GREAT (WO)MEN #5: CHEFREN

Ed eccovi, finalmente, la nuovissima puntata della nostra rubrica in collaborazione con il canale YouTube La Storica!

immagineQuest’oggi vogliamo parlavi di Chefren: celebre faraone considerato un tiranno in certi scritti, noi analizzeremo specialmente quelli di Erodoto, famoso soprattutto per la sua immensa piramide.
Erodoto è considerato uno dei più grandi storici dei tempi antichi, infatti egli tentò in ogni modo di scindere storia e mito presentandoci dati quasi del tutto reali, anche se talvolta lacunosi, riguardo grandi personaggi del passato.
Fortunatamente per noi, ci lasciò qualche riga anche su Chefren che lui dichiara essere un perfido tiranno per il popolo Egizio.

Chefren fu il successore di Cheope, così almeno scrive Erodoto, in realtà al giorno d’oggi possiamo dire con certezza che tra i due vi sia stato il brevissimo regno di Dedefra.
Erodoto chiama Chefren “fratello” di Cheope, tutttavia a noi risulta strano: Cheope regnò per quasi quarant’anni, Chefren, secondo alcune iscrizioni, circa trenta; probabilmente il legame di parentela che c’era tra i due era quello di padre e di figlio.

“Dicevano gli egiziani che questo Cheope regnò cinquantanni, e che alla morte di lui ereditò il regno suo fratello Chefren. Il quale si conformò in tutto alla condotta del predecessore, e costruì anche una piramide, che però non raggiunse le dimensioni di quella di Cheope.”

Dalle Storie di Erodoto, sembra che la piramide di Chefren sia molto più piccola di quella del predecessore, in realtà le dimensioni sono quasi le stesse.
E’ normale che le informazioni che Erodoto ci fornisce non sono perfette: egli infatti scrive traendo le proprie conclusioni da informatori di ben duemila anni dopo rispetto a Chefren.

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A Chefren viene attribuita anche la costruzione dell’immensa sfinge di Giza ricavata, a quanto risulta da diverse iscrizioni, dalla medesima cava utilizzata per la sua piramide.
Ci sono diverse rappresentazioni di Chefren, una però è di grandissima importanza: in questa statua, Chefren rassomiglia molto al figlio Micerino.
Ci sono due interpretazioni possibili riguardo al perché la statua sia così simile alle raffigurazioni del successore: la prima è che si tratti di una statua, appunto, di Micerino; la seconda è che sia una somiglianza data dalla mera parentela dei due faraoni.

*Volpe

Great (Wo)men #2: Nefertiti

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Ecco il secondo articolo dedidaco ai grandi uomini e donne della storia in collaborazione con il canale YouTube La Storica! Quest’oggi, come si può evincere dal titolo, si parlerà di Nefertiti, regina della XVIII dinastia egiziana.

Per prima cosa parleremo della rappresentazione più famosa che abbiamo della bellissima regina egizia: il busto di Nefertiti.
Il nome della regina significa “La bella è arrivata” e il Busto di Nefertiti, conservato al Neues Museum di Berlino, riesce a rappresentare perfettamente la bellezza pura ed enigmatica della regina. Con i suoi fini decori e dettagli precisissimi, ci dà una chiara idea  di come la regina potesse apparire ai suoi sudditi e agli illustri ospiti della sua corte.
La prima particolarità che possiamo notare di questa scultura, è che si tratta di un pezzo a sé stante: non vi sono tracce di punti di giunzione che possano farci pensare fosse in realtà destinato a una statua a figura intera, come invece accedeva per la maggior parte dei volti dei regnanti costruiti a parte e destinati ad essere successivamente uniti al resto del corpo.
Il secondo dettaglio piuttosto importante è l’occhio bianco di Nefertiti: lo scultore, infatti, ha lasciato l’occhio sinistro della regina vuoto.
Vi sono due interpretazioni decisamente contrastanti a riguardo: la prima è che la statua sia semplicemente incompiuta e che quindi il suo autore non abbia avuto il tempo di incastonare il secondo occhio; la seconda è che lo scultore, come vendetta per un torto subito dalla regina, lo abba appositamente lasciato bianco e vuoto, quasi spento, in netto contrasto con l’occhio vigile del dio Horus, il dio Falco.

Nefertiti fu una donna molto forte e riuscì a influenzare, non solo con la sua bellezza ma anche con la sue mente brillante, la cultura del suo tempo.
Insieme a suo marito Akhenaton, tentò di riformare la religione egizia incentrandola sul culto del dio Aton, il dio sole, considerato l’unica divinità ad avere diritto ad essere onorata e rendendo, così, la religione egizia un prototipo delle religioni di tipo monoteista.
La sua devozione verso il dio era così alta che ella cambiò addirittura il proprio nome da “Nertiti” a “Neferneruaton-Nefertiti”, che significa letteralmente “belle sono le bellezze di Aton, la bella è arrivata”.

Uno dei due misteri più grandi che circondano la figura di Nefertiti è che ella scomparve completamente da tutti gli scritti dopo 12 anni di regno.
Alcuni sostengono ciò accadde perchè ella morì; altri, invece, sostengono che fu perchè venne elevata al rango di co-regnante, cominciò a vestirsi da uomo e, in seguitò, guidò l’Egitto sotto il falso nome di “Faraone Smenkhkare” dopo la morte di Akhenaton.
130112814-e52cee34-217d-416b-930f-1937822fb8c2.jpgIl secodo mistero si collega un po’ a quello della sua scomparsa: la tomba della regna Nefertiti non fu mai ritrovata.
Nel 2015, tuttavia, mentre alcuni archeologi ispezionavano la tomba di Tutankhamon, notarono alcune tracce su uno dei muri indicanti una porta segreta che conduceva a due nuove stanze mai esplorate. Gli archeologi non ci misero molto a supporre che si trattasse proprio delle stanze in cui è  sepolta la bella Nefertiti.

Nonostante tutte queste teorie e leggende che circondano la bella regina, la sola cosa di cui siamo certi e che non abbiamo timore di affermare e ribadire, è che probabilmente Nefertiti fu una delle più potenti ed influenti donne ad aver mai regnato su un territorio vasto come l’Egitto.

*Volpe