Calendario dell’avvento 2020 – Freebie

Torna, anche quest’anno, il calendario dell’avvento dedicato ai Booklovers.
24 domande, curiosità, giochi e sorprese per vivere insieme questo tempo magico.

Non solo su Instagram!

Ogni settimana sarà possibile scaricare dal nostro sito dei contenuti a tema booklover.
Il primo è già disponibile, siete curiosi di scoprirlo?

Cliccate sull’immagine per scoprire quali sorprese vi attendono.

Artigiani a Natale – II Edizione

In questi anni abbiamo avuto modo di incontrare e conoscere artigiani ed artisti e di apprezzare le creazioni di queste persone coraggiose e folli, appassionate e volenterose.
Artigiani a Natale è l’iniziativa, promossa da Arcadia lo scaffale sulla Laguna, volta a portare “sotto i riflettori” queste piccole ed importanti realtà che, ora più che mai, hanno bisogno del sostegno e dell’aiuto di tutti per non essere fagocitate.

Rispetto all’anno scorso sono cambiate molte cose e anche noi di Arcadia abbiamo dovuto rivedere le regole per poter partecipare a questa iniziativa alla quale potranno aderire solo ed unicamente coloro che sono in possesso di Partita IVA o che si appoggino a marketplace come Etsy o Misshobby.

E’ inoltre richiesto, a tutti i partecipanti, di sottoscrivere una autodichiarazione (vedi allegato in Area Download) in cui si attesti l’adesione volontaria e gratuita all’iniziativa.
Come sapete, le regole sulla pubblicità e le sponsorizzazioni sono molto stringenti e tese a prevenire ogni forma di evasione fiscale.

*Lo Staff di Arcadia lo scaffale sulla Laguna

Una sirena a Parigi

UNA SIRENA A PARIGI

Autore: Mathias Malzieu
Anno di edizione: 2020
Casa editrice: Feltrinelli Editore

.: SINOSSI :.

Una pioggia ininterrotta si abbatte su Parigi. È giugno del 2016 e la Senna è in piena; un’atmosfera apocalittica e surreale avvolge la città. I dispersi sono sempre più numerosi e il fiume trascina oggetti di ogni tipo. D’un tratto, un canto ammaliante e misterioso attira l’attenzione di Gaspard Snow che, incredulo, sotto un ponte scopre il corpo ferito e quasi esanime di una sirena. Decide di portarla a casa per prendersene cura e guarirla, ma ben presto tutto si rivela più complicato di quanto non sembri. La creatura gli spiega che chiunque ascolti la sua voce si innamora di lei perdutamente fino a morire, e nemmeno chi come Gaspard si crede immune all’amore può sfuggirle. Inoltre, come può un essere marino vivere a lungo lontano dall’oceano? Gaspard non si dà per vinto e trova nell’ingegno, nell’estro e nel potere dell’immaginazione gli strumenti per affrontare questa mirabile avventura e difendere un altro grande sogno: salvare il Flowerburger, il suo locale a bordo di un’imbarcazione, un regno di musica, arte e libera espressione. Con Una sirena a Parigi, Mathias Malzieu dispiega le ali della fantasia, ricreando al sommo grado sensazioni oniriche e personaggi fantastici che richiamano La meccanica del cuore e Il bacio più breve della storia. Rende omaggio all’amore travolgente e impossibile, irrinunciabile energia vitale, fonte di creazione ma anche di distruzione.

.: IL NOSTRO GIUDIZIO :.

Ciò che Perrault, a suo tempo, fece regalando alla Francia una raccolta di favole, Malzieu lo sta facendo oggi con i suoi racconti: favole moderne di cui, un giorno, non mi stupirei di trovare piccole varianti esattamente come accade per Cenerentola o La Bella e la Bestia.
Una sirena a Parigi è solo l’ultima delle favole di Malzieu la cui scrittura, in questi anni, si è evoluta producendo testi di volta in volta sempre più piacevoli e maturi.
La meccanica del cuore, primo romanzo dell’autore, ci aveva conquistati con il suo linguaggio e le sue atmosfere a metà tra un film francese e una storia di Tim Burton; il Bacio più breve della storia ci aveva ubriacato, letteralmente, di neologismi e pensieri innamorati e, dopo queste due parabole sull’amore e i suoi corollari, L’uomo delle nuvole ci aveva riportato, con dolcezza e un po’ di malinconia, coi i piedi per terra a fare i conti anche con il dolore e la morte che, almeno idealmente, possono essere considerati il controcanto della gioia e dell’amore.
Una sirena a Parigi è un mix, ben riuscito ed equilibrato, di tutte queste suggestioni e tematiche.
Vita e tristezza, amore e morte, sogno e follia duettano per le strade di Parigi e la loro melodia si arricchisce di nuove tonalità e colori che riescono a rendere perfettamente le istantanee tratteggiate dall’autore.

Un altro libro che si aggiudica un 8/10 + un bonus di 2 punti tutto per la traduttrice Cinzia Poli che, ancora una volta, è riuscita a rendere alla perfezione l’estro di Malzieu seguendo il ritmo della sua scrittura come una ballerina ormai abituata alle acrobazie linguistiche del suo partner letterario.
Sarebbe bello, desiderio un po’ bislacco, vedere un giorno un romanzo di questa traduttrice.
Come gli altri romanzi di Malzieu anche questa favola contemporanea merita: vi sono regni, o chiatte se preferite, da salvare, principesse marine da soccorrere, mostri, più umani che mai, da sconfiggere e amici improbabili da trasformare in alleati.

*Jo

La quattordicesima lettera

LA QUATTORTICESIMA LETTERA

Autore: Claire Evans
Anno di edizione: 2020
Casa editrice: Neri Pozza

.: SINOSSI :.

È una mite sera di giugno del 1881, la sera della festa di fidanzamento di Phoebe Stanbury. Mano nella mano di Benjamin Raycraft, il fidanzato appartenente a una delle famiglie più in vista della Londra vittoriana, Phoebe accoglie gli invitati con un sorriso raggiante di gioia. È il suo momento, l’istante che suggella la sua appartenenza alla buona società londinese. Un istante destinato a durare poco.
Dalla folla accalcata attorno alla coppia si stacca una sinistra figura, un uomo nudo, sporco di fango e col torace coperto da una griglia di tatuaggi, come un fiore gigante. L’uomo solleva il braccio verso Benjamin, facendo balenare la lama stretta nella mano: «Ho promesso che ti avrei salvato» dice, prima di avventarsi sull’ignara Phoebe e tagliarle la gola con un rapido gesto.
La mattina seguente, a pochi chilometri di distanza, William Lamb, ventitré anni e l’ambizione di diventare socio dell’avvocato Bridge una volta completato il praticantato, fa visita a un cliente molto particolare, Ambrose Habborlain, sino a quel momento seguito esclusivamente da Bridge. Si ritrova al cospetto di un uomo dai capelli canuti e dallo sguardo smarrito che, in preda alla paura, gli consegna un misterioso messaggio: «Dite a Bridge che il Cercatore sa».
Tornato allo studio, William spera di avere da Bridge delucidazioni sull’oscuro comportamento di Habborlain. Ma, contro ogni aspettativa, l’anziano avvocato viene colto anche lui dal terrore. Con affanno apre l’ultimo cassetto della scrivania, estrae un piccolo cofanetto in legno sul cui coperchio sono intagliati sette cerchi all’interno di un ottavo, a formare un grande fiore, e lo affida a William con la raccomandazione di tenerlo al sicuro e non farne parola con nessuno.
Tra rocambolesche fughe, una misteriosa setta disposta a tutto pur di realizzare i propri scopi e un terribile segreto che affonda le sue radici in un lontano passato, William vivrà giorni turbolenti in una Londra vittoriana che, come un gigantesco labirinto di misteri, custodisce antiche leggende e oscure macchinazioni, saperi secolari e nuovi pericolosi intrighi.

.: IL NOSTRO GIUDIZIO :.

La quattordicesima lettera è, senz’ombra di dubbio, uno dei must read del 2020.
Alla pubblicazione del libro, sono stata, come tutti suppongo, immediatamente catturata dalla copertina e dal ricamo formato dai simboli e dai disegni che ricalca, seppur con tonalità e disposizione grafica differenti, la copertina della versione originale.
Tuttavia, leggendo la sinossi non ero stata particolarmente “agganciata” che, seppur interessante, sembrava proporre una variante più petulante di Sherlock Holmes.
Tornata in libreria qualche tempo dopo, la curiosità non si era sopita e così, decisa a togliermi lo sfizio, ho aperto il libro a metà e ho iniziato a leggere.
Il linguaggio fresco e, a tratti colorito, e una serie di situazioni grottesche mi hanno catapultato in una Londra di fine ‘800 decisamente diversa da quella descritta nei romanzi di Sir. Arthur Conan Doyle (senza nulla togliere al maestro del giallo) e, in men che non si dica, il libro è passato dallo scaffale al comodino e dal comodino alla borsa del lavoro.

Capitoli brevi scandiscono il ritmo di una trama avvicincente che ben si dipana tra misteri e complotti, suggestioni e brividi.
Come figure di un carillon, i personaggi danzano e si rincorrono senza mai intrecciarsi o afferrarsi e, almeno per una buona metà del libro, si ha la sensazione che le diverse trame viaggino con fuso orari differenti che non permettono alla vicenda corale di prendere veramente il via.
Alcune scene di tortura possono risultare, per i più sensibili, un po’ fastidiose; ma pur trattando di argomenti difficili da digerire, il libro non scade mai nello splatter e anche le scene più raccapriccianti sono tratteggiate con tatto.
L’evoluzione dei personaggi è ben studiata e, nonostante non tutti mi abbiano particolarmente entusiasmato, ognuno riesce a dare il proprio contributo alla storia senza mai alterare il delicato equilibrio tra un bel romanzo e una bella sceneggiatura.

Il voto è 9+/10.
La brevità dei capitoli è, oltre che vincente per il ritmo della storia, una vera benedizione per chi, come la sottoscritta, lavora e cerca di ritagliare un momento per la lettura anche durante pausa pranzo. Poche e ben scritte pagine permettono al lettore di mantenere il polso della situazione senza dover abbandonare i protagonisti nel bel mezzo di un inseguimento o di una schermaglia.
I personaggi mi hanno convinto quasi tutti e per la dipartita di alcuni sono stata lì lì per versare una lacrimuccia; alla fine, come in una favola vittoriana, il lieto fine arriva per tutti e ogni brutto ricordo annega in una tazza di buon té.
L’epilogo, che sembra copiato dal primo capitolo di una saga cinematografica, non mi è piaciuto per niente e mi è sembrato il proverbiale sgambetto sulla linea del traguardo dopo una corsa meravigliosa.

*Jo