L’Abbazia di Northanger

L’ABBAZIA DI NORTHANGER

Autore: Jane Austen
Casa editrice: RBA Cranford Collection
Anno di edizione: 2020

.: SINOSSI :.

Una storia d’amore sboccia nella cittadina termale inglese di Bath tra un giovane e benestante pastore anglicano e la protagonista del romanzo, Catherine Morland. Creduta una ricca ereditiera, Catherine viene invitata dal padre del fidanzato nella residenza di famiglia, l’ex-abbazia di Northanger. Qui la protagonista vive, in uno scambio tra fantasia e realtà, banali eventi quotidiani alterandoli alla luce di immaginarie atmosfere di terrore, tanto da mettere a repentaglio il rapporto sentimentale appena nato. Celebrazione dei riti d’iniziazione sociale della borghesia inglese di provincia, quest’opera della Austin rappresenta una sottile parodia del romanzo sentimentale e soprattutto del romanzo gotico.

.: IL NOSTRO GIUDIZIO :.

Una fervida immaginazione, talvolta ai limiti del bovarismo, una discreta avidità letteraria e una eccessiva ingenuità romantica caratterizzano la personalità di Catherine Morland, protagonista di questo ironico romanzo di Jane Austen. Catherine è diversa dalla maggior parte delle protagoniste di questa autrice, del resto anche il romanzo che la ospita non ha niente a che vedere con i classici Orgoglio e Pregiudizio o Ragione e Sentimento che siamo abituati ad associare alla scrittrice.

L’Abbazia di Northanger è un romanzo carico di ironia, mai pesante ma sempre presente, che si scaglia contro il romanzo gotico del tempo. Il suo “bersaglio” principale è Udolpho, di Ann Radcliffe, più volte citato come lettura preferita della giovane protagonista.
La trama è carica di simpatia e freschezza, segue naturalmente il filone cui Jane Austen ha abituato i suoi lettori, ma è appunto carica di uno spirito diverso che la rende più piacevole a chi, come me, ha fatto molta fatica ad approcciarsi alle pagine dei suoi scritti più conosciuti.
Altra nota positiva sono i personaggi: ben caratterizzati, sono piacevoli da leggere e tengono una gran compagnia. Sperando che nessuna fan di Mr. Darcy se la prenda con me per quello che sto per dire, mi trovo costretta ad ammettere che il fascino irriverente e il temperamento gentile di Mr. Tilney mi hanno colpita molto di più!

In breve, per me il romanzo merita un 9/10.
L’edizione, sebbene più curata di quella di Orgoglio e Pregiudizio, presentava alcuni piccoli errori poco piacevoli. Rispetto alla prima uscita della collana Storie Senza Tempo, la cura è sicuramente maggiore e il prodotto è di qualità superiore: questo è un dettaglio che ci tengo a sottolineare perché è giusto non dimenticarsi mai che un libro non deve essere solo esteticamente bello ma anche leggibile.
E in questo, l’edizione conta molto!

Pubblicità

Un ragazzo normale

UN RAGAZZO NORMALE

Autore: Lorenzo Marone
Casa editrice: Feltrinelli
Anno: 2019

.: SINOSSI :.

Mimì, dodici anni, occhiali, parlantina da sapientone e la fissa per i fumetti, gli astronauti e Karate Kid, abita in uno stabile del Vomero, a Napoli, dove suo padre lavora come portiere. Passa le giornate sul marciapiede insieme al suo migliore amico Sasà, un piccolo scugnizzo, o nel bilocale che condivide con i genitori, la sorella adolescente e i nonni. Nel 1985, l’anno in cui tutto cambia, Mimì si sta esercitando nella trasmissione del pensiero, architetta piani per riuscire a comprarsi un costume da Spiderman e cerca il modo di attaccare bottone con Viola convincendola a portare da mangiare a Morla, la tartaruga che vive sul grande balcone all’ultimo piano. Ma, soprattutto, conosce Giancarlo, il suo supereroe. Che, al posto della Batmobile, ha una Mehari verde. Che non vola né sposta montagne, ma scrive. E che come armi ha un’agenda e una biro, con cui si batte per sconfiggere il male. Giancarlo è Giancarlo Siani, il giornalista de «Il Mattino» che cadrà vittima della camorra proprio quell’anno e davanti a quel palazzo. Nei mesi precedenti al 23 settembre, il giorno in cui il giovane giornalista verrà ucciso, e nel piccolo mondo circoscritto dello stabile del Vomero (trenta piastrelle di portineria che proteggono e soffocano al tempo stesso), Mimì diventa grande. E scopre l’importanza dell’amicizia e dei legami veri, i palpiti del primo amore, il valore salvifico delle storie e delle parole. Perché i supereroi forse non esistono, ma il ricordo delle persone speciali e le loro piccole grandi azioni restano.

.: IL NOSTRO GIUDIZIO :.

Un ragazzo normale, di Lorenzo Marone, è stata la nostra lettura di gruppo per il mese di settembre: un libro difficile che aiuta il lettore a riflettere su se stesso e sulle proprie azioni.
Il libro è davvero complicato: i temi trattati sono tanti e tutti di un certo spessore. Si potrebbe dire che il testo ha tre livelli di lettura, uno più profondo dell’altro: il primo livello, il più “banale”, è quello del passaggio dall’infanzia all’adolescenza e segue in modo perfettamente lineare la trama del romanzo; quello intermedio porta agli occhi del lettore uno spaccato della società di Napoli durante gli anni ottanta e analizza, in particolare, la vita dei cittadini più poveri; il terzo, invece, è quello che riguarda Giancarlo e la sua lotta contro la Camorra.
Questo terzo livello in particolare, sebbene sia quello su cui la sinossi del romanzo spinge maggiormente, è appena accennato: si intuisce ma non viene mai raccontato per davvero, nonostante alla fine sia il motore vero e proprio della storia di Mimì.
Lo stile dell’autore è impeccabile: Marone scrive davvero molto bene e, a tratti, sembra davvero di camminare per le strade di Napoli accanto a lui che ce le descrive con tutta la sua passione.
I suoi personaggi sono scritti e raccontati talmente bene da sembrare vivi: hanno tutti un carattere diverso e sono tutti unici e incredibilmente realistici. Il più tenero, quello su cui si vede che l’autore ha riversato tutto il proprio amore, è proprio il piccolo protagonista Mimì: con la sua stravaganza e originalità è il protagonista perfetto per un romanzo che vuole raccontare come, a volte, essere se stessi è il solo modo per essere degli autentici eroi.
Per tutto il romanzo, Mimì cerca un supereroe. Quel supereroe si rivelerà essere poi Giancarlo Siani, che dimostrerà al suo giovane amico come basti essere amanti del vero e del giusto per conquistarsi il nome di eroe.

Il romanzo mi è piaciuto, ma mi ha lasciato un certo senso di incompletezza: a leggere la sinossi mi sarei aspettata una storia incentrata su Giancarlo Siani e invece, proprio come dice anche il bellissimo incipit, è un libro CON Giancarlo Siani: lui sembra un ospite nella storia di qualcun altro. Il poco spazio dato alla sua vicenda lo ha reso quasi una comparsa, fatta eccezione per gli ultimi capitoli del libro o quei rari momenti di riflessione che vengono innescati dalle sue parole.
In conclusione, il mio voto per questo romanzo è 8/10. Consiglio il romanzo a coloro cui piacciono le storie vere e appassionanti, lo consiglio a chi ama la vita e a chi vuole scoprire come diventare un eroe.

*Volpe