Pagine e padri ~ Booktag

Per festeggiare tutti i papà del mondo, abbiamo deciso di creare una booktag a tema padri della letteratura.
Dante Alighieri, William Shakespeare, Sir Arthur Conan Doyle e tutti gli altri autori che hanno ispirato le nostre domande sono uomini che hanno dato tanto, e che continuano a dare moltissimo, a tutti i loro appassionati lettori. Per questo, abbiamo deciso di portarli qui in rappresentanza simbolica di tutti i papà che ogni giorno si impegnano per la loro famiglia e per portare un sorriso sui volti dei loro cari.
Ci sono volte in cui non sono pronti ed altre in cui non hanno legami di sangue, ma il cuore di un padre supera tutte le difficoltà e annulla qualsiasi differenza.

1. #DANTEALIGHIERI- una raccolta di poesie
VOLPE: ogni volta che mi baci muore un nazista di Guido Catalano
JO: Poesie d’amore di Hermann Hesse

2. #SIRARTHURCONANDOYLE- un romanzo in cui viene commesso almeno un omicidio
VOLPE: il diavolo è l’acqua scura di Stuart Turton
JO: Assassinio sull’Orient Express di Agatha Christie

3. #EMILIOSALGARI- un romanzo con un’ambientazione esotica/orientale
VOLPE: Balzac e la piccola sarta cinese di Sijie Dai
JO: La città di Ottone di S. A. Chakraborty

4. #WILLIAMSHAKESPEARE – un testo teatrale
VOLPE: Re Lear di William Shakespeare
JO: L’odore assordante del bianco di Stefano Massini

5. #VALERIOMASSIMOMANFREDI- un romanzo storico
VOLPE: I leoni di Sicilia di Stefania Auci
JO: I Viceré di Federico De Roberto

6. #MICHAELENDE- un romanzo fantasy
VOLPE: Il mezzo Re di  Joe Abercrombie
JO: Lo hobbit di J.R.R. Tolkien

7. #BRAMSTOKER- un romano gotico
VOLPE: L’abbazia di Northanger di Jane Austen
JO: Dracula di Bram Stoker

8. #ANTOINEDESAINTEXUPERI- una romanzo che hai letto da piccol*
VOLPE: Le streghe di Roald Dhal
JO: Matilda di Roald Dhal

*Volpe&Jo

Sullo scaffale di Arcadia – Festa del papà

Il 19 marzo è la festa del papà, ve lo ricordavate?
Se per caso siete arrivati in ritardo con i regali e vostro padre è un bibliofilo con i fiocchi, eccovi qui un po’ di libri incentrati sulla figura del padre, o sul rapporto padre-figli, che potrebbero piacergli. 

Notti in Bianco e Baci a colazione, di Matteo Bussola: Il respiro di tua figlia che ti dorme addosso sbavandoti la felpa. Le notti passate a lavorare e quelle a vegliare le bambine. Le domande difficili che ti costringono a cercare le parole. Le trecce venute male, le scarpe da allacciare, il solletico, i «lecconi», i baci a tutte le ore. Sono questi gli istanti di irripetibile normalità che Matteo Bussola cattura con felicità ed esattezza. Perché a volte, proprio guardando ciò che sembra scontato, troviamo inaspettatamente il senso di ogni cosa. Padre di tre figlie piccole, Matteo sa restituirne lo sguardo stupito, lo stesso con cui, da quando sono nate, anche lui prova a osservare il mondo. Dialoghi strampalati, buffe scene domestiche, riflessioni sottovoce che dopo la lettura continuano a risuonare in testa. Nell’«abitudine di restare» si scopre una libertà inattesa, nei gesti della vita di ogni giorno si scopre quanto poetica possa essere la paternità.P

La Strada, di Cormac McCarthy: Un uomo e un bambino viaggiano attraverso le rovine di un mondo ridotto a cenere in direzione dell’oceano, dove forse i raggi raffreddati di un sole ormai livido cederanno un po’ di tepore e qualche barlume di vita. Trascinano con sé sulla strada tutto ciò che nel nuovo equilibrio delle cose ha ancora valore: un carrello del supermercato con quel po’ di cibo che riescono a rimediare, un telo di plastica per ripararsi dalla pioggia gelida e una pistola con cui difendersi dalle bande di predoni che battono le strade decisi a sopravvivere a ogni costo. E poi il bene più prezioso: se stessi e il loro reciproco amore.

Tutte le prime volte, di Paolo Longarini: Nel momento stesso in cui sente una piccola vita fiorire dentro di sé, una donna diventa madre. E per tutte, ma proprio per tutte, quel momento è lo stesso. Ma per un padre è diverso. Quel momento potrebbe capitare nella sala d’attesa di un ospedale, oppure la prima volta che tocca quel piedino paffuto. Di fronte alla prima tutina, o mentre suda sette camicie per montare l’ovetto nell’automobile. Potrebbe essere dopo un minuto, ma anche dopo un mese. Per ogni uomo la prima volta che comincia a sentirsi padre è diversa. E questa non è che la prima di tantissime prime volte. È l’inizio di un’avventura tutta da vivere e, soprattutto, a cui sopravvivere. Il primo giorno di scuola, la prima delusione, il primo amore, il primo discorso sul sesso (no, davvero, quello no), la prima scelta importante… Ogni giorno una nuova sfida che Paolo Longarini affronta tra una treccina sfatta, un ginocchio sbucciato e gli occhioni delle sue figlie Chiara e Irene che lo guardano con un misto di compassione e amore totale. Ed è in ognuno di questi momenti che un padre si trasforma, cresce, inciampa, si rialza. Da semplice uomo diventa padre. E credete, è molto, molto meglio.
Le avventure e disavventure sulla paternità di Paolo Longarini hanno avuto migliaia di condivisioni, diventando un vero e proprio fenomeno del web. Tutte le prime volte è una storia sull’infanzia e l’adolescenza di due ragazze vere, come nessuno l’ha mai raccontata. Ma soprattutto è il ritratto spassoso e commovente di una famiglia in cui ognuno può riconoscersi

Lo Zen e l’arte della manutenzione della motocicletta, di Robert M. Pirsing: Una Grande Avventura, a cavallo di una motocicletta e della mente; una visione variegata dell’America on the road, dal Minnesota al Pacifico; un lucido, tortuoso viaggio iniziatico. Qual è la differenza fra chi viaggia in motocicletta sapendo come la moto funziona e chi non lo sa? In che misura ci si deve occupare della manutenzione della propria motocicletta? Mentre guarda smaglianti prati blu di fiori di lino, nella mente del narratore si formula una risposta: «Il Buddha, il Divino, dimora nel circuito di un calcolatore o negli ingranaggi del cambio di una moto con lo stesso agio che in cima a una montagna o nei petali di un fiore». Questo pensiero è la minuscola leva che servirà a sollevare altre domande subito incombenti: da che cosa nasce la tecnologia, perché provoca odio, perché è illusorio sfuggirle? Che cos’è la Qualità? Perché non possiamo vivere senza di essa?

Il padre materno, di Simona Argenteri: I cambiamenti profondi avvenuti nelle coppie e nelle famiglie sono spesso evocati dagli psicologi e dai sociologi con toni di cupa inquietudine. C’è però un fenomeno, almeno a prima vista, rassicurante: quello dei nuovi papà. Sensibili e gentili, attenti e disponibili, capaci di assolvere tutte le funzioni della maternità con naturalezza e piacere, sembrano molto diversi dai padri di un tempo, distanti e tiranni. Simona Argentieri si confronta con questa mutazione epocale e con gli aspetti più spinosi del problema, nella dimensione psicoanalitica e nell’intreccio di vari piani, dalla storia alla fenomenologia, dall’arte alla pubblicità, dalla letteratura al cinema. Imbattendosi nella questione fondamentale: quali sono le conseguenze sui figli? Con un contributo di Adolfo Pazzagli.

Il padre è nudo. Tutto quello che gli uomini non dicono, di Stefano D’Andrea: Gli uomini non parlano mai tra loro, nemmeno quando diventano padri e le loro emozioni li travolgono lasciandoli come mosconi alla deriva. Anche i miei amici maschi, diventati papà molti anni prima di me, sono stati omertosi. Hanno lesinato con le descrizioni e con le esperienze personali. Hanno detto solo ‘Tu di’ sempre sì’ oppure ‘Verso i due anni ricominci a vivere’, ma hanno omesso i particolari che sono tutto. Sarò un padre nuovo, mi sono detto, un padre presente, una semi-Madre. Diventando un papà iper-presente sarei entrato a far parte di una selezionata schiera di combattenti che cambiano la storia, uomini con tutte le risorse, felici mamme e rigorosi papà. Ma sbagliavo. I maschi sono stati cattivi con me rinunciando alla condivisione delle loro esperienze, unico strumento di crescita dell’Umanità, e per questo ho deciso che si deve rompere la catena che, di generazione in generazione, obbliga tutti a ripetere gli errori di chi è nato e morto prima di te, e quindi svelerò ciò che i futuri padri devono sapere. Sono passati due anni da quando è nata Margherita ed è arrivato il momento di dire quello che gli uomini non dicono. Mai.

Mia figlia è un’astronave, di Francesco Mandelli: Napo è uno di quelli che, se può sbagliare qualcosa, la sbaglia. Ha quasi trent’anni e vive ancora come un adolescente, complici il lavoro di musicista e una storia d’amore finita decisamente male. Avrebbe bisogno del consiglio di un padre, ma il suo è un tipo davvero strano – un avvocato con la passione per l’edilizia – e tra loro è un continuo duello a chi combina il guaio peggiore. Poi, durante una festa, arriva il colpo di fulmine con una ragazza, Viola, che come per magia pare essere la grande occasione per diventare finalmente adulto. Se non fosse che è già fidanzata con un altro… Jacopo è tutto il contrario di Napo: preciso, maturo e affidabile, a volte persino troppo. Da quando è diventato papà della piccola Vittoria, ha scoperto non solo la gioia più assoluta ma anche una naturale predisposizione a fare il “mammo”, insospettabile persino per lui. Avere figli però non è solo rose e fiori: col passare del tempo, certi istinti giovanili tornano a farsi vivi, le notti insonni si accumulano, mentre fatalmente si complica il rapporto con la sua compagna… Viola.

Diario

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DIARIO

Autore: Anna Frank
Anno: 1947
Casa Editrice: Einaudi Super ET

.: SINOSSI :.

Quando Anne inizia il suo diario, nel giugno del 1942, ha appena compiuto tredici anni. Poche pagine, e all’immagine della scuola, dei compagni e di amori piú o meno ideali, si sostituisce la storia della lunga clandestinità: giornate passate a pelare patate, recitare poesie, leggere, scrivere, litigare, aspettare, temere il peggio. Obbedendo a una sicura vocazione di scrittrice, Anne ha voluto e saputo lasciare testimonianza di sé e dell’esperienza degli altri clandestini. La prima edizione del Diario subí tuttavia non pochi tagli, ritocchi, variazioni. Ora il testo è stato restituito alla sua integrità originale, e ci consegna un’immagine nuova: quella di una ragazza vera, ironica, passionale, irriverente, animata da un’allegra voglia di vivere, già adulta nelle sue riflessioni.

.: IL NOSTRO GIUDIZIO :.

Abbiamo cominciato questo libro in lettura condivisa, una delle nostre tante iniziative, e dopo qualche giorno dalla scadenza è giunto il momento per me di recensirlo.
Sempre che un libro di questa portata possa essere recensito.
Questo è solo e semplicemente il diario di una ragazzina dai tredici ai quindici anni, si trovano i suoi problemi, i suoi pensieri, i suoi primi amori e le sue naturalissime ribellioni. Le sue paure ma soprattutto il suo ottimismo e la sua speranza.
Anne è una ragazzina sveglia, intelligente e ha parole molto mature per essere una ragazzina di tredici anni, si fa fatica, a volte, a credere che quelli siano proprio i suoi pensieri.
Forse non sarebbe così difficile da leggere e recensire se, per tutto il tempo, non si avesse la sensazione di avere l’anima di una persona tra le mani.
Mi sono detta più volte di prenderlo solo come un romanzo, ma come si fa? Ogni volta che notavo la sua tenera speranza nella liberazione, i miei pensieri non potevano non scivolare verso la consapevolezza del suo triste destino: non sarebbe dovuto capitare a lei come a nessun altro.
Non so se tutti i libri hanno la forza di far riflettere, questo certamente la ha.
Sono stata molto colpita dalla storia di come questo libro sia stato portato alla pubblicazione, penso che a rendermi più emotivamente instabile fosse la certezza che solo il padre di Anne ha potuto leggere le parole della sua giovane figlia.

Personalmente non trovo giusto dare un voto a questo libro: è un pezzo di storia, di storia personale e nessuno dovrebbe mai giudicare l’anima di un altro.
Credo solo che tutti noi dovremmo accogliere con coraggio, e ce ne vuole tanto, le parole di Anne e lasciare che lei ci accompagni a viva forza in uno dei momenti più oscuri della storia contemporanea.
Per amore di completezza, invito tutti a non obbligare nessuno a prendere in mano di questo testo. E’ un libro necessario, secondo me, ma portarlo a forza nella vita di qualcuno non gli darebbe il giusto spirito per apprezzarlo.

*Volpe

Notti bianche e baci a colazione

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NOTTI IN BIANCO E BACI A COLAZIONE

Autore: Matteo Bussola
Anno: 2016
Editore: Einaudi

.: SINOSSI :.

Il respiro di tua figlia che ti dorme addosso sbavandoti la felpa. Le notti passate a lavorare e quelle a vegliare le bambine. Le domande difficili che ti costringono a cercare le parole. Le trecce venute male, le scarpe da allacciare, il solletico, i “lecconi”, i baci a tutte le ore. Sono questi gli istanti di irripetibile normalità che Matteo Bussola cattura con felicità ed esattezza.
Perché a volte, proprio guardando ciò che sembra scontato, troviamo inaspettatamente il senso di ogni cosa. Padre di tre figlie piccole, Matteo sa restituirne lo sguardo stupito, lo stesso con cui, da quando sono nate, anche lui prova a osservare il mondo. Dialoghi strampalati, buffe scene domestiche, riflessioni sottovoce che dopo la lettura continuano a risuonare in testa. Nell'”abitudine di restare” si scopre una libertà inattesa, nei gesti della vita di ogni giorno si scopre quanto poetica possa essere la paternità.

.: IL NOSTRO GIUDIZIO :.

Da bravo fumettista qual è, Bussola riesce a mettere insieme un racconto che sembra composto da tante tavole più che da capitoli.
I ricordi dei giorni passati, le avventure a Venezia e prima ancora quelle al liceo, si intrecciano con il presente e le istantanee quotidiane dove le preoccupazioni di ogni giorno si confondono tra le risate, le birichinate e le domande ingenue di tre adorabili bambine.
Le pagine scorrono veloci e piacevolmente, rendendo il libro una lettura perfetta soprattutto in queste torride giornate d’agosto. Il linguaggio è piuttosto semplice e i lettori più accaniti potrebbero trovare fastidiose le continue ripetizioni che, sopratutto nei dialoghi, rendono la lettura “spigolosa” e spezzano un ritmo narrativo che, tutto sommato, è ben costruito.
La deformazione professionale da fumettista si fa più evidente, come ho già scritto, nei dialoghi dove si finisce facilmente per perdere il conto dei “dice” e dei “dico”. Al contrario i capitoli più corposi, dove i dialoghi sono quasi del tutto assenti o ridotti allo stretto necessario, sono davvero piacevoli e riescono a rendere al meglio il talento di Bussola che, messi da parte albi e matite, riesce a disegnare con semplicità ed emozioni l’indescrivibile avventure della paternità.

Il voto che mi sento di dare a questo romanzo è 7/10.
Si tratta di una lettura piacevole, perfetta per un torrido pomeriggio estivo o per un viaggio di ritorno dall’ufficio, ma lo stile mi è sembrato un po’ trascurato a causa delle ripetizioni, che alla lunga sono diventate davvero insopportabili. Voglio pensare che si tratti di una licenza poetica: un tratto distintivo della scrittura di Bussola, che per primo afferma di aver scritto il romanzo di getto senza sottoporlo ad alcun lavoro di labor limae.
Questo è un libro che consiglierei a tutti coloro che amano i racconti quotidiani: le odissee al supermercato, le camminate sotto il sole di giugno e i battibecchi in veneto con il vicino scontroso della porta accanto.
È un romanzo semplice e proprio la semplicità ne costituisce il punto di forza: Bussola sceglie con attenzione gli episodi da mettere su carta e riesce a raccontare il mondo dal punto di vista di un padre, dando profondità e importanza ai dubbi e alle ingenuità delle tre figlie che sono il vero motore della narrazione.
Lo sconsiglio a chi non ama le storie che ruotano intorno ai bambini, alle loro domande e alla loro ingenua filosofia di vita. Anche chi è alla ricerca di una scrittura raffinata e curata non troverà pane per i suoi denti: tra queste pagine sono nascosti pensieri composti con eleganza e intelligenza, ma tra i “perché?” e gli “uffa” delle bambine trovarli può diventare un’autentica caccia al tesoro.

*Jo

VENTO DALL’EST

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VENTO DALL’EST

Autrice: Chiara Albertini
Casa Editrice: Rizzoli (Collana YouFeel)
Anno di pubblicazione: 2016

.: SINOSSI :.

Il vento… Dove potrebbe portarti, se decidessi di ascoltarlo? Lungo quali sentieri nascosti, inaspettati potrebbe condurti, se ti affidassi a lui?
C’è un vento per ogni stagione. E c’è un vento per le stagioni dell’anima… una storia delicata, emozionante, fatta di rivelazioni, di incontri, un lungo viaggio in più vite, dove reale e immaginario si sovrappongono e si scontrano, un complesso gioco di scelte, dove il possibile e l’impossibile si fondono e si confondono fra richiami del passato e i riflessi del presente.
.: IL NOSTRO GIUDIZIO :.

La stessa autrice ci ha gentilmente inviato una copia omaggio di questo romanzo e noi abbiamo accettato volentieri di leggerlo e recensirlo.
Ammetto, tuttavia, che la prima parte non mi ha entusiasmato più di tanto, era scritto molto bene e questo l’ho apprezzato tanto, però non aveva attirato la mia attenzione nel modo che forse mi aspettavo.
Era un po’ lento, per i miei gusti, ed era una parte più o meno prevedibile, mi chiedevo, insomma, dove l’autrice volesse andare a parare e perché.
Una volta giunti all’incontro tra Tracy, la prima protagonista, e Ben, il secondo protagonista, le cose sono radicalmente cambiate e ho avuto un coinvolgimento emotivo quasi totale tanto che in certi punti del romanzo ho davvero versato tutte le lacrime che avevo in corpo, cosa che non succede proprio spesso!
Il romanzo ha preso una piega inaspettata, bella, imprevedibile e molto dolce e romantica raccontando di un’amore che ha avuto la capacità di durare, nonostante tutto, per sempre. Ben si è messo in gioco per riparare errori commessi in passato. E’ in un certo senso la figura del riscatto, pertanto è impossibile non fare un parallelo tra lui e il padre di Tracy, figura negativa della prima parte del romanzo. E’ impossibile non vedere che i due avrebbero potuto essere la stessa persona ma Ben ha deciso che non voleva. Ed è diventato una persona migliore.
Mi è piaciuto molto anche il ruolo che i libri e le parole hanno avuto in questo romanzo facendolo diventare un testo in cui chiunque, amante della lettura, si può rivedere e ricevere speranza.

Come voto mi sento di dare un 9/10 perché la prima parte, non avendomi entusiasmato molto, mi impedisce di dare il massimo dei voti.
Consiglio questo romanzo a tutte le persone sensibili che hanno voglia di farsi coinvolgere in un sentimento forte e dolce, in un amore che si esprime in tanti modi diversi e che non è solo quello tra marito e moglie. Attenzione, però, non è un romanzo rosa è un romanzo di sentimento e per me è parecchio diverso.

*Volpe