Heartstopper ~ la saga

.: SINOSSI :.

Heartstopper 2: Nick e Charlie sono grandi amici. Nick sa che Charlie è gay, e Charlie è sicuro che Nick non lo sia. Ma l’amore percorre strade inaspettate, e Nick scoprirà parecchie cose sui suoi amici, sulla sua famiglia e su se stesso.
Heartstopper 3: Charlie non avrebbe mai pensato che Nick potesse ricambiare il suo sentimento, ma ora sono ufficialmente fidanzati, e Nick ha anche trovato il coraggio di dirlo a sua madre. Ma ora deve dirlo anche agli altri; e la vita non è sempre semplice, anche se hai accanto qualcuno che ti ama.  “Heartstopper” parla di amicizia, amore, lealtà, salute mentale. Unendo le storie private di Nick e Charlie, finisce per parlarci di qualcosa di più grande, che interessa tutti noi.
Heartstopper 4: Charlie non avrebbe mai pensato che Nick potesse ricambiare il suo sentimento, ma ora sono ufficialmente fidanzati, e Charlie si sente pronto a pronunciare le due fatidiche parole: “Ti amo”. Anche Nick prova lo stesso sentimento, ma ha qualche pensiero in più: non è ancora riuscito a dirlo a suo padre, e in più teme che Charlie soffra di disturbi alimentari. Mentre l’estate volge al termine e un nuovo anno scolastico sta per cominciare, i due ragazzi impareranno molte cose su cosa significhi amare.

.: IL NOSTRO GIUDIZIO :.

ATTENZIONE: la recensione che segue si riferisce ai volumi 2, 3 e 4 della saga di Heartstopper.
Il primo volume di Heartstopper mi aveva lasciata abbastanza indifferente e se non avessimo ricevuto gli altri tre ebook gratuitamente dalla casa editrice non avrei mai letto il resto della saga.
Il secondo volume ha semplicemente confermato le idee che avevo riguardo il primo: è una storia dolce, tenera che oltre a questo e dei disegni piacevoli da guardare ha poco altro. I protagonisti sono in due dimensioni con un carattere semplice e sviluppato quanto basta per far progredire la storia d’amore che è il vero fulcro attorno al quale la trama ruota.
I conflitti, rarissimi, si risolvono sempre nel giro di poche pagine tanto che il lettore non fa neanche in tempo a provare un po’ di tensione per come andrà avanti la storia: così come il problema è comparso svanisce e viene prontamente dimenticato.

Se i primi due volumi potevano essere considerati delle storie d’amore adolescenziali tenere e senza un grande spessore, il terzo e il quarto scivolano velocemente nel range di libri che considero più brutti che belli abbassando drasticamente la media complessiva della saga.

Il terzo è il volume che ho trovato in assoluto più problematico: innanzitutto è irrealistico. I primi due potevano essere credibili nel loro piccolo, il terzo perde completamente contatto con la realtà.
Un romanzo inclusivo che vuole trattare veramente il tema dell’omosessualità, delle problematiche relative all’omofobia e all’accettazione dell’altro non può permettersi di perpetrare a sua volta stereotipi dannosi: in questi libri gli etero sono omofobi e tutti i personaggi positivi (per non dire tutti i personaggi e basta) appartengono alla comunità LGBTQ+ o stanno con un personaggi che appartiene alla community. Questo modo di caratterizzare la community dividendo le persone in “noi” e in “gli altri” è dannoso: crea rivalità e non inclusione e mi sarei aspettata qualcosa in più da un romanzo che ha questo come obiettivo principale
In secondo luogo tutti i temi, soprattutto quello centrale ossia l’omosessualità, sono trattati con una superficialità disarmante. I problemi dei protagonisti sono di una leggerezza imbarazzante così come il modo in cui li affrontano: finalmente Nick questiona la propria sessualità e inizia ad interrogarsi su se stesso, sulla sua identità (ho apprezzato però che in questa parte del romanzo si parli delle etichette e si dica che non serve darsi un nome o essere parte di un gruppo per essere se stessi), ma i suoi problemi si risolvono in una manciata di pagine rendendo le uniche parti interessanti noiosissime. Chi, come me, ha provato questo tipo di sensazione e si è fatto questo tipo di domande sa benissimo che non sono situazioni che si risolvono così facilmente.
Sempre la leggerezza riguarda anche la mia terza critica al romanzo: in questo volume si scopre che Charlie ha disturbi alimentari ricollegabili al bullismo subito a scuola. Di questi problemi non si era mai fatto alcun accenno nei romanzi precedenti, cosa che è totalmente anti narrativa. Così come è stato introdotto in questo volume, il disturbo alimentare sembra solo un espediente per rendere la trama più romantica e dare al secondo protagonista qualcosa per cui preoccuparsi.
La trama del quarto volume è nuovamente soft, senza grandi (o gravi) colpi di scena: si parla prettamente del disturbo alimentare di Charlie e, finalmente, i personaggi crescono un po’. Da una parte il quarto volume non mi è piaciuto, sempre per la leggerezza con cui temi gravi sono affrontati, dall’altra invece ho apprezzato molto che alcune tematiche, come ad esempio il bisogno di non focalizzarsi esclusivamente sulla relazione ma di mantenere e coltivare amicizie e interessi esterni, che hanno reso il libro un po’ più maturo degli altri.

Il problema principale che ho riscontrato con questa saga è che non è stata scritta per far riflettere ma semplicemente per mettere sul mercato una storia tenera, e sicuramente lo è, che permetta di sognare e passare qualche momento di piacevole spensieratezza.
Questo è il motivo per cui non riesco a dare ad Heartstopper un voto che complessivamente superi il 5/10. Capisco sia una saga diretta principalmente a giovanissimi lettori, ma considerato il successo planetario che ha avuto (anche da miei coetanei, quindi persone che sfiorano i trent’anni) mi sarei aspettata molto di più. Un romanzo bello, che a mio avviso esplora molto bene il tema dell’omosessualità è Promettimi che ci sarai, consiglio a chi ha amato Heartstopper di dargli un’occasione!

*Volpe

Heartstopper

.: SINOSSI :.

Charlie e Nick frequentano la stessa scuola ma non si sono mai incontrati… fino al giorno in cui si trovano seduti l’uno accanto all altro. Diventano subito amici. Anzi di più. Charlie si innamora perdutamente di Nick, anche se pensa di non avere alcuna possibilità. Ma l’amore è sempre sorprendente, e anche Nick si scopre attratto da Charlie. Molto più di quanto entrambi potessero immaginare.

.: IL NOSTRO GIUDIZIO :.

Più che una graphic novel la definirei una “comfort graphic novel”, perché Heartstopper coccola il lettore con continue carezze e dolcezze.
Purtroppo non sono diventata una fan sfegatata di questa serie e non credo di voler leggere i prossimi volumi. Penso l’autrice si sia persa l’ottima occasione di parlare, bene, di temi attuali e stimolanti per dedicarsi invece alla stesura di una semplice storia d’amore. C’è un solo momento, una sola battuta su quasi trecento pagine, in cui il tema dell’omosessualità viene affrontato in maniera dignitosa, ossia quando l’insegnante di ginnastica rimprovera i compagni di squadra dei due protagonisti ricordando loro che l’aspetto fisico non è sufficiente ad etichettare una persona come etero od omosessuale. Considerata, appunto, che uno dei due personaggi ha molte difficoltà nel capire il proprio orientamento sessuale (cosa che può succedere alle persone che si trovano alle loro prime esperienze con persone dello stesso sesso), l’autrice avrebbe potuto creare un testo in grado di essere d’ispirazione per quei lettori che stanno ancora scoprendo loro stessi e sentono il bisogno di essere supportati.
Per il resto, Heatstopper è una normale storia d’amore tra due adolescenti, ricca di tutti quei cliché che la rendono sia dolce sia un po’ banale e prevedibile. Insomma, il problema più grosso è che i protagonisti potrebbero essere tranquillamente scambiati di posto con due ragazze o con una coppia eterosessuale e non cambierebbe sostanzialmente niente nella narrazione.

La trama è pressoché inesistente: i due giovani protagonisti si incontrano, fanno amicizia, si piacciono e si innamorano nel giro di pochissime pagine. Al di là dell’ex fidanzato di Charlie, arco narrativo che si risolve in un batter d’occhio, non esiste un antagonista che renda la narrazione movimentata e non ci sono colpi di scena.
Gli altri personaggi sono comparse senza alcuna caratterizzazione, semplicemente finalizzati allo sviluppo della storia d’amore tra Nick e Charlie.
Quello che mi piaciuto di più è forse l’aspetto grafico: i colori della copertina, una palette molto primaverile, così come il tratto del disegnatore che riempie tutto il romanzo, rendono bene l’idea di “comfort novel” di cui vi parlavo prima. Il libro sprigiona dolcezza dalla copertina fino all’ultima pagina.
I disegni mi sono piaciuti davvero: sebbene siano molto semplici, il lettore non ha alcuna difficoltà ad identificare i personaggi e le loro differenze sono chiare anche ad un primo sguardo, cosa che è davvero apprezzabile.

A mio avviso, la graphic novel merita un 6.5/10. Capisco benissimo perché sia piaciuta: è comunque una storia davvero molto tenera che fa sentire bene e questo è innegabile. Credo sia adatta ad una domenica pomeriggio, quando ci si vuole prendere del tempo per sé e si sente il bisogno di essere coccolati.
Fortunatamente, nonostante sia una storia colma tanti piccoli stereotipi, mancano quelli che definirei “gravi”: Nick non è il tipico bad boy, anzi è un personaggio molto dolce che ha davvero a cuore Charlie; Charlie non è né imbranatissimo né senza personalità e, tutto sommato, è piacevole vederlo fare i conti con un sentimento crescente verso quello che sembra un ragazzo assolutamente irraggiungibile (dal suo punto di vista, perché da quello del lettore è tutto abbastanza palese).

*Volpe