Kiss&Read~ Booktag di San Valentino

San Valentino, la festa degli innamorati! Una buona occasione per passare una giornata con la propria metà, oppure da soli ad abbuffarsi di cioccolata (ormai in sconto) e a leggere un buon libro.
Per festeggiare a modo nostro, abbiamo deciso di dedicare a questa giornata un po’ speciale una Booktag. Consigliamo di compilarla in coppia!

1. #BACIO – Il libro dove hai letto il bacio più bello
VOLPE: Il Sognatore di Laini Taylor, le sue descrizioni sono talmente belle!
JO: Non saprei proprio.

2. #ABBRACCIO – Una storia che ti ha scaldato il cuore
VOLPE: Promettimi che ci Sarai, Carol rifa Brunt
JO: Promettimi che ci Sarai, Carol rifa Brunt

3. #TENERSI PER MANO – Un libro che rileggeresti volentieri
VOLPE: Il giorno della Civetta di Leonardo Sciascia
JO: Di solito non rileggo i libri: ci ho provato, ma mi annoia.

4. #ROSA – Un libro con la copertina rossa
VOLPE: Leggere Lolita a Teheran di Azar Nafisi
JO: Lo Hobbit di Tolkien

5. #SCATOLA DI CIOCCOLATINI – Un libro che vorresti ricevere in regalo
VOLPE: Non ne ho nessuno in mente, a dire la verità!
JO: Il museo delle promesse infrante di Elizabeth Buchan

6. #CAREZZE – Un libro che ti ha tenuto compagnia in momenti di tristezza
VOLPE: La tua seconda vita comincia quando capisci di averne una sola di Raphaelle Giordano
JO:Non saprei!

7. #CENA ROMANTICA – Un libro che ti ha sorpreso
VOLPE: La macchina del vento di Wu Ming 1, Ancora più bello di quanto potessi immaginare!
JO: Il circo della notte di Erin Morgenstern

Sullo Scaffale di Arcadia – San Valentino

S. Valentino, cuori e fiori a parte, è un giorno come un altro. Perché non provare a renderlo speciale condividendo con la nostra metà un libro (o anche solo un brano) da leggere insieme?
Per facilitarvi la scelta, vi lascio qualche ideuzza!

Cuori, fiori, regali… San Valentino per gli innamorati è una festa speciale che fa, quasi, al pari con l’anniversario. Forse è solo un pochino più facile da ricordare, essendo istituzionalizzata! A parte le smancerie, niente rende questa giornata diversa dalle altre e per un lettore, ogni giorno è buono per leggere. Perché, però, oggi non farlo con la persona amata? Vi lascio qui di seguito qualche libro per rendere speciale, attraverso la lettura, la festa degli innamorati.

Come insegnare a leggere all’uomo della tua vita di Vincent Monadé: L’uomo di cui siete innamorate non apre mai un libro, ma morite dalla voglia di fargli scoprire quale straordinario mondo di piacere si celi tra le pagine di un romanzo? Niente panico: il maschio infatti, sostiene Vincent Monadé, è una creatura semplice, infinitamente meno evoluto della sua compagna, e questa divertente e pratica guida vi aiuterà a trasformarlo, facendo leva sulle sue passioni e sui suoi vizi, in un appassionato lettore. E condurrà tutti noi in un viaggio alla scoperta dell’immensa felicità che i libri possono portare nelle nostre vite.

Senza Fine. La meraviglia dell’ultimo amore di Gabriele Romagnoli: Fiumi d’inchiostro hanno costruito la mitologia del primo amore, hanno raccontato l’inizio dell’avventura. Ma se il primo amore è «un universo, un enigma, un lungo aspettami e torno», è possibile raccontare l’approdo, la fine del viaggio, la certezza di essere «in un luogo da cui non vorrò andarmene al risveglio»? Gabriele Romagnoli, che ci aveva mostrato la necessità di viaggiare leggeri, di non portare zavorre e di non essere zavorre, ora si cimenta con quello che apparentemente è il suo opposto: il desiderio di fermarsi, la certezza di non voler avere altro e di non voler essere altro. C’è tutto questo nell’ultimo amore: che sia una donna incontrata per caso o la riscoperta della donna che da sempre si ha accanto, che sia l’ultimo ballo di capodanno di Zygmunt Bauman e sua moglie Alexandra, giganteschi nella loro titanica accettazione della perdita, gli ultimi amori hanno questo in comune, la consapevolezza di aver trovato nell’altro la certezza di quello che si è. E questo ritrovamento non è meno avventuroso dell’altro, del primo, perché «la vita è noiosa, ma il destino imprevedibile. Una scrive regole, l’altro mette in nota eccezioni. Poche, perché è pigro e perché non le meritiamo. È tutto già scritto, ineluttabile e barboso. Salvo che siamo ancora qui e possiamo giocarcela».

Ogni storia è una storia d’amore di Alessandro D’Avenia: Ed è proprio l’interrogativo fondante che Alessandro D’Avenia si pone in apertura di queste pagine, invitandoci a incamminarci con lui alla ricerca di risposte. In questo libro straordinario incontriamo anzitutto una serie di donne, accomunate dal fatto di essere state compagne di vita di grandi artisti: muse, specchi della loro inquietudine e spesso scrittrici, pittrici e scultrici loro stesse, argini all’istinto di autodistruzione, devote assistenti, o invece avversarie, anime inquiete incapaci di trovare pace. Ascoltiamo la frustrazione di Fanny, che Keats magnificava in versi ma con la quale non seppe condividere nemmeno un giorno di quotidianità, ci commuove la caparbietà di Tess Gallagher, poetessa che di Raymond Carver amava tutto e riuscì a portare un po’ di luce nei giorni della sua malattia, ci sconvolge la disperazione di Jeanne Modigliani, ammiriamo i segreti e amorevoli interventi di Alma Hitchcock, condividiamo l’energia quieta e solida di Edith Tolkien. Alessandro D’Avenia cerca di dipanare il gomitolo di tante diversissime storie d’amore, e di intrecciare il filo narrativo che le unisce, in un ordito ricco e cangiante. Per farlo, come un filomito, un “filosofo del mito”, si rivolge all’archetipo di ogni storia d’amore: Euridice e Orfeo. Un mito che svolge la sua funzione di filo (e in greco antico per indicare “filo” e “racconto” si usavano due parole molto simili, mitos e mythos) perché contempla tutte le tappe di una storia d’amore, tra i due poli opposti del disamore (l’egoismo del poeta che alla donna preferisce il proprio canto) e dell’amore stesso (il sacrificio di sé in nome dell’altro). Ogni storia è una storia d’amore è così un libro che muove dalla meraviglia e sa restituire meraviglia al lettore. Perché ancora una volta D’Avenia ci incanta e ci sorprende, riuscendo nell’impresa di coniugare il godimento puro del racconto e il piacere della scoperta. E con slancio ricerca nella letteratura – le storie che alcuni uomini, nel tempo, hanno raccontato su se stessi e l’umanità a cui appartengono – risposte suggestive e potenti, ma anche concrete e vitali. Per poi offrirle in dono ai lettori, schiudendo uno spiraglio da cui lasciar filtrare bagliori di meraviglia nel nostro vivere quotidiano, per rinnovarlo completamente nella certezza che “noi siamo e diventiamo le storie che sappiamo ricordare e raccontare a noi stessi”.

Sull’Amore di Herman Hesse: “Felice è chi sa amare”: nella concezione di Hesse l’amore è del tutto slegato dal possesso, è un’incessante ricerca esistenziale, uno stato di grazia dello spirito e dei sensi che trova appagamento in se stesso e abbraccia il mondo intero. Questa antologia di “letture hessiane” dedicate all’amore raccoglie e mescola materiali diversi: poesie, episodi narrativi, passi di scritti saggistici e di lettere, aforismi, disposti in un crescendo di intensità e profondità a illustrare tre grandi variazioni sul tema: l’amore adolescenziale, l’esperienza amorosa matura, l’amore per l’umanità.

L’amore prima di noi di Paola Mastroccola: I miti sono quel che resta dopo la dimenticanza, la rovina, il tempo che passa. Per questo sono eterni, perché sono al fondo di noi. Paola Mastrocola ha trovato una misura miracolosa per raccontarci una volta ancora queste storie infinite: nelle sue pagine la ricchezza e la leggerezza s’incontrano per la gioia pura del lettore, parlando in fondo dell’amore e basta. L’amore per un uomo, una donna, un fiume, una stella. La nostra porzione illuminata, il punto in cui alla nostra vita tocca ancora una parte del divino. L’amore per il mondo, cosí com’è. Dentro ogni storia c’è una domanda, che va dritta al cuore. In quale forma dobbiamo amare? E la bellezza si può rapire? Si può, amando, non conoscere l’amore? E quanto conta una promessa? E perché a una certa età che chiamiamo giovinezza abbiamo voglia di non concederci a nessuno, e giocare, e stare a mezz’aria, in volo? Le domande pungolano il mito, lo piegano a parlare da sé. Il racconto seduce con la sua forza, muovendosi con naturalezza dal passato al presente, in un tempo indifferenziato, inanellando dialoghi senza virgolette, parole che restano nell’aria. Storie che si richiamano e si inseguono, componendo un unico romanzo.

Sull’Amore di Herman Hesse: “Felice è chi sa amare”: nella concezione di Hesse l’amore è del tutto slegato dal possesso, è un’incessante ricerca esistenziale, uno stato di grazia dello spirito e dei sensi che trova appagamento in se stesso e abbraccia il mondo intero. Questa antologia di “letture hessiane” dedicate all’amore raccoglie e mescola materiali diversi: poesie, episodi narrativi, passi di scritti saggistici e di lettere, aforismi, disposti in un crescendo di intensità e profondità a illustrare tre grandi variazioni sul tema: l’amore adolescenziale, l’esperienza amorosa matura, l’amore per l’umanità.

Poesie D’Amore di Nazim Hikmet: Partecipe in eguale misura dell’estrema dolcezza orientale e di una certa crudezza di ritmi di tipo occidentale, in queste “Poesie d’amore” Hikmet mostra le due facce della sua natura, lirica ed epica, saldate in un risultato unico. Versi immortali, che riassumono nell’elemento erotico i diversi aspetti dell’attività e dell’esperienza dell’autore, poeta d’amore perché prima di tutto poeta di battaglie e di idee.

Promettimi che ci sarai di Carol Brunt: Quando hai quattordici anni, il tuo cuore è un luogo oscuro, un labirinto di sentimenti che non sai decifrare. Timida, goffa e sognatrice, June è a disagio tra i coetanei. Preferisce rifugiarsi nel bosco dietro la scuola, con ampie gonne e strambi stivali, fingendo di essere stata catapultata a New York dal Medioevo, l’epoca in cui sarebbe potuta diventare un falconiere. Sarebbe bello riuscire a richiamare a sé, proprio come creature alate, le persone che non ci sono più. Come lo zio Finn: grande pittore e migliore amico di June, l’unico in grado di capirla, strappato troppo presto alla vita da una malattia di cui in famiglia è proibito parlare. Un giorno, June riceve un pacco misterioso. All’interno c’è la teiera preferita di Finn, accompagnata da una lettera firmata da un certo Toby: l’uomo che nessuno, al funerale dello zio, ha osato avvicinare. E che ora chiede proprio a lei di incontrarlo in segreto. June dovrà fare i conti con la paura e la gelosia prima di accettare il fatto di non essere stata l’unica persona speciale nella vita dello zio. E prima di aprirsi a un’amicizia che potrebbe aiutare sia lei che Toby a colmare quel grande vuoto. Dopotutto, era quello che avrebbe voluto Finn: fare incontrare le persone che più aveva amato, unirle come in un’unica cornice affinché si prendessero cura l’una dell’altra. Ecco il suo ultimo desiderio, ecco il suo più grande capolavoro.

Il bacio più breve della storia di Mathias Malzieu: Parigi, una sera al Théâtre du Renard, l’orchestra suona “It’s Now or Never”. Una ragazza misteriosa e sfuggevole si aggira, lui la nota, cerca in ogni modo di avvicinarla e, quando ormai tutto sembra impossibile, si trovano faccia a faccia e si baciano. Un bacio minuscolo, il più breve mai registrato, e lei scompare. Invisibile, si allontana. Un mistero anche per un inventore come lui che, seppur di indole tendenzialmente depressa, è determinato a rivedere l’eterea e vulnerabile creatura che lo ha ammaliato. Inizia così una ricerca serrata in cui sarà affiancato da due bizzarri personaggi: un detective in pensione, che ha tutto l’aspetto di un orso polare, e il suo stravagante pappagallo. Le invenzioni si susseguono e qualcosa di molto goloso e originale aiuterà il protagonista nel suo scopo. Ormai è chiaro, fra i due è scoccata una scintilla, si è prodotto un cortocircuito. Ma in amore gli artifici non bastano, servono coraggio e temerarietà, doti che entrambi dovranno conquistare se vorranno trovarsi e abbandonarsi l’uno all’altra. Riusciranno i due a superare ostacoli e paure e a vivere il loro amore?

La meccanica del cuore di Mathias Malzieu: Nella notte più fredda del mondo possono verificarsi strani fenomeni. È il 1874 e in una vecchia casa in cima alla collina più alta di Edimburgo il piccolo Jack nasce con il cuore completamente ghiacciato. La bizzarra levatrice Madeleine, dai più considerata una strega, salverà il neonato applicando al suo cuore difettoso un orologio a cucù. La protesi è tanto ingegnosa quanto fragile e i sentimenti estremi potrebbero risultare fatali. Ma non si può vivere al riparo dalle emozioni e, il giorno del decimo compleanno di Jack, la voce ammaliante di una piccola cantante andalusa fa vibrare il suo cuore come non mai. L’impavido eroe, ormai innamorato, è disposto a tutto per lei. Non lo spaventa la fuga né la violenza, nemmeno un viaggio attraverso mezza Europa fino a Granada alla ricerca dell’incantevole creatura, in compagnia dell’estroso illusionista Georges Méliès. E finalmente, due figure delicate, fuori degli schemi, si incontrano di nuovo e si amano. L’amore è dolce scoperta, ma anche tormento e dolore, e Jack lo sperimenterà ben presto. Intriso di atmosfere che ricordano il miglior cinema di Tim Burton, ritmato da avventure di sapore cavalleresco, una favola e un romanzo di formazione, in cui l’autore, con scrittura lieve ed evocativa, punteggiata di ironia, traccia un’indimenticabile metafora sul sentimento amoroso, ineluttabile nella sua misteriosa complessità.

Il Cavaliere d’Inverno di Paullina Simons: Leningrado, 1941. In una tranquilla sera d’estate Tatiana e Dasha, sorelle ma soprattutto grandi amiche, si stanno confidando i segreti del cuore, quando alla radio il generale Molotov annuncia che la Germania ha invaso la Russia. Uscita per fare scorta di cibo, Tatiana incontra Alexander, un giovane ufficiale dell’Armata Rossa che parla russo con un lieve accento. Tra loro scatta suvbito un’attrazione reciproca e irresistibile. Ma è un amore impossibile, che potrebbe distruggerli entrambi. Mentre un implacabile inverno e l’assedio nazista stringono la città in una morsa, riducendola allo stremo, Tatiana e Alexander trarranno la forza per affrontare mille avversità e sacrifici proprio dal legame segreto che li unisce.

Io prima di te di Jojo Moyes: A ventisei anni, Louisa Clark sa tante cose. Sa esattamente quanti passi ci sono tra la fermata dell’autobus e casa sua. Sa che le piace fare la cameriera in un locale senza troppe pretese nella piccola località turistica dove è nata e da cui non si è mai mossa, e probabilmente, nel profondo del suo cuore, sa anche di non essere davvero innamorata di Patrick, il ragazzo con cui è fidanzata da quasi sette anni. Quello che invece ignora è che sta per perdere il lavoro e che, per la prima volta, tutte le sue certezze saranno messe in discussione. A trentacinque anni, Will Traynor sa che il terribile incidente di cui è rimasto vittima gli ha tolto la voglia di vivere. Sa che niente può più essere come prima, e sa esattamente come porre fine a questa sofferenza. Quello che invece ignora è che Lou sta per irrompere prepotentemente nella sua vita portando con sé un’esplosione di giovinezza, stravaganza e abiti variopinti. E nessuno dei due sa che sta per cambiare l’altro per sempre. “Io prima di te” è la storia di un incontro. L’incontro fra una ragazza che ha scelto di vivere in un mondo piccolo, sicuro, senza sorprese e senza rischi, e un uomo che ha conosciuto il successo, la ricchezza e la felicità, e all’improvviso li ha visti dissolversi, ritrovandosi inchiodato su una sedia a rotelle. Due persone profondamente diverse, che imparano a conoscersi senza però rinunciare a se stesse, insegnando l’una all’altra a mettersi in gioco.

Dolci, dolcissimi baci

Il 6 luglio si celebra in tutto il mondo la giornata mondiale del bacio, anche nota come International Kissing Day o National Kissing Day. Questa romantica tradizione è stata inaugurata nel 2005, quando una coppia stabilì il record del bacio più lungo (più di 31 ore attaccato l’uno alle labbra dell’altra); da allora il bacio, in ogni sua sfumatura, viene celebrato in questa giornata che istituisce una sorta di San Valentino estivo.1515173_1400978816874057_2071623645_n

L’arte, in ogni sua espressione, ci ha lasciato numerose opere che immortalano questo intimo incontro tra due innamorati e anche l’industria dolciaria ha dedicato a questo gesto un cioccolatino che con gli anni è diventato famoso in tutto il mondo: il Bacio Perugina.

La storia del cioccolatino degli innamorati comincia nel 1922 con Luisa Spagnoli che crea un impasto di granella di nocciola e cioccolata avanzata da lavorazioni precedenti e infine avvolta una nocciola intera. Il cioccolatino così fatto venne chiamato “cazzotto” per via della sua forma che ricordava un pugno chiuso e solo nel 1924 il suo nome cambierà in quello che noi tutti conosciamo. Questo secondo cambiamento nasce dagli episodi grotteschi che si potevano verificare nel momento in cui, entrando in negozio, un cliente avesse chiesto “un cazzotto”, per evitare situazioni tragicomiche si decise quindi di ribattezzare il cioccolatino con la dicitura “Bacio Perugina” a cui, in quell’occasione, venne donato il caratteristico incarto argentato a scritte blu in cui veniva nascosto il cartiglio famoso in tutto il mondo, mentre bisognerà aspettare il 1940 per vedere il rivestimento argentato costellato di tante piccole stelle blu, il tutto impacchettato in un’elegante confezione su cui campeggia una coppia di amanti ispirata a quella del famoso “Bacio” di Hayez.
In soli cinque anni vengono distribuiti cento milioni di Baci Perugina e il successo del cioccolatino ideato da Luisa Spagnoli si trasferisce dalla cioccolateria di Perugia a New York dove, sulla Fifth Avenue, apre il primo negozio Perugina.
Da allora il successo di questa piccola delizia italiana non conosce tramonto e la Perugina continua a stupire i propri golosi clienti regalandogli nuove versioni del loro cioccolatino più famoso.
Nel 2003 un’equipe di pasticcieri Perugina entra nel Guinness dei primati creando il BaciOne: un Bacio Perugina alto più di due metri e largo sette di 5980 Kg.
Anno dopo anno, cioccolatino dopo cioccolatino, cartiglio dopo cartiglio il successo del Bacio Perugina non si arresta e frotte di innamorati chiedono di poter inserire le proprie frasi tra quelle nascoste all’interno della piccola carta argentata a stelle blu, così nel 2009 la Perugina inaugura il progetto “Piacere d’autore” e tutt’ora, andando sul sito ufficiale, si può ordinare una confezione di Baci Perugina personalizzata con i propri dolci messaggi per la nostra metà.

*Jo

amore-bacio-parugina-come-nasce-cioccolatino

Tancredi e Maria

20160422_190541Il 25 aprile è una giornata di grande festa per il popolo veneziano e per il Veneto. infatti non solo si ricorda la liberazione e la fine della dittatura nazifascista sul suolo italiano, ma si festeggia anche il patrono di Venezia, San Marco, ed una festa che potrebbe essere considerata una versione primaverile di San Valentino. Se in questo giorno vi capita di passeggiare per le calli che da Rialto portano a Piazza San Marco non solo potrete vedere un tripudio di bandiere con il leone alato, ma verrete sicuramente incuriositi dalle rose rosse che troverete in giro per la città o intrecciate tra le dita degli innamorati.

Quella del Bocolo (= bocciolo di rosa) è una tradizione le cui origini affondano nella tragedia.

Maria, figlia del Doge Orso I Partecipazio (il 14° secondo la tradizione), era follemente innamorata di Tancredi: un giovane di umili origini che ricambiava i sentimenti della giovane figlia del Doge. Il signore di Venezia non approvava tuttavia la relazione tra la sua nobile erede e Tancredi e per dimostrare il proprio valore il giovane innamorato decise di partire per la Spagna per provare nella lotta contro i Mori il proprio valore al Doge e a tutta la Serenissima. Tancredi si distinse nella battaglia e la sua fama si diffuse a macchia d’olio così come il suo prestigio, ma il fato decise di essere tiranno e il giovane rimase ferito  mortalmente nel corso di una battaglia. Cadendo il suo corpo finì tra i rovi di un roseto da cui lui colse, ormai privo di forze, un bocciolo di rosa rossa che si era sporcato con il suo sangue pregando l’amico Orlando di portarlo alla sua amata Maria come ultimo ed eterno dono d’amore per lei. Orlando fece come gli era stato chiesto e consegnò alla figlia del Doge il prezioso dono di morte e d’amore che Tancredi gli aveva affidato. Il 25 aprile Maria venne trovata morta nel proprio letto con stretto al petto il fiore che il suo amato le aveva mandato. Da allora, il 25 aprile la tradizione vuole che lo stesso omaggio venga ripetuto dagli innamorati perché ognuno possa esprimere liberamente i propri sentimenti per la persona amata.

*Jo

IMG-20160426-WA0005.jpg