Babau – Libro 1

BABAU – Libro 1

Autore: Mathieu Salvia, Djet
Casa Editrice: Star Comics
Anno di edizione: 2018

.: SINOSSI :.

Appassionato lettore, Elliot ama da sempre le storie di mostri e, in particolare, di babau: creature che la notte si nascondono nell’ombra, o sotto i letti dei bambini, per spaventarli. Ma Elliot non immagina nemmeno quanto cambierà la sua vita… Testimone della sanguinosa morte dei suoi genitori, scoprirà che i babau non solo esistono, ma che la loro esistenza è regolata da un codice, un insieme di regole precise. Quando Padre Morte, uno dei babau più potenti di sempre, decide di proteggerlo, Elliott si trova catapultato in una guerra intestina tra questi terribili mostri. Mathieu Salvia e Djet reinventano la mitologia dell’infanzia, con una storia dell’orrore, un percorso che passa dal dolore all’accettazione, con il minimo comune denominatore della paura.

.: IL NOSTRO GIUDIZIO :.

Una graphic novel dai toni e dai colori inquietanti, completa di un pratico dossier per tenere a mente tutto ciò che ci è stato raccontato nel volume.
Gli autori hanno saputo sfruttare il concetto di graphic novel per sviluppare una storia interessante e spaventosa.
Nonostante si parli di Babau, mostri immaginari evocati normalmente per spaventare i bambini, gli autori hanno trovato un modo originale per spiegare la presenza di queste creature e hanno reso molto interessante, quanto inquietante, la loro nascita e la loro crescita.
Comincia tutto dai semplici sentimenti umani: pensieri oscuri, paure, ansie e dolore prendono la forma di creature inquietanti che, se alimentate a dovere, possono dare origine a un incubo o addirittura ad un Babau.
I personaggi sono delineati abbastanza bene, sebbene siano davvero tanti per una graphic novel di circa un centinaio di pagine: oltre al piccolo Elliot e al suo Babau, ci sono altri esseri oscuri che si muovono tra le pagine con motivazioni diverse e intenti di morte.

Al primo volume assegnerò un 7.5/10, per quanto io abbia trovato assolutamente interessanti gli spunti esplicativi, la trama non è perfettamente delineata e lascia davvero troppe domande: capisco il desiderio di portare avanti la storia per due volumi, ma così il lettore risulta confuso invece che incuriosito.
I disegni, tuttavia, sono stupendi e inquietanti al punto giusto.

*Volpe

Salvezza

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SALVEZZA
Autore: Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso
Casa editrice: Feltrinelli Comics
Anno: 2018

.: SINOSSI :.

10 novembre 2017, la nave Aquarius è pronta per una nuova missione nel Mediterraneo. Soccorre chi, per disperazione, affronta il mare su gommoni fatiscenti. A bordo per la prima volta ci sono anche due fumettisti. Questo è il loro racconto di chi fugge e di chi si salva.
L’Aquarius è la nave bianca e arancione con cui gli operatori di SOS Mediterranée e Medici senza frontiere soccorrono i migranti al largo della Libia: l’arancione è il colore dei giubbotti di salvataggio, è il colore di una speranza. Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso sono stati a bordo per tre settimane, raggiungendo il cuore del Mediterraneo. In quel tratto di mare dove barconi e gommoni stracolmi di uomini, donne e bambini disperati possono incontrare la salvezza. O la morte. Questa storia nasce dalle testimonianze raccolte da Marco e Lelio. Ci sono loro stessi, con i loro volti e le loro emozioni, ma soprattutto ci sono i viaggi di chi ha percorso il deserto in cerca di una vita migliore, le denunce di chi fuggiva dalla guerra ed è rimasto prigioniero in Libia, i racconti di chi ce l’ha fatta e i sorrisi di chi ha salvato loro la vita. “Salvezza” è un’opera di graphic journalism nata sul campo. Un duro, realistico e poetico promemoria. Ma soprattutto, di fronte alla peggiore strage del nostro tempo, è un invito a restare umani.

.: IL NOSTRO GIUDIZIO :.

E’ stato amore a prima vista. Non ho mai comprato un solo libro per la copertina prima di questo: un solo disegno e una sola parola sono stati sufficienti per portarmi alla cassa e farmelo acquistare. La forza di questo testo, dunque, si nota già dal suo esterno.

Un tema caldo, quello dell’immigrazione. Le storie di chi ha preso il deserto o il mare in cerca di salvezza sono ormai sulla bocca di tutti: sono diventate, loro malgrado, uno strumento di compassione, di odio o un mezzo politico per dar forza ad ideali uno diverso dall’altro.
I due autori hanno quindi deciso di affrontare in modo estremamente originale qualcosa che al giorno d’oggi non si può più ignorare.
Attraverso parole meravigliose, poetiche, a tratti informative, e disegni altrettanto magnifici, ci raccontano una storia che loro stessi hanno vissuto cercando di trasmetterci tutte le emozioni, dal dolore alla felicità passando attraverso la disperazione e la speranza. E direi che ci sono riusciti piuttosto bene.
I dati che i due autori hanno scelto di inserire sono autentici: il testo si propone quindi di divulgare, tramite un mezzo semplice, informazioni piuttosto importanti.
Le storie che vengono qui narrate sono tanto tragiche quanto reali e vengono trattate con un rispetto meraviglioso senza perdere in alcun modo la loro forza. Abbiamo così persone spezzate che, nonostante tutto, hanno ancora il coraggio di sperare e desiderare qualcosa in più per sé e la propria famiglia.
Prendendo in considerazione il livello grafico, ho trovato incredibilmente azzeccata l’idea di mantenere i colori neutri, quasi assenti, tranne per quanto riguarda l’arancione: il colore della salvezza in mare.

Per me, vale 10+. La sensibilità con cui gli argomenti vengono trattati merita una menzione speciale: più volte ho avuto le lacrime agli occhi e mi sono dovuta fermare a riflettere. Fa sempre piacere però, rendersi conto che nonostante tutto il male esistono persone come l’equipaggio dell’Aquarius: fa credere che la speranza ci sarà sempre per tutti.

*Volpe

“OLIMPO: GIOIE E DISAGI”, CONVERSAZIONE CON FEDINI

13335423_254928794871161_1831800646_nQuest’oggi, abbiamo deciso di intervistare Federico Bauzon, in arte Fedini, ideatore e disegnatore della serie di fumetti pubblicata sulla pagina facebook “Olimpo: gioie e disagi”.

I suoi disegni e le sue storie divertenti, ironiche e, in certi casi, a sfondo un po’ osé hanno conquistato il cuore di migliaia di lettori e aspiranti fumettisti che vedono in questo ragazzo un modello da imitare.

Ma conosciamo meglio questo simpatico ed ignegnoso ragazzo.

– Per cominciare, volevo ringraziarti per aver deciso di dedicarci del tempo e rispondere ad alcune delle nostre domande. La mia prima curiosità riguarda la tua principale fonte di ispirazione: cosa ti ha portata a cominciare a scrivere e disegnare gli dei dell’antica Grecia in chiave così ironica, divertente e originale?
Fin da piccolo mi sono trovato “immerso” nella mitologia greca: mio padre mi raccontava l’Iliade, l’Odissea e altri racconti mitologici perciò questo è un tema che mi accompagna da tutta la vita; un tema che a un certo punto, oserei dire quasi naturalmente, si è unito alla mia più grande passione, il disegno. Ho iniziato parecchio tempo fa a dare la mia interpretazione dei personaggi dell’Olimpo, li ho studiati più nel dettaglio leggendo quanto più possibile sul loro carattere e le loro imprese, e poi ho semplicemente cominciato a farli interagire fra loro, per divertimento.

– Visto che hai cominciato un po’ per gioco, ti aspettavi che questo tuo divertimento avrebbe avuto tanto successo? Pensi sia dovuto a qualcosa in particolare?
Confesso che non mi sarei mai aspettato un simile successo, è stata una piacevolissima sorpresa! Sono del parere che questo progetto a tema mitologico piaccia perché esplora diverse sfere emotive, dalle strisce ironiche e leggere ai racconti più seri e, ovviamente, perché tratta di mitologia greca, un tema che a noi mediterranei è tanto caro e “familiare”, anche se non sempre ce ne rendiamo conto. E poi ci sono i personaggi: secondo me sono loro il vero “motore” di tutto il progetto, più che le storie di per sé.

– Sono assolutamente daccordo, pertanto ora ci tocca una domanda proprio su di loro: c’è un personaggio che ti sta particolarmente a cuore e che ami disegnare più degli altri? Quale invece ha fatto più “colpo” sui tuoi lettori?
Il mio preferito è Ares… oltre a divertirmi un mondo a bistrattarlo è un ottimo esercizio di anatomia, con tutti quei muscoli da disegnare! Credo che ogni lettore parteggi per l’uno o l’altro dio… anche se credo che il preferito di tutti sia Dioniso…

– Chissà come mai.
Sbirciando qua e là sono venuta a conoscenza che hai collaborato alla realizzazione di un volume cartaceo per una casa editrice, ovviamente la domanda sorge spontanea: ci sarà nai qualcosa di pienamente tuo in cartaceo?
Assolutamente sì! sto lavorando duramente ad una raccolta di strisce per un cartaceo. tuttavia non so ancora se vorrò pubblicarlo tramite casa editrice, pur avendo ricevuto delle offerte, o se opterò per l’autoproduzione (opzione che lascia completa libertà nei contenuti).

– Le ultime domande: cosa consiglieresti a chi vuole cominciare a scrivere e disegnare fumetti propri? Che incoraggiamenti hai avuto tu?
l’unico incoraggiamento che ho avuto è stato l’apprezzamento e la partecipazione dei lettori! non avrei mai pensato seriamente di fare fumetto prima di ora… è nato tutto così spontaneamente che non saprei nemmeno cosa consigliare, se non di amare, e soprattutto credere nel proprio progetto… se ci si immerge in quel mondo e si conoscono i personaggi in maniera approfondita le idee vengono fuori da sé.

– C’è un disegno o una storyline cui sei particolarmente affezionato?
Le strisce a cui mi affeziono di più sono quelle per cui vedo già una continuazione, una situazione parallela o l’entrata in scena di un nuovo personaggio… ma non posso sceglierne una, in qualche modo tutte mi trasmettono qualcosa, mentre le disegno… le amo tutte!

– Bene, ti ringraziamo davvero per aver risposto alle nostre domande e ti auguriamo tanta fortuna!
Grazie! Anche io a voi!

 

*Volpe

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