Follettiana

.: SINOSSI :.

«Nell’immaginario popolare folletti, elfi e altre minuscole creature fatate hanno sempre avuto un posto speciale. Caratterizzano e incarnano la nostra voglia di meraviglioso, offrono un viatico per la libertà e la fantasia che solo il sogno, le fiabe, i miti, possono donare incondizionatamente, senza bisogno di mediazione che non sia quella offerta dalla nostra capacità di affabulazione. E se anche oggi il progresso, la tecnica e l’industrializzazione hanno affievolito e forse del tutto offuscato il nostro contatto con la natura, la capacità innata e il bisogno dell’uomo di vedere oltre le apparenze c’è ancora, ed è sempre forte. E proprio in questo il magico regno degli esseri fatati ci viene incontro, entrando nelle nostre menti in modo quasi naturale, atavico verrebbe da dire. […] Con questa antologia di racconti classici, scelti tra quelli meno noti e inediti, riportiamo i folletti in una dimensione adulta, restituendo loro la patina di mistero che hanno perso strada facendo; sono storie per lo più inquietanti, che attingono dalla tradizione orale del folklore o che rimandano alla matrice soprannaturale che ne circondava la figura nei tempi passati. E per questo sono storie capaci di far provare un brivido anche nella magia. Troviamo quindi folletti oscuri e folletti bizzarri, pericolosi o semplicemente dispettosi, tra brownie, goblin e monacelli. Tornano “in vita” in 14 racconti che attingono al ricco patrimonio di tutto il mondo, soprattutto britannico, e svelano anche nella narrativa l’intricato rapporto tra la produzione culturale, i miti, e le credenze di ogni popolo e paese. Al centro, comunque, c’è sempre la follettiana di creature multiformi, buffe o repellenti, elfi delle tenebre o elfi della luce, capricciosi o benevoli, fuori dal tempo e dallo spazio, ma capaci ogni volta di farci penetrare con loro in una dimensione altra, lì dove il sogno e la fantasia dominano incontrastati. Entriamo quindi nel regno incantato dei folletti, avventuriamoci in quei luoghi ignoti lontani dal caos e dalla folla, dove poter percorrere sentieri lungo i quali si avvertono le misteriose presenze, dove aleggia un’atmosfera che i più sensibili possono cogliere e riconoscere come un segnale o un avvertimento della presenza nascosta di questi spiritelli, veri e propri genius loci di un mondo che sta sparendo e che soltanto l’immaginazione può tenere in vita.» (dalla prefazione di Pietro Guarriello) La raccolta comprende racconti di Grierson, Bowker, Crofton Croker, Esenwein e Stockard, Blackwood, Hogg, Molesworth, Saki, Lang, Ozaki, Im Bang e Yi Ryuk, Rouse, Roggero, Serao.

.: IL NOSTRO GIUDIZIO :.

I racconti presenti in Follettiana danno una visione d’insieme più ampia sul Piccolo Popolo rispetto a molti altri testi sull’argomento. Questo perché il curatore del volume ha scelto di inserire non solo testi dalla tradizione celtica, come ci si sarebbe potuti aspettare, ma anche dalla tradizione nipponica e coreana. Dal mio punto di vista, questa scelta è vincente: chi come me ha già letto libri come fiabe irlandesi e Fiabe e leggende d’Irlanda può trovare tra le pagine di Follettiana un nuovo e stimolante mondo da esplorare. Insomma, come era già successo con Grimorio, un’altra raccolta edita abeditore a tema stregoneria, la raccolta è riuscita sia a soddisfare il mio bisogno di trovare racconti che appartenessero alla mia comfort zone, sia ad incuriosirmi riguardo tradizioni, storie e leggende che non conoscevo.
La prefazione, abilmente scritta da Pietro Guarriello, è un piccolo saggio riguardo le origini religiose, pagane e non di queste creature che inevitabilmente stimolano la fantasia di grandi e piccini. E’ la giusta guida, assieme ai paragrafi introduttivi che precedono ogni racconto, per orientarsi nella lettura di questo volume.

Lo stile della prefazione è chiaro e lineare anche se a volte tende a scivolare nel didascalico finendo con il provocare qualche sbadiglio, io per prima ammetto di aver dovuto rileggere una pagina perché alla prima lettura mi ero distratta. Le informazioni divulgate sono comunque stimolanti e, se il lettore è sufficientemente interessato all’argomento, bastano per tenerlo incollato alle pagine.
Per quanto riguarda lo stile di ciascun racconto, posso solo dire che non mi sento in grado di giudicare un autore da uno scritto di poche pagine. Alcuni testi, come il brownie di Valferne o la leggenda di knockgrafton, mi hanno non solo coinvolta ma anche piacevolmente divertita; altri, per citarne un paio Il pony delle streghe o il santo e il folletto di pietra, mi hanno lasciata piuttosto indifferente.

Nessuno dei racconti è mal scritto o meno interessante degli altri, ciascuno parla semplicemente in modo diverso ad ogni lettore. Il mio consiglio è di non saltare le introduzioni perché aiutano a capire meglio il contesto in cui i racconti sono stati scritti così come le leggende che ammantano le figure rappresentate.
La raccolta merita un 8/10. E’ un’ottimo testo introduttivo da cui prendere spunto per avventurarsi nel magico mondo del piccolo popolo e delle sue leggende!

*Volpe

Grimorio

.: SINOSSI :.

Nel folclore di tutte le culture, in ogni tempo e in ogni luogo, abita la figura tormentata della strega: una donna dotata di poteri che si credeva le fossero stati donati direttamente dal demonio, con cui era in comunicazione, e che venivano utilizzati per nuocere il prossimo. Sebbene abbia origini antichissime, in occidente la figura della strega conosce il suo periodo più terribile a partire dal 1200, quando la Chiesa comincia a far circolare i primi documenti che attestano la presenza di donne dedite al culto del maligno e iniziate alle arti magiche. Da quel momento fino al XVII secolo, le donne considerate “pericolose” o “disturbanti” per la comunità venivano accusate di stregoneria, torturate e messe al rogo. Nell’Ottocento, però, il personaggio della strega viene rivalutato grazie ad alcune opere storiche e letterarie.

Grimorio non ha altra pretesa se non proprio quella di raccogliere testimonianze e racconti su questa figura magica troppo spesso denigrata ingiustamente. Curioso notare come numerosi testi presenti in questo volume siano stati scritti proprio da autrici, spesso sotto pseudonimo maschile. Alcuni racconti avranno come protagoniste le streghe in carne e ossa, in altri la loro presenza sarà solamente un velo impalpabile che cala sui protagonisti inconsapevoli tramite qualche sortilegio o qualche magia. Documenti e testimonianze storiche saranno una parte importante di questo libro, per mostrare cosa accadeva per davvero durante i processi di stregoneria e le condanne inflitte alle accusate.

.: IL NOSTRO GIUDIZIO :.

Una combinazione vincente di racconti, lettere estrapolate dall’epistolario Demonologia e Stregoneria di Sir Walter Scott e splendide illustrazioni accoglie il lettore deciso a gettarsi a capofitto tra le pagine di Grimorio.
Il testo, che vale la pena di essere acquistato e letto anche solo per la splendida e dettagliata prefazione di Giulia Ciarapica, è un tuffo nella storia della stregoneria analizzata tramite racconti d’autore e brani estrapolati da opere più lunghe. Si tratta di un libro diviso in sezioni, ciascuna dedicata ad un preciso aspetto della stregoneria dalle congreghe, le “coven” all’inglese, fino alle figure contraddittorie dei cacciatori di streghe cui sono dedicati tre racconti piuttosto forti che mi hanno colpita nel profondo.
Sono le lettere di Sir Walter Scott a introdurre ciascun argomento: l’autore, con una penna meravigliosa, è la vera guida del testo. Walter Scott racconta la stregoneria con l’occhio di uno scienziato attento e critico, e l’autore non risparmia niente a coloro che, venuti prima di lui, hanno accusato e torturato persone che lui ritiene evidentemente innocenti. Uno dei pregi più grandi di Grimorio è stato quello di incuriosirmi riguardo questo autore e penso proprio di recuperare al più presto il suo epistolario, sempre che sia reperibile.

Altrettanto interessante è stata la premessa di Ciarapica: lo stile è semplice, didascalico eppure mai banale o noioso. Il ragionamento dell’autrice si segue con facilità e curiosità tanto che alla fine si ha quasi la sensazione che la premessa sia durata troppo poco.
Con la sua premessa, Ciarapica è riuscita non solo a incuriosirmi riguardo al tema in oggetto ma anche rispetto ad altre opere, tra le quali Donne che corrono coi lupi, da lei citate per spiegare, e a volte smontare, credenze e stereotipi che caratterizzano la figura della strega.

L’argomento stregoneria è affrontato quindi sia in maniera diretta sia in maniera indiretta tramite i racconti selezionati dagli editori.
Dare un giudizio su un insieme tanto abbondante e vario di autori non è solo difficile ma è anche scorretto: i racconti provengono da epoche diverse, paesi diversi, culture diverse e sono passati tra le mani di traduttori diversi che sono quasi sempre riusciti a rendere loro giustizia, pur con qualche eccezione. La scelta dei racconti comunque è buona, anche se a volte un po’ caotica: accanto a racconti prettamente horror come possono essere il gatto nero, di Escamilla, o la strega della palude, di Marriot-Watson ce ne sono altri più leggeri e con una morale ben evidenziata che li fa rientrare nella categoria di racconti dedicati all’infanzia, come ad esempio Testadipiuma, di Hawthorne.

La raccolta è stata curata benissimo: è di gran valore per chi desidera avvicinarsi all’argomento stregoneria partendo da un testo leggero e poco impegnativo.
A mio giudizio, la raccolta si merita un 9/10. Le illustrazioni, splendide incisioni disseminate qua e là e sempre a tema con il racconto o l’argomento trattato nella loro sezione, così come la cura dell’edizione rendono il libro un piccolo gioiello.
Mi sento di consigliare a coloro che desiderano approfondire il tema stregoneria due romanzi: il primo è Io sono la strega di Marina Marazza e il secondo Sortilegi di Bianca Pitzorno.

*Volpe

In musica suonano meglio

IN MUSICA SUONANO MEGLIO

Autore: Paolo Colombo
Casa editrice: Abeditore
Anno: 2016

.: SINOSSI :.

Esistono numerosi vocaboli che posseggono significati diversi nell’accezione musicale e nel lessico quotidiano. Chissà per quale disegno del destino, spesso questi termini risultano positivi nel contesto musicale, ma negativi altrove. Parole come rubato, ictus, capriccio, distorsione, frottola, ritardo, imbroglio, indubbiamente detengono un nobile significato in musica, mentre nel discorso quotidiano rimandano a nefandezze di ogni genere. Da qui lo spunto per un divertente ricamo, spesso paradossale, qua e là irriverente, creato con la sovrapposizione delle diverse accezioni. Una lettura leggera.

.: IL NOSTRO GIUDIZIO :.

Attirata dalla sinossi, dalla splendida copertina e speranzosa di riuscire a farmi una, seppur modesta, cultura musicale, ho acquistato questo breve volumetto con aspettative altissime.

Purtroppo, come spesso succede quando si ripone troppa fiducia in qualcosa di totalmente sconosciuto, sono rimasta insoddisfatta.
Il libro si propone di analizzare alcuni termini che in musica hanno un significato positivo mentre nel linguaggio comune hanno, o per meglio dire dovrebbero avere, un senso negativo. Ecco, il problema principale è che l’autore non fa quello che si è prefissato come obiettivo
Pur trattandosi effettivamente di un piccolo dizionario di termini musicali, le differenze tra il linguaggio della musica e il linguaggio quotidiano sono quasi del tutto assenti oppure i nessi tra i due usi sono facilmente intuibili anche a chi, come me, è assolutamente ignorante in materia musicale.

Ogni vocabolo è accompagnato da una “spiegazione” dell’autore che non è altro che un commento dai toni forzatamente divertenti che crea doppi sensi infantili (vi lascio intuire quali interessanti cose avesse da dire sul termine “sega” o “bocchino”) o attacchi più o meno randomici alla politica italiana.
Il risultato è che sembra di avere tra le mani un libro scritto da un adulto che prova a fingersi un ragazzino e che, nel tentativo di scatenare una risata, risulta solo un molto triste.

Onestamente non sarei in grado di dare più di un 5/10 a questo volume. Salvo in toto la parte strettamente informativa, che poi è un mero copia-incolla dal dizionario, e metto invece alla gogna i commenti che ho trovato inappropriati e spesso assolutamente ridicoli. Avrei di gran lunga preferito che le riflessioni dell’autore fossero una spiegazione, magari ricca di aneddoti, del come quella determinata parola si sia conquistata un posto nel linguaggio musicale: insomma, avrei dato più valore alla qualità dei commenti rispetto che alla quantità dei vocaboli.
Una nota di merito va all’editore che ha saputo dare una veste meravigliosa al libro: come sempre la stampa è ottima e il volume è di una certa qualità, almeno dal punto di vista fisico. Io sono una grandissima fan di Abeditore, che ha un catalogo che giudico davvero ottimo, ma con questo libro hanno davvero toppato.

*Volpe

Piccola Guida Tascabile agli animali pericolosi in letteratura

PICCOLA GUIDA TASCABILE AGLI ANIMALI PERICOLOSI IN LETTERATURA

Autore: Antologia di più autori
Casa editrice: ABEditore
Anno di edizione: 2019

.: SINOSSI :.

A vederlo così, un libro è l’immagine della tranquillità, ma non tutti i suoi abitanti rispecchiano la sua placida natura. Perché lupi, serpenti, ragni e altri abomìni non abitano solo tra i merli diroccati di antiche torri, o nelle tremende selve dimenticate; essi sono soprattutto frequenti tra le pagine ingiallite di splendidi racconti, spesso dimenticati. Esistono terre abitate da creature abominevoli; altre, docili all’apparenza, lo diventano allo scatenarsi di forze oscure. E questa magica energia plasmatrice altro non è che la scrittura. E allora cosa aspettate? Questo libro è per noi, Indiana Jones in bermuda, Jacques Cousteau in ciabatte e calzini, Lara Croft con copertina termica e guantini. Per sopravvivere anche alle più spaventose creature che la natura (o la letteratura) abbia immaginato… senza bisogno di alzarsi dal divano.

.: IL NOSTRO GIUDIZIO :.

Una piccola antologia, composta da poco più di cento pagine, che trasporta il lettore nel misterioso mondo della letteratura gotica.
I racconti selezionati sono tutti di autori noti ed affermati, dei maestri del gotico che hanno tutto da insegnare e nulla da invidiare. Per completare meglio questa brevissima guida, ogni racconto è accompagnato da una breve spiegazione riguardo l’animale pericoloso preso in considerazione: una piacevole chicca che, da lettrice curiosa, ho apprezzato.

L’unica nota negativa di questo testo è che il racconto dell’unico autore italiani non ha, naturalmente, subito un lavoro di ammodernamento come invece è accaduto con i testi tradotti da altre lingue.
Il risultato è stato che leggere quel particolare racconto è stato davvero difficoltoso: era infarcito di termini desueti che non tutti conoscono e non sempre di facile comprensione. Avrei apprezzato la presenza di una o più note al testo che potessero aiutare ogni lettore, a prescindere dal loro bagaglio culturale e di istruzione, a comprendere al meglio il racconto e ad apprezzarlo in tutta la sua bellezza.

Il mio voto per questo librino è un 8/10. Mi è piaciuta la selezione dei racconti, tuttavia il lavoro della casa editrice era ridotto al minimo e avrei apprezzato una presenza più incisiva del loro lavoro che avrebbe reso il testo unico e memorabile.
Consiglio il libro a chiunque ami il gotico (magari facendo attenzione che non presenti troppi racconti che avete già letto, se siete veri appassionati del genere) e anche a chi desideri avvicinarvisi: nessuno dei racconti è eccessivamente terrificante.

*Volpe