Maze Runner – Il Labirinto

5675596_290462.jpg

MAZE RUNNER -IL LABIRINTO

Autore: James Dashner
Casa editrice: Fanucci editore
Anno: 2009

.: SINOSSI :.

Quando Thomas si risveglia, le porte dell’ascensore in cui si trova si aprono su un mondo che non conosce. Non ricorda come ci sia arrivato, né alcun particolare del suo passato, a eccezione del proprio nome. Con lui ci sono altri ragazzi, tutti nelle sue stesse condizioni, che gli danno il benvenuto nella Radura, un ampio spazio delimitato da invalicabili mura. L’unica certezza dei ragazzi è che ogni mattina le porte di pietra del gigantesco Labirinto che li circonda vengono aperte, per poi richiudersi di notte. Ben presto il gruppo elabora l’organizzazione di una società in cui vigono rigorose regole per mantenere l’ordine, e ogni trenta giorni qualcuno si aggiunge a loro dopo essersi risvegliato nell’ascensore. Il mistero si infittisce quando – senza che nessuno se lo aspettasse – arriva una ragazza che porta con sé un messaggio che non lascia alternative se non la fuga. Ma il Labirinto sembra essere inespugnabile… e potrebbe rivelarsi una trappola mortale.

.: IL NOSTRO GIUDIZIO :.

Un buon libro per ragazzi, pieno di adrenalina ed avventura.
La trama di Maze Runner – Il labirinto è complicata e piena di intricatissimi colpi di scena: purtroppo non è spiegata alla perfezione, probabilmente per fare in modo che il lettore e il protagonista, Thomas, proseguano di pari passo nella scoperta di un modo che si mostra sempre più inquietante.
Il romanzo è, di per sé, interessante, tuttavia trovo tratti temi pesanti in modo molto superficiale cercando appunto di adattarsi ad un pubblico di giovani lettori.
I personaggi sono ragazzini prodigio in tutto e per tutto e, a volte, rasentano l’assurdità. Naturalmente, come in ogni Young Adult che si rispetti, il più assurdo è proprio Thomas, il protagonista di questa serie: è sostanzialmente l’eletto e, sebbene tutto sembri sempre avvenire a causa sua, i personaggi tendono a rispettare la sua presenza e tenerlo in considerazione più di chiunque altro.
La parte più strana è lo stile, specie quando si tratta dei dialoghi: i ragazzi che arrivano alla radura hanno perso la memoria eppure hanno una perfetta capacità di linguaggio, sanno riconoscere le cose e organizzare una nuova civiltà da zero. Perfetto, in realtà nessun problema, se non fosse che sembrano essersi dimenticati come si pronunciano alcune parole o quali siano le più corrette da usare: così, in mezzo alle frasi grammaticalmente perfette dei ragazzi compaiono parole quali “medicali” al posto di medici, “splof” al posto di merda (forse qui era un tentativo di censurare una parolaccia), “faccemorte” al posto di cimitero, e altre cose simili che, alla lunga, fanno alzare un sopracciglio. Spesso usano anche termini gergali quali “Pive” o “Fagio” (diminutivi per “Pivello” e “fagiolo”, comprensibilmente attribuiti al nuovo arrivato), il che va bene trattandosi di ragazzi giovani in cerca di una identità. Non so come sia stato gestito dall’autore in lingua originale, ma in italiano aveva un che di ridicolo: sarebbe stato meglio se i giovani avessero inventato da zero una lingua apposta per loro.

In sostanza, riassumendo il mio parere: la trama del romanzo regge, è bella, interessane e coinvolgente. I personaggi non reggono perchè sono troppo giovani: stesso romanzo con personaggi più adulti avrebbe avuto un fascino diverso ai miei occhi. Mi rendo conto che, probabilmente, non avrebbe avuto la stessa presa sul pubblico.
Il mio voto è 7.5/10, lo consiglio a lettori giovani che sicuramente si sentiranno incredibilmente coinvolti e penseranno che io, di letteratura, non ci capisco una cippa.
E va benissimo così 😉

*Volpe

L’apprendista Assassino

716SExgFh0L.jpg

L’APPRENDISTA ASSASSINO

Autore: Robin Hobb
Casa Editrice: Fanucci Editore
Anno: 1995 (tradotto nel 2005)

.: SINOSSI :.

Un’umanità di servi e signori abita un mondo pervaso da una magia sottile e inquietante, fra intrighi di corte e minacce di misteriosi pirati in grado di manipolare le loro vittime privandole di ogni forma di raziocinio e sentimento. Tra questi pericoli si aggira il giovane Fitz, un “bastardo” di stirpe reale, la cui sola consolazione è un magico e tenero legame con gli animali. Accolto a corte, Fitz dovrà apprendere l’uso delle armi e le regole dell’etichetta, ma il suo destino è legato all’abilità di uccidere nell’ombra… Diventare un assassino vuol dire intraprendere un mestiere crudele e solitario, e soprattutto scoprire i propri poteri, lascito del sangue dei Lungavista…

.: IL NOSTRO GIUDIZIO :.

Credo che questo romanzo mi abbia messo in difficoltà più che qualsiasi altro: da una parte c’era la totale voglia di sapere sempre come continuasse, una pagina tirava l’altra e così di capitolo in capitolo; dall’altra, al contrario, non volevo finirlo, ero troppo affezionata ai tanti meravigliosi protagonisti.
Il pregio maggiore di questo romanzo è sicuramente lo stile dell’autrice: più di una volta mi sono completamente dimenticata del luogo in cui mi trovavo, ero anima e corpo all’interno di una storia appassionante, avventurosa e mai noiosa.
La magia è parte integrante di questo fantasy, ma è trattata con tanta precisione da somigliare a qualcosa di quasi scientifico. E’ uno dei tipici casi in cui un lettore particolarmente sognatore può pensare di poterla mettere in pratica lui stesso. Forse, analizzando da un punto di vista metaforico la magia praticata da alcuni personaggi, è davvero qualcosa che possiamo tutti mettere in pratica, ma non voglio svelarvi altro per non rovinarvi una grande sorpresa.
I personaggi sono caratterizzati alla perfezione, dal protagonista, FitzChevalier, fino all’antagonista, non ce n’è uno solo che non sia vero e vivo.
L’empatia con il giovane protagonista è quasi totale: i suoi ragionamenti sono molto più acuti rispetto a quelli che avrebbe normalmente un ragazzino della sua età eppure a volte viene colto dall’ingenuità tipica di un ragazzo cosa che ha reso la lettura ancora più piacevole. Lungi dall’essere perfetto, Fitz ci mostra tutte le sfaccettature dell’animo umano, in particolare l’autrice sembra aver prediletto l’analisi del dolore e della perdita.
Una menzione speciale va a Burrich, personaggio che accompagna il protagonista per tutto il libro: analizzato dagli occhi di un ragazzino che lo vede come lo specchio dei suoi numerosi tormenti, lo stalliere si mostra infine per ciò che è sempre stato anche se all’ombra di un odio ingiustificato.
L’affetto, l’amore per gli animali e per le persone, l’astuzia e l’intelligenza sono il punto focale di questo splendido e intenso romanzo molto introspettivo.

Penso si sia capito che ho letteralmente adorato questo romanzo e che presto probabilmente avrete le recensioni dei prossimi capitoli di questa trilogia. Il mio voto è 10/10.
Lo consiglio a tutti coloro che amano non solo il fantasy ma anche il romanzo introspettivo e che, in particolare, non si fanno impressionare da ragionamenti un po’ cruenti: stiamo comunque parlando di un romanzo su un apprendista assassino!

*Volpe