Soul ~ Streaming and Pajamas

.: TRAMA :.

Joe Gardner, un insegnante di musica delle scuole medie, si sente bloccato nella vita e insoddisfatto del suo lavoro. Sogna una carriera come musicista jazz, che però non va molto a genio a sua madre, Libba. Per caso, il suo ex allievo Curly lo informa di un posto disponibile nella band della leggenda del jazz Dorothea Williams. Joe impressiona Dorothea con il suo modo di suonare il pianoforte e gli viene offerto il lavoro sul posto. Mentre Joe si avvia felicemente per prepararsi per la sua prima vera esibizione quella notte, cade in un tombino. Joe sotto forma di anima si ritrova nell’Altro Mondo. Non volendo morire prima della sua grande occasione, cerca di scappare ma finisce nell’Ante Mondo, dove i consulenti delle anime, tutti di nome Jerry, creano giovani anime per la vita sulla Terra. Joe finge di essere un istruttore che è pronto ad addestrare le anime e gli viene assegnato 22, un’anima cinica che è rimasta nell’Ante Mondo per molti anni e non vede alcun senso nel vivere sulla Terra. 22 rivela di avere un distintivo che si deve riempire se vuole andare sulla Terra e che ha bisogno di trovare la sua “scintilla” per completarlo, dicendo che lo darà a Joe in modo che possa tornare a casa.

.: IL NOSTRO GIUDIZIO :.

Un film di Natale che non è un film di Natale: Soul, di Disney Pixar, alza ulteriormente l’asticella già spostata dal “fratello maggiore” Inside Out regalando agli spettatori un lungometraggio che fa riflettere, ridere, commuovere e pensare.
Quello che alla Disney è sfuggito è stato invece compreso benissimo dalla Pixar, che ha inaugurato una serie di film che, pur avvalendosi dell’animazione e di espedienti grotteschi, piacciono a quel pubblico ormai adulto cresciuto con classici come Il Re Leone, Mulan, Toy Story e tanti altri ancora.
Soul non è un film per bambini, ma è un film che i bambini dovrebbero vedere sopratutto in un momento come questo in cui siamo, nostro malgrado, quotidianamente messi davanti a realtà di morte, malattia e disagi.
Un film aconfessionale che riesce ugualmente a trasmettere un messaggio importante sensibilizzando sul valore della vita, sulla necesittà di vivere fino in fondo ogni momento e di preoccuparsi solamente di lasciare nel mondo un buon ricordo di sé.
Fulcro della vicenda sono Joe Gardner, un professore di musica e aspirante musicista Jazz, e 22, un’anima non ancora incarnata cinica e adorabilmente sagace. Nonostante le premesse non lascino ben sperare sulla possibilità di un lieto fine, la trama si sviluppa in maniera tanto rapida quanto convincente ( in alcune scene sono presenti alcune ingenuità, ma essendo un film “per bambini” è una piccolezza perdonabile): il ritmo è ben scandito e a scene lente susseguono attimi concitati quasi caotici. La psicologia dei personaggi non è particolarmente sviluppata, pur risultando tutti quanti completi e convincenti.
Joe Gardner, il coprotagonista, è un uomo di mezza età un po’ Peter Pan e leggermente egocentrico che insegue i propri sogni e che, nonostante sia un musicista, è sordo e disinteressato alle opinioni e alle esperienze di chi gli sta intorno: non esattamente l’eroe senza macchia e senza paura a cui la Disney ci ha abituato, ma una persona reale e credibile capace di creare immediatamente empatia con lo spettatore.
22, la/il protagonista, è un’anima pigra, cinica, sarcastica e dall’umorismo decisamente pungente: un personaggio che, di primo acchito, ammicca ai bambini con la sua simpatia e i suoi sketch ma che, di fatto, è il vero traino del film. Questo esserino informe è, a mio avviso, il vero protagonista della pellicola (e non solo perché il titolo del film è Soul= Anima): 22 si evolve e con il suo cambiamento innesca azioni e reazioni negli altri personaggi; il suo stupore davanti a cose “banali” come un cielo stellato o una camminata veicolano perfettamente e senza troppi orpelli il messaggio del film e sempre 22 porta sotto i riflettori, per la prima volta nella storia dell’animazione “per bambini”, la delicata tematica dei disturbi causati dall’ansia (uno stato psichico, clinicamente riconosciuto, che porta l’individuo a vivere con estremo disagio anche situazioni quotidiane) riuscendo a vincerla e a controllarla.
La musica è, in questo film forse più che in altri, una protagonista senza volto e accompagna magistralmente ogni scena regalando brani jazz superlativi e molto suggestivi.
Graficamente parlando il film è impeccabile: le location sembrano vere e la cura dei dettagli è minuziosa rendendo tutto ancora più realistico.

Il voto che mi sento di dargli è 10/10.
Ho adorato tutto di questo film e credo che la Pixar abbia fatto due volte centro: la prima con la trama, la seconda decidendo di rilasciarlo proprio in questo momento storico (scorrendo i titoli di coda, a tal proposito, comparirà una scritta che ho trovato davvero molto divertente).

*Jo

Io leggo a casa: la catena dei lettori

Quando la paura ci vuole divisi e il dolore segna distanze che sembrano insuperabili.
Basta allungare la mano per scoprire di non essere soli e ritrovare la voglia di sorridere.
Abbiamo nomi, storie e lingue diverse, ma una passione comune: leggere; e condividendo le storie che amiamo, nutriremo la nostra voglia di vita e di speranza.

Io leggo a casa è la nostra iniziativa volta ad incentivare la lettura e il senso di responsabilità che, ancora una volta, ci chiede di restare a casa e di non abbassare la guardia.
Booklovers italiani e stranieri possono inviare la loro foto seguendo le indicazioni sotto riportate e utilizzando i nostri canali social Instagram e Facebook o scrivendo a arcadia.loscaffale@gmail.com.

Resistiamo ancora un po’, distanti ma uniti come mai prima d’ora.

*Lo Staff

The Read-Zone: come leggere può rendere più leggère le giornate in quarantena.

All’indomani dell’adozione delle nuove misure per contenere il COVID19, molti lettori hanno subito visto nel divieto di uscire di casa l’opportunità per portare a termine le letture in corso e per sfoltire la lista di quelle arretrate.
Armati di ottimismo e buoni propositi, e spronati da iniziative come quella lanciata dalla Feltrinelli #chileggenonsiferma, lettori e bookblogger hanno iniziato nuove maratone di lettura certi di aver, finalmente, trovato il giusto incentivo per leggere.

L’entusiasmo iniziale si è tuttavia spento nel giro di qualche giorno e sui social scrittori, editori e lettori hanno iniziato ad accusare qualche difficoltà nel trascorrere queste lunghe giornate in compagnia dei loro amici di carta.
Ai lettori in quarantena ha risposto su Twitter Nicola Lagioia, direttore del Salone del Libro di Torino (al momento rimandato a data da definirsi):

“Sto facendo fatica anche io. È complicato riuscire a entrare nella giusta disposizione d’animo. Forse anche perché i libri di solito raccontano avendo come punto di vista il “dopo” mentre noi invece siamo nel mezzo del guado”.

I libri, come più volte abbiamo detto e sentito dire, sono finestre su mondi e realtà lontane: leggendo entriamo in contatto con storie e situazioni al limite del possibile e empatizziamo con personaggi alle prese con sfide tanto eroiche quanto terrificanti.
Attraverso le pagine di un libro, abbiamo affrontato la pestilenza del 1630 e esplorato i regni ultratterrenti dell’Inferno, del Purgatorio e del Paradiso; siamo fuggiti dall’incendio di Atlanta e abbiamo tremato di rabbia e di frustrazione insieme Hans Schwarz. Eravamo tutti con il fiato mentre Harry Potter si muoveva tra i corridoi del labirinto magico e la stessa ansia l’abbiamo provata anni dopo varcando i confini di Panem e del distretto 12.
Leggendo non c’è mostro, pericolo o situazione da cui, solo chiudendo il libro, si possa fuggire ed è questa confortante scappatoia a rendere la lettura uno dei passatempi più avvincenti ed emozionanti che l’uomo abbia mai ideato.

Ma cosa succede quando il mostro è fuori dalle nostre porte e in ogni istante sentiamo l’eco di parole che ad oggi suonavano così lontane e assurde, quasi irreali?
Rilassarsi in questi giorni è tutt’altro che facile: basta accendere la televisione, sfogliare un quotidiano online o aprire i social per essere aggiornati sui dati di questa pandemia.
Alla luce di ciò, isolarci tra le pagine di un libro può darci la spiacevole sensazione di “estraneamento” e, che ci piaccia o no, ci costringe ad abbassare momentaneamente la guardia per concentrare la nostra attenzione e le nostre energie nell’esercizio della lettura.
Un altro grosso ostacolo alla lettura è rappresentato dal telelavoro: se infatti lo smart working ha rappresentato per molte aziende e lavoratori una conquista, dal punto di vista tecnologico e non solo, dall’altra ha catapultato centinaia di persone in una condizione in cui “staccare” e “disconnettersi” è ancora più difficile. Terminato l’orario d’ufficio, infatti, e con il computer già acceso e connesso, aprire le pagine dei social e iniziare a sfogliare la home e i post di Facebook e Instagram è un automatismo a cui è difficile sottrarsi.

Nonostante questi presupposti non proprio ideali, leggere può, e di fatto è, essere un ottimo modo per rilassarsi, scaricare la tensione e rendere più leggère queste giornate di isolamento forzato. Volete sapere il perché? Ecco qualche motivo.

1) UNA SCUSA PER USCIRE
Leggere è, come lo sport, un’attività che può essere svolta comodamente in casa seduti sul divano, ma anche all’aria aperta: basta infatti sistemare una sedia e un tavolino accanto alla finestra, o sul balcone, per potersi dedicare alla lettura senza rinunciare alla piacevole sensazione dell’aria e del sole sulla pelle e, sopratutto, senza doversi allontanare da casa!

2) BOOK&FITNESS
Contrariamente a quanto si crede, leggere non è affatto un passatempo da “secchioni” e “pesi mosca”. Pur non richiedendo particolare sforzo fisico, la lettura coinvolge tutto l’organismo in un esercizio di concentrazione e attenzione e, cosa da non sottovalutare, ha anche benefici per il fisico: mantenere la stessa posizione per diversi minuti e adottare una postura corretta fa bene ai muscoli, alla schiena e al petto.
Studiando e lavorando, infatti, è molto facile assumere posizioni sbagliate che, alla lunga, possono causare l’infiammazione della cartilagine dello sterno.

3) TUTTI PIÙ SOCIAL
Leggere migliora la nostra capacità di empatizzare con il prossimo e dà ottimi argomenti per iniziare una conversazione con il vicino. In questi giorni, in cui i contatti sono ridotti al minimo, è confortante poter parlare con qualcuno che riesce a capire e a partecipare alle nostre emozioni e, chi legge, è sicuramente avvantaggiato. I libri avvicinano anche sul web: in questi giorni, infatti, sono raddoppiati i gruppi di lettura, i profili instagram e le pagine Facebook che propongono argomenti e suggerimenti inerenti al mondo della letteratura.

4) SCACCIANOIA
In questi giorni, apparentemente tutti uguali, la noia è sempre in agguato: un buon libro è un ottimo diversivo e, a volte, può anche rappresentare l’occasione per conoscere nuovi hobby e iniziare a coltivare passioni e interessi prima sconosciuti.
L’accuratezza con cui gli scrittori descrivono le attività dei loro personaggi, ha più di una volta avvicinato i lettori a mondi e passatemi nuovi come la pittura, la musica, il giardinaggio o la cucina.

5) CE LA FAREMO
I libri sono una fonte di speranza: a dispetto di quanto drammatiche siano le situazioni e le sfide affrontate dai protagonisti, leggendo si alimenta la speranza che, alla fine, tutto andrà per il meglio e che le cose torneranno com’erano.
Leggere, in un momento come questo, non è quindi un modo per fuggire dalla realtà, ma piuttosto un esercizio a guardare con ottimismo alla difficile situazione che stiamo affrontando coltivando la certezza che, un giorno, tutto questo finirà e potremo tornare alla vita di tutti i giorni.

*Jo

L’ Italia Chiamò: uniti contro il Coronavirus

L’Italia non si ferma.
Nonostante le lezioni sospese, i musei chiusi e le iniziative posticipate a data da destinarsi, l’Italia non si ferma.
Si continua a lavorare, chi da casa e chi, come il personale del servizio sanitario nazionale, i medici e tutti gli operatori e i volontari, da quella che è a ragion veduta stata battezzata la “trincea”: le corsie degli ospedali e dei prontosoccorsi, gli ambulatori e tutte le strutture che stanno servendo con passione e impegno il nostro paese in queste difficili settimane.
Non ci si può muovere, ma ciò non ci impedisce di sostenerci l’un l’altro con iniziative che possono essere sia di ampio respiro sia più private e personali.
Una di queste è L’Italia Chiamò il più grande evento in streaming di tutti i tempi che sarà in onda venerdì 13 marzo dalle sei a mezzanotte e raccoglierà le voci di un’Italia che resiste, vive e spera oltre il Coronavirus.
A questa iniziativa parteciperanno in tantissimi: personalità del mondo dello spettacolo, della cultura e dell’informazione che si susseghiranno e spalleggeranno per portare a termine una maratona che, sicuramente, passerà alla storia e che nessuno dimenticherà.

Anche noi di Arcadia ci siamo uniti a questa iniziativa e su YouTube trovate il nostro contributo a questa fantastica catena culturale e di solidarietà: la poesia Giorno di pioggia, di Henry Wadsworth Longfellow letta, per l’occasione, dalla nostra Volpe.
Questo piccolo gesto è il nostro abbraccio a voi lettori e il nostro rinnovato augurio affinché tutto si concluda presto e nel migliore dei modi.

Oltre a proporre un lungo streaming per tenere compagnia a chi come noi #restaacasa, gli organizzatori hanno deciso di creare una raccolta fondi per sostenere lo sforzo del sistema sanitario nazionale.
Le indicazioni per un’eventuale donazione, che consigliamo caldamente, le potete trovare sul sito web www.litaliachiamo2020.it .

Ovunque voi siate, non siete soli.
Non abbiate paura, ce la faremo!

*Lo Staff

Metti il virus, e la noia, alla porta: idee per sopravvivere in quarantena

Chi di noi non ha mai inventato qualche scusa per saltare un aperitivo o evitare di uscire la sera? Noi lettori, in particolare, siamo famosi per il nostro repertorio di scuse, che accappiamo ogniqualvolta qualcuno tenti di distrarci dalla nostra lettura in corso per trascinarci chissà dove.
Ma cosa succede quando ci dicono di stare a casa?
Gli imperativi categorici non piacciono a nessuno, ma in questo momento è richiesto a tutti uno sforzo che, se vissuto nel modo giusto, può trasformarsi in un’occasione preziosa e irripetibile.

“Lupi solitari” in quarantena.

Ammettiamolo, che il governo imponesse a amici, parenti e conoscenti di starvi alla larga era il vostro desiderio segreto: ma una cosa è sognare e un’altra è la realtà e anche i lupi solitari hanno, alla lunga, bisogno del branco.
Il tempo, quando si è da soli, rallenta in maniera insopportabile e, senza una giusta valvola di sfogo, l’esaurimento è in agguato dietro l’angolo.
L’isolamento può, tuttavia, anche essere un momento proficuo non che rappresentare l’occasione per riprendere contatto con se stessi e con il proprio mondo interiore: e quale miglior modo della scrittura per tener traccia e memoria di questi giorni? Tenere un diario è un ottimo modo per distrarsi e per scandire il passare dei giorni, è inoltre un valido esercizio di scrittura e di narrazione che, in certi casi, può trasformarsi in qualcosa di più di un semplice resoconto e diventare un racconto organico ed avvincente.
Ma se con carta penna non avete dimestichezza, e il panico della pagina bianca è un incubo che avete relegato tra i ricordi del liceo, allora queste settimane diventeranno l’occasione giusta per portare a termine le numerose letture che, per un motivo o per un altro, avete abbandonato finendo per dimenticare libri un po’ ovunque tra la camera da letto e il soggiorno.
I lettori più disciplinati, che comprano un nuovo libro solo dopo aver finito quello che stanno leggendo, con tutto questo tempo a disposizione avranno già finito la loro scorta di letture e quale incubo peggiore di essere rimasti “senza nulla da leggere?”.
A questi divoratori di pagine e storie farà certamente piacere sapere che bookatore online come la Mondadori, hanno deciso di regalare le spese di spedizione e hanno attivato la possibilità di pagare (con una piccola commissione) in contanti alla consegna evitando così di dover ricaricare la carta di credito, ed allargando il servizio anche a chi non fosse abilitato al pagamento elettronico.

Qualche consiglio di lettura

Il sognatore, Laini Taylor, per chi ama il genere Fantasy;
Il lupo della steppa, di Hermann Hesse, per chi vuole farsi coinvolgere da idee e valori;
Coraggio!, Gabriele Romagnoli, per chi vuole una lettura a stampo giornalistico;
Metro 2033, Dimitry Glukhovsky, per chi anche in questo momento non può rinunciare né all’avventure né alla distopia.

Due cuori e…

Per chi vive all’insegna del motto “due cuori e una capanna” questi giorni non sono poi così drammatici: l’isolamento e l’impossibilità di muoversi, infatti, permettono di ritrovare l’intimità e la complicità che durante le settimane lavorative vengono soffocate dagli impegni, le scadenze e le preoccupazioni.
Questo è il momento di sognare e mettere su carta i vostri progetti: iniziare a pensare ad una vacanza, o scrivere una lista di tutte le cose che vi piacerebbe fare o vedere dopo questo periodo di quarantena.
Ma se viaggiare per il mondo non è tra le vostre aspirazioni, potrete sempre dedicarvi ad un viaggio tra i ricordi e iniziare a scrivere la storia del vostro amore: dall’innamoramento in poi.

Anche chi sta vivendo un amore come quello di Piramo e Tisbe (separati da un muro che gli impediva di vedersi n.d.r), può comunque dedicare questo tempo alla propria dolce metà condividendo, per esempio, qualche bella lettura al telefono o, perché no, rispolverando quell’antica e romantica abitudine dello scambio epistolare.
Lettere e pensieri romantici: uno per ogni giorno che passerete lontani e senza potervi vedere ed abbracciare (vista la situazione, anche uno scambio di mail andrà bene).

Qualche consiglio di lettura

La meccanica del cuore, Mathias Malzieu, per leggere di amori surreali, dolci e delicati;
Il bacio più breve della storia, Mathias Malzieu, per un romanticismo comico, leggero e raffinato;
Lo strano viaggio di un oggetto smarrito, Salvatore Basile, per una storia fuori dalle righe;
La tua seconda vita comincia quando capisci di averne una sola, Raphaelle Giordano, un romanzo sull’arte di (re)imparare a vivere!

A.A.A. Idee per bambini cercasi

Chi, forse, in questo periodo è maggiormente messo alla prova sono loro: i bambini; queste belle giornate di sole e queste vacanze inaspettate dalla scuola sono una tentazione per giovani e giovanissimi che, in barba a tutte le raccomandazioni, vorrebbero solamente uscire per godere di questa bella stagione.
Le nuove tecnologie sono un’ottima baby sitter: gratuite e instancabili, se impostate a dovere possono intrattenere i piccoli di casa per ore, lasciando agli adulti il tempo per dedicarsi al lavoro e alle mille incombenze del quotidiano.
Non è necessario il parere di un esperto per capire che questa non è la migliore delle soluzioni: che fare allora?
Una casa può diventare, con il giusto lavoro di fantasia, un parco giochi non meno accattivante di quelli a cui è abituato.
Anche in questo caso, la letteratura può aiutarci a creare passatempi che, se ben progettati, intratterrano i vostri figli per ore, se non addirittura giorni!
Prendendo esempio dalle sorelle March (protagoniste di Piccole Donne), potreste coinvolgere i vostri figli in piccole rappresentazioni teatrali che, condizione sine qua non, dovranno essere eseguite seriamente: con copioni, prove tecniche, qualche costume (semplice come una sciarpa rossa avvolta intorno al capo per fare un bel cappuccetto rosso) e spettacolo finale prima o dopo cena.
Prendere una favola o un racconto e trasformarlo in una piccola piece teatrale è un ottimo esercizio di socializzazione, stimola la fantasia dei bambini e allo stesso tempo accresce il loro senso di responsabilità e la loro propensione a collaborare per uno scopo comune.
Un’altro modo per stuzzicare la loro immaginazione è inventare una sorta di gioco di ruolo ed incentivarli a pensare alla loro casa come ad un’ambientazione fantastica, assegnando ad ognuno un ruolo che dovranno seguire fedelmente per non rompere la magia e ritrasformare il salotto in quello di sempre.
Anche questo si rivelerà un valido esercizio per la creatività, e darà ai genitori la possibilità di spiegare, attraverso l’utilizzo di metafore, ai loro piccoli quello che sta succedendo senza spaventarli.
Una casa, trasformata per un giorno in un galeone dei pirati, può affrontare tempeste di vario tipo: atmosferiche e non.

E per chi non ha più voglia di ascoltare le favole o di giocare ai pirati?
Non tutti i bambini hanno voglia di vivere in un mondo incantato fatto di cavalieri e draghi, maghi e unicorni; ma anche per loro abbiamo qualche idea.
L’insidia maggiore è, ancora una volta, rappresentata dalla tecnologia: una presenza tanto utile quanto invadente, che strappa giovani ed adolescenti dalla realtà e li “disconnette” da loro stessi e dalla realtà che li circonda.
L’esercizio del diario è, anche per loro, una valida alternativa alle onnipresenti chat: la batteria del telefono si prenderà un po’ di vacanza e la capacità di scrittura dei vostri ragazzi né gioverà con grande piacere dei loro professori di italiano.

Qualche consiglio di lettura…

Il cavaliere dei draghi, Cornelia Funke, una storia fantasy tutta per bambini e ragazzi molto giovani;
Le fiabe di Beda il Bardo, Di J.K. Rowling, ottimo se si è già finita l’intera saga di Harry Potter!
Noi siamo tempesta, di Michela Murgia, Un libro sull’arte di stare insieme e sulla forza delle persone. Ottimo per far capire loro anche l’utilità di stare a casa: chissà che anche #iostoacasa un giorno non sia tra le pagine di una raccolta simile!

Vorremmo essere accanto ad ognuno di voi lettori, stringervi e farvi sentire il nostro supporto e la nostra amicizi.
Purtroppo non possiamo, ma non sarà questo a fermarci.
Nel nostro piccolo speriamo di avervi dato qualche idea utile e, se così non fosse, di avervi almeno strappato un sorriso.

Ovunque voi siate, non siete soli, ce la faremo!

*Lo staff