Novità sullo scaffale – Marzo 2018

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Marzo sta finendo e ci ha regalato alcuni titoli davvero interessanti, saranno in particolare i giovani lettori ad avere succulente sorprese!

NARRATIVA ITALIANA

“La misura eroica. Il mito degli argonauti e il coraggio che spinge gli uomini ad amare” di Andrea Marcolongo: Giasone è solo un ragazzo quando, inesperto del mare e della vita, insieme ai compagni Argonauti salpa con la nave Argo, la prima costruita da mano umana, verso la remota Colchide alla ricerca del leggendario vello d’oro. Per poi, vittorioso, fare ritorno con l’amata Medea nell’Ellade, fra le paure, le tentazioni e le insidie proprie di ogni lunga navigazione in mare aperto. Quella narrata da Apollonio Rodio nelle Argonautiche , e magnificamente ripresa da Andrea Marcolongo in queste pagine, è la storia universale e sempre attuale del delicato passaggio all’età adulta di un ragazzo e una ragazza, che trovano la «misura eroica» attraverso il viaggio e l’amore. Ed è il racconto della difficile arte di partire, abbandonando la terraferma e varcando quel confine che siamo chiamati a superare ogni volta che qualcosa di potente ci accade e ci cambia per sempre. Per diventare grandi, non importa quanti anni si abbiano. Poiché, però, prendere il mare significa esporsi al pericolo di naufragare, ai versi del capolavoro della poesia ellenistica l’autrice affianca, in una sorta di controcanto, la prosa disadorna ma pregnante di How to Abandon Ship . Come abbandonare una nave, un manuale inglese del 1942 che qui, a dispetto del titolo, non rappresenta un manuale di fuga, ma un compendio di strategie per resistere e superare i naufragi della vita. Dopo il best seller La lingua geniale , in cui ha mostrato quanto profonde siano le tracce lasciate dal mondo greco nella nostra contemporaneità, Andrea Marcolongo torna a scrivere per raccontare il suo personale viaggio verso quella agognata Itaca che è per tutti l’età adulta. Forse l’unico modo, sicuramente il più sincero, per rispondere alle domande dei suoi tanti lettori. C’è ancora posto per il passato nel nostro futuro? Perché la paura deve essere necessariamente un sentimento di cui vergognarsi? Perché non ci siamo mai sentiti così soli nella storia dell’umanità? Perché ogni giorno tutti noi – umani e contemporanei Argonauti – navighiamo attraverso i mari per diventare diversi da come eravamo quando abbiamo lasciato la riva? La misura eroica ci ricorda quello che ogni viaggiatore dovrebbe sapere. Qualunque meta non è mai il punto di arrivo, ma è innanzitutto il punto di svolta: il senso di qualunque scelta, di qualunque viaggio, non è il dove si arriva, ma il perché si parte.

“Due come loro” di Marco Masullo: Shep ha trentasei anni, un’ex fidanzata di nome Viola, della quale è ancora perdutamente innamorato, e una professione insolita. Si occupa degli aspiranti suicidi e lo fa per conto di Dio, all’insaputa del Diavolo, ma anche per conto del Diavolo, di nascosto da Dio. È lui a decidere di volta in volta chi salvare dalle fiamme dell’Inferno. Riceve ogni mese una lista con i nomi, il luogo, la data e l’ora del suicidio. Tutto sembra andare alla grande finché nella lista non compare il nuovo fidanzato di Viola: un avvocatuccio stempiato sulla quarantina, buon partito per il desiderio di sistemarsi di lei. Shep esulta all’idea di accompagnare alla morte il suo rivale, cosí da potersi riprendere Viola. Però gli balza in testa una domanda: perché una persona in apparenza senza segreti vuole ammazzarsi? È allora che comincia la sua indagine.

“Quando eravamo eroi” di Silvio Muccino: Alex ha trentaquattro anni e sta per tornare in Italia. Dalla sua casa ad Amsterdam guarda una vecchia foto che lo ritrae adolescente insieme ai quattro amici che allora rappresentavano tutto il suo mondo. Gli stessi che ha abbandonato da un giorno all’altro senza una spiegazione, quindici anni prima. Lui, Melzi, Eva, Torquemada e Rodolfo erano indissolubili, fragili e bellissimi, esseri unici e uniti come alieni precipitati su un pianeta sconosciuto a cui non volevano, non sapevano conformarsi. Poi, qualcosa si è rotto. Ora Alex sta per affrontare il passo più importante della sua vita, ma, prima di chiudere i conti con quel passato e con la causa della sua fuga, ha bisogno di rivederli perché sente di dover confessare loro la verità. Una verità che nel corso di quegli anni lo ha portato ad un punto di non ritorno oltre il quale, di Alex, non resterà più nulla. Per Eva, Alex è stato il grande amore, per Rodolfo il rivale-amico che aveva rubato il cuore della ragazza di cui era innamorato, per Melzi un dio messo su un piedistallo, per Torquemada un enigma da risolvere. Nessuno è mai riuscito a superare il dolore di quell’abbandono che ha alterato il corso delle loro vite. È per questo che, nonostante tutto, decidono di accettare l’invito di Alex a trascorrere tre giorni nella sua casa in campagna – meta e rifugio di tanti momenti passati insieme. Ma quando vi arriveranno, la rivelazione che li attende sarà infinitamente più scioccante di quanto avessero mai potuto immaginare. Sarà solo l’inizio di un weekend fatto di verità e confessioni, pianti e risate. Al loro risveglio, il lunedì mattina, nulla sarà più lo stesso.

NARRATIVA STRANIERA

“Manhattan Beach” di Jenniver Egan: Una grande casa di mattoni dorati con tende da sole a strisce verdi e gialle che svolazzano dalle finestre affacciate sulla spiaggia, mancano quattro giorni a Natale e fa un freddo cane. Anna Kerrigan, dodici anni, accompagna il padre a far visita a Dexter Styles, un uomo potente che spadroneggia su mezza New York e che, intuisce, è decisivo per la sopravvivenza della sua famiglia. Anna è ipnotizzata dal mare e dall’aria di mistero che sembra circondare la conversazione tra i due adulti. Anni dopo, suo padre è scomparso e l’America si sta preparando a entrare nella Seconda guerra mondiale. File di navi militari punteggiano l’orizzonte davanti ai cantieri navali dove Anna ha trovato lavoro, ora che alle donne è permesso sostituire gli uomini mentre sono al fronte. Anna è audace e combattiva – diventerà la prima donna palombaro! -, pronta a superare tutte le linee che dividono il mondo maschile da quello femminile, i ritrovi per le chiacchiere di signorine nubili dai nightclub dove gangster e ragazze spavalde ballano scatenati. Ed è qui che una sera rivede Dexter Styles e comincia a intuire i misteri che aleggiano attorno alla scomparsa di suo padre. È l’inizio di molti cambiamenti, nella vita di Anna e della sua famiglia, nella storia di New York.

“Una vita da libraio” di Shaun Bythell: Un paesino di provincia sulla costa scozzese e una deliziosa libreria dell’usato. Centomila volumi spalmati su oltre un chilometro e mezzo di scaffali, in un susseguirsi di stanze e stanze zeppe di erudizione, sogni e avventure. Un paradiso per gli amanti dei libri? Be’, piú o meno… Dal cliente che entra per complimentarsi dell’esposizione in vetrina, senza accorgersi che le pentole servono a raccogliere la perdita d’acqua dal tetto, alla vecchietta che chiama periodicamente chiedendo i titoli piú assurdi, alle mille, tenere vicende di quanti decidono di disfarsi dei libri di una vita. The Book Shop, la libreria che Shaun Bythell contro ogni buonsenso ha deciso di prendere in gestione, è diventata un crocevia di storie e il cuore di Wigtown, villaggio scozzese di poche anime. Con puntuta ironia, Shaun racconta i battibecchi quotidiani con la sua unica impiegata perennemente in tuta da sci, e le battaglie, tutte perse, contro Amazon. La sua è l’esistenza dolce e amara di un libraio che non intende mollare. Con l’anticipo dell’edizione italiana, Shaun sta finalmente ricostruendo il tetto della sua libreria.

“L’amante silenzioso” di Clara Sanchez: Rigogliose piante di un verde smeraldo addobbano il patio dove si svolge la cena. Isabel è lì su invito di un’ambasciata spagnola in Africa. Tutti credono che sia una giovane fotografa con la voglia di immortalare i colori e i panorami di quella terra bruciata dal sole. Ma non è questa la verità. Isabel sta cercando qualcuno. Sta cercando, per conto dei suoi genitori, Ezequiel, che si è lasciato tutto alle spalle per ritrovare sé stesso. È stato un uomo a fargli credere di non aver bisogno di null’altro, Maína, che con il suo potere carismatico di persuasione ha legato a sé diverse persone che come Ezequiel si sentivano perse. Perse come amanti silenziosi in cerca d’amore. Isabel deve salvarlo. Deve farlo perché non ci è riuscita con suo fratello che si è affidato a qualcuno con le stesse capacità manipolatorie. Per questo ha accettato questa strana missione, apparentemente semplice: trovare Ezequiel e capire se sta bene. Ma quando Isabel incontra finalmente il ragazzo e conosce Maína capisce che dietro l’obiettivo di regalare nuove prospettive di vita a chi credeva di non averne si cela qualcosa di molto più grande. Attraversando i piccoli villaggi e la natura incontaminata, Isabel si accorge di strani movimenti, nei quali sembra invischiato anche Ezequiel. C’è qualcosa che non torna. Eppure sa che non può fare troppe domande. Perché rischia di essere condizionata e di perdere anche lei il controllo. Perché la sua copertura di fotografa può cadere da un momento all’altro. Perché da sola non è facile farsi scudo da una rete di intrighi e loschi affari. Clara Sánchez riesce sempre a stupire i lettori, che attendono con trepidazione ogni suo nuovo libro. Unica autrice ad aver vinto i tre più importanti premi letterari spagnoli, in Italia ha venduto oltre due milioni di copie ed è sempre presente in classifica. Torna finalmente con un nuovo romanzo anteprima assoluta italiana. In L’amante silenzioso Clara Sánchez descrive una realtà in cui la fragilità è preda di individui manipolatori e senza scrupoli; una realtà in cui il passato non lascia la morsa sul presente; una realtà in cui le ombre non sono mai il riflesso perfetto della verità.

“La ragazza che hai sposato” di Alafair Burke: Quando incontra Jason Powell, Angela non immagina che il loro flirt possa diventare qualcosa di serio: gli uomini li conosce, e non si aspetta molto da questo professore di Economia della New York University, corteggiatissimo e con una brillante carriera davanti a sé. Eppure, pochi anni dopo, eccoli sposati, con un figlio da crescere. Quando però Jason viene accusato da una studentessa di averla molestata, e poco dopo un’altra donna avanza accuse simili, tutto sembra sul punto di spezzarsi e Angela è costretta a guardare da vicino la persona che ha accanto, divisa tra l’istinto di proteggere la sua famiglia, e la sensazione di essere vittima di un terribile tradimento. Divisa tra la giovane poliziotta idealista che vuole aprirle gli occhi nei confronti del marito, e l’avvocatessa di Jason determinata a portare a casa una vittoria. Eppure chi è lei per giudicare? Perché anche Angela, la moglie perfetta, ha un segreto. Un segreto che nessuna donna sposata dovrebbe nascondere al proprio marito. Un segreto che potrebbe rovinare per sempre la sua vita, e quella della sua famiglia. E che a maggior ragione non deve venir fuori adesso. Con lo stesso ritmo irresistibile de “La ragazza nel parco”, Alafair Burke costruisce intorno alla sua protagonista, e ai suoi lettori, una realtà che non è mai quella che appare. Lasciando a chi legge una sola certezza: non c’è nulla di più pericoloso di una bugia detta bene.

“Invidia il prossimo tuo” di John Niven: Alan è un celebre critico gastronomico. È felicemente sposato, ha tre figli e una grande casa a pochi minuti dal centro di Londra. Quando all’uscita della metropolitana rivede quello che in gioventú era il suo «migliore amico», sulle prime non crede ai propri occhi. Craig, il Craig che sembrava destinato a diventare una rockstar di fama internazionale, è invece ridotto a chiedere l’elemosina ai passanti. Alan non deve pensarci su piú di tanto, giusto il tempo di una birra. Lo aiuterà. Lo ospiterà a casa sua fino a quando Craig non si sarà rimesso in carreggiata. Lo fa perché è generoso? Oh, certo. Perché i vecchi amici vanno aiutati? Sicuro, come no. Ma diciamocelo, sostenere Craig gli dà un piacere sottile e feroce: lui ce l’ha fatta, Craig no. Alan sconterà il bene che sta facendo, non c’è dubbio. Perché non c’è nulla di piú odioso del successo degli altri. E nulla ci dà piú gioia del vederli crollare.

NARRATIVA YOUNG ADULT

“Uno di noi sta mentendo” di Karen McManus: Cinque studenti sono costretti a trascorrere un’interminabile ora di punizione nella stessa aula. Bronwyn, occhiali e capelli raccolti da studentessa modello, non ha mai infranto le regole in vita sua e vive per essere ammessa a un’università prestigiosa e rendere fieri i suoi genitori. Nate, capelli scuri disordinati e un giubbino di pelle malandato, è in libertà vigilata per spaccio di erba e sembra a un passo dall’andare completamente alla deriva. Cooper, il ragazzo d’oro con cui tutte vorrebbero stare, è la star della scuola e sogna l’ingaggio in una grande squadra di baseball. Addy, una chioma di folti ricci biondi e un viso grazioso a forma di cuore, sta cercando di tenere insieme i pezzi della sua vita perfetta. Infine Simon, l’emarginato, lo strano, che, per prendersi la sua rivincita su chi lo ha sempre trattato male, si è inventato una app che rivela ogni settimana dettagli piccanti della vita privata degli studenti. Pur conoscendosi da anni, non possono certo definirsi amici. Qualcosa li unisce, però. Nessuno di loro è davvero e fino in fondo come appare. Ognuno di loro dietro alla facciata “pubblica” nasconde molto altro, un mondo di fragilità, insicurezze e paure, ma anche di segreti piccoli e grandi di cui nessuno, o quasi, è a conoscenza. Da quell’aula solo in quattro usciranno vivi. All’improvviso e senza apparente motivo, Simon cade a terra davanti ai compagni e muore. Non appena si capisce che quella che sembrava una morte dovuta a un improvviso malore in realtà è un omicidio, il mondo di Bronwyn, Nate, Cooper e Addy inizia a vacillare. E crolla definitivamente quando la polizia scopre che i protagonisti di un ultimo post mai pubblicato di Simon sono proprio loro. In men che non si dica, i quattro ragazzi da semplici testimoni diventano i principali indagati dell’omicidio…

“The cage. Uno di noi mente” di Lorenzo Ostuni: Ray si sveglia in una cella. È solo. Non si ricorda nulla. Né come ci è arrivato, né perché. Indossa una divisa che non conosce, gialla come la luce che illumina la piccola stanza in cui è rinchiuso. Porta al polso destro un braccialetto senza fibbia simile a un display spento. Dove si trova? Non lo sa. I ricordi arriveranno poi, poco per volta. Scoprirà presto di non essere solo in questa misteriosa prigione. Con lui ci sono altri sei prigionieri. Ognuno ha ricevuto delle strane istruzioni da seguire, insieme a un curioso oggetto recapitato sotto la porta della cella. Hanno solo poche ore per salvarsi. Si parlano, si interrogano sul perché di quegli strani messaggi, cercano disperatamente informazioni e una via di fuga: litigano, si accusano vicendevolmente ma alla fine dovranno fare squadra… Perché c’è solo un modo per provare a uscire di lì. Fidarsi delle istruzioni. E degli altri… Anche se uno di loro forse mente. Come in un assurdo, tragico videogioco, prova dopo prova, enigma dopo enigma i ragazzi riusciranno a scoprire cosa è accaduto, chi sono i loro carcerieri e cosa li attende là fuori.

“Koridwen. U4 – Vol.1” di Yves Grevet: Il mondo è popolato solo da adolescenti che hanno tra 15 e 18 anni: gli unici sopravvissuti al virus U4. Ko-ridwen vive in una fattoria isolata in Bretagna dove, da sola, prova a rimettere in piedi la propria vita. Fino al giorno in cui tutto cambia. Fino al giorno in cui scopre di essere la prescelta per fermare il virus nella sua corsa mortale. Koridwen non capisce perché abbiano scelto proprio a lei, ma non può non rispondere al misterioso appello che ha ricevuto da Khronos, il game master di Warriors of Time, il videogioco online di cui era appassionata prima della catastrofe: deve trovarsi il 24 dicembre a mezzanotte sotto l’orologio più antico di Parigi. Spetta a lei salvare il mondo. Koridwen ha paura, eppure sa che c’è una sola cosa che può darle la forza di affrontare il suo destino: la lettera che la nonna le ha lasciato e che le rivelerà il segreto che si nasconde nel suo nome. Quello che trova arrivata nella capitale francese è una realtà totalmente nel caos: il cibo scarseggia, le comunicazioni sono impossibili, non c’è elettricità e i monumenti più importanti della città sono stati presi d’assalto. Ko-ridwen deve fare di tutto per proteggere la sua vita e raggiungere il luogo dell’appuntamento. Ma non è sola. Con lei altri tre ragazzi, altri tre prescelti: Jules che ha tra le mani segreti che non può svelare; Stéphane, convinta che il padre medico non sia morto; e Yannis, assetato di vendetta per la morte della sorellina. Insieme sono l’unica speranza di salvezza per l’umanità. Non c’è tempo per la paura, i dubbi, le incertezze: anche se sono solo quattro ragazzi devono sfoderare il loro coraggio e tutte le loro risorse. Perché nessuno sa cosa li aspetta. Nessuno sa cosa dovranno affrontare. Nessuno sa perché è toccato proprio a loro. L’unica cosa sicura è che il futuro è nelle loro mani.

NARRATIVA GIALLA E THRILLER

“Un covo di Bastardi” di Mick Herron: Li chiamano “i brocchi”. Sono gli uomini di Jackson Lamb, un branco di perdenti, di cavalli azzoppati. Una manica di alcolizzati, drogati, disadattati, gente che, a un certo punto della propria vita, ha imboccato lo svincolo sbagliato e ha deragliato, incasinando tutto. Sono gli agenti segreti di serie B, quelli di cui l’intelligence si vergogna, agenti masticati e risputati fuori dal sistema perché macchiati da una qualche incancellabile colpa e ora parcheggiati lontano da Regent’s Park in una specie di prigione per falliti, a svolgere inani fatiche di Sisifo – interminabili controlli di vecchi elenchi telefonici o di scartoffie impolverate – in attesa che si sfiniscano da soli e mollino il colpo. Solo che nessuno di loro ha smesso di sognare di tornare al servizio attivo. Quando un ragazzo musulmano viene rapito, con la minaccia di decapitarlo in diretta sul web e su tutti i telegiornali, i brocchi fiutano l’occasione per riscattarsi. Il rapimento fa parte di un piano molto più articolato e sventarlo non sarà né facile né privo di rischi e di vittime. Tuttavia Jackson Lamb sa fin troppo bene che c’è sempre un costo da pagare e che di perdenti è pieno il mondo. Presto ne arriveranno di nuovi a riempire le file della sua squadra.

“Sola sull’oceano” di Mary Higgins Clark: Costruita per una clientela esclusiva, la Queen Charlotte sta salpando dal porto sul fiume Hudson per la sua crociera inaugurale. A bordo della bellissima nave salgono personaggi famosi, ricche signore, fortunati vincitori di biglietti premio e alcuni brillanti speaker che allieteranno le giornate dei viaggiatori con le loro conferenze. L’atmosfera è sfarzosa, come in certi romanzi alla Agatha Christie, e la traversata promette di essere splendida. Anche perché si dice che una delle passeggere, Lady Emily Haywood, indosserà per la prima volta l’inestimabile collana di smeraldi che pare sia appartenuta a Cleopatra. E che, secondo la leggenda, reca con sé una maledizione: chi la porta in mare non vivrà abbastanza da tornare a riva. Naturalmente, nessuno crede a quella vecchia storia. Sennonché, a tre giorni dalla partenza, Lady Em è ritrovata cadavere e la collana è scomparsa. La lista dei sospetti è lunga, ma chi è il vero colpevole? L’assistente devota? Il giovane avvocato che voleva convincere Lady Em a rendere il collier all’Egitto, suo proprietario legittimo? O Celia Kilbride, l’esperta di pietre preziose amica della vecchia signora? Per fortuna, a indagare sono due infallibili quanto fortunati investigatori, che si trovano lì per festeggiare il loro quarantacinquesimo anniversario di matrimonio: Alvirah e Will Meehan, questa volta, dovranno districare una matassa più intricata che mai.

“La Condanna” di Anne Holt: Dina ha solo tre anni quando viene investita da una macchina. Poco dopo, sua madre muore in maniera sospetta e il padre di Dina, Jonas, viene condannato per il suo omicidio. Quindici anni dopo, nel 2016, il detective Henrik Holme deve occuparsi di quello che è ormai un cold case. Sembra un fascicolo come tanti tra quelli finiti nel tempo sulla sua scrivania, ma fin da subito qualcosa non quadra, nell’arresto e nel processo di Jonas. Cosí, Holme prova a convincere la donna che gli ha insegnato il mestiere, Hanne Wilhelmsen, che Jonas potrebbe essere stato vittima di un errore giudiziario. Insieme, i due investigatori non ci metteranno molto a scoprire che le cose sono molto piú complesse di quanto non appaiano a prima vista e che quello di Jonas è legato a un recente, supposto caso di suicidio. Si è davvero trattato di un errore giudiziario? Un innocente è stato davvero condannato? È quanto Hanne e Henrik devono scoprire.

“Colpisci il tuo cuore” di Amelie Nothomb: Marie è una diciannovenne che gode nel suscitare l’invidia delle coetanee per la sua straordinaria bellezza. Quando va in sposa a un giovane benestante, fatica ad accettare la nascita della figlia Diane, bambina incantevole che attira su di sé l’attenzione di tutti. Il distacco della madre sarà motivo di un’enorme sofferenza per Diane, sofferenza che plasmerà il suo carattere e la influenzerà nelle sue scelte di vita. Una storia di amore assoluto, in cui invidia, gelosia e rabbia si muovono all’interno del testo come personaggi silenziosi in grado di far sussultare ad ogni pagina.

NARRATIVA HORROR E GOTICA

“Horror. Storie di sangue, spiriti e segreti” di Dario Argento: Dario Argento torna con questa raccolta di racconti alla scrittura, per aprire nuovi sipari nei quali animare fiabe maledette, creando così immagini che diventano pitture dove demoni, streghe e il sovrannaturale si mescolano col reale. Il suo orrore fantastico giace sempre pronto a sorprendere sotto una verosimiglianza che sappiamo può, a sua volta, venire sconvolta. E verosimili sono infatti le storie che escono dalla sua penna: bambini e giovani donne, studiosi e personaggi storici, guerriglieri, demoni e creature chimeriche, che vivono vicende inquietanti e spaventose. La sua scrittura crea scene definite e nitide, ma anche emotivamente coinvolgenti, capaci di coniugare suspense, dilemmi etici e tormenti umani. Innumerevoli tracce del suo talento cinematografico si possono riconoscere in questi racconti dall’ambientazione più varia: il set delle storie sono infatti luoghi angoscianti e fantastici ma al tempo stesso reali, come la Villa dei Mostri di Palagonia, gli Uffizi di Firenze, un’isola indonesiana, la Biblioteca Angelica di Roma… Al lettore, mentre segue le vicende di personaggi che si muovono tra straordinari musei e diroccati palazzi barocchi, tra castelli del passato e grattacieli del futuro, viene unicamente lasciata la facoltà di tenere sotto controllo l’accelerazione del proprio battito cardiaco. Ci ritroviamo a vivere storie senza censura e situazioni che sono destinate a turbarci e sorprenderci. L’azione e il ritmo si fanno musica e ci trascinano in una dimensione onirica e fantastica e, come avviene nei suoi film, riconosciamo in questi racconti dalle trame inattese quel dialogo con la paura, con l’inquietudine, con le ombre dei paesaggi e dell’animo umano, con i bagliori irreali e con la tensione che formano la cifra più profonda del suo sentire artistico. E infatti del maestro del cinema italiano ritroviamo nello scrittore Argento tutti i dualismi della nostra folle natura, le contraddizioni che nutrono le nostre fantasie, i sotterranei movimenti dell’inconscio, l’eterno balletto tra pericolo e salvezza, tra sogno e realtà.

“La scatola dei bottoni di Gwendy” Stephen King: Che cosa accomuna una ragazza che non si arrende e un seducente uomo in nero? Una cosa preziosa: una scatola in mogano coperta da una serie di bottoni colorati. Ma che cosa ottenere premendoli dipende solo da lei. Gwendy Peterson ha dodici anni e vive a Castle Rock, una cittadina piccola e timorata di Dio. È cicciottella e per questo vittima del bullo della scuola, che è riuscito a farla prendere in giro da metà dei compagni. Per sfuggire alla persecuzione, Gwendy corre tutte le mattine sulla Scala del Suicidio (un promontorio sopraelevato che prende il nome da un tragico evento avvenuto anni prima), a costo di arrivare in cima senza fiato. Ha un piano per l’estate: correre tanto da diventare così magra che l’odioso stronzetto non le darà più fastidio. Un giorno, mentre boccheggia per riprendere il respiro, Gwendy è sorpresa da una presenza inaspettata: un singolare uomo in nero. Alto, gli occhi azzurri, un lungo pastrano che fa a pugni con la temperatura canicolare, l’uomo si presenta educatamente: è Mr. Farris, e la osserva da un pezzo. Come tutti i bambini, Gwendy si è sentita mille volte dire di non dare confidenza agli sconosciuti, ma questo sembra davvero speciale, dolce e convincente. E ha un regalo per lei, che è una ragazza tanto coscienziosa e responsabile. Una scatola, la sua scatola. Un bell’oggetto di mogano antico e solido, coperto da una serie di bottoni colorati. Che cosa ottenere premendoli dipende solo da Gwendy. Nel bene e nel male.

Novità sullo scaffale – Febbraio 2018

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NARRATIVA ITALIANA

“Storie della buonanotte per bambine Ribelli Vol. 2” di Francesca Cavallo e Elena Favilli: C’erano una volta cento ragazze che hanno cambiato il mondo. Ora ce ne sono molte, molte di più! “Storie della buonanotte per bambine ribelli” è diventato un movimento globale e un simbolo di libertà. Le autrici Francesca Cavallo ed Elena Favilli tornano con cento nuove storie per ispirare le bambine – e i bambini – a sognare senza confini: Audrey Hepburn, che mangiava tulipani per sopravvivere alla fame ed è poi diventata un’inarrivabile icona di stile e una straordinaria filantropa; Bebe Vio, grintosissima campionessa di scherma malgrado una grave malattia; J.K. Rowling, che ha trasformato il fallimento in un punto di forza e ha cambiato per sempre la storia della letteratura. Poetesse, chirurghe, astronaute, giudici, acrobate, imprenditrici, vulcanologhe: cento nuove avventure, cento nuovi ritratti per ispirarci ancora e dirci che a ogni età, epoca e latitudine, vale sempre la pena di lottare per l’uguaglianza e di procedere a passo svelto verso un futuro più giusto. Età di lettura: da 8 anni.

“Il marchio ribelle” di Nicolai Lilin: Nicolai Lilin torna a Fiume Basso, il quartiere di Bender in cui è nato e cresciuto. E ci racconta la sua storia con gli occhi di un ragazzino che per la fretta di diventare grande è disposto a buttarsi negli scontri piú violenti. Ma anche a trascorrere le giornate al fiume insieme ai suoi amici, giocando a farsi trasportare dalla corrente. Kolima impara a schivare i colpi nelle risse, impara i codici della guerra fra bande, ma soprattutto impara a conoscere il mondo attraverso i tatuaggi. Nella periferia degradata dell’ex Urss tutto sta cambiando. Alcuni criminali accettano il traffico di droga, altri restano all’angolo. C’è chi viene a patti con la polizia e chi si rifiuta e si rifiuterà sempre di farlo. È in atto una guerra interna fra vecchie e giovani leve, che ha frammentato la criminalità organizzata. E in questa spaccatura si fanno strada con ferocia le nuove bande. I Ladruncoli, la sezione giovanile della casta Seme nero, i Fratellini, appassionati di sport da combattimento, i Punk, anarcoidi e spesso ubriachi o drogati, i Metallari, i piú temprati già ai tempi dell’Urss, le Teste d’Acciaio, di chiara impronta nazifascista. Ciascuna banda ha un modo differente di tatuarsi. Il tatuaggio è un collante sociale, segna l’appartenenza, ma è anche uno strumento di comunicazione, in certi casi addirittura un linguaggio. A patto di non infrangere il tabú: mai chiedere a un criminale cosa significa il disegno che ha addosso. I tatuaggi riprodotti in questo libro sono una chiave per entrare in un mondo. Perché ogni fuorilegge sulla pelle porta una firma, che è l’espressione dei suoi sogni e della sua storia, e insieme un’ammissione di paura. L’unica confessione che farà mai dei suoi peccati. Forse persino l’ultimo disperato tentativo di strappare la propria anima dalle zanne del demonio.
“Davanti agli occhi” di Roberto Emanuelli: Succede e basta. Senza sapere perché, senza sapere quando. È una frazione di secondo, come quando inizia a piovere o a nevicare. Le cose belle si presentano così, all’improvviso. Basta un attimo, uno solo, ed ecco che la vita ti travolge, anche se ormai non ci credevi più. Come Luca, che a trent’anni ha già fatto un voltafaccia a se stesso rinunciando al sogno di diventare scrittore per inseguire soldi e successo: ora le giornate gli sembrano tutte uguali, note di una melodia suonata senza passione. Chiuso nel suo ufficio da broker, sente di aver nascosto la parte più importante di sé, quella che non ha paura di ascoltare il cuore. Ma come puoi ascoltare il cuore se non gli permetti di tirar fuori la voce? Come puoi inseguire i sogni, se non sai più riconoscerli? È proprio in questi momenti, quando tutto sembra perduto, che ci capitano le cose migliori. E appena incontra Mary, Luca non ha dubbi: lei è la sua cosa migliore. Bellissima, irraggiungibile, inafferrabile come il colore dei suoi occhi, Mary richiede impegno per essere conquistata, perché è questo che fanno i veri tesori. Adesso, finalmente, Luca sa cosa vuole: vuole mettersi in gioco, vuole sbagliare, lasciare che le emozioni lo investano come un treno in corsa. Vuole innamorarsi. Vuole Mary. Perché rinnegare la propria natura non è mai una buona idea. E non è mai troppo tardi per ballare al ritmo del cuore.

“Il veleno dei ricordi” di Matteo Fontana: Chi racconta ha temporaneamente perso la memoria a causa di un forte trauma. Ricoverato in una clinica in Alaska, su di lui sono state rinvenute persistenti tracce radioattive e il dottor Mills, che lo ha in cura, si convince che l’uomo sia sopravvissuto a un disastro nucleare. Grazie ai frequenti dialoghi con lo psichiatra, in lui riaffiora il volto di una donna, sempre più insistente: non ricorda il suo nome, ma sente di averla amata. In seguito gli tornano alla mente voci e suoni di una città distrutta – che nel romanzo non ha nome, ma è facilmente identificabile con Pripyat, la più vicina al reattore di Chernobyl. Il bisogno di recuperare la propria identità e la speranza di incontrare quella donna misteriosa lo spingono a fuggire dalla clinica per tornare nei luoghi dove è intrappolata la sua memoria. Nella città apparentemente abbandonata, il protagonista incontra persone in cerca di risposte, tra case deserte piene di ricordi altrui, prati vetrificati e la Centrale che domina la città come un grande mostro dormiente. Nella zona contaminata nuovi ricordi vengono a galla, legati alla donna amata, ma anche a un carissimo amico in comune. Riemergono frammenti del tempo perduto, discussioni appassionate sui libri prediletti, le partite a scacchi, le passeggiate, il lavoro alla Centrale. Tuttavia gli oggetti sembrano restituirgli anche un passato colpevole, l’ombra di un tradimento che si allunga sino al giorno dell’incidente nucleare, ripercorso nel suo drammatico crescendo.

“uomini che restano” di Sara Rattaro: All’inizio non si accorgono nemmeno l’una dell’altra, ognuna rapita dal panorama di Genova, ognuna intenta a scrivere sul cielo limpido pensieri che dentro fanno troppo male. Fosca e Valeria si incontrano per caso nella loro città, sul tetto di un palazzo dove entrambe si sono rifugiate nel tentativo di sfuggire al senso di abbandono che a volte la vita ti consegna a sorpresa, senza chiederti se ti senti pronta. Fosca è scappata da Milano e dalla confessione scioccante con cui suo marito ha messo fine in un istante alla loro lunga storia, una verità che per anni ha taciuto a lei, a tutti, persino a se stesso. Valeria nasconde sotto un caschetto perfetto e un sorriso solare i segni di una malattia che sta affrontando senza il conforto dell’uomo che amava, perché lui non è disposto a condividere con lei anche la cattiva sorte. Quel vuoto le avvicina, ma a unirle più profondamente sarà ben presto un’amicizia vera, di quelle che ti fanno sentire a casa. Perché la stessa vita che senza preavviso ti strappa ciò a cui tieni, non esita a stupirti con tutto il buono che può nascondersi dietro una fine. Ti porta a perderti, per ritrovarti. Ti costringe a dire addio, per concederti una seconda possibilità. Ti libera da chi sa soltanto fuggire, per farti scoprire chi è disposto a tutto pur di restare al tuo fianco: affetti tenaci, nuovi amici e amici di sempre, amori che non fanno promesse a metà. Sara Rattaro racconta le nostre emozioni come se sapesse leggerci dentro. Sono nostre le paure e le speranze, le illusioni e gli smarrimenti di fronte alle mille variabili dell’amore, alle traiettorie imprevedibili dell’esistenza. Sono eroi normali quelli che vincono in questa storia, donne e uomini che hanno il coraggio di lottare nei momenti più duri, di accettarsi senza indossare maschere, di tenere aperta la porta del cuore per esporsi al destino e ricominciare.

“Storia della mia ansia” di Daria Bignardi: Un pomeriggio di tre anni fa, mentre stavo sul divano a leggere, un’idea mi ha trapassata come un raggio dall’astronave dei marziani. Vorrei raccontare così l’ispirazione di questo romanzo, ma penso fosse un’idea che avevo da tutta la vita. “Sappiamo già tutto di noi, fin da bambini, anche se facciamo finta di niente” dice Lea, la protagonista della storia.
Ho immaginato una donna che capisce di non doversi più vergognare del suo lato buio, l’ansia. Lea odia l’ansia perché sua madre ne era devastata, ma crescendo si rende conto di non poter sfuggire allo stesso destino: è preda di pensieri ossessivi su tutto quello che non va nella sua vita, che, a dire il vero, funzionerebbe abbastanza. Ha tre figli, un lavoro stimolante e Shlomo, il marito israeliano di cui è innamorata. Ma la loro relazione è conflittuale, infelice.
“Shlomo sostiene che innamorarci sia stata una disgrazia. Credo di soffrire più di lui per quest’amore disgraziato, ma Shlomo non parla delle sue sofferenze. Shlomo non parla di sentimenti, sesso, salute. La sua freddezza mi fa male in un punto preciso del corpo.” Perché certe persone si innamorano proprio di chi le fa soffrire? E fino a che punto il corpo può sopportare l’infelicità in amore?
Nella vita di Lea improvvisamente irrompono una malattia e nuovi incontri, che lei accoglie con curiosità, quasi con allegria: nessuno è più di buon umore di un ansioso, di un depresso o di uno scrittore, quando gli succede qualcosa di grosso.

“Sentimi” di Tea Ranno: Durante una notte surreale, e nello stesso tempo fin troppo reale, una donna, una scrittrice, tornata nel paese siciliano dove è nata, nella piazza dove passeggiava bambina, ascolta decine di voci che giungono da un altrove indistinto, che si fanno strada in una nebbia strana, inquietante. Sono voci di donne morte, che vogliono, devono, raccontare le loro storie perché la scrittrice le trascini fuori dall’oblio al quale sono destinate. Sono storie quasi sempre dolorose, a volte tragiche, che hanno una caratteristica in comune: l’umanità delle protagoniste, la loro complessità emotiva e intellettuale, i loro sentimenti, le loro vite vere, insomma, tutto viene sempre e inesorabilmente annullato nella dicotomia maschile della donna «santa o buttana». Ma non solo per raccontarsi, i fantasmi di queste donne parlano all’autrice: c’è anche un’altra storia, che tutte le coinvolge, e che vogliono si sappia. La storia di Adele, figlia di Rosa, ma non del suo legittimo marito, Rosario. E la colpa più grave di Adele è quella di avere i capelli rossi, come il suo vero padre, segno inequivocabile del tradimento, della colpa, delle corna. Per questo Rosario passerà il resto della sua vita nel tentativo di uccidere la bambina, poi ragazza. E per questo le donne del paese, le stesse donne che si raccontano, faranno di tutto per salvarla. Perché levare almeno la piccola Adele dai meccanismi mentali malati di questi maschi brutali, ancestrali e irredimibili, vorrebbe dire aver salvato tutte loro.

“Un ragazzo normale” di Lorenzo Marone: Mimì, dodici anni, occhiali, parlantina da sapientone e la fissa per i fumetti, gli astronauti e Karate Kid, abita in uno stabile del Vomero, a Napoli, dove suo padre lavora come portiere. Passa le giornate sul marciapiede insieme al suo migliore amico Sasà, un piccolo scugnizzo, o nel bilocale che condivide con i genitori, la sorella adolescente e i nonni. Nel 1985, l’anno in cui tutto cambia, Mimì si sta esercitando nella trasmissione del pensiero, architetta piani per riuscire a comprarsi un costume da Spiderman e cerca il modo di attaccare bottone con Viola convincendola a portare da mangiare a Morla, la tartaruga che vive sul grande balcone all’ultimo piano. Ma, soprattutto, conosce Giancarlo, il suo supereroe. Che, al posto della Batmobile, ha una Mehari verde. Che non vola né sposta montagne, ma scrive. E che come armi ha un’agenda e una biro, con cui si batte per sconfiggere il male. Giancarlo è Giancarlo Siani, il giornalista de «Il Mattino» che cadrà vittima della camorra proprio quell’anno e davanti a quel palazzo. Nei mesi precedenti al 23 settembre, il giorno in cui il giovane giornalista verrà ucciso, e nel piccolo mondo circoscritto dello stabile del Vomero (trenta piastrelle di portineria che proteggono e soffocano al tempo stesso), Mimì diventa grande. E scopre l’importanza dell’amicizia e dei legami veri, i palpiti del primo amore, il valore salvifico delle storie e delle parole. Perché i supereroi forse non esistono, ma il ricordo delle persone speciali e le loro piccole grandi azioni restano.

NARRATIVA STRANIERA

“L’amante indecisa” di Lucas Pereyra: Lucas Pereyra ha quarant’anni, è padre da poco ed è squattrinato. Ha chiesto alla moglie i soldi per poter andare a Montevideo a ritirare un cospicuo anticipo per due libri ancora da scrivere. Non è però questa l’unica ragione del suo viaggio in Uruguay. Abbagliato dal ricordo di una giovane donna incontrata qualche mese prima, e sopraffatto dalle necessità e dalle stanchezze di un matrimonio messo alla prova dalla nascita di un figlio, Lucas sogna di usare questa partenza per fuggire e non tornare più. Lontano da Buenos Aires e immerso in una città idealizzata – «come nei sogni, a Montevideo le cose mi apparivano familiari però diverse. Erano, eppure non erano» –, sceglie di abbandonarsi alla bellezza di una donna uruguayana, Magalí Guerra, e di consumare un tradimento che assumerà esiti del tutto inattesi. L’amante indecisa è un romanzo inquietante, disincantato e dotato di un sarcasmo a tratti feroce; una storia che racconta il desiderio e le ferite dell’amore, la necessità furiosa di capire cosa vogliamo e cosa siamo disposti a perdere per averlo. Pedro Mairal riesce a coinvolgere e a convincere chi conosce i dubbi della maturità e il timore di non avere più scelta. Con questa ultima opera l’autore ha raggiunto una popolarità improvvisa e oggi è tra i nomi più apprezzati della letteratura ispanica contemporanea.

“Parlarne tra amici” di Sally Rooney: Frances è una ragazza acuta e razionale, analizza ogni istante della sua esistenza e decide qual è la posizione più adatta da assumere per sembrare a proprio agio. Anche se forse non si è mai interrogata su cosa significhi essere davvero a proprio agio con se stessa. Frequenta l’università a Dublino, e scrive poesie che la sua amica Bobbi mette in scena durante serate frequentate da un’umanità molto attenta a occupare il posto giusto. Frances ha con Bobbi, che è lesbica, un rapporto strano, fatto di ammirazione e sudditanza; Bobbi le sembra così certa del suo ruolo, quasi non lo stesse soltanto recitando. Durante uno dei loro reading incontrano Melissa, una fotografa e scrittrice molto apprezzata. E iniziano a frequentare lei e il marito Nick, un attore di una certa fama. Parlano tra di loro di qualsiasi cosa: sesso, politica, arte, religione, convinti di potersi mettere al riparo dai sentimenti che intanto dentro di loro crescono. Sono belli, intelligenti, votati al successo e anticonformisti, pensano che le piccole meschinità dei rapporti umani non li riguardino, e invece scopriranno di essere soggetti alle stesse irrazionali leggi emotive di chiunque altro. E scopriranno di potersi fare molto male.

“Isola” di Siri Ranva Hjelm Jacobsen: Dopo la morte della nonna, una giovane ragazza danese decide di tornare a Suduroy – l’isola dell’arcipelago delle Faroe da cui proviene la sua famiglia – a cercare le sue origini in una cultura che ha ereditato ma che non le appartiene e in una lingua estranea in cui «non sa neppure pronunciare il suo nome.» L’unico legame concreto con quel mondo è il rapporto con i nonni Marita e Fritz, emigrati in Danimarca negli anni ’30, la sua immaginazione e tutti gli aneddoti che fin da piccola le hanno raccontato. È stata la vita durissima dei pescatori nel mare del Nord, «il posto in cui l’uomo è meno benvenuto al mondo» a far nascere in Fritz il desiderio di un destino diverso, ed è l’urgente desiderio di felicità e la necessità di sfuggire alla durezza della vita a guidare tutta questa grande saga famigliare che si snoda tra la Danimarca e isole sperdute nell’Oceano Atlantico del Nord. Una storia che racconta quasi un secolo di storia e di vite, dall’amore segreto tra Marita e Ragnarr il Rosso, al patto tra Jegvan e Ingrún, la più ricca dell’isola, e allo sfortunato destino del figlio di Beate, passando attraverso la Seconda guerra mondiale, il protettorato inglese e la lotta per l’indipendenza. Con una lingua ispirata, densa, poetica e a tratti incantata Siri Ranva Hjelm Jacobsen ci parla di amore, di emigrazione, di quello che si perde e si acquista nel nascere in un paese straniero, della nostalgia di casa, della riscoperta delle proprie radici e delle leggende popolari che sopravvivono allo scorrere del tempo. E sullo sfondo di tutta la narrazione, una natura grandiosa e indomita che non si piega mai alla volontà umana e anzi sopravvive nel cuore della protagonista, che non vi è nata, eppure non può fare a meno di amarla.

“La libreria dove tutto è possibile” di Stephanie Butland: Nel cuore di York, nel Nord dell’Inghilterra, c’è una piccola e fornitissima libreria. È il rifugio preferito della giovane Loveday Cardew. L’unico luogo che sia mai riuscita a chiamare casa. Solo qui si sente al sicuro. Solo qui può prendersi cura dei libri proprio come i libri si prendono cura di lei. Perché è attraverso le loro pagine che la giovane libraia riesce a comunicare le emozioni e i sentimenti più profondi: la solitudine di Anna Karenina; la gioia di vivere di La fiera della vanità; le passioni travolgenti di Cime tempestose. Fino al giorno in cui comincia a ricevere misteriosi pacchi ricolmi dei libri con cui è cresciuta, e inizia a pensare che qualcuno stia cercando di mandarle un messaggio. Qualcuno che, forse, la conosce bene e che conosce anche la sua infanzia, divisa tra una madre assente e una donna che ha cercato di esserne il sostituto. Un’infanzia piena di ricordi difficili. Loveday non ha la minima idea di chi possa essere e del motivo per cui il misterioso mittente si ostini a non lasciarla in pace. Sa solo che non può più continuare a nascondersi e a fare finta di niente: se vuole costruirsi un futuro diverso, migliore, deve affrontare il passato che ha fatto di tutto per lasciarsi alle spalle. Al suo fianco, pronto ad aiutarla a raccogliere tutto il coraggio di cui ha bisogno, c’è il brillante e dolcissimo Nathan, poeta in erba, l’unico che sembra conoscere la strada per arrivare al suo cuore. A poco a poco, con i suoi versi pieni di speranza, riesce a scalfire il guscio che Loveday si è costruita intorno e a regalarle la promessa di una felicità che lei, in fondo, non vede l’ora di afferrare. La libreria dove tutto è possibile è un esordio brillante e originale che ha saputo conquistare il cuore dei librai di tutto il mondo. Nessun’altro romanzo è riuscito a dipingere in modo altrettanto emozionante e delicato la realtà quotidiana di una libreria e la passione di un libraio che, da custode della letteratura, ne fa dono a piccoli e grandi lettori. Perché la libreria è il luogo giusto per trovare la risposta a tutte le nostre domande: basta saper ascoltare e fidarsi di quello che i libri hanno da raccontarci.

 

NARRATIVA YOUNG ADULT

“Abbastanza” di Sofia Viscardi: È l’anno della maturità, a Milano, il duemiladiciotto, tutti con lo sguardo rivolto agli smartphone e il cielo grigio che però nessuno guarda mai. All’inizio di questa storia i protagonisti non sono amici. A dirla tutta nemmeno si piacciono. Come succede spesso prima dei vent’anni, però, dei perfetti sconosciuti diventano amici inseparabili e reciprocamente indispensabili con la velocità e la leggerezza di una foglia gialla che si stacca da un albero e si appoggia al suolo. E, più o meno, questo è il caso di Ange, Leo, Cate e Marco e un sacco di altra gente che si incontra nei locali di Milano. Ma detto in questo modo sembra tutto di una banalità estrema. Potrei dirvi tante altre cose, per convincervi che non è così, tipo che a un certo punto due di loro si innamorano, che poi partono, tornano, litigano e fanno pace, si divertono molto e quasi sempre, piangono, vivono, viaggiano, ascoltano musica, ballano e bevono un sacco di birre. Qualcuno addirittura studia e si prepara diligentemente all’esame. E intanto il cielo è diventato azzurro. Però, più che altro, è figo se lo leggete, che spero sia un po’ come viverlo, perché quello era il mio intento mentre lo scrivevo. Farlo vivere a chi l’avrebbe letto, dico. Il tutto è raccontato un po’ come capita, in ordine sparso, con qualche flashback e persino qualche flashforward, che è il contrario del flashback, cioè racconta prima una cosa che capita dopo, da tanti punti di vista diversi. Che poi è un po’ come quando lo vivi, l’anno della maturità, che è tutto un po’ un casino. Sofi

NARRATIVA GIALLA/THRILLER

“Nome in codice Doris Brilli” di Andrea Vitali: La notte del 6 maggio 1928, i carabinieri di Porta Ticinese a Milano fermano due persone per schiamazzi notturni e rissa. Uno è un trentacinquenne, studente universitario provvisto di tesserino da giornalista. Interrogato, snocciola una lista di conoscenze che arriva fino al direttore del «Popolo d’Italia», quel Mussolini fratello di…, per accreditare la sua versione, ovvero che è stato fatto oggetto di adescamento indesiderato. L’altra è una bella ragazza che, naturalmente, sostiene il contrario. Ma amicizie per farsi rispettare non ne ha, e soprattutto non ha con sé i documenti, per cui devono crederle sulla parola circa l’identità e la provenienza: Desolina Berilli, in arte, essendo cantante e ballerina, Doris Brilli, di Bellano. E dunque, la mattina dopo, la ragazza viene scortata al paese natio. Che se ne occupi il nuovo comandante, tale Ernesto Maccadò, giovane maresciallo di origini calabresi giunto sulle sponde del lago di Como da pochi mesi. E lui, il Maccadò, turbato per il clima infausto che ha spento l’allegria sul volto della fresca sposa Maristella, coglie al volo l’occasione per fare il suo mestiere, ignaro delle complicazioni e delle implicazioni che il caso Doris Brilli è potenzialmente in grado di scatenare.
Con Nome d’arte Doris Brilli, Andrea Vitali inaugura una serie di romanzi che hanno per protagonista uno dei personaggi più amati dal pubblico dei suoi lettori, il maresciallo Ernesto Maccadò, presente nelle storie di maggior successo come La signorina Tecla Manzi, Olive comprese, La mamma del sole, Galeotto fu il collier, Quattro sberle benedette, Le belle Cece, A cantare fu il cane, raccontando i suoi esordi alla caserma di Bellano, e il suo faticoso acclimatarsi, non solo per via del tempo meteorologico.

“Tokyo Express” di Seicho Matsumoto: In una cala rocciosa della baia di Hakata, i corpi di un uomo e di una donna vengono rinvenuti all’alba. Entrambi sono giovani e belli. Il colorito acceso delle guance rivela che hanno assunto del cianuro. Un suicidio d’amore, non ci sono dubbi. La polizia di Fukuoka sembra quasi delusa: niente indagini, niente colpevole. Ma, almeno agli occhi di Torigai Jutaro, vecchio investigatore dall’aria indolente e dagli abiti logori, e del suo giovane collega di Tokyo, Mihara Kiichi, qualcosa non torna: se i due sono arrivati con il medesimo rapido da Tokyo, perché mai lui, Sayama Ken’ichi, funzionario di un ministero al centro di un grosso scandalo per corruzione, è rimasto cinque giorni chiuso in albergo in attesa di una telefonata? E perché poi se n’è andato precipitosamente lasciando una valigia? Ma soprattutto: dov’era intanto lei, l’amante, la seducente Otoki, che di professione intratteneva i clienti in un ristorante? Bizzarro comportamento per due che hanno deciso di farla finita. Per fortuna sia Torigai che Mihara diffidano delle idee preconcette, e sono dotati di una perseveranza e di un intuito fuori del comune. Perché chi ha ordito quella gelida, impeccabile macchinazione è una mente diabolica, capace di capovolgere la realtà. Non solo: è un genio nella gestione del tempo. Con questo noir dal fascino ossessivo, tutto incentrato su orari e nomi di treni – un congegno perfetto che ruota intorno a una manciata di minuti -, Matsumoto ha firmato un’indagine impossibile, ma anche un libro allusivo, che sa con sottigliezza far parlare il Giappone. «Si era appena fatto giorno. Il mare era avvolto in una foschia lattiginosa. Shikanoshima, l’isola dei cervi, si vedeva a malapena, così come il sentiero del mare. Tirava una brezza fredda e salmastra. L’operaio, col bavero alzato e il capo chino, procedeva a passo svelto. Attraversava quella spiaggia rocciosa per arrivare prima in fabbrica, come era sua abitudine. Ma qualcosa di totalmente inatteso attirò il suo sguardo, sempre rivolto al suolo. Due corpi adagiati su una lastra di roccia scura stonavano incredibilmente con quel paesaggio a lui così familiare».

“Il ladro di bambini tristi” di Belinda Bauer: Un’ombra cupa si allunga sull’estate calda e rigogliosa dell’Exmoor: fra le ginestre e l’erica della brughiera, è un susseguirsi inspiegabile di rapimenti di bambini. Voi non li amate, accusa uno dei biglietti lasciati dal misterioso rapitore. Cosa lo spinge a compiere un gesto così crudele e immotivato? Il piccolo villaggio di Shipcott si ritrova alla mercé di un orco psicopatico, e ancora una volta Steven Lamb (ormai diciassettenne, e teneramente innamorato di Emily) finisce suo malgrado al centro di una vicenda in cui niente – e soprattutto nessuno – è quello che sembra. Steven è proprio sicuro che Jonas Holly, il poliziotto del villaggio, abbia assassinato la moglie? E Jonas, a sua volta, è riuscito a riprendersi dal trauma della morte violenta e insensata della sua adorata Lucy? Intanto, l’indagine su questi enigmatici rapimenti deve proseguire, e come se non bastasse l’attenzione dei media nazionali si fa sempre più pressante: le vittime del “Pifferaio Magico” (come l’hanno soprannominato i tabloid) devono essere liberate prima che sia troppo tardi. In un clima tesissimo, avvelenato da sospetti, risentimenti e paranoie, all’ispettore Reynolds sembra di essere in un vicolo cieco. Nessun indizio utile, nessuna richiesta di riscatto, nessun motivo apparente. Nessuna speranza. Perché è vero: le persone fanno male ai bambini. E allora, in un’atmosfera carica di suspense morbosa, la lotta contro il tempo diventa estenuante.

“Il cacciatore di orfani” di Yrsa Sigurdardottir: Un radioamatore riceve dei messaggi molto particolari che scopre essere legati a delle persone uccise. Quello che non sa è che questi omicidi sono stati ferocissimi e cruenti, regolati da rituali crudeli. La polizia brancola nel buio e non dà importanza alle segnalazioni del radioamatore finché non inizia ad affiorare un vecchio segreto, complesso e problematico, tagliente come il vento di Reykjavik.

NARRATIVA FANTASCIENTIFICA

“La casa futura del Dio vivente” di Louise Erdrich: Il mondo come lo conosciamo sta finendo. L’evoluzione ha invertito marcia e ne risentono tutti gli esseri viventi sulla Terra. La scienza non riesce a opporsi e i nuovi nati sembrano appartenere a specie umane arcaiche. Cedar, la giovane narratrice e protagonista, di origine ojibwe ma adottata alla nascita da una coppia di bianchi “liberal” e generosa, non è solo turbata e confusa come il resto degli americani intorno a lei, ma è ancora più profondamente preoccupata e inquieta perché porta il mutamento dentro di sé, nella sua pancia: infatti è incinta, al quarto mese. L’atmosfera che si respira è pesante, presa dal panico la società inizia a disgregarsi. Si parla in giro di leggi marziali, del congresso che sequestra le donne gravide. Di un registro e di ricompense per chi le consegna. Quando cambiano i nomi delle strade del suo quartiere in versetti della Bibbia, Cedar capisce che deve fuggire e nascondersi.

“Borne” di Jeff VanderMeer: Fra le macerie di una città in rovina – infestata da biotecnologie fuori controllo, percorsa da bande di razziatori, dominata dal cielo da un orso mutante di nome Mord – la cacciarifiuti Rachel si imbatte in una creatura misteriosa e decide di prenderla con sé, chiamandola Borne. All’inizio poco piú di una pianta, Borne cresce a una rapidità impressionante: è un bambino curioso e frenetico; è un anemone di mare gigante che muta forma e colore; è una persona; è un mostro; è un figlio adottivo. L’arrivo di Borne altera gli equilibri della vita di Rachel – che, arrivata nella città come migrante, si trova a dover imparare a essere madre rievocando gli anni spesi coi genitori a girare per campi profughi, fra una catastrofe ecologica e l’altra. Altera anche il suo rapporto con Wick, il creatore di bio-tec con cui convive, che non si fida del nuovo arrivato: forse perché teme che sia un mutante, o forse perché, come un padre inesperto, si sente tagliato fuori dall’amore che lo lega a Rachel. E mentre Borne cresce, tutt’intorno si intensifica la lotta per il dominio sulla città tra l’enigmatica Compagnia e le creature che le si sono ribellate – su tutti Mord, l’orso gigante le cui incursioni aeree si fanno sempre piú frequenti e sanguinarie. E con orrore di Rachel e Wick appare sempre piú chiaro che Borne – il loro bambino, la loro arma aliena – in questa guerra è destinato a giocare un ruolo decisivo.

NARRATIVA ROSA/EROTICA

“Sorprendimi!” di Sophie Kinsella: Dan e Sylvie stanno insieme da dieci anni. Matrimonio felice, due splendide gemelle, una bella casa, una vita serena. Sono talmente in sintonia che quando uno dei due inizia a parlare l’altro finisce la frase… è come se si leggessero nel pensiero. Un giorno però, dopo una visita medica di routine, scoprono di essere così in forma che la loro aspettativa di vita è di altri sessantotto anni. Ancora sessantotto anni insieme? Dan e Sylvie sono sconcertati. Non pensavano certo che “finché morte non ci separi” significasse stare insieme così a lungo! Dopo l’iniziale stupore, si instaura tra i due un certo disagio, seguito a ruota dal panico più totale. Decidono dunque di farsi delle “sorprese” per ravvivare fin da subito il loro matrimonio “infinito”, per non stufarsi mai l’uno dell’altra… Ma si sa bene che non sempre le sorprese portano al risultato sperato… e in un batter d’occhio sorgono contrattempi poco graditi e malintesi che rischiano di minare le fondamenta della loro unione. E quando cominciano a emergere alcune verità taciute, Dan e Sylvie iniziano a domandarsi se dopo tutto… si conoscono davvero così bene.

Urla nel silenzio

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URLA NEL SILENZIO

Autore: Angela Marsons
Casa editrice: Newton Compton editore
Anno di pubblicazione: 2016

.: SINOSSI :

Cinque persone si trovano intorno a una fossa. A turno, ognuna di loro è costretta a scavare per dare sepoltura a un cadavere. Ma si tratta di una buca piccola: il corpo non è quello di un adulto. Una vita innocente è stata sacrificata per siglare un oscuro patto di sangue. E il segreto che lega i presenti è destinato a essere sepolto sotto terra. Anni dopo, la direttrice di una scuola viene brutalmente assassinata: è solo il primo di una serie di agghiaccianti delitti che terrorizzano la regione della Black Country, in Inghilterra. Il compito di seguire e fermare questa orribile scia di sangue viene affidato alla detective Kim Stone. Quando però nel corso delle indagini tornano alla luce anche i resti di un altro corpo sepolto molto tempo prima, Kim capisce che le radici del male vanno cercate nel passato e che per fermare il killer una volta per tutte dovrà confrontarsi con i propri demoni personali, che ha tenuto rinchiusi troppo a lungo…

.: IL NOSTRO GIUDIZIO :.

Urla nel silenzio è un titolo che attira l’attenzione, che fa presupporre un ottimo romanzo giallo avventuroso.
Probabilmente, è anche la parte che ho apprezzato di più: ha un bel significato per quanto riguarda la sua correlazione alla trama.
Passiamo dunque l’analisi del testo in sé. Partirei dalla protagonista: la detective Kim Stone.
Kim Stone è descritta nei minimi dettagli e racchiude in sé tutti gli stereotipi dei telefilm gialli americani, non ne lascia indietro neanche uno: beve solo caffè, non mangia, non dorme, ha strane passioni chiuse dentro il garage, ha uno spiccato senso di osservazione (a volte quasi al limite del disturbo ossessivo-compulsivo senza peraltro avere una spiegazione a riguardo) e odia l’umanità tutta. Insomma sembra di vedere un miscuglio tra l’agente speciale Gibbs della serie TV NCIS e Sherlock Holmes.
Il suo passato è terribile, pieno di abusi indicibili che si riconducono alla trama principale del romanzo: anche qui, c’è esagerazione da ogni punto di vista. Ho avuto l’occasione di lavorare per i servizi sociali di un paese piccolo e un numero così elevato di casi di maltrattamento, abusi e violenze è davvero esagerato. Spero che sia frutto di invenzione e non di ricerche, altrimenti è meglio evitare l’Inghilterra!
Ho fatto davvero fatica a trovare Kim un personaggio realistico. Il solo personaggio che ho trovato davvero ben delineato ed umano è stato il collega che principalmente affianca Kim nelle indagini.
Passiamo dunque all’analisi della trama: i colpi di scena sono innumerevoli ma incredibilmente prevedibili, persino il killer è indovinabile forse e soprattutto perchè l’autrice sembra fare di tutto per sviare l’attenzione da questo particolare personaggio.
Per quanto riguarda il finale, sono ancora perplessa da quanto ho letto: l’autrice ha cercato di usare una stratagemma per confondere un po’ le acque e ha sostanzialmente inserito un doppio finale del quale non c’era bisogno e che risulta un po’ forzato e assurdo.
Per quanto riguarda lo stile, devo dire che è buono. Nonostante l’alto numero di stereotipi, è scritto piuttosto bene e vengono forniti dettagli anche interessanti. C’è un’ottima capacità descrittiva che risulta interessante.
Ho adorato le parti scritte dal punto di vista dell’antagonista: quelle sì che erano ben scritte e ben congegnate!

Per quanto mi riguarda merita un 6 su 10. Da accanita fan di gialli non sono riuscita ad apprezzarlo appieno.
Risulta invece essere ottimo per chi desidera avvicinarsi al genere: l’autrice è bravissima a riportare dettagli inquietanti specie quando si tratta di introdursi nella mente di un criminale. Avendo molti punti di contatti con telefilm e film gialli, è adatto anche lettori un po’ più giovani.

*Volpe

Una storia semplice

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UNA STORIA SEMPLICE

Autore: Leonardo Sciascia
Casa editrice: Adelphi
Anno di pubblicazione: 1989

.: SINOSSI :.

“Una storia semplice” è una storia complicatissima, un giallo siciliano, con sfondo di mafia e droga. Eppure mai – ed è un vero tour de force – l’autore si trova costretto a nominare sia l’una sia l’altra parola. Tutto comincia con una telefonata alla polizia, con un messaggio troncato, con un apparente suicidio. E subito, come se assistessimo alla crescita accelerata di un fiore, la storia si espande, si dilata, si aggroviglia, senza lasciarci neppure l’opportunità di riflettere. Davanti alla proliferazione dei fatti, non solo noi lettori ma anche l’unico personaggio che nel romanzo ricerca la verità, un brigadiere, siamo chiamati a far agire nel tempo minimo i nostri riflessi – un tempo che può ridursi, come in una memorabile scena del romanzo, a una frazione di secondo. È forse questo l’estremo azzardo concesso a chi vuole “ancora una volta scandagliare scrupolosamente le possibilità che forse ancora restano alla giustizia”.

.: IL NOSTRO GIUDIZIO :.

Come tutti i romanzi di Sciascia che ho avuto il piacere di leggere, Una storia semplice non ha eroi ma solo persone umane, anche troppo umane.
Lo stile dell’autore non è dei più semplici: la costruzione della frase è alla latina, quindi spesso il soggetto o il verbo si trovano alla fine, cosa che richiede una certa concentrazione affinché il romanzo venga capito ed apprezzato a dovere.
La sintassi complessa trova valido appoggio in una trama affascinante che si sviluppa velocemente ma con una certa calma. La lettura scorre, cattura, il ritmo è serrato a causa delle poche pagine del romanzo, eppure sembra di leggere adagiati su un fiume, tranquilli e sereni. Una sensazione davvero strana e bella che non avevo mai provato.
Trattandosi di un giallo ed essendo l’autore un Italiano D.o.c., non potevano mancare gli stereotipati screzi tra polizia e carabinieri che danno un tocco di tetro umorismo alla vicenda. Sciacia è bravissimo ad inserire all’interno della narrazione alcune idee politiche e culturali non senza una certa nota di rammarico o sarcasmo.
Per quanto riguarda i personaggi, essi sono semplici. Non hanno nome e vengono presentati con poche parole, eppure hanno tutti una personalità così vera che potremmo incontrarli per strada in ogni momento: questa sicuramente è la particolarità stilistica migliore di questo scrittore.
Ci troviamo davanti a dei personaggi a tutto tondo che prendono vita riga dopo riga, parola dopo parola, e acquistano personalità nel poco tempo che viene loro dedicato: abbiamo così un brigadiere piuttosto sveglio che nessuno sembra prendere in considerazione, un commissario allegrotto, un questore che vorrebbe chiudere il caso ancora prima di aprirlo e, all’apice della drammatizzazione, un testimone che sa senza rendersene conto e quindi tace.

Niente da dire, ho passato poco tempo con loro ma li ho adorati.
Avvincente e profondo, come ogni libro di Sciascia, lascia un sorriso amaro e dolce allo stesso tempo (e se avete un quaderno per le citazioni, tranquilli che con lui lo riempite)
In conclusione, il mio voto è 10/10, lo consiglio appassionati di gialli, di storie vere con sfondo di magia e magari anche a chi non ama i romanzi troppo lunghi.

*Volpe

Consigli, libri e buoni propositi

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Tra una fetta di panettone e l’altra (Avrei voluto cominciare con “Tra una pagina e l’altra”, ma la sincerità viene prima di tutto), questo Dicembre abbiamo anche trovato il tempo di valutare tutti i libri letti da noi nel 2017 per tirare fuori i migliori.
Visto, però, che ci teniamo sempre al parere di chi ci segue, abbiamo voluto aggiungere ai nostri preferiti anche i vostri: il risultato? Una meravigliosa lista che, tra saggi e romanzi, conta addirittura tot libri che potrebbero far compagnia durante il 2018!

Buona lettura!

Le scelte dello staff 

“Il guardiano degli innocenti” di Andrzej Sapkowski, letto da Sher;
“La ladra di Libri” di Markus Zusak, letto da Annrose;
“2084: la fine del mondo” di Boualem Sansal, letto da Sher;
“La trilogia della città di K, il grande quaderno” di Agota Kristoff, letto da Grantaire;
“Il gioco dell’angelo” di Carlos Ruiz Zafon, letto da Enjolras;
“Il lupo della steppa” di Herman Hesse, letto da Jo;
“Dove porta la neve” di Matteo Righetto, letto da Jo;
“L’apprendista assassino” di Robin Hobb, letto da Sher;
“il bacio più breve della storia” di Mathias Malzieu, letto da Annrose
“La tua seconda vita comincia quando capisci di averne una sola” di Raphaelle Giordano, letto da Sher

le vostre scelte!

“Il labirinto degli spiriti” di Carlos Ruiz Zafon, letto da Rosy;
“La grande storia di Padre Pio” di Sandro Mayer e Osvaldo Orlandini, letto da Cinzia;
“La mia vita” di Agatha Christie, letto da Cinzia;
“Io non mi chiamo Miriam” di Majgull Axelsson, letto da Cinzia;
“La saga di Talon” di Julie Kagawa, letto da Ila;
“Paranormal Love” di Gena Showalter, letto da Ila;
“L’uomo giusto al numero sbagliato” di Elle Casey, letto da Ila;
“Il problema è che ti amo” di Jennifer Armentrout, letto da Ila;
“La trilogia di Biancaneve” di Salla Simukka, letto da Kady.

E voi? Quali libri vi hanno colpito il cuore durante il 2017?

*Volpe

Natale sullo scaffale

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Dai grandi classici a letture più contemporanee, ecco alcuni libri che potrebbero rendere la sua magia ancora più speciale e farla durare più a lungo!
Natale è un momento di gioia e condivisione, vi invitiamo quindi a non leggere da soli!

Buona lettura!

CLASSICI per grandi e piccini

“Canto di Natale” di Charles Dickens: Classicone della letteratura natalizia, chi non si è mai approcciato a questo racconto? Una grande storia sulla possibilità di cambiare il proprio destino. Una riflessione sull’equilibrio difficile fra il presente, il passato e il futuro. Una denuncia dello sfruttamento minorile e dell’analfabetismo. Ma soprattutto una favola, una delle più commoventi che siano mai state scritte. Protagonista è il vecchio e tirchio finanziere Ebenezer Scrooge – personaggio che servirà da modello per il Paperon de’ Paperoni disneyano – che nella notte di Natale viene visitato da tre spettri. Lo indurranno a un cambiamento radicale, a una conversione che farà di lui uno dei più grandi personaggi letterari di tutti i tempi. Questo piccolo, amatissimo libro è un un’opera immortale, capace di mantenere inalterata nel tempo la fragranza della propria magia e del proprio spirito. Lo spirito del Natale, dell’infanzia, di ciò che è buono e rassicurante, ma anche prezioso abbastanza da volerlo proteggere a ogni costo.

“I Racconti di Natale” di Charles Dickens: Scritti tra il 1843 e il 1848, i “Racconti di Natale” costituiscono uno straordinario spettacolo narrativo metafisico e magico. Con le sue storie animate da fantasmi, folletti e fate, Dickens affida alla scrittura il compito di rappresentare la qualità mutevole e fluttuante del reale, dimostrando la labilità del confine tra vero e apparente, la difficoltà di definire ciò che gli occhi vedono, di comprendere ciò che le parole dicono. Come nei romanzi, anche qui l’autore svela l’altra faccia del mito del progresso, ritraendo l’Inghilterra della disoccupazione e del malessere sociale, Londra con le sue case fatiscenti e le sue strade degradate; la vita raffigurata non è però mai talmente cupa e disperata da non consentire spazi al sorriso o alla risata liberatoria, al comico e al grottesco. Dickens progetta le sue utopie natalizie, facendo ravvedere gli indifferenti e i malvagi e, grazie all’intervento di spiriti benevoli, agli umili è consentito il lieto fine, in stanze rallegrate dall’agrifoglio, davanti a tavole finalmente stracolme di cibo.

“La fabbrica di cioccolato” di Roald Dahl: Un bel giorno la fabbrica di cioccolato Wonka dirama un avviso: chi troverà i cinque biglietti d’oro nelle tavolette di cioccolato riceverà una provvista di dolciumi bastante per tutto il resto della sua vita e potrà visitare l’interno della fabbrica, mentre un solo fortunato tra i cinque ne diventerà il padrone. Chi sarà il fortunato?

ADATTAMENTI

“Canto di Natale” di Geronimo Stilton: Ebenezer Scrooge è un avido uomo d’affari, che pensa solo al denaro e non sopporta l’allegria del Natale. Per lui è solo una perdita di tempo! Ma proprio la notte della vigilia, tre spiriti gli faranno visita, costringendolo a riflettere sul suo comportamento… Un classico della letteratura liberamente adattato da Geronimo Stilton. Ricco di tantissime illustrazioni a colori!

NARRATIVA CONTEMPORANEA

“Fuga dal Natale” di John Grisham: Luther e Nora Krank sono un’affiatata coppia di mezza età, abituata a vivere secondo le tradizioni. Quando però la loro unica figlia, Blair, decide di partire come volontaria per il Sudamerica, un pensiero un po’ folle, ma via via sempre più concreto, si insinua in loro: che senso ha trascorrere il Natale senza Blair? E se lo saltassero? I due decidono concordemente di rinunciare ai costosi e inutili festeggiamenti di Natale per concedersi una bella crociera ai Caraibi. Ma i poveri Krank vengono presi di mira da tutta una comunità che non accetta deroghe alla norma e saranno costretti a rivedere i loro piani…

“I Fratelli Kristmas. Un racconto di Natale” Di Giacomo Papi: È la notte del 24 dicembre, ma il vecchio Niklas Kristmas, alias Babbo Natale, non può consegnare i regali. Ha una febbre da cavallo e una tosse spaventosa. Se uscisse al gelo – sentenzia l’elfo dottore – ci lascerebbe le penne. Così, a malincuore, l’incarico viene affidato a Luciano, il fratello minore di Niklas. I due hanno litigato anni prima, perché Luciano è un uguagliatore: per lui tutti i bambini sono uguali, e vuole portare a ciascuno lo stesso numero di doni. Mentre lo gnomo orologiaio rallenta il tempo, Luciano ed Efisio, il nano picchiatore, partono a bordo della slitta volante. Ma l’avido industriale dei giocattoli Panicus Flynch, che trama per impadronirsi del Natale, ha sguinzagliato sulle loro tracce le feroci valchirie. Ad aiutare Luciano ed Efisio saranno Maddalena e suo fratello Pietro, due bambini di nove e dodici anni. Per portare a termine la missione c’è bisogno del loro coraggio.

“Storie di Natale” Racconti di Giosuè Calaciura, Andrea Camilleri, Francesco M. Cataluccio, Alicia Giménez-Bartlett, Antonio Manzini, Francesco Recami, Fabio Stassi: Natale, quanti modi ci sono per declinare questa parola? Presepe, albero, stella, auguri, vacanza, bianco, babbo, famiglia, messa, cena… Sette scrittori si misurano in questa antologia con il tema del Natale. Liberi di sviluppare una narrazione sul tema che da duemila anni in qua è vissuto a tutte le latitudini, si sono sbizzarriti. E non si tratta certo di storie scontate o necessariamente di buoni sentimenti. La letteratura è piena di storie natalizie, non c’è autore classico che non abbia provato a raccontare a suo modo questa festa cristiana e pagana insieme. Questa volta l’antologia di fine anno non si tinge di giallo; gli autori tradizionalmente impegnati nelle raccolte a tema abbandonano investigatori e delitti per dedicarsi a storie di Natale, e insieme ad altri autori fanno ai lettori un regalo davvero speciale. Non è detto che il 25 dicembre si diventi più buoni, né che si accendano le luci dell’albero, in questa antologia ci sono racconti di ogni tipo: favole natalizie, storie malinconiche e di solitudine, ma anche di amicizia e di allegria, di regali mancati e di interni familiari…

“La leggenda della rosa di natale” Selma Lagerlof: Una foresta innevata che si trasforma a Natale in un meraviglioso giardino, impervie montagne che rivelano miniere d’argento, schiere di anime perdute che penano tra i ghiacci eterni, accudite da una vecchietta abbandonata che non si rassegna alla solitudine: è la Svezia delle antiche fiabe che rivive in questi racconti di Selma Lagerlöf, quella dei miti e delle leggende, delle storie tramandate al lume di candela nelle lunghe notti nordiche. Ma come nei suoi grandi romanzi, lo sfondo fantastico serve a raccontare i desideri, le passioni, le grandi domande morali. La fede nella bellezza di un vecchio abate che fa nascere un fiore nel buio inverno del Nord, la giovane che perde il suo amore in mare e trova nei sogni come riportarlo in vita, il violinista presuntuoso che impara l’umiltà dalla musica di un ruscello. Dietro un’apparente semplicità emerge una sottile indagine dell’animo umano: non c’è mai un “vissero felici e contenti” nelle sue storie, ma il lieto fine è segnato da una redenzione, l’accettazione di un limite, il superamento di una paura, una ritrovata fiducia nella fantasia. E quasi sempre il “miracolo” avviene attraverso un racconto nel racconto, quell’inesauribile potere dell’immaginazione di far vedere la realtà con altri occhi o di ricrearla, di trasformare uno scrigno nascosto nel tesoro dell’imperatrice Maria Teresa, e di insegnare a re Gustavo come il valore degli uomini superi ogni ricchezza.

GIALLI

“Il natale di Poirot” di Agatha Christie: Gorston Hall, Longdale, campagna inglese. Anni trenta. Natale. Le famiglie accantonano i contrasti e si riuniscono per festeggiare, a volte solo con lo scopo di mascherare odi e rivalità feroci. E infatti la riunione familiare voluta dal vecchio e tirannico Simeon Lee, che ha chiamato attorno a sé figli e nipoti, si trasforma in dramma. Il vecchio patriarca viene misteriosamente ucciso in una stanza chiusa dall’interno. L’assassino è un membro della famiglia? Tutti sono sospettabili, tutti hanno un motivo per volere la sua morte.

“Un natale in giallo” antologia di più autori: Difficile dire se i personaggi dei libri godano davvero di vita propria o se questa sia solo una semplificazione ad effetto. Però, quando è ben ideato, il protagonista di una serie di romanzi costringe lo scrittore a rispettare la sua personalità come qualcosa di oggettivo. Alleati del personaggio, in questa sua resistenza all’autore, siamo noi lettori che ai personaggi ci leghiamo, quando li sentiamo convincenti e vogliamo condividerne la vitalità. Gli investigatori di questa antologia di racconti gialli sono personaggi di grande successo, fissi nel ricordo dei lettori per essere protagonisti di storie poliziesche in cui l’elemento personale è fondamentale. In queste nuove avventure, più che l’intreccio, è la persona di ciascuno di loro che costituisce il fulcro della narrazione. Sono certamente alle prese con intrighi e crimini: è nella loro natura. Ma la curiosità sta soprattutto nel vederli impegnati con se stessi, a sistemare la loro vita quotidiana, a fare i conti con i loro tic, le loro idiosincrasie, le loro paure, e soprattutto con l’ambiente in cui vivono. Come banco per questa dura prova s’è eletto il Natale. La ricorrenza più significativa e densa per tutti e anche per loro. I giorni in cui ci si sente molto soli o troppo in compagnia e, più che in tutti gli altri giorni, ognuno è portato a darsi pensiero di se stesso. Com’è il loro Natale, il Natale dei nostri investigatori, è la storia che racconta questo libro.

 

Novità sullo scaffale – Settembre 2017

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Come ogni mese, eccovi le maggiori novità in libreria di questo meraviglioso Settembre 2017!

NARRATIVA STRANIERA 

“La colonna di fuoco” di Ken Follett: Gennaio 1558, Kingsbridge. Quando il giovane Ned Willard fa ritorno a casa si rende conto che il suo mondo sta per cambiare radicalmente. Solo la vecchia cattedrale sopravvive immutata, testimone di una città lacerata dal conflitto religioso. Tutti i principi di lealtà, amicizia e amore verranno sovvertiti. Figlio di un ricco mercante protestante, Ned vorrebbe sposare Margery Fitzgerald, figlia del sindaco cattolico della città, ma il loro amore non basta a superare le barriere degli opposti schieramenti religiosi. Costretto a lasciare Kingsbridge, Ned viene ingaggiato da Sir William Cecil, il consigliere di Elisabetta Tudor, futura regina di Inghilterra. Dopo la sua incoronazione, la giovane e determinata Elisabetta I vede tutta l’Europa cattolica rivoltarsi contro di lei, prima tra tutti Maria Stuarda, regina di Scozia. Decide per questo di creare una rete di spionaggio per proteggersi dai numerosi attacchi dei nemici decisi a eliminarla e contrastare i tentativi di ribellione e invasione del suo regno. Il giovane Ned diventa così uno degli uomini chiave del primo servizio segreto britannico della storia. Per quasi mezzo secolo il suo amore per Margery sembra condannato, mentre gli estremisti religiosi seminano violenza ovunque. In gioco, allora come oggi, non sono certo le diverse convinzioni religiose, ma gli interessi dei tiranni che vogliono imporre a qualunque costo il loro potere su tutti coloro che credono invece nella tolleranza e nel compromesso. Dopo il successo straordinario de I pilastri della terra e Mondo senza fine, la saga di Kingsbridge che ha appassionato milioni di lettori nel mondo continua con questo magnifico romanzo di spionaggio cinquecentesco, in cui Ken Follett racconta con sapiente maestria la grande Storia attraverso gli intrighi, gli amori e le vendette di decine di personaggi indimenticabili, passando dall’Inghilterra e la Scozia, alla Francia, Spagna e Paesi Bassi. Ambientato in uno dei periodi più turbolenti e rivoluzionari di tutti i tempi, La colonna di fuoco è un romanzo epico sulla libertà, con un forte richiamo all’attualità di oggi.

“Tutto è possibile” di Elizabeth Strout: La vita di Pete Barton, ad esempio, un bambino di mezza età, eterno custode e prigioniero nella casa di famiglia. O le vite deragliate delle «Principessine Nicely», nomignolo ormai grottesco per promesse giovanili non mantenute. Riprendere quelle vite dopo molto tempo, conoscerle e riconoscerle, dà la stessa lancinante felicità di ogni ritorno a casa. Ad Amgash, Illinois, le vetrine dell’unica libreria ospitano l’ultima fatica di una concittadina, Lucy Barton, partita molti anni prima alla volta della sfavillante New York e mai piú ritornata. E non vi è abitante del paese che non voglia accaparrarsene una copia. Perché quel libro, un memoir a quanto pare, racconta senza reticenze la storia di miseria e riscatto di una di loro, e insieme racconta la storia di tutti loro, quelli che sono rimasti fra le distese di mais e di soia del minuscolo centro del Midwest, con il suo carico di vergogna e desiderio, di gentilezza e rancore. A Patty Nicely la lettura di quelle memorie regala una dolcezza segreta, come avesse «un pezzo di caramella gialla appiccicata in fondo alla bocca». Patty, da bambina tanto graziosa da meritare, insieme alle sorelle, l’appellativo di «Principessina Nicely», è oggi una vecchia e grassa vedova, ancora tormentata dalla vergogna di un antico scandalo familiare e zimbello dei ragazzini della zona. Eppure lei, dal libro di Lucy Barton, si sente finalmente capita. Livida e aggressiva appare invece la reazione di Vicky, sorella maggiore di Lucy, quando, con il fratello Pete, invecchiato in solitudine senza mai davvero crescere, i tre si ritrovano nella casa di famiglia per la prima volta dopo diciassette anni. Vicky, rimasta al palo delle occasioni mancate, non perdona alla sorella scrittrice di aver tagliato i ponti con un passato insopportabile, di avercela fatta, e le parole che i tre fratelli si scambiano sono coltelli che affondano nella carne viva dei loro ricordi di bambini. Eppure Vicky si è presentata all’incontro con un commovente velo di rossetto sulle labbra, e Pete, nel disperato tentativo di rendere la casa casa, ha comprato un tappeto nuovo. Certo, le cicatrici sono quasi piú della carne, per i personaggi di questi racconti, queste storie-capitolo di un’unica biografia collettiva, in dialogo serrato fra loro e con il romanzo che li ha preceduti, Mi chiamo Lucy Barton ; certo, «siamo tutti quanti un casino, e anche se ce la mettiamo tutta, amiamo in modo imperfetto». Ma se ci si può rinnamorare ben oltre i settant’anni su un lungomare italiano, come capita a Mississippi Mary; se si può trovare sollievo dal dolore indicibile dell’esistenza in un momento di assoluta condivisione nella stanza anonima di un bed and breakfast, come capita a Charlie Macauley; se si può scovare un amico, un amico vero, nel retro di un teatrino amatoriale, proprio alla fine di ogni cosa, come capita a Abel Blaine, allora tutto, ma proprio tutto, è possibile.

“Selection day” di Aravind Adiga: E intanto, tra procuratori senza scrupoli, allenatori fuori di testa, un fratello bellissimo e destinato al successo, il giorno dei provini si avvicina… Con Selection Day Aravind Adiga ha scritto un romanzo rutilante, drammatico e divertentissimo allo stesso tempo, degno di un vincitore del Booker Prize. Manju ha quattordici anni ma sa già tante cose: ad esempio sa di essere bravo a cricket – anche se non bravo come suo fratello Radha (forse). Sa che deve avere paura e rispetto di suo padre, un venditore ambulante di chutney. Sa che suo padre è un uomo divorato da un’unica, bruciante ossessione: quella di fare dei suoi due figli dei campioni dello sport cosí forti da poter scappare dai bassifondi di Mumbai dove vivono. Sa che il padre non si fermerà di fronte a nulla, a nessun sacrificio (dei suoi figli), a nessuna privazione (dei suoi figli), per raggiungere il suo sogno (non necessariamente quello dei figli). Manju sa che sua madre se n’è andata tanti anni fa e sa anche che non tornerà piú. Eppure ci sono anche un mucchio di cose che Manju non sa su di sé e sul suo mondo, e che imparerà nel corso di questo romanzo tenero e forte, divertente e drammatico, come solo i quattordicenni sanno essere. Selection Day è un romanzo traboccante di vita e personaggi – dal vecchio talent scout che tutti chiamano Tommy Sir per il suo inglese ridicolmente forbito; ad Anand Mehta, l’investitore tanto ricco di denaro quanto di buffa grandeur ; a Sofia, la giovane amica e tifosa dei due fratelli -, un rutilante affresco sociale come non se ne leggeva da tempo: e se da una parte è un dettagliato spaccato dell’India di oggi, dall’altro, con la sua storia di padri e figli, ambizione e riscatto, ricorda certo cinema italiano dei decenni passati, come Rocco e i suoi fratelli o Ladri di biciclette . Di quei capolavori possiede la stessa vitalità, la medesima potenza visiva, un’uguale capacità di fare ricorso a tutte le tinte dello spettro emotivo, dalla comicità al dramma, dal sentimentale all’epico. Cosí quello che il lettore si ritrova tra le mani è un libro in cui, come scrive il «Washington Post», «ogni paragrafo rimbalza tutt’intorno vivace come una pallina ribattuta a tutta velocità durante una partita in una strada sporca: uno gli dà la direzione generale, ma la storia può cambiare in ogni momento, cosí come in ogni momento si trasformano i personaggi. Selection Day è una riflessione dolce-amara sui limiti delle nostre scelte. Però la voce di Adiga è cosí esuberante, la trama cosí avvincente, che l’amarezza di questa storia rimane appena ai margini del nostro sguardo». «Con Selection Day , – questo è il “New York Times”, – Adiga dimostra che la vittoria del Booker Prize nel 2008 con La Tigre Bianca non è avvenuta per caso. Non è solo un narratore magistrale, ma anche un pensatore, un abile intrattenitore, una spina nel fianco di ogni moralismo e ipocrisia».

“Storie ribelli” di Luis Sepulveda: In queste pagine vibranti di passione affiora di continuo il narratore di razza, con i racconti densi e fulminei che da sempre sono la sua cifra distintiva. Il volume si apre con un breve racconto, 11 settembre 1973: E ‘Johny’ prese il fucile, dedicato alla memoria di Oscar Reinaldo Lagos Rios, il più giovane della scorta che quel giorno maledetto restò fino alla fine accanto al presidente Allende nel palazzo della Moneda, e si chiude con il testo scritto a caldo nel giorno della morte di Pinochet. In mezzo i ricordi di una vita avventurosa, le vicende di cui sono protagonisti amici e «maestri» come, tra gli altri, Neruda, Saramago, le storie in cui filtra il suo impegno per la natura e l’ambiente… E su tutto il piacere di narrare.

“Il mistero Henri Pick” di David Foenkinos: Delphine Despero ci andava quando era bambina e sognava di riuscire un giorno a lavorare in mezzo ai libri e alle storie. E così è stato perché, nemmeno trentenne, Delphine si è già fatta un nome nell’esclusivo mondo dell’editoria parigina. Così quando un’estate torna a trovare i genitori con il fidanzato scrittore, una visita alla biblioteca appare il modo migliore per sottrarsi alle invadenti attenzioni familiari. Tra gli scaffali di quella biblioteca dei sogni infranti e le illusioni perdute, i due si imbattono in un manoscritto dal titolo intrigante: Le ultime ore di una storia d’amore. Delphine decide di seguire il suo fiuto e pubblicarlo. Il manoscritto diventa presto un enorme successo. L’autore si chiama Henri Pick e l’anagrafe dice che è morto qualche anno prima. La vedova giura che il marito non ha mai letto, e tanto meno scritto, una riga in vita sua. Eppure… L’aura di mistero accresce il successo del libro, e il mondo dei lettori non sembra parlare d’altro. Due persone però non si accodano al coro degli entusiasti: Frédéric, il fidanzato di Delphine, che si sente assediato da quel successo che non lo riguarda, e Jean-Michel Rouche, un giornalista che si ostina a non credere alla versione ufficiale. Mentre la trama avanza e gli indizi, ma anche i depistaggi, si moltiplicano, un’unica domanda è sul punto di condizionare per sempre le vite dei protagonisti: chi è davvero Henri Pick?

“Nessun fiore sulle vostre tombe” di Martin Holmén: Eccolo Harry Kvist, ex pugile e ora picchiatore per denaro, intento a sfangare la solita magra giornata in una Stoccolma gelida, anno di grazia 1932. E se non si fosse capito dall’amara ironia che Kvist rivolge a se stesso, lui è sì corteggiato dalle donne, ma talvolta le disdegna per cercare soddisfazione in compagnie maschili. Avete capito bene. Una cosa, a quei tempi, pressoché illegale, ma soprattutto da tenere ben nascosta, vista la sua reputazione di duro. Il nuovo contratto di Kvist? Un poveraccio, certo Zetterberg, deve dei soldi a uno che deve dei soldi a un altro che eccetera eccetera, la consueta catena della sopravvivenza. Un lavoretto facile parrebbe, un po’ di botte tanto per ammorbidire il debitore ed è fatta, domani si passerà a riscuotere. Ma se il tizio l’indomani è morto, questo è un problema. E se la polizia cerca chi è stato l’ultimo a vederlo (e a pestarlo) vuol dire che qualcuno lo sta incastrando in un gioco feroce. Così inizia questo sofisticato noir, il cui titolo suona – a un avvertito lettore – come un laconico omaggio al celebre Sputerò sulle vostre tombe di Boris Vian (1946), romanzo cupo e ai tempi controverso. E in effetti l’eco violento che pulsa in Nessun fiore sulle vostre tombe di Martin Holmén, un libro che fa della crudezza il suo volano instancabile, riconduce la storia dell’ex pugile Kvist a certi modelli dell’hard boiled americano, anche se naturalmente il paragone è improprio. L’altra faccia di questo giallo, invece, ricorda gli straordinari romanzi dell’irlandese John Banville, e il suo talento di leggere nelle anime dei personaggi, con schiettezza disarmante. Un noir che, in definitiva, lascia il lettore non solo con la soddisfazione di aver letto una storia dall’intreccio formidabile, ma con qualcosa di più.

NARRATIVA ITALIANA

“Il mare dove non si tocca” di Fabio Genovesi: “Perché il pesce tuo non te lo prende nessuno.
Nuota strano, nuota a caso, ma eccolo che arriva da te.”
Fabio ha sei anni, due genitori e una decina di nonni. Sì, perché è l’unico bimbo della famiglia Mancini, e i tanti fratelli del suo vero nonno – uomini impetuosi e pericolosamente eccentrici – se lo contendono per trascinarlo nelle loro mille imprese, tra caccia, pesca e altre attività assai poco fanciullesche. Così Fabio cresce senza frequentare i suoi coetanei, e il primo giorno di scuola sarà per lui un concentrato di sorprese sconvolgenti: è incredibile, ma nel mondo esistono altri bambini della sua età, che hanno tanti amici e pochissimi nonni, e si divertono tra loro con giochi misteriosi dai nomi assurdi – nascondino, rubabandiera, moscacieca. Ma la scoperta più allarmante è che sulla sua famiglia grava una terribile maledizione: tutti i maschi che arrivano a quarant’anni senza sposarsi impazziscono. I suoi tanti nonni strambi sono lì a testimoniarlo. Per fortuna accanto a lui c’è anche un padre affettuoso, che non parla mai ma con le mani sa aggiustare le cose rotte del mondo. E poi la mamma, intenzionata a proteggere Fabio dalle delusioni della vita, una nonna che comanda tutti e una ragazzina molto saggia che va in giro travestita da coccinella. Una famiglia caotica e gigantesca che pare invincibile, finché qualcosa di totalmente inatteso la travolge. Giorno dopo giorno, dalle scuole elementari fino alle medie, il protagonista cerca di crescere nel precario equilibrio tra un mondo privato pieno di avventure e smisurato come l’immaginazione, e il mondo là fuori, stretto da troppe regole e dominato dalla legge del più forte. Tra inciampi clamorosi, amori improvvisi e incontri straordinari, in un percorso di formazione rocambolesco, commovente e stralunato, Fabio capirà che le nostre stranezze sono il tesoro che ci rende unici e intanto scoprirà la propria vocazione di narratore perdutamente innamorato della vita.

“La conoscenza di sé” di Luca Doninelli: Una ragazza scontenta della sua normalità comincia a immaginare di essere stata un ragazzo poi diventato una ragazza. Un intellettuale in odore di Premio Nobel dopo trent’anni di lontananza va a cercare il suo vecchissimo maestro, un personaggio leggendario che, a differenza di lui, aveva deciso di tagliare tutti i ponti con il mondo. L’incontro avrà esiti imprevedibili. Una ragazzina di dodici anni, che non conosce la vera storia della sua famiglia, incontra un’anziana signora cieca, che viceversa la conosce bene, ma che decide di non rivelargliela, lasciando al lettore qualche indizio per poterla ricostruire. Una ragazza lesbica, che rimane turbata e incuriosita da un ragazzo che si è innamorato di lei, ha una storia di sesso con lui, poi lo abbandona. Ma non riesce a dimenticare il suo sguardo buono e capisce di desiderare quello sguardo sopra ogni altra cosa.

NARRATIVA GIALLA

“L’uomo che inseguiva la sua ombra” di David Lagercrantz: L’aver portato alla luce un intrigo criminale internazionale, mettendo in mano al giornalista investigativo più famoso di Svezia lo scoop del decennio, non è bastato a risparmiare a Lisbeth Salander una breve condanna da scontare in un carcere di massima sicurezza. E così, mentre a Mikael Blomkvist e a Millennium vanno onori e gloria, lei si ritrova a Flodberga insieme alle peggiori delinquenti del paese, anche se la cosa non sembra preoccuparla più di tanto. È in grado di tener testa alle detenute più spietate – in particolare una certa Benito, che pare avere l’intero penitenziario ai suoi piedi, guardie comprese –, e ha altro a cui pensare. Ora che è venuta in possesso di informazioni che potrebbero aggiungere un fondamentale tassello al quadro della sua tortuosa infanzia, vuole vederci chiaro. Con l’aiuto di Mikael, la celebre hacker comincia a indagare su una serie di nominativi di un misterioso elenco che risveglia in lei velati ricordi. In particolare, quello di una donna con una voglia rosso fiammante sul collo. Nella sua inestinguibile sete di giustizia, Lisbeth rischia di riaccendere le forze oscure del suo passato che ora, in nome di un folle e illusorio bene più grande, quasi sembrano aver stretto un’alleanza per darle di nuovo la caccia. Come un drago, quello stesso drago che ha voluto tatuarsi sul corpo, per annientare i suoi avversari Lisbeth è pronta a sputare fiamme e a distruggere il male con il fuoco che brucia dentro tutti quelli che vengono calpestati.

“Le venti giornate di Torino. Inchiesta di fine secolo” di Giorgio de Maria: Le venti giornate di Torino erano iniziate il 3 luglio di dieci anni prima: la siccità, l’insonnia collettiva, i cittadini che vagavano come fantasmi per le strade del centro storico, le grida misteriose, le statue che sembravano aver preso vita, e soprattutto una orribile catena di omicidi. Poi, dopo venti giorni, tutto era finito, all’improvviso, come era cominciato. E nessuno aveva più voluto parlare di quella storia. Dieci anni dopo, un anonimo investigatore dilettante decide di indagare per scrivere un libro su quella vicenda. Perché l’insonnia di massa? E chi erano, e da dove venivano, le mostruose figure di cui troppe testimonianze raccontano? E soprattutto, che nesso c’era tra quanto accadde e la biblioteca che era stata aperta presso la Piccola Casa della Divina Provvidenza? Una biblioteca assai strana, dove non si trovavano i testi pubblicati dagli editori, ma scritti di privati cittadini, che rivelavano i loro pensieri più intimi e profondi, molto spesso terribili, e li mettevano in condivisione con altri cittadini come loro. Non passerà molto prima che il protagonista si renda conto che quella orribile stagione si è conclusa solo in apparenza, e che le forze oscure che avevano scatenato quei drammatici giorni di violenza cieca sono ancora presenti e vigili. Un romanzo inquietante, profetico in modo inspiegabile, principale opera di un autore ingiustamente dimenticato.

“Ballando nel buio” di Roberto Costantini: 1974. Sono gli anni di piombo, e Mike “Africa” Balistreri è un ventiquattrenne idealista e pieno di rabbia. Studia all’università e si mantiene insegnando karate in una palestra frequentata dall’estrema destra romana. Insieme a Ringo, Benvenuti e Boccino milita in Ordine nuovo, fino allo scioglimento per decreto dell’organizzazione. Crollano allora molte convinzioni di Africa: poter cambiare il mondo facendo a botte coi rossi e la polizia, distinguere nettamente i traditori dai traditi, capire quale tra le due ragazze che frequenta è quella giusta. Sarà una P38 a dividere definitivamente i loro destini. 1986. Nel giorno in cui la mano de Dios di Maradona affossa gli inglesi ai mondiali, la mano della P38 abbatte Ringo, il vecchio compagno di militanza che ha fatto carriera nella Dc. Michele Balistreri, ora commissario della Omicidi, viene chiamato a indagare, nonostante il suo coinvolgimento personale nel caso. Una lunga scia di sangue lo riporterà sul ciglio di quell’abisso del 1974. I nemici che deve affrontare sono tanti, e il peggiore è Africa, quel ragazzino che il Balistreri adulto ha sepolto sotto un cumulo di alcol, tabacco, donne e cinismo. Ma quando l’odio e l’amore si risvegliano e le due ragazze di allora – quella giusta e quella sbagliata – si riaffacciano nella sua vita, non può più voltarsi e fuggire. Per individuare l’assassino dovrà guardare in faccia Africa e il suo passato, mettere in discussione molte delle sue certezze, e capire finalmente che chi nella sua vita non ha creduto e amato almeno una volta disperatamente e inutilmente, morirà senza aver mai davvero conosciuto la vita e l’amore.

YOUNG ADULT

“Shadowhunters. Signore delle Ombre” di Cassandra Clare: Onore, senso del dovere, rispetto della parola data: questi sono i principi che guidano l’esistenza di ogni Shadowhunter. Oltre alla certezza che non esista un legame più sacro di quello che unisce due parabatai, compagni di battaglia destinati a combattere e a soffrire insieme. Un legame che mai e poi mai – questo dice la Legge – dovrà trasformarsi in amore. Emma Carstairs sa bene che il sentimento che la unisce al suo parabatai, Julian Black¬thorn, è proibito e che proprio per questo potrebbe distruggere entrambi. Sa anche che, per non rischiare la loro vita, dovrebbe scappare il più lontano possibile da lui. Ma come può farlo, proprio ora che i Blackthorn sono minacciati da nemici provenienti da ogni dove? L’unica loro speranza sembra racchiusa nel Volume Nero dei Morti, un libro di incantesimi straordinariamente potente su cui tutti vogliono mettere le mani. Per questo, dopo aver stretto un patto con la Regina Seelie, Emma, la sua migliore amica Cristina, Mark e Julian Blackthorn partono alla ricerca del libro, affrontando mille insidie, imbattendosi in potenti nemici ben consapevoli che nulla è ciò che sembra e nessuna promessa è degna di fiducia. Nel frattempo, a Los Angeles, la tensione crescente tra Shadowhunter e Nascosti ha rafforzato la Coorte, la potente fazione interna al Consiglio strenua sostenitrice della Pace Fredda e disposta a tutto pur di impossessarsi dell’Istituto. Ben presto però un’altra, nuova minaccia si fa avanti, sotto le spoglie del Signore delle Ombre – il Re della Corte Unseelie –, che spedisce i propri guerrieri migliori sulle tracce dei Blackthorn e del libro. Con il pericolo ormai alle porte, Julian concepisce un piano rischioso che prevede la collaborazione con un personaggio imprevedibile. Ma per ottenere la vittoria finale sarà necessario pagare un prezzo che lui ed Emma non possono nemmeno immaginare, e che avrà ripercussioni su tutti coloro e tutto ciò che hanno di più caro al mondo.

Novità sullo Scaffale: luglio 2017

 

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Eccoci qui, lettori! Luglio, oltre al caldo, ha portato tantissime novità letterarie! Noi vi presentiamo le più importanti.

Buona lettura!

NARRATIVA STRANIERA

“Nuvole di Fango” di Inge Schilperoord: D’estate, in cerca di sollievo dal caldo, la tinca si immerge nella melma dei fondali. Quando poi torna a muoversi, inevitabilmente solleva una nuvola di fango. Come Jonathan: giovane dal passato segnato, ha bisogno di nascondersi, cerca di muoversi il meno possibile e, quando lo fa, solleva una nuvola torbida attorno a sé. Trentenne attratto dalle bambine, Jonathan fa ritorno a casa dopo un periodo trascorso in carcere. La madre è una donna anziana e solitaria e il villaggio di pescatori in cui è cresciuto si sta svuotando. Non c’è quasi più nessuno. Jonathan non ha amici. Una casetta malmessa, il mare a due passi, il cielo sconfinato. Lui, la madre, il caldo estivo soffocante. L’unico barlume di normalità, l’unico attaccamento alla vita vera, è il prendersi cura degli altri: della madre, del cane e di una tinca che ha trovato, ferita, in un laghetto vicino casa. Ma le giornate di Jonathan prendono una piega inaspettata quando Elke, una bambina sempre sola che condivide con lui la passione per gli animali, sembra cercare la sua compagnia. Nuvole di fango è un viaggio vorticoso dentro una mente malata che lotta contro se stessa. Pagine ipnotiche, intrise di umanità, in cui ogni giudizio viene sospeso, costringendoci a vedere il mondo attraverso gli occhi di un criminale che cerca in tutti i modi di non cadere in tentazione. Non di nuovo. Nel suo sorprendente romanzo d’esordio, accolto dalla critica in maniera entusiastica, la psicologa Inge Schilperoord ha avuto l’audacia di indagare là dove la maggior parte delle persone non osa nemmeno avvicinarsi.

“Esti” di Péter Esterhazy: Il protagonista si chiama Esti. È cosi che i compagni di università chiamavano Esterhazy. Esti come il personaggio inventato dal grande scrittore ungherese Dezso Kosztolanyi. Ed Esti è molte persone. È il rampollo di una stirpe di antico lignaggio, dunque vissuto in tante epoche, morto e risuscitato tante volte. Esti è il personaggio qui e ora, ma e anche tutti gli altri che l’hanno preceduto e che seguiranno. Esti è l’insieme di frammenti di una famiglia che lui conosce già diseredata, stretta nella morsa del socialismo, e che impara che il concetto di libertà è sempre relativo. È uno sguattero che grazie a un gusto sopraffino diventa una celebrità. È il figlio ribelle, che non ne vuole sapere di seguire una professione sicura. Esti è un ragazzo, e poi una ragazza, un’avvenente adolescente. Una cameriera eletta Miss Kentucky, che per contratto deve mangiare quantità impressionanti di hamburger. Esti forse è stato scambiato in culla, perché troppo diverso dal resto della sua famiglia. Esti un’estate su una spiaggia italiana: i quattro figli che vogliono giocare a palla con il padre paralizzato. Esti che si sente come una gallina, una gallina che alza le zampe con la stessa grazia di Pina Bausch… Esti è l’amico che teme di avere un tumore…

“Heresy. Assassin’s Creed” di Christie Golden: Simon Hathaway appartiene al gotha della setta dei Templari, tanto da diventare il nuovo capo della divisione di ricerca storica della Abstergo, la società che ha inventato Animus, lo strumento rivoluzionario che permette di ricostruire i ricordi ancestrali sulla base del DNA. Simon è un uomo freddo e determinato, ma anche uno scienziato la cui curiosità non conosce limiti. La sua smodata sete di conoscenza lo porterà a rivivere i ricordi del suo antenato che ha combattuto a fianco di Giovanna D’Arco. Scopre così i segreti di un passato che potrebbe distruggere lui e l’intero ordine dei Templari.

NARRATIVA YOUNG ADULT

“Diario di uno sfigato innamorato” di Jake Wizner: Certo, la vita non è semplice per nessuno, ma se hai la sfortuna di avere due genitori che in un momento di follia hanno deciso di chiamarti Shakespeare c’è poco da fare: il tuo destino è segnato. O diventi un genio o resti uno sfigato senza rimedio. E a ben guardare, finora, la vita di Shakespeare Shapiro non è stata nient’altro che una serie di catastrofi, una dopo l’altra. Ma arrivato all’ultimo anno delle superiori, è determinato a cambiare le cose e a chiudere gloriosamente una fase molto lunga e per niente esaltante della sua esistenza. L’occasione propizia si presenta quando a scuola gli viene assegnato un progetto di scrittura creativa. Shakespeare inizia a stilare una cronaca dettagliatissima e spassosa di tutti i fatti mortificanti che hanno costellato i suoi primi diciassette anni, e lo fa in un modo talmente brillante da procurargli il rispetto e l’ammirazione dei compagni di classe e, forse, anche di una certa ragazza verso la quale Shakespeare ha un debole…

NARRATIVA ROSA

“La vita in due” di Nicholas Sparks: A trentaquattro anni, Russell Green ha tutto: una moglie fantastica, un’adorabile bambina di cinque anni, una carriera ben avviata e una casa elegante a Charlotte, in North Carolina. All’apparenza vive un sogno, ma sotto la superficie perfetta qualcosa comincia a incrinarsi. Nell’arco di pochi mesi, Russ si trova senza moglie né lavoro, solo con la figlia London e una realtà tutta da reinventare. E se quel viaggio all’inizio lo spaventa, ben presto il legame con London diventa indissolubile e dolcissimo, tanto da dargli una forza che non si aspettava. La forza di affrontare la fine di un matrimonio in cui aveva tanto creduto. Ma soprattutto la forza straordinaria di essere un padre solido e affidabile, capace di proteggere la sua bambina dalle conseguenze di un cambiamento tanto radicale. Alla paura iniziale, poco alla volta, si sostituisce la meraviglia di ritrovare dentro di sé le risorse che servono per fare il mestiere più difficile del mondo, il genitore. Russ scopre di saper amare in un modo nuovo, di quell’amore incondizionato che non deve chiedere ma solo offrire. E forse per questo potrà anche rimettersi in gioco con una donna alla quale dare tutto se stesso.

“Un’estate per sempre” di Alice Adams: Amici inseparabili durante tutti gli anni dell’università, Eva, Benedict, Sylvie e Lucien si laureano a Bristol nel 1997, in un mondo carico di promesse che si affaccia sul nuovo Millennio. Innamorata dell’inafferrabile playboy Lucien e desiderosa di lasciarsi alle spalle un’educazione austera e opprimente, Eva si trasferisce a Londra per lavorare in un’importante banca. Benedict invece rimane all’università per finire il dottorato in fisica, struggendosi segretamente d’amore per lei, mentre i fratelli Sylvie e Lucien adottano uno stile di vita più bohémien dedicandosi all’arte, ai viaggi e alle avventure. Gli anni passano e i quattro amici si accorgono che le loro strade sono sempre più distanti e che per ognuno di loro non è facile continuare a inseguire i sogni di un tempo. Convinti di non riuscire più a essere artefici dei loro destini, sentono di avere ancora bisogno l’uno dell’altro. Amori infranti e carriere finite in maniera disastrosa li riavvicineranno, ma in modi che non avrebbero mai potuto immaginare… “Un’estate per sempre” è la storia di quello che succede quando tra i sogni della giovinezza irrompe la vita vera, una rappresentazione degli alti e bassi che tutti noi ci troviamo ad affrontare quando entriamo nell’età adulta. Ma è soprattutto una celebrazione dell’amicizia come valore cardine su cui fondare le nostre vite: un rifugio sicuro che è anche un motore propulsivo, un centro di gravità permanente in un mondo in perenne mutamento.

“Hotel delle Muse” di Ann Kidd Taylor: 1988. In una giornata estiva nel Golfo del Messico alla dodicenne Maeve Donnelly succedono due cose straordinarie: viene baciata da Daniel, il ragazzino dei suoi sogni, e viene aggredita da uno squalo. Diciott’anni più tardi Maeve è una biologa marina molto apprezzata che si trova più a suo agio sott’acqua con gli squali che con le persone. E quando fa ritorno all’isoletta della Florida dove ha trascorso l’infanzia, nell’Hotel delle Muse dove la nonna l’ha cresciuta insieme a suo fratello gemello, ritrova Daniel e i ricordi riaffiorano impietosi. Ripensa a quando, da bambina, sognava di diventare un’affermata esperta di squali, ma anche di avere un marito, una famiglia, un figlio a cui insegnare a nuotare nelle acque del Golfo. Finora ha cercato in tutti i modi di sfuggire alla forza dei sentimenti del passato, ma adesso capisce che non può più continuare a tuffarsi nell’oceano per tenere lontana l’eco di quel che accade sulla terraferma; è giunto il momento di affrontare la sua paura più grande: quella di mettersi in gioco con tutta se stessa per raggiungere la felicità.

THRILLER 

“I diari del sangue” di Stephen Lloyd Jones: “Mi chiamo Nicole Dubois, sono una studiosa di antichi miti. Per anni ho condotto delle ricerche su rari manoscritti ungheresi, un lavoro faticoso alla caccia di fragili indizi. Dai miei studi sono emerse delle tracce di una razza che viveva in gran segreto nell’Europa orientale cinquecento anni fa. Erano chiamati életek, da un’espressione ungherese, hosszú élet, che si riferisce allo straordinario potere che possedevano di rimanere in vita a lungo, anche se non si accenna a una vera e propria immortalità. Ora, bisogna sapere che nel Tredicesimo secolo, in Ungheria, i mongoli diedero inizio a un massacro senza precedenti. Donne e bambini. Nessuno riusciva a salvarsi. Un assalto dopo l’altro, una strage senza fine. I mongoli incendiavano, saccheggiavano, stupravano. Non è difficile comprendere come, in un contesto simile, si alimentò la credenza di una razza che avrebbe potuto resistere a quei terribili eventi, una razza che non aveva solo il potere di vivere a lungo ma anche quello di cambiare forma, di modificare le proprie sembianze per sfuggire ai nemici. Una leggenda nata dalla disperazione, forse. Ma purtroppo quella leggenda segnala, tra gli életek, anche un cattivo seme, una di quelle creature infatti non era pacifica, ma bensì un essere dalla mente contorta, incapace di empatia o di amore, imprevedibile nei suoi sciagurati comportamenti, malvagio nelle azioni. Un tuffo nella follia. Ora so con certezza che il suo nome è Jakab, nei miei quaderni viene anche chiamato démon. Si credeva che fosse morto in un incendio, ma passarono gli anni e un’altra leggenda affiorò: una donna raccontò che, quando gli abitanti si erano radunati davanti a quella casa in fiamme, avevano visto un uomo che urlava dietro una finestra del piano superiore, contorcendosi in modo innaturale. A un tratto aveva poi rotto il vetro e si era lanciato nel vuoto. Da quell’altezza chiunque sarebbe rimasto ucciso o gravemente ferito, invece lui si era rialzato ed era corso via. Da quel momento ho la prova che quella creatura è sulle mie tracce e mi insegue. E oggi mi ha trovato. Ma io possiedo dei diari, unici per i segreti che occultano. I diari mi possono salvare o forse salveranno soltanto mia figlia. Se scoprirò come usarli, se il mostro non ci troverà prima.” Fortemente suggestivo nei suoi richiami a Underworld, i Diari del sangue intreccia, in una prospettiva storica ricca di dettagli, l’ascesa e la caduta di un’antica razza di creature con un’avventura dal ritmo incalzante, ambientata ai giorni nostri. Un debutto concepito con straordinaria sicurezza e che, come ha sottolineato l’inglese “Guardian”, coniuga “con grande potenza immaginativa orrore, morte e passione in un inedito scenario neo-gotico”.

“Rondini d’inverno. Sipario per il commissario Riccardi” di Maurizio de Giovanni: Il Natale è appena trascorso e la città si prepara al Capodanno quando, sul palcoscenico di un teatro di varietà, il grande attore Michelangelo Gelmi esplode un colpo di pistola contro la giovane moglie, Fedora Marra. Non ci sarebbe nulla di strano, la cosa si ripete tutte le sere, ogni volta che i due recitano nella canzone sceneggiata: solo che dentro il caricatore, quel 28 dicembre, tra i proiettili a salve ce n’è uno vero. Gelmi giura la propria innocenza, ma in pochi gli credono. La carriera dell’uomo, già in là con gli anni, è in declino e dipende ormai dal sodalizio con Fedora, stella al culmine del suo splendore. Lei, però, cosí dice chi la conosceva, si era innamorata di un altro e forse stava per lasciarlo. Da come si sono svolti i fatti, il caso sembrerebbe già risolto, eppure Ricciardi è perplesso. Mentre il fedele Maione aiuta il dottor Modo in una questione privata, il commissario, la cui vita sentimentale pare arrivata a una svolta decisiva, riuscirà con pazienza a riannodare i fili della vicenda. Un mistero che la nebbia improvvisa calata sulla città rende ancora piú oscuro, e che riserverà un ultimo, drammatico colpo di coda.

“La fidanzata” di Michelle Frances: Laura sa di essere una madre iperprotettiva e – in fondo – gelosa di suo figlio Daniel, un brillante neolaureato dal futuro luminoso. Così, quando Daniel le presenta la sua nuova fidanzata, Cherry, lei si impone di essere gentile e addirittura invita la ragazza per qualche giorno di vacanza nella villa di famiglia a Saint Tropez. Ma tutti i suoi buoni propositi vanno in frantumi quando Laura scopre che Cherry si fa riempire di regali e, soprattutto, ha mentito a Daniel riguardo alla sua vita e al suo lavoro. E poi c’è sempre quella sgradevolissima sensazione che Cherry nasconda un lato oscuro e che stia tramando per metterla in cattiva luce col figlio. No, Laura non può rimanere a guardare mentre una spregiudicata arrampicatrice sociale vuole rubargli Daniel. Deve agire. Ma sta per commettere un errore imperdonabile… Cherry odia la sua vita. E adesso, finalmente, ha la possibilità di riscattare tutte le umiliazioni subite in passato grazie all’amore di Daniel. Un ragazzo ricco, bello, generoso. Peccato che fra lei e la felicità ci sia ancora un ultimo ostacolo: l’invadente, onnipresente Laura. Cherry è convinta che, dietro un’apparenza di sorrisi e buone maniere, Laura la disprezzi e sia disposta a tutto pur di tenerla lontana da Daniel. E allora l’unica soluzione è screditarla, farla apparire come una madre paranoica e pericolosa agli occhi del suo stesso figlio. Sì, sarà proprio Daniel l’alleato più prezioso per rendere l’esistenza di Laura un inferno. E per conquistarsi così la vita da favola che lei ha sempre sognato…

“La sorella” di Luoise Jensen: Due amiche inseparabili come sorelle, due strade divise da una terribile tragedia. Un unico misterioso messaggio dal passato: «Grace, ho fatto una cosa orribile.Spero che riuscirai a perdonarmi…» Le ultime parole di Charlie continuano a perseguitare la sua migliore amica Grace, che non è più la stessa da quando lei è morta. Grace è una giovane maestra che vive tranquilla con Dan, conosciuto ai tempi del liceo. È una ragazza piena di sensi di colpa, perché si è sempre sentita responsabile della scomparsa delle persone che ha amato, persino di quella della sua migliore amica Charlie. Loro due avevano un legame speciale fin da ragazzine, quando avevano nascosto insieme la misteriosa memory box di Charlie. Ora quella scatola piena di segreti è l’unico oggetto rimasto a Grace come ricordo. Al suo interno, ha trovato la lista dei desideri dell’amica: il primo sarebbe stato ritrovare il padre che non aveva mai conosciuto. Per lealtà verso quella che per lei è stata una sorella, Grace decide dunque di indagare e ben presto si imbatte in un’altra donna, Anna, che sostiene di essere la vera sorella di Charlie. Sarebbe bellissimo ritrovare una famiglia, ma il suo arrivo è accompagnato da segnali inquietanti. Gli oggetti scompaiono. Arrivano telefonate silenziose nel cuore della notte. Messaggi minacciosi. Persino Dan si comporta in modo strano. E Grace è sicura che qualcuno la segua. È tutto nella sua mente o succede davvero? Per darsi una risposta, Grace inizia un agghiacciante viaggio nel proprio passato. E in quello della ragazza che credeva di conoscere come se stessa.

“Le figlie di Caino” di Colin Dexter: Il capo ispettore Phillotson proprio non ce la fa. Forse è a causa dei suoi problemi familiari o forse perché non ha trovato uno straccio di indizio, comunque sia dà forfait e l’omicidio McClure viene affidato a Morse e Lewis. La vittima è un rispettabile professore universitario in pensione, ucciso da una coltellata al ventre nell’appartamento in cui viveva solo. Tra i libri e le carte di una vita passata a studiare e le chiacchiere di una vicina ficcanaso, i due investigatori cominciano a intravedere due possibili piste. L’insospettabile docente era forse coinvolto in una storia di droga che, qualche tempo prima, aveva condotto al tragico suicidio di uno studente? O magari l’anziano studioso di Catullo aveva trovato in tarda età una sua Lesbia letale? Con il procedere dell’indagine una sola cosa è chiara: sono le donne che hanno attraversato o sfiorato la vita di Felix McClure a detenere la chiave per capire la sua morte. La giovane dal fascino aspro che ha scelto una professione antica, ma non per questo onorevole; la mite domestica vessata dalla brutalità del marito; l’insegnante bella e passionale che cela dentro di sé un profondo dolore; l’innocua vecchina della porta accanto, con la sua prontezza e furbizia da monella, ciascuna sembra nascondere un frammento di verità sull’omicidio. Mentre le piste si intrecciano, i sospetti si moltiplicano e il conto delle vittime sale, Morse non ha scelta. Solo lasciandosi attrarre e guidare dai segnali ambigui e involontari lasciati da quelle sfuggenti signore potrà ricostruire l’accumularsi di piccole passioni, azioni irreversibili e inganni che a poco a poco hanno scatenato una conflagrazione irrefrenabile di violenza e morte.

“Conta fino a dieci” di Paolo Camilli: Fortunato, Diletta, Rosa, Nino, Pietro, Salvatore. Sei bambini chiusi in un cerchio, come per proteggersi. Sette anni il più grande, quattro e mezzo la più piccola. A quell’età, il nascondino è una cosa seria. Chi conta è da solo, ma chi si nasconde sfida il buio. A quell’età, la morte non esiste e non la trovi nemmeno se la cerchi, al massimo con la morte ci giochi. A quell’età, il sole splende senza pensare alla notte. Eppure… Nell’isolato numero 4, un palazzo popolare del comprensorio Cielo Rosso, a sud di Catania, scompaiono due bambini, a pochi mesi l’uno dall’altro. Un incubo che si ripete. Già dieci anni prima era sparita una bambina, poi ritrovata in fin di vita lungo i binari della ferrovia che lambisce i palazzi. Un solo elemento, macabro e beffardo, accomuna i tre casi: i piccoli si perdono nel buio mentre stanno giocando a nascondino. Nessuno ha visto niente, nessuno sa niente. O forse troppo. Centinaia di famiglie, impantanate nella miseria, hanno e fanno paura. Le indagini, mollicce e pavide, imboccano vicoli ciechi e marciscono come le ringhiere dei ballatoi. Oscar Baldisserri, un quarantacinquenne senza capo né coda che viene catapultato fra quelle squallide muraglie di cemento, è l’unico a farsi delle domande. Perché tutta quella violenza e rassegnazione senza spiragli sul futuro sono incomprensibili per chi al Cielo Rosso non ci è cresciuto. In un’inarrestabile discesa nel degrado ambientale, sociale, umano della provincia italiana più ambigua, grazie all’aiuto di un bambino taciturno e di Matilde, che accenderà in lui una passione tenera e spietata, Oscar solcherà gli argini della sua coscienza pur di strappare al silenzio la verità. Conta fino a dieci è molto più di un thriller. È il filo sottile che salda silenziosamente la vigliaccheria al riscatto, la vendetta al perdono, le tenebre a un bruciante raggio di sole. Ma soprattutto è la storia potente e splendida di un uomo come tutti noi che, sbattuto nella periferia della vita in cerca di un assassino, finirà per trovare se stesso.

Novità sullo scaffale – Maggio 2017

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Siamo qui, come ogni mese, con le maggiori novità Librose di maggio, sperando di invogliarvi all’acquisto di qualche buon, nuovo libro.

FANTASY

“Eymerich risorge” di Valerio Evangelisti: Siamo nel 1374 e papa Gregorio XI incarica padre Eymerich di indagare su un consigliere del re d’Aragona sospettato di eresia e di impiego delle arti magiche. Il frate domenicano intraprende una spedizione che lo porta dalla Provenza alle Alpi piemontesi, zone in cui prospera l’esecrata chiesa valdese. Il cammino dell’inquisitore, di castello in castello, di abbazia in abbazia, di villaggio in villaggio, è segnato da prodigi, strane apparizioni e misteriosi fenomeni celesti che lo inducono a sospettare di trovarsi di fronte a una delle più minacciose cospirazioni mai ordite contro il cattolicesimo. Parallelamente, su un altro piano temporale, lo scienziato Marcus Frullifer viene rapito e condotto in un osservatorio astronomico retto dall’ordine dei Gesuiti. I religiosi hanno scopi ambiziosi che coinvolgono il futuro dell’umanità e Frullifer – grazie a una formula matematica che scardina le fondamenta della fisica moderna – pare aiutarli nell’intento. La cronaca delle avventure dell’inquisitore e dello scienziato è scandita dai brani di un libro scritto in un lontanissimo futuro, il Vangelo della Luna, in cui un oscuro Magister, sul satellite terrestre, illustra alla figlia e ai discepoli il dogma cristiano della “resurrezione dei corpi”. E dimostra come il tempo sia reversibile e la morte un accidente transitorio… Valerio Evangelisti strappa padre Nicolas Eymerich dal letto di morte su cui l’aveva lasciato sette anni fa nell’ultimo capitolo della serie, per mostrarcelo ancora una volta alle prese con una congiura che potrebbe minare le fondamenta stesse dell’universo.

“Gabbia del re” di Victoria Aveyard: Privata del suo potere e perseguitata dai tremendi errori commessi, Mare Barrow si ritrova prigioniera e in balia di Maven Calore, di cui un tempo era innamorata e che altro non ha fatto se non mentirle e tradirla. Diventato re, il ragazzo continua a tessere la tela ordita dalla madre morta per mantenere il controllo sul suo regno e sulla sua prigioniera. Mentre, a Palazzo, Mare cerca di resistere all’effetto della pietra silente, il suo improvvisato esercito di novisangue e rossi continua imperterrito a organizzarsi, a esercitarsi e a espandersi. Impaziente di uscire dall’ombra, infatti, si sta preparando a combattere. Dal canto suo, Cal, il principe esiliato che reclama il cuore di Mare, è pronto a tutto pur di riaverla con sé. In questo terzo e straordinario capitolo della serie “Regina rossa”, le alleanze di un tempo sono messe in discussione e – Mare lo sa bene – quando il sangue si rivolta contro il sangue potrebbe non rimanere nessuno a spegnere il fuoco che minaccia di distruggere completamente Norda.

ROMANZI STORICI

“Fratelli nella notte” di Cristiano Cavina: Mario è un giovane contadino romagnolo, semplice e mite. Non ha sogni nè desideri e accetta con atavica rassegnazione la dura vita di lavoro e fatica che il destino gli ha assegnato. La sua esistenza procede così, nella ciclicità dell’alternarsi delle stagioni. Al compimento dei diciotto anni Mario riceve, con spavento, la cartolina di leva della Repubblica sociale: è il 1944, e per paura delle armi si sottrae all’arruolamento. Si rifugia prima da alcuni lontani parenti, aiutandoli nei lavori più pesanti in cambio dell’ospitalità, quindi si unisce alla 36esima brigata Garibaldi…

GIALLI

“Dentro l’acqua” di Paula Hawkins: Quando il corpo di sua sorella Nel viene trovato in fondo al fiume di Beckford, nel nord dell’Inghilterra, Julia Abbott è costretta a fare ciò che non avrebbe mai voluto: mettere di nuovo piede nella soffocante cittadina della loro adolescenza, un luogo da cui i suoi ricordi, spezzati, confusi, a volte ambigui, l’hanno sempre tenuta lontana. Ma adesso che Nel è morta, è il momento di tornare. Di tutte le cose che Julia sa, o pensa di sapere, di sua sorella, ce n’è solo una di cui è certa davvero: Nel non si sarebbe mai buttata. Era ossessionata da quel fiume, e da tutte le donne che, negli anni, vi hanno trovato la fine – donne “scomode”, difficili, come lei –, ma mai e poi mai le avrebbe seguite. Allora qual è il segreto che l’ha trascinata con sé dentro l’acqua? E perché Julia, adesso, ha così tanta paura di essere lì, nei luoghi del suo passato? La verità, sfuggente come l’acqua, è difficile da scoprire a Beckford: è sepolta sul fondo del fiume, negli sguardi bassi dei suoi abitanti, nelle loro vite intrecciate in cui nulla è come sembra.

“Del dirsi addio” di Marcello Fois: Un bambino di undici anni sparisce nel nulla in una Bolzano diafana. Intorno a lui, scheggiato e vivo, il mondo degli adulti, in cui nessuno può dirsi innocente e forse nemmeno del tutto colpevole. Al commissario Sergio Striggio per inciampare nella verità sarà necessario scavare a fondo dentro se stesso, ed essere disposto a una distrazione ininterrotta. A vivere appieno i sentimenti che prova, per una donna e soprattutto per un uomo. A stilare un elenco di cose bellissime. Ad accompagnare un padre ingombrante nel suo ultimo viaggio e a ripensarsi bambino. Perché solo imparando a cambiare punto di vista è possibile chiudere i cerchi e non farsi ingannare da un gioco di specchi. Quando s’imbatte nel caso del piccolo Michele, scomparso dall’auto dei genitori in un’area di sosta senza lasciare traccia, il commissario Striggio sta attraversando un periodo piuttosto complicato. A casa, Leo vorrebbe che lui la smettesse di nascondere il loro amore, soprattutto al padre. E il padre, dal canto suo, sta per arrivare da Bologna con una notizia sconcertante. La sparizione di Michele – un bambino «speciale», dotato di capacità di apprendimento straordinarie e con seri problemi di relazione – è un ordigno destinato a far deflagrare ogni cosa. A riattivare amori, odii, frammenti di passato che ritornano: perché in gioco è soprattutto l’umanità, in tutte le sue declinazioni. E forse la soluzione può venire piú facilmente proprio dalla dimensione interiore che dagli snodi di un’indagine tradizionale. Per questo, mentre indaga, il commissario vive, pensa, si distrae, si perde. Cosí gli altri intorno a lui. Perché il nuovo romanzo di Marcello Fois è un noir al calor bianco, tesissimo ma continuamente franto, interrotto dalla vita e dai pensieri di chi la sta vivendo, incentrato sui sentimenti e sulla capacità di riconoscerne la voce piú autentica. Fois scolpisce una galleria di personaggi tridimensionali e vivi: gli abitanti della sua storia si scoprono deboli e spesso bugiardi, capaci di rancore ma al contempo in grado di perdonare e di piangere le loro manchevolezze. Genitori, figli, fratelli, colleghi e amanti: tutti partecipi di un mistero che sta ben attento a nascondere la propria soluzione fino alle battute conclusive, quando Fois cala finalmente gli assi e rivela ancora una volta la sua grande tempra di narratore universale.

“La deposizione” di Pascale Robert-Diard: Questa è la storia vera di un assassino che non ha soltanto ucciso la sua giovane amante, ma ha costretto al silenzio la sua famiglia con una personalità manipolatrice e diabolica. Ed è la storia di un figlio che ha trovato la forza di ribellarsi al padre seducente e mostruoso, perché «il segreto uccide piú della verità».
Un lunedí di primavera, 7 aprile 2014, un’aula di corte d’assise nel tribunale di Rennes, Francia. Si processa un uomo, Maurice Agnelet, accusato di aver ucciso la giovane amante, Agnès Le Roux, quasi quarant’anni prima, a Nizza. La vittima proveniva da una famiglia molto in vista, proprietaria di un casinò sulla Promenade des Anglais. Il cadavere della donna non è mai stato ritrovato, rendendo il lavoro dell’accusa, dopo tre processi, ancora piú difficile. Agnelet si è sempre professato innocente, e la sua famiglia, moglie e due figli ormai adulti, non ha mai smesso di sostenerlo nella sua battaglia. Pascale Robert-Diard segue il processo per il suo giornale, solo un drappello di cronisti irriducibili assiste alle battute conclusive. Appassionati al caso mai risolto, affascinati dalla figura manipolatrice e quasi diabolica dell’imputato, ma anche dall’atmosfera magica della Costa Azzurra che rivive nelle testimonianze, e dallo «sfondo di pantaloni a zampa d’elefante, sciarpe lavorate ai ferri e khol sugli occhi» dei lontani anni Settanta. È a questo punto che il caso di cronaca nera di quarant’anni prima acquista la cadenza solenne e l’impellente necessità dell’antica tragedia. Uno dei figli di Agnelet, Guillaume, sale sul banco dei testimoni e accusa il padre di omicidio, rivelando di sapere da anni della sua colpevolezza, confessando di aver testimoniato il falso in passato. Accettando il confronto con la madre e il fratello, che continuano a difendere l’assassino. Affermando che «il segreto uccide piú della verità». Una deposizione che per Guillaume ha diversi significati, quanti quelli della parola stessa: testimonianza, liberazione da un peso, ma anche «rimozione di qualcuno dall’esercizio di un potere». Come se il figlio avesse compiuto la sua rivoluzione contro il padre.

“Gli amici del venerdì” di Stefano Brusadelli: In un piovoso venerdì di febbraio, Gerardo Pavese viene trovato sgozzato nel bagno del suo appartamento, in un anonimo palazzone del quartiere Tiburtino. Ausilio Serafini, un ex poliziotto cupo e deluso dalla vita che quel giorno stava andando proprio a far visita alla vittima, un conoscente di vecchia data, si ritrova suo malgrado coinvolto nelle indagini. Serafini è un uomo massiccio con gli occhi duri e il naso storto; alle spalle ha una giovinezza arida e violenta e un matrimonio affogato nel rancore. Dopo aver lasciato la divisa per non essere riuscito a fare i conti con un giro di prostituzione minorile riservato a clienti intoccabili, è finito “nei sotterranei del mondo, in tutti i sensi”. Chi può aver inflitto una morte così efferata a un pensionato che conduceva una vita modesta e ritirata e il cui unico svago era cenare il venerdì in trattoria con un gruppo di amici? Serafini scoprirà che il mondo oscuro nel quale passo dopo passo è costretto a addentrarsi è lo stesso dal quale molti anni prima aveva tentato di fuggire. E che esiste a Roma una rete assassina invisibile ma potentissima che lega i piani più alti a quelli più sordidi della città. Sullo sfondo di una Capitale in disfacimento, popolata di un’umanità feroce e dolente, Stefano Brusadelli ordisce con lingua nitida e impeccabile un perfetto intreccio noir, ma anche una sorprendente riflessione sul rapporto tra il caso e il destino, e sulla vendetta come gesto tragico ma a volte necessario per regolare i conti con la propria esistenza.

“L’ultima sera di Hattie Hoffman” di Mindy Mejia: A diciassette anni Hattie Hoffman è una forza della natura. Troppo vitale, troppo ambiziosa e determinata per passare il resto della vita in una sonnolenta cittadina del Wisconsin. Il suo sogno è fare l’attrice, andare a New York. Ma i progetti di fuga di Hattie Hoffman naufragano la notte in cui viene uccisa. Chi davvero fosse Hattie nessuno lo aveva capito. Non la famiglia, le amiche, e neppure Peter Lund, il suo insegnante di teatro. Perché Hattie era grandissima a recitare, e non soltanto sul palcoscenico della scuola. A far luce sul suo ultimo anno di vita, e su cosa è successo la sera in cui è stata uccisa, è lo sceriffo Del Goodman, un uomo per il quale Hattie Hoffman era quasi una figlia.

NARRATIVA ITALIANA

“Voi due senza di me” di Emiliano Gucci: Michele e Marta – colti in due giornate particolari. Nella prima, Michele corre alla stazione per incontrare Marta: i due non si vedono da dieci anni. Dal giorno in cui un evento tragico, che a poco a poco torna alla luce, ha spezzato la coppia. Lei lo accoglie con freddezza, anzi con fastidio. Ma Michele e determinato, vuole ricominciare, in nome di un amore assoluto, impareggiabile, che lui e certo non sia dissolto. Eppure Marta ha una nuova vita – lui lo sa -, un nuovo amore, forse meno intenso ma più rassicurante, e non vuole rinunciarvi. L’elettricità fra i due è palpabile e a tratti non sembra possibile evitare che tutto ricominci, tuttavia ciò che continua a unirli è quanto forse impedisce loro di riavvicinarsi completamente. Nella seconda giornata, a distanza di altri dieci anni, ancora loro due, ancora il loro amore, irrisolto e per questo tanto più tenace; Michele e Marta, allacciati da un mistero che pare impossibile sciogliere e che deflagra nel bianco della neve che tutto ricopre. A narrarci queste due giornate è la voce di chi Marta e Michele hanno perduto, che li osserva e li racconta con sguardo al tempo stesso ultraterreno e innocente. Seguendo le sue parole, scendiamo in profondità nella complessità del dolore, dell’amore, delle relazioni fra gli esseri umani.

“Prendiluna” di Stefano Benni:  Una notte in una casa nel bosco, un gatto fantasma affida a Prendiluna, una vecchia maestra in pensione, una Missione da cui dipendono le sorti dell’umanità. Dieci Mici devono essere consegnati a dieci Giusti. È vero o è una allucinazione? Da questo momento non saprete mai dove vi trovate, se in un mondo onirico farsesco e imprevedibile, in un incubo Matrioska o un Trisogno profetico, se state vivendo nel delirio di un pazzo o nella crudele realtà dei nostri tempi. Incontrerete personaggi magici, comici, crudeli. Dolcino l’eretico e Michele l’arcangelo, forse creature celesti, forse soltanto due matti scappati da una clinica, che vogliono punire Dio per il dolore che dà al mondo. Un enigmatico killer-diavolo, misteriosamente legato a Michele. Il dio Chiomadoro e la setta degli Annibaliani, con i loro orribili segreti e il loro disegno di potere. E altri vecchi allievi di Prendiluna, Enrico il bello, Clotilde la regina del sex shop, Fiordaliso la geniale matematica. E il dolce fantasma di Margherita, amore di Dolcino, uccisa dalla setta di Chiomadoro. E conosceremo Aiace l’odiatore cibernetico e lo scienziato Cervo Lucano che insegna agli insetti come ereditare la terra. Viaggeremo attraverso il triste rettilario del mondo televisivo, e la gioia dei bambini che sanno giocare al Pallone Invisibile, periferie desolate e tunnel dove si nascondono i dannati della città. Conosceremo Sylvia la gatta poetessa, Jorge il gatto telepatico, Prufrock dalle nove vite, Hamlet il pianista stregone, il commissario Garbuglio che vorrebbe diventare un divo dello schermo e lo psichiatra depresso Felison. Incontreremo l’ultracentenaria suor Scolastica, strega malvagia e insonne in preda ai rimorsi, i Bambini Assassini e i marines seminaristi. Fino all’università Maxonia, dove il sogno diventerà una tragica mortale battaglia e ognuno incontrerà il suo destino, Prendiluna saprà se la Missione è riuscita, l’arcangelo Michele combatterà il suo misterioso fratello-nemico e Dolcino sfiderà Dio nella sua alta torre, per portargli la rabbia degli uomini. E ci sveglieremo alla fine sulla luna, o in riva al mare, o nella dilaniata realtà del nostro presente.

NARRATIVA STRANIERA

“Swing Time” di Zadie Smith: La loro pelle ha la stessa sfumatura di bruno, hanno lentiggini negli stessi punti e sono alte uguali. Quel sabato mattina del 1982 non sono ancora amiche né nemiche, si rivolgono appena la parola. Eppure una forza invisibile le collega, sulla soglia della loro prima lezione di danza. Tracey e la narratrice di questa storia sono simili, ma anche diverse. Tracey ha riccioli seducenti raccolti con nastri di raso, minigonne e un sorriso vivace. Ha un talento luminoso per la danza. La narratrice ha intelligenza e un naso severo, una tendenza alla malinconia. Ha i piedi piatti ma un intuito anticipatore per la musica. Amiche, complici, rivali. Alla prima lezione di danza arrivano accompagnate dalle madri, che non potrebbero essere più opposte. Obesa, vestita di strass e marchi vistosi, chiassosa ed entusiasta del talento della figlia, quella di Tracey. L’altra così bella da non avere bisogno di trucco o gioielli, forse nemmeno di sua figlia, una femminista protesa verso il salto sociale nel mondo colto e radical chic. Malgrado le loro madri, l’amicizia tra le due ragazzine cresce, strettissima, alimentata da una competizione sotterranea. Poi di colpo finisce. Sono diventate grandi, ognuna deve fare i conti con il proprio talento: Tracey entra in un prestigioso corpo di ballo ma la vita non si rivela così facile come era stato danzare a sette anni, la narratrice diventa assistente di una cantante famosa tirannica e magnetica. È per seguire i capricci filantropici della star che la storia si sposta in Africa, in un territorio dove si viaggia indietro nel tempo per trovare le proprie radici e si balla, proprio come Tracey.

ROMANZI ROSA/EROTICA

“Accadde d’estate” di Nora Roberts: Forti, ambiziose e piene di talento, Lee e Bryan sono disposte a tutto per avere successo nel lavoro e realizzare le proprie aspirazioni professionali. Nella loro vita non c’è tempo per banalità come l’amore. La carriera viene prima di tutto. Finché un incontro non cambia radicalmente la loro prospettiva… Rintracciare il celebre scrittore di romanzi horror Hunter Brown e svelarne i segreti è diventata quasi un’ossessione per Lee, reporter della rivista Celebrity, e quando scopre che lui sarà ospite di un convegno in Arizona capisce che quella è un’opportunità da non perdere. Ma il maestro del soprannaturale si rivela anche un maestro della seduzione, e Lee si rende conto che per avere l’esclusiva, questa volta, le sue doti di giornalista non saranno sufficienti. Perché per svelare le sue carte, Hunter si aspetta di essere ricompensato… Per Bryan, affermata fotografa freelance, pubblicare un reportage sulla prestigiosa rivista Life Style è un’occasione a cui non può rinunciare, anche se dovrà realizzarlo insieme a Shade Colby. L’impresa si prospetta tutt’altro che facile, perché lui ha fama di essere un solitario, difficile e scostante, e tutto lascia pensare che il loro viaggio sarà un disastro… Per le due amiche è giunto il momento di mettersi in gioco, di prendere dalla vita ciò che hanno sempre desiderato. Ma non sempre si ottiene ciò che si crede di volere.

“Il giorno che aspettiamo” di Jill Santopolo:  Una luminosa mattina di fine estate, un ragazzo e una ragazza s’incontrano all’università, a New York, e s’innamorano. Sembra l’inizio di una storia come tante, ma quel giorno è l’11 settembre 2001 e, mentre la città viene avvolta da un sudario di polvere e detriti, Gabe e Lucy si baciano e si scambiano una promessa. E due vite si fondono in un unico destino.
Tredici anni dopo, Lucy è a un bivio. E sente la necessità di ripercorrere con Gabe le tappe fondamentali della loro relazione, segnata da scelte che li hanno condotti lungo strade diverse, lungo vite diverse. Scelte che tuttavia non hanno mai reciso il legame profondo che li ha uniti per tutti quegli anni. Così Lucy gli parla dei loro primi mesi insieme. Del loro amore intenso, passionale, unico. In una parola: puro. E poi di come Gabe avesse infranto quella purezza, decidendo di partire, di andarsene da New York per accettare l’incarico di fotografo di guerra in Iraq. Perché lui sentiva di doverlo fare, perché ciò che accadeva nel mondo era più importante di loro. Una scelta che aveva aperto nel cuore di Lucy una ferita che lei pensava non sarebbe guarita mai. E che, invece, era stata curata da Darren, l’uomo che lei avrebbe scelto di sposare. Eppure quella ferita si riapriva ogni volta che Lucy riceveva una mail o una telefonata da Gabe, e ogni singola volta che lo aveva rivisto nel corso degli anni. Poi era arrivata quella volta, era arrivato quel giorno…

“Domina” di Lisa Hilton: Intelligente, colta, ambiziosa e soprattutto estremamente disinibita, Judith Rashleigh ha finalmente realizzato il suo sogno: aprire una galleria d’arte a Venezia. In fuga dai crimini commessi in passato, vive e lavora sotto falso nome nella speranza di aver messo ordine nella propria vita. Ma un omicidio, al quale Judith non sembra collegata, la trascina di nuovo nel mondo spietato che credeva di essersi lasciata alle spalle. Tutto quello che pensavamo di sapere su Maestra sta per cambiare. Dalla collezione d’arte segreta di un oligarca alla temibile malavita in Serbia, dalla campagna inglese alla Calabria, tra fughe rocambolesche e notti di sesso estremo, sembra davvero vicina al successo tanto desiderato… ma quale sarà il prezzo da pagare? Con i suoi toni intriganti e una narrazione serrata e tagliente, Domina metterà alla prova Judith come mai prima d’ora.

Novità sullo scaffale – Aprile 2017

libri aprile 2017

Il nostro appuntamento mensile continua con le novità per il mese di aprile. Come ogni mese, carissimi lettori, noi di Arcadia siamo qui per presentarvi le principali novità letterarie.
Fateci sapere se ne acquistate qualcuno!

NARRATIVA ITALIANA

“Bellissimo” di Massimo Cuomo: Miguel è bellissimo, di una bellezza rara e miracolosa che sin dalla nascita scatena un culto appassionato in tutta la popolazione della città. Il fratello maggiore Santiago assiste ammirato e intimorito alle prodigiose reazioni che la bellezza dell’altro suscita nel padre e nella madre, nei passanti, nelle vicine di casa che affollano il cortile, nelle pretendenti smaniose che lo incalzano ovunque. Ama il fratello più piccolo ma finisce per diventarne l’ombra. Così come Miguel cattura sempre la luce dei riflettori, a Santiago tocca invece il buio degli angoli nascosti. Gli sguardi delle donne sono tutti per il fratello, la sua bellezza mantiene in secondo piano ogni aspetto dell’esistenza del primogenito. La vita tuttavia non fa sconti a nessuno e anche Miguel dovrà, attraverso un faticoso apprendistato, cercare la via per un rapporto maturo con gli altri. Il romanzo è ambientato in Messico, uno scenario che illumina la storia dei colori del realismo magico. Tutti gli eventi sembrano risplendere di una luce mitica e leggendaria. Il conflitto tra i fratelli, il ruolo dei genitori, le storie d’amore, la violenza, i viaggi sono raccontati attraverso un’introspezione psicologica profonda e realistica, ma assumono al tempo stesso un’aura di leggenda. La storia si snoda fra dispiaceri, fughe, rimorsi, ritrovamenti, abbandoni e illuminazioni, mentre seguiamo le vicende dei due fratelli, dei genitori, delle donne amate, degli abitanti del posto, tutti in modo diverso travolti e segnati per sempre da questo straordinario incontro con la Bellezza.

“La terra del ritorno” di Giusy Staropoli Calafati: Un romanzo che arriva dritto al cuore. Che fa capire come ognuno di noi può trovare la propria felicità nel posto in cui nasce senza dover per forza cercare terre nuove. Migliori. Bisogna lottare per la propria identità e per i propri sogni, perché ne vale sempre la pena. Ed è meraviglioso assistere alla rinascita di tutto un paese, della propria terra, grazie a giovani come Turi, protagonista del romanzo, andato altrove per conoscere, imparare e poi tornato introducendo nuove mentalità. Cosicché il paese da morto che è riprende a vivere. Perché la terra in cui si nasce non può restare sola e tornare per restare è la sola rivoluzione possibile. La più estrema forma di viaggio.

“una specie di felicità” di Francesco Carofiglio: La vita di Giulio d ‘Aprile cambia in una bella giornata di fine ottobre, mentre percorre il viale alberato che lo condurrà all’Istituto dove lavora come psicoterapeuta. Varcata la soglia di quel luogo, in cui il tempo sembra essersi fermato, Giulio incontra l’uomo che molti anni prima era stato il suo maestro. La persona geniale, brillante, autorevole ha lasciato però il posto a un vecchio stanco. La memoria vacilla e gli occhi sembrano perdersi altrove. Da quel giorno il Professore sarà un suo paziente. Da quella mattina di ottobre avrà inizio un duello. I due uomini dovranno fare i conti con una verità dolorosa che entrambi nascondono, in un progressivo e incalzante ribaltamento dei ruoli. La vita di Giulio entra ed esce da quella stanza, il matrimonio fallito, la perdita del padre, il senso di inadeguatezza nei confronti dei figli, il mondo perfetto di un passato confezionato in un’esistenza senza slanci. Fino a quando appare qualcuno e qualcosa accade. E inverte bruscamente la rotta, tra il buio e la luce. Come una crepa nel muro. Come una specie di felicità.

“Il tuo nemico” di Michele Vaccari:Genova, 2008. Gregorio è un ragazzo prodigio, un genio dell’informatica. Quando la scuola gli offre la possibilità di essere raccomandato per il MIT di Boston, Gregorio sente che questa potrebbe essere l’opportunità che aspettava. Ma i genitori (un padre genetista senza scrupoli e una madre concentrata su se stessa e sulla propria carriera), deridono i suoi desideri. Mentre fuori la crisi incomincia a rivelarsi nella sua pienezza, Gregorio decide, come estremo gesto di ribellione, di chiudersi in camera sua e non uscire più. Intanto, dall’altra parte della città, una sua coetanea, Gaia, è stata appena arrestata: ha tentato di oscurare la homepage del sito di Walter Veltroni. L’arresto la porterà a “scoprire” Gregorio, e la sua apparente solitudine. L’incontro dei due sarà dirompente ma salvifico…

“Bruciare tutto” di Walter Siti: A chi apparteniamo? A quale legge ubbidiamo? Per un prete che significa, davvero, amare Dio? Questo si chiede don Leo nel- le sue giornate divise tra oratorio, mensa dei poveri (che sono sempre di più anche nella Milano del nuovo skyline da bere e da mangiare), ripetizioni ai bambini in difficoltà, messe celebrate con confratelli molto diversi da lui. Un prete è un uomo mangiato, potato come una vigna; la vita privata di un prete sono gli altri e don Leo lo sa bene, mentre cerca risposte in un dia- logo con un Dio che lo spia e lo ascolta dal- la sua Onnipotenza ma risponde a strappi, con frasi ambigue e talvolta dispettose. Un Dio che sembra non riuscire mai a liberarsi dall’ombra del suo Avversario. In un’epoca in cui la sottomissione a Dio è diventata un tema geopolitico, Walter Siti scrive un romanzo che stordisce e lascia nudi di fronte al dolore e alle domande sul senso profondo della fede e del tempo che viviamo. Se è vero che siamo passati dall’epoca del desiderio a quella del bisogno, questo romanzo brucia tutto perché non tralascia nessun eccesso o contraddizione: l’assenza dei padri, la bellezza di chi sa ancora sperare, l’amore per corpi troppo nuovi. Non c’è pietà ma profonda, intima pietas. Siti per la prima volta non partecipa come personaggio alla storia e lo fa con il suo libro più intenso, aperto, libero.

NARRATIVA STRANIERA

“Hugo e Rose” di Bridget Foley:: Rose è delusa dalla sua vita pur non avendone motivo: ha una bella famiglia e una deliziosa casa in un bel quartiere. Ma per Rose questa vita ordinaria è messa in ombra dalla sua altra vita, quella che vive ogni notte nei suoi sogni. Da bambina, in seguito a un incidente, ha iniziato a sognare una meravigliosa isola ricca di avventure. Su quest’isola non è mai stata sola: c’è sempre stato Hugo, un ragazzo coraggioso che cresce assieme a lei negli anni fino a diventare il suo eroe. Ma quando Rose incontra casualmente Hugo nella vita vera i suoi sogni e la vita reale cambieranno per sempre. Si trova infatti davanti l’uomo che ha condiviso le sue incredibili avventure in luoghi impossibili, che è cresciuto assieme a lei, ma ambedue sono molto diversi da come si erano immaginati. Il loro incontro casuale dà il via a una cascata di domande, bugie e a una pericolosa ossessione che minaccia di rovesciare il mondo di Rose. Lei vorrà veramente perdere tutto ciò che le è caro per capire lo straordinario rapporto che li unisce?

“Il vento di San Francisco” di Howard Fast: Danny Lavette è solo un ragazzo quando perde i genitori nel terremoto di San Francisco del 1906. Non ha più una casa, non ha più una famiglia, non gli resta che il peschereccio di suo padre e qualche amico. Ed è da lì che tutto ricomincia. Ha fegato da vendere, Danny, è un bravo ragazzo ed è affamato di successo: il suo sogno è quello di arrivare in alto, a Nob Hill, dove vive chi dorme il sonno dei milionari. Non è solo amore quello che lo porta a sposare Jean Seldon, la donna più bella della città, figlia del più importante banchiere della California. E non è solo per fiuto negli affari che scommette in un continuo gioco al rialzo prima sui pescherecci, poi sulle navi da crociera, infine sui primi aeroplani che solcheranno i cieli degli Stati Uniti. Inseguendo un sogno di libertà che le sue umili origini non gli hanno mai concesso, diventerà uno degli uomini più importanti del paese. Ma il successo non basta. Ammirato da donne bellissime, circondato da arredi raffinati e dipendenti devoti, resterà sempre l’orfano affamato di quel giorno terribile del 1906, un ragazzo di origini italiane generoso e bisognoso di amore. Solo una donna riuscirà a fare breccia nel suo cuore, May Ling, una giovane ragazza cinese con cui intreccerà una relazione tenerissima. Sullo sfondo dei ruggenti anni venti, il sogno americano rivive in una grande saga familiare di coraggio, generosità e sentimento.

“Tu non sei come le altre madri” di Angelika Schrobsdorff: Questo libro racconta una storia vera: la vita di Else Kirschner, madre dell’autrice. Vivacissima e trasgressiva, Else, figlia di genitori ebrei, cresce nella Germania della prima metà del Novecento tenendo fede a due promesse fatte a se stessa: vivere la vita fino in fondo, da protagonista, e avere un figlio da ogni uomo che ama. Ecco allora Fritz, Hans ed Erich, mariti, compagni, amanti, padri rispettivamente di Peter, Bettina e Angelika. Con loro Else sperimenta tutte le possibili combinazioni nei rapporti e tutte le possibili trasgressioni, attraversa la Prima guerra mondiale, trascorre i favolosi anni Venti in un frenetico girotondo di concerti, teatri e feste, infine affronta gli anni Trenta e il nazismo, le leggi razziali e l’esilio in Bulgaria. Mille tessere di un puzzle tenute insieme da una donna prorompente, per certi aspetti quasi mitica, sicuramente memorabile. Una donna libera nell’epoca più buia della storia.

“Allontanarsi. La saga dei Cazalet Vol. 4” di Elizabeth Jane Howard: Luglio 1945. Allontanarsi si apre all’indomani della pace e quella che dipinge è una vera e propria diaspora familiare. La fine della guerra, attesa e sognata nei volumi precedenti, ora pone ognuno davanti a delle scelte: dopo la lunga convivenza forzata, è quasi fisiologica la spinta centrifuga che porta i membri della famiglia ad allontanarsi l’uno dall’altro. Questa dinamica riguarda soprattutto le coppie, che sembrano esplodere a seguito di una lunga compressione: nella disapprovazione generale della famiglia, Edward lascia Villy; Rupert e Zoe faticano a rimettere insieme il loro rapporto coniugale dopo la lunga separazione forzata; il matrimonio fra Louise e Michael si è ormai sfasciato completamente e anche l’allontanamento di Raymond e Jessica sembra irrimediabile. Viene inoltre a mancare un grande punto di riferimento per tutti: in questo quarto volume la famiglia sarà scossa dalla morte del Generale.

“Gli eredi” di Wulf Dorn: «Mi creda, avrà bisogno ancora di un sacco di caffè oggi. Sarà una cosa lunga.» Nella saletta colloqui del seminterrato del reparto psichiatrico dell’ospedale, Frank Bennell, stimato criminologo alla soglia della pensione, chiede aiuto a Robert Winter, psicologo con cui ha collaborato in numerosi casi di omicidio. Però i due esperti del lato oscuro della natura umana questa volta sono messi a dura prova. La donna che si trovano davanti, sopravvissuta a un grave incidente su una strada di montagna immersa nella nebbia e battuto dalla pioggia, sembra oscillare tra realtà terribili e allucinazioni. Si chiama Laura Schrader, trentadue anni, capelli biondi; nell’auto accanto a lei una pistola vecchio modello col caricatore vuoto e un baule in cui si nasconde una dura verità. Nel suo sguardo diffidenza e terrore. Perfino Winter, il quale nella sua carriera ha ascoltato dai suoi pazienti storie così plausibili da non riuscire quasi a smascherarle, non sa come mettere in ordine i pochi elementi ricavati con tanta fatica dalla donna: l’uomo che l’ha salvata chiamando i soccorsi e poi è sparito nel nulla, bambini dagli occhi di ghiaccio, misteriose uccisioni… Fatica a collegarli a quanto si vede nella foto che gli ha mostrato il collega: qualcosa di terribile, che supera ogni sua aspettativa. In una lunga notte, fuori dalla clinica, sotto un cielo nero e gonfio di odio sta succedendo qualcosa. Ma cosa? Bisogna credere a quella donna per arrivare in tempo. Se sarà ancora possibile.

“Il tuo nome è una promessa” di Anilda Ibrahimi:
Una foto con due bambine dalle lunghe trecce, dietro il mare. È quello che resta a Abigail della sua famiglia. La Storia l’ha divisa da sua sorella Esther, e l’Albania che l’ha accolta generosamente quand’era in fuga dalla Germania nazista è diventata poi la sua prigione. Mezzo secolo dopo, a Tirana arriva Rebecca. Fugge da un matrimonio in crisi, ma forse vuole ricomporre il suo album di famiglia ricostruendo la storia che sua madre Esther non le ha mai davvero raccontato.
Nella vita di Rebecca la fuga a un certo punto è l’unica trama possibile. Il suo matrimonio con Thomas probabilmente è arrivato al capolinea, meglio non assistere alla consunzione dell’amore. Per questo accetta l’incarico dell’organizzazione internazionale per cui lavora: destinazione Tirana. Non è mai stata in Albania, ma di quel paese sa molte cose. Sa per esempio che l’ospite è sacro e che la parola data viene presa seriamente. Quello infatti è il paese che ha dato ospitalità a sua madre Esther in fuga dalla Berlino nazista, il paese che le ha salvato la vita. Ma proprio nell’Albania di re Zog, che accoglieva gli ebrei durante la Seconda guerra mondiale, Esther ha perso sua sorella Abigail – catturata dai nazisti e deportata a Dachau. E quello strappo mai ricucito è ancora troppo doloroso per essere raccontato. Ad accoglierla a Tirana, Rebecca trova un ragazzo dalla voce rauca ma che con le parole sa fare vertiginosi ricami: Andi sarà il suo assistente, e forse qualcosa di piú. Rebecca farà cosí i conti col passato della sua famiglia ma anche con Thomas, che la raggiungerà per provare a dare un nuovo corso alla loro storia. Sarà proprio lui, fotografo di fama, a riannodare i fili di quelle vite spezzate ricostruendo in un documentario le vicende degli ebrei salvati da re Zog, e delle due sorelle Esther e Abigail.

GIALLI

“Dopo la guerra” di Hervé Le Corre: Bordeaux, anni Cinquanta. Una città che ha ancora addosso le stimmate della Seconda guerra mondiale e in cui si aggira la figura spaventosa del commissario Darlac, uno sbirro corrotto che ha fatto i soldi durante l’Occupazione collaborando con i nazisti. Intanto già si profila un nuovo conflitto e i giovani vengono richiamati per partire per l’Algeria. Daniel sa che questa è la sorte che lo attende. Ha perduto i genitori nei campi di sterminio nazisti e, adottato da una coppia, lavora come apprendista meccanico. Un giorno uno sconosciuto si presenta in officina per riparare la moto. L’uomo non è a Bordeaux per caso. La sua presenza scatenerà un’onda d’urto mortale in città. Dopo la guerra è la storia di una vendetta e di molti segreti. I percorsi di due uomini misteriosamente uniti, guidati rispettivamente dall’odio e dall’amore, si sviluppano in una Bordeaux grigia, piovosa, sporca, apparentemente tranquilla, ma in realtà agitata da vecchi rancori e contrasti tra ex partigiani, ex collaborazionisti e malavita locale. A tutto fa da sfondo la tragica guerra d’Algeria.

“Per tutto l’oro del mondo” di Massimo Carlotto: Una delle tante rapine nelle ville delle campagne del Nordest finisce in tragedia con un duplice e brutale omicidio. Nonostante gli sforzi, le indagini non portano a nulla. Due anni dopo Marco Buratti viene contattato per indagare sul crimine e scoprire i responsabili. Il suo cliente è giovane, il più giovane che gli sia mai capitato, ha appena dodici anni ed è il figlio di una delle vittime che lo ingaggia offrendogli venti centesimi di anticipo. Fin dall’inizio la verità appare sconvolgente e contorta, per certi versi inaccettabile. L’Alligatore e i suoi soci, Beniamino Rossini e Max La Memoria si ritrovano ben presto invischiati in una vicenda di oro e di vendetta che li obbliga a scontrarsi con bande di rapinatori e criminali insospettabili. Nulla è facile in questa inchiesta che si trasforma presto in una trappola infernale. Nessuno vuole pagare per i propri crimini, tutti vogliono arricchirsi mentre l’Alligatore e i suoi amici devono tutelare gli interessi del loro cliente. Massimo Carlotto, con questo romanzo, affronta un tema scottante come quello delle rapine nelle ville, nervo scoperto di un intero territorio che spesso reagisce in maniera scomposta. Lo scrittore padovano propone un punto di vista inedito su dinamiche criminali e sociali che si intrecciano in spirali perverse.

“Il traduttore” di Biagio Goldstein Bolocan:Milano, ottobre 1956. Una città in rapida trasformazione e un anno cruciale nella scacchiera della Storia, nel quale si consuma la crisi dell’ordine scaturito dalla Seconda guerra mondiale e si addensano in cielo nubi oscure, dalla rivolta ungherese alla crisi di Suez, che sembrano preparare una nuova, immane tragedia. Ma nel 1956, nonostante le tensioni della Guerra fredda, Milano è anche una metropoli sferzata dall’energia del neocapitalismo, dove fioriscono tante nuove iniziative imprenditoriali che ne confermano il ruolo di capitale culturale del paese. Alla neonata casa editrice Feltrinelli si respira un’aria di trepidante attesa: l’editore ha scoperto un romanzo straordinario, il “Dottor Zivago” di Boris Pasternak, un poeta russo inviso al regime, e ne sta preparando in gran segreto l’uscita in anteprima mondiale. La traduzione è affidata a Cesare Paladini-Sforza, raffinato slavista e uomo gradito a Pasternak, che solo di lui si fida. Quando Paladini-Sforza viene trovato morto nella sua abitazione in via Borsieri, il vicecommissario Ofelio Guerini – un’anomala figura di questurino-partigiano “ferrarese di nascita, milanese d’adozione, funzionario di pubblica sicurezza per caso, comunista per necessità morale, uomo del dubbio e della riflessione sfiancante, perdente per vocazione ma non per scelta” – capisce subito che sarà un’indagine complicata: non è chiaro se si tratti di un suicidio o di un omicidio, dato che la vittima lavorava a un’opera scomoda, destinata a suscitare grande clamore. Più Guerini procede nelle indagini sulla morte del traduttore, più affiorano piste oscure, si squadernano interessi politici internazionali e gli danzano attorno figure equivoche e sfuggenti, che cercano di condizionarlo e di orientare le indagini. In questo labirinto, l’inquieto Guerini dovrà trovare la bussola. La Storia incombe e gli impone di scegliere: quale fra le tante storie possibili lo condurrà alla verità.

“Dannate ragazze” di Robin Wasserman: Novembre 1991. La notte di Halloween Craig Ellison, star della squadra di basket della scuola superiore di Battle Creek, si avventura nel bosco da solo e scompare. Tre giorni dopo lo ritrovano con una pallottola in testa e una pistola in mano, e quel gesto all’apparenza inspiegabile sconvolge profondamente i membri di quella tranquilla cittadina della Pennsylvania, già turbati da voci inquietanti sulla presenza di sette sataniche nella zona. Hannah Dexter, diciassettenne brillante ma solitaria, incontra Lacey Champlain poco tempo dopo la tragedia. Capelli nerissimi e una passione per Kurt Cobain che sfiora l’ossessione, Lacey è una ragazza carismatica e dal fascino perverso che si insinua nella vita e nella mente dell’impressionabile Dex, plasmandone il carattere a propria immagine e somiglianza fino a risvegliare una parte ribelle e oscura di lei che le trascina in una spirale di violenza sempre più febbrile e pericolosa.