Una storia semplice

41PY4brm7mL.jpg

UNA STORIA SEMPLICE

Autore: Leonardo Sciascia
Casa editrice: Adelphi
Anno di pubblicazione: 1989

.: SINOSSI :.

“Una storia semplice” è una storia complicatissima, un giallo siciliano, con sfondo di mafia e droga. Eppure mai – ed è un vero tour de force – l’autore si trova costretto a nominare sia l’una sia l’altra parola. Tutto comincia con una telefonata alla polizia, con un messaggio troncato, con un apparente suicidio. E subito, come se assistessimo alla crescita accelerata di un fiore, la storia si espande, si dilata, si aggroviglia, senza lasciarci neppure l’opportunità di riflettere. Davanti alla proliferazione dei fatti, non solo noi lettori ma anche l’unico personaggio che nel romanzo ricerca la verità, un brigadiere, siamo chiamati a far agire nel tempo minimo i nostri riflessi – un tempo che può ridursi, come in una memorabile scena del romanzo, a una frazione di secondo. È forse questo l’estremo azzardo concesso a chi vuole “ancora una volta scandagliare scrupolosamente le possibilità che forse ancora restano alla giustizia”.

.: IL NOSTRO GIUDIZIO :.

Come tutti i romanzi di Sciascia che ho avuto il piacere di leggere, Una storia semplice non ha eroi ma solo persone umane, anche troppo umane.
Lo stile dell’autore non è dei più semplici: la costruzione della frase è alla latina, quindi spesso il soggetto o il verbo si trovano alla fine, cosa che richiede una certa concentrazione affinché il romanzo venga capito ed apprezzato a dovere.
La sintassi complessa trova valido appoggio in una trama affascinante che si sviluppa velocemente ma con una certa calma. La lettura scorre, cattura, il ritmo è serrato a causa delle poche pagine del romanzo, eppure sembra di leggere adagiati su un fiume, tranquilli e sereni. Una sensazione davvero strana e bella che non avevo mai provato.
Trattandosi di un giallo ed essendo l’autore un Italiano D.o.c., non potevano mancare gli stereotipati screzi tra polizia e carabinieri che danno un tocco di tetro umorismo alla vicenda. Sciacia è bravissimo ad inserire all’interno della narrazione alcune idee politiche e culturali non senza una certa nota di rammarico o sarcasmo.
Per quanto riguarda i personaggi, essi sono semplici. Non hanno nome e vengono presentati con poche parole, eppure hanno tutti una personalità così vera che potremmo incontrarli per strada in ogni momento: questa sicuramente è la particolarità stilistica migliore di questo scrittore.
Ci troviamo davanti a dei personaggi a tutto tondo che prendono vita riga dopo riga, parola dopo parola, e acquistano personalità nel poco tempo che viene loro dedicato: abbiamo così un brigadiere piuttosto sveglio che nessuno sembra prendere in considerazione, un commissario allegrotto, un questore che vorrebbe chiudere il caso ancora prima di aprirlo e, all’apice della drammatizzazione, un testimone che sa senza rendersene conto e quindi tace.

Niente da dire, ho passato poco tempo con loro ma li ho adorati.
Avvincente e profondo, come ogni libro di Sciascia, lascia un sorriso amaro e dolce allo stesso tempo (e se avete un quaderno per le citazioni, tranquilli che con lui lo riempite)
In conclusione, il mio voto è 10/10, lo consiglio appassionati di gialli, di storie vere con sfondo di magia e magari anche a chi non ama i romanzi troppo lunghi.

*Volpe

L’apprendista Assassino

716SExgFh0L.jpg

L’APPRENDISTA ASSASSINO

Autore: Robin Hobb
Casa Editrice: Fanucci Editore
Anno: 1995 (tradotto nel 2005)

.: SINOSSI :.

Un’umanità di servi e signori abita un mondo pervaso da una magia sottile e inquietante, fra intrighi di corte e minacce di misteriosi pirati in grado di manipolare le loro vittime privandole di ogni forma di raziocinio e sentimento. Tra questi pericoli si aggira il giovane Fitz, un “bastardo” di stirpe reale, la cui sola consolazione è un magico e tenero legame con gli animali. Accolto a corte, Fitz dovrà apprendere l’uso delle armi e le regole dell’etichetta, ma il suo destino è legato all’abilità di uccidere nell’ombra… Diventare un assassino vuol dire intraprendere un mestiere crudele e solitario, e soprattutto scoprire i propri poteri, lascito del sangue dei Lungavista…

.: IL NOSTRO GIUDIZIO :.

Credo che questo romanzo mi abbia messo in difficoltà più che qualsiasi altro: da una parte c’era la totale voglia di sapere sempre come continuasse, una pagina tirava l’altra e così di capitolo in capitolo; dall’altra, al contrario, non volevo finirlo, ero troppo affezionata ai tanti meravigliosi protagonisti.
Il pregio maggiore di questo romanzo è sicuramente lo stile dell’autrice: più di una volta mi sono completamente dimenticata del luogo in cui mi trovavo, ero anima e corpo all’interno di una storia appassionante, avventurosa e mai noiosa.
La magia è parte integrante di questo fantasy, ma è trattata con tanta precisione da somigliare a qualcosa di quasi scientifico. E’ uno dei tipici casi in cui un lettore particolarmente sognatore può pensare di poterla mettere in pratica lui stesso. Forse, analizzando da un punto di vista metaforico la magia praticata da alcuni personaggi, è davvero qualcosa che possiamo tutti mettere in pratica, ma non voglio svelarvi altro per non rovinarvi una grande sorpresa.
I personaggi sono caratterizzati alla perfezione, dal protagonista, FitzChevalier, fino all’antagonista, non ce n’è uno solo che non sia vero e vivo.
L’empatia con il giovane protagonista è quasi totale: i suoi ragionamenti sono molto più acuti rispetto a quelli che avrebbe normalmente un ragazzino della sua età eppure a volte viene colto dall’ingenuità tipica di un ragazzo cosa che ha reso la lettura ancora più piacevole. Lungi dall’essere perfetto, Fitz ci mostra tutte le sfaccettature dell’animo umano, in particolare l’autrice sembra aver prediletto l’analisi del dolore e della perdita.
Una menzione speciale va a Burrich, personaggio che accompagna il protagonista per tutto il libro: analizzato dagli occhi di un ragazzino che lo vede come lo specchio dei suoi numerosi tormenti, lo stalliere si mostra infine per ciò che è sempre stato anche se all’ombra di un odio ingiustificato.
L’affetto, l’amore per gli animali e per le persone, l’astuzia e l’intelligenza sono il punto focale di questo splendido e intenso romanzo molto introspettivo.

Penso si sia capito che ho letteralmente adorato questo romanzo e che presto probabilmente avrete le recensioni dei prossimi capitoli di questa trilogia. Il mio voto è 10/10.
Lo consiglio a tutti coloro che amano non solo il fantasy ma anche il romanzo introspettivo e che, in particolare, non si fanno impressionare da ragionamenti un po’ cruenti: stiamo comunque parlando di un romanzo su un apprendista assassino!

*Volpe

Letteratura vs. traffico – l’istallazione di Toronto

Literature-vs-Traffic-in-Toronto-picture-7

Libri in terra. Migliaia di libri a terra con le pagine aperte e coperti di piccolissime lucine colorate atte a farli brillare di luce propria e renderli così luminosi da scomodare anche il buio della notte.
Luminosi come la cultura, luminosi come tutto ciò che può portare del bene all’uomo e sottrarlo al caotico via vai del traffico e ai suoi effluvi più o meno dannosi.
Recentemente, Toronto è stata invasa da une delle più belle iniziative culturali di sempre intitolata, in modo più che simbolico, “Letteratura vs. Traffico”.

Il gruppo Luzinterruptus ha riempito con oltre 10.000 libri le strade della città di Toronto considerate più affollate, piene e inquinate per combattere con la cultura e la letteratura il traffico caotico della città.Literature-vs-Traffic-in-Toronto-picture-3-540x361
Tocca il cuore vedere i passanti fermarsi e camminare tra i libri disseminati a terra per poi accucciarsi, prenderne uno tra le mani e sfogliarlo con tenerezza, spiarne la copertina e leggerne qualche pagina.

Il gruppo aveva organizzato altre manifestazioni a Madrid e a New York ma a differenza di queste precedenti mostre, che erano rimaste nell’illegalità, l’installazione di Toronto è stata approvata e inserita nelle “Nuit Blanche Toronto 2016” ricevendo così la fama che merita.

L’iniziativa è assolutamente lodevole: contro ogni tendenza, il gruppo ha cercato di regalare ai passanti un luogo calmo, tranquillo e sereno; un posto lontano dal caotico in cui perdersi di nuovo nella bellezza della natura e, perché no, di un libro.

Le foto che sono state scattate hanno fatto velocemente il giro del mondo e la fama di questa iniziativa fa sperare che venga ripetuta presto.
Noi ci auguriamo vivamente di poterci svegliare un giorno e trovare, al posto di auto parcheggiate, una strada sepolta sotto i libri.

*Volpe


Fonte: Ebookfriendly

IL BAR SOTTO IL MARE

51QPg5JV2WL._SX314_BO1,204,203,200_.jpg

IL BAR SOTTO IL MARE

Autore: Stefano Benni
Casa Editrice: Feltrinelli Editore
Anno di pubblicazione: 1987

.:SINOSSI:.

Tutto può accadere nel bar sotto il mare. Un bar in cui tutti vorremmo capitare, una notte, per ascoltare i racconti del barista, dell’uomo col cappello, dell’uomo con la gardenia, della sirena, del marinaio, dell’uomo invisibile, della vamp e degli altri misteriosi avventori. Sompazzo, il paese più bugiardo del mondo – Gaspard Ouralphe, il più grande cuoco di Francia – Il verme mangiaparole e l’incredibile storia del capitano Charlemont – La disfida di Salsiccia – Il dittatore pentito – Kraputnyk, il marziano innamorato – Priscilla Mapple e il delitto della II C – Il folletto delle brutte figure, il diavolo geloso e la chitarra magica – La storia di Pronto Soccorso e Beauty Case – Il mistero di Oleron e l’Autogrill della morte – Californian crawl – Il pornosabato del cinema Splendor – I capricci del dio Amikinont’amanonamikit’ama – Arturo Perplesso Davanti alla Casa Abbandonata sul Mare – Il racconto più breve del mondo, la fatale Nastassia e la grande Traversata dei Vecchietti.

.:IL NOSTRO GIUDIZIO:.

Per variare un po’, ho deciso di dedicarmi a una lettura più leggera del solito (insomma, più o meno più leggera!) e di immergermi nei racconti di Stefano Benni scritti come fossero raccontati dagli avventori di un particolare bar: un bar sotto il mare.
I racconti sono tanti, alcuni mi sono piaciuti molto, in particolare mi viene da segnalare “Il mistero di Oleron” e “Kraputnyk il marziano innamorato”, altri invece mi hanno lasciato indifferente o addirittura un po’ annoiata.
La pecca più grande è il fatto che ci siano davvero molti termini scurrili, volgari e allusioni sessuali che io non apprezzo particolarmente, tuttavia so benissimo che è anche la caratteristica peculiare di questo autore quindi non mi sento di dilungarmi troppo su questo punto.
Lo stile è scorrevole e simpatico, l’ironia è una delle caratteristiche principali ed è apprezzabilissima.

Lo consiglio a chi piacciono le storie brevi con un significato sotteso non sempre ovvio alla prima lettura. Lo sconsiglio a chi trova fastidiosa la reiterazione di determinati termini un po’ scurrili.
Come voto gli darei un bel 7/10, diciamo che non è il mio libro preferito ma non posso non dire che mi sia piaciuto.

*Volpe

Instabook: la app che non sbaglia una citazione.

timthumb

Quante volte vi è capitato di citare un libro senza riuscire a ricordarne il titolo o l’autore? Quante volte vi è capitato di citare un romanzo sbagliandone il titolo o di farlo nel modo sbagliato?
Instabook, l’applicazione sviluppata da ARAndroid, nasce proprio per risolvere questi ed altri problemi comuni per i lettori più smemorati o che, dopo aver divorato pagine e pagine, fanno fatica a ricordare in quale libro hanno letto una determinata citazione.

Come funziona? L’idea da cui si sviluppa questa app è la stessa di Shazam: risalire al titolo di una canzone e al suo autore attraverso alcune note o parole del testo.
Partendo da questo principio, gli sviluppatori hanno pensato ad un’applicazione che, come in un memory letterario, abbinasse ogni citazione al suo romanzo ed ogni romanzo al suo autore.
Una volta inserita la citazione (a cui si può aggiungere l’autore, o presunto tale, per rendere la ricerca più rapida ed accurata), Instabook stila una lista dei libri in cui è presente la citazione o, nel caso la frase non sia stata menzionata correttamente, pertinenti con la nostra ricerca.
Cliccando sui titoli che vengono proposti, si accede ad una scheda libro in cui vengono elencati il titolo del libro, il suo autore, una breve descrizione e le valutazioni date dai lettori. Inoltre è possibile condividere sui social il frutto della propria ricerca, nonché acquistare il volume dallo store di Google.
La versione base dell’app è gratuita, tuttavia acquistandola si attivano funzioni extra quali il blocco della pubblicità e la ricerca vocale.

*Jo

Show, don’t tell – Come coinvolgere con le parole.

c670e22bd54b29b24153a79d93e8ac48Scriveva Anton Cechov:

“Non dirmi ‘la luna splende’, ma mostrami il luccicare della luce sopra i vetri infranti.”

L’espressione inglese “Show, don’t tell” significa letteralmente “Mostra, non dire“, ma esattamente cosa significa per uno scrittore mostrare e cosa dire?
Mostrare significa fornire al lettore dei concetti: dialoghi, situazioni, descrizioni che siano per lui come delle istantanee e stimolino tutti e cinque i suoi sensi, anche quelli che normalmente non vengono impegnati nel corso della lettura.
Al contrario, dire significa riportare al proprio pubblico un fatto senza sprecare ulteriori parole nel descriverlo né tentare di stimolare l’attenzione dei lettori. Ecco due esempi:

“Il giardino era grande e pieno di fiori.”

“Aprendo il cancelletto si accedeva ad un ampio giardino: un fazzoletto di terra in cui, ordinati e attenti come soldati in alta uniforme, crescevano fiori di tutti i tipi e dai colori più disparati. Un autentico caleidoscopio di petali e profumi che pareva aprire una finestra su un luogo del tempo in cui non esistevano né il cemento né l’inquinamento.

Nel primo caso, veniamo a conoscenza dell’esistenza di un giardino piuttosto grande in cui crescono fiori che potrebbero essere rose, iris o semplici margherite. Un dato formale che sembra uscito dalle labbra di un agente immobiliare deciso a venderci la casa a cui l giardino appartiene.
La seconda descrizione è sensualmente stimolante e la partecipazione emotiva e nettamente superiore.
Il lettore vede i fiori ordinati come soldati e avverte il caleidoscopio di profumi da cui il protagonista è circondato, l’immedesimazione con il soggetto è completa e chi legge percepisce gli elementi del giardino come se fosse lì.

Il detto è noioso: non coinvolge e non diverte il lettore. Se una riga di descrizione “detta” vi sembra soporifera, immaginate come deve essere leggere 500 pagine di resoconto.
Mostrare una situazione, invece, coinvolge il lettore e lo fa sentire parte attiva della storia. Il mostrato rimane impresso perché regala, come abbiamo già detto, delle immagini chiare, quasi fotografiche, di quanto sta accadendo e permettono al lettore di farsi una sua idea attingendo al proprio repertorio di immagini e alle proprie conoscenze. Il giardino di cui ha letto non sarà più soltanto un anonimo fazzoletto di terra sperduto chissà dove, ma diventerà il parco visitato l’estate prima in vacanza o il giardinetto in cui ha trascorso la propria infanzia a giocare.

Facciamo un ulteriore passo avanti nella definizione di “detto” e “mostrato”. Queste due azioni sono fondamentali nel momento in cui lo scrittore è costretto, all’interno di una descrizione, a costruire una gerarchia: una sorta di occhio di bue che focalizzi l’attenzione lì dove lo scrittore la vuole.

“Uscì in fretta e percorse rapidamente il sentiero che dalla villa scendeva e raggiungeva il parco.
Varcato un piccolo cancello si ritrovò immediatamente in un labirinto di siepi e aiuole tra cui, come custodi di marmo e pietra, si nascondevano statue di animali, putti e bambini intenti a giocare con rami di edera o con lo spruzzo irregolare di una fontana…”

Per chi scrive è evidente dove debba cadere l’attenzione del lettore.
Un sentiero separa una villa (di cui si suppone si sia parlato fino a qualche riga sopra) dal parco: non sappiamo quanto sia lungo questo sentiero né se sia in terra battuta o sia ricoperto da ciottoli o lastricato.
Ma ecco che, repentinamente, la scena cambia e basta una riga per perdersi insieme al protagonista tra le siepi di questo giardino in cui, si suppone, si svolgerà presto una scena rilevante per la trama.

Detto e mostrato non sono quindi in antitesi, ma devono essere usate diligentemente dallo scrittore per creare un testo equilibrato e, cosa più importante, che coinvolga ed intrattenga il lettore.

*Jo

shutterstock_94921276

Un racconto nel cassetto I° EDIZIONE

1462374077569.jpg

Per festeggiare i 200 fan della pagina Arcadia: lo scaffale sulla laguna, è stato indetto un concorso di scrittura che andrà avanti per tutta l’estate! Per partecipare bisognerà seguire alcune semplici regole.

PER PARTECIPARE
– Bisogna essere fan della pagina
– I componimenti possono essere inviati all’indirizzo e-mail arcadia.loscaffale@gmail.com

REGOLAMENTO
– I componimenti sono a tema libero.
– Ogni autore può partecipare con UN SOLO scritto.
– I componimenti in gara devono essere inviati all’indirizzo e-mail arcadia.loscaffale@gmail.com
Testi inviatici con modalità differenti SARANNO IMMEDIATAMENTE SQUALIFICATI.
– Volgarità, bestemmie, blasfemia, pornografia, contenuti che incitano l’odio, la violenza, il razzismo, la discriminazione e la pedofilia SARANNO IMMEDIATAMENTE SQUALIFICATI.
– Gli elaborati devono rispettare la seguente formattazione:
CARATTERE: arial
GRANDEZZA: 12
INTERLINEA: 1,5
– I componimenti, formattati come indicato, NON devono superare le 5 cartelle ( pagine).
– Gli autori acconsentono , partecipando al concorso, alla pubblicazione del loro scritto sulla pagina Facebook “Arcadia, lo scaffale sulla Laguna” e sull’omonimo sito web.
– Il termine ultimo, INDEROGABILE, per inviare il proprio elaborato è fissato per SABATO 3 SETTEMBRE 2016.

IL VINCITORE
– Ogni scritto verrà pubblicato in pagina e nel sito insieme alla foto ufficiale del concorso.
– Il vincitore verrà scelto in base ai “likes” che otterrà il proprio elaborato, in caso di pareggio vi sarà lo spareggio tra i finalisti.
– Il vincitore sarà proclamato DOMENICA 11 SETTEMBRE 2016.
– Il premio messo in palio è un quaderno, ma le spese di spedizione sono A CARICO DEL VINCITORE (eventualmente ci si può accordare per una consegna a mano).

COMPRARE LIKE O BARATTARLI SU GRUPPI DI SCAMBIO E’ SEVERAMENTE VIETATO.
Lo staff di Arcadia provvederà, durante le votazioni, ad assicurarsi che le condivisioni delle foto siano regolari e, in caso contrario, il componimento in questione SARA’ ELIMINATO e SQUALIFICATO.
La nostra pagina non è una vetrina né un talent scout in cui mettersi in mostra.
Chi partecipa deve aver voglia di mettersi in gara giocare e divertirsi in compagnia.

Lo staff di “Arcadia, lo scaffale sulla laguna”, resta a vostra disposizione per qualsiasi dubbio ed augura a tutti voi buona fortuna!

https://www.facebook.com/events/1273373222691050/