Stelle di cannella (Zimtsterne) – Ricetta

Le stelle di cannella, o Zimtsterne, sono dolcetti tipici della Germania e dell’Austria e anche di alcune regioni settentrionali del nostro paese e, insieme ai Lebkuchen, vengono tradizionalmente preparati in occasione delle festività natalizie.
Stelle di cannella è, inoltre, il titolo di uno dei romanzi più famosi di Helga Schneider e nel romanzo il protagonista, David, ne è ghiotto.

Ma come si preparano questi dolcetti? Spulciando su internet si trovano numerose ricette, questa è quella che ci ha convinto maggiormente.

Ingredienti per 20 biscotti ca

  • 250 gr di mandorle
  • 4 cucchiai di farina 00
  • 250 gr di zucchero
  • 3 cucchiaini di cannella in polvere
  • 1 bustina di vanillina
  • 3 albumi
  • la buccia grattugiata di una arancia
  • 4 cucchiaini di succo d’arancia
  • 125 gr di zucchero a velo

Procedimento

Tritare le mandorle finemente e unirle alla farina, allo zucchero, alla cannella in polvere e alla vanillina. Aggiungere gli albumi e la scorza d’arancia facendo amalgamare bene gli ingredienti.
Ottenuto un impasto omogeneo, creare un panetto e lasciare a riposare in frigorifero per almeno un’ora avvolto nella pellicola trasparente.
Terminato il tempo di riposo, stendere l’impasto con un mattarello facendo una sfoglia alta circa mezzo centimetro e ritagliare le stelline usando delle formine (siccome io odio buttare via le cose, potete utilizzare anche altre formine e stendere l’impasto più volte così da non sprecare lo scarto delle stelline).
Preparare una teglia con un foglio di carta da forno e infornare le stelline a 180° per 10 min ca (forno ventilato) o a 190° per lo stesso tempo (forno statico); dovranno essere dorate all’esterno e morbide dentro (aiutatevi con la prova dello stecchino).

La glassa tende a solidificare abbastanza velocemente, per cui vi consiglio di prepararla solo a stelline sfornate.
Per prepararla versare in una ciotola il succo d’arancia e aggiungere lo zucchero a velo un poco alla volta fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo (in alternativa si può utilizzare la ghiaccia reale classica).
Con un cucchiaino, prendere un po’ di glassa alla volta, metterla al centro della stella e distribuirla aiutandosi con uno stuzzicadenti (se non siete dei pasticcioni come la sottoscritta, potete anche prendere i biscotti e immergerli nella glassa per un lato, lasciandoli poi ad asciugare sulla carta da forno).

Le Zimtsterne sono pronte! Potete conservarle a temperatura ambiente per 30 giorni meglio se in un contenitore.

Guten Appetit und Fröhliche Weihnachten!

*Devyani

Stelle di cannella

STELLE DI CANNELLA

Autore:  Helga Schneider
Anno:  2002
Editore:  Salani

.: SINOSSI :.

l’inverno del 1932. A Wilmersdorf, un tranquillo e benestante quartiere di una città tedesca, il periodo natalizio è annunciato dalle grida gioiose dei bambini che giocano a palle di neve. Fra le famiglie che abitano tre case, i rapporti superano quelli del buon vicinato: David, figlio del giornalista ebreo Jakoob Korsakov, e Fritz, figlio del poliziotto Rauch, sono amici per la pelle e compagni di banco alla scuola elementare; la sorellastra di David è fidanzata con il figlio del noto architetto Winterloh; persino la gatta di Fritz e il gatto di David sono amici.

.: IL NOSTRO GIUDIZIO :.

Non è un libro per bambini.
La scrittura e le trame di Helga Schneider non brillano per romanticismo e per fronzoli e, forte dei temi trattati, scaraventano il lettore tra le pagine di un incubo che, purtroppo, ha interessato bambini, uomini, donne e famiglie “colpevoli” di essere ebree o di non appoggiare Hitler (come succede al protagonista de L’albero di Goethe).
In poco più di cento pagine, si viene trascinati in una quotidianità fatta di insulti, scritte in nero davanti ai cancelli che auspicano morte e guai, violenze psicologiche e umiliazioni che ritraggono fin troppo bene la cupa realtà che caratterizzava la vita degli ebrei d’Europa tra gli anni trenta e quaranta del novecento.
Pagina dopo pagina, paragrafo dopo paragrafo ci si sente spogliare delle proprie sicurezze: gli affetti, le attività più banali (come andare a scuola o a fare compere), il lavoro, il gioco, la famiglia; ogni aspetto viene colpito con autentica ferocia ricalcando il copione escogitato dal nazismo prima, e dal fascismo poi, per far sentire indesiderati e “indegni” di vivere persone che professavano una fede o che avevano idee diverse.
I personaggi sono tratteggiati senza troppo impegno e tanto i protagonisti quanto il loro seguito risulta un’accozzaglia di stereotipi e immagini che, per chi conosce la storia e le radici dell’antisemitismo in Germania, a volte risultano anacronistici.
Fritz, bambino tedesco e padroncino di una gatta bianca di nome Muschi, è il miglior amico di David, coetaneo ebreo e padroncino di un gatto nero di nome Koks; la scelta dei nomi, così comuni presso le rispettive culture a cui i due bambini appartengono, può far sorridere, ma è in realtà uno stratagemma che dà, in un certo senso, universalità alla storia. Non sono Rudy e Joachim, Werner e Isaac, Peter e Noah; sono, e possono essere, qualsiasi e nessun Fritz e David, qualsiasi e nessun bambino tedesco ed ebreo nella Germania degli anni ’30.
Un’espediente simile, anche se utilizzato per altri scopi, fu adottato da Celan nella sua poesia Fuga di morte (trad. Todesfuge) dove, per indicare tutte le donne tedesche ed ebre senza citarne nessuna in particolare, il poeta chiama in causa Margaretha e Sulamitha:

[… ] tuoi capelli d’oro Margarete
i tuoi capelli di cenere Sulamith.

Il messaggio della Schneider è cristallino: la storia raccontata in Stelle di cannella è quella di ogni bambino ebreo e di ogni bambino tedesco.
Una storia che è costellata di vittime tanto tedesche quanto ebree perché, se da una parte abbiamo la violenza che annichilisce e calpesta spingendo un bambino a chiedersi se la sua vita sia o meno degna di essere vissuta; dall’altra c’è la violenza sistematica e lecita di un sistema che strappa i bambini alle famiglie, li plagia e li trasforma a proprio uso e consumo senza farsi scrupoli.
Giudicare, alla luce di queste considerazioni, i protagonisti e la loro vicenda è pressoché impossibile e, se all’inizio si è portati a condannare la meschinità di Fritz e il suo fanatismo, verso i capitoli conclusivi la compassione che muove gli adulti nei confronti di questo bambino diventa la nostra.

Il voto è 5/10.
Come ho già detto in altre recensioni: un buon libro è tale se, oltre ad avere uno stile corretto e una trama convincente, riesce a comunicare bene con il pubblico a cui è indirizzato e, purtroppo, Stelle di cannella in questo fallisce.
La necessità di educare i più piccoli alla Memoria e alla consapevolezza di queste oscure pagine della nostra storia, non deve diventare il pretesto per dare sfogo alla violenza e alla cattiveria in nome della coerenza storica (se così fosse, tanto varrebbe mettergli tra le mani Sonderkommando Auschwitz di Shlomo Venezia).
Stelle di cannella tratteggia una Germania bianca e nera popolata da tedeschi senza coscienza e ebrei incapaci di reagire. La cattiveria la fa da padrone in tutte le pagine e il senso di oppressione è tale che, arrivati al climax, si è nauseati dai toni e dalle parole vergate dalla Schneider.
Alcune frasi, poi, sono del tutto inadatte ai lettori più giovani e la dovizia di certi particolari può alimentare, nelle menti più sadiche e prepotenti, curiosità che dovrebbero restare fuori dal mondo dei bambini.
Consiglio questo libro? Sì, ma a lettori maturi e non impressionabili: se volete capire cosa volesse dire essere ebrei in Europa sotto il nazismo, questo libretto fa per voi.

*Jo