TBR (to be read)~ Booktag

TBR, TBR, TBR!
La lista di libri da leggere è la croce e la delizia dei lettori appassionati e, ovviamente, è sempre infinita. Oggi vogliamo esplorare la vostra TBR (e permettere a voi di esplorare la nostra) con questa breve booktag!

1. #EBOOK- un ebook dalla tua TBR
VOLPE: Stories from the other side, Michela Mosca
JO: Ottone. Il primo dei Visconti di Alex Calvi e Livio Gambarini

2. #ROMANCE – un romanzo con una o più storie d’amore
VOLPE: La moglie di Dante di Marina Marazza, anche se chiamarlo Romance mi fa venire i brividi
JO: non pervenuto

3. #MISTERY – un romanzo con uno o più misteri da risolvere
VOLPE: Notte d’Ottobre di Roger Zelazny
JO: Il diavolo e l’acqua scura di Stuart Turton

4. #GIALLO- un romanzo con un’indagine
VOLPE: Morte di una sirena di Rydhal e Kazinski
JO: (al momento) non pervenuto

5. #DISTOPICO- un romanzo distopico
VOLPE: Mondo sommerso di James Ballard
JO: Il racconto dell’ancella, di Margaret Atwood

6. #FANTASY – un romanzo con elementi fantastici
VOLPE: Le migrazioni dei Draghi di  Francesca Romana D’Amato
JO: Il priorato dell’albero delle arance di Samantha Shannon

7. #YOUNGADULT- un romanzo per giovani lettori
VOLPE: Una corte di rose e spine di Sara J. Maas, anche se dovete ancora scoprire perché è in tbr.
JO: (al momento) non pervenuto

8. #GENERICO- un saggio
VOLPE: incanto di Michele Bellone
JO: Letteratura palestra di libertà di George Orwell

9. #NARRATIVA- un romanzo che consiglieresti a tutti
VOLPE: Piranesi di Susanne Clark
JO: I viceré di Giovanni de Roberto

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La mamma è sempre la mamma~ Booktag

Non bastano le parole per dire ad una madre, sia essa di sangue o meno, quanto sia importante per noi. Le madri ci sono sempre e ogni giorno si impegnano per regalare alla loro famiglia una vita serena, felice.
Per festeggiare con voi, abbiamo deciso di creare una booktag a tema “madri della letteratura” per coinvolgervi in un gioco da fare da soli o in coppia. Alda Merini, Agatha Christie, Mary Shelley e tutte le grandi autrici che animano la nostra booktag sono donne che hanno dato tanto, e che continuano a dare moltissimo, a tutti i loro lettori.
Divertitevi!

1. #ALDAMERINI- una raccolta di poesie
VOLPE: Poesie, Emily Dickinson
JO: I fiori del male di Charles Baudelaire

2.#AGATHACHRISTIEun romanzo in cui viene commesso almeno un omicidio
VOLPE: Aristotele e l’anello di bronzo di Margaret Doody
JO: Le origini del potere di Alessandra Selmi

3. #NAMINAFORNA- un romanzo con un’ambientazione esotica/orientale
VOLPE: Io, Tituba, strega nera di Salem di Maryse Condé
JO: L’ultimo cacciatore di libri di Matthew Pearl

4. #SIMONEDEBEAUVOIR – un saggio
VOLPE: Le sante dello scandalo di Erri De Luca
JO: Contro l’impegno di Walter Siti

5. #DIANAGABALDON- un romanzo storico
VOLPE: Una giuria di sole donne di Susan Glaspell
JO: Il cavaliere del giglio di Carla Maria Russo

6. #JKROWLING- un romanzo fantasy
VOLPE: Sei di Corvi di Leight Bardugo
JO: I fidanzati dell’inverno di Christelle Dabos

7. #MARYSHELLEY- un romano gotico
VOLPE: Cronache dalla val Lemuria di Cristiano Demicheli
JO: Dracula di Bram Stoker

8. #BEATRIXPOTTER- una romanzo che hai letto da piccol*
VOLPE: Harry Potter: la saga di J.K. Rowling
JO: Matilda di Roald Dhal

What’s your aesthetics? ~ Booktag

Un tempo ne facevamo tantissimi poi, chissà come mai, abbiamo smesso.
Ci é venuta voglia di rifarli e questo é il primo di una lunga serie!

1. #PRINCESSCORE – un libro con corona in copertina
VOLPE: La principessa testarda e il principe pezzato, Robin Hobb
JO: non pervenuto

2. #PIRATECORE – un libro ambientato su una nave o in cui compaiono i pirati
VOLPE: Il mezzo re di Joe Abercrombie, oppure Il Diavolo e l’acqua scura di Stuart Turton
JO: L’ultimo cacciatore di libri di Matthew Pearl

3. #DARKACADEMIA – un libro dai toni cupi
VOLPE: Northanger Abbey di Jane Austen
JO: La quattordicesima lettera di Claire Evans

4. #COTTAGECORE – un romanzo della tua comfort zone
VOLPE: Piranesi di Susanna Clarke
JO: domanda di riserva per chi non ha una comfort zone?

5. #WITCHCORE – un romanzo in cui ci sono streghe, vere o presunte
VOLPE: Io,Tituba, strega nera di Salem di Maryse Condé
JO: Il libro della vita e della morte di Deborah Harkness

6. #ADVENTURECORE – un libro con un animale feroce in copertina
VOLPE: Le cronache di Narnia di  C.S. Lewis
JO: Il dono del lupo di Anne Rice

7. #SPACECORE – un romanzo ambientato nel futuro
VOLPE: Radicalized di Cory Doctorow
JO: Dune di Frank Herbert

8. #HOLOSEXUAL – un libro con la copertina multicolor (se olografica meglio)
VOLPE: Ragazza, donna, altro di Bernardine Evaristo
JO: Sono una persona triste che compra libri con copertine tristi

9. #HORRORACADEMIA – un libro angosciante
VOLPE: Cose che succedono la notte di Peter Cameron
JO: Radicalized di Cory Doctorow

Brividi e libri ~ Booktag

La stagione fredda è alle porte, ma le temperature decisamente più rigide non sono le uniche a causare brividi occasionali o a far venire la pelle d’oca ai lettori.
In questa “mostruosa” booktag abbiamo deciso di abbinare ai mostri più famosi e temuti i titoli presenti sul nostro scaffale.

1. #STREGA – Un libro che hai acquistato a “scatola chiusa”.
VOLPE: Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio, di Amara Lakhous. E’ quello che ho trovato prendendo uno dei libri impacchettati in libreria!
JO: Il circo della notte di Erin Morgenstern

2. # VAMPIRO – Un libro che ha la parola “morte” o “sangue” nel titolo
VOLPE: Sangue e neve ,di Jo Nesbo
JO: Bianca come il latte, Rossa come il sangue di Alessandro D’Avenia: probabilmente ne ho letti anche altri, ma al momento mi viene in mente solo questo.

3. #LUPO MANNARO – Un libro in cui è presente un animale feroce
VOLPE: Viaggio al centro della terra, di Jules Verne
JO: Il mastino dei Baskerville di Sr. Arthur Conan Doyle, letto quando ero ancora alle medie e ancora ricordo la descrizione del cane!

4. #FANTASMA – Un libro in cui hai letto la morte più raccapricciante
VOLPE: Il grande inverno di George Martin
JO: Lascia dire alle ombre di Jess Kidd

5. #ZOMBIE– Un libro in cui hai trovato molti errori di battitura
VOLPE: “Troppi” da nessuna parte… mi ricordo che ne trovai qualcuno in Tanti piccoli fuochi, di Celeste Ng, ma niente di insopportabile!
JO: Vodka&Inferno – La morte fidanzata di Penelope delle Colonne: davvero troppi “orrori” di battitura.

6. #POLTERGEIST – Un libro che hai abbandonato, ma che vorresti finire
VOLPE: I coraggiosi saranno perdonati ,di Chris Cleave
JO: Uno solo? Allora dico Le notti di Villjamur di Mark Charan Newton

7. #UOMO NERO – Un libro che non leggeresti mai perché incentrato sulle tue fobie
VOLPE: Un qualsiasi libro che parli di serpenti… bleah!!!
JO: non avendo particolarmente in simpatia i clown non credo mi dedicherò mai alla lettura di IT di Stephen King

Sullo Scaffale di Arcadia – Febbraio 2019

E così è arrivato anche febbraio, il mese appunto delle febbri. Tra un malanno e l’altro, tuttavia, le case editrici hanno continuato a portare nelle nostre librerie di fiducia numerosi nuovi libri.
Come sempre, vi riportiamo le novità e le ultime uscite di febbraio, soffermandoci su quelle più importanti!

NARRATIVA ITALIANA

Fedeltà di Marco, Missiroli: «Il malinteso», cosí Carlo e Margherita chiamano il dubbio che ha incrinato la superficie del loro matrimonio. Carlo è stato visto nel bagno dell’università insieme a una studentessa: «si è sentita male, l’ho soccorsa», racconta al rettore, ai colleghi, alla moglie, e Sofia conferma la sua versione. Margherita e Carlo non sono una coppia in crisi, la loro intesa è tenace, la confidenza il gioco pericoloso tra le lenzuola. Le parole fra loro ardono ancora, cosí come i gesti. Si definirebbero felici. Ma quel presunto tradimento per lui si trasforma in un’ossessione, e diventa un alibi potente per le fantasie di sua moglie. La verità è che Sofia ha la giovinezza, la libertà, e forse anche il talento che Carlo insegue per sé. Lui vorrebbe scrivere, non ci è mai riuscito, e il posto da professore l’ha ottenuto grazie all’influenza del padre. La porta dell’ambizione, invece, Margherita l’ha chiusa scambiando la carriera di architetto con la stabilità di un’agenzia immobiliare. Per lei tutto si complica una mattina qualunque, durante una seduta di fisioterapia. Andrea è la leggerezza che la distoglie dai suoi progetti familiari e che innesca l’interrogativo di questa storia: se siamo fedeli a noi stessi quanto siamo infedeli agli altri? La risposta si insinua nella forza quieta dei legami, tenuti insieme in queste pagine da Anna, la madre di Margherita, il faro illuminante del romanzo, uno di quei personaggi capaci di trasmettere il senso dell’esistenza. In una Milano vivissima, tra le vecchie vie raccontate da Buzzati e i nuovi grattacieli che tagliano l’orizzonte, e una Rimini in cui sopravvive il sentimento poetico dei nostri tempi, il racconto si fa talmente intimo da non lasciare scampo.

L’amore che dura, di Lidia Ravera: Non è un appuntamento d’amore, quello che si sono concessi Emma e Carlo. È piuttosto una resa dei conti. A quarant’anni da quando hanno scoperto l’amore insieme, a vent’anni dalla fine del loro matrimonio: quando Carlo è volato a New York a sfidare se stesso ed Emma è rimasta a Roma, a insegnare in una scuola di borgata. Oggi lui è un regista quasi famoso, lei un’idealista fuori dal tempo. Lui ha girato un film che racconta con nostalgia la loro love story adolescente, lei l’ha stroncato su una rivista online. Lui si è offeso, lei è pronta a scusarsi. Ma quella è la colpa minore. L’altra, ben più grave, si è piantata fra loro come una spina. Lui non la immagina neppure, lei vorrebbe confessare ma non sa come. All’appuntamento va in bicicletta, difesa da un gilet di velluto vintage, armata di una borsa a bandoliera che contiene quattro quaderni neri traboccanti di verità. Ma la resa dei conti non avrà luogo. Un incidente la impedisce, o forse la ritarda soltanto. Resta il mistero dell’amore che dura, che resiste, anche se più Carlo ed Emma si allontanano dalla prima giovinezza più aumenta la distanza fra loro. Che cosa continua a tenerli legati dai movimentati anni settanta fino al disincanto del presente? Quella che Emma chiama la chimica dei corpi? O qualcosa di più misterioso e tenace?

L’isola dell’abbandono, di Chiara Gamberale: Pare che l’espressione “piantare in asso” si debba a Teseo che, una volta uscito dal labirinto grazie all’aiuto di Arianna, anziché riportarla con sé da Creta ad Atene, la lascia sull’isola di Naxos. In Naxos: in asso, appunto. Proprio sull’isola di Naxos, l’inquieta e misteriosa protagonista di questo romanzo sente all’improvviso l’urgenza di tornare. È lì che, dieci anni prima, in quella che doveva essere una vacanza, è stata brutalmente abbandonata da Stefano, il suo primo, disperato amore e sempre lì ha conosciuto Di, un uomo capace di metterla a contatto con parti di sé che non conosceva e con la sfida più estrema per una persona come lei, quella di rinunciare alla fuga. E restare. Ma come fa una straordinaria possibilità a rivelarsi un pericolo? E come fa un trauma a trasformarsi in un alibi? Che cosa è davvero finito, che cosa è cominciato su quell’isola? Solo adesso lei riesce a chiederselo, perché è appena diventata madre, tutto dentro di sé si è allo stesso tempo saldato e infragilito, e deve fare i conti con il padre di suo figlio e con la loro difficoltà a considerarsi una famiglia. Anche se non lo vorrebbe, così, è finalmente pronta per incontrare di nuovo tutto quello che si era abituata a dimenticare, a cominciare dal suo nome, dalla sua identità più profonda… Dialogando in modo esplicito e implicito con il mito sull’abbandono più famoso della storia dell’umanità e con i fumetti per bambini con cui la protagonista interpreta la realtà, Chiara Gamberale ci mette a tu per tu con il miracolo e con la violenza della vita, quando ci strappa dalle mani l’illusione di poterla controllare, perché qualcosa finisce, qualcuno muore o perché qualcosa comincia, qualcuno nasce. E ci consegna così un romanzo appassionato sulla responsabilità delle nostre scelte e sull’inesorabilità del destino, sui figli che avremmo potuto avere, su quelli che abbiamo avuto, che non avremo mai. Sulle occasioni perse e quelle che, magari senza accorgercene, abbiamo colto.

Noi siamo Tempesta. Storie senza eroe che hanno cambiato il mondo, di Michela Murgia: Sventurata è la terra che ha bisogno di eroi, scriveva Bertolt Brecht, ma è difficile credere che avesse ragione se poi le storie degli eroi sono le prime che sentiamo da bambini, le sole che studiamo da ragazzi e le uniche che ci ispirano da adulti. La figura del campione solitario è esaltante, ma non appartiene alla nostra norma: è l’eccezione. La vita quotidiana è fatta invece di imprese mirabili compiute da persone del tutto comuni che hanno saputo mettersi insieme e fidarsi le une delle altre. È così che è nata Wikipedia, che è stato svelato il codice segreto dei nazisti in guerra e che la lotta al razzismo è entrata in tutte le case di chi nel ‘68 guardava le Olimpiadi. Michela Murgia ha scelto sedici avventure collettive famosissime o del tutto sconosciute e le ha raccontate come imprese corali, perché l’eroismo è la strada di pochi, ma la collaborazione creativa è un superpotere che appartiene a tutti. Una tempesta alla fine sono solo milioni di gocce d’acqua, ma col giusto vento. Disegnato da The World of Dot Con un fumetto di Paolo Bacilieri

NARRATIVA STRANIERA

Morto che cammina, di Irvine Welsh: Mark Renton ha fatto bingo: i deejay della sua agenzia fanno ballare i ragazzi sulle due sponde dell’oceano e un bel po’ di soldi entrano in cassa, ma non riesce a sentirsi davvero appagato di una vita passata fra sale d’attesa e stanze d’albergo. Seduto a bordo di un volo che lo riporta a casa, butta giù un tranquillante dopo l’altro per smaltire i postumi della serata precedente, quando all’improvviso incrocia un paio di occhi impossibili da dimenticare: quelli di Frank Begbie. L’ex psicopatico di Leith ora è un artista famoso e sembra non nutrire più alcun proposito di vendetta per quella brutta storia della truffa sulla vendita dell’eroina. Sono passati tanti anni, ma Renton non si fida, vorrebbe saldare il suo debito e teme che Begbie stia tramando qualcosa… Nel frattempo alle orecchie di Sick Boy e Spud, occupati in nuovi «progetti», giunge voce che i vecchi amici bazzicano di nuovo Edimburgo: prospettiva stuzzicante riunire i soci come ai bei tempi. Ma quando i due si avvicinano all’oscuro mondo del traffico di organi, le cose prendono rapidamente una brutta piega per tutto il gruppo. In balia ognuno delle proprie dipendenze, costretti alla resa dei conti con un passato che non può più aspettare, Renton, Begbie, Sick Boy e Spud saranno travolti da un fiume in piena di assurdi imprevisti. Uno di loro rischia di non vedere l’ultima pagina del romanzo: chi è il morto che cammina?

Un grido nelle rovine, di Kevin Powers: Piantagione di Beauvais, Virginia. Guerra civile americana. Il proprietario terriero Antony Levallois è stanco della produzione di tabacco e cotone. Sa che il futuro appartiene ai grandi capitali e all’industria. È un uomo senza scrupoli, che mira soltanto a difendere i suoi interessi e a ingrandire la sua ricchezza. Quando il vicino Bob Reid parte per la guerra, Levallois sfrutta la sua assenza per soffiargli la proprietà, sedurre e sposare Emily, la figlia dodicenne di Reid e prendersi i suoi schiavi, fra cui la giovane Nurse. Quando Bob Reid torna a casa dal fronte, sfigurato e mutilato, non trova più nessuno ad attenderlo, la sua tenuta non gli appartiene più e sua figlia è sposata con il responsabile della sua rovina. A un uomo disperato resta una sola scelta: la vendetta.

ROMANZI GIALLI/THRILLER

Bianco Letale. Un’indagine di Cormoran Strike, di Robert Galbraith: Quando il giovane Billy, in preda a una grande agitazione, irrompe nella sua agenzia investigativa per denunciare un crimine a cui crede di aver assistito da piccolo, Cormoran Strike rimane profondamente turbato. Anche se Billy ha problemi mentali e fatica a ricordare i particolari concreti, in lui e nel suo racconto c’è qualcosa di sincero. Ma prima che Strike possa interrogarlo più a fondo, Billy si spaventa e fugge via. Cercando di scoprire la verità sulla storia di Billy, Strike e Robin Ellacott – una volta sua assistente, ora sua socia – seguono una pista tortuosa, che si dipana dai sobborghi di Londra alle stanze più recondite e segrete del Parlamento, fino a una suggestiva ma inquietante tenuta di campagna. E se l’indagine si fa sempre più labirintica, la vita di Strike è tutt’altro che semplice: la sua rinnovata fama di investigatore privato gli impedisce di agire nell’ombra come un tempo e il suo rapporto con Robin è più teso che mai. Lei è senza dubbio indispensabile nel lavoro dell’agenzia, ma la loro relazione personale è piena di sottintesi e non detti…

La versione di Fenoglio, di Gianrico Carofiglio: Pietro Fenoglio, un vecchio carabiniere che ha visto di tutto, e Giulio, un ventenne intelligentissimo, sensibile, disorientato, diventano amici nella piú inattesa delle situazioni. I loro incontri si dipanano fra confidenze personali e il racconto di una formidabile esperienza investigativa, che a poco a poco si trasforma in riflessione sul metodo della conoscenza, sui concetti sfuggenti di verità e menzogna, sull’idea stessa del potere. La versione di Fenoglio è un manuale sull’arte dell’indagine nascosto in un romanzo avvincente, popolato da personaggi di straordinaria autenticità: voci da una penombra in cui si mescolano buoni e cattivi, miserabili e giusti. 
Il mondo reale ha poco a che fare con le trame dei romanzi polizieschi o delle serie tv. Esiste davvero, ed è un posto pericoloso.

Certe fortune, di Andrea Vitali: Alle prime ore del 5 luglio 1928, come concordato, Gustavo Morcamazza, sensale di bestiame, si presenta a casa Piattola. Il Mario e la Marinata, marito e moglie, non avrebbero scommesso un centesimo sulla sua puntualità. Invece il Morcamazza è arrivato in quel di Ombriaco, frazione di Bellano, preciso come una disgrazia, portando sull’autocarro il toro promesso e due maiali, che non c’entrano niente ma già che era di strada… Il toro serve alla Marinata, che da qualche anno ha messo in piedi un bel giro intorno alla monta taurina: lei noleggia il toro e poi lucra sulla monta delle vacche dei vicini e sulle precedenze, perché, si sa, le prime della lista sfruttano il meglio del seme. Ma con un toro così non ci sarebbero problemi di sorta. Se non lo si ferma a bastonate è capace di ingravidare anche i muri della stalla. Almeno così lo spaccia il Morcamazza, che ha gioco facile, perché la bestia è imponente. Ma attenzione: se un animale del genere dovesse scappare, ce ne sarebbe per terrorizzare l’intero paese, chiamare i carabinieri, o solleticare il protagonismo del capo locale del Partito, tale Tartina, che certe occasioni per dimostrare di saper governare l’ordine pubblico meglio della benemerita le fiuta come un cane da tartufo. E infatti… 

ROMANZI HORROR

Elevation, di Stephen King: Scott Carey sta percorrendo senza fretta il tratto di strada che lo separa dal suo appuntamento. Si è lasciato alle spalle la casa di Castle Rock, troppo grande e solitaria da quando la moglie se n’è andata, se non fosse per Bill, il gattone pigro che gli tiene compagnia. Non ha fretta, Scott, perché quello che deve raccontare al dottor Bob, amico di una vita, è davvero molto strano e ha paura che il vecchio medico lo prenda per matto. Infatti Scott sta perdendo peso, lo dice la bilancia, ma il suo aspetto non è cambiato di una virgola. Come se la forza di gravità stesse progressivamente dissolvendosi nel suo corpo. Eppure, nonostante la preoccupazione, Scott si sente felice, come non era da molto tempo, tanto euforico da provare a rimettere le cose a posto, a Castle Rock. Tanto, da provare a riaffermare il potere della parola sull’ottusità del pregiudizio. Tanto, da voler dimostrare che l’amicizia è sempre a portata di mano.

FANTASY/FANTASCIENZA

Nightflyers, di George Martin: L’unico mezzo in grado di affrontare la spedizione è la Nightflyer, un’astronave completamente automatizzata, controllata da un solo essere umano, il capitano Royd Eris. L’equipaggio però si ritrova a viaggiare su una nave fantasma perché il capitano non si mostra mai se non attraverso il suo ologramma e comunica solo tramite una voce contraffatta. A rendere la permanenza sulla Nightflyer ancora più inquietante, il sensitivo del gruppo inizia a percepire a bordo una presenza oscura, un’entità pericolosa, incorporea, aliena. Il capitano sostiene di non saperne nulla e, quando qualcosa o qualcuno inizia a uccidere i membri dell’equipaggio, sembra non essere in grado o intenzionato a cercare di arrestare questa scia di sangue. L’unica ad avere la possibilità di fermare questa creatura sanguinaria è Melantha Jhirl, un’umana geneticamente modificata, più forte, intelligente e veloce di tutti gli altri membri dell’equipaggio. Ma per farlo, prima deve riuscire a restare viva…

ROMANZI ROSA

La famiglia prima di tutto!, di Sophie Kinsella: Fixie Farr è sempre stata fedele al motto di suo padre: “La famiglia prima di tutto”. E, da quando lui è morto, lasciando nelle mani della moglie e dei tre figli il delizioso negozio di articoli per la casa che ha fondato a West London, Fixie non fa che rimediare ai pasticci che i suoi sfaticati fratelli combinano invece di prendersi cura di sé. D’altra parte, se non se ne occupa lei, chi altro lo farà? Non è certo nella sua natura tirarsi indietro e, soprattutto, non sa trattenersi dal mettere ogni cosa a posto, anche se non la riguarda. Così quando un giorno in un bar un affascinante sconosciuto le chiede di tenere d’occhio il suo portatile lei non solo accetta ma, a rischio della sua incolumità, salva il prezioso computer da un danno irreparabile. Sebastian, questo il nome dell’uomo, è un importante manager finanziario e, volendo a tutti i costi sdebitarsi con lei, le scrive su un pezzo di carta: “Ti devo un favore”. Sul momento Fixie non lo prende sul serio, abituata com’è a trascurare i suoi bisogni, ma si sbaglia di grosso. Riuscirà a trovare il coraggio di cambiare e smettere per una volta di pensare solo agli altri? La famiglia prima di tutto! è una commedia romantica piena di humour, ma anche un romanzo di formazione che racconta la rinascita della sua adorabile protagonista finalmente pronta per il futuro che si merita.

Il Mezzo Re

AUTORE: Joe Abercrombie
CASA EDITRICE: Mondadori
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2014

.: SINOSSI :.

Yarvi non aveva mai pensato che sarebbe potuto salire al trono. Nato con una mano deforme è inadatto al combattimento e, nel disprezzo del padre, il re del Gettland, il suo destino è diventare uno dei “ministranti”, l’ordine di potenti sacerdoti consiglieri della corona. Ma, proprio la notte che precede l’ultimo esame, Yarvi e la sua maestra, Madre Gundring, sono raggiunti dalla notizia: il padre e il fratello di Yarvi sono morti, uccisi in un agguato ordito da Grom-gil-Gorm, sovrano del Vansterland, regno confinante e nemico. Adesso il re è lui. O mezzo re, per lo meno. Ma la sua vendetta dovrà essere intera. Spinto anche dal volere della madre, la bella e inflessibile Laithlin, Yarvi giura che farà giustizia contro gli assassini di padre e fratello e parte per Vansterland, pronto a dare battaglia. Ma subito cade vittima di un’imboscata e, salvatosi miracolosamente in mare, viene portato al mercato degli schiavi. Qui viene venduto per prestare servizio sulla nave capitanata da Shadikshirram, mercantessa dal cuore nero e la lingua affilata. Solo, nel mare ghiacciato, spogliato del suo lignaggio e incapace di reggere un’ascia o uno scudo, Yarvi potrà contare su una squadra di compagni improbabili e su un’unica vera arma: la sua mente. Basterà per ritornare a casa e portare a compimento la sua vendetta? Definito da più parti “il vero erede di George R.R. Martin”, Abercrombie è uno dei più importanti autori fantasy delle nuove generazioni, un vero fenomeno editoriale in Inghilterra. I suoi libri, che sanno unire alla perfezione immaginazione, profondità e ironia, hanno meritato gli elogi dei principali autori di letteratura fantastica del mondo, da Rick Riordan e Robin Hobb fino a Martin stesso. Il Mezzo Re inaugura la “Trilogia del Mare Infranto”, e segna il debutto di nuovi personaggi di cui è impossibile non innamorarsi, veloci col cervello e con la spada, sempre complessi e disegnati con filo misto, buono e cattivo insieme.

.: IL NOSTRO GIUDIZIO :.

A volte, nei mercatini, si fanno scoperte interessanti e tra i libri usati si possono celare veri e propri tesori.
Così è stato, per me, con questo romanzo: era buttato assieme a mille altri in una bancarella dell’usato. La copertina ha attirato l’occhio, la trama mi ha fatto vacillare, il prezzo bassissimo mi ha convinta ad acquistarlo.
Penso di non aver mai fatto una scelta migliore in vita mia!
Era tanto tempo che non trovavo un romanzo così convincente, tanto accattivante da tenere letteralmente incollati alle pagine dall’inizio alla fine.
Ogni parlo sembra perfettamente al suo posto, scelta dall’autore con estrema cura al fine di creare un romanzo degno di essere il primo di una splendida trilogia.
Il Mezzo Re non è solo un libro d’avventura: distribuiti sapientemente tra le pagine, vi sono intrighi, tradimenti amicizie e amori sottintesi, ma mai del tutto svelati. Tengono compagnia fino all’ultima pagine, fino all’ultima riga, il fiato del lettore sospeso mentre si attende con pazienza di giungere al punto in cui il nodo della vicenda si potrà finalmente sciogliere.
Ed ecco qui la vera abilità di Abercrombie: il nodo non si può slegare. Un colpo scena dopo l’altro, l’autore ha costruito una trama ricca ed intricata che, tuttavia, alla fine appare perfettamente lineare e costruita in modo magistrale.
Se già la trama aveva fatto segno, poi si aggiungono i personaggi a rendere il libro davvero meraviglioso.
Nonostante il protagonista sia molto giovane, egli non è l’eccezionale pupillo di molti romanzi per ragazzi odierni. Ha dei grossi limiti, specialmente dal punto di vista fisico, che compensa perfettamente con una spiccata intelligenza: proprio questa è al centro dei numerosi successi di Yarvi.
Yarvi e i suoi compagni di avventura, poi, crescono. Durante il romanzo restano sì fedeli ai loro valori interiori, ma cambiano diventando più umani pagina dopo pagina, riga dopo riga.
Altro punto a favore è la mancanza di una storia d’amore. Come dicevo prima, c’è un interesse reciproco tra due personaggi, ma questo non si consuma nel giro di poche pagine lasciando intendere che sarà sviluppato probabilmente nei romanzi successivi, così da rendere la vicenda sempre più interessante.

Penso che abbiate già capito che, con una tale recensione, il mio voto non può che essere un 10/10. Mi sembra di aver scoperto un nuovo mondo e sono davvero invogliata a continuare questa saga fino alla fine.
Consiglio romanzo a tutti gli amanti di Martin o di Robin Hobb che, in attesa di una nuova uscita, possono trovare un nuovo amore tra le parole di Abercrombie.

*Volpe

Il drago di Ghiaccio

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IL DRAGO DI GHIACCIO

Autore: George Martin
Anno di pubblicazione: 1980
Casa editrice: Mondadori

.: SINOSSI :.

Adara è una bambina di sette anni, ha sempre vissuto un’esistenza isolata. Presa in giro da tutti, ignorata dalla sua stessa famiglia. Come unico amico un drago di ghiaccio, una leggendaria creatura di quelle terre, che tutti temono, tranne lei. Adara non ricordava quando aveva visto il drago per la prima volta, sembrava avesse sempre fatto parte della sua vita. Ma in una quieta mattina estiva l’arrivo dei draghi di fuoco, venuti per annientare le pacifiche terre dei cittadini, mette fine all’isolamento di Adara. Lei e il suo drago sono l’unica speranza di salvezza.

.: IL NOSTRO GIUDIZIO :.

Prima di avviarsi alla scrittura de le cronache del ghiaccio e del fuoco, George Martin si è dedicato alla stesura di diverse opere: tra queste figura appunto Il drago di ghiaccio.
E’ un racconto semplice, un’ottima favola per bambini.
Mi sono un po’ stupita, infatti, quando lo ho trovato nel reparto Fantasy in mezzo a tutte le altre opere di questo autore, proprio accanto alla sua celeberrima saga: quello non è il suo posto.
Lo stile è semplice, adatto ad una storia della buonanotte, il racconto è estremamente breve e prevedibile per un lettore che abbia più di dieci anni. Questo, ovviamente, non toglie niente alla bellezza del testo.
Le descrizioni sono efficaci, evocative e ben scritte; i personaggi, per quanto poco analizzati a causa della brevità del testo, riescono a lasciare la loro impronta, almeno per quanto riguarda il padre e lo zio di Adara.
Come suo solito, l’autore è riuscito a lasciar trapelare le emozioni da semplici dialoghi, da espressioni del volto o da gesti nascosti e in certi punti mi ha anche fatto commuovere rendendo questa storia d’avventura fantasy ancora più interessante.
Nonostante ciò, questo testo non ha niente a che vedere con il Martin cui tutti sono più o meno abituati e, ripeto, questo testo sarebbe stato meglio nel reparto infantile.

Mi sento di dargli un 7/10, non perché non valga di più, ma perché non è decisamente quello che mi aspettavo. Una piacevole mezz’ora di lettura, ma penso di non averla assaporata appieno senza un bambino pronto per dormire.
Lo consiglio alle mamme che vogliono avvicinare i figli al fantasy, è davvero un ottimo testo!

*Volpe

IL GIOCO DELL’ANGELO

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IL GIOCO DELL’ANGELO

Autore: Carlos Ruiz Zafon
Editore: mondadori
Anno di pubblicazione: 2008

.:SINOSSI:.

Nella tumultuosa Barcellona degli anni Venti, il giovane David Martín cova un sogno, inconfessabile quanto universale: diventare uno scrittore. Quando la sorte inaspettatamente gli offre l’occasione di pubblicare un suo racconto, il successo comincia infine ad arridergli. È proprio da quel momento tuttavia che la sua vita inizierà a porgli interrogativi ai quali non ha immediata risposta, esponendolo come mai prima di allora a imprevedibili azzardi e travolgenti passioni, crimini efferati e sentimenti assoluti, lungo le strade di una Barcellona ora familiare, più spesso sconosciuta e inquietante, dai cui angoli fanno capolino luoghi e personaggi che i lettori de “L’ombra del vento” hanno già imparato ad amare. Quando David si deciderà infine ad accettare la proposta di un misterioso editore – scrivere un’opera immane e rivoluzionaria, destinata a cambiare le sorti dell’umanità -, non si renderà conto che, al compimento di una simile impresa, ad attenderlo non ci saranno soltanto onore e gloria.

.:IL NOSTRO GIUDIZIO:.

Misterioso, cupo, enigmatico e, a tratti, impenetrabile.
Non avrei altre parole per descrivere il secondo romanzo di Zafon dopo “L’ombra del vento”. Romanzo che, oltretutto, comincia come una normalissima storia di sfortuna, amore e fama. Ma sono proprio le storie più comuni a nascondere dietro di sé gli intrecci più complicati e terribili.
Mano a mano che la trama si infittisce, infatti, il protagonista e il lettore sono lentamente introdotti in una spirale, in un inganno, oserei dire un “gioco” per richiamare il titolo del romanzo, così intricato e complesso da far dubitare seriamente di ogni singolo avvenimento.
Efferati crimini, furti d’identità e un pizzico di paranormale si sovrappongono e si mescolano costringendo i personaggi e il lettore stesso a rivedere il concetto di verità: questa parola, piano piano, perderà il suo significato oggettivo per trasformarsi in un’idea soggettiva e manipolabile.
L’autore ha uno stile magistrale: il ritmo è serrato e, soprattutto nelle ultime cento pagine, si fa veramente fatica a staccarsi dalla lettura.
Zafon è stato incredibilmente bravo a mantenere il lettore sullo stesso piano del protagonista: noi non siamo migliori di Martin, il protagonista, e non ci è dato scoprire niente prima di lui. Restiamo sorpresi, sconfortati, felici, esaltati e sollevati assieme a lui. Ogni parola, ogni riga e ogni pagina ci permette di scolpire dentro noi stessi la figura di Martin e crescere assieme a lui.
Le tinte cupe e gotiche dello stile di Zafon funzionano a meraviglia in questo romanzo che è costellato di elementi paranormali pregnanti, eppure così ben nascosti da far dubitare i protagonisti stessi di ciò che vedono, sentono o, addirittura, fanno.

Personalmente, a questo romanzo posso solo dare un 10 pienissimo. Per quanto mi riguarda contiene ogni singolo elemento per essere definito un capolavoro: un protagonista disegnato a meraviglia; una storia d’amore travagliata ma non troppo pregnante; personaggi secondari favolosi nella loro psicologia; mistero e avventura in quantità perfetta.
Lo consiglio a tutti coloro che amano romanzi introspettivi, gialli e anche i thriller visto che il romanzo ha alcuni punti un po’ forti.
A causa di questi episodi violenti, mi sento di sconsigliare il romanzo ai lettori più sensibili.

*Volpe

LA REGINA DEI DRAGHI

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LA REGINA DEI DRAGHI

Autore: G.R.R. Martin
Casa editrice: mondadoriAnno di publicazione: 2001

.:SINOSSI:.
Mentre la cometa di sangue continua a brillare nel cielo dei Sette Regni, la Guerra dei Re prosegue senza esclusione di colpi. All’estremo nord, oltre la barriera di ghiaccio, forze oscure stanno facendosi sempre più minacciose e incombenti. Solo Jon Snow, figlio bastardo di lord Eddard Stark, e un pugno di Guardiani della notte, possono difendere il regno degli uomini dall’invasione di barbari e giganti agli ordini del brutale Mance Rayder.

.:IL NOSTRO GIUDIZIO:.
Diciamo che andavo abbastanza sul sicuro amando, io, molto la serie ed essendomi letteralmente mangiata i capitoli precedenti.
Adoro il modo che Martin ha di descrivere, specialmente quando si parla di psicologia del personaggio o delle battaglie: i dettagli non si sprecano, le scene di stordimento danno senso di spaesatezza al lettore stesso; si empatizza in modo totale con il protagonista del momento desiderando sapere sempre di più.
La storia scorre bene, a tratti è quasi frenetica, in altri è invece più rilassata. I personaggi sono meravigliosi, specie perchè Martin riesce a descrivere le infinite sfumature dell’animo umano facendoci vedere personaggi buoni e i loro tratti negativi e personaggi cattivi con i loro tratti positivi, cosa a cui io sono molto attaccata.
Ci sono un’infinità di richiami “Storici” che incuriosiscono tantissimo il lettore: vengono citate battaglie o personaggi importanti per il contesto in cui si svolge la vicenda e alle volte si desida di poter aver vissuto in quelle terre di ghiaccio e di fuoco per poter conoscere a propria volta quelle bellissime leggende.

Consiglierei il libro, naturalmente, a chi ha già cominciato la saga, a chi ama il fantasy o si è appassionato alla celeberrima serie televisiva.
Chi, invece, non ha mai amato particolarmente il fantasy potrebbe trovarci un formidabile thriller politico, quindi non lo scarterei a prescindere.
Penso di sconsigliare la saga in generale a chi non ama molto le scene forti o il sangue.
Penso si meriti un bel 9/10, solo perchè non è il capitolo più avvincente della saga.

*Volpe