Nuovo anno e nuovi (buoni) propositi: 10 buone intenzioni per il 2020.

L’inizio di un nuovo anno è il momento perfetto per dare una svolta alla propria vita e realizzare quegli obbiettivi e quei desideri che, per un motivo o per un altro, sono rimasti nel cassetto o sono annegati tra le scuse e i “vorrei, ma proprio non posso!“.
In occasione del capodanno è consuetidine fare una lista dei buoni propositi e fissare dei traguardi che, anche se non verranno raggiunti, almeno consoleranno la coscienza con la giustificazione sempre valida che, alla fine, basta il pensiero.

Da questa tradizione non si esimono lettori e booklovers che, tra un cenone e una giocata di tombola, fanno una lista degli obbiettivi da raggiungere in capo ad un anno o stilano le letture che intendono, o sperano, di completare nei 365 giorni +1 a venire.
I propositi sono vari e, spulciando su internet, la rosa dei suggerimenti è infinita; tuttavia, intervistando amici e parenti, siamo riuscite ad individuare i 10 buoni propositi più gettonati dai lettori.

1) Leggere almeno 10 pagine al giorno.
Per molti lettori uno dei più grandi rimpianti e non avere abbastanza tempo da dedicare alla lettura: d’altronde, sia chi studia sia chi lavora, deve fare i conti con uno stile di vita frenetico pieno di impegni, scadenze e altre attività che riducono all’osso i momenti da dedicare alla lettura e a noi stessi.
Con questi presupposti, leggere almeno 10 pagine al giorno può essere tutt’altro che una passeggiata, ma l’importante è non arrendersi e, sopratutto, non pretendere da noi stessi più di quanto possiamo dare in fatto di tempo ed energie.
Leggere deve essere un piacere e mai un’imposizione!

2) Fare una readlist e rispettarla (o almeno provarci).
Quanti di noi, davanti alla libreria traboccante, non ha esclamato almeno una volta “Non ho nulla da leggere!”.
Passando in rassegna i volumi che abbiamo sparsi sugli scaffali, sul comodino, su mensole, tavoli e ovunque i libri possano essere impilati e sistemati; molti di noi vengono presi dall’ansia nel contare quanti di quei libri NON siano ancora stati letti.
I motivi per cui si accumulano romanzi senza leggerli sono svariati: regali indesiderati, acquisti fatti sull’onda dell’entusiasmo, la curiosità per un genere o un autore nuovo, … .
Fare una lista può essere utile non solo per tenere il conto delle letture fatte durante l’anno, ma anche e sopratutto per fare ordine mentale tra i libri letti e quelli che ancora dobbiamo leggere trovando, perché no, il coraggio di prendere in mano quei volumi che fino ad adesso abbiamo lasciato sullo scaffale a prendere polvere.

3) Leggere un classico.
I classici non ispirano mai particolare simpatia soprattutto nei lettori più giovani o in coloro che hanno da poco scoperto i piaceri della lettura: sono lunghi, scritti con uno stile non sempre facile e, sopratutto quando si tratta di romanzi scritti secoli fa, alle difficoltà linguistiche si aggiungono quelle legate ad una cultura che, ai giorni nostri, ci appare superata e a tratti ridicola soprattutto quando vengono trattati temi delicati o di interesse sociale.
Nel scegliere un classico è bene tenere a mente che la scelta non si limita ad autori dei secoli passati, ma è anche possibile optare per scrittori contemporanei che, di conseguenza, trattano temi più comprensibili con un linguaggio sicuramente più familiare.
Altra cosa da considerare è il genere letterario: ogni romanzo, infatti, è alfiere di una corrente che, nei secoli, si è evoluta assumendo nuove tonalità e ampliando le proprie possibilità narrative.
Basarsi sui propri gusti letterari è sicuramente un buon modo per scegliere un classico senza aver paura di annoiarsi o perdere interesse per la lettura.

4) Finire TUTTI i libri accumulati negli anni;
Questo è, forse, il proposito più difficile di tutti: i lettori di lunga data hanno sicuramente un numero non indifferente di titoli in arretrato e leggerli tutti in un solo anno è un’impresa a dir poco titanica.
Naturalmente, poi, questo proposito nasconde tante altre piccole insidie.
Bisogna innanzitutto armarsi di pazienza e buona volontà e resistere alle innumerevoli tentazioni delle librerie non è affatto facile, giacché anche i lettori più esperti rischiano di perdersi e cedere alla tentazione di comprare un altro volume.
Beh, male che vada, ci toccherà aggiungerlo alla pila di libri da leggere nel 2020…

5) Provare gli E-Book e/o gli audiolibri;
Alcuni lettori sono già passati al digitale da molti anni, altri invece sono legati al cartaceo che, per loro, è ancora il solo e vero modo per leggere.
L’editoria digitale ha i suoi pregi: il costo nettamente inferiore di un e-book rispetto a un libro cartaceo non è da sottovalutare; così come la possibilità di ascoltare i nostri romanzi preferiti anche in auto, mentre guidiamo ha il suo fascino.
Insomma, se vi capitano sotto mano testi interessanti in forma di e-book o di audiolibro, vi consigliamo di provarli!
Inoltre, e questa è una nota a piè di pagina, utilizzare gli audiolibri mostrerà alle case produttrici che questo prodotto vende: ciò avrà la conseguenza di permettere a persone non vedenti o con difficoltà dell’apprendimento di scegliere tra una quantità maggiore di titoli.

6) Mettere in ordine la libreria (e mantenere l’ordine);
Ci sono tantissimi modi per ordinare una libreria: l’ordine alfabetico è quello più comune e, forse, più efficace.
Per variare e, quindi, stimolare la fantasia, però, vi suggeriamo alcuni modi alternativi per tenere i vostri libri in perfetto ordine.
Il primo, che va tanto di moda nelle pagine instagram di tutti i bookblogger, è l’ordine per colore. Forse è poco funzionale, ma attira l’occhio e sicuramente stimola il lettore a mantenerlo!
Un altro metodo utile, è quello di dividere i libri per casa editrice: questo regalerà alla vostra libreria un senso di freschezza e innovazione.
Ma, insomma, in qualsiasi modo vogliate sistemare la libreria, quel che conta è che sia funzionale per voi: se anche un mondadori finisce nella sezione feltrinelli, non sarà poi un dramma!

7) Provare un genere letterario nuovo;
Il lettore è, in generale, un animale abitudinario: questo significa che se è legato al genere fantastico sarà difficile mettergli in mano un giallo e viceversa.
Per quanto i gusti personali siano sempre da rispettare, a volte una ventata di aria fresca è quel che ci vuole. Nel 2020, vi suggeriamo di ampliare le vostre vedute, magari lasciando scegliere una vostra lettura futura a un amico che ha gusti anche opposti ai vostri.
Chissà che non ne esca qualcosa di interessante…
Per iniziare, comunque, vi consiglierei di trovare qualcosa che sia a cavallo tra il vostro genere preferito e una nuova scoperta: potrebbe aiutarvi ad evitare cambiamenti troppo bruschi che potrebbero rivelarsi un flop totale.

8) Regalare più libri;
O buoni regalo!
Regalare una buona lettura a qualcuno è una cosa meravigliosa: può aiutare anche le persone meno dedite alla lettura a immergersi in un mondo nuovo e pieno di fantasia.
Un libro però, anche se a noi lettori sembra strano, non è sempre un regalo ben accetto. E’ difficile regalare un libro, per esempio, ad una persona che non ama leggere.
In questi casi, bisogna agire con furbizia: informatevi sui loro interessi e cercate se esiste un libro che tratta di quegli argomenti così da farli ugualmente felici.

9) Usufruire maggiormente delle biblioteche;
Anche se possedere il libro che si vuole leggere è un desiderio cui è difficile resistere, a volte è giusto provarci.
Andare in biblioteca è un ottimo modo per risparmiare, così come leggere e-book o libri che si hanno già in casa, ed è anche un modo per mantenere aperti questi luoghi incantati che, lentamente, stanno scomparendo.
Se, magari, a voi non sembra importante, la biblioteca può essere la salvezza di quei lettori meno fortunati che purtroppo non hanno sufficienti finanze per poter leggere libri comprati di propria mano.

10) NON lasciar scadere i punti delle fidelitycard.
Questo buon proposito vuole essere anche un reminder per quelli di voi che hanno nel portafogli tessere di questa o quella libreria: ricordatevi i punti!
Se siete lettori voraci e avete, nel tempo, accumulato molti sconti, ricordatevi di usarli prima che la vostra tessera scada e debba essere rinnovata!

Qualunque siano i propositi che vi siete prefissiati per il 2020 ricordatevi che le migliori intenzioni non sono mai da intendere come obblighi e che l’importante non è cosa, quando, come o perché si legge, ma semplicemente leggere!

Buon 2020 e buone nuove (o arretrate) letture!

*Jo

“E alla fine c’è la vita”, Conversazione con Davide Rossi

Sugli scaffali italiani ci sono sempre grandi e piccole novità e noi di Arcadia adoriamo presentarvele come si deve.
In questo caso, vorremmo segnalarvi un romanzo uscito da poco e frutto del lavoro della piccola editoria italiana: E alla fine c’è la vita, scritto da Davide Rossi.
Un romanzo che sembra voler conversare direttamente con la nostra anima, mettendoci davanti ai nostri difetti e ai nostri, piccoli o grandi che siano, peccati quotidiani. Attraverso le storie di quattro improbabili protagonisti, l’autore ci racconta la disperazione di un futuro negato ma anche la voglia di vivere e di riscattarsi.

Per l’occasione, Volpe ha deciso di intervistare l’autore, Davide Rossi, che ha gentilmente risposto a tutte le nostre domande.

– Voglio iniziare ringraziandola per il tempo che ha deciso di dedicarci per parlare del suo primo romanzo E alla fine c’è la vita edito da Apollo Edizioni. E’ la sua prima esperienza da romanziere?
Buongiorno, la ringrazio per la splendida opportunità. Si è il mio esordio letterario, un’esperienza fin qui faticosa ma fantastica.

– E ancora, come si è trovato con la realtà editoriale Italiana?
Con la mia casa editrice molto bene, mi hanno lasciato estrema libertà decisionale, sono molto competenti e, per quanto possibile, presenti. La realtà italiana mi è parsa caotica, con libri che spuntano come funghi e autori che scrivono quattro romanzi all’anno. Direi che qualcosa andrebbe rivisto, soprattutto in termini di qualità.

– Dalla sua biografia, dice di aver sempre avuto il cinema e la scrittura come suoi hobby. Da dove sono nati? E cosa l’ha spinta a trasformarli da semplici passioni a un vero e proprio lavoro?
Non ricordo esattamente il momento in cui la passione ha preso il sopravvento sul semplice interesse. Sicuramente la visione quotidiana di film e la continua lettura di libri e, anni fa, di fumetti ha nutrito il mio cervello ed esercitato la fantasia. Oggi è quasi una professione, dedico molto tempo alla scrittura, alla lettura e, quando posso, alla visione di film. Tutto fa parte di un processo creativo atto a sviluppare le proprie capacità artistiche.

– Leggendo la sinossi del suo romanzo, è inevitabile pensare a un testo sia di protesta sia di riscatto. Si parla di temi come l’alcol, la droga e il sesso; di vite perse e aspettative lasciate a marcire tra una festa e l’altra: eppure, alla fine ho sentito profumo di speranza.
E’ stata solo la mia immaginazione? Qual è il messaggio che desidera comunicare con il suo romanzo?

Racconto storie disperate, di ragazzi che dividono la loro esistenza e condividono la rabbia e la disperazione per un futuro che quotidianamente gli viene negato. Dietro una sottile e apparente soddisfazione per ciò che fanno c’è una profonda malinconia per come vivono.
La speranza sta nel tentativo di riscatto, nel cambiamento che cercano di attuare, ma ciò lo compiono più per gli altri che non per loro stessi. Cambiare per vivere ed esistere, una sconfitta o una vittoria? Non saprei, lascerei al lettore la sentenza finale.

– Le piacerebbe raccontarci un po’ dei suoi personaggi? Chi tra Marco, Mario, Marika e Marianna è il personaggio che le sta più a cuore?
Ogni personaggio custodisce dentro di sè una forza intrinseca e una serie di debolezze che me lo fanno amare e lo rendono unico ai miei occhi. Marco è la leggerezza, sognatore e libertino, con questa irresistibile voglia di innamorarsi, ma anche di autodistruzione attraverso qualsiasi sostanza psicotropa; Marianna è una donna forte, dalla personalità apparentemente superficiale, che però nasconde un animo forte e combattivo; Marika è sensualità, debolezza, è l’amore negato e quello vissuto; Mario è un ragazzo fragile, dalla vita impegnata, in cerca di riscatto dalla vita. Tutti sono importanti, insieme rappresentano i ragazzi di oggi, problematici e disorientati, ma allo stesso tempo pronti e battaglieri.

– Parlando proprio della scrittura in sé: qual è la sua più grande fonte di ispirazione? Per il suo romanzo ha preso spunto da storie conosciute o ha lavorato soprattutto di fantasia?
La vita quotidiana è fonte continua di spunti e ispirazione. Nel caso del mio romanzo la lettura, la cinematografia mi hanno aiutato nella scrittura del romanzo, in particolare lo scrittore statunitense B. E. Ellis, vero maestro, la cui opera “Le regole dell’attrazione” mi ha guidato durante la stesura del mio testo.

– Infine, ma non per importanza, dalla sua biografia ho letto che si è occupato spesso di sceneggiature e che una di queste ha avuto particolare successo trovando posto nel lungometraggio Benvenuti a casa Verdi, uscito nel 2013. Ci può parlare brevemente di questa sua esperienza?
Una bella esperienza, perchè ha rappresentato all’epoca per me un punto di arrivo. Il mio più grande sogno era quello di fare lo sceneggiatore, e mi venne proposto di scrivere a sei mani una sceneggiatura che parlasse dell’omonima casa di riposo sita in Milano, i cui ospiti sono tutti musicisti o famigliari di artisti che hanno calcato il palco dell’opera italiana. Devo ammettere che è stato un viaggio all’interno di un mondo che non conoscevo, attraverso a vite fantastiche, accompagnato dalla regista e dall’aiuto regista.

Per ringraziare l’autore del tempo dedicatoci e per salutarvi, lascio la sinossi completa del romanzo nonché il link all’incipit letto da Valter Zanardi. 
Buona lettura!

Marco si sveglia dopo l’ennesima notte di eccessi. Marianna vomita in un bagno dell’università. Mario si ritrova bloccato in un letto di ospedale. Marika finisce a letto con un professore. Tante vite che si bruciano, annientandosi con tutto ciò che è legale ed illegale, alla ricerca disperata di un’altra boccata di ossigeno. – Quale futuro mi riserva la vita?- pensa senza mai dirlo Marco. Osserva Marika, invece della lezione, fantastica su di lei, se ne innamora. Si innamora dell’idea di vita con lei. La insegue durante una delle mille feste, salvo perderla per sempre. Marianna vive la propria vita senza limiti. Si concede ai ragazzi. Ama le griffe, l’estetica, l’apparenza le illude la vita. La realtà le serve il conto facendole scoprire che aspetta un bambino. È innamorata di Marco, ma la loro relazione è finita lasciando dei conti in sospeso fra i due. Ora aspetta un bambino, e pensa sia suo. Mario frequenta l’ateneo da pendolare. Ha un’esistenza quieta e fatta di pochi fronzoli. Ha litigato con Marco perché ha frequentato Marianna. Ora, dopo un malore, la malattia e l’ospedale capisce che la vita è molto di più che tenersi a galla. Marika è una ragazza spagnola, arrivata a Pavia grazie ad uno dei tanti progetti Erasmus. Lavora e studia. Una routine che non le lascia grande spazio per una vita sociale amplia. La rottura con Jorge la spinge ad intraprendere un viaggio nei party bagnati dall’alcol e animati dalle droghe. Finirà in coma dopo un incidente stradale. Si riprenderà qualche giorno dopo, desiderosa di cancellare quella parentesi frenetica dai suoi ricordi. Un caleidoscopio su tante giovani vite, intrappolate dall’ansia di vivere la vita al massimo. Il raggiungimento dell’abisso li spingerà a riemergere, obbligandoli a prendere decisioni drastiche.

*Volpe