Assedio e Tempesta – Grishaverse

.: SINOSSI :.

“Non sarà sempre così” dissi a me stessa. “Più tempo passerai da libera, più diventerà facile.” Un giorno mi sarei svegliata da un sonno senza incubi, avrei camminato per strada senza timore. Fino a quel momento, mi tenevo stretta il mio pugnale sottile, desiderando sentire il peso sicuro dell’acciaio Grisha nella mano. Ricercata per tutto il Mare Vero, perseguitata dal senso di colpa per le vite spezzate a causa sua nella Faglia d’Ombra, Alina, la potente Evocaluce, sta cercando di ricostruirsi una vita con Mal in una terra dove nessuno è a conoscenza della sua vera identità. Tuttavia, questo dovrebbe averlo imparato, non si può sfuggire al proprio passato. Né, soprattutto, ci si può sottrarre per sempre al proprio destino. L’Oscuro infatti, che non solo è sopravvissuto alla Faglia d’Ombra ma ha acquisito anche un terrificante nuovo potere, è più determinato che mai a reclamare per sé il controllo della Grisha ribelle e a usarla per impossessarsi del trono di Ravka. Non sapendo a chi altri rivolgersi, Alina accetta l’aiuto di un alleato imprevedibile. Insieme a lui e a Mal combatterà per difendere il suo paese che, in balia della Faglia d’Ombra, di un re debole e di tiranni rapaci, sta andando rapidamente in pezzi. Per riuscirci, però, l’Evocaluce dovrà scegliere tra l’esercizio del potere e l’amore che pensava sarebbe stato sempre il suo porto sicuro. Solo lei infatti può affrontare l’imminente tempesta che sta per abbattersi su Ravka e nessuna vittoria può essere guadagnata senza sacrificio. Finché l’Oscuro vivrà – questo Alina lo sa bene – non esisterà libertà per il suo paese. Né per lei. Forse, dopo tanti tentennamenti, è infine giunto il momento di smettere di scappare e di avere paura. Costi quel che costi.

.: IL NOSTRO GIUDIZIO :.

Non è facile farmi appassionare ad una saga. Preferisco i romanzi autoconclusivi: quando l’autore mette un punto alla vicenda non si ha lo spettro di un nuovo volume e, con esso, il rischio di un fallimento.
Con il Grishaverse è diverso.
Era una saga che aspettavo di poter leggere da tanto tempo e quando è stata finalmente ripubblicata – il primo volume era stato dato alle stampe, in Italia, qualche anno fa ma non aveva avuto grande successo – non sono riuscita ad aspettare. Mi sento di nuovo la bambina che attendeva trepidante l’uscita del nuovo volume di Harry Potter.
Così, terminato Tenebre e Ossa non vedevo l’ora di avere tra le mani Assedio e Tempesta e adesso scalpito per poter leggere Ascesa e Rovina.

Assedio e Tempesta infrange lo stereotipo secondo cui i secondi volumi di una saga siano pigri, lenti e noiosi: di solito sono di passaggio, una liason tra il primo e il terzo libro. Questo, invece, è scoppiettante.
La prima metà del romanzo è un’avventura continua dove il protagonista indiscusso è Sturmhond, un personaggio che afferra la simpatia del lettore e se la tiene stretta. Gli sono bastate poco più di due righe e una battuta al vetriolo per diventare il mio personaggio preferito (che Genya mi perdoni, lei resta il mio personaggio femminile preferito). La trama rallenta una volta che si raggiunge Os Alta, insomma come sempre i capitoli centrali sono un po’ noisetti, per poi ricominciare più incalzante di prima: non c’è riposo né per i personaggi né per il lettore che resta intrappolato tra gli intrighi di corte e i preparativi per una guerra che si prospetta terribile.
Il mondo della Bardugo si apre davanti al lettore in tutto il suo splendore: come ho già detto nella recensione di Tenebre e Ossa il world building è uno dei punti di forza più grandi del Grishaverse. Le ambientazioni sono incredibilmente variegate e lo spettatore, aiutato dai richiami al nostro mondo, le sente vicine e conosciute; in questo romanzo, la Bardugo si prende anche del tempo per raccontare al suo lettore le culture delle diverse nazioni incuriosendo ancora di più i lettori che, come me, vogliono sapere tutto quello che si nasconde in un mondo tanto ben sviluppato.
Sul fronte trama, dunque, ho poco da ridire: se il primo romanzo era incentrato sulla scoperta del potere di Alina e sulla ricerca del cervo di Morozova, in Assedio e Tempesta troviamo una Alina che sente di dover fare qualcosa in più e “fa del suo meglio” come spesso viene ripetuto da questo o quel personaggio.

“Fare del proprio meglio” è un po’ il leitmotiv del libro: tutti i personaggi hanno i propri interessi e, nonostante la paura e lo sconforto, li portano avanti con tutte le proprie forze. Umanamente, sono personaggi che sbagliano molto.
L’arco narrativo di Alina è il più interessante, e meno male, è la protagonista! E’ ambiziosa e consumata dalla brama di potere, tratto caratteriale che la avvicina inevitabilmente all’Oscuro. Il suo problema è che non ha ancora trovato se stessa ed è un pensiero che si percepisce piuttosto bene nella narrazione: non è una principessa, non è una santa, non è del tutto una Grisha (o meglio, nessuno l’ha mai fatta sentire completamente tale) e non è “normale”. Sembra che nessuno, a parte l’Oscuro, sia in grado di capire come lei si senta proprio perché è diversa da tutti gli altri.
Quindi, Alina è divisa tra il desiderio di potere e il suo temperamento tendenzialmente buono. Non vedo l’ora di capire cosa prenderà il sopravvento nel terzo romanzo, non vedo l’ora di scoprire chi Alina sceglierà di diventare.
L’Oscuro è stato tanto presente nel primo romanzo quanto assente in questo. Oserei dire “per fortuna”: il romanzo, essendo uno Young Adult, tende pericolosamente verso il triangolo amoroso tra Alina, Mal e l’Oscuro e l’assenza di quest’ultimo ha evitato di creare eccessive scenette tragicomiche di gelosia. C’è già Sturmhond a creare screzio tra Mal e Alina nonostante i due siano perfettamente in grado di mettersi i bastoni tra le ruote a vicenda.
Mal, che all’inizio era un personaggio interessante e con uno sviluppo più maturo e adulto (insomma, una persona che sceglie di lasciare TUTTO alle proprie spalle per la persona che ama è molto adulto, sebbene con scarso amor proprio) scivola nel ridicolo negli ultimi capitoli prima del gran finale, lasciandosi andare ad inutili gelosie e incomprensioni infantili.
Il miglior personaggio del romanzo resta, appunto, Sturmhond che si dimostra colonna portante dell’intera narrazione: sotto la patina di “bello e combina guai” nasconde un uomo che tiene davvero al proprio regno.

Lo stile di scrittura è nettamente migliorato rispetto al primo romanzo della saga: qui, a volte mi dimenticavo che la narrazione fosse in prima persona. Le descrizioni sono molto evocative e il libro fa venire voglia di essere letto.

In generale, mi sento di dare un 8/10 al romanzo. Bisogna tener presente che si tratta di uno Young Adult e che, quindi, il suo pubblico di riferimento sono lettori giovani. Le ingenuità di alcuni personaggi, l’amore un po’ infantile che Mal e Alina provano l’una per l’altro, così come la vecchia storia dell’eletto che deve salvare il mondo rientrano perfettamente nel genere. E’ bello però vedere come la Bardugo tratti questi temi inserendo elementi originali, per esempio la brama di potere della protagonista che sarebbe inconcepibile per un Harry Potter, ed utilizzando escamotage interessanti e innovativi.
Ancora, il mondo della Bardugo è uno scrigno ricco di tesori pronti per essere scoperti: le avventure di Alina possono piacere a tutti i lettori che desiderano un fantasy ben congegnato dove scienza, magia e tecnologia si fondono in un mondo diverso eppure terribilmente simile al nostro.

*Volpe