“The Ballad of Songbirds and Snakes”: ritorno a Panem

Per i fan di Hunger Games è stato decisamente un bel Natale grazie alla Mondadori e alla sua decisione di ristampare l’intera trilogia dandole una veste completamente nuova e, a giudizio di chi scrive, decisamente accattivante.
Mentre la nota casa editrice nostrana ci regalava questa nuova edizione, oltre oceano notizie ancor più “succulente” hanno messo in allarme i lettori appassionati delle vicende di Katniss e dei ribelli di Panem, che possono inaugurare il nuovo calendario segnando un’uscita che molti, già dalla fine della saga cinematografica conclusasi nel 2015, attendevano.

Scholastic, la casa editrice statunitense che ha dato alle stampe i romanzi di Suzanne Collins, ha confermato per maggio 2020 l’uscita del nuovo romanzo dedicato ai distretti di Panem e alla loro storia.
Le prime indiscrezioni sulla trama di questo nuovo capitolo, intitolato The Ballad of Songbirds and Snakes, erano trapelate già a giugno scorso quando, in un comunicato, l’autrice si era così espressa parlando del libro a cui stava lavorando:

I fatti del romanzo si svolgeranno nei giorni bui dopo il fallimento di una rivolta a Panem. Con questo libro, ho voluto esplorare lo stato della natura, chi siamo e ciò che riteniamo necessario o meno per la nostra sopravvivenza. Il periodo di ricostruzione di dieci anni dopo la guerra, comunemente chiamato “Giorni Bui” – durante i quali il paese di Panem si rimette in piedi – fornirà ai personaggi un terreno fertile per affrontare queste domande e ridefinire così le proprie opinioni sull’umanità.

Questa dichiarazione conferma i rumors che avevano accompagnato l’uscita al cinema dell’ultimo capitolo della saga e, come auspicato dai lettori più appassionati, promette di far luce sugli eventi che hanno preceduto i fatti narrati nei tre romanzi della trilogia: Hunger Games, La ragazza di fuoco e Il canto della rivolta.

Un’anteprima della copertina è già disponibile negli store online dove il libro è prenotabile in lingua inglese e, dal punto di vista grafico, ricorda le copertine progettate per la primissima edizione italiana dei romanzi.
La ghiandaia imitatrice, simbolo della saga, torna a campeggiare sulla cover questa volta inserita in una composizione che suggerisce una trama più complessa di quelle a cui la prima trilogia ci ha abituato.
Il direttore artistico della Scholastic ha così descritto il suo concept:

Questa copertina fa un lavoro straordinario nel catturare il conflitto – sia interiore che esteriore – che si trova nel cuore di The Ballad of Songbirds and Snakes. La ghiandaia imitatrice è tornata, ma in una nuova prospettiva… molto coerente con la storia narrata da Suzanne Collins.

Al momento la Mondandori non ha previsto alcuna data per la versione italiana né si è sbilanciata su una possibile traduzione del titolo.

*Jo

“D’Ark – Il Gioco dell’alfiere”, conversazione con Cristina Silvestri e Mirela Minkova Georgieva

Sono ormai quasi due anni che D’Ark – il gioco dell’alfiere ha trovato posto tra i romanzi della piccola editoria italiana.
La casa editrice Planet Book ha scelto di portare al pubblico un romanzo scritto a quattro mani i cui temi principali sono la giustizia, la corruzione e, naturalmente, la speranza.
Scoprire chicche dell’editoria è compito di noi blogger e come resistere a un romanzo che affianca alla fantasia temi terribilmente attuali?

Per questo motivo, Volpe ha scelto di intervistare Cristina Silvestri e Mirela Minkova Georgieva, autrici di D’Ark – Il gioco dell’alfiere, che hanno gentilemente risposto alle nostre domande.

1. Per prima cosa, vorrei ringraziarvi per il tempo che avete deciso di dedicarci con questa intervista. Mi chiedevo, innanzitutto, se questa fosse la vostra prima esperienza come scrittrici o se potete vantare nel vostro curriculum altri titoli.
CristinaVorremmo essere noi a ringraziarvi per questa opportunità. Rispondo alla prima domanda dicendovi che questo è il primo titolo, in realtà, che posso vantare nel mio curriculum. Ho sempre scritto in maniera sporadica, più per me che per il pubblico, ma avevo sempre tante idee che mi frullavano nella testa e così ho approfittato della nuova amicizia con Mirela per produrre qualcosa di vero e
tangibile.
MirelaGrazie a voi per l’interesse mostrato. Per me è stato il primo libro, ma non la prima esperienza con la scrittura. Prima di incontrare Cristina, scrivevo storie brevi e qualche poesia, anche se non ho mai provato a pubblicare nulla.

2. Qual è il vostro rapporto con la scrittura? E’ sempre stata con voi, come passione e ora come lavoro, oppure è nata con il tempo?
Cristina – La scrittura è sempre stata più una passione che un vero e proprio lavoro, anche quando è diventata tale. È nata piano piano, intrufolandosi tra le pagine di un tema scolastico per poi venir coltivata con ulteriore passione, e oggi posso dire che finchè scrivo le cose sembrano essere al loro posto.
Mirela – Io ho sempre amato leggere, e con il tempo, più leggevo, più volevo scrivere qualcosa di mio. Poi ho cominciato a scrivere sporadicamente, per passione ma anche per aiutarmi a superare alcuni periodi bui, con un discreto successo tra l’altro.

3. Come per ogni buono scrittore, immagino che la lettura sia stata una tappa
fondamentale anche per voi: quali sono i libri che avete letto più volentieri? Vi va di dirci qualche titolo?

Cristina – Assolutamente. La lettura credo sia il porto madre, se così vogliamo dire, dove tutti gli scrittori prima o poi approdano, volenti o nolenti. Quando ero più piccola ho cominciato con tantissimi fumetti e favole, per poi appassionarmi volentieri ai libri per i “bimbi più grandi” leggendo titoli del tipo Le Cronache di Narnia e Harry Potter. Poi la mia passione si è sviluppata grazie a Walden di Thoreau, L’ombra del vento di Zafon, Espiazione di McEwan, Pomodori verdi fritti di Flagg, Nelle Terre Estreme di Krakauer, I pilastri della terra di Follett, Dorian Gray di Wilde, Grandi Speranze di Dickens, Il conte di Montecristo di Dumas, Il Principe di Machiavelli, L’isola del tesoro di Stevenson, Peter Pan e tantissimi altri titoli.
Mirela – Io ho cominciato a leggere molto presto e i libri mi hanno sempre accompagnata, a volte per ore e ore. Mi piacciono diversi tipi di letteratura. Adoro le classiche favole, quelle di Hans Christian Andersen e dei fratelli Grimm. Harry Potter è stata la serie di libri che ho letto talmente tante volte che so quasi a memoria adesso. Il fantasma dell’opera è uno dei miei libri preferiti alla pari di Dracula di Bram Stoker. Mi piacciono molto anche storie distopiche come il grande classico 1984 di Orwell ma anche titoli più recenti come The hunger games. In realtá la lista potrebbe andare avanti per pagine e pagine perciò mi fermo qui per adesso.

Mirela Minkova Georgieva

4. Essendo un romanzo scritto a quattro mani, come vi siete organizzate per la stesura del racconto?
Cristina&Mirela – Ci siamo organizzate scrivendo e decidendo prima in maniera generale la trama e poi ci siamo divise i capitoli. Di solito ci sentiamo su Skype perché non viviamo mai nello stesso posto. All’inizio è stato più confusionario perché nessuna delle due aveva mai effettivamente scritto un libro quindi non sapevamo da dove iniziare, avevamo solo in mente “cosa” scrivere ma non il “come” e quindi abbiamo faticato un po’ prima di trovare il ritmo, ma poi ci siamo riuscite.

4. Ora che abbiamo parlato di voi in quanto autrici, mi piacerebbe dedicarmi soprattutto al romanzo: qual è stata la vostra fonte di ispirazione?
Cristina – La realtà nelle sue infinite sfaccettature e un pizzico di fantasia fumettistica. Questa storia nasce non solo dalle esperienze personali, ma da tutto quello che ci circonda, il lato buono e cattivo della vita, ciò che amiamo, ciò che odiamo, ciò che riteniamo giusto far conoscere alle persone e sul quale speriamo possano riflettere. Il nostro non è soltanto un romanzo di intrattenimento, abbiamo trattato temi anche abbastanza profondi, e vorremmo che i lettori siano i primi a rendersi conto di quanto la realtà che ci circonda sia piena di contraddizioni e meraviglie allo stesso tempo.
Mirela – In primis era il mondo fumettistico ma con l’evoluzione della storia, i temi e gli ideali personali sono diventati un fattore cruciale nella nostra storia. Il nostro intento non è solo creare una storia coinvolgente ma far si che il lettore si soffermi a pensare alla realtà che ci circonda e a cosa possiamo fare nel nostro piccolo per essere degli ‘’eroi quotidiani’’ Non serve un mantello o una maschera, serve solo coraggio e persistenza. In tutto ciò, come ha detto Cristina, il mondo è comunque pieno di meraviglie, perciò parte dell’essere degli eroi è non soccombere ai pensieri negativi e al pessimismo.

5. Leggendo la sinossi e poi l’incipit, si intuisce che il romanzo è ambientato a Rocha. Ho fatto qualche, ricerca per cercare di capire se questa città fosse frutto della vostra immaginazione, e ho trovato che esiste una Rocha in Uruguaia. Si parla proprio di questa città? Se sì, come mai avete scelto questa ambientazione? Se no, cosa vi ha spinto a inventare questa cittadina?
Cristina – Si impara sempre qualcosa di nuovo. No, non eravamo assolutamente a conoscenza di questa cittadina, e dopo aver letto questa domanda ed essere andata alla ricerca del posto, devo dire che mi è venuta voglia di farmi un viaggetto. In realtà l’abbiamo totalmente inventata, avevamo in mente di crearne una che ricordasse un po’ qualche metropoli, anche Italiana, non troppo lontana dalla verità e neanche troppo vicina. Alcuni l’hanno persino paragonata alla Gotham di Batman, che non è esattamente come l’abbiamo vista noi, ma alla fine è il lettore a volare con la fantasia.
Mirela – Ecco, questo si che è interessante. Non avevamo idea che esistesse una città con questo nome nella realtà. Il nostro intento era creare un’ambientazione che rappresentasse ogni città nel mondo, quasi una metafora. Il nome Rocha è nato un po’ per l’assonanza con Roma (dopotutto era in Italia che abbiamo ideato la storia) e un po’ per l’assonanza con roccaforte. Ammetto, non era nostra intenzione che ricordasse alcune cittá del mondo fumettistico, ma credo che, in un certo senso, fosse inevitabile.

Cristina Silvestri

6. Il romanzo è chiaramente un noir, un thriller, e dalle vostre biografie posso intuire come mai abbiate scelto proprio genere: entrambe siete laureate in Scienze per l’Investigazione e la Sicurezza. Quanto vi sono state utili le vostre conoscenze per scrivere questo romanzo?
Cristina – Direi abbastanza. Ovviamente molto di ciò che c’è scritto è pura e assoluta fantasia, e molti che fanno questo mestiere o conoscono un po’ questo mondo se ne sono accorti, però volevamo comunque che fosse almeno lontanamente credibile, quindi abbiamo fatto alcune ricerche, scritto modus operandi che vengono descritti in alcuni manuali, e abbiamo attinto un po’ anche dalle nostre conoscenze universitarie. Possiamo dire che è un ottimo mix tra fantasia e realtá.
Mirela – Concordo con Cristina, volevamo che fosse verosimile per quanto possibile, considerando il genere letterario che abbiamo scelto e la storia in sé. Abbiamo fatto diverse ricerche, abbiamo discusso dove piazzare il confine tra fantasia e realtá, ed eccoci qui.

7. Parliamo ora dei personaggi: chi, tra i vostri personaggi, è quello che preferite e
perché.

Cristina – Questa è davvero un’ottima domanda, soprattutto considerano che ci sono diversi personaggi in ballo in questo romanzo. Amo la magior parte dei nostri personaggi ma personalmente devo dire che uno dei miei personaggi preferiti è Alex, ancora non del tutto approfondito, perciò posso dare poco spazio alla spiegazione (altrimenti rischierei di fare qualche spoiler), diciamo che in fin dei conti è un uomo buono, disposto a fare ciò che è giusto e a battersi quando è necessario.
Mirela – È davvero difficile non affezionarsi ai personaggi, soprattutto dopo aver speso ore a parlare del loro carattere e dello sviluppo che possono avere nella storia. Credo però che il mio preferito sia Michele, con i suoi pregi e i suoi difetti, perché sotto alcuni punti di vista io e lui ci somigliamo un bel po’, anche se quando abbiamo creato il personaggio, non era nostra intenzione che la sua storyline seguisse il percorso che poi ha seguito.

8. Un’ultima domanda prima dei saluti finali: so che avete iniziato la vostra avventura editoriale con il self publishing per poi passare a tutti gli effetti a una casa editrice. Potete raccontarmi brevemente entrambe le esperienze? Come vi siete trovate con il self publishing e poi come è cambiata la vostra esperienza con una casa editrice alle spalle?
Cristina – Si abbiamo cominciato pubblicando con StreetLib, cercavamo un modo sicuro e veloce per pubblicare il nostro libro per la prima volta. Non avevamo mai fatto niente del genere, e nel frattempo cercavamo qualche piccola casa editrice disposta a pubblicarci. Poi dopo aver mandato per un paio di anni il nostro romanzo in giro, senza ricevere risposta, ricevendo risposte negative, oppure dopo proposte non esattamente favorevoli, se così vogliamo dire, una ci ha risposto in maniera positiva, dicendosi interessata e che voleva pubblicare il nostro romanzo. Abbiamo fatto un paio di conti, letto le varie recensioni, e ci siamo buttate in questa avventura. Dobbiamo dire che fino adesso ci siamo trovate bene con entrambe le esperienze. Non è durata tantissimo la collaborazione con il selfpublish, non perché non ci piacesse, ma perché volevamo di più, semplicemente, e la Planet Book ci ha permesso di fare questo passo.
Mirela – Credo che entrambe le esperienze siano state positive, almeno per noi. Il self publishing ci ha permesso di cominciare da qualche parte, di far in modo che i lettori cominciassero a notarci. Era un primo passo che ci ha dato la confidenza nel cominciare a cercare una casa editrice. Ci è voluto del tempo, ma alla fine la Planet Book ci ha fatto un’offerta che apprezziamo davvero e da allora ci siamo trovate bene con la casa editrice.

9. Penso che la nostra intervista possa considerarsi conclusa, ancora una volta grazie per il vostro tempo! Fate un saluto finale ai nostri lettori!
Cristina – Ancora grazie a voi, un saluto a tutti coloro che hanno letto il nostro romanzo, che ancora devono leggerlo e chi ci segue con passione!
Mirela – Grazie a voi per questa opportunità e grazie alle persone ed ai lettori che ci hanno sostenuto e continuano a sostenerci! Grazie!

Per ringraziare le autrici del tempo dedicatoci e per incuriosire un po’ voi lettori, lascio di seguito il retrocopertina del romanzo e un piccolo assaggio dell’incipit!
Tra qualche giorno, pubblicherò anche la mia recensione approfondita!
Buona lettura!

Trama: Noir metropolitano ambientato a Rocha, una città afflitta dalla piaga del crimine e dalla corruzione, che ricorda la Gotham City di Batman. E anche a Rocha, come nella celeberrima città fumettistica, il male assume il volto di un uomo, Guignol, capolavoro di malvagità e killer seriale, cui si oppone il paladino del bene e della giustizia, D’Ark, figura avvolta dalla bruma del sogno. In questo contesto si muovono gli altri due personaggi chiave del romanzo: Giorgia Mestri, profiler, e suo fratello Michele, giornalista.

Incipit: Combattere e vivere nel modo più onesto possibile è solo utopia: una semplice frase ripetuta più e più volte nei libri e nei saggi, e spesso urlata da uomini disperati. È considerata un’impresa difficile per individui comuni, immaginiamoci per un abitante di Rocha, ma da un diamante grezzo si può comunque ricavarne un bellissimo gioiello. Nessuno presterebbe attenzione a un semplice ciottolo se non sapesse comprenderne le potenzialità. In pochi nella città di Rocha avevano avuto la fortuna di cogliere l’opportunità di potersi rifugiare in un mondo onesto e pieno di speranza e saperne apprezzare le sottili sfaccettature.
Rocha non era mai stata una città libera e incorruttibile ma riusciva sempre, in qualche modo, a sollevarsi più in alto possibile, pur di dimostrare che non tutti coloro che regnavano in quella terra dimenticata, sfregiavano e massacravano tutto ciò che c’era di buono, ma godevano di quel privilegio che era stato concesso loro per proteggerla e per curarne le ferite in caso di guerra. Pur essendo dilaniata dal caos ciclico, si erano eretti anche uomini buoni, donne coraggiose e bambini affamati di giustizia, e Giò era una di questi.

*Volpe


Febbre da maghetto – Notti bianche e altre novità in arrivo per i fan di Harry Potter

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Il 23 settembre Harry Potter ritorna nelle librerie italiane e con lui rientrano, per l’ottava volta nelle vite dei lettori affezionati, tutti i personaggi che abbiamo conosciuto e amato nei capitoli precedenti insieme a quelli della nuova generazione: i figli e le figlie di Harry Potter e dei suoi compagni d’avventura.
Per l’occasione sono diverse le librerie che stanno organizzando delle vere e proprie notti bianche per distribuire, allo scoccare della mezzanotte, l’ambitissimo ottavo capitolo della saga “Harry Potter e la maledizione dell’erede” (“Harry Potter and the Cursed Child) al momento disponibile solo in lingua inglese.
Una sorta di capodanno letterario che in Inghilterra, dove il romanzo è già uscito, ha riscosso un enorme successo confermando il successo di questi eventi ormai diventati un appuntamento d’obbligo per i fan del maghetto.
Ogni libreria si sta organizando per venire incontro ai fan di Harry Potter e, da nord a sud, sono diverse le iniziative e gli eventi programmati per accogliere gli accaniti lettori di J.K. Rowling.
Se abitate a Milano, o nelle vicinanze, potrete partecipare ad una serie di eventi che, a partire dal pomeriggio di venerdì 23 settembre, accompagneranno l’attesa per l’uscita del romanzo e vi aiuteranno a fare un ripasso della saga e vedranno maggiormente coinvolte le librerie Feltrinelli e Mondadori in piazza Duomo.
Librerie ed eventi letterari anche a Genova, Torino, Bologna, Firenze, Napoli e Catania; per citarne alcuni. Purtroppo non è stata stilata una lista ufficiale degli stores aderenti all’iniziativa, per cui vi invitiamo a rivolgervi al vostro librario di fiducia per avere maggiori informazioni.

Ma le sorprese non finiscono qui!
Nel 2017 si festeggia il ventennale dall’uscita del primo romanzo e la British Library ha deciso di allestire per l’occasione una mostra sul nostro beneamato maghetto. La mostra, almeno secondo le prime informazioni, verrà inaugurata il 20 ottobre 2017 ( biglietti saranno acquistabili a partire dalla primavera 2017).e si concluderà il 28 febbraio 2018.harry-potter-cursed-child-albus-severus
I visitatori avranno accesso ad un repertorio composto da manoscritti in cui al sapere medievale vengono affiancate le nozioni su draghi, pozioni e incantesimi che i lettori hanno appreso dalle pagine della Rowling e non è tutto.
Faranno parte dell’esposizione anche materiale proveniente dagli archivi della casa editrice Bloomsbury e dai taccuini dell’autrice stessa.
Un viaggio emozionante che farà entrare ancora di più i lettori e gli appassionati della saga nel cuore della magia.
Per ulteriori informazioni potete consultare il sito ufficiale della British Library e della casa editrice Bloomsbury.

*Jo

Un lusso per pochi

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Chiunque abbia messo mano alla penna, o alla tastiera, conosce quella vocina che, parlando dritto dritto al nostro orgoglio, sussurra “perché non fare di questa storia un libro vero?”. Una volta sentita questa voce non c’è più via di fuga e l’aspirante scrittore si immerge anima e corpo nella sua storia dimenticandosi persino di soddisfare i suoi bisogni naturali quali mangiare e dormire. snoopyLa trama viene stesa, cancellata, ristesa, cancellata nuovamente e per l’ennesima volta imbastita con pazienza. Vocabolari e dizionari dei sinonimi circondano la postazione dello scribacchino, nascondendolo dietro un muro paragonabile al Vallo Adriano o alla Muraglia Cinese. Le scene vengono scritte anche dieci volte, i nomi cambiati e ricambiati perché nemmeno un apostrofo sia fuori posto. L’obbiettivo? Presentare al potenziale editore un testo perfetto “senza macchia né difetto” in cui stile, trama e personaggi tracciano un quadro convincente e soprattutto appetitoso per l’editore e per il futuro lettore. Ed è qui, sulla soglia del tasto “invia” (nel caso delle case editrici, da qui in poi abbreviate CE, che richiedono i testi in formato digitale) o delle poste a cui ci si è recati per inviare il sudato manoscritto, che si infrangono i sogni di molti amanti della letteratura. La maggior parte dei sogni di gloria e letteratura dei nostri aspiranti scrittori muore qui, quando passato il periodo in cui la CE esamina il manoscritto non si riceve alcuna risposta e bisogna ricominciare da capo la ricerca di un nuovo editore, sentendo ancora sulla pelle la prima (e purtroppo non ultima) delusione.Snoopy-scrittore

Contrariamente a quanto siamo soliti pensare la storia della letteratura è una storia scritta dagli editori e non dagli scrittori e ciò che adesso può sembrare un testo mediocre può, nel giro di qualche tempo, attirare l’attenzione della critica ed essere annoverato tra gli esempi di un determinato genere. Ha fatto storia la scelta, qualche anno fa, di antologia per liceali che ha proposto per il genere horror/gotico un brano di “Twilight” accanto ad uno preso da “Frankestein”, una scelta azzardata che ha voluto accostare un romanzo contemporaneo ad uno dei classici della letteratura gotica.

Questa considerazione riesce a dare qualche speranza in più al nostro tenace scrittore che caparbio continua a inviare il proprio manoscritto a case editrici sempre più piccole, accontentandosi anche di una visibilità minore pur di vedere il proprio pargolo cartaceo su un qualche scaffale in una qualche libreria ai confini del mondo. Tuttavia i sogni del nostro eroe della carta non vengono esauditi e, dopo aver tentato il tutto per tutto, anche egli ricorre all’espediente, già consolidato, che gli permetterà di vendere qualche copia del suo romanzo su librerie online come Amazon&co.: il self publishing.

Lo abbiamo già detto nell’articolo Il labirinto del lettore: il mondo dell’editoria è una giungla in cui l’autore famoso prevale sull’esordiente e in cui solo pochi possono ambire al lusso di una pubblicazione con una casa editrice, se non famosa, che dia delle garanzie allo scrittore. Uno dei motivi che spingono gli scrittori ad auto pubblicarsi è quindi quello di, in un certo senso, ribellarsi ad un mercato che pubblica solo determinati autori o determinati testi, rimanendo sordo e cieco alle novità che quotidianamente gli vengono inviate. Un problema questo che, anche in seguito all’acquisizione da parte della Mondadori della Rizzoli, ha portato alla nascita di una nuova CE, La Nave di Teseo, che ha trai suoi fondatori Elisabetta Sgarbi e il compianto Umberto Eco. snoopy scrittore 1La competizione con i raccomandati non è tuttavia l’unico motivo per cui sempre più scrittori decidono di affidarsi al self publishing, il più delle volte ciò che muove questi scrittori è, a mio modesto parere, un’eccessiva fiducia in se stessi e nel proprio scritto. ATTENZIONE. Questa non vuole essere una critica a chi decide di auto pubblicarsi! Tuttavia mi sento in dovere di condividere con voi alcune considerazioni su quello che è il mercato del self publishing. Il primo problema che si crea quando sul mercato compaiono decine di testi più o meno simili (si legga l’articolo sopracitato per capire meglio di cosa sto scrivendo) è un ingarbugliamento dell’offerta che viene data al lettore che, sia questa uno store online o una libreria in carta e scomparti, barcolla tra titoli più o meno simili tra di loro, copertine dalla grafica ridondante e trame che ripropongono sempre la stessa storia trita e ritrita. Un effetto YA amplificato ed estremizzato che, alla fine, porta il lettore ad acquistare nuovamente titoli famosi e ad ignorare completamente i testi auto pubblicati. Questo non vuol dire che la letteratura auto pubblicata sia letteratura di serie B o addirittura C o D, ma essendo inserita in un mercato senza regole né scremature l’idea che il lettore si fa, trovandosi davanti a questa sorta di far west dei libri, è proprio questa: un guazzabuglio di storie in cui il potenziale capolavoro si confonde con il testo banale pubblicato dall’adolescente con manie da scrittore di successo. Il secondo problema, che dovrebbe far scattare l’allarme nelle teste degli aspiranti scrittori auto pubblicati, è quello di essere inseriti in un mercato editoriale ancora più spietato di quello a cui ci si è ribellati e da cui si è scappati sperando di trovare l’America. Sono sempre di più infatti le CE che offrono il servizio di self publishing svendendo il proprio nome a scrittori scoraggiati e pronti a tutti pur di realizzare il loro sogno. Una truffa in cui, per l’ennesima volta, lo scrittore diventa la vittima ed è costretto, dopo aver a lungo sofferto sulle pagine del suo manoscritto, a pagare per poterlo vedere su quello scaffale che ora appare con tutte le sue schegge non piallate e i tarli in agguato.

Anche io inseguo, come tanti, il sogno di una pubblicazione e probabilmente anche io verrò sedotta da questa soluzione facile che promette a noi scrittori dell’ombra un pezzetto di immortalità. Ciò che mi sento di dirvi, e di dirmi, è non arrendetevi. “Harry Potter” è stato rifiutato da undici case editrici prima di essere pubblicato ed ora è conosciuto in tutto il mondo. Non smettete mai di mettere in discussione i vostri scritti e non abbiate paura di affrontare il fallimento. Siate umili con le vostre storie, perché esse possono diventare piccoli capolavori solo tra le mani di scrittori pazienti e rispettosi dei tempi. Curate i vostri personaggi giorno dopo giorno, come se fosse una fiore, e vedrete che la vostra dedizione e la vostra passione verrà ripagata.

*Jo

self-publishing