#GiornataIncipit – Prime righe e prime impressioni

Ormai è un appuntamento fisso per noi, ci permette di condividere con voi letture attuali, passate e future ed è anche piuttosto divertente.
Avete seguito la #GironataIncipit fino ad adesso e volete scoprire il #BonusdiLuglio? Si trova proprio alla fine dell’articolo! Per tutti gli altri, eccovi il riassunto della giornata.

SCONTRO DI CIVILTA’ PER UN ASCENSORE A PIAZZA VITTORIO, DI AMARA LAKHOUS

Qualche giorno fa, non erano neanche le otto di mattina, seduto su un sedile della metropolina, stropicciandomi gli occhi e lottando contro il sonno a causa di quel risveglio così mattiniero, ho visto una ragazza italiana che divorava una pizza grande come un ombrello. Mi è venuta la nausea e per poco non vomitavo! Grazie al cielo è scesa alla fermata successiva. Davvero una scena insopportabile! La legge dovrebbe punire chi si permette di turbare la tranquillità dei buoni cittadini che vanno al lavoro la mattina e tornano a casa la sera. Il danno provocato da chi mangia pizza in metropolitana supera di molto quello causato dalle sigarette. Spero che le autorità competenti non sottovalutino questa delicata questione e procedano immediatamente ad affiggre cartelli del tipo “poibito mangiare pizza”, accanto a qelli che campeggiano all’incresso della galleria della metro con la scritta “vietato fumare!”. Vorrei capire come fanno gli italiani a divorare una impressionante quantità di pasta mattina e sera.

RAVEN BOYS, MAGGIE STIEFVATER

Blue Sargent non ricordava più quante volte le avessero detto che avrebbe ucciso il suo vero amore.
La sua famiglia si occupava di predizioni. Predizioni che tendevano, tuttavia, a essere abbastanza generiche. Frasi come: Oggi ti accadrà qualcosa di terribile. Potrebbe avere a che fare con il numero sei. O: Soldi in arrivo. Apri la mano. O: ti aspetta una decisione importante, e non si prenderà da sola.
Ma a quelli che entravano nella piccola casa azzurra al numero 300 di Fox Way non importava l’imprecisione dei loro auspici. Era diventato un gioco, una sfida, scoprire il momento esatto in cui le predizioni si sarebbero avverate.

LE AVVENTURE DI WASHINGTON BLACK, ESI EDUGYAN

Avevo forse dieci, undici anni, non saprei dirlo con sicurezza, quando morì il mio primo padrone.
Nessuno lo rimpianse; nei campi chinammo la testa, in lutto, piangendo per noi stessi e per l’imminente vendita della propietà. Era mlto vecchio. Io l’avevo visto soltanto da lontano: curvo, magro, addormentato in una pltrona all’ombra, sul prato, con una coperta sulle gambe. Ora lo immagino come un esemplare conservato sotto vetro. Era sopravvissuto a un re pazzo, al commercio degli schiavi, aveva visto la caduta dell’Impero francese, l’ascesa di quello britannico e l’alba dell’era industriale, e sicuramente non era più utile a nessuno.

M. IL FIGLIO DEL SECOLO, ANTONIO SICURATI

Affacciamo sulla piazza del Santo Sepolcro. Cento persone scarse, tutti uomini che non contano niente. Siamo pochi e siamo morti. Aspettano che io parli ma io non ho nulla da dire.
La scena è vuota, alluvionata da undici milioni di cadaveri, una marea di corpi – ridotti a poltiglia, liquefatti – montata dalle trincee del Carso, dell’Ortigara, dell’Isonzo. I nostri eroi sono già stati uccisi o lo saranno. Li amiamo fino all’ultimo, senza distinzioni. Sediamo sul mucchio sacro dei morti.

BONUS – 1984, GEORGE ORWELL

Era una luminosa e fredda giornata d’aprile, e gli orologi battevano tredici colpi. Winston Smith, tentando di evitare le terribili raffiche di vento col mento affondato nel petto, scivolò in fretta dietro le porte di vetro degli Appartamenti Vittoria: non così in fretta tuttavia, da impedire che una folata di polvere sabbiosa entrasse con lui.
L’ingresso emanava un lezzo di cavolo bollito e di vecchi e logori stoini. A una delle estremità era attaccato un manifesto a colori, troppo grande per poter essere messo all’interno. Vi era raffigurato solo un volto enorme, grande più di un metro, il volto di un uomo di circa quarantacinque anni, con folti baffi neri e lineamenti severi ma belli.
Winston si diresse verso le scale. Tentare con l’ascensore, infatti, era inutile. Perfino nei giorni migliori funzionava raramente e al momento, in ossequio alla campagna economica in preparazione della Settimana dell’Odio, durante le ore diurne l’erogazione della corrente elettrica veniva interrotta.

LA FATTORIA DEGLI ANIMALI

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LA FATTORIA DEGLI ANIMALI

Autore: George Orwell
Casa Editrice: Oscar mondadori
Anno di pubblicazione: 1945

.:SINOSSI:.

Gli animali di una fattoria, stanchi dei continui soprusi degli esseri umani, decidono di ribellarsi e, dopo aver cacciato il proprietario, tentano di creare u nuovo ordine fondato sul concetto utopitico di uguaglianza. Ben presto, tuttavia, emerge tra loro una nuova classe di burocrati, i maiali, che con l’astuzia, la cupidigia e l’egoismo che li contraddistinguono si impongono in modo prepotente e rieannico sugli altri animali più docili e semplici d’animo.

.:IL NOSTRO GIUDIZIO:.

Anche questo è un libro che mi avevano dato da leggere a scuola ma che, purtroppo, al tempo, a causa anche di uno studio della storia poco approfondito, non avevo affatto capito.
Orwell si destreggia molto bene e con esempi lampanti nella spiegazione di ciò che è stata la rivoluzione comunista nella Russia di fine ottocento. Ci da un quadro storico piuttosto preciso, rendendo bene l’idea anche di come devono essersi sentiti i comuni cittadini al vedere la rivoluzione, per loro alto simbolo di libertà, trasformarsi piano piano nello stesso identico regime a causa del quale si erano ribellati.
E’ stato quasi straziante leggerne il finale e vedere che piano piano la bellezza di un’ideale si tramutava in orrore. Una vera e propria distopia.
Trovo che sia un classico senza tempo che insegna un po’ di storia e, soprattutto, a diffidare di chi parla bene ma pretende che le sue parole diventino verità solo grazie alle nostre azioni.

Il voto è 10/10 e, anche qui, il mio coniglio è di leggere questo libro in un momento della propria vita in cui ci si sente “pronti” a riceverlo e a comprenderlo fino in fondo.

*Volpe