Ragazzo Italiano

RAGAZZO ITALIANO
Autore: Gian Arturo Ferrari
Casa Editrice: Feltrinelli
Anno: 2020

.: SINOSSI :.

La vita di Ninni, figlio del dopoguerra, attraversa le durezze da prima rivoluzione industriale della provincia lombarda, il tramonto della civiltà rurale emiliana, l’esplosione di vita della Milano riformista. E insieme Ninni impara a conoscere le insidie degli affetti, la sofferenza, persino il dolore che si cela anche nei legami più prossimi. Da ragazzino, grazie alla nonna, scopre di poter fare leva sull’immenso continente di esperienze e di emozioni che i libri gli spalancano di fronte agli occhi. Divenuto consapevole di sé e della sua faticosa autonomia, il ragazzo si scava, all’insegna della curiosità e della volontà di sapere, quello che sarà il proprio posto nel mondo. Nella storia di “Ragazzo italiano” si riflette la storia dell’intero Paese, l’asprezza, la povertà, l’ansia di futuro, la vicenda di una generazione figlia della guerra ma determinata a proiettare progetti e sogni oltre quella tragedia. Un’Italia dove la scuola è la molla di promozione sociale, e l’avvenire è affollato di attese e promesse. Un’Italia ancora viva nella memoria profonda del Paese, nelle peripezie familiari di tanti italiani.

.: IL NOSTRO GIUDIZIO :.

Un romanzo che può essere definita “un’autobiografia fantasiosa”, quello di Ferrari. L’autore racconta la particolareggiata vita di un bambino – poi ragazzino e infine ragazzo pronto ad affacciarsi all’età adulta – durante il secondo dopoguerra: con attenzione analizza tutti i cambiamenti culturali e sociali che inevitabilmente impattano anche sulla vita di Ninni, che riacquisterà il proprio vero nome con l’arrivo della maturità, e della sua famiglia.
Con uno stile semplice ma non privo di delicatissime descrizioni, Ferrari accompagna il lettore in un tempo non molto remoto, ma comunque molto diverso da quello in cui viviamo oggi: sicuramente i lettori più navigati rivedranno tra le pagine dell’autore la propria infanzia; mentre quelli più giovani, come me, avranno l’occasione di scoprire, grazie alla buona compagnia di Ninni, un mondo molto diverso.

Penso che il pregio più grande di questo romanzo sia proprio quello della chiarezza: tutto è raccontato, spiegato, in modo così vivido da essere reale. E’ evidente che l’autore abbia trasportato sulla carta il proprio vissuto, i propri ricordi e le proprie conoscenze così da rendere le proprie pagine tremendamente vive.
Il libro è diviso in tre parti, il bambino, il ragazzino e per ultimo “il ragazzo”; per caso, o forse volutamente, ciascuna parte non indaga solo i cambiamenti che avvengono nella mente e nel cuore di una persona, ma anche quelli che coinvolgono la società: la società rurale, campagnola e famigliare delle prime pagine lascia spazio ad una realtà aperta e cittadina che nelle ultime pagine diventa addirittura internazionale. Si parla di progresso, di innovazione, di cambiamenti e di paure: penso sia un libro in cui ci si possa facilmente riconoscere.
Particolarmente interessante ho trovato la dettagliata descrizione della scuola elementare, delle medie e poi del ginnasio e del liceo: le diverse personalità dei professori e quanto queste abbiano influito sulla vita del protagonista mi ha dato modo di riflettere sull’importanza di queste figure nella società contemporanea.

A mio avviso, il romanzo merita un voto piuttosto alto: 9.5/10. E’ un romanzo allo stesso tempo semplice e complesso, penso possa essere una buona lettura sia per gli adulti sia per ragazzi più giovani, se sono interessati ai temi trattati e non si fanno spaventare da lunghe descrizioni e pochi dialoghi.
E’ un libro che spinge alla riflessione, quindi non adatto a chi vuole una letture semplice e di puro svago o intrattenimento.
Mi sono approcciata alla lettura di questo libro grazie al gruppo di lettura #LeStregheDelloStrega, che ringrazio tantissimo perché forse da sola non avrei neanche provato!

*Volpe

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