La pagella di Arcadia

Come a scuola: in concomitanza con la chiusura dell’anno scolastico, Arcadia lo scaffale sulla Laguna chiama al voto i propri followers con la prima Pagella di Arcadia: un sondaggio che permetterà tanto ai lettori più affezionati quanto a quelli che ci hanno appena conosciuto di esprimere un giudizio sull’offerta del blog.

Sarà possibile votare per una settimana a partire da oggi 27 Maggio 2020.

Clicca sul banner per partecipare al sondaggio!

*Volpe e Jo

Nuovo anno e nuovi (buoni) propositi: 10 buone intenzioni per il 2020.

L’inizio di un nuovo anno è il momento perfetto per dare una svolta alla propria vita e realizzare quegli obbiettivi e quei desideri che, per un motivo o per un altro, sono rimasti nel cassetto o sono annegati tra le scuse e i “vorrei, ma proprio non posso!“.
In occasione del capodanno è consuetidine fare una lista dei buoni propositi e fissare dei traguardi che, anche se non verranno raggiunti, almeno consoleranno la coscienza con la giustificazione sempre valida che, alla fine, basta il pensiero.

Da questa tradizione non si esimono lettori e booklovers che, tra un cenone e una giocata di tombola, fanno una lista degli obbiettivi da raggiungere in capo ad un anno o stilano le letture che intendono, o sperano, di completare nei 365 giorni +1 a venire.
I propositi sono vari e, spulciando su internet, la rosa dei suggerimenti è infinita; tuttavia, intervistando amici e parenti, siamo riuscite ad individuare i 10 buoni propositi più gettonati dai lettori.

1) Leggere almeno 10 pagine al giorno.
Per molti lettori uno dei più grandi rimpianti e non avere abbastanza tempo da dedicare alla lettura: d’altronde, sia chi studia sia chi lavora, deve fare i conti con uno stile di vita frenetico pieno di impegni, scadenze e altre attività che riducono all’osso i momenti da dedicare alla lettura e a noi stessi.
Con questi presupposti, leggere almeno 10 pagine al giorno può essere tutt’altro che una passeggiata, ma l’importante è non arrendersi e, sopratutto, non pretendere da noi stessi più di quanto possiamo dare in fatto di tempo ed energie.
Leggere deve essere un piacere e mai un’imposizione!

2) Fare una readlist e rispettarla (o almeno provarci).
Quanti di noi, davanti alla libreria traboccante, non ha esclamato almeno una volta “Non ho nulla da leggere!”.
Passando in rassegna i volumi che abbiamo sparsi sugli scaffali, sul comodino, su mensole, tavoli e ovunque i libri possano essere impilati e sistemati; molti di noi vengono presi dall’ansia nel contare quanti di quei libri NON siano ancora stati letti.
I motivi per cui si accumulano romanzi senza leggerli sono svariati: regali indesiderati, acquisti fatti sull’onda dell’entusiasmo, la curiosità per un genere o un autore nuovo, … .
Fare una lista può essere utile non solo per tenere il conto delle letture fatte durante l’anno, ma anche e sopratutto per fare ordine mentale tra i libri letti e quelli che ancora dobbiamo leggere trovando, perché no, il coraggio di prendere in mano quei volumi che fino ad adesso abbiamo lasciato sullo scaffale a prendere polvere.

3) Leggere un classico.
I classici non ispirano mai particolare simpatia soprattutto nei lettori più giovani o in coloro che hanno da poco scoperto i piaceri della lettura: sono lunghi, scritti con uno stile non sempre facile e, sopratutto quando si tratta di romanzi scritti secoli fa, alle difficoltà linguistiche si aggiungono quelle legate ad una cultura che, ai giorni nostri, ci appare superata e a tratti ridicola soprattutto quando vengono trattati temi delicati o di interesse sociale.
Nel scegliere un classico è bene tenere a mente che la scelta non si limita ad autori dei secoli passati, ma è anche possibile optare per scrittori contemporanei che, di conseguenza, trattano temi più comprensibili con un linguaggio sicuramente più familiare.
Altra cosa da considerare è il genere letterario: ogni romanzo, infatti, è alfiere di una corrente che, nei secoli, si è evoluta assumendo nuove tonalità e ampliando le proprie possibilità narrative.
Basarsi sui propri gusti letterari è sicuramente un buon modo per scegliere un classico senza aver paura di annoiarsi o perdere interesse per la lettura.

4) Finire TUTTI i libri accumulati negli anni;
Questo è, forse, il proposito più difficile di tutti: i lettori di lunga data hanno sicuramente un numero non indifferente di titoli in arretrato e leggerli tutti in un solo anno è un’impresa a dir poco titanica.
Naturalmente, poi, questo proposito nasconde tante altre piccole insidie.
Bisogna innanzitutto armarsi di pazienza e buona volontà e resistere alle innumerevoli tentazioni delle librerie non è affatto facile, giacché anche i lettori più esperti rischiano di perdersi e cedere alla tentazione di comprare un altro volume.
Beh, male che vada, ci toccherà aggiungerlo alla pila di libri da leggere nel 2020…

5) Provare gli E-Book e/o gli audiolibri;
Alcuni lettori sono già passati al digitale da molti anni, altri invece sono legati al cartaceo che, per loro, è ancora il solo e vero modo per leggere.
L’editoria digitale ha i suoi pregi: il costo nettamente inferiore di un e-book rispetto a un libro cartaceo non è da sottovalutare; così come la possibilità di ascoltare i nostri romanzi preferiti anche in auto, mentre guidiamo ha il suo fascino.
Insomma, se vi capitano sotto mano testi interessanti in forma di e-book o di audiolibro, vi consigliamo di provarli!
Inoltre, e questa è una nota a piè di pagina, utilizzare gli audiolibri mostrerà alle case produttrici che questo prodotto vende: ciò avrà la conseguenza di permettere a persone non vedenti o con difficoltà dell’apprendimento di scegliere tra una quantità maggiore di titoli.

6) Mettere in ordine la libreria (e mantenere l’ordine);
Ci sono tantissimi modi per ordinare una libreria: l’ordine alfabetico è quello più comune e, forse, più efficace.
Per variare e, quindi, stimolare la fantasia, però, vi suggeriamo alcuni modi alternativi per tenere i vostri libri in perfetto ordine.
Il primo, che va tanto di moda nelle pagine instagram di tutti i bookblogger, è l’ordine per colore. Forse è poco funzionale, ma attira l’occhio e sicuramente stimola il lettore a mantenerlo!
Un altro metodo utile, è quello di dividere i libri per casa editrice: questo regalerà alla vostra libreria un senso di freschezza e innovazione.
Ma, insomma, in qualsiasi modo vogliate sistemare la libreria, quel che conta è che sia funzionale per voi: se anche un mondadori finisce nella sezione feltrinelli, non sarà poi un dramma!

7) Provare un genere letterario nuovo;
Il lettore è, in generale, un animale abitudinario: questo significa che se è legato al genere fantastico sarà difficile mettergli in mano un giallo e viceversa.
Per quanto i gusti personali siano sempre da rispettare, a volte una ventata di aria fresca è quel che ci vuole. Nel 2020, vi suggeriamo di ampliare le vostre vedute, magari lasciando scegliere una vostra lettura futura a un amico che ha gusti anche opposti ai vostri.
Chissà che non ne esca qualcosa di interessante…
Per iniziare, comunque, vi consiglierei di trovare qualcosa che sia a cavallo tra il vostro genere preferito e una nuova scoperta: potrebbe aiutarvi ad evitare cambiamenti troppo bruschi che potrebbero rivelarsi un flop totale.

8) Regalare più libri;
O buoni regalo!
Regalare una buona lettura a qualcuno è una cosa meravigliosa: può aiutare anche le persone meno dedite alla lettura a immergersi in un mondo nuovo e pieno di fantasia.
Un libro però, anche se a noi lettori sembra strano, non è sempre un regalo ben accetto. E’ difficile regalare un libro, per esempio, ad una persona che non ama leggere.
In questi casi, bisogna agire con furbizia: informatevi sui loro interessi e cercate se esiste un libro che tratta di quegli argomenti così da farli ugualmente felici.

9) Usufruire maggiormente delle biblioteche;
Anche se possedere il libro che si vuole leggere è un desiderio cui è difficile resistere, a volte è giusto provarci.
Andare in biblioteca è un ottimo modo per risparmiare, così come leggere e-book o libri che si hanno già in casa, ed è anche un modo per mantenere aperti questi luoghi incantati che, lentamente, stanno scomparendo.
Se, magari, a voi non sembra importante, la biblioteca può essere la salvezza di quei lettori meno fortunati che purtroppo non hanno sufficienti finanze per poter leggere libri comprati di propria mano.

10) NON lasciar scadere i punti delle fidelitycard.
Questo buon proposito vuole essere anche un reminder per quelli di voi che hanno nel portafogli tessere di questa o quella libreria: ricordatevi i punti!
Se siete lettori voraci e avete, nel tempo, accumulato molti sconti, ricordatevi di usarli prima che la vostra tessera scada e debba essere rinnovata!

Qualunque siano i propositi che vi siete prefissiati per il 2020 ricordatevi che le migliori intenzioni non sono mai da intendere come obblighi e che l’importante non è cosa, quando, come o perché si legge, ma semplicemente leggere!

Buon 2020 e buone nuove (o arretrate) letture!

*Jo

Il club delle lettere segrete

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IL CLUB DELLE LETTERE SEGRETE

Autore:  Ángeles Doñate
Anno:  2015
Editore:  Universale economica Feltrinelli

 

.: SINOSSI :.

L’inverno è arrivato a Porvenir, e ha portato con sé cattive notizie: per mancanza di lettere, l’ufficio postale sta per chiudere e tutto il personale verrà trasferito altrove. Sms, email e whatsapp hanno avuto la meglio persino in questo paesino arroccato tra le montagne. Sara, l’unica postina della zona, è nata e cresciuta a Porvenir e passa molto tempo con la sua vicina Rosa, un’arzilla ottantenne che farebbe qualsiasi cosa pur di non separarsi da lei e risparmiarle un dispiacere. Ma cosa può inventarsi Rosa per evitare che la vita di una delle persone che le stanno più a cuore venga completamente stravolta? Forse potrebbe scrivere una lettera che rimanda da ben sessant’anni e invitare la persona che la riceverà a fare altrettanto, scrivendo a sua volta a qualcuno. Pian piano, quel piccolo gesto darà il via a una catena epistolare che coinvolgerà una giovane poetessa decisa a fondare un bookclub nella biblioteca locale, una donna delle pulizie peruviana, la solitaria operatrice di una chat e tanti altri, rimettendo improvvisamente in moto il lavoro di Sara e creando non poco trambusto tra gli abitanti del piccolo borgo. Perché – come ben sanno tutti quelli che sobbalzano davanti alla casella della posta e affondano il naso nella carta per sentirne il profumo – una lettera tira l’altra, come un bacio. E può cambiare il mondo.

 

.: IL NOSTRO GIUDIZIO :.

Le premesse erano buone e per un’inguaribile romantica, ancora innamorata della carta da lettera e del delicato rituale della corrispondenza postale, il libro è una tentazione a cui è difficile resistere, se poi il libraio ti adesca con un allettante 2×1 il gioco è presto fatto.
Purtroppo raramente ho trovato titoli interessanti tra quelli proposti dalla collana Universale Economica Feltrinelli e questo romanzo non ha fatto eccezione con il risultato che, a metà lettura, l’ho abbandonato letteralmente sul comodino.
La trama proposta è interessante e, per chi ha apprezzato il genere, la si può vagamente paragonare a Le ho mai raccontato del vento del nord: un romanzo quindi dove le lettere sono, o dovrebbero essere, le protagoniste e che si sviluppa attorno a diverse figure che, almeno in apparenza, non sembrano avere nulla a che fare l’una con l’altra.
C’è la signora straniera, la femme fatale, la ragazza scappata di casa, la postina sull’orlo del licenziamento, un ragazzo timido, una donna che spera di riparare agli errori del passato, …; di per sé questi personaggi non mi dispiacerebbero e a tratti mi ha anche divertito leggere questi incontri tra donne agli antipodi. L’interesse, tuttavia, ha cominciato a calare nel momento in cui ha cominciato a fare capolino l’ennesima storia d’amore, dal finale già scritto, con protagonisti la giovane ragazza anticonformista e l’introverso lettore amante della poesia e delle stelle.
Forse sono un po’ severa, ma quando in un romanzo mi viene rovinato il finale a metà lettura, ecco: quello è il momento in cui non solo perdo l’interesse, ma mi devo anche trattenere dall’impacchettare il libro e regalarlo alla prima buona occasione (prima di scatenare la rabbia dei bibliofili più accaniti, vi posso assicurare che il libro in questione è qui accanto a me e sta bene).

Il voto che mi sento di dargli è un 7/10.
Sufficienza meritata per la scrittura che è piacevole e scorrevole e diventa, a tratti, quasi musicale a seconda del personaggio che prende in mano la penna. Ho molto apprezzato questo virtuosismo da parte dell’autrice che è riuscita a caratterizzare i suoi personaggi non solo nei loro siparietti, ma anche quando, presa la penna in mano, cominciano a raccontarsi ognuno con il suo stile, le sue difficoltà e il suo bagaglio di storie, esperienze e consigli.
Consiglio questo romanzo a chi ha perso una persona cara e non sa come ritrovarla o tornare da lei, a chi non si stanca mai delle storie d’amore agrodolci che rendono più piacevoli i caldi pomeriggi estivi, lo consiglio a chi vive in qualche piccolo paese o è attratto dalle località sperdute tra i monti dove, per un motivo o per un altro, tutti si salutano, ma non si conoscono davvero.

*Jo

Consigli pratici per un non-lettore – SCEGLIERE UN LIBRO

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Come avete notato ho aspettato un po’ prima di scrivere questo articolo che si baserà in parte sulle domande che ci avete posto e in parte sulla mia esperienza e “conversione” da non lettrice a lettrice.
La volta scorsa (per chi se lo fosse perso lascio il link in fondo all’articolo) abbiamo descritto, in maniera il più esaustiva possibile, quelle che sono le cause o i problemi che spingono una persona a non leggere o ad abbandonare quello che per tanti è molto più che un passatempo.
In quello che possiamo considerare l’ultimo capitolo di questa “guida”, abbiamo lasciato il nostro eroe non-lettore con un piccolo vademecum che potesse aiutarlo a sopravvivere alle critiche dei suoi amici lettori e, allo stesso tempo, potesse farlo sentire più a suo agio in mezzo agli scaffali della libreria in cui, suo malgrado, viene puntualmente trascinato dall’amico/parente/partner deciso a farlo diventare un lettore accanito: una missione che molti prendono sul personale e di cui, se avranno successo, si vanteranno per giorni, settimane, ed anni finché morte non vi separi.

In questo nuovo capitolo riprendiamo da qui: la libreria.

Il nostro non-lettore è sulla soglia di una libreria: tentenna, sbircia i libri in vetrina (per lo più copertine colorate che dovrebbero attirare i bambini e distrarli dalle applicazioni dello smartphone di mamma e papà), si aggira circospetto davanti alla porta assumendo uno sguardo pensieroso, dondolando i piedi e cercando il coraggio di varcare la soglia e tuffarsi in quell’oceano di carta da cui, è sicuro, potrebbe non riemergere più.
Un ultimo accorgimento prima di entrare: il nostro non-lettore si palpa le tasche e controlla di avere il portafoglio nel caso dovesse accampare una scusa per non comprare il romanzo che la commessa cerca di rifilargli insieme alla tessera punti della libreria o, al contrario, volesse comprare qualcosa.
Entra.

Come andrà a finire l’avventura del nostro non-lettore lo lascio decidere a voi, per il momento lo lasciamo oltre la soglia della libreria e, dopo questa piccola narrazione, comincio a dispensare qualche consiglio su come scegliere un libro quando si è alle prime armi.
Sui social è molto diffusa l’usanza di chiedere consiglio su gruppi di lettura dove, puntualmente, si innesca una vera e propria competizione tra i membri che sciorinano titoli su titoli,  e che il più delle volte finiscono per confondere solamente le idee del lettore neofita.
Altra pratica abbastanza consolidata è quella di affidarsi alle recensioni che fioccano un po’ ovunque: servizi televisivi , quotidiani e riviste periodiche, pubblicità sbattute tra un video e l’altro di Youtube; che per quanto dettagliate e ben fatte non riescono mai a soddisfare la curiosità del lettore e a trasmettergli quel “quid” che lo invogli a comprare il romanzo così decantato.

La mia esperienza come lettrice non è cominciata né su un gruppo di lettura né frugando tra le recensioni di un qualche settimanale: è stata mia madre che pazientemente ha cominciato a passarmi qualche libro, scegliendo tra le tante proposte editoriali quelle che secondo lei meglio rispondevano ai miei interessi e potevano soddisfare i miei gusti di lettrice allora adolescente.
Alla luce della mia esperienza e del “modus operandi” adottato da mia madre, quando mi viene chiesto di consigliare un libro, rispondo a mia volta ponendo due domande:
– qual è la fascia d’età del lettore?
– quali sono i suoi interessi?

Se mia madre mi avesse iniziata alla lettura mettendomi tra le mani Orgoglio e Pregiudizio o Il signore degli anelli, sicuramente a quest’ora non sarei qui a scrivere recensioni di romanzi.
Il primo libro che ho letto completamente da sola è stata Matilda di Roald Dahl a cui, poche settimane dopo, è seguita la saga di Harry Potter: andavo ancora alle elementari, ero una bambina introversa che ai numeri preferiva le ore di italiano in cui poteva scrivere e inventare storie popolate da maghi, elfi, draghi e avventure fantastiche; la compagnia di Matilda, piccola topolina di biblioteca che fa amicizia con un’insegnante che le consiglia sempre libri nuovi, e di Harry Potter era ciò che mi serviva per avvicinarmi ad un mondo che, fino ad allora, mi era sempre sembrato troppo “da adulti” e non adatto a me. Quelle storie semplici erano lo schizzo di un ponte che mi permetteva di approfondire i miei interessi, ampliando il mio mondo di immaginazione e magia con le invenzioni di altre fantasiose menti.
Era giusto così: a 11 anni sarei scappata a gambe levate se mia madre mi avesse messo in mano Il signore degli anelli nel goffo tentativo di spronare la mia fantasia e, ammettiamolo, anche ora che ho quasi 26 anni tentenno sempre un po’ prima di fiondarmi tra le pagine di un classico.
Quando devo consigliare un libro, conoscere l’età del lettore mi aiuta a focalizzarmi sui titoli papabili e eliminare quelli che, basandomi solamente sulla fascia d’età, non reputo adatti: non consiglierei mai a un giovane lettore amante del medioevo Narciso e Boccadoro né metterei tra le mani di un lettore “vissuto” l’ultimo romanzo fantasy ambientato in un medioevo più o meno realistico.
Parallelamente mi informo sugli interessi del lettore.
Se mia madre, sull’onda dei film con Johnny Deep e Orlando Bloom che spopolavano allora, mi avesse rifilato l’opera omnia di Salgari sui corsari del Mar dei Caraibi e i pirati del sudest asiatico, avrei, ancora una volta, cambiato hobby.
Malgrado l’entusiasmo suscitato dalla serie Pirati dei Caraibi (allora avevo una bella cotta per Orlando Bloom), di bucanieri e isole del tesoro non mi è mai importato gran che e se ho letto Il Corsaro Nero di Salgari è stato solamente per far felice il mio professore d’italiano delle scuole medie.
Per scegliere un libro è di fondamentale importanza partire dai propri interessi: cercare un argomento che conosciamo, che stuzzica la nostra curiosità e di cui vorremmo sapere di più; così facendo l’esperienza della lettura non sarà solamente un passatempo, ma diventerà un incontro in cui due esperienze, quella del lettore e quella dell’autore, si confrontano e si completano in modo unico e irripetibile.
Per citare un esempio di come gli interessi possono essere una molla, o un ponte, verso i libri, vi voglio raccontare di una carissima amica a cui spesso mi capita di dover consigliare qualche nuova lettura: nel corso della nostra amicizia mi sono ritrovata a consigliarle romanzi storici, polizieschi, thriller, romantici e addirittura Young Adult in base a quelli che, di volta in volta, erano i suoi gusti e gli interessi che più solleticavano la sua curiosità. La morale della favola? Ora legge più libri lei in un mese di quanti ne legga io in un anno (no ok, un anno no, ma una stagione sì).
Un’abitudine, fortuita per noi lettori, che accomuna molti scrittori è la loro tendenza a trattare più o meno sempre gli stessi argomenti ( la regola d’oro del “scrivi di ciò che conosci”) il che, almeno in un primo momento, aiuta non poco un neo lettore a familiarizzare con un determinato scrittore prima di gettarsi tra le pagine dei suoi colleghi e affrontare nuovi punti di vista.
Dopo aver conosciuto le trame, interiorizzato lo stile e il punto di vista che caratterizzano gli scritti di un determinato autore, il lettore neofita è pronto, con l’aiuto di un libraio esperto (cosa sempre più rara) o di un amico paziente, per veleggiare verso altri scrittori procedendo per tentativi, cercando storie simili a quelle che lo hanno appassionato per poi azzardare con qualche lettura nuova e completamente diversa da quelle già fatte.
In questo salto verso il nuovo può essere d’aiuto conoscere quali siano le linee editoriali delle case editrici presenti sul mercato.
Per conoscere meglio le proposte delle singole case editrici potete raggruppare i libri che trovate sugli scaffali in base alle case editrici o, più semplicemente e senza mettere a soqquadro intere librerie, fare qualche ricerca online partendo ancora una volta dai libri che vi sono piaciuti; così facendo riuscirete senza troppa fatica a delineare quali siano le tendenze di una casa editrice rispetto ad un’altra e ad orientarvi con maggiore sicurezza verso le proposte di un determinato catalogo.

Arrivati a questo punto potrebbe sorgervi spontanea una domanda: perché, sopratutto se si è alle prime esperienze di letture, cercare un libro basandosi sull’età e gli interessi?
Quelli che ho condiviso tra queste righe non sono comandamenti, ma consigli che ho estrapolato dalla mia esperienza come lettrice e, in seguito, come recensore.
Un lettore esperto troverà queste linee guida scontate e banali e, con tutta probabilità, cercherà tra le numerose recensioni il suo prossimo acquisto o chiederà consiglio ai membri del suo gruppo di lettura del cuore, sentendosi abbastanza sicuro per poter osare e correre il rischio di prendere un romanzo che non soddisfi le sue aspettative.
Quando si parla di un non-lettore o di un lettore neofita non ci si può concedere errori, se non piccolissimi, e la ricerca deve essere completamente tarata sul lettore che dobbiamo accompagnare e non, come spesso purtroppo capita in molti gruppi di lettura, sui gusti di chi consiglia.
Per questo motivo chiedersi quali siano gli interessi e in quale fascia rientri l’interessato sono domande che possono aiutare non solo un potenziale mentore, ma anche un neofita che decide di avvicinarsi ai libri senza alcun aiuto e armato solamente del proprio istinti e della propria buona volontà.

*Volpe

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Per leggere la prima parte => Consigli pratici per un non-lettore

Consigli pratici per un non-lettore

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Tutti i lettori sono destinati ad incontrare qualcuno che, tra una battuta e l’altra, gli confida di non essere un amante dei libri e di preferire altri passatempi a una buona lettura.
Per un lettore accanito una simile confessione equivale ad un peccato mortale, a un tradimento o a un’offesa personale. Nel migliore dei casi il non-lettore riuscirà a cavarsela con uno sguardo indignato ed un sorriso imbarazzato, ma, se ha avuto la sfortuna di incontrare un lettore permaloso, allora la sua condanna è segnata.
Questo articolo è per i non-lettori o per coloro che, incuriositi dal loro amico topo di biblioteca, vorrebbero prendere in mano un libro ma non sanno da dove iniziare.

Leggere non è un passatempo per tutti (a meno che non siate musulmani: in questo caso nessuno vi salverà dalla lettura del Corano): esattamente come il disegno, il giardinaggio, il fai da te e lo sport non tutti sono portati a questa attività che, per quanto gratificante, richiede tempo, energie e denaro al pari di qualsiasi altro hobby.
La qualità è da preferire alla quantità: uno dei problemi che maggiormente scoraggia i non-lettori e gli aspiranti lettori è la mancanza di tempo e la conseguente impossibilità di dedicarsi a letture impegnative o particolarmente lunghe. A questo disagio si aggiunge quello creato dai topi da biblioteca, che ad ogni occasione non mancano di sfoggiare la lunga lista di titoli che hanno letto per poi sciorinare gli altrettanti libri che attendono sullo scaffale il loro turno.
La lettura non è una gara né la si può considerare una raccolta di titoli di cui fregiarsi. La qualità di un libro è di gran lunga preferibile alla quantità su cui molti “estimati lettori” puntano.
Per restare in tema, sfatiamo un altro mito: i lettori “professionisti” non hanno una giornata da 48 ore né delle espansioni che gli permettono di lavorare/studiare e leggere mantenendo una buona salute fisica e mentale.
Ogni libro ha la sua stagione ed ogni stagione ha i suoi libri: come studentessa mi è capitato diverse volte, soprattutto in prossimità degli esami, di essere costretta ad abbandonare il tomo che avevo sul comodino da mesi e di ripiegare su un libro più breve e meno impegnativo, lasciando all’estate o al periodo delle vacanze i romanzi più corposi.
La vista di un romanzo da 800 o più pagine può scoraggiare un lettore che, malgrado il lavoro e gli altri impegni, cerca faticosamente di ritagliarsi del tempo per portare avanti le proprie letture e può spaventare un non-lettore o un lettore alle prime pagine che, armato di buona volontà, potrebbe finire per imbarcarsi in un’impresa troppo grande per lui, resa ancor più difficile dall’effettiva mancanza di tempo.
Un non-lettore deve rispettare i propri tempi, prendersi la libertà di piluccare qualche pagina alla settimana, prima di diventare un divoratore di capitoli, e avvicinarsi al romanzo che intende leggere con le tempistiche che trova più adatte al suo stile di vita.

Arrivati a questo punto e presa coscienza di queste considerazioni, l’aspirante topo di biblioteca può tirare un meritato sospiro di sollievo e cominciare a guardare con meno sospetto e paura ai volumi che lo fissano dalla libreria di famiglia o gli ammicca ambiguo alla luce della lampada sul comodino.
Ovviamente in questa breve guida per non-lettori si è solamente grattata la superficie e si è affrontato il problema in modo spiritoso, senza addentrarsi su domande più concrete e che, nella maggior parte dei casi, sono il vero motivo che scoraggia un neofita ad avvicinarsi con costanza alla lettura.
La scelta di un romanzo, i consigli letterari e altre questioni saranno affrontate in un momento successivo, in cui cercheremo di rispondere alle domande che ci avete posto o che potete inviarci commentando questo articolo o inviando un messaggio alla nostra pagina Arcadia, lo scaffale sulla Laguna. Ogni contributo è importante, per cui non abbiate paura di esprimere i vostri dubbi!

*Jo

L’ULTIMO CACCIATORE DI LIBRI

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L’ULTIMO CACCIATORE DI LIBRI

Autore: Matthew Pearl
Casa editrice: Rizzoli
Anno: 2016

. : SINOSSI : .

Sulle isole di Samoa, Robert Louis Stevenson, ormai molto anziano, lavora al suo ultimo romanzo. E il pensiero dell’ultima opera del grande autore accende l’immaginazione dei contrabbandieri di testi tradotti, una professione misteriosa e diffusa prima della regolamentazione dei diritti d’autore. Così un tale di nome Davenport insieme al suo assistente Fergins si imbarcano per il Pacifico, con l’obiettivo di rubare l’ultima perla letteraria del momento, prima che sia troppo tardi, ovvero prima che la legge tuteli il commercio estero delle opere di fantasia.

. : Il nostro giudizio : .

Un libro consigliato agli amanti dei libri, a chi sa apprezzare in modo autentico il peso delle pagine, la filigrana, la rilegatura, l’odore e i componenti di un volume.
Un libro consigliato a chi non si limita a leggere le parole stampate, ma si distrae a leggere la storia del libro come oggetto, cercando di risalire, come in una caccia al tesoro, alle sue origini.
Le prime pagine sembrano proporci una storia già letta e ci presentano due personaggi che potremmo inquadrare in un rapporto insegnante/allievo. Per alcuni capitoli questa sensazione persiste, complice una trama che sembra arrancare, per poi decollare trasportata dai ricordi di uno dei due protagonisti. La pittoresca New York sparisce e il lettore viene trasportato oltre oceano, a Londra, e poi ancora più a sud verso le Samoa e le incontaminate isole del Pacifico.
Lo stile è piacevole, scorrevole e si rifà a romanzi di altri tempi, aiutando il lettore a calarsi in un’atmosfera e in un contesto storico che pare sospeso tra due epoche: la fine di un secolo, il tramonto di una stirpe affascinante e disonesta, gli ultimi anni di uno scrittore e il difficile rapporto di un autore e la sua opera.
Tra le pagine, nascoste tra un uragano, un viaggio in nave e un incontro con gli indigeni samoani; si nascondono piccole perle: massime acerbe e riflessioni sulla letteratura, i libri e l’arte di narrare storie.
Un romanzo che merita e che sarà sicuramente apprezzato da chi si è lasciato rapire da capolavori come “L’isola del tesoro”, a cui il romanzo si ispira in un certo senso, e i romanzi di Stevenson.
Il mio giudizio è 9/10: ho davvero apprezzato questo romanzo che mi ha riportato sulle labbra e negli occhi una letteratura che avevo accantonato con la fine delle scuole medie/superiori.
Un romanzo di avventura, che è anche un romanzo dedicato al libro come oggetto, al libro come scrigno e al libro come occasione.
Un neo? L’aver speso solo 20 pagine per svelare i misteri e i segreti che si erano intrecciati nel corso delle precedenti 400 pagine.

*Jo

Gioie d’inverno

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Di tutte le stagioni quella invernale è sicuramente la preferita dai lettori che, con la complicità delle fredde giornate dicembrine, hanno sempre più di una buona ragione per rintanarsi in casa e dedicarsi alla loro lettura.
In occasione del solstizio d’inverno, Bustle ha elencato i motivi per cui la stagione invernale è la preferita dai booklovers.

– LA TANA
La neve e il ghiaccio hanno una loro poesia, questo è innegabile, ma le basse temperature invernali non sono sicuramente uno sprone ad uscire con il rischio di prendersi un brutto raffreddore. Le cupe giornate di dicembre diventano quindi un’ottima occasione per restare rintanati in casa e, nascosti nella propria tana da lettore, coccolarsi con un buon libro e qualcosa di caldo, mentre fuori nevica e si sentono i primi timidi canti natalizi.

– ALL I WANT FOR CHRISTMAS IS … BOOKS!
Siete ancora indecisi su che regalo fare al vostro amico/a topo di biblioteca? Basterà cercare tra i suoi libri per trovare una nutrita lista di titoli che, per mancanza di tempo o fondi, il nostro booklover non è ancora riuscito ad acquistare.
Per tutti Natale significa regali in arrivo, per un lettore accanito significa libri in arrivo.

– TEMPO PER SE’
Con l’arrivo delle vacanze di Natale si inaugura ufficialmente il periodo ideale in cui dedicarsi con tranquillità ai propri passatempi, siano essi la cucina, il fai da te o l’arte.
Per un lettore le feste sono il momento giusto per dedicarsi totalmente alla lettura e smaltire la pila di libri che si è accatastata nel corso dei mesi.

– LET IT SNOW….LET IT SNOW…LET IT SNOW!
Per gli amanti del freddo c’è un ultimo particolare che rende questa stagione particolarmente lieta: la neve. I lettori invernali amano il ghiaccio, la sensazione dei passi su una candida coltre di neve e tutte quelle sensazioni che solo la stagione fredda può regalare. Questi lettori tutt’altro che “freddolosi” possono contare su moltissimi libri “a bassa temperatura”: romanzi ambientati in inverno o che semplicemente narrano storie che si sviluppano tra le nevi e i ghiacci dei paesi nordici. Da Dickens ai gialli di Nesbo: per chi ama le atmosfere glaciali c’è solo l’imbarazzo della scelta, mentre ai più pantofolai raccomandiamo di dedicarsi a simili letture solo se muniti di una calda coperta e di una bevanda bollente.

*Jo

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Se hai questi sintomi (forse) sei uno scrittore

Quando si pensa allo scrittore e al suo mestiere si corre con la mente ad immagini romantiche di fogli lasciati in giro, notti passate a parlare con le stelle e lunghe passeggiate per le strade deserte di un piccolo borgo rurale.
Lo scrittore è un mestiere che affascina e la letteratura è una di quelle arti con cui tutti, almeno una volta nella vita, si sono cimentati ottenendo anche dei risultati soddisfacenti.
Ma quali sono le caratteristiche di uno scrittore, i suoi tratti distintivi? Esistono, nei nostri comportamenti e nelle nostre abitudini, degli indizi che potrebbero rivelare la nostra attitudine alla narrazione e la nostra vocazione di scrittore?
Secondo Bustle.com esistono nella nostra quotidianità e nella nostra storia sono nascosti undici indizi che svelerebbero la nostra innata natura di scrittore.

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1. Sei un vero topo di biblioteca

Ogni scrittore è stato a suo tempo, e continua ad esserlo, un lettore accanito: nessuno libro è al sicuro quando nei paraggi c’è uno scrittore a caccia. Nessun autore, nemmeno il più piccolo e sconosciuto, può sperare di salvarsi dalla mente affamata di creatività di un lettore appassionato e lo stesso vale per articoli, riviste e qualsiasi cosa contenga parole e contenga informazioni nuove ed interessanti.

2. “Leggete, sì, ma quando lo dico io!”

Ogni scrittore scrive per essere letto, ma ogni volta che qualcuno legge un linusmanoscritto appena concluso o la bozza di un articolo ecco il panico sopraggiungere e ti penti di aver sottoposto così frettolosamente agli occhi di qualche sconosciuto il tuo lavoro.
Gli sguardi amici diventano quelli di critici spietati, pronti a mettere in discussione ogni parola, ogni virgola e a contestare trama, personaggi e stile.
Hai paura di far leggere un pezzo non ancora concluso, ma hai anche paura di consegnare al mondo il manoscritto terminato. Farlo leggere a persone care è fuori discussione! Ma anche l’idea di farlo leggere a perfetti sconosciuti, che non mostrerebbero alcuna pietà per i nostri errori, non ti sembra poi così allettante.

3. Alla domanda “che lavoro fai?” rispondi “Sono uno scrittore!”.

Scrivere è per te un lavoro dignitoso tanto quanto quello di impiegato, infermiere o fornaio e ti stupisci che i tuoi amici non riescano a capirlo. La sicurezza di un lavoro full time ti stuzzica, ma poi dove troveresti il tempo per dedicarti alla scrittura?

4. Peccati di gioventù.

Nessuno scrittore è nato dal nulla e ha partorito al primo tentativo un capolavoro divenuto subito bestseller. Se sei uno scrittore da sempre, fin da giovane ti sei cimentato nella stesura di racconti e romanzi che, con la maturità, hai prontamente distrutto o cancellato dall’hard disk del computer per evitare che qualcuno trovasse i tuoi scritti sconclusionati.

5. Nessuno vuole giocare con te.

Scarabeo, il gioco dei nomi e qualsiasi altro gioco in cui si debbano usare le parole sono per te causa di emarginazione. Nessuno vuole giocare con te e avere a che fare, anche solo per il tempo di una partita, con un concorrente che sembra aver mangiato pane e vocaboli tutti i giorni della sua vita.

6. Hai una relazione con persone morte o inventate.

 I tuoi autori preferiti sono per te amici e sei capace di parlare con i loro fantasmi per ore ed ore, riuscendo persino ad immaginare le loro risposte. Non sono solo mentori, ma vere e proprie amicizie di cui conosci pregi e difetti e per cui provi un amore che non riesci a spiegare senza essere creduto pazzo o essere spacciato per necrofilo.
La cosa non migliora quando, tra una pagina e l’altra, ti accorgi di esserti innamorato di un personaggio in un libro o di uno partorito dalla tua mente.

7. La carta è meglio

 Ovviamente la vita da eremita non è una condizione sine qua non per essere uno scrittore, , ma sono molti quelli che si sentono maggiormente a proprio agio quando sono circondati dalla carta stampata e non dalle persone. 250px-Lil-AgitatorDoversi esprimere in pubblico, parlare a braccio può essere problematico per te che preferisci esprimerti usando carta e penna e lasciando i tuoi messaggi su un pezzo di carta. La tua timidezza, che rappresenta un brutto ostacolo nei confronti verbali, sparisce quando sei chiamato ad esprimere la tua opinione per
iscritto e nessuno riesce a fuggire dalla tua dialettica e dalla correttezza con cui ti esprimi.

8. Vuoi una macchina da scrivere (meglio se d’epoca).

E’ il tuo sogno nel cassetto, il regalo che annualmente chiedi a Babbo Natale: una macchina da scrivere (meglio ancora se d’epoca); l’oggetto che più di tutti incarna l’ideale di scrittore e che, con quelle linee sinuose e i rumori caratteristici riesce più che mai a trasportarti nel mondo delle parole e della creatività.

9. Da nessuno a personaggio.

A lungo andare i tuoi comportamenti sospetti un po’ da investigatore privato un po’ da personaggio pittoresco, attirano l’attenzione di concittadini e di chi, per un motivo o per un altro, ti gravita intorno e quotidianamente assiste ai tuoi monologhi silenziosi, al tuo inveire contro i personaggi sovversivi e al tuo farneticare parole senza senso fino a trovare quella che stai cercando e che si incastra perfettamente nel periodo lasciato in sospeso.

10. Moltiplicazioni miracolose.

Non hai idea di quando o come sia successo: una mattina ti sei semplicemente svegliato e hai trovato casa tua invasa da centinaia di libri e riviste che non ricordi di aver mai comprato e che ora appesantiscono scaffali già pieni e tavoli su cui non trova spazio nemmeno una tazzina da caffè.

11. L’ispirazione è come innamorarsi di nuovo per la prima volta.

Scrivere è un’attività gratificante se si ha la giusta ispirazione, e tu che ciondoli tra momenti di massima attività e lunghi giorni di noia e vuoto lo sai meglio di tutti.
Manuali, corsi, rituali, minacce al computer e a se stessi non possono competere con il momento in cui si viene colti dall’ispirazione e il mondo si colora di nuove tinte, suggerendoti parole e idee che fino a qualche secondo prima non avresti nemmeno sognato. E’ come essere innamorati, come assaporare un pezzetto di felicità che non ti verrà tolta e continuerà nelle pagine nelle parole che restano anche quando l’ispirazione è finita e l’aridità creativa è tornata.

*Jo

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