Il Mago

IL MAGO

Autore: Somerset Maughman
Casa editrice: Adelphi
Anno di Edizione: 2020 (prima edizione 1908)

.: SINOSSI :.

Corpulento, teatrale, sfrontato, gli occhi che sembrano trapassare l’interlocutore, Oliver Haddo ha l’aria di «un prete sensuale, malvagio». Conosce come pochi la letteratura alchemica e la magia nera, si definisce Fratello dell’Ombra ed è ossessionato dal desiderio di vedere «una sostanza inerte prendere vita» grazie ai suoi incantesimi – dal desiderio «di essere come Dio». Arthur Burdon, il brillante chirurgo che lo incontra a Parigi, non ha dubbi: è uno spregevole ciarlatano, un impostore, forse un pazzo. Ma quando Margaret, la giovane dalla bellezza perfetta che sta per sposare, e che per il mago provava all’inizio un violento disgusto, comincia a esserne morbosamente attratta – come se «nel suo cuore fosse stata seminata una pianta infestante, che insinuava i lunghi tentacoli velenosi in ogni arteria» – e fugge con lui in Inghilterra, comprende che dovrà misurarsi con forze immani, di cui sinora ha voluto ignorare l’esistenza. Dalla sua parte si schiereranno il dottor Porhoet, appassionato di alchimia, e la fedele amica e protettrice di Margaret, Susie, ma lo scontro – che Maugham trasforma in una spirale di irresistibile tensione – sarà aspro, tenebroso, lacerante: perché il male che il pragmatico dottor Burdon dovrà combattere è in fondo un’oscura «fame dell’anima», fame di una vita infinitamente viva, di rischiose avventure, di conoscenza soprannaturale e di ignota bellezza.

.: IL NOSTRO GIUDIZIO :.

Pochi, pochissimi, romanzi sono destinati a restare fissi nella memoria di un lettore per il resto della sua vita: credo fermamente che, per me, Il mago sarà uno di questi.
La qualità della scrittura di Maughman emerge chiaramente, più che nel delineare la trama, nella sua abilità a tracciare e a caratterizzare i personaggi coinvolti nella vicenda. Da una parte, abbiamo Oliver Haddo, un uomo che ha come caratteristica principale una mole spaventosa e un atteggiamento che genera ribrezzo e fastidio nelle persone che lo circondano; eppure, come il serpente del famoso racconto di Bierce, sembra impossibile sia al lettore sia agli altri personaggi toglierselo dalla mente.
La controparte di Haddo è Arthur Burdon, un uomo di scienza che, citando Guccini, “Crede solo in quel che vede” e che ritiene magia e alchimia favole per bambini.
E’ proprio la loro completa diversità a renderli i personaggi perfetti per un romanzo che si muove a cavallo tra il reale e l’irreale, tra la scienza e la magia. Haddo e Burdon sembrano rappresentare la dualità alchemica in tutte le sue numero e complesse sfaccettature.
Non da meno sono i coprotagonista della storia. Partendo da Margaret, la cui linea narrativa sprofonda dritta nella follia dell’impossibile, per arrivare a Susie e il Dottor Phoroet, Maughman ci mette davanti a personaggi la cui presenza è essenziale: la loro mancanza comprometterebbe irrimediabilmente l’andamento della trama.
La trama è semplice e lineare, potrei azzardarmi a dire quasi banale, se non fosse per la pesante impronta esoterica che abbraccia ogni pagina rendendo ogni parola importante e ogni attimo, anche di attesa, assolutamente necessario.

A completare l’opera intervengono le descrizioni: Maughman è abile nel delineare la caratterizzazione dei suoi personaggi tanto quanto lo è nel descrivere luoghi, situazioni e, soprattutto, i sogni. Le sue parole rendono vivido l’intero romanzo e alcune scene resteranno impresse nella mente dei lettori più sensibili per molto tempo.

Il mio voto è un 10 pieno, non riesco davvero a trovare un difetto al testo. Il romanzo parte lentamente, ma è un crescendo che termina con un ultimo capitolo in pieno stile gotico che farà impazzire tutti i lettori appassionati di alchimia.

-Volpe