura che la porterà molto più lontano del previsto.

.: IL NOSTRO GIUDIZIO:.

In questo periodo, tra lo stato letargico in cui l’autunno mi induce e le lunghe giornate in ufficio, la letteratura è la mia fuga e lo svago che mi permette di evadere da un mondo fatto di circolari e occhi gonfi per via del bagliore del monitor.
Ho acquistato Raven Boys quasi a scatola chiusa (ne avevo sentito parlare una volta da un recensore su youtube, ma me ne ero poi dimenticata) e, complice uno sconto allettante sullo store online, il libro è andato ad aggiungersi alla mia libreria.
La fascia a cui il libro è indirizzato è quella dei giovani lettori e le sfumature dello young adult accompagnano il lettore fin dalle prime pagine lasciandolo ondeggiare tra una scrittura accattivante e avvolgente e una trama che, ad ogni capitolo (per non dire ogni riga e paragrafo), rischia di trascinare nell’ennesimo romanzo incentrato su una protagonista tuttofare e un triangolo amoroso che ci accompagnerà da metà del romanzo fino alla fine della trilogia (ammesso e non concesso che all’autrice venga la fantastica idea di pubblicare poi la stessa storia dal punto di vista di un altro personaggio).
Fortunatamente, almeno in questo primo capitolo, l’autrice ha scelto di astenersi da qualsiasi espediente già letto e riletto e, nonostante la protagonista abbia un nome che fin dalle prime pagine fa presagire quanti guai e calamità di ogni tipo attirerà, con una prosa vivida, ben aggettivata e allo stesso tempo essenziale, riesce a coinvolgere il lettore in un intreccio che unisce elementi paranormali a trovate che ricordano la letteratura poliziesca in cui i crimini venivano risolti da giovani detective.

Il mio voto per questo romanzo è 8/10.
Come ho già detto il romanzo è pensato per un pubblico decisamente più giovane di me e per questo motivo in alcune pagine l’autrice si è persa a rincorrere idee e pensieri consoni per un liceale ma che, visti con gli occhi di un adulto, risultano poco credibili o del tutto irrealizzabili.
I protagonisti e la loro caratterizzazione è adeguata a lettori adolescenti (o giovani adulti) e questo, pur rendendoli a modo loro affascinanti, incide sul loro realismo.
In generale il libro è valido, ma sarebbe stato ancora più bello e apprezzabile se scritto per un pubblico più maturo capace di cogliere e comprendere pienamente l’orrore che si consuma in certe scene.
Lettori che non hanno familiarità con tematiche come il paranormale o l’esoterismo, potrebbero non gradire questa lettura che, fin dalle prime righe, è impregnata di elementi magici e sovrannaturali.
Chi invece è affezionato ai romanzi fantasy le cui vicende ruotano intorno ad una comitiva di amici e ad una trama di misteri e segreti da risolvere, troverà di certo pane per i suoi denti e, terminato il romanzo, sentirà sicuramente l’impulso di procurarsi gli altri libri della saga.
Io per il momento sto resistendo.

*Jo

LETTERA A UNA RAGAZZA IN TURCHIA

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LETTERA A UNA RAGAZZA DI TURCHIA

Autore: Antonia Arslan
Casa editrice: Rizzoli
Anno di pubbicazione: 2016

.:SINOSSI:.

“Tu devi avere un coraggio nuovo, mia ragazza di Turchia. Ti vogliono rimandare indietro a tempi lontani, mentre a te piacciono capelli al vento e gonne leggere, ascoltare musiche forti, andare a zonzo con gli amici e sentirti uguale a loro. Vorresti lottare a viso scoperto. E invece dovrai scoprire di nuovo il coraggio sotterraneo dei deboli, l’audacia che si muove nell’ombra, e cercare nella tua storia antica le ragioni e la forza per sopravvivere.” Queste le parole di Antonia Arslan nella sua lettera immaginata a una ragazza turca. Con la maestria che è solo dei grandi narratori, Antonia Arslan ripercorre le vicende delle sue antenate armene, tessendo un racconto che si dipana attraverso un filo teso dai tempi antichi per arrivare fino ai giorni nostri. Perché la paura subdola che ci colpisce ogni giorno, le oscure premonizioni che si propagano da Oriente a Occidente, da Istanbul a Bruxelles, sono le stesse delle donne armene che si sono sacrificate in nome della libertà. L’antidoto contro la paura è la memoria, è il tappeto di storie di chi ha subito un ribaltamento del suo mondo all’improvviso. L’autrice della “Masseria” ci regala un libro intimo, attualissimo, un viaggio straordinario in cui rida vita alle vicende di donne che combattono per il proprio futuro e per restare se stesse.

.:IL NOSTRO GIUDIZIO:.

Purtroppo, e sono sinceramente dispiaciuta, non mi ha fatto l’effetto che avrei voluto.
Sono certa che il messaggio doveva essere quello di istruire, di insegnare che cosa fa l’intolleranza, di spiegarlo ad una ragazza che, come da sinossi, vorrebbe essere libera ma non è detto che possa.
Tuttavia, trovo che il messaggio si perda. Vengono raccontare tre storie che non hanno al centro della vicenda la discriminazione, sono storie di vita ottimamente scritte e che portano immancabilmente a tragiche vicende, ma spesso queste sono rilegate a mezza pagina o poco più.
Ho, inoltre, sperato che ci fosse una conclusione che potesse chiarirmi maggiormente le idee, ma ciò non è accaduto: il libro si conclude con la fine della terza storia.
La prosa è favolosa, scritta in modo magnifico e questo è senza ombra di dubbio il pregio del romanzo: è una poesia senza rime e senza versi che continua per frase e frase, comprensibile a tutti ma che nasconde le sue piccole chicche.

Do al libro un 6/10. Purtroppo il fatto che non sia passato il messaggio, almeno per me, non mi ha permesso di apprezzare il romanzo.
In ogni caso, conglio il libro a chi si interessa molto di attualità o è appassionato di storia: sicuramente darà ottimi spunti di riflessione!

*Volpe