Guida alle letture estive: quando i ragazzi non vogliono leggere.

L’estate è arrivata e con essa tornano le gioie e i dolori di quella che, per molti, è la stagione più bella e la più agognata durante i lunghi mesi freddi. Uno dei temi caldi delle vacanze, soprattutto quelle estive, è quello dei famigerati “compiti delle vacanze”: un fardello composto da pagine, temi ed esercizi che da generazioni grava sulle spalle di studenti di qualsiasi ordine e grado. Risolti problemi come “ferie al mare o in montagna?” e le diatribe sull’utilizzo smodato dell’aria condizionata quello dei compiti estivi resta uno degli argomenti più controversi, e fonte di litigio, per le famiglie e, puntualmente, si creano fronti contrapposti tra chi invoca una tregua dalle consegne almeno nei mesi caldi e chi, invece, le ritiene necessarie per mantenere il cervello “allenato”.

Uno dei maggiori scogli con cui genitori e figli devono scontrarsi è la temutissima lista delle “letture estive”: un elenco di libri scelti dal professore di italiano da cui lo studente deve selezionare un numero di titoli compreso tra cinque e infinito. Per le piccole Hermione Granger babbane dover leggere “solo” cinque libri non è affatto un obbligo, ma non tutti amano leggere e, ammettiamolo, durante i mesi estivi ci sono attività molto più interessanti da svolgere. Ecco quindi qualche idea per invogliare i vostri ragazzi a leggere o, almeno, fargli pesare meno questo compito.

LE LISTE DEI TITOLI
“Lista o non lista? Questo è il dilemma?” direbbe Shakespeare se fosse un docente all’indomani delle vacanze estive e, infatti, stilare una lista di titoli non è facile né per chi la compila né per chi poi dovrà spulciarla e scegliere.
I canoni da rispettare sono molti e, spesso, anche in contraddizione tra di loro: deve essere lunga, ma non troppo, comprendere generi diversi, ma avere comunque una scrematura (sia mai che un bambino delle elementari si ritrovi a leggere 50 sfumature di grigio!), deve avere autori italiani, ma anche stranieri, deve contenere libri da qualche centinaio di pagine, ma anche piccoli mattoni,… .
L’errore più comune fatto dai docenti è quello di inserire in queste liste titoli classici o acclamati dalla critica: una scelta sicuramente facile e che evita agli insegnanti di incastrarsi in situazioni scomode, ma che non sempre incontra il gusto dei lettori, soprattutto se giovanissimi, che a Tolkien preferiscono J.K. Rowling e a Stevenson Suzanne Collins (arriverà anche per loro il momento per apprezzarli, non temete).
In molti, negli anni, si sono chiesti se, alla famigerata lista, non fosse preferibile lasciare carta bianca ai ragazzi sulle letture da fare: un’opzione che ha sicuramente pregi, ma che, purtroppo, può essere mal sfruttata dai soliti furbetti che, alla fine delle vacanze, tornano sui banchi di scuola con all’attivo la lettura di dieci libri diversi…. da cinquanta pagine l’uno.

TOPI DI BIBLIOTECA O LUCERTOLINE DA SPIAGGIA?
Una volta scampata, o fatta pace, con la lista dei libri (d’ora in avanti abbreviata in “la lista”) non resta che scegliere le letture da fare.
Se a casa avete un piccolo topolino di biblioteca il compito risulterà relativamente facile: molti lettori, infatti, approfittano della pausa estiva per dedicarsi a quei libri che, per mancanza di tempo o perché un po’ più impegnativi, non hanno potuto leggere durante i mesi invernali; questo problema potrebbe ripresentarsi qualora abbiate a che fare con un/a ragazz* che aspettava le vacanze per dedicarsi alle sue letture arretrate e che per questo storcerà il naso davanti alla famigerata lista e agli obblighi da lei imposti. Che fare? La cosa migliore è cercare di mediare tra dovere e piacere; cercate insieme i titoli che sembrano combaciare maggiormente con gli interessi di vostr* figl* e offritegli questo compromesso: un libro dalla lista e uno dalla sua TBR (=libri da leggere, dall’inglese “to be read”); per non “disprezzare” le sue letture “fuori lista” potreste proprorgli di fare anche per quelle una scheda di lettura da presentare al professore con la scusa di fargli conoscere titoli nuovi.
E se, invece di un topo di biblioteca, avete in casa una lucertolina da spiaggia? Che fare?
Questo è stato, per tutti gli anni delle scuole, il bivio davanti a cui si trovava puntualmente mia madre ad ogni chiusura dell’anno scolastico: da una parte io (che volevo leggere quello che piaceva a me), dall’altra mia sorella (che fugge dai libri come i gatti dall’acqua).
Il punto di partenza è lo stesso: gli interessi del/la ragazz*. Non devono per forza essere interessi letterari, ma si può prendere ispirazione dai suoi hobbies e dalle sue passioni. Sapete, per esempio, che dietro ai videogiochi (E all’omonima serie Netflix) di The Witcher, c’è una saga letteraria? Andando in libreria non focalizzatevi unicamente sulla lista (spesso compilata in modo da prendere dentro tutti e nessun genere in particolare con gravi effetti sulla qualità della stessa); lasciate che la vostra “lucertolina” si aggiri tra gli scaffali e scelga da sé qualche titolo e proponete, anche in questo caso, un compromesso: per ogni libro in lista uno a piacere. Non esagerate e, soprattutto, non ridicolizzate le sue scelte e le sue letture (a meno che non sia l’ennesima biografia del 15enne youtuber o ticktocker di turno; in quel caso intervenite!); ciò che magari per voi è semplice e naturale come respirare, per un non lettore può risultare difficile se non addirituttra pesante e frustrante se i suoi sforzi non vengono adeguatamente riconosciuti. Non si sta parlando di erigere un monumento ogni volta che vostr* figli* termina un libro, ma solo di riconoscerle il lavoro che ha fatto dedicandogli, per esempio, tempo per parlare di ciò che ha letto favorendo una discussione: cosa gli è piaciuto o meno, qual era la morale della storia, vorrebbe leggere altri libri così, etc… . Non c’è niente di peggio che portare a termine un lavoro gravoso e non vedere i propri sforzi riconosciuti.

PRIMA IL DOVERE E POI IL PIACERE
Una volta usciti dalla libreria con il vostro bottino di libri e una scorta di buoni propositi, sorgerà una nuova domanda: come gestire le letture? La cosa migliore è lasciare che i ragazzi si organizzino in autonomia (tenendo conto degli altri compiti assegnati dai professori per le vacanze). Sarebbe bello, ma non sempre funziona; ecco quindi qualche consiglio (per par condicio inizieremo dalle lucertole da spiaggia).
A prescindere che siate o meno lettori, dovete ricordare che per vostr* figli* leggere non è la più entusiasmante delle esperienze, può darsi che un giorno lo diventerà, ma per il momento state concentrati sul presente. Una delle cose più frustranti che possono capitare in estate è vedere gli altri divertirsi mentre voi dovete stare piegati sui libri, cercate quindi di far coincidere il momento della lettura (e perché no anche dei compiti) con momenti della giornata in cui voi per primi siete impegnati con qualche compito noioso come le faccende o qualche mansione pesante.
Se, invece, siete tra quei genitori a cui piace fare i mestieri la mattina presto per avere la giornata libera, potete allora utilizzare il rinforzo positivo promettendo, al termine di un periodo di lettura/studio un’esperienza piacevole come un giro in bicicletta o qualche altro divertimento ricordando, però, che ogni promessa è debito!
Se avete più figli, e siete disperati, potete utilizzare la tecnica “neutralizza il terrorista”: fate attenzione, però, a non abusare di questa strategia perché vi si potrebbe ritorcere contro. Che cos’è un terrorista? Quando si parla di gruppi, il terrorista è quella figura che vuole fare le cose a modo suo a qualunque costo (da non confondere con il polemico che è noioso ma innocuo): non importa se si tratta di una gita, un gioco o di una situazione di vita o di morte; il terrorista vorrà fare di testa sua creando agitazione e scompiglio tra gli altri membri del gruppo (nel vostro caso il terrorista è il/la figli* che non vuole studiare/leggere). Discutere con il terrorista non vi porterà a nulla, giocate quindi d’astuzia rivolgendovi agli altri membri del gruppo mostrando la ricompensa che gli spetta se tutti faranno l’attività da voi proposta (che sia studiare, leggere o anche solo fare silenzio), ma anche le conseguenze che la disobbedienza di uno avrà sul resto del gruppo.
L’esempio più classico può essere il seguente:

Se finite i vostri compiti entro un’ora, dopo andiamo a prendere un gelato/al mare/al luna park/in piscina/a fare una passeggiata/ etc…

Il terrorista, in un primo momento, sarà comunque portato a fare i comodi suoi, ma se il premio promesso è davvero allettante allora saranno gli altri membri del gruppo a censurare la “testa calda” di turno e con un po’ di fortuna riuscirete ad ottenere il risultato sperato.
Le cose potrebbero non essere semplici nemmeno per chi si ritrova a fare i conti con un topolino di biblioteca. La tentazione più forte a cui vostr* figli* dovrà resistere è quella di tuffarsi a capofitto nelle sue letture arretrate (la famosa TBR di cui parlavamo prima), lasciando per ultimi i libri della lista. Altra possibilità è che il/la ragazz* si riproponga di leggere più libri contemporaneamente: una tendenza molto pubblicizzata sui social, ma che spesso non permette di concentrarsi a dovere sui libri in lettura dedicando a ciascuno di essi il tempo necessario.
Anche in questo caso il rinforzo positivo può essere il vostro miglior alleato per risolvere la situazione. Non deve essere il motto dell’estate, ma non è male ricordare ai ragazzi il vecchio adagio “prima il dovere e poi il piacere”: se vedete vostr* figli* indugiare o dilungarsi eccessivamente su una lettura “dalla lista” potete sempre ricordargli che, finché non avrà finito uno dei titoli proposti dal professore, non potrà leggere uno dei suoi libri. Di solito i ragazzi a cui piace leggere (e studiare), hanno un senso del dovere e della responsabilità più alto rispetto ai loro compagni ed è su questo che dovete far leva senza tuttavia diventare didascalici o sminuendoli.

UN INVESTIMENTO IMPORTANTE
Spesso uno degli ostacoli maggiori alla lettura è il prezzo, a volte esorbitante, dei libri. Sopratutto alcune edizioni, con copertina rigida, sovracopertina, etc., possono raggiungere cifre davvero alte per un oggetto che verrà sballottato in vari borsoni, portato al mare ed esposto al rischio di schizzi di gavettone e tuffi a bomba.
Davanti a questo fattore molte persone preferiscono desistere e si arrendono preferendo risparmiare quei soldi per altri investimenti (una scelta che, spesso, non è indolore e che per questo motivo non deve mai essere giudicata da chi al contrario può permettersi di spendere per acquistare libri nuovi ad ogni pié sospinto). Che fare?
Per prima cosa è importante insegnare ai propri figli il senso e il valore dell’oggetto che hanno tra le mani e del denaro.
Se sono molto piccoli potreste dire loro che con i soldi del libro si potrebbero, per esempio, comprare dieci pacchetti di figurine. In base al valore da loro dato al secondo termine di paragone, potranno quindi capire quanto costoso sia un libro.
Fatto ciò è importante resposabilizzarli: spiegare loro che i libri della scuola non sono giocattoli, ma sono fragili e per questo bisogna trattarli con cura senza bagnarli né usarli per scarabbocchiarli o colorare. Una volta fatto comprendere loro il peso economico di un libro, potete procedere con l’acquisto.
In simili occasioni siti come Libraccio possono rivelarsi delle miniere d’oro: il catalogo, infatti, propone testi usati a prezzi contenuti e proporzionati alle condizioni in cui viene venduto il libro (se manca la sovracopertina o ha qualche pagina rovinata il prezzo è più basso); e anche piattaformi più grandi, come Amazon, hanno iniziato a proporre l’opzione “usato come nuovo”. Comprare usato, inoltre, non è sinonimo di povertà né deve essere intesa come un’alternativa umiliante: comprando usato, infatti, si evita che qualcosa ancora funzionante (o in questo caso leggibile) venga buttato via con uno spreco non indifferente di carta e materiali. Comprare usato, quindi, è sinonimo di ecologico; per non parlare delle sorprese che un libro di seconda mano può rivelare: note, segnalibri, pensieri a bordo pagina rimangono spesso incastonati tra le pagine dei libri senza che i precedenti proprietari se ne accorgano.
Sempre in tema di economia, quanta confidenza avete con il booksharing? Spesso, nelle città e in alcuni centri commerciali, sono presenti angoli dedicate al booksharing dove persone lasciano libri in cambio di altri libri. Trovare titoli adatti ai ragazzi in questi posti è spesso difficile, ma specie alle elementari e alle medie è possibile organizzare, d’accordo con gli altri genitori, un programma di booksharing di classe condividendo, una volta stabilite alcune regole, tra compagni i libri proposti dall’insegnante.
Un’alternativa valida al comprare usato può essere la biblioteca: soprattutto nelle grandi città, infatti, il catalogo delle biblioteche è sempre aggiornato e si possono trovare anche più copie di uno stesso romanzo (o comunque richiederne una in prestito da un’altra biblioteca a un costo decisamente inferiore al prezzo di copertina). Le biblioteche, inoltre, esercitano da sempre un certo fascino anche sui non lettori: il labirinto degli scaffali, il silenzio irreale, uomini e donne capaci di trovare, in mezzo a centinaia di volumi, il libro che state cercando, …; abituare i propri figli a frequentare le biblioteche non è solo una soluzione economica al dover comprare i libri a cui sono interessati, ma è un modo per valorizzare un servizio pubblico spesso poco considerato.
Se, invece, non potete proprio esimervi dall’entrare in biblioteca potreste pensare di aderire ai programmi fedeltà promossi dalla stessa: spesso, infatti, ai nuovi membri vengono offerti sconti già dal primo acquisto e i punti cumulati hanno spesso valore annuale così che, alla chiusura del prossimo anno scolastico, potrete acquistare altri libri con ulteriori sconti.
Un’opzione ancora non molto gettonata e guardata con un certo disprezzo dai lettori “vecchio stile” è quella costituita dagli e-book: non solo, solitamente, hanno un prezzo inferiore rispetto al formato cartaceo, ma alcune case editrici mettono gratuitamente a disposizione alcuni dei loro titoli, per non parlare di programmi come KindleUnlimited che permette di scaricare ad un prezzo ridotto, se non addirittura gratuitamente, molti dei titoli presenti su Amazon; certo, per quest’ultima opzione è necessario possedere un kindle, ma a volte l’acquisto del dispositivo può risultare più economica dell’acquisto delle diverse edizioni cartacee. A prescindere che possediate o meno un Kindle, gli e-book non sempre necessitano di dispositivi dedicati per essere letti e si possono trovare (o convertire) facilmente in pdf in modo da poterli leggere anche su tablet o sul telefono (anche se questa seconda opzione non è particolarmente salutare per gli occhi).

ASSI NELLA MANICA
Avete ancora qualche dubbio o non avete trovato l’idea che fa per voi? Ecco allora i nostri ultimi consigli.
Avete presente le ciliegie? Avete presente il detto “una tira l’altra“? Se, miracolosamente, il vostr* figli* lucertolina da spiaggia dovesse appassionarsi a un libro, potreste informarvi se il titolo fa parte di una saga e, nel caso, provare a procurarvi, una volta sicuri del reale interesse di vostr* figli*, anche gli altri titoli della saga.
Se, invece, è il topolino di biblioteca a litigare con la lista potreste cercare un compromesso con il professore di italiano (all’insaputa di vostr* figli* in modo da non sminuire l’importanza dei compiti assegnati) proponendogli di accettare tra le schede da presentare anche alcune fatte sulle letture spontanee fatte durante i mesi estivi.
A prescindere che abbiate figli topolini o figli lucertoline, ricordatevi il valore che ha l’esempio dato dai genitori: che siate o meno dei lettori accaniti, vedere con quanto impegno vi dedicate anche ai compiti meno piacevoli (mostrando oltretutto i buoni frutti che da questo raccogliete) ispirerà i vostri figli creando in loro un desiderio di buona emulazione. Se, invece, siete voi per primi dei divoratori di libri cercate di trasformare il momento della lettura in un’esperienza condivisa. Potreste, per esempio, proporre di leggere insieme lo stesso libro (aggiungendo una gara a chi fa meglio le voci) oppure proporre di leggere nello stesso momento ognuno il proprio libro. Spesso i lettori amano leggere in determinati luoghi della casa a determinati orari (sì, siamo abitudinari come la luna) ritagliandosi un momento che, agli occhi esterni, si permea di mistero stuzzicando la curiosità dei “non addetti alla lettura”. Proporre ai ragazzi di condividere uno spazio e del tempo li farà sentire speciali (esattamente come si sentirebbe un lettore invitato dal suo autore preferito a prendere un caffé a casa sua) perché coinvolti in qualcosa da cui prima erano esclusi.

*Jo