Wizarding World ~ Booktag

Capitolo 1: Il bambino che è sopravvissuto
E’ con queste poche parole che J.K. Rowling ha affascinato migliaia di lettori portandoli con sé in un viaggio lungo sette libri. Questa avventura, però, continua ancora oggi nel cuore di tutti quelli che hanno amato la saga e negli occhi delle nuove generazioni che stanno scoprendo, magari proprio in questo momento, le storie del maghetto più famoso del mondo.
Harry Potter nasce il 31 luglio 1980 e oggi compie quarantadue anni: noi non abbiamo torte rosa con scritte verdi da regalargli, ma vogliamo comunque festeggiarlo perché infondo ha fatto parte anche della nostra infanzia di lettrici. Come lo festeggiamo? Dedicandogli una booktag, ovviamente!

1. #HARRYPOTTER – un romanzo che ha per protagonista un orfano
VOLPE: Tenebre e Ossa, Leigh Bardugo
JO: L’ombra del vento di Carlos Ruiz Zafón

2. #HERMIONEGRANGER – un romanzo sui libri
VOLPE: Di che cosa paliamo quando parliamo di libri di Tim Parks,
JO: L’uomo che scrisse la Bibbia di Marco Videtta

3. #RONWEASLEY – un romanzo familiare
VOLPE: I leoni di Sicilia di Stefania Auci
JO: I Viceré di Giovanni de Roberto

4. #REMUSLUPIN – un romanzo in cui compare almeno un lupo
VOLPE: Zanna Bianca di Jack London
JO: Il libro della giungla di Rudyard Kipling

5. #NEWTSCAMANDER- un romanzo con tematiche ambientali
VOLPE: Il Mondo Sommerso di J.G. Ballard
JO: Il libro della vita e della morte di Deborah Harkness

6. #GELLERTGRINDELWALD – un romanzo ambientato durante la seconda guerra mondiale
VOLPE: La Macchina del vento di  Wu Ming
JO: L’amico ritrovato di Fred Uhlman

7. #MINERVAMCGRANNIT – un romanzo “che cambia”
VOLPE: Piranesi di Susanna Clarke
JO: Il Gattopardo di Tomaso di Lampedusa

8. #ALBUSSILENTE – un “mattone”
VOLPE: Il nome della Rosa di Umberto Eco
JO: Dune di Frank Herbert

9. #VOLDEMORT- un romanzo con una battaglia tra bene e male
VOLPE: Mordred di Nancy Springer
JO: Le cronache di Narnia di C.S. Lewis

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Stelle, eroi, animali e vecchie conoscenze: l’etimologia dei nomi e dei cognomi della saga di Harry Potter (parte 1)

Un nome, si sa, non è mai solo un nome: nessuno, a meno che non abbia una spiccata vena ironica, chiamerebbe mai un prode cavaliere “Cippi” né userebbe un nome dolce e musicale come “Mussolina” (se non sapete cosa sia la mussolina vi lascio questo link) per un feroce drago.
Omen Nomen, dicevano gli antichi: nel nostro nome è contenuto il nostro destino e, per questo motivo, “battezzare” i personaggi del proprio romanzo non è mai un compito facile e, nonostante le fonti di ispirazione non manchino, non sempre trovare il nome perfetto è così facile.
Nella saga di J.K. Rowling troviamo un’infinità di personaggi e se per qualcuno indovinarne l’etimologia è abbastanza facile, per altri invece bisogna investigare un po’ per scoprirne non solo il significato ma anche lati del carattere non particolarmente tratteggiati nei romanzi.

HARRY POTTER“non ci sarà bambino nel nostro mondo che non conoscerà il suo nome” diceva Minerva Mc Grannit nelle prime pagine di Harry Potter e la pietra filosofale e, in effetti, per un’intera generazione il nome Harry fa subito pensare al piccolo mago occhialuto. Il nome Harry deriva dal germanico Heimirich e si compone di due parti heim “casa/patria” and ric “guida”; nel corso dei secoli il nome è andato in contro ad una serie di varianti e se in Germania e in Italia il nome sopravvive in una forma abbastanza fedele all’originale, Heinrich ed Enrico, nei paesi anglosassoni e francofoni troviamo le varianti che più si avvicinano al nome del maghetto: Henri (Francia), Henry e Harry.
E il cognome? L’etimologia di Potter non è certa e, sebbene i più concordino sulla traduzione di “ceramica” o “inerente alla ceramica”; la stessa autrice ha spiegato di aver preso in prestito il cognome da uno dei suoi amici.

RONALD WEASLEY – Forse il secondo personaggio più famoso della saga: Ron, insieme alla sua numerosa famiglia, è la spalla di Harry Potter e lo accompagna ovunque gettando più di una volta il cuore oltre l’ostacolo per aiutare i propri amici.
Anche l’origine del nome Ronald (abbreviato Ron) è germanica, Ragnvaldr, e si compone di due parti regin “consiglio” and valdr “potente/valido”. Diffuso sopratutto nei paesi anglossassoni nelle varianti Ronald e Reynold, in Italia è presente come Rinaldo.
Il cognome Weasley, invece, è un chiaro riferimento alla donnola animale a cui, secondo la tradizione, è attribuita la capacità di guardare oltre alle apparenze smascherando così le falsità.

HERMIONE GRANGER – La streghetta più brillante della saga può vantare un nome tutt’altro che banale e ricco di storia. Nonostante Hermione de Un racconto d’Inverno di William Shakespeare, abbia privato la strega dell’esclusiva nel pantheon della letteratura inglese; le origini del nome sono ancora più antiche e risalgono alla mitologia classica.
Hermione, infatti, non è solo la figlia di Elena e Menelao, ma è anche la versione femminile di Hermes: il celebre messaggero degli dei e protettore di viaggiatori, scrittori, ladri (ricordiamo tutti la piccola incursione tra le scorte di Piton), oratori, atleti e mercanti.
Tuttavia, è analizzando il cognome del personaggio che emergono i dettagli più interessanti. Il cognome Granger è stato preso in prestito dal romanzo Fahrenheit 451 di Bradbury: l’autore statunitense affidò al suo Granger, un intellettuale ribelle, la guida di uno dei gruppi di dissidenti impegnati a salvare i libri.

ALBUS DUMBLEDORE – Amato ed odiato, Albus Silente (Dubledore nella versione originale) ha lasciato un segno nei nostri cuori e, almeno una volta, tutti noi lo avremmo voluto come preside… almeno prima di leggere il settimo romanzo.
La traduzione italiana è quanto mai lontana da quella inglese. Pur non essendoci una reale corrispondenza tra il cognome Dumbledore e una qualsiasi parola inglese, è possibile notare una certa assonanza con il termine Bumblebee: calabrone. Più di una volta, infatti, Albus Silente viene descritto mentre passeggia nervosamente su e giù borbottando tra sé e sé producendo un rumore simile a quello di un calabrone (o di un bombo) in volo: un personaggio tutt’altro che silente come invece lascia pensare la traduzione nostrana.

GILDEROY LOCKHART – Come dimenticare il pomposo e vanitoso professore di difesa contro le arti oscure? Gilderoy Lockhart (Allock) compare nel secondo capitolo della saga e, suo malgrado, si ritrova catapultato al centro dell’azione e sulla soglia della Camera dei Segreti.
Se in italiano la traduzione si è maggiormente concentrata sul cognome (da Lockhart ad Allock) giocando su una divertente assonanza tra il nome e la sua somiglianza con il termine allocco (considerato il meno brillante dei rapaci); la versione inglese pone l’accento sulla sua natura truffaldina ed opportunista.
Lockhart è composto da due parole lock “chiuso” e hart>heart “cuore”: un cuore chiuso tipico di una persona egocentica affatto interessata ad aiutare il prossimo.
Ancor meno lusinghiero, però, è il nome che deriva dal verbo inglese to gild “dorare”(un’azione ben diversa da to plate “placcare”) che allude a qualcosa di bello solo esteriormente.

ARGUS FILCH – Argus Filch, Gazza nella versione italiana, ha decisamente rivoluzionato l’idea del bidello trasformandolo da, amico di tutti gli scolari, a custode implacabile dei corridoi.
Il nome Argus è la versione latinizzata di Argo: un nome molto diffuso nella mitologia greca. Argo è, infatti, il nome della nave utilizzata da Giasone e dagli Argonauti per recuperare il vello doro, e anche il cane di Ulisse, l’unico membro della corte a riconoscere il padrone sotto mentite spoglie, porta questo nome.
Pur avendo tratti in comune con il fedele amico a quattro zampe del condottiero greco (la lealtà al proprio lavoro e la sua vocazione di custode del castello di Hogwarts), Argus Filch deve il suo nome ad Argo Panoptes: un gitante che, secondo il mito greco, era dotato di cento occhi il che lo rendeva, oltre che difficile da ingannare, sempre vigile e pronto ad intervenire.
Anche il cognome Filch, Gazza in italiano, non è stato scelto a caso: entrambe le traduzioni pongono l’accento sulla leggera cleptomania del personaggio che è solito requisire e rubacchiare tutti gli oggetti lasciati incostoditi o che non dovrebbero trovarsi ad Hogwarts. In inglese il verbo to filch significa appunto “rubacchiare” (per l’esattezza “rubacchiare e nascondere”) ed è usato per descrivere, tra le altre cose, l’attitudine delle gazze a ladrare oggetti brillanti per portarli nel proprio nido.

*Jo

Animali Fantastici e come evocarli: i patronus più rari del mondo di Harry Potter e il loro significato

Uno degli incantesimi più complicati che vengono insegnati alla scuola di magia e stregoneria di Hogwarts è senza dubbio Expecto Patronum.
A differenza degli altri incantesimi, l’Expecto Patronum è considerato un incantesimo “soggettivo”: che si basa sui ricordi e le emozioni di chi lo lancia; una sfida ben più ardua di un semplice movimento di bacchetta e di una formula ben recitata.
Già dal terzo capitolo della saga, questo incantesimo entra, con un ruolo tutt’altro marginale, nella trama ma è solo nel quindi romanzo che viene approfondita la sua natura e i suoi usi.
Sempre ne L’Ordine della Fenice, vengono inoltre presentati i patroni corporei dei personaggi principali.
L’universo creato da J.K. Rowling è popolato da creature fantastiche appartenenti a mondi e culture differenti tra di loro e, nonostante i patronus tendano a prendere le sembianze di animali “comuni”(quasi babbani), alcuni solo maghi riescono ad evocare un patronus corporeo con le sembianze di un animale magico.
In questo articolo vi spiegheremo il significato di alcuni di questi animali fantastici: dai più comuni e famosi fino a soffermarci su alcune creature comparse in Animali fantastici e dove trovarli e I crimini di Grindelwald.

.: FENICE :.

La fenice è il Patronus e l’animale da compagnia di Albus Silente. In ogni tempo e luogo è conosciuta per la sua natura immortale e per la sua capacità di risorgere dalle proprie ceneri.
La fenice è collegata all’idea di rinnovamento e di purificazione e alle pratiche alchemiche. La fenice si distrugge e si crea da sola e, di conseguenza, non riconosce l’autorità di nessuno. Da un punto di vista spirituale la morte e la rinascita della fenice rappresentano il processo di redenzione e purificazione di un’anima e il mutamento spirituale di una persona.

.: DRAGO :.

Il drago è uno di quei patronus più rari e non ha bisogno di presentazioni.
Animale mitologico per eccellenza: il drago è una creatura ricorrente in tutte le culture e le tradizioni del mondo e può vantare una lunga serie di significati, non che una più che nutrita letteratura.
Nella cultura occidentale, esso è spesso associato al serpente e, di conseguenza, all’idea di malvagità e pericolo.
Fin dagli albori della civiltà greca, è raffigurato come il mostro da cui salvare principesse e città e la sua cattiva reputazione si consolida nel medioevo dove viene spesso utilizzato come allegoria del diavolo, del peccato e anche del paganesimo.
Al contrario, presso i popoli dell’estremo oriente, il drago rappresenta il cosmo e l’ordine universale: è un simbolo buon auspicio ed è uno dei segni dello zodiaco cinese.
Il drago è l’animale che meglio incarna l’idea di forza e di totalità, infatti egli è considerato l’unione dei quattro elementi: corpo di rettile (terra), ali (aria), fuoco e tane costruite presso grotte umidi e paludi (acqua).

.: UNICORNO :.

L’unicorno è una delle immagini più ricorrenti nei bestiari medievali e da sempre stuzzica la fantasia di scrittori e sognatori.
Il timido cavallo con il corno in mezzo alla fronte è forse una delle creature che meglio incarna il concetto di “magia” e, di fatto, è uno degli animali più usati per rappresentare la letteratura fantastica.
La sua natura timida, mite e riservata hanno fatto sì che l’unicorno venisse associato all’universo femminile, ai suoi vizi e alle sue virtù: se infatti l’unicorno è simbolo di purezza (stando alla leggenda solo le vergini possono avvicinarlo), gentilezza e saggezza, è anche vero che è anche associato alla frivolezza e alla vanità.
In senso più lato l’unicorno racchiude in sé ideali di forza, energia, libertà, indipendenza, spiritualità e nobilità, motivo per cui esso compare, insieme al leone, nello stemma reale del Regno Unito.

.: CAVALLO ALATO :.

Il cavallo alato Pegaso è uno dei cavalli più famosi e affascinanti dell’universo fantastico.
Nato, secondo la tradizione, dal sangue di Medusa: questo animale è il degno compagno di dei ed eroi.
Stando alle leggende, domare un cavallo alato è un’impresa pressoché impossibile e proprio per questo motivo Pegaso incarna, come molti dei suoi parenti equini, ideali di libertà, indipendenza ed è un simbolo apprezzato anche da chi non ama adeguarsi al conformismo: infatti la sua rappresentazione più comune, rampante e con le ali spiegate, è un chiaro invito a cercare la propria strada e a puntare in alto.

.: SALAMANDRA :.

Simbolo alchemico per eccellenza la salamandra (o salamandra di fuoco) è un animale tutt’altro che scontato sospeso fra realtà e fantasia.
Raffigurata come una grossa lucertola (o un drago senza ali), essa è presente nei bestiari e nei libri di alchimia come animale legato al fuoco, al calore e, in ultimo, alla vita e, per questo, ricorre come allegoria di Cristo.
Tuttavia, la fama della salamadra di fuoco non si ferma al medioevo e anche nella letteratura contemporanea e nelle produzioni cinematografiche essa ricorre come simbolo del fuoco: i pompieri di Fahrenheit 451 la adottano come loro emblema per via della sua capacità di resistere alle fiamme e in Frozen – Il segreto di Arendelle, la regina Elsa doma lo spirito del fuoco incarnato in una salamadra color ceruleo.
Altra dote della salamadra, forse attribuitale per via dei suoi occhi grandi e sporgenti, è quello della profezia.
Come tutti gli anfibi, la salamandra si distingue per la sua vitalità (altro tratto in comune con il fuoco) e per la sua velocità: è per questo che, tra i suoi connotati troviamo, oltre alla vita e alla luce, anche la vivacità (sia fisica che intellettuale e spirituale), l’energia, la forza e la passione.

.: THESTRAL :.

Considerato un presagio di morte e di sventura, l’opinione pubblica sul thestral e la sua reputazione sono tutt’altro che lusinghiere.
Il thestral è il patrono degli incompresi e degli anticonformisti, di coloro che non si fermano alle apparanze ma indagano cercando di cogliere la vera essenza delle cose.
Pur non potendo contare su un aspetto particolarmente accattivante, il thestral ha uno spirito docile e gentile, protettivo e devoto nei confronti di coloro che riescono a guadagnarsi la sua fiducia. Come il cavallo alato, il thestral incarna ideali di dinamismo e libertà, ma ha anche un legame stretto con l’introspezione e denota un carattere leale.

.: IPPOGRIFO&GRIFONE:.

L’ippogrifo è forse una delle creature mitologiche più antiche e affascinanti: metà cavallo, metà leone e metà aquila; esso compare nelle leggende greche e romane e, attraverso il medioevo, viene consacrato quale cavalcatura di eroi e paladini.
I bestiari medievali consacrano l’ippogrifo, e il grifone (sua variante privo di caratteristiche equine), come il re di tutti gli animali perché nato dalla fusione di un leone (il re indiscusso della foresta e della terra ferma) e dell’aquila (la signora dei cieli).
Nonostante le numerose leggende che lo riguardano, il primo a darne una descrizione accurata è Ariosto che affianca questa creatura portentosa ai suoi paladini permettendogli così di compiere imprese leggendarie e viaggi impensabili per un uomo del rinascimento.
L’ippogrifo è un animale altero e nobile e, per questo, doppiamente pericoloso: di carattere indipendente, è tuttavia disposto a farsi domare solo da chi ne è veramente degno e, per questo, è spesso considerato il destriero di eroi, cavalieri e stregoni.

.: OCCAMY :.

Presentato nel film Animali fantastici e dove trovarli, l’occamy è una delle creature più affascinanti e allo stesso tempo pericolose del mondo magico: caratteristiche che si riscontrano anche nei patronus corporei che assumono questa forma.
Creatura dai natali orientali, nonostante la sua somiglianza con il serpente piumato delle civiltà mesoamericane, l’occamy è un gigantesco bipede con corpo da serpente e volto da uccello noto agli zoologi del mondo magico per la sua capacità di adattarsi perfettamente per riempire lo spazio circostante riuscendo così a modificare le proprie dimensioni a seconda della necessità.
La caratteristica che contraddistingue l’occamy è il suo istinto materno che lo spinge ad essere molto protettivo nei confronti di quelli che considera come parte della famiglia.

*Jo

Ehi, le sorprese non sono finite. Clicca qui per saperne di più.

Harry Potter Booktag

1. #LA PIETRA FILOSOFALE – Un libro che ha per protagonista un orfano.
VOLPE: Hunger Games di Suzanne Collins
JO: Storia di una ladra di libri di Mark Zusak

2. # LA CAMERA DEI SEGRETI – Un libro in cui c’è un segreto da svelare o un mistero da risolvere.
VOLPE: Una storia semplice di Leonardo Sciascia
JO: L’ultimo cacciatore di libri di Matthew Pearl

3. #IL PRIGIONIERO DI AZKABAN – Un libro in cui si denuncia un’ingiustizia.
VOLPE: Fahrenheit 451 di Ray Bradbury
JO: Il buio oltre la siepe di Harper Lee

4. #IL CALICE DI FUOCO – Un libro in cui il protagonista deve affrontare numerose sfide.
VOLPE: Illuminae di Amie Kaufman
JO: Metro 2033 di Dmitry Glukhovsky

5. #L’ORDINE DELLA FENICE – Un libro che ha per protagonista un gruppo di amici.
VOLPE: Il mezzo Re di Joe Abercrombie
JO: Lo Hobbit di J.R.R. Tolkien

6. #IL PRINCIPE MEZZOSANGUE – Il libro in cui hai letto la morte più tragica.
VOLPE: L’eleganza del riccio di Muriel Barbery
JO: Suite Francese di Irene Nemirovsky

7. #I DONI DELLA MORTE – La saga che avresti voluto non finisse mai.
VOLPE: Mi tocca essere scontata e dire la saga di Harry Potter…
JO: Non essendo un’amante delle saghe non so che romanzi nominare

Le Fiabe di Beda il Bardo

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LE FIABE DI BEDA IL BARDO

Autore: J.K. Rowling (Aka “Beda il Bardo”)
Casa editrice: Lumos
Anno: 2008

.: SINOSSI :.

Il volume “Le Fiabe di Beda il Bardo” raccoglie storie scritte per giovani maghi e streghe. Sono state popolari favole serali per secoli, perciò “Il Pentolone Salterino” e la “Fonte della Buona Sorte” sono altrettanto familiari a molti studenti di Hogwarts quanto Cenerentola e la Bella Addormentata nel Bosco lo sono ai bambini Babbani (non magici). È un volume lasciato da Albus Silente a Hermione Granger nel settimo e ultimo libro della serie, “Harry Potter e i Doni della Morte”, e rivela indizi cruciali per il compimento della missione di Harry volta alla distruzione degli Horcrux di Lord Voldemort. Questa edizione include le “Fiabe”, tradotte dalle rune originali da Hermione Granger e illustrate dalla stessa Rowling, ma anche i commenti del Professor Albus Silente, su gentile concessione dell’Archivio dei Presidi di Hogwarts. Il volume è pubblicato su iniziativa del Children’s High Level Group (CHLG), istituzione benefica inglese fondata da J. K. Rowling e dalla parlamentare europea Emma Nicholson, allo scopo di migliorare la vita dei bambini disagiati in tutta Europa.

.: IL NOSTRO GIUDIZIO :.

Le fiabe contenute in questo breve libro, corredate da un fantomatico commento di Albus Silente in persona, sono tutto fuorché semplicissime storie per bambini. Certo, anche i più piccoli possono apprezzarle, ma non credo che andrebbero oltre tanto quanto farebbe un vero e proprio fan della saga di Harry Potter.
Ho trovato davvero interessanti i commenti di Silente: letti dopo aver completato l’intera saga del giovane maghetto, hanno dato una nuova luce all’ipocrisia latente di questo personaggio che, diciamocelo, predica bene ma razzola male.
Questa bella trovata l’ho rilevata soprattutto nell’ultima storia “The Tale of the three brothers”, dove si parla dei doni della morte e della loro estenuante ricerca da parte di maghi che avevano la presunzione di poter controllare ciò che attenderà, infine, tutti noi. Giustamente, gli spoilers non sono ammessi in una recensione e non posso completare del tutto la mia riflessione per lasciare il piacere a chi non ha letto la saga, di scoprire da sé di cosa sto parlando.
Alcune delle favole mi hanno lasciato un bel ricordo, altre devo dire che le dimenticherò piuttosto in fretta. Trovo comunque carino che la Rowling abbia voluto scrivere questo volume del quale si è parlato tanto ne “I Doni della Morte”.
In inglese rende molto meglio rispetto che la traduzione italiana.

Do al volume un 8/10, attendendo fiduciosa la recensione del mio cucinotto di 10 anni. Consiglio il libro agli amanti della saga, specie quelli che hanno un bambino con il quale condividere queste piccole perle di saggezza e morale.

*Volpe

College of Wizardry – In Polonia imparare la magia è possibile!

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Un castello che sembra uscito da una favola slava, aule, dormitori e sfide avvincenti, e poi incantesimi, pozioni e quel pizzico di mistero capace di trasformare un’esperienza come quella del gioco di ruolo in qualcosa di magico.
Il castello di Czocha non è solo un gioiello della storia medievale polacca. Tra le sue mura nasconde uno dei progetti di gioco di ruolo dal vivo (larp) più ambiziosi e avvincenti d’Europa.
Varcato il cancello di questo castello del quattrocento, i visitatori diventano a tutti gli effetti degli studenti della scuola del College of Wizardry, la scuola di magia e stregoneria di Czocha, e esattamente come accade a chi frequenta il primo anno nella celebre scuola di Hogwarts vengono smistati in una delle cinque squadre (il corrispettivo delle case create da J.K. Rowling), ciascuna delle quali ha un proprio simbolo e una propria “filosofia”:

Durentius, simboleggiata da un gallo, si distingue per l’importanza che viene data alla diligenza e al valore.
Molin, simboleggiata da un golem di pietra, insegna ai suoi studenti la lealtà e l’intuito.
Sendivogius, simboleggiata da una fenice, sprona i suoi membri ad agire con coraggio e onore.
Faust, simboleggiata da un drago, incoraggia gli studenti a perseguire la conoscenza e il potere.
Libussa, simboleggiata da un leone, invita i propri membri ad agire con creatività e lungimiranza.

Come nella saga di Harry Potter: i membri delle cinque case potranno accrescere il prestigio della loro fazione guadagnando punti grazie alle attività didattiche previste.
Lo smistamento è solo una delle sorprese che attende gli aspiranti giovani maghi iscritti a questa scuola: in base al livello di esperienza del giocatore, il visitatore potrà interpratare uno studente o, nel caso dei giocatori più esperti, impersonare un docente, un caposcuola o una carica di prestigio all’interno del college.
Tra le attività proposte ci sono ovviamente le lezioni e, tra i corsi offerti, vi sono ovviamente corsi di difesa contro le arti oscure, divinazione e pozioni, mentre tra le attività ricreative non può certo mancare il famosissimo Quidditch.

Ed ora qualche informazione.
L’iscrizione a questo gioco di ruolo ha un costo che oscilla tra i 200 e i 300 euro, possono iscriversi giocatori dal tutto il mondo a patto che siano maggiorenni (alla prima edizione gli iscritti erano quasi 200 provenienti da 11 paesi diversi).
Le campagne durano quattro giorni e nel corso della partita ai giocatori vengono garantiti, oltre al vitto e all’alloggio, anche le divise, gli accessori e i libri di testo.
Maggiori informazioni sugli eventi e sulle modalità di iscrizione si possono trovare sul sito ufficiale del college e sulla sua pagina facebook.

*Jo

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“Expecto Patronum!” – La simbologia degli animali nella saga di “Harry Potter”

Nel terzo capitolo della saga di Harry Potter, Harry Potter e il prigioniero di Azkaban, J.K. Rowling ha introdotto un incantesimo che, fin dalla sua prima apparizione, ha stuzzicato la fantasia dei lettori e che, romanzo dopo romanzo, ha acquistato sempre maggiore importanza assolvendo ai più svariati compiti.
Si tratta dell’incantesimo “Expecto Patronum”, che come funzione primaria ha quella di difendere il mago o la strega che lo evoca dagli attacchi di creature come i Dissennatori o i meno noti Lethifold.
Come per gli altri incantesimi presenti nella saga, anche l’etimologia di questa formula sembra essere latina e si potrebbe tradurre come “Aspetto il patrono” “Aspetto il mio protettore”: un’interpretazione coerente con lo scopo principale del Patronus.patronus
Oltre a proteggere il mago o la strega che lo evoca, il Patronus viene impiegato dai membri dell’Ordine della Fenice per comunicare tra di loro in caso di necessità o pericolo.
Contrariamente a quanto si possa pensare, evocare un Patronus corporeo, che assume cioè una forma animale, è molto difficile e la maggior parte delle persone riesce ad evocare un Patronus incorporeo che assomiglia ad una nuvola di fumo luminescente.
E’ opinione comune che i Patronus si presentino sempre nella stessa forma, tuttavia, in seguito ad una forte emozione, un trauma o un momento particolarmente difficile, il Patronus può cambiare aspetto così come succede a quello di Nymphadora Tonks.

Nel corso della saga sono diversi i maghi e le streghe che dimostrano di saper evocare un Patronus corporeo e per ognuno di essi J.K. Rowling ha scelto con cura l’animale protettore, attingendo alla simbologia celtica, alla tradizione anglosassone, ai bestiari  o all’immaginario collettivo per assegnare a ciascun personaggio il suo patrono ideale.
Il Patronus non è solamente l’animale che protegge il mago o la strega, ma in senso più lato può essere considerato lo spirito guida, il totem, della persona che lo evoca.

.: CERVO :.

Il cervo e la cerva (o il cerbiatto) sono tra i Patronus più gettonati e sono associati a quattro personaggi diversi: James Potter, Lily Potter, Harry Potter e Severus Piton; e rappresentano rispettivamente il principio maschile e quello femminile.
Il cervo è simbolo di rigenerazione e nell’antica Grecia questo animale era sacro agli déi del sole e della saggezza Apollo e Athena: rispettivamente la luce e la purezza. La natura “dominante” del cervo lo rende estremamente territoriale, malgrado la sua natura tendenzialmente riservata, la sua dedizione al branco fanno sì che in condizioni di pericolo esso arrivi a sacrificare se stesso per salvare la propria famiglia.
La cerva, e il cerbiatto, sono simbolo di pace, di benevolenza non che incarnazione di tutto ciò che è dolce e gentile. La cerva è una creatura materna, umile e fiduciosa; la sua presenza ispira calma e aiuta a raggiungere una maggiore consapevolezza di se stessi e del mondo circostante.

.: CANE :.

Per antonomasia il cane è per antonomasia l’animale che incarna i valori di amicizia, lealtà e fedeltà. L’indole di questo animale è altruista e di conseguenza, chi lo ha come Patronus, ha un animo gentile e tollerante.
Il cane non è solo simbolo di amicizia e lealtà, ma è anche il custode per eccellenza.
Nella saga sono due i personaggi legati a questo animale: Ron Weasley (il cui Patronus è un Jack Russel Terrier, un cane specializzato nella caccia alla lontra) e Sirius Black (un cane nero nella sua forma di animagus).
In entrambi i casi la correlazione tra animale e mago non potrebbe essere più perfetta.

.: LONTRA:.

La lontra è un animale di terra e allo stesso tempo è perfettamente a suo agio anche nell’acqua. Per i celti la lontra era l’animale a cui rivolgersi per chiedere aiuto e protezione nei momenti di crisi o di ricerca interiore.
L’indole della lontra rende questo animale incredibilmente allegro e curioso, pur non vivendo in branco, questo animale si distingue per la fedeltà e la lealtà che dimostra verso il proprio partner.
Chi ha questo animale come Patronus si distingue per il suo carattere curioso, deciso, fantasioso e per l’intelligenza vivace: il patrono perfetto per Hermione Granger.

.: CAVALLO :.

Il  cavallo è  un animale fortemente legato al cuore: è per sua natura istintivo, energico, mosso dagli istinti e dal suo amore per la libertà.
Malgrado la sua indole indipendente, il cavallo è un animale “sociale”: fortemente legato al suo branco e agli effetti che lo circondano, per questo motivo le persone che hanno come Patronus il cavallo danno molta importanza alle relazioni e hanno bisogno di sentirsi parte di una collettività e di sentirsi connessi ai membri della loro famiglia o comitiva. Alla luce di queste considerazioni non stupisce che questo animale sia legato a Ginny Weasley che, in quanto membro della famiglia Weasley, è abituata fin da piccola ad essere circondata dalle persone che ama e di cui si fida.

.: LEPRE :.

La lepre è l’animale magico per antonomasia: presso molte culture è diffusa la convinzione che lepri e conigli possano spostarsi da un mondo all’altro. Questa tesi è avvalorata dal fatto che questi animali allo stato brado sono maggiormente attivi all’alba e al tramonto: nelle ore del giorno in cui , sempre secondo la tradizione, gli spiriti sono maggiormente attivi. La loro cautela e discrezione hanno fatto sì che la lepre venisse spesso considerata depositaria dei segreti e della saggezza degli antenati.
Nell’immaginario collettivo lepri e conigli sono legati alla luna e nell’antica Grecia erano associate a Hermes e al suo compito di messaggero.
La natura “lunare” della lepre ha fatto sì che questo animale venisse associata ai mutamenti, ai nuovi inizi e alle energie creative: il patrono perfetto per l’eccentrica Luna Lovegood.

.: PAVONE :.

Il pavone è l’animale associato alla nobiltà, non che all’orgoglio, alla vanità e all’arroganza: tratti che lo accomunano al mago che è in grado di evocarlo che, stando a quanto scritto dalla Rowilng, è Lucius Malfoy.
Come tutti gli animali, anche il pavone ha tanti difetti quante virtù e, se da una parte la sua boria lo annovera tra il più antipatico degli animali, sono molte le culture e le tradizioni che venerano il pavone come uccello sacro simbolo di rinascita, spiritualità e divinità. Presso le comunità paleocristiane il pavone era raffigurato nelle catacombe come allegoria della Resurrezione di Cristo, mentre per i greci questo uccello era considerato sacro e vincolato a Hera, la regina di tutti gli déi. Anche in oriente il pavone gode di una certa popolarità: allevato nei templi era considerato l’animale domestico dei sovrani e aveva il compito di accompagnare le imperatrici nell’aldilà.

.: LUPO:.

Il lupo è il Patronus di Remus Lupin, che si trasforma in lupo mannaro durante le notti di luna piena, e di Nymphadora Tonks. La simbologia del lupo è tra le più complesse e controversie: presso alcune culture del nord America è un animale magico e positivo, nella tradizione nordica si presenta come distruttore e feroce predatore, mentre i miti dell’antica Roma sottolineano la natura materna e protettiva di questo animale.
Il lupo condivide molti tratti in comune con l’indole e il carattere del cane: è leale , nobile, paziente, intelligente e devoto alla propria famiglia e ai membri del suo branco per i quali non esiterebbe a morire.
Chi ha come patrono il lupo è particolarmente portato per l’insegnamento e, il più delle volte, ricopre il ruolo di guida all’interno della propria comitiva. La natura del lupo è sociale e si avvicina naturalmente a quanti si sentono minacciati o hanno bisogno di aiuto.

.: GATTO :.

Il gatto è il Patronus di Minerva McGranitt, non che il suo animagus, e della sua acerrima rivale Dolores Umbridge e, essendo un animale strettamente connesso al principio femminile, nei romanzi della saga compare sempre accanto ai personaggi femminili. Ad un primo acchito sembra assurdo che il gatto accomuni due personaggi così diversi tra di loro, ma in questo caso il Patronus che unisce queste due donne ne evidenzia le differenze caratteriali.
Il gatto è un animale domestico, tuttavia, malgrado si presti volentieri come animale da compagnia ha mantenuto la sua indipendenza e non ha mai perso la sua natura selvatica. E’ un animale curioso, intelligente ed estremamente intuitivo.
In molte culture avere un gatto è di buon auspicio ed è opinione comune che la presenza di questo felino allontani la negatività dalle persone che lo circondano.
La natura schiva del gatto ha anche attirato su questo animale dicerie e credenze poco lusinghiere. Per via della loro natura notturna, nel medioevo i gatti, soprattutto se di colore nero, erano considerati personificazioni del diavolo e i compagni delle streghe.
Il gatto è anche famoso per la sua vanità e per il suo atteggiamento superbo e opportunista.

* Jo

Ehi, le sorprese non sono finite. Clicca qui per saperne di più.

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Harry Potter: due nuovi volumi

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Per i Potterheads più accaniti, il 2017 sarà un anno di grandissime novità e sorprese.
La casa editrice britannica Bloomsbury, ha infatti annunciato l’uscita di due nuovi libri dedicati interamente all’universo di Harry Potter.
L’occasione per la pubblicazione è la mostra A History of magic che sarà inaugurata dalla British Library di Londra questo autunno.

Non eccitatevi troppo: non saranno nuove avventure dei nostri eroi preferiti e non saranno scritti dalla carissima J.K. Rowling.

I titoli sembrano essere ormai definiti: Harry Potter: A history of magic Harry Potter: A Journey Through a History of Magic. 
Suonano molto simili, vero? Vediamo un po’ di cosa tratteranno.
Il primo volume sembrerebbe trattarsi di una guida riguardante le materie scolastiche affrontate ad Hogwarts; il secondo invece porterà il lettore ad approfondire aspetti dell’universo potteriano quali l’alchimia, gli unicorni e, più in generale, la stregoneria.

Felici, miei carissimi lettori?

*Volpe


Fonti:
Bloomsbury.com
usatoday.com

Consigli pratici per un non-lettore – SCEGLIERE UN LIBRO

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Come avete notato ho aspettato un po’ prima di scrivere questo articolo che si baserà in parte sulle domande che ci avete posto e in parte sulla mia esperienza e “conversione” da non lettrice a lettrice.
La volta scorsa (per chi se lo fosse perso lascio il link in fondo all’articolo) abbiamo descritto, in maniera il più esaustiva possibile, quelle che sono le cause o i problemi che spingono una persona a non leggere o ad abbandonare quello che per tanti è molto più che un passatempo.
In quello che possiamo considerare l’ultimo capitolo di questa “guida”, abbiamo lasciato il nostro eroe non-lettore con un piccolo vademecum che potesse aiutarlo a sopravvivere alle critiche dei suoi amici lettori e, allo stesso tempo, potesse farlo sentire più a suo agio in mezzo agli scaffali della libreria in cui, suo malgrado, viene puntualmente trascinato dall’amico/parente/partner deciso a farlo diventare un lettore accanito: una missione che molti prendono sul personale e di cui, se avranno successo, si vanteranno per giorni, settimane, ed anni finché morte non vi separi.

In questo nuovo capitolo riprendiamo da qui: la libreria.

Il nostro non-lettore è sulla soglia di una libreria: tentenna, sbircia i libri in vetrina (per lo più copertine colorate che dovrebbero attirare i bambini e distrarli dalle applicazioni dello smartphone di mamma e papà), si aggira circospetto davanti alla porta assumendo uno sguardo pensieroso, dondolando i piedi e cercando il coraggio di varcare la soglia e tuffarsi in quell’oceano di carta da cui, è sicuro, potrebbe non riemergere più.
Un ultimo accorgimento prima di entrare: il nostro non-lettore si palpa le tasche e controlla di avere il portafoglio nel caso dovesse accampare una scusa per non comprare il romanzo che la commessa cerca di rifilargli insieme alla tessera punti della libreria o, al contrario, volesse comprare qualcosa.
Entra.

Come andrà a finire l’avventura del nostro non-lettore lo lascio decidere a voi, per il momento lo lasciamo oltre la soglia della libreria e, dopo questa piccola narrazione, comincio a dispensare qualche consiglio su come scegliere un libro quando si è alle prime armi.
Sui social è molto diffusa l’usanza di chiedere consiglio su gruppi di lettura dove, puntualmente, si innesca una vera e propria competizione tra i membri che sciorinano titoli su titoli,  e che il più delle volte finiscono per confondere solamente le idee del lettore neofita.
Altra pratica abbastanza consolidata è quella di affidarsi alle recensioni che fioccano un po’ ovunque: servizi televisivi , quotidiani e riviste periodiche, pubblicità sbattute tra un video e l’altro di Youtube; che per quanto dettagliate e ben fatte non riescono mai a soddisfare la curiosità del lettore e a trasmettergli quel “quid” che lo invogli a comprare il romanzo così decantato.

La mia esperienza come lettrice non è cominciata né su un gruppo di lettura né frugando tra le recensioni di un qualche settimanale: è stata mia madre che pazientemente ha cominciato a passarmi qualche libro, scegliendo tra le tante proposte editoriali quelle che secondo lei meglio rispondevano ai miei interessi e potevano soddisfare i miei gusti di lettrice allora adolescente.
Alla luce della mia esperienza e del “modus operandi” adottato da mia madre, quando mi viene chiesto di consigliare un libro, rispondo a mia volta ponendo due domande:
– qual è la fascia d’età del lettore?
– quali sono i suoi interessi?

Se mia madre mi avesse iniziata alla lettura mettendomi tra le mani Orgoglio e Pregiudizio o Il signore degli anelli, sicuramente a quest’ora non sarei qui a scrivere recensioni di romanzi.
Il primo libro che ho letto completamente da sola è stata Matilda di Roald Dahl a cui, poche settimane dopo, è seguita la saga di Harry Potter: andavo ancora alle elementari, ero una bambina introversa che ai numeri preferiva le ore di italiano in cui poteva scrivere e inventare storie popolate da maghi, elfi, draghi e avventure fantastiche; la compagnia di Matilda, piccola topolina di biblioteca che fa amicizia con un’insegnante che le consiglia sempre libri nuovi, e di Harry Potter era ciò che mi serviva per avvicinarmi ad un mondo che, fino ad allora, mi era sempre sembrato troppo “da adulti” e non adatto a me. Quelle storie semplici erano lo schizzo di un ponte che mi permetteva di approfondire i miei interessi, ampliando il mio mondo di immaginazione e magia con le invenzioni di altre fantasiose menti.
Era giusto così: a 11 anni sarei scappata a gambe levate se mia madre mi avesse messo in mano Il signore degli anelli nel goffo tentativo di spronare la mia fantasia e, ammettiamolo, anche ora che ho quasi 26 anni tentenno sempre un po’ prima di fiondarmi tra le pagine di un classico.
Quando devo consigliare un libro, conoscere l’età del lettore mi aiuta a focalizzarmi sui titoli papabili e eliminare quelli che, basandomi solamente sulla fascia d’età, non reputo adatti: non consiglierei mai a un giovane lettore amante del medioevo Narciso e Boccadoro né metterei tra le mani di un lettore “vissuto” l’ultimo romanzo fantasy ambientato in un medioevo più o meno realistico.
Parallelamente mi informo sugli interessi del lettore.
Se mia madre, sull’onda dei film con Johnny Deep e Orlando Bloom che spopolavano allora, mi avesse rifilato l’opera omnia di Salgari sui corsari del Mar dei Caraibi e i pirati del sudest asiatico, avrei, ancora una volta, cambiato hobby.
Malgrado l’entusiasmo suscitato dalla serie Pirati dei Caraibi (allora avevo una bella cotta per Orlando Bloom), di bucanieri e isole del tesoro non mi è mai importato gran che e se ho letto Il Corsaro Nero di Salgari è stato solamente per far felice il mio professore d’italiano delle scuole medie.
Per scegliere un libro è di fondamentale importanza partire dai propri interessi: cercare un argomento che conosciamo, che stuzzica la nostra curiosità e di cui vorremmo sapere di più; così facendo l’esperienza della lettura non sarà solamente un passatempo, ma diventerà un incontro in cui due esperienze, quella del lettore e quella dell’autore, si confrontano e si completano in modo unico e irripetibile.
Per citare un esempio di come gli interessi possono essere una molla, o un ponte, verso i libri, vi voglio raccontare di una carissima amica a cui spesso mi capita di dover consigliare qualche nuova lettura: nel corso della nostra amicizia mi sono ritrovata a consigliarle romanzi storici, polizieschi, thriller, romantici e addirittura Young Adult in base a quelli che, di volta in volta, erano i suoi gusti e gli interessi che più solleticavano la sua curiosità. La morale della favola? Ora legge più libri lei in un mese di quanti ne legga io in un anno (no ok, un anno no, ma una stagione sì).
Un’abitudine, fortuita per noi lettori, che accomuna molti scrittori è la loro tendenza a trattare più o meno sempre gli stessi argomenti ( la regola d’oro del “scrivi di ciò che conosci”) il che, almeno in un primo momento, aiuta non poco un neo lettore a familiarizzare con un determinato scrittore prima di gettarsi tra le pagine dei suoi colleghi e affrontare nuovi punti di vista.
Dopo aver conosciuto le trame, interiorizzato lo stile e il punto di vista che caratterizzano gli scritti di un determinato autore, il lettore neofita è pronto, con l’aiuto di un libraio esperto (cosa sempre più rara) o di un amico paziente, per veleggiare verso altri scrittori procedendo per tentativi, cercando storie simili a quelle che lo hanno appassionato per poi azzardare con qualche lettura nuova e completamente diversa da quelle già fatte.
In questo salto verso il nuovo può essere d’aiuto conoscere quali siano le linee editoriali delle case editrici presenti sul mercato.
Per conoscere meglio le proposte delle singole case editrici potete raggruppare i libri che trovate sugli scaffali in base alle case editrici o, più semplicemente e senza mettere a soqquadro intere librerie, fare qualche ricerca online partendo ancora una volta dai libri che vi sono piaciuti; così facendo riuscirete senza troppa fatica a delineare quali siano le tendenze di una casa editrice rispetto ad un’altra e ad orientarvi con maggiore sicurezza verso le proposte di un determinato catalogo.

Arrivati a questo punto potrebbe sorgervi spontanea una domanda: perché, sopratutto se si è alle prime esperienze di letture, cercare un libro basandosi sull’età e gli interessi?
Quelli che ho condiviso tra queste righe non sono comandamenti, ma consigli che ho estrapolato dalla mia esperienza come lettrice e, in seguito, come recensore.
Un lettore esperto troverà queste linee guida scontate e banali e, con tutta probabilità, cercherà tra le numerose recensioni il suo prossimo acquisto o chiederà consiglio ai membri del suo gruppo di lettura del cuore, sentendosi abbastanza sicuro per poter osare e correre il rischio di prendere un romanzo che non soddisfi le sue aspettative.
Quando si parla di un non-lettore o di un lettore neofita non ci si può concedere errori, se non piccolissimi, e la ricerca deve essere completamente tarata sul lettore che dobbiamo accompagnare e non, come spesso purtroppo capita in molti gruppi di lettura, sui gusti di chi consiglia.
Per questo motivo chiedersi quali siano gli interessi e in quale fascia rientri l’interessato sono domande che possono aiutare non solo un potenziale mentore, ma anche un neofita che decide di avvicinarsi ai libri senza alcun aiuto e armato solamente del proprio istinti e della propria buona volontà.

*Volpe

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Per leggere la prima parte => Consigli pratici per un non-lettore

Sullo scaffale: pagine e mimose per la festa della donna.

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In occasione della festa della donna, vogliamo proporvi uno scaffale interamente dedicato alle eroine e alle donne che hanno fatto grande la storia della letteratura.
Storie per ragazzi, lettori maturi e classici indimenticabili usciti dalle penne di autrici immortali o che hanno per protagoniste giovani e donne emancipate e coraggiose.
Chi sono i vostri personaggi femminili preferiti? Quali sono le autrici di cui non perdete nemmeno un libro?

RAGAZZI 

“Piccole donne” di Louisa Alcott: Meg, Jo, Beth ed Emily sono quattro giovani sorelle di età compresa tra gli undici e i diciassette anni. Le quattro sorelle, tutte magistralmente descritte e caratterialmente diverse, vivono con la madre, molto attenta e prodiga di buoni consigli, in attesa del ritorno del padre, partito per la Guerra di Secessione come cappellano. Le vicende della famiglia March si susseguono una dopo l’altra, con storie piacevoli ed altre dolorose, ma sempre affrontate con coraggio e dignità dalle giovani protagoniste, che conducono una vita “decorosa”, radicata a saldi principi morali.

“Storia di una ladra di libri” di Mark Zusak: Fu a nove anni che Liesel iniziò la sua brillante carriera di ladra. Certo, aveva fame e rubava mele, ma quello a cui teneva veramente erano i libri, e più che rubarli li salvava. Il primo fu quello caduto nella neve accanto alla tomba dove era stato appena seppellito il suo fratellino. Stavano andando a Molching, vicino a Monaco, dove li aspettavano i loro genitori adottivi. Il secondo, invece, lo sottrasse al fuoco di uno dei tanti roghi accesi dai nazisti. A loro piaceva bruciare tutto: case, negozi, sinagoghe, persone… Piano piano, con il tempo ne raccolse una quindicina, e quando affidò la propria storia alla carta si domandò quando esattamente la parola scritta avesse incominciato a significare non solamente qualcosa, ma tutto. Accadde forse quando vide per la prima volta la libreria della moglie del sindaco, un’intera stanza ricolma di volumi? Quando arrivò nella sua via Max Vandenburg, ex pugile ma ancora lottatore, portandosi dietro il “Mein Kampf” e infinite sofferenze? Quando iniziò a leggere per gli altri nei rifugi antiaerei? Quando s’infilò in una colonna di ebrei in marcia verso Dachau? Ma forse queste erano domande oziose, e ciò che realmente importava era la catena di pagine che univa tante persone etichettate come ebree, sovversive o ariane, e invece erano solo poveri esseri legati da spettri, silenzi e segreti.

“Cose che nessuno sa” di Alessandro D’avenia: Margherita ha quattordici anni e sta per varcare una soglia magica e misteriosa: l’inizio del liceo. Un mondo nuovo da esplorare e conquistare, sapendo però di poter contare sulle persone che la amano. Ma un giorno, tornata a casa, ascolta un messaggio nella segreteria telefonica: è di suo padre, che non tornerà più a casa. Margherita ancora non sa che affrontando questo dolore si trasformerà a poco a poco in una donna, proprio come una splendida perla fiorisce nell’ostrica per l’attacco di un predatore marino. Accanto a lei ci sono la madre, il fratellino vivace e sensibile e l’irriverente nonna Teresa. E poi Marta, la compagna di banco sempre sorridente, e Giulio, il ragazzo più cupo e affascinante della scuola. Ma sarà un professore, un giovane uomo alla ricerca di sé eppure capace di ascoltare le pulsazioni della vita nelle pagine dei libri, a indicare a Margherita il coraggio di Telemaco nell'”Odissea“: così che il viaggio sulle tracce del padre possa cambiare il suo destino.

“Harry Potter – Saga” di J.K. Rowling: Harry Potter è un ragazzo di undici anni che, in seguito alla misteriosa morte dei genitori, vive con gli zii, i Dursley, al numero 4 di Privet Drive.
Ogni giorno Harry è vittima delle angherie del cugino e delle cattiverie ingiustificate degli zii che non perdono mai occasione per screditarlo e sbattergli in faccia la generosità con cui lo hanno accolto e cresciuto. La vita di Harry è tuttavia destinata a cambiare all’indomani del suo undicesimo compleanno, stormi di gufi sorvolano l’abitazione dei Dursley e lettere misteriose  vengono fatte prontamente sparire, accrescendo la curiosità del ragazzo. L’arrivo di un gigante buono svelerà il mistero e Harry si ritroverà a vagare in un mondo magico dove i ragazzi e le ragazze studiano per diventare maghi e streghe, dove le persone possono trasformarsi in animali, e lo sport si pratica a cavallo di velocissimi manici di scopa. Ma il pericolo è dietro l’angolo e, frequentando la scuola di magia e stregoneria di Hogwarts, Harry dovrà sfoderare tutto il suo coraggio e trovare degli amici fidati per affrontare il male senza esserne sedotto.

“Hunger Games – La trilogia” di Suzanne Collins: Katniss Everdeen sa bene che vincere significa fama e ricchezza, perdere significa morte certa; ma per vincere bisogna scegliere. Tra sopravvivenza e amore. Tra egoismo e amicizia. La trilogia Hunger Games include i romanzi: “Hunger games”, “La ragazza di fuoco”, “Il canto della rivolta”.

“Divergent – Saga” di Veronica Roth: Divergent. Una scelta può cambiare il tuo destino. Beatrice deve scegliere la fazione a cui dedicare la propria vita. La decisione si fa ancora più difficile quando scopre di essere un’anomalia del sistema. Insurgent. Una scelta può annientarti. Mentre la guerra tra le fazioni sta per scoppiare, Tris deve decidere da che parte stare e abbracciare completamente il suo lato divergente. Allegiant. Una scelta può segnarti. L’appassionante conclusione della saga distopica che ha appassionato milioni di lettori in tutto il mondo.

“Queste oscure materie- Saga” di Philip Pullman: Lyra, ragazzina impetuosa, appassionata, onestissima e ingenua bugiarda, vive al Jordan College di Oxford. Oxford non è lontana da Londra, e Londra è in Inghilterra. Ma il mondo di Lyra è ben diverso dal nostro. Oltre l’Oceano c’è l’America, ma lo stato più importante di quel continente si chiama Nuova Francia; giganteschi orsi corazzati regnano sull’Artico; lo studio della natura viene chiamato “teologia sperimentale”. E soprattutto ogni essere umano ha il suo daimon: un compagno, una parte di sé di sesso opposto al proprio, grazie al quale nessuno deve temere la solitudine.
Nel nostro universo vive Will, orgoglioso, sensibile, leale e coraggioso, ma sfuggente come un gatto: i due ragazzi, provenienti da mondi diversi, si incontrano, si scontrano e diventano amici per la pelle. Will è in possesso della lama sottile, un misterioso coltello che permette il passaggio tra i mondi. Lyra però è al centro di un’antica profezia delle streghe e il Magisterum ha decretato la sua morte. Will e Lyra sono coscienti di avere un compito importante da svolgere, ma non sanno quale sia: perché la profezia si avveri non dovranno obbedire a un destino predefinito, ma essere liberi di scegliere.

“Fangirl” di Rainbow Rowell: Approdata all’università, dove la sua gemella Wren vuole solo divertirsi tra party, alcool e ragazzi, la timidissima Cath si trova sola per la prima volta e si rinchiude nella sua stanza a scrivere la fanfiction di cui migliaia di fan attendono il seguito. Ma una compagna di stanza scontrosa con il suo ragazzo carino che le sta sempre intorno, una professoressa di scrittura creativa che pensa che le fanfiction siano solo un plagio, e un affascinante aspirante scrittore che vuole lavorare con lei, obbligheranno Cath ad affrontare la sua nuova vita.

ADULTI:

“Il cavaliere d’inverno – Trilogia” di Paullina Simons: Leningrado, 1941. In una tranquilla sera d’estate Tatiana e Dasha, sorelle ma soprattutto grandi amiche, si stanno confidando i segreti del cuore, quando alla radio il generale Molotov annuncia che la Germania ha invaso la Russia. Uscita per fare scorta di cibo, Tatiana incontra Alexander, un giovane ufficiale dell’Armata Rossa che parla russo con un lieve accento. Tra loro scatta subito un’attrazione reciproca e irresistibile. Ma è un amore impossibile, che potrebbe distruggerli entrambi. Mentre un implacabile inverno e l’assedio nazista stringono la città in una morsa, riducendola allo stremo, Tatiana e Alexander trarranno la forza per affrontare mille avversità e sacrifici proprio dal legame segreto che li unisce.

“Prometto di sbagliare” di  Pedro Chagas Freitas: Il locale è affollato e rumoroso. L’uomo è seduto vicino alla finestra e guarda il cielo grigio, annoiato come ogni lunedì mattina. Improvvisamente si volta e lei è lì, di fronte a lui. Gli occhi carichi di stupore e l’imbarazzo tradito dal tremito delle dita che afferrano la borsa. Sono passati anni dall’ultima volta che l’ha vista, il giorno in cui l’ha lasciata. Senza una spiegazione, senza un perché, se n’è andato spezzandole il cuore. Da allora, lei si è rifatta una vita, e anche lui. Eppure solo ora si rende conto di non avere smesso di amarla neanche per un secondo. Per questo, quando lei cerca di fuggire da lui, troppo sconvolta dalle emozioni che la scuotono, l’uomo decide di fermarla. E nel loro abbraccio, in mezzo ai passanti, prometterle di tentare, agire, cadere, sbagliare di nuovo. Amarla. Davvero e per sempre. Questa sembrerebbe la fine, ma non è che l’inizio della loro storia. Perché ogni loro gesto, ogni lettera che si scrivono, ogni persona che incontrano, ha un universo da raccontare. E l’amore è il filo rosso che lega tutto. Quante volte ci siamo chiesti com’era l’amore da cui siamo nati? Come si è sentito nostro padre la prima volta che ci ha tenuto in braccio? L’emozione più grande è quella di ritrovare quello che si è perso e amarlo di nuovo, come se fosse la prima volta.

“Ogni mattina a Jenin” di Susan Abulhawa: “La nostra rabbia è un furore che gli occidentali non possono capire. La nostra tristezza fa piangere le pietre.”
Attraverso la voce di Amal, la brillante nipotina del patriarca della famiglia Abulheja, viviamo l’abbandono della casa dei suoi antenati di ‘Ain Hod, nel 1948, per il campo profughi di Jenin. Assistiamo alle drammatiche vicende dei suoi due fratelli, costretti a diventare nemici: il primo rapito da neonato e diventato un soldato israeliano, il secondo che invece consacra la sua esistenza alla causa palestinese. E, in parallelo, ripercorriamo la storia di Amal: l’infanzia, gli amori, i lutti, il matrimonio, la maternità e, infine, il suo bisogno di condividere questa storia con la figlia, per preservare il suo più grande amore.
La storia della Palestina, intrecciata alle vicende di una famiglia che diventa simbolo delle famiglie palestinesi, si snoda nell’arco d quasi sessanta anni, attraverso gli episodi che hanno segnato la nascita di uno stato e la fine di un altro.  In primo piano c’è la tragedia dell’esilio, la guerra, la perdita della terra e degli affetti, la vita nei campi profughi, come rifugiati, condannati a sopravvivere in attesa di una svolta. L’autrice non cerca i colpevoli tra gli israeliani, che anzi descrive con pietà, rispetto e consapevolezza, racconta invece la storia di tante vittime capaci di andare avanti solo grazie all’amore.

“Lettere a una ragazza in Turchia” Antonia Arslan: “Tu devi avere un coraggio nuovo, mia ragazza di Turchia. Ti vogliono rimandare indietro a tempi lontani, mentre a te piacciono capelli al vento e gonne leggere, ascoltare musiche forti, andare a zonzo con gli amici e sentirti uguale a loro. Vorresti lottare a viso scoperto. E invece dovrai scoprire di nuovo il coraggio sotterraneo dei deboli, l’audacia che si muove nell’ombra, e cercare nella tua storia antica le ragioni e la forza per sopravvivere.” Queste le parole di Antonia Arslan nella sua lettera immaginata a una ragazza turca. Con la maestria che è solo dei grandi narratori, Antonia Arslan ripercorre le vicende delle sue antenate armene, tessendo un racconto che si dipana attraverso un filo teso dai tempi antichi per arrivare fino ai giorni nostri. Perché la paura subdola che ci colpisce ogni giorno, le oscure premonizioni che si propagano da Oriente a Occidente, da Istanbul a Bruxelles, sono le stesse delle donne armene che si sono sacrificate in nome della libertà. L’antidoto contro la paura è la memoria, è il tappeto di storie di chi ha subito un ribaltamento del suo mondo all’improvviso. L’autrice della “Masseria” ci regala un libro intimo, attualissimo, un viaggio straordinario in cui rida vita alle vicende di donne che combattono per il proprio futuro e per restare se stesse.

“Tempesta di neve e profumo di mandorle” di Camilla Läckberg : Manca poco meno di una settimana a Natale. Adagiata contro le rocce grigie, con le sue casette di legno ammantate di neve, Fjallbacka regala uno spettacolo particolarmente suggestivo, un paesino fiabesco affacciato sul mare di ghiaccio. Martin Molin, collega di Patrik Hedstrom alla stazione di polizia di Tanumshede, ha raggiunto la fidanzata Lisette sulla vicina isola di Valo per una festa di famiglia. Mentre il vento infuria, durante la cena il vecchio patriarca dall’immensa fortuna muore improvvisamente. Nell’aria si avverte un vago aroma di mandorle amare, e a Martin Molin non resta che cercare di far luce su quella morte misteriosa. Intanto, la violenta tempesta che agita le acque gelide dell’arcipelago non accenna a placarsi, e ogni contatto con la terraferma è interrotto.

“L’eleganza del riccio” di Muriel Barbery : Renée Michel sembra essere la comunissima portinaia del numero 7 di rue Grenelle, un condominio parigino abitato da famiglie facoltose: è apparentemente sciatta, pigra, perennemente presa dalla cura del suo gatto (Lev, in onore di Tolstoj), dalla televisione e dalle sue piccole faccende private. In realtà, Reneé è una persona coltissima: si interessa di arte, di filosofia, di cinema, di musica classica e di cultura giapponese ma preferisce dissimulare la propria erudizione. È vedova, ma non affronta la sua solitudine con rancore o nostalgia, bensì esplorando ogni sfaccettatura della propria anima, ogni sfumatura dei propri sentimenti con grande distacco e grande perizia filosofica. Solo un segreto doloroso, celato sino alla fine, sfugge alle sue analisi.

“Il profumo delle foglie di limone” di Clara Sanchez : Spagna, Costa Blanca. Il sole è ancora caldo nonostante sia già settembre inoltrato. Per le strade non c’è nessuno, e l’aria è pervasa dal profumo di limoni che arriva fino al mare. È qui che Sandra, trentenne in crisi, ha cercato rifugio: non ha un lavoro, è in rotta con i genitori, è incinta di un uomo che non è sicura di amare. Si sente sola, ed è alla disperata ricerca di una bussola per la sua vita. Fino al giorno in cui non incontra occhi comprensivi e gentili: si tratta di Fredrik e Karin Christensen, una coppia di amabili vecchietti. Sono come i nonni che non ha mai avuto. Momento dopo momento, le regalano una tenera amicizia, le presentano persone affascinanti, come Alberto, e la accolgono nella grande villa circondata da splendidi fiori. Un paradiso. Ma in realtà si tratta dell’inferno.Perché Fredrik e Karin sono criminali nazisti. Si sono distinti per la loro ferocia e ora covano il sogno di ricominciare. Lo sa bene Julián, scampato al campo di concentramento di Mauthausen, che da giorni segue i loro movimenti. Sa bene che le loro mani rugose si sono macchiate del sangue degli innocenti. Ma ora, forse, può smascherarli e Sandra è l’unica in grado di aiutarlo. Non è facile convincerla della verità. Eppure, dopo un primo momento di incredulità, la donna comincia a guardarli con occhi diversi e a leggere dietro quella fragile apparenza. Adesso Sandra l’ha capito: lei e il suo piccolo rischiano molto. Ma non importa. Perché tutti devono sapere. Perché è impossibile restituire la vita alle vittime, ma si può almeno fare in modo tutto ciò che è successo non cada nell’oblio. E che il male non rimanga impunito.

“Il linguaggio segreto dei fiori” di Vanessa Diffenbaugh : Victoria ha paura del contatto fisico. Ha paura delle parole, le sue e quelle degli altri. Soprattutto, ha paura di amare e lasciarsi amare. C’è solo un posto in cui tutte le sue paure sfumano nel silenzio e nella pace: è il suo giardino segreto nel parco pubblico di Portero Hill, a San Francisco. I fiori, che ha piantato lei stessa in questo angolo sconosciuto della città, sono la sua casa. Il suo rifugio. La sua voce. È attraverso il loro linguaggio che Victoria comunica le sue emozioni più profonde. La lavanda per la diffidenza, il cardo per la misantropia, la rosa bianca per la solitudine. Perché Victoria non ha avuto una vita facile. Abbandonata in culla, ha passato l’infanzia saltando da una famiglia adottiva a un’altra. Fino all’incontro, drammatico e sconvolgente, con Elizabeth, l’unica vera madre che abbia mai avuto, la donna che le ha insegnato il linguaggio segreto dei fiori. E adesso, è proprio grazie a questo magico dono che Victoria ha preso in mano la sua vita: ha diciotto anni ormai, e lavora come fioraia. I suoi fiori sono tra i più richiesti della città, regalano la felicità e curano l’anima. Ma Victoria non ha ancora trovato il fiore in grado di rimarginare la sua ferita. Perché il suo cuore si porta dietro una colpa segreta. L’unico capace di estirparla è Grant, un ragazzo misterioso che sembra sapere tutto di lei. Solo lui può levare quel peso dal cuore di Victoria, come spine strappate a uno stelo. Solo lui può prendersi cura delle sue radici invisibili.

CLASSICI SENZA ETA’:

“Il buio oltre la siepe” di Harper Lee:  In una cittadina del “profondo” Sud degli Stati Uniti l’onesto avvocato Atticus Finch è incaricato della difesa d’ufficio di un negro accusato di violenza carnale; riuscirà a dimostrare l’innocenza, ma il negro sarà ugualmente condannato a morte. La vicenda, che è solo l’episodio centrale del romanzo, è raccontata dalla piccola Scout, la figlia di Atticus, un Huckleberry in gonnella, che scandalizza le signore con un linguaggio non proprio ortodosso, testimone e protagonista di fatti che nella loro atrocità e violenza non riescono mai a essere più grandi di lei. Nel suo raccontare lieve e veloce, ironico e pietoso, rivive il mondo dell’infanzia che è un po’ di tutti noi, con i suoi miti, le sue emozioni, le sue scoperte, in pagine di grande rigore stilistico e condotte con bravura eccezionale.

“Via col vento” di Margareth Mitchell:  Rossella O’Hara è la viziata e capricciosa ereditiera della grande piantagione di Tara, in Georgia. Ma l’illusione di una vita facile e agiata si infrangerà in brevissimo tempo, quando i venti della Guerra Civile cominceranno a spirare sul Sud degli Stati Uniti, spazzando via in pochi anni la società schiavista. Il più grande e famoso romanzo popolare americano narra così, in un colossale e vivissimo affresco storico, le vicende di una donna impreparata ai sacrifici: la tragedia della guerra, la decimazione della sua famiglia, la necessità di dover farsi carico della piantagione di famiglia e di doversi adattare a una nuova società. E soprattutto la sua lunga, travagliata ricerca dell’amore e la storia impossibile con l’affascinante e spregiudicato Rhett Butler, avventuriero che lei comprenderà di amare solo troppo tardi.

“Tutti i romanzi” di  Jane Austen: Jane Austen è stata definita la scrittrice più enigmatica e controversa della letteratura inglese. Per molto tempo è stata vista come una moralista e una conservatrice, le cui opere non toccano i grandi temi sociali e ideologici della sua epoca, ma ritraggono soltano il “piccolo mondo” femminile della middle class. In realtà, le storie raccontate dalla Austen, proprio per essere così clamorosamente chiuse nello spazio concesso al “femminile”, da un lato esaltano quel mondo e dall’altro costituiscono un implicito atto d’accusa verso chi ne ha segnato i confini. Sotto la superficie controllata e apparentemente convenzionale del testo si coglie una vena ironica e parodica la vera cifra della scrittura austeniana – che destabilizza i valori di una società rappresentata con brillante e divertito realismo.

“I capolavori” di Irene Nemirovsky: Sono raccolti in questo volume i racconti e i romanzi più rappresentativi dell’opera letteraria di Irene Némirovsky, dal primo testo pubblicato su una rivista, “Il malinteso”, all’ultimo, “Suite francese”, che l’autrice non potè completare. Irene scomparve fisicamente nel campo di sterminio, ma ancora prima era stata condannata all’invisibilità dalla paura che, opprimente come le mura di un lager, si materializzava intorno a lei, donna ebrea nella Francia invasa dai nazisti. Della codardia, dell’ipocrisia, della stupidità e della grettezza ottusa si vendicò nei suoi scritti, vivisezionando con una penna acuta e affilata i vizi e le virtù dei suoi compatrioti d’elezione. Senza risparmiare nessuno: contadini dipinti in paesaggi bucolici che si rivelano rozzi, violenti ed egoisti; ricchi ebrei incatenati alla loro esistenza dorata, arida e vuota, dove contano solo i beni accumulati; madri poco materne, che Irene odia con furia e di cui smaschera la fatuità, l’aridità affettiva, il bisogno di sottomettersi per avere protezione; figlie che rinunciano alla loro vita perché ormai troppo invischiate in meccanismi di rivalità e sopraffazione. In questa foresta lussureggiante di personaggi scomodi e resi alla loro nudità, di rapporti sofferti e analizzati con precisione scientifica, ci perdiamo volentieri, risucchiati da una scrittura affascinante e magnetica, come se leggessimo un unico, lunghissimo romanzo, in cui la parola fine arriva troppo presto.

“I capolavori di Agata Christie” di Agata Christie: Un elegante volume che racchiude quattro capolavori assoluti del giallo, quattro opere con cui la raffinata “signora del crimine” ha scritto la storia del genere, ormai entrato a buon diritto nella grande letteratura. Da Dieci piccoli indiani a L’assassinio di Roger Ackroyd, da Assassinio sull’Orient Express a Istantanea di un delitto: i grandi romanzi che hanno rivoluzionato il genere poliziesco.
Quattro prove magistrali dalla trama originale e perfetta, meccanismi ingegnosi in cui, a colpi di suspense, il genio di Miss Marple e di Poirot riesce a ricostruire il puzzle apparentemente incomprensibile degli indizi, risolvendo anche il più intricato mistero.
Una raccolta che rende il doveroso omaggio alla più grande giallista di tutti i tempi.

“Tutti i romanzi: Jane Eyre – Shirley – Villette – Il professore – Agnes Grey – La signora di Wildfell Hall – Cime tempestose.” di Anne, Charlotte e Emily BrontëAnne, Charlotte e Emily Brontë, le sorelle più famose della letteratura mondiale, vissero le loro travagliate e brevi vite durante la prima metà del XIX secolo nella campagna inglese, nella regione dello Yorkshire. Temendo i pregiudizi riguardo alle donne scrittrici scelsero, per pubblicare le loro opere, gli pseudonimi maschili di Acton, Currer, Ellis Bell, rispettando le iniziali del nome e cognome di ciascuna di loro. Dopo essersi dedicate, senza grandi fortune, alla pubblicazione di una raccolta di poesie, nel 1847 pubblicarono, in contemporanea, i tre romanzi Jane Eyre, Agnes Grey e Cime tempestose.
L’opera di Charlotte, Jane Eyre, un romanzo di formazione scritto in forma di autobiografia, fu accolto con notevole favore e anche Agnes Grey della sorella Anne ricevette numerose lodi, ma il pubblico e la critica dell’epoca vittoriana rivelarono scarsa lungimiranza nel decretare l’insuccesso di Cime tempestose, unico romanzo di Emily Brontë, ormai considerato un capolavoro della letteratura mondiale.

SAGGISTICA

“Le donne erediteranno la terra” di Aldo Cazzullo: «Voi donne siete meglio di noi. Non pensiate che gli uomini non lo sappiano; lo sappiamo benissimo, e sono millenni che ci organizziamo per sottomettervi, spesso con il vostro aiuto. Ma quel tempo sta finendo. È finito. Comincia il tempo in cui le donne prenderanno il potere.»
L’autore evoca il genio femminile, attraverso figure del passato e del presente, storie di grandi artiste e di figlie che salvano i padri o ne custodiscono la memoria. Racconta le battaglie che le donne conducono nel mondo e in Italia contro le ingiustizie che ancora le penalizzano, contro il masochismo che ancora le mette l’una contro l’altra o le induce a innamorarsi della persona sbagliata. E ricostruisce i mezzi con cui i maschi hanno imposto la loro egemonia per secoli, quando una femmina per rivendicare la propria libertà doveva diventare come un uomo, o almeno sembrarlo: da Giovanna d’Arco, arsa viva per non aver rinunciato all’abito maschile, alle «soldate» che si travestirono per combattere tutte le guerre.

*Jo