#Giornataincipit – Prime righe e prime impressioni Aprile 2019

Eccoci qui con il nostro appuntamento mensile sugli #incipit. Pronti a scoprire il #BonusdiAprile? Sono sicura che vi piacerà.
Nel mentre, eccovi alcune nostre letture presenti, passate e anche future 😉

IL SOGNATORE, DI LAINI TAYLOR
Durante il secondo Sabba della Dodicesima Luna, nella città di Pianto, dal cielo cadde una ragazza.
La sua pelle era blu e il suo sangue era rosso.
Si schiantò sopra un cancello di ferro, che per l’impatto si deformò, e lì rimase appesa, terribilmente inarcata, aggraziata come una danzatrice che si abbandona riversa sul braccio del suo innamorato. Una guglia viscida la teneva inchiodata al suo posto. La punta, che le sporgeva dal petto, scintillava come una spilla. La ragazza ebbe un breve sussulto mentre il suo fantasma si liberava e dai suoi lunghi capelli piovevano boccioli di un rosso fiammante.

I CORAGGIOSI SARANNO PERDONATI, DI CHRIS CLEAVE
La guerra fu dichiarata alle 11.15 e Mary North firmò a mezzogiorno. Lo fece all’ora di pranzo, prima dell’arrivo dei telegrammi, casomai sua madre dicesse di no. Lasciò la scuola femminile di perfezionamento senza essersi perfezionata. Scese con gli sci da Mont-Choisi, mollò l’attrezzatura ai piedi della pista e telegrafò al War Office da Losanna. Diciannove ore più tardi, ancora con il maglione da sci addosso arrivò alla stazione di St. Pancras in una nuvola di vapore. Il treno fischiò forte. Londra, quindi.
Una città che amava gli inizi.

LASCIA DIRE ALLE OMBRE, DI JESS KIDD
Il primo pugno: la ragazza non fece rumore, i suoi occhi scuri si allargarono. Barcollò un po’ per mettere giù il bimbo. L’uomo aspettò.
Lei si raddrizzò mentre partiva il secondo pugno, che la sbatté a terra. Stramazzò goffamente, con una gamba piegata sotto di sé. L’uomo si lasciò cadere con le ginocchia ai lati del corpo, tanto che se la ragazza avesse alzato gli occhi non avrebbe visto la luce che inverdiva gli alberi, ma non li alzò. Voltò la testa per guardare suo figlio a terra, il musetto pallido tra le pieghe della coperta. Aveva tirato fuori un piedino, con le minuscole dita tutte in fila come pisellini nel baccello.
Non potendo stringerlo con le braccia, cercò di farlo con gli occhi, pregandolo di star bene, di salvarsi.

L’ANNUSATRICE DI LIBRI, DESY ICARDI
“Tutte le brave scolare si somigliano, ogni scolara somara è somara a modo suo.”
Una lieve risatina proruppe dal primo banco, subito seguita da una risata più grossolana.
“Signorine!”, le zittì il reverendo Kelley aggrottando le ispide sopracciglia grigie, mentre la povera Adelina se ne stava impalata accanto alla cattedra con lo sguardo rivolto al pavimento e le sottili trecce di un color biondo spento che, come il suo umore, pendevano verso il basso.
Il quadretto, a un ignaro spettare, sarebbe potuto apparire anacronistico: un’aula austera e fatiscente, un professore dal volto arcigno in abito talare e delle ragazzine che rabbrividivano di paura nelle loro divise scolastiche. Se non fosse stato per le chiome voluminose di alcune della allieve e per un vago sentore di lacca che aleggiava tra i banchi, chiunque avrebbe potuto pensare di trovarsi nel bel mezzo del diciannovesimo secolo, anziché nel 1957.

E ora, il nostro #BonusdiAprile!

BONUS – UN UOMO SOLO, DI CHRISTOPHER ISHERWOOD
Il risveglio comincia con due parole, sono e ora. Poi ciò che si è svegliato resta disteso un momento a fissare il soffitto, e se stesso, fino a riconoscere Io, e dedurne Io sono oraQui viene dopo, ed è, almeno in negativo, rassicurante; poiché stamattina è qui che ci aspettava di essere, come dire, a casa.
Ma ora non è semplicemente oraOra Ã¨ anche un freddo promemoria; un’intera giornata più di ieri, un’anno più dell’anno scorso. Ogni ora ha un’etichetta con una data, che rende obsoleti tutti gli ora passati, finché prima o poi, forse – no, non forse, di sicuro – succederà.
La paura contorce il nervo vago. Un malsano ritrarsi da ciò che, da qualche parte là fuori, ci sta aspettando.

Il sognatore

IL SOGNATORE

Autore: Laini Taylor
Casa editrice: Fazi Editore
Anno: 2018

.: SINOSSI :.

È il sogno a scegliere il sognatore, e non il contrario: Lazlo Strange ne è sicuro, ma è anche assolutamente.certo che il suo sogno sia destinato a non avverarsi mai. Orfano, allevato da monaci austeri che hanno cercato in tutti i modi di estirpare dalla sua mente il germe della fantasia, il piccolo Lazlo sembra destinato a un’esistenza anonima. Eppure il bambino rimane affascinato dai racconti confusi di un monaco anziano, racconti che parlano della città perduta di Pianto, caduta nell’oblio da duecento anni: ma quale evento inimmaginabile e terribile ha cancellato questo luogo mitico dalla memoria del mondo? I segreti della città leggendaria si trasformano per Lazlo in un’ossessione. Una volta diventato bibliotecario, il ragazzo alimenterà la sua sete di conoscenza con le storie contenute nei libri dimenticati della Grande Biblioteca, pur sapendo che il suo sogno più grande, ossia vedere la misteriosa Pianto con i propri occhi, rimarrà irrealizzato. Ma quando un eroe straniero, chiamato il Massacratore degli Dèi, e la sua delegazione di guerrieri si presentano alla biblioteca, per Strange il Sognatore si delinea l’opportunità di vivere un’avventura dalle premesse straordinarie.

.: IL NOSTRO GIUDIZIO :.

Sarò sincera, ero estremamente scettica riguardo a questo romanzo.
Temevo di trovarmi tra le mani l’ennesimo Young Adult, trama scontata e personaggi piatti. Fortunatamente, gli ho dato una possibilità e ho avuto modo di ricredermi.
Il romanzo è diviso in tre parti, di cui la prima è un lungo inizio: l’autrice si prende tutto il tempo necessario per raccontarci non solo del protagonista, Lazlo Strange, ma anche del mondo di sogni in cui vive. Le descrizioni sono ammalianti, ricche e profumate, nonché estremamente visive.
E’ facile restare incantati dai colori, dagli odori e persino dalle consistenze che la Taylor riesce a riversare nelle sue pagine. L’immaginazione del protagonista è talmente fervida da sembrare reale.
Sempre in questa parte, vengono mostrati due mondi contrapposti: quello dell’alchimia e quello della magia. Scienza e incanto si fondono in più momenti, restando comunque separati, per creare le basi per ciò che sarà da venire.
La seconda parte è dedicata ai sentimenti: puri, meravigliosi e incantevoli, colorano le pagine del romanzo con la loro presenza mai troppo esagerata. Qui, il filo conduttore inizia a diventare il blu che, oltre ad essere il colore di copertina, ha un ruolo importantissimo anche all’interno della trama: naturalmente non posso approfondire perché si tratta di una rivelazione particolarmente importante.
La terza e ultima parte è quella più controversa: è iniziata riprendendo i topoi del romanzo Young Adult e, per un attimo, mi ha fatto temere che il romanzo cominciato così bene dovesse poi terminare in modo terribilmente scontato.
Naturalmente, non avevo fatto i conti con la bravura (o forse è meglio dire cattiveria?) dell’autrice.
Il romanzo sembra scontato, sembra riprendere storie già viste, la realtà tuttavia è che è solo una stratagemma per introdurre un finale sconvolgente che lascia perfetto spazio di manovra al secondo volume.

Ho apprezzato, in modo particolare, il fatto che niente sia stato lasciato al caso: una volta giunti alla fine del romanzo si riescono a tirare fili perfettamente dritti che, attraversando le pagine, collegano l’inizio alla fine. Era tutto perfettamente chiaro fin dall’inizio, solo che non avevamo gli strumenti per capirlo.
I temi trattati sono tanti, del resto in più di cinquecento pagine c’era spazio e modo per approfondire argomenti differenti. Si passa dalla ricerca del sogno alla meraviglia della realtà, per poi approdare alla descrizione del dolore dopo una violenza.
Se devo trovare una pecca al romanzo forse è questa: va bene far presente i traumi passati di uno o più personaggi, ma insistere in modo eccessivo su determinati particolari può risultare pesante ai lettori che, oltretutto, possono anche essere passati attraverso certi drammi.
Lo stile è, come ho anticipato, molto dettagliato e particolare. Le descrizioni sono tante e molto belle, colme di una precisione dettagliata e poetica: in alcuni momenti, ho interrotto la lettura solo per poter rileggere dei passaggi che avevo apprezzato.
Una particolare menzione la meritano i personaggi: dal protagonista fino all’antagonista, le persone che si muovono nel romanzo sono tangibili. Laini Taylor non si perde nella vecchia concezione de “il buono è buono e il cattivo è cattivo”, noi abbiamo accesso ai pensieri degli antagonisti e, ascoltando le loro ragioni, è anche difficile odiarli.
Credo questo sia un traguardo cui tutti gli scrittori dovrebbero mirare.
A mio giudizio, il romanzo merita un 9,5/10. Lo consiglierei a chi ha voglia di leggere un fantasy diverso dall’ordinario, in cui magia e mondo reale si fondono costantemente. Il libro è pensato per i giovani lettori, credo però che un ragazzo troppo piccolo non sarebbe in grado di apprezzarlo a fondo: temo che le lunghe descrizioni, da me tanto amate, gli sembrerebbero una palla micidiale.

*Volpe