La pagella di Arcadia

Come a scuola: in concomitanza con la chiusura dell’anno scolastico, Arcadia lo scaffale sulla Laguna chiama al voto i propri followers con la prima Pagella di Arcadia: un sondaggio che permetterà tanto ai lettori più affezionati quanto a quelli che ci hanno appena conosciuto di esprimere un giudizio sull’offerta del blog.

Sarà possibile votare per una settimana a partire da oggi 27 Maggio 2020.

Clicca sul banner per partecipare al sondaggio!

*Volpe e Jo

Io leggo a casa: la catena dei lettori

Quando la paura ci vuole divisi e il dolore segna distanze che sembrano insuperabili.
Basta allungare la mano per scoprire di non essere soli e ritrovare la voglia di sorridere.
Abbiamo nomi, storie e lingue diverse, ma una passione comune: leggere; e condividendo le storie che amiamo, nutriremo la nostra voglia di vita e di speranza.

Io leggo a casa è la nostra iniziativa volta ad incentivare la lettura e il senso di responsabilità che, ancora una volta, ci chiede di restare a casa e di non abbassare la guardia.
Booklovers italiani e stranieri possono inviare la loro foto seguendo le indicazioni sotto riportate e utilizzando i nostri canali social Instagram e Facebook o scrivendo a arcadia.loscaffale@gmail.com.

Resistiamo ancora un po’, distanti ma uniti come mai prima d’ora.

*Lo Staff

Nuovo anno e nuovi (buoni) propositi: 10 buone intenzioni per il 2020.

L’inizio di un nuovo anno è il momento perfetto per dare una svolta alla propria vita e realizzare quegli obbiettivi e quei desideri che, per un motivo o per un altro, sono rimasti nel cassetto o sono annegati tra le scuse e i “vorrei, ma proprio non posso!“.
In occasione del capodanno è consuetidine fare una lista dei buoni propositi e fissare dei traguardi che, anche se non verranno raggiunti, almeno consoleranno la coscienza con la giustificazione sempre valida che, alla fine, basta il pensiero.

Da questa tradizione non si esimono lettori e booklovers che, tra un cenone e una giocata di tombola, fanno una lista degli obbiettivi da raggiungere in capo ad un anno o stilano le letture che intendono, o sperano, di completare nei 365 giorni +1 a venire.
I propositi sono vari e, spulciando su internet, la rosa dei suggerimenti è infinita; tuttavia, intervistando amici e parenti, siamo riuscite ad individuare i 10 buoni propositi più gettonati dai lettori.

1) Leggere almeno 10 pagine al giorno.
Per molti lettori uno dei più grandi rimpianti e non avere abbastanza tempo da dedicare alla lettura: d’altronde, sia chi studia sia chi lavora, deve fare i conti con uno stile di vita frenetico pieno di impegni, scadenze e altre attività che riducono all’osso i momenti da dedicare alla lettura e a noi stessi.
Con questi presupposti, leggere almeno 10 pagine al giorno può essere tutt’altro che una passeggiata, ma l’importante è non arrendersi e, sopratutto, non pretendere da noi stessi più di quanto possiamo dare in fatto di tempo ed energie.
Leggere deve essere un piacere e mai un’imposizione!

2) Fare una readlist e rispettarla (o almeno provarci).
Quanti di noi, davanti alla libreria traboccante, non ha esclamato almeno una volta “Non ho nulla da leggere!”.
Passando in rassegna i volumi che abbiamo sparsi sugli scaffali, sul comodino, su mensole, tavoli e ovunque i libri possano essere impilati e sistemati; molti di noi vengono presi dall’ansia nel contare quanti di quei libri NON siano ancora stati letti.
I motivi per cui si accumulano romanzi senza leggerli sono svariati: regali indesiderati, acquisti fatti sull’onda dell’entusiasmo, la curiosità per un genere o un autore nuovo, … .
Fare una lista può essere utile non solo per tenere il conto delle letture fatte durante l’anno, ma anche e sopratutto per fare ordine mentale tra i libri letti e quelli che ancora dobbiamo leggere trovando, perché no, il coraggio di prendere in mano quei volumi che fino ad adesso abbiamo lasciato sullo scaffale a prendere polvere.

3) Leggere un classico.
I classici non ispirano mai particolare simpatia soprattutto nei lettori più giovani o in coloro che hanno da poco scoperto i piaceri della lettura: sono lunghi, scritti con uno stile non sempre facile e, sopratutto quando si tratta di romanzi scritti secoli fa, alle difficoltà linguistiche si aggiungono quelle legate ad una cultura che, ai giorni nostri, ci appare superata e a tratti ridicola soprattutto quando vengono trattati temi delicati o di interesse sociale.
Nel scegliere un classico è bene tenere a mente che la scelta non si limita ad autori dei secoli passati, ma è anche possibile optare per scrittori contemporanei che, di conseguenza, trattano temi più comprensibili con un linguaggio sicuramente più familiare.
Altra cosa da considerare è il genere letterario: ogni romanzo, infatti, è alfiere di una corrente che, nei secoli, si è evoluta assumendo nuove tonalità e ampliando le proprie possibilità narrative.
Basarsi sui propri gusti letterari è sicuramente un buon modo per scegliere un classico senza aver paura di annoiarsi o perdere interesse per la lettura.

4) Finire TUTTI i libri accumulati negli anni;
Questo è, forse, il proposito più difficile di tutti: i lettori di lunga data hanno sicuramente un numero non indifferente di titoli in arretrato e leggerli tutti in un solo anno è un’impresa a dir poco titanica.
Naturalmente, poi, questo proposito nasconde tante altre piccole insidie.
Bisogna innanzitutto armarsi di pazienza e buona volontà e resistere alle innumerevoli tentazioni delle librerie non è affatto facile, giacché anche i lettori più esperti rischiano di perdersi e cedere alla tentazione di comprare un altro volume.
Beh, male che vada, ci toccherà aggiungerlo alla pila di libri da leggere nel 2020…

5) Provare gli E-Book e/o gli audiolibri;
Alcuni lettori sono già passati al digitale da molti anni, altri invece sono legati al cartaceo che, per loro, è ancora il solo e vero modo per leggere.
L’editoria digitale ha i suoi pregi: il costo nettamente inferiore di un e-book rispetto a un libro cartaceo non è da sottovalutare; così come la possibilità di ascoltare i nostri romanzi preferiti anche in auto, mentre guidiamo ha il suo fascino.
Insomma, se vi capitano sotto mano testi interessanti in forma di e-book o di audiolibro, vi consigliamo di provarli!
Inoltre, e questa è una nota a piè di pagina, utilizzare gli audiolibri mostrerà alle case produttrici che questo prodotto vende: ciò avrà la conseguenza di permettere a persone non vedenti o con difficoltà dell’apprendimento di scegliere tra una quantità maggiore di titoli.

6) Mettere in ordine la libreria (e mantenere l’ordine);
Ci sono tantissimi modi per ordinare una libreria: l’ordine alfabetico è quello più comune e, forse, più efficace.
Per variare e, quindi, stimolare la fantasia, però, vi suggeriamo alcuni modi alternativi per tenere i vostri libri in perfetto ordine.
Il primo, che va tanto di moda nelle pagine instagram di tutti i bookblogger, è l’ordine per colore. Forse è poco funzionale, ma attira l’occhio e sicuramente stimola il lettore a mantenerlo!
Un altro metodo utile, è quello di dividere i libri per casa editrice: questo regalerà alla vostra libreria un senso di freschezza e innovazione.
Ma, insomma, in qualsiasi modo vogliate sistemare la libreria, quel che conta è che sia funzionale per voi: se anche un mondadori finisce nella sezione feltrinelli, non sarà poi un dramma!

7) Provare un genere letterario nuovo;
Il lettore è, in generale, un animale abitudinario: questo significa che se è legato al genere fantastico sarà difficile mettergli in mano un giallo e viceversa.
Per quanto i gusti personali siano sempre da rispettare, a volte una ventata di aria fresca è quel che ci vuole. Nel 2020, vi suggeriamo di ampliare le vostre vedute, magari lasciando scegliere una vostra lettura futura a un amico che ha gusti anche opposti ai vostri.
Chissà che non ne esca qualcosa di interessante…
Per iniziare, comunque, vi consiglierei di trovare qualcosa che sia a cavallo tra il vostro genere preferito e una nuova scoperta: potrebbe aiutarvi ad evitare cambiamenti troppo bruschi che potrebbero rivelarsi un flop totale.

8) Regalare più libri;
O buoni regalo!
Regalare una buona lettura a qualcuno è una cosa meravigliosa: può aiutare anche le persone meno dedite alla lettura a immergersi in un mondo nuovo e pieno di fantasia.
Un libro però, anche se a noi lettori sembra strano, non è sempre un regalo ben accetto. E’ difficile regalare un libro, per esempio, ad una persona che non ama leggere.
In questi casi, bisogna agire con furbizia: informatevi sui loro interessi e cercate se esiste un libro che tratta di quegli argomenti così da farli ugualmente felici.

9) Usufruire maggiormente delle biblioteche;
Anche se possedere il libro che si vuole leggere è un desiderio cui è difficile resistere, a volte è giusto provarci.
Andare in biblioteca è un ottimo modo per risparmiare, così come leggere e-book o libri che si hanno già in casa, ed è anche un modo per mantenere aperti questi luoghi incantati che, lentamente, stanno scomparendo.
Se, magari, a voi non sembra importante, la biblioteca può essere la salvezza di quei lettori meno fortunati che purtroppo non hanno sufficienti finanze per poter leggere libri comprati di propria mano.

10) NON lasciar scadere i punti delle fidelitycard.
Questo buon proposito vuole essere anche un reminder per quelli di voi che hanno nel portafogli tessere di questa o quella libreria: ricordatevi i punti!
Se siete lettori voraci e avete, nel tempo, accumulato molti sconti, ricordatevi di usarli prima che la vostra tessera scada e debba essere rinnovata!

Qualunque siano i propositi che vi siete prefissiati per il 2020 ricordatevi che le migliori intenzioni non sono mai da intendere come obblighi e che l’importante non è cosa, quando, come o perché si legge, ma semplicemente leggere!

Buon 2020 e buone nuove (o arretrate) letture!

*Jo

Lettori di Primavera

La primavera è arrivata: gli uccellini cinguettano e i fiori iniziano a sbocciare colorando prati, giardini e balconi.
Anche questa stagione regala a noi bibliofili tantissime soddisfazioni: in questo articolo vorrei analizzare alcuni tipi di lettori che si possono riconoscere e trovar facilmente in primavera.

Il Naturalista
Quale stagione migliore per leggere all’aria aperta? Il naturalista ha atteso con pazienza la fine dell’inverno e ora, finalmente, può godersi le sue letture en plain air.
Lascerà volentieri il divano e la sua copertina invernale per andare a stendersi in un prato, baciato dal sole, a leggere. In alternativa, per i Naturalisti che vivono in città, una pratica seggiolina in plastica sul balcone è più che sufficiente a renderli felici.
Probabilmente, questo tipo di lettore preferisce romanzi delicati, proprio come i fiori.

Il freddoloso
Il famoso detto Aprile, non ti scoprire, per il freddoloso è Legge.
Il freddoloso non è ancora pronto a lasciare il confortevole calore del suo salotto e guarda con diffidenza il sole che brilla contro un cielo terso: aspetta la tempesta.
Per rendere l’atmosfera più primaverile, metterà un bel vaso di fiori vicino alla sua zona di lettura e ci darà uno sguardo di tanto in tanto, sorridendo.
Il freddoloso è ancora nel pieno delle sue letture invernali: ha una lunga lista da terminare!

L’ordinato
Primavera significa anche pulizia. Per il bibliofilo amante dell’ordine, la primavera è la stagione migliore per far spazio nella propria libreria e dedicarsi alle nuove uscite.
Dividerà il suo tempo tra l’ordine e la scelta: si farà un’idea precisa di ciò che vuole comprare per poi trovargli uno spazio in casa. Un consiglio a questo tipo di booklover, amante delle novità: non costringere i membri della famiglia a buttar via le loro cose per far spazio ai tuoi libri!
Sicuramente, questo tipo di lettore preferisce le novità: romanzi appena usciti o in uscita sono per loro una vera primizia.

Studenti e insegnanti
Il tempo per leggere di più e più spesso si avvicina anche per chi è nel mondo scolastico, che vede nell’allungarsi delle giornate l’imminente fine delle lezioni.
Questi lettori devono fare attenzione, però, e riuscire a giostrarsi tra impegni didattici e tempo libero: le letture assegnate dagli insegnanti sono importanti come quelle scelte in autonomia.
Certo, questo vale se non si è studenti universitari.
In quel caso: preparatevi agli esami.

L’allergico
Questa categoria di lettori, con il controverso rapporto con la primavera, dà un nuovo significato alla poesia Odi et Amo di Catullo.
Vorrebbero uscire e leggere all’aperto come i Naturalisti, ma non possono: vittime predestinate dei pollini, finirebbero con il trovarsi gli occhi talmente rossi da fare un Cosplay non autorizzato del Gobbo di Notre Dame.
Credono almeno di avere il diritto dei freddolosi di leggere al chiuso, ma non è così: durante i temporali, saranno fermi davanti alla finestra con un ghigno malefico stampato sul volto. Tranquilli, non sono impazziti (non del tutto), stanno solo pensando a tutti gli allergeni che muoiono. Forse, ci scriveranno un noir.
Per quanto riguarda la categoria Ordinati, se sono anche Allergici non hanno scampo: pulizia=polvere e polvere=asma. Per gli Allergici le pulizie di primavera sono una bomba ad orologeria pronta ad esplodere, impossibile leggere in queste condizioni.
Cosa, dunque, potranno fare questi poveri sfigati stagionali? Probabilmente leggere questo articolo che sì, è stato scritto proprio da uno di loro 😉

*Volpe

Il club delle lettere segrete

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IL CLUB DELLE LETTERE SEGRETE

Autore:  Ángeles Doñate
Anno:  2015
Editore:  Universale economica Feltrinelli

 

.: SINOSSI :.

L’inverno è arrivato a Porvenir, e ha portato con sé cattive notizie: per mancanza di lettere, l’ufficio postale sta per chiudere e tutto il personale verrà trasferito altrove. Sms, email e whatsapp hanno avuto la meglio persino in questo paesino arroccato tra le montagne. Sara, l’unica postina della zona, è nata e cresciuta a Porvenir e passa molto tempo con la sua vicina Rosa, un’arzilla ottantenne che farebbe qualsiasi cosa pur di non separarsi da lei e risparmiarle un dispiacere. Ma cosa può inventarsi Rosa per evitare che la vita di una delle persone che le stanno più a cuore venga completamente stravolta? Forse potrebbe scrivere una lettera che rimanda da ben sessant’anni e invitare la persona che la riceverà a fare altrettanto, scrivendo a sua volta a qualcuno. Pian piano, quel piccolo gesto darà il via a una catena epistolare che coinvolgerà una giovane poetessa decisa a fondare un bookclub nella biblioteca locale, una donna delle pulizie peruviana, la solitaria operatrice di una chat e tanti altri, rimettendo improvvisamente in moto il lavoro di Sara e creando non poco trambusto tra gli abitanti del piccolo borgo. Perché – come ben sanno tutti quelli che sobbalzano davanti alla casella della posta e affondano il naso nella carta per sentirne il profumo – una lettera tira l’altra, come un bacio. E può cambiare il mondo.

 

.: IL NOSTRO GIUDIZIO :.

Le premesse erano buone e per un’inguaribile romantica, ancora innamorata della carta da lettera e del delicato rituale della corrispondenza postale, il libro è una tentazione a cui è difficile resistere, se poi il libraio ti adesca con un allettante 2×1 il gioco è presto fatto.
Purtroppo raramente ho trovato titoli interessanti tra quelli proposti dalla collana Universale Economica Feltrinelli e questo romanzo non ha fatto eccezione con il risultato che, a metà lettura, l’ho abbandonato letteralmente sul comodino.
La trama proposta è interessante e, per chi ha apprezzato il genere, la si può vagamente paragonare a Le ho mai raccontato del vento del nord: un romanzo quindi dove le lettere sono, o dovrebbero essere, le protagoniste e che si sviluppa attorno a diverse figure che, almeno in apparenza, non sembrano avere nulla a che fare l’una con l’altra.
C’è la signora straniera, la femme fatale, la ragazza scappata di casa, la postina sull’orlo del licenziamento, un ragazzo timido, una donna che spera di riparare agli errori del passato, …; di per sé questi personaggi non mi dispiacerebbero e a tratti mi ha anche divertito leggere questi incontri tra donne agli antipodi. L’interesse, tuttavia, ha cominciato a calare nel momento in cui ha cominciato a fare capolino l’ennesima storia d’amore, dal finale già scritto, con protagonisti la giovane ragazza anticonformista e l’introverso lettore amante della poesia e delle stelle.
Forse sono un po’ severa, ma quando in un romanzo mi viene rovinato il finale a metà lettura, ecco: quello è il momento in cui non solo perdo l’interesse, ma mi devo anche trattenere dall’impacchettare il libro e regalarlo alla prima buona occasione (prima di scatenare la rabbia dei bibliofili più accaniti, vi posso assicurare che il libro in questione è qui accanto a me e sta bene).

Il voto che mi sento di dargli è un 7/10.
Sufficienza meritata per la scrittura che è piacevole e scorrevole e diventa, a tratti, quasi musicale a seconda del personaggio che prende in mano la penna. Ho molto apprezzato questo virtuosismo da parte dell’autrice che è riuscita a caratterizzare i suoi personaggi non solo nei loro siparietti, ma anche quando, presa la penna in mano, cominciano a raccontarsi ognuno con il suo stile, le sue difficoltà e il suo bagaglio di storie, esperienze e consigli.
Consiglio questo romanzo a chi ha perso una persona cara e non sa come ritrovarla o tornare da lei, a chi non si stanca mai delle storie d’amore agrodolci che rendono più piacevoli i caldi pomeriggi estivi, lo consiglio a chi vive in qualche piccolo paese o è attratto dalle località sperdute tra i monti dove, per un motivo o per un altro, tutti si salutano, ma non si conoscono davvero.

*Jo

Non è un libro per ragazzi – “Good Night Stories for Rebel Girls”

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I libri sono maestri importanti, si sa, e tra le loro pagine troviamo lezioni di vita che non dimenticheremo mai, ci misuriamo con personaggi che ci assomigliano o che, al contrario, sono completamente diversi da noi e ci fanno vedere le cose da un punto di vista nuovo e straordinario.
Le favole sono il racconto pedagogico per eccellenza e ci insegnano che ad ogni azione corrisponde una conseguenza, che il bene vince in ogni caso, che i cattivi perdono sempre e comunque e che i draghi possono essere sconfitti.
Cosa succede però quando i libri diventano discriminanti nei confronti dei loro giovani lettori? Dopo tutto non si è mai sentito di una principessa che affronta e uccide il mostro, quello è il compito del prode cavaliere!
Esattamente come, se si spulcia tra la letteratura YA o per adulti, è quasi impossibile trovare un personaggio femminile che non debba necessariamente appoggiarsi ad un uomo che la aiuti a realizzarsi pienamente come donna.
Un altro dato interessante è questo: se si dividono i libri di una libreria domestica tra romanzi in cui non compare nemmeno un personaggio maschile, romanzi in cui non compare nemmeno un personaggio femminile e romanzi in cui le donne hanno ruoli minori o addirittura non hanno voce in capitolo; si osserverà che nelle ultime due categorie vi sono molti più libri di quanti non siano quelli che non hanno personaggi maschili e ancor meno sono i libri per bambini che propongono una protagonista femminile che non sia alla ricerca del suo principe azzurro.
Nella maggior parte dei libri e dei programmi televisivi (per grandi, piccini e per famiglie) le donne ricoprono ruoli secondari che, principalmente, servono a reiterare e consolidare stereotipi di genere e una visione ormai superata della donna nella società.
Questo dato di fatto, unitamente ad altri di ragione sociale, ha ispirato Elena Favilli e Francesca Cavallo, che sul sito di Kickstarter hanno lanciato una campagna di crowdfunding per finanziare il loro progetto: un libro di storie della buona notte per ragazze ribelli “Goodnight Stories for Rebel Girls” dove, al posto di principesse e altre figure inventate, vengono proposte le storie  di cento «donne straordinarie del passato e del presente» provenienti da tutto il mondo.
Elisabetta II, la pittrice Frida Kahlo, Jane Austen e la tennista Serena Williams sono solo alcune delle personalità che vengono proposte come modelli alle lettrici a cui il libro è indirizzato, con la speranza che, leggendo le biografie di queste grandi donne, si sentano ispirate e comincino a combattere per l’uguaglianza tra i sessi e ad ambire a quelle posizioni sociali e lavorative che, per il momento, restano una prerogativa del genere maschile.

*Jo

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L’ULTIMO CACCIATORE DI LIBRI

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L’ULTIMO CACCIATORE DI LIBRI

Autore: Matthew Pearl
Casa editrice: Rizzoli
Anno: 2016

. : SINOSSI : .

Sulle isole di Samoa, Robert Louis Stevenson, ormai molto anziano, lavora al suo ultimo romanzo. E il pensiero dell’ultima opera del grande autore accende l’immaginazione dei contrabbandieri di testi tradotti, una professione misteriosa e diffusa prima della regolamentazione dei diritti d’autore. Così un tale di nome Davenport insieme al suo assistente Fergins si imbarcano per il Pacifico, con l’obiettivo di rubare l’ultima perla letteraria del momento, prima che sia troppo tardi, ovvero prima che la legge tuteli il commercio estero delle opere di fantasia.

. : Il nostro giudizio : .

Un libro consigliato agli amanti dei libri, a chi sa apprezzare in modo autentico il peso delle pagine, la filigrana, la rilegatura, l’odore e i componenti di un volume.
Un libro consigliato a chi non si limita a leggere le parole stampate, ma si distrae a leggere la storia del libro come oggetto, cercando di risalire, come in una caccia al tesoro, alle sue origini.
Le prime pagine sembrano proporci una storia già letta e ci presentano due personaggi che potremmo inquadrare in un rapporto insegnante/allievo. Per alcuni capitoli questa sensazione persiste, complice una trama che sembra arrancare, per poi decollare trasportata dai ricordi di uno dei due protagonisti. La pittoresca New York sparisce e il lettore viene trasportato oltre oceano, a Londra, e poi ancora più a sud verso le Samoa e le incontaminate isole del Pacifico.
Lo stile è piacevole, scorrevole e si rifà a romanzi di altri tempi, aiutando il lettore a calarsi in un’atmosfera e in un contesto storico che pare sospeso tra due epoche: la fine di un secolo, il tramonto di una stirpe affascinante e disonesta, gli ultimi anni di uno scrittore e il difficile rapporto di un autore e la sua opera.
Tra le pagine, nascoste tra un uragano, un viaggio in nave e un incontro con gli indigeni samoani; si nascondono piccole perle: massime acerbe e riflessioni sulla letteratura, i libri e l’arte di narrare storie.
Un romanzo che merita e che sarà sicuramente apprezzato da chi si è lasciato rapire da capolavori come “L’isola del tesoro”, a cui il romanzo si ispira in un certo senso, e i romanzi di Stevenson.
Il mio giudizio è 9/10: ho davvero apprezzato questo romanzo che mi ha riportato sulle labbra e negli occhi una letteratura che avevo accantonato con la fine delle scuole medie/superiori.
Un romanzo di avventura, che è anche un romanzo dedicato al libro come oggetto, al libro come scrigno e al libro come occasione.
Un neo? L’aver speso solo 20 pagine per svelare i misteri e i segreti che si erano intrecciati nel corso delle precedenti 400 pagine.

*Jo