E così volete aprire un blog. Consigli e suggerimenti di due bookblogger dilettanti ma non troppo

Sono molti gli scogli che un bibliofilo deve affrontare nel momento in cui decide di condividere la propria passione per i libri su un social come può essere Instagram. Per prima cosa occorre avere chiaro il motivo per cui si decide di aprire un profilo e quali obbiettivi ci si prefigge (fare nuove amicizie, condividere le proprie letture, ottenere collaborazioni con grandi e piccole case editrici, etc…); una volta definito ciò si può avere la sensazione che il peggio sia ormai alle spalle e, invece, è proprio quando si hanno le idee chiare che iniziano i problemi.

Presentazioni
Scegliere un nome per la propria neonata creatura non è semplice ed è davvero difficile trovare quella combinazione di fantasia, coerenza ed originalità che permetterà al vostro blog di distinguersi dagli altri senza rischiare di tradire la sua essenza.
Prima di dare libero sfogo alla creatività, dovete avere chiaro quali argomenti tratterete nel vostro blog e muoversi di conseguenza. Se il vostro spazio tratterà principalmente tematiche relative al giardinaggio e alla natura, preferire nomi che contengano parole come “verde” e “natura” risulterà una scelta vincente ma se, come osiamo presupporre, il vostro sarà un bookblog allora dovrete orientarvi verso nomi che contengano termini come “scaffale”, “segnalibro”, “libro”, “libreria” o “booklover”.
Molti bookblogger, in questo caso, optano per una combinazione semplice e funzionale utilizzando il proprio nome con l’aggiunta di un termine libroso: questa soluzione non passa mai di moda e sicuramente evita che vi imbarchiate per viaggi ai confini della fantasia da cui tornerete con un nome assurdo o affatto coerente con il vostro blog. Controcanto di questa scelta è la concorrenza: se è vero che questa scelta è facile è veloce è anche vero che, aprendo il bookstagram (quella parte di instagram dedicata ai libri), si perde letteralmente il conto di quanti profili esistano con nomi simili e il rischio di finire in questo minestrone di nomi e username è davvero elevato.
Il mio consiglio è di essere voi stessi e di lasciarvi ispirare dalla vostra quotidianità e dalle casualità che la compongono.
Il nome del nostro blog (Arcadia lo scaffale sulla Laguna) è stato ispirato dall’Accademia dell’Arcadia (accademia letteraria fondata a Roma a fine ‘600) e dal luogo in cui vivevo in quegli anni: la suggestiva laguna di Venezia.

… e prime impressioni.
Vi presentereste mai ad un colloquio di lavoro o ad un esame con infradito e bermuda senza portare con voi nemmeno un curriculum o le dispense su cui avete studiato? Ovviamente no e così come siete curati nei vostri affari “offline” dovete esserlo anche per quelli online.
Dal momento in cui decidete di aprire un bookblog (o un qualsiasi altro tipo di blog), dovete pensare a lui come ad un prodotto da vendere che deve farsi notare tra migliaia di altri prodotti simili: avete trovato un nome incisivo e che vi permette di distinguervi dalla massa, ma il rischio di rovinare tutto è dietro l’angolo e niente è più nocivo della brutta pubblicità.
Grafica – Se ripenso alla grafica che avevamo inizialmente (di cui fortunatamente è andata perduta ogni testimonianza) mi metto le mani nei capelli. Non che non fosse bella, anzi, io la adoravo, ma era più simile ad una tavolozza di Picasso che non ad un progetto definito e ordinato. I vari CMS (Content Management System ndr) permettono una vasta gamma di personalizzazioni e molte volte propongono delle combinazioni di colori che possono risultare molto utili quando si iniziano a muovere i primi passi nel magico mondo del blogging. Cercando online, inoltre, potete trovare numerosi siti che propongono guide più o meno esaustive sull’argomento: dalla scelta della tonalità più azzeccata a strumenti che vi aiutino nella creazione e scelta di una palette.
Logo – Cosa vi viene in mente se vi parlo di un cavallino nero rampante? Una M maiuscola e gialla? Il logo di un prodotto è molto più di un semplice disegno: è il suo ambasciatore. Le sue dimensioni ridotte gli permettono di sostituire, per esempio, il nome completo di un’azienda su una pubblicità o in un banner e per questo motivo deve essere riconoscibile e facilmente riconducibile alla realtà che rappresenta. Allo stesso modo il vostro logo deve permettere ai vostri lettori di riconoscervi tra mille blog: non servono capolavori grafici, anzi! Spesso un disegno semplice e ben pensato rimane maggiormente impresso di uno troppo arzigogolato o difficile da decifrare. Persino un monogramma, se realizzato con fantasia, può diventare un ottimo logo per la vostra realtà.
Come per la scelta del nome, il logo non deve allontanarsi troppo dall’argomento che vi prefiggete di trattare o, almeno, deve avere un elemento in qualche modo riconducibile a voi o al vostro nome. Il logo di Arcadia, per esempio, non presenta libri o oggetti riconducibili al mondo della letteratura, ma è un chiaro riferimento alla Laguna di Venezia dove il blog è nato. Anche la scelta dei colori è importante e, cercando online, è possibile trovare una guida ai colori maggiormente indicati per qualsiasi tematica, ma, se non volete rischiare, il buon vecchio nero è sempre una valida opzione e vi permetterà di non dover impazzire per farlo intonare con le altre tinte.
Contenuti – Avete scelto i colori, il logo e tutto ciò che renderà graficamente accattivante il vostro blog: ora è arrivato il momento di pensare ai contenuti. Se la parte grafica può essere paragonata alle apparenze di una persona, i contenuti sono le sue idee e la proprietà linguistica con cui vengono espresse. Un blog ordinato è una gioia per gli occhi e rende la gestione molto più facile, certo dovrete spendere qualche momento per decidere come organizzare il tutto, ma vedrete che la vostra pazienza verrà ripagata. Per iniziare predisponete una pagina dedicata ai contatti e una alla vostra presentazione. Una volta arrivati sulla vostra piattaforma, i vostri lettori potrebbero avere il desiderio di conoscervi meglio o di cercarvi su altri social: dedicare due pagine a questi argomenti non è un eccesso di vanità, ma, al contrario, vi farà apparire molto più professionali. Fatto ciò potete passare ai contenuti che devono essere curati tanto quanto la grafica che avete scelto. Per iniziare potete lasciarvi ispirare dai format che attirano la vostra attenzione su blog simili ai vostri: l’importante è non copiare mai. Il blog è una vostra creatura e copiando i contenuti di altri non solo fareste loro un grosso torto, ma vi ritrovereste con un patchwork mal fatto di articoli ricopiati a destra e a manca senza alcun filo logico. Tutto ciò che pubblicate deve essere farina del vostro sacco e, se i primi articoli non dovessero riscuotere il successo sperato, non demordete e continuate a tentare.
Un’altra regola importante alla base della scrittura è: scrivete di ciò che conoscete. A prescindere dagli argomenti trattati, dovete essere consapevoli e debitamente informati sui temi che scegliete e mai (dico mai!) andare ad improvvisazione. Se volete scrivere un articolo su un nuovo genere letterario piuttosto che su un tipo particolare di parassita delle rose, ma non avete le competenze per farlo potete decidere di studiare l’argomento fino ad acquisire la dimestichezza necessaria oppure lasciare perdere per evitare figure poco lusinghiere.

Scripta manent
Perché si apre un blog? Per parlare di sé, per condividere con gli altri qualcosa che ci appassiona o per informarli su tematiche a noi particolarmente care. Aprendo un blog dovete sempre ricordare che le buone intenzioni non bastano e che, anche se formalmente cancellerete uno o più dei vostri contenuti, ne rimarrà sempre una traccia nel grande e complicato mondo del web.
Comportatevi sul web come vi comportate nel mondo reale.
A meno che il vostro non sia un blog volutamente provocatorio o con una forte connotazione umoristica, i vostri articoli devono essere sempre corretti dal punto di vista ortografico, grammaticale e linguistico.
Siate rispettosi degli altri e delle loro opinioni e non usate mai il vostro spazio per attaccare direttamente qualcuno: non si può essere sempre d’accordo su tutto e siamo tutti consapevoli che, almeno su certi argomenti, esistano punti di vista sbagliati e punti di vista corretti. A prescindere da quali siano le vostre convinzioni, cercate di essere sempre il più assertivi possibili ed esponete le vostre opinioni argomentandole senza offendere l’oggetto del vostro articolo o chi potrebbe pensarla diversamente.

Le recensioni
La stessa regola vale per quanto riguarda la stesura delle recensioni: siate sempre esaustivi e non limitate mai il vostro giudizio ad un voto sommario. Ricordatevi che l’oggetto che avete tra le mani è il frutto del lavoro di qualcun altro e, per quanto piccola, la vostra opinione in merito è comunque una forma di pubblicità.
La recensione di un libro è la sua presentazione e, di conseguenza, deve contenere una serie di informazioni utili ad inquadrare un’opera: titolo e autore, trama, genere, anno e casa editrice sono informazioni importantissime che non devono mai essere tralasciate; per quanto riguarda il vostro commento, esso deve essere sempre esaustivo e mai limitato a “bello” o “brutto”. Quando recensite un romanzo tenente conto di tutti gli elementi che lo compongono: quelli espliciti come genere e tematiche, e quelli meno evidenti come l’età di lettura consigliata (non fidatevi ciecamente della divisione che trovate nei cataloghi online!) o i diversi livelli di lettura che l’opera presenta. Ciò che a voi non è piaciuto non è detto che possa non piacere anche ad altri, per ciò cercate di non smorzare eccessivamente il romanzo e concentratevi il giusto sugli aspetti negativi e solo se necessario: per esempio è bene segnalare evidenti buchi di trama, mentre si può sorvolare sull’ennesimo triangolo amoroso, un trope imprescindibile dei romanzi per giovani adulti. Nel giudicare l’approccio di uno scrittore e le sue parole non dimenticate mai il contesto storico in cui questi vive e scrive: tra le pagine di un romanzo di inizio ‘900 potreste imbattervi in frasi omofobe o razziste che, per quanto scioccanti oggi, erano perfettamente tollerate all’epoca.

Mi dispiace, ma io so’ io e voi non siete un cazz0″
Abbiamo detto, e lo ribadiamo, che dal momento in cui si apre un bookblog è importante avere chiari gli obbiettivi prefissati e una strategia che li renda attuabili; tuttavia, qualora il vostro scopo sia diventare famosi, vi consiglio caldamente di rivedere le vostre strategie e finalità. Non c’è nulla di male nel desiderare di diventare famosi facendo ciò che si ama e spero per voi che questa nuova esperienza vi porti tutte le soddisfazioni che meritate e sognate. Tuttavia è bene ricordare che il motore della vostra realtà non deve essere la ricerca forsennata di followers, ma la passione e il vivo interesse per ciò che fate. Se, soprattuttto i primi tempi, avessi dato retta ai numeri di Arcadia (poche visite sul blog, uno o due followers guadagnati al mese, interazioni ai limiti storici da quando sono nati i social, etc…), questa realtà avrebbe già chiuso i battenti da anni.
Una delle cose di cui ci si sente maggiormente lamentare dentro e fuori dal bookstagram è la presunzione e la supponenza con cui bookblogger, autori e più raramente editori si presentano per stringere collaborazioni; ne consegue che una delle prime regole da seguire per “avere successo” come bookblogger (o blogger) è, paradossalmente, avere un atteggiamento umile e assertivo.
Prima di presentarvi ad autori, editori o altri blogger, curate bene la vostra presentazione: approcciarsi, magari con toni altisonanti, a qualcuno e poi mostrare un blog vuoto e un profilo mal tenuto non è mai un buon inizio; prima di “buttarvi nella mischia” fate una revisione della vostra pagina, magari facendovi aiutare da un amico, e chiedetevi se trasmette ciò che voi volete gli altri vedano di voi.
Nel contattare terzi per richiedere o proporre collaborazioni, cercate di avere un tono propositivo e rispettoso: avete fatto un duro lavoro per arrivare dove siete, ma non siete i soli; dietro ogni profilo bookstagram o blog c’è il lavoro di una o più persone ed è importante rispettarlo come voi volete venga rispettato il vostro.
Siate consapevoli che, per quanto curato, professionale, e accattivante possa essere il vostro prodotto, nessuno si sveglia la mattina aspettando che voi gli scriviate per proporgli una collaborazione, quindi seguite le norme di buona educazione che attuate nella vita di tutti i giorni.
– Presentazione: nome, cognome, realtà per cui lavorate/collaborate;
– Proposta: esponete la vostra idea dimostrandovi comunque aperti a forme alternative di collaborazione; in questa fase dovete essere onesti e proporre progetti commisurati alle vostre disponibilità di tempo ed energie;
– Saluti: chiudete il vostro messaggio evitando qualsiasi formula che possa “mettere fretta” all’altra persona e, qualora non riceviate una risposta, evitate di insistere;
Ricordatevi sempre che le vostre intenzioni, per quanto nobili, non sono visibili per questo motivo curate il linguaggio di ogni messaggio/comunicazione come se fosse il più importante che avete mai scritto. I primi tempi, per prendere confidenza, potete ricorrere a modelli “prefatti” in modo da evitare scivoloni linguistici o cadute di stile, ma con il tempo dovrete imparare a dare ad ogni vostro scritto la sua impronta in modo che di vi legge abbia la sensazione di aver davanti qualcuno che si è davvero interessato a lui e alla sua realtà (per esempio, se scrivete ad un autore o a un editore è bene avere chiari i generi trattati e almeno una vaga idea delle altre opere pubblicate).
La sincerità deve essere la vostra bussola: se ricevete proposte da autori/editori o “colleghi” che trattano argomenti in cui non vi sentite competenti (o non vi interessano), non c’è nulla di male a declinare l’offerta: un lavoro fatto per inerzia non è mai un buon lavoro!

La regola d’oro
Gestire un blog non è una cosa facile, ma, a meno che non siate blogger professionisti per una qualche azienda, è importante riuscire a mantenere il giusto equilibrio tra impegno e divertimento, avere chiari obiettivi, strategia e calendario di pubblicazione non vuol dire annullare il resto.
Informarsi sugli hot topics (=temi caldi) e i trend è importante, ma non è obbligatorio riproporli sui vostri canali se questi non incontrano i vostri gusti o non ne condividete il messaggio.
Per evitare il panico da pubblicazione tenete sotto mano un’agenda o un calendario e segnate giorno per giorno cosa pubblicare in modo da arrivare preparati alla data di pubblicazione; e se qualcosa va storto? Nessun problema! Un post ritardato di un giorno o due non ha mai ucciso nessuno!

*Jo