Carnival Row ~ Streaming and Pajamas

.: TRAMA :.

La serie è ambientata in un mondo fantasy vittoriano abitato anche da creature mitologiche costrette a fuggire dai loro regni di origine, in seguito all’invasione subita dagli uomini. Per loro, alle quali è proibito vivere, amare e volare in libertà, è impossibile convivere con tali esseri. Ma anche nell’oscurità la speranza sopravvive: un detective umano, Rycroft Philostrate, e una fata, Vignette Stonemoss, intrecciano una relazione pericolosa in una società sempre meno tollerante. Vignette, inoltre, cova un segreto che potrebbe mettere in pericolo il mondo di Philostrate proprio mentre lui lavora al caso più importante della sua carriera: una serie di orribili omicidi che sta mettono a repentaglio la pace a Row.

.: IL NOSTRO GIUDIZIO :.

Le premesse che accompagnano Carnival Row sono buone e l’ambientazione fantasy vittoriano serve a dovere una narrazione che, pur non tradendo la sua natura “fantastica” vuole far riflettere su tematiche tanto attuali quanto delicate come l’immigrazione, il divario (molto accentuato in alcuni paesi) tra ricchi e poveri, l’emarginazione sociale, il razzismo e i pregiudizi che da esso si originano.
I buoni propositi della serie tv, vengono tuttavia traditi da una trama piena di buchi (compagnie di rivoltosi capaci di creare scompiglio per due episodi per poi essere completamente dimenticate, congiure architettate con lungimiranza degna del miglior indovino, …) che vuole in maniera fin troppo evidente cavalcare l’onda creata da Game of Thrones, ma risulta solamente uno strano e poco riuscito mix tra i romanzi di Martin e una nuova declinazione di Romeo e Giulietta (alata).
Ad accrescere la senzazione di guardare una versione vittoriana de Il Trono di Spade concorre la scelta del cast che, arricchita da volti già visti nella sopracitata serie tv della HBO, ripropone gli stessi prototipi di personaggi già visti in Game of Thrones: donne astute, prive di scrupoli, pronte a tutto pur di ottenere ciò che vogliono per se stesse o per la loro progenie; donne guerriere che, meramente ai fini di creare una coppietta un po’ scontata, si lasciano intortare e incastrare nei peggiori inganni per poter poi essere salvate dal Jon Snow di turno; prostitute sveglie, ambiziose e, allo stesso tempo, di buon cuore; uomini che diventano marionettare del gentil sesso ricordando agli spettatori una “balbettante bambocciona banda di babbuini”.
Un altro problema di questa serie televisiva è l’evidente tentativo dei produttori di renderla interessante mescolando elementi di culture non solo diverse ma anche incompatibili. L’ambientazione, come già detto, ricorda l’Inghilterra di fine ottocento e questo ha dato lo spunto per tirare fuori elementi Lovecraftiani che ricordano molto i miti di Chtulu, senza però che questi abbiano un vero senso logico all’interno della narrazione. Come se non bastasse, la terra delle fate è chiamata Tirnanoc, nome che ricorda il più famoso Tir na Nog, ossia l’altromondo della mitologia irlandese.
Insomma, noi non abbiamo affatto apprezzato questo tentativo di mescolare elementi tanto dissimili, spesso usati anche a sproposito come nel caso del richiamo al Tir na Nog, tra loro.
La trama principale, che vede per protagonisti uno Jon Snow detective e una Winx guerriera, perde di attrattiva nel giro di pochi episodi, mentre filoni secondari, come quello di cui è protagonista Imogen Spunrose, si sviluppano bene e appassionano anche più della trama principale.

Trucco ed effetti speciali lasciano sbalorditi e ben collaborano a creare l’ambientazione fantasy della storia.
La fotografia e l’utilizzo della luce è nella norma e, così come la colonna sonora, non collabora minimamente allo sviluppo della narrazione né alla caratterizzazione dei personaggi.

Una seconda occasione si dà a tutti e speriamo che nella seconda stagione non vengano reiterati gli errori che abbiamo riscontrato nella prima serie. Il voto che gli diamo è di incoraggiamento: 6,5/10.

Game of Thrones Booktag

L’inverno sta arrivando…
Non è vero e con questo sole la stagione fredda sembra più lontana che mai!
Non si può dire lo stesso dell’ultima stagione di Game of Thrones che, dopo anni di attesa, finalmente ci svelerà il nome di chi regnerà sui Sette Regni.
Nel frattempo, per ingannare l’attesa, abbiamo pensato di proporvi questa booktag (completamente spoiler free) in cui ci siamo divertite ad abbinare alle casate più famose e…coriacee di Westeros dei libri presi dal nostro scaffale. Volete scoprire quali?

1. #STARK– Il libro (o la saga) con il maggior numero di morti
VOLPE: La spada del destino di Andrzej Sapkowski; ora non ricordo esattamente quanti, ma penso che tra tutti i romanzi che ho letto questo sia uno di quelli con il maggior numero di morti. In seconda posizione c’è sicuramente I doni della Morte
JO:
I miserabili di Victor Hugo.

2. #LANNISTER– Un libro in cui si raccontano le vicende di una famiglia
VOLPE: Cuore di Pietra di Sebastiano Vassalli; un romanzo complicato, crudo e allo stesso tempo con una certa dose di romanticismo.
JO:
Suite Francese di Irène Némirovsky; il romanzo è incentrato sulle vicende che interessano più nuclei familiari.

3. #BARATHEON– Un libro che racconta una lotta per il potere
VOLPE: Il mezzo re di Joe Abercrombie
JO:
Il trono di spade di G.R.R. Martin.

4. #BOLTON– Un libro particolarmente violento
VOLPE: Lo sterminatore di Andy McNab
JO:
Hunger Games – La trilogia di Suzanne Collins. In genere non amo le storie con eccessi di violenza, ma questo mi sembra un buon candidato per i miei standard.

5. #TARGARYEN– Un libro in cui si parla o vengono citati i draghi
VOLPE: Come addestrare un drago di Cressida Cowell
JO:
Eragon di Christopher Paolini

6. #ARRYN– Il personaggio più antipatico
VOLPE: Ah, penso proprio alla detective Kim Stone di Urla nel silenzio…
JO:
Harry Potter dell’ononima saga di J.K. Rowling, ma anche la protagonista de Il cavaliere d’inverno di Paullina Simons non scherza.

7. #MARTELL– Un libro che racconta una ribellione o una lotta per l’indipendenza e la libertà
VOLPE: Fahrenheit 451 di Ray Bradbury
JO: La dichiarazione di Gemma Malley

8. #GREYJOY– Un libro in cui si parla del mare
VOLPE: Salvezza di Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso
JO:
L’ultimo cacciatore di libri di Matthew Pearl

9. #TYRELL – Un libro che ha per protagonisti una coppia di fratelli o sorelle
VOLPE: Va bene Piccole Donne di Louisa May Alcott?
JO: La trilogia della città di K di Ágota Kristóf

10. #GUARDIANI DELLA NOTTE– Un libro il cui adattamento cinematografico non ti è piaciuto
VOLPE: Harry Potter e il calice di fuoco, di J.K. Rowling, il film non mi è piaciuto per niente!
JO: Lo Hobbit di J.R.R. Tolkien: romanzo bellissimo, adattamento che non è un adattamento.