Segni-libri: dodici libri per dodici segni zodiacali.

Il nuovo anno porta sempre con sé qualche novità, e si spera sempre che siano belle. Per noi lettori, in particolare, l’inizio di un nuovo anno significa anche avere davanti 12 mesi per leggere tutte le pagine di cui abbiamo bisogno per mettere la nostra sete di letture a tacere.
Ma, c’è sempre un ma: la possibilità di scegliere male un libro è sempre dietro l’angolo!
In questi casi, l’astrologia può venire in nostro soccorso e aiutarci a scegliere una nuova entusiasmante lettura a seconda di quello che le caratteristiche del nostro segno ci “prescrivono”.
Per questo, abbiamo deciso di dedicare una booktag ai segni zodiacali e alle loro principali caratteristiche, un po’ per ridere insieme a voi e un po’ sperando di suggerirvi qualche titolo interessante.

E voi, lettori, di che segno siete?

1. #ARIETE – Un personaggio, reale o inventato, di cui hai letto e che consideri eroico.
VOLPE: Sophie Scholl e i ragazzi della Rosa Bianca, di cui ho letto in La rosa bianca, Di Inge Scholl
JO: Claus von Stauffenberg di cui ho letto in Obiettivo Hitler di Joachim Fest

2. # TORO – Il libro più lungo che tu abbia mai letto
VOLPE: L’apprendista assassino, di Robin Hobb
JO: Resurrezione di Lev Tolstoj

3. #GEMELLI – Un libro che parla di viaggi
VOLPE: Viaggio al centro della terra, di Jules Verne
JO: I fidanzati dell’inverno di Christelle Dabos

4. #CANCRO – Un libro che ti ha commosso
VOLPE: Mio fratello rincorre i dinosauri di Giacomo Mazzariol
JO: Educazione siberiana di Nikolai Lilin

5. #LEONE– Un libro donato (ricevuto o regalato)
VOLPE: Sarà Vero. Falsi, sospetti e bufale che hanno fatto la storia di Errico Buonanno, un libro che mi è stato regalato questo Natale e che non vedo l’ora di leggere!
JO: Le memorie di Babel di Christelle Dabos

6. #VERGINE – Un libro il cui titolo inizia e finisce con la stessa lettera
VOLPE: I coraggiosi saranno perdonati, di Chris Cleave
JO: Il linguaggio segreto dei fiori di Vanessa Diffenbaugh

7. #BILANCIA – Un libro che hai acquistato per la copertina
VOLPE: E’ raro che io acquisti o legga libri solo a causa della copertina… non me ne viene in mente nessuno!
JO: Il priorato dell’albero delle arance di Samantha Shannon

8. #SCORPIONE – Un libro su cui eri, o sei, scettico
VOLPE: Tanti piccoli fuochi, di Celeste Ng. Ho cominciato questo libro con aspettative molto alte e arrivata alla fine ero e sono un po’ confusa. Non posso dire che non mi sia piaciuto, ma non riesco neanche a dire di averlo adorato.
JO: Il circo della notte di Erin Morgenstern

9. #SAGITTARIO – Un libro che regaleresti a un bambino
VOLPE: Noi siamo tempesta, di Michela Murgia
JO: Zanna Bianca di Jack London

10. #CAPRICORNO – Un saggio o un manuale che hai letto per tuo interesse personale
VOLPE: Quattro conversazioni sull’Europa, di Philippe Daverio
JO: Testimone nel fuoco di Peter Steinbach

11. #ACQUARIO – Un libro da cui è stato tratto un film o una serie TV negli ultimi 5 anni
VOLPE: La spada del destino, Andrzej Sapkowski
JO: Suite Francese di Irene Nemirovsky

12. #PESCI – Un libro con un mistero da risolvere
VOLPE: L’Annusatrice di libri, di Desy Icardi
JO: Il principe della nebbia di Carlos Ruiz Zafon

*Volpe&Jo

#GiornataIncipit – Prime righe e prime impressioni Marzo 2019

#GiornataIncipit è un nuovo Format che noi di Arcadia abbiamo pensato per presentarvi alcune delle ultime uscite in libreria: prenderemo pochi libri abbastanza recenti e posteremo le prime righe, per darvi un assaggio di ciò che potete trovare in libreria. L’appuntamento sarà fisso ogni primo sabato del mese con quattro incipit su facebook e… sì, con cinque qui sul blog!
Curiosi, quindi di scoprire qual è il nostro #BonusdiMarzo?
Buona lettura, e fateci sapere nei commenti se leggerete uno di questi libri!

1. I GOLDBAUM, DI NATASHA SOLOMONS
Palazzo Goldbaum era fatto di pietra, non d’oro. I bambini che passeggiavano sulla Heugasse, con i loro cappottini abbottonati fino al collo e la bambinaia o la Metti che li teneva per mano, immancabilmente ci restavano male. Avevano promesso loro il palazzo del principe degli Ebrei, fatto d’oro e d’avorio e presumibilmente tempestato di gemme, e invece era solo un grande edificio di comunissima pietra chiara. Certo, la pietra bianca più bella d’Austria, trasportata dalle Alpi fino a Vienna sulla ferrovia costruita grazie a un prestito della banca Goldbaum, con un treno di proprietà della compagnia ferroviaria Goldbaum dipinto con i colori di famiglia azzurro e oro e adorno del suo stemma: cinque cardellini su un ramo di sicomoro. Gli spiriti arguti amavano descriverlo come “gli uccelli sull’albero dei soldi”. All’interno, l’ampio vestibolo risplendeva d’oro dal battiscopa al culmine della copertura a cupola, tanto che persino nelle giornate più grigie la luce riflessa si tingeva di sole. Si diceva che i Goldbaum fossero così ricchi e potenti che nelle giornate uggiose noleggiavano il sole perché brillasse per loro.

2. LA VITA INIZA QUANDO TROVI IL LIBRO GIUSTO, DI ALI BERG E MICHELLE KLAUS
Se la sua vita fosse stata un libro, Frankie l’avrebbe intitolato Delusione, definendo così degnamente il disastro che erano la sua carriera, 
la sua famiglia e naturalmente la sua vita sentimentale.
La sveglia si mise a strepitare in tono minaccioso, accusandola di essere già in ritardo di venti minuti. Lei sospirò, si girò su un fianco e seppellì la faccia nella copia malridotta di Emma che aveva infilato sotto il cuscino la sera prima. Poi si morse il labbro al pensiero che lei non sarebbe mai stata abbastanza benestante da avere un libro intitolato semplicemente con il proprio nome.

3. MELODY, DI SHARON M. DRAPER
Parole.
Sono circondata di parole. Migliaia di parole. Forse milioni.
Cattedrale. Maionese. Melagrana.
Mississipi. Napoletano. Ippopotamo.
Vellutato. Terrificante. Iridescente.
Starnuto. Solletico. Desiderio. Ansia.
Le parole mi turbinano intorno da sempre come fiocchi di neve, tutte delicate e diverse, e tutte mi si sciolgono in mano prima che le tocchi.
Dentro di me le parole di ammassano in cumuli enormi. Montagne di frasi, di locuzioni e di idee interconnesse. Espressioni argute. Battute di spirito. Canzoni d’amore.
Fin da quando ero piccolissima – forse già a pochi mesi – le parole per me erano dolci doni liquidi che bevevo come limonata. Potevo quasi sentirne il sapore. Davano sostanza ai miei pensieri e ai miei sentimenti confusi. I miei genitori mi hanno sempre avvolta con i loro discorsi. Chiacchieravano e farfugliavano versi. Si esprimevano con parole e suoni. Mio padre cantava per me. Mia madre mi infondeva forza sussurrandomi nell’orecchio.
Assorbivo ogni parola che dicevano a me, o su di me, fissandola nella memoria. Quando avevo due anni, tutti i miei ricordi erano associati a parole e tutte le parole avevano un significato.
Ma solo nella mia testa
Non ho mai detto una parola. Ho quasi undici anni.

SEROTONINA, DI MICHEL HOUELLEBECQ
E’ una piccola compressa bianca, ovale, divisibile.
Verso le cinque, o a volte le sei di mattino, mi sveglio, il bisogno è al culmine, è il momento più doloroso della mia giornata. Il mio primo gesto è attivare la caffettiera elettrica; la sera prima ho riempito il serbatoio di acqua e il filtro di caffè macinato (di solito è Malongo, sono rimasto piuttosto esigente in fatto di caffè). Mi accendo una sigaretta solo dopo aver bevuto il primo sorso; è una costrizione che mi impongo, un successo quotidiano che è diventato il mio principale motivo di orgoglio (va comunque detto che il funzionamento delle caffettiere elettriche è rapido). Il sollievo che mi dà la prima boccata è immediato, di una violenza stupefacente. La nicotina è una droga perfetta, una droga semplice e dura, che non dà nessuna gioia, che si definisce interamente con l’astinenza, e con la cessazione dell’astinenza.

E ora… il nostro Bonus!

BONUS – CERTE FORTUNE: I CASI DEL MARESCIALLO ERNESTO MACCADO’, DI ANDREA VITALI
L’autocarro FIAT 505, modificato per il trasporto di bestiame, giunse nella frazione bellanese di Ombriaco alle prime ore del mattino del 4 luglio 1928.
Lo guidava Gustavo Morcamazza, bergamasco di Ponteranica, mediatore di bestiame e proprietario dell’allevamento A l’inseupà – Tori da monta. Il carico consisteva in un toro e due maiali.
Sceso dal furgone si guardò in giro, cielo limpido, aria ancora fresca.
Fischiettando, e zoppicando un po’, si avviò alla volta di Mario Piattola e moglie Marinata.
I due, seduti al tavolo della cucina, silenziosi, aspettavano. Il Morcamazza aveva il giorno della consegna ma sull’orario era stato vago, temevano ritardi.
Quando ne udirono il fischiettare quasi si stupirono.
Possibile che fosse arrivato così preso?
Il bergamasco invece era lì, in casa loro, in piedi e a capo tavola.
Sorrideva.
Un sorriso che gli appiattiva due ernie adipose che aveva su entrambe le guance e che si gonfiavano quando beveva, dando l’impressione che lì stoccasse il vino o un altro liquido.