Ghoul accovacciato numero otto

.: SINOSSI :.

Una storia che si muove agile e apparentemente leggera tra la commedia nera e dramma distopico. Tra Disneyworld e l’inferno, la comunità sotterranea narrata in “Ghoul accovacciato numero otto” vive in perenne stato di tensione, con le ferree regole che ne permettono la sopravvivenza ad arginare la sensazione di imminente catastrofe che accompagna l’esistenza dei suoi abitanti. In questo contesto Brian, stretto tra obblighi aziendali, rispetto della legge e un amore complicato, inizia a porsi qualche domanda di troppo. La scrittura delicata e incisiva di George Saunders esplora le contraddizioni del nostro presente, tra spinte autoritarie, non-sense sociali, e ineluttabili pulsioni umane in un racconto che porterà il lettore ad affacciarsi sul lato più oscuro del nostro complicato presente.

.: IL NOSTR GIUDIZIO :.

Ghoul accovacciato numero otto è un romanzo breve o, per meglio dire, un racconto lungo. Saunders, che abbiamo già conosciuto tramite la lettura di Volpe 8 (che ha poi con il numero 8 questo autore?), fa, in meno di cento pagine, una sapiente ed ironica critica alla società capitalista: il libro si legge in un soffio e, anche se lo stile è leggero, il lettore rimane affascinato da una storia che ha la stessa atmosfera di 1984 di Orwell.

Il racconto inizia con una sommaria descrizione del mondo: una specie di bunker che fa da casa-prigione per degli abitanti il cui lavoro allenarsi a recitare scene sempre uguali in attesa del giorno in cui verranno “dei visitatori da sopra”. Ghoul accovacciato numero otto è, a tutti gli effetti, una distopia che sembra basarsi a tratti sulle opere già citate di Orwell sia sul “mito della caverna” di Platone: il risultato è sorprendentemente interessante e tiene il lettore incollato alle pagine, soprattutto verso la fine.

Lo stile è molto schietto e genuino: la voce del narratore, si tratta di un romanzo in prima persona, è quella di una persona semplice, non particolarmente forbita e la scrittura riflette molto bene questa caratteristica. Le parole scelte sono le più semplici possibile e la costruzione della frase non ha, di per sé, niente di speciale: la semplicità però paga perché permette di comprendere meglio il carattere e l’ingenuità di un personaggio nato e cresciuto in mondo che lo vuole sia ingenuo che stupido. I personaggi, sebbene il libro sia molto breve, riescono ad esprimersi e presentano tutti delle particolarità che li rendono unici l’uno dall’altro: importante all’interno della trama sono i concetti generali di moralità ed etica che vengono più volte messi in discussione.

Il libro mi è effettivamente piaciuto molto: si tratta di un racconto che si legge in un soffio, diciamo forse mezza giornata di lettura e senza neanche troppo impegno, che però lascia effettivamente qualcosa. In particolare, è utile a riflettere sulla società in cui si vive: credo che uno dei pregi più grandi di questo libro sia che il lettore ha la possibilità di interpretare la storia a seconda delle proprie convinzioni e idee. Quel che è certo è che parla di libertà e del prezzo che questa può avere.
Il voto finale che sento di dare a questa storia è 8.5/10. Mi è piaciuto moltissimo ma avrei preferito più pagine, un approfondimento maggiore e, soprattutto, un narratore in terza persona.

*Volpe

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Book Challenge – 19 libri per il 2019

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L’anno nuovo è già iniziato, ma siamo ancora in tempo per i buoni propositi! In questo articolo, vi mostreremo 19 libri che siamo intenzionati a leggere nel 2019: ci riusciremo? Lo scopriremo solo il prossimo 31 dicemebre, intanto fateci sapere quali sono i 19 libri che volete assolutamente leggere quest’anno!

Per non creare una lista infinita, abbiamo deciso di scegliere 9 libri a testa dalle nostre liste + 1 presente nella top19 di entrambe.

Lettura in comune:
1. Babylon-Berlin di Volker Kutscher

Volpe:
1. Le nebbie di avalon di Marion Zimmer Bradley
2. Mordred di Nancy Springer
3. Il custode dei draghi di Robin Hobb
4. A ciascuno il suo di Leonardo Sciascia
5. Gli amici silenziosi di Laura Purcell
6. La ferrovia sotterranea di Colson Whitehead
7. Letteratura palestra di libertà di George Orwell
8. Auslander di Paul Dawswell
9. Obsidio di Amie Kaufman 

Jo:
1. Metro 2035 di Dmitry Glukhovsky
2. La città degli orsi di Fredrik Backman
3. Demien di Hermann Hesse
4. Il labirinto degli spiriti di Carlos Ruiz Zafón
5. Il cerchio di Dave Eggers
6. La caduta di Gondolin di J.R.R. Tolkien
7. La prova di Agota Kristof
8. Le notti bianche di Fëdor Dostoevskij
9. Il segreto della libreria sempre aperta di Robin Sloan

Giornata mondiale della libertà di stampa e di informazione

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Il 3 maggio è stata istituita la GIORNATA MONDIALE DELLA LIBERTA’ DI STAMPA ED INFORMAZIONE, una ricorrenza fortemente voluta dall’ONU per porre l’attenzione sull’articolo 19  della Dichiarazione universale dei diritti umani.

Articolo 19

Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione, e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e frontiera.

(Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, adottata dall’assemblea generale ONU, 10 Dicembre 1948)

Quello della libertà di stampa ed informazione è uno dei diritti più calpestati che lede non solo il popolo a cui viene privato della libertà di informarsi, ma soprattutto chi ha fatto dell’informazione il proprio lavoro e spesso paga con la vita la propria fedeltà alla verità troppo spesso ignorata.
La storia che noi ora studiamo non è fatta solo dai re e dai capi di stato che di secolo in secolo hanno deciso le sorti delle nazioni, ma è scritta anche dall’inchiostro e dal sangue di questi martiri della carta che per il loro servizio sono stati perseguitati, costretti alla fuga e, in alcuni casi, imprigionati e uccisi.
Ci piacerebbe poter scrivere i loro nomi, dedicare loro una targa in modo che tutti possano sapere a chi devono la libertà di pensare e leggere senza paura di ritorsioni; purtroppo la lista sarebbe lunghissima ed incompleta per le migliaia di voci che, lontane dai riflettori e gli obbiettivi, vengono zittite in luoghi di cui noi non conosciamo nemmeno il nome.

Noi non possiamo ignorare, chiudere gli occhi e fare finta che tutto ciò non abbia nulla a che vedere con noi e con il nostro presente. Anche oggi, anche ora, vi sono tristi realtà dove dittatori e tiranni impongono la loro personale verità e tolgono di mezzo chiunque la pensi in modo diverso.
Noi non possiamo accomodarci sulle nostre poltrone e fingere che tutto ciò non esista o pensare semplicemente che sia un problema che non ci riguarda.
Un popolo che non veglia e smette di difendere i propri diritti è un popolo che sta già porgendo le mani e le coscienze ai ceppi del pensiero unico e dell’ignoranza.
Leggete, siate curiosi e se non potete avere tra le  mani un pezzo di giornale o un libro, allora scrivete! Non lasciate che il vostro pensiero si rattrappisca né che la vostra coscienza si addormenti.
Forse alcuni di voi ricorderanno il motto del Socing, la società distopica creata da Orwell nel romanzo “1984”, una civiltà dove tutte le libertà dell’individuo sono violate e il cui programma si può riassumere così: “La guerra è pace, la libertà è schiavitù, l’ignoranza è forza”; una realtà assurda e paradossale al punto da trasformare le cose nel loro esatto opposto e fare dell’ignoranza del popolo il motore stesso della storia.

*Jo

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