Lo scatto giusto ~ Bookstagram for desperate bookstagrammers

Sono molti gli scogli che un bibliofilo deve affrontare nel momento in cui decide di condividere la propria passione per i libri su un social come può essere Instagram. Per prima cosa occorre avere chiaro il motivo per cui si decide di aprire un profilo e quali obbiettivi ci si prefigge (fare nuove amicizie, condividere le proprie letture, ottenere collaborazioni con grandi e piccole case editrici, etc…); una volta definito ciò si può avere la sensazione che il peggio sia ormai alle spalle e, invece, è proprio quando si hanno le idee chiare che iniziano i problemi.

Una volta definiti motivazioni e obbiettivi, infatti, inizia la parte operativa in cui si comincia a pensare alla forma da dare ai propri contenuti (oltre ad altri importantissimi dettagli che, tuttavia, non verranno trattati in questo articolo). Spesso, soprattutto quando si è alle prime armi, l’istinto spinge i bibliofili alla scoperta del bookstagram a cercare profili affini facendosi aiutare dagli ashtags o spulciando qua e là tra i numerosi account che Instagram consiglia in automatico in base alle informazioni inserite dall’utente. L’avventurarsi tra i milioni di profili e post pubblicati quotidianamente in tutto il mondo da migliaia di utenti può essere fonte di ispirazione, ma anche creare tanto sconforto in chi, per esempio, vorrebbe poter ricreare delle estetiche particolari ma sente di non avere i mezzi necessari per farlo.

Questa breve guida è proprio rivolto a chi, scrollando per l’ennesima volta la home di Instagram, ha pensato di abbandonare il proprio profilo perché ritiene che le sue foto non saranno mai belle come quelle degli altri.

Qual è la mia estetica?
Chiunque utilizzi, in maniera più o meno assidua, Pinterest ed Instagram ha sentito parlare almeno una volta di “aesthetics” (=estetiche): fotografie e composizioni scattate rispettando una serie di regole che cambiano a seconda dello stile che si è scelto di utilizzare.
Regina indiscussa delle estetiche è quella Dark Academia, caratterizzata da tonalità scure e che hanno per soggetto ambientazioni da università inglesi, biblioteche o luoghi dove regnano atmosfere sospese tra il gotico e il romantico; ma, spulciando su internet, ci si può imbattere in estetiche cottagecore (caratterizzate da paesaggi e oggetti della vita rurale/a contatto con la natura), witchcore (incentrate sulla magia e la stregoneria) e via discorrendo.
Questa varietà di estetiche può in un primo momento confondere le idee; tuttavia, osservando meglio il fenomeno e avventurandosi nei suoi risvolti meno conosciuti, è possibile trovare tra i vari stili fino ad ora scoperti quello più adatto non solo ai propri gusti, ma anche al materiale di cui si dispone e alla palette di colori che ci offre l’ambiente in cui presumiamo di scattare le nostre fotografie.

Non tutto ciò che luccica…
A meno che uno non abbia la fortuna di abitare in un maniero inglese, tra scaffali di mogano e libri rilegati in pelle di animali ormai estinti, guardando Instagram e Pinterest si è portati a pensare che requisito sine qua non per fare delle belle foto sia avere a disposizione una grande varietà di oggetti scenici (anche detti props n.d.r) possibilmente antichi e dall’aspetto non proprio economico.
Attenzione! Costoso non vuol dire per forza bello e, spesso, la vera bellezza sta nella semplicità.
Per ricreare certe atmosfere, infatti, librerie di legno pregiato ed antiche edizioni non sono per forza obbligatori e, spesso, una federa bianca è tutto ciò che serve per cominciare ad assemblare la propria composizione.
Se siete alla ricerca di oggetti vintage e reperti archeologici vari ed eventuali, scoprirete che i mercatini dell’usato sono delle vere e proprie miniere d’oro. Se avete la sfortuna, come la sottoscritta, di abitare lontano da qualsiasi manifestazione di questo tipo, allora vi consiglio di aprire tutti i cassetti e le vetrinette che avete in casa: spesso e volentieri, a nostra insaputa, nascondiamo proprio sotto il nostro naso, piccoli tesori: gioielli, ninnoli, cartoline ed altre cianfrusaglie che possono tornare molto utili quando si tratta di allestire un set fotografico dal sapore nostalgico.
Rovistare in armadi e soffitte, inoltre, vi permette di dare un tocco di originalità ai vostri scatti inserendo oggetti che solo voi avete e che, per questo, aiuteranno i vostri visitatori a collegare determinate foto al vostro profilo. Spesso, infatti, la sensazione che si ha guardando foto estremamente ricche di elementi, per quanto belle, è quella di non riuscire a distinguere quale profilo abbia scattato quale foto. Inserendo, invece, un oggetto vostro personale avrete la garanzia di imprimergli un segno particolare; basta davvero poco: un piccolo soprammobile, un gioiello, un accessorio o un segnalibro a cui siete particolarmente affezionati.

Una tavolozza… di guai
Avete individuato qual è la vostra estetica? Bene. Ora inizia il bello.
Come abbiamo detto ciascuna corrente è caratterizzata dalle proprie tinte, tuttavia non basta avere chiaro questo dettaglio per avere la sicurezza di fare “lo scatto perfetto”. Una composizione che si rispetti deve seguire determinate regole: disposizione degli oggetti, grandezze, e colori. Spesso la tentazione è quella di mettere sul piano tutto ciò che si ha affidandosi al proprio istinto e gusto personale, ma, a meno che van Gogh non si sia reincarnato in uno di voi, andare a naso non è mai la scelta più saggia.
Optare per uno sfondo neutro (un asciugamano o una federa bianca serviranno bene allo scopo) è un buon punto di partenza, a questo punto concentratevi sull’oggetto che volete far risaltare e sui suoi colori: le copertine dei libri, in questo senso, sono sempre diverse e di conseguenza le combinazioni possibili sono tantissime.
Una volta scelti i colori su cui volete concentrarvi, raccogliete tutti gli oggetti che presentano le stesse tonalità, o sfumature, che avete deciso di usare e iniziate a sistemare la vostra composizione.
Come già abbiamo detto: per fare una bella foto non è necessario avere oggetti costosi o vintage; non mettete limiti alla vostra fantasia! Colori (matite, acquarelli, pennarelli,…), rocchetti di filo da cucito, cartoline, cosmetici, libri, …; tutto può essere utilizzato e con poco sforzo, e zero spese, potrete arrangiare una bella fotografia.
Se, invece, non avete a disposizione uno sfondo neutro, allora dovrete lavorare sulla palette (=tavolozza di colori) ottenuta accostando l’oggetto della vostra fotografia e allo sfondo. A questo scopo, Canva mette a disposizione uno strumento online che permette di estrapolare da qualsiasi foto la palette dalla quale partire per scegliere il colore, o le sfumature, degli oggetti da utilizzare nella composizione.

Lo sapevi?
Avete finalmente preparato la vostra composizione e siete soddisfatti del risultato, tuttavia, il vostro entusiasmo scema quando, guardando la foto nel vostro telefono, vi accorgete che non è nemmeno lontanamente paragonabile a quelle che si trovano su internet: la luce non è quella giusta, i colori sembrano troppo spenti (o troppo sgargianti), … . Che fare? I più arditi, a questo punto, solitamente ricorrono ad un software online per il fotoritocco, ma raramente questa soluzione permette di avere risultati soddisfacenti al primo colpo e le cose non migliorano se si spera di poter aggiustare lo scatto attraverso l’editor di Instagram.
Vi svelo un trucchetto per fare delle belle fotografie “buona la prima”. Aprendo la fotocamera del vostro cellulare troverete il simbolo di una bacchetta magica e, cliccandovi sopra, accederete ad una galleria di filtri preimpostati nel vostro telefono a cui, volendo, potete aggiungerne di vostri caricando un’immagine ed estrapolando da questa: colori, contrasto, saturazione, luminosità, etc… . Una volta scattato con questa modalità vi basterà regolare manualmente le caratteristiche che non vi soddisfano per avere una foto bella come quelle su internet.

La regola d’oro
A prescindere da ciò che si può vedere su Pinterest e Instagram, è bene ricordare che il segreto per avere un profilo bello ed originale è fare ciò che ci piace trovando un modo personale ed unico per raccontare chi siamo e quali sono le cose che ci appassionano. La tecnica è importante (importantissima!), ma il vero motore di un profilo bookstagram di successo e mettere passione in tutto quello che si fa.

*Jo

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