Girl Power ~ Booktag

Marzo è arrivato e, assieme all’aria di primavera, ha portato con sé anche qualche appuntamento importante tra i quali spicca la giornata internazionale della donna.
In onore di questa festività, che celebra i diritti che le donne hanno conquistato ma che ricorda anche tutti i soprusi che hanno dovuto, e purtroppo, continuano subire, noi di Arcadia abbiamo pensato per voi una Booktag tutta al femminile.

1. #LESLIE: La ladra di libri – Un libro che parla di libri
VOLPE: L’annusatrice di libri di Dasy Icardi! Un libro che parla dei romanzi, di libri misteriosi e del potere della lettura.
JO: Il segreto della libreria sempre aperta di Robin Sloan

2. #HERMIONE GRANGER: Harry Potter – Un libro sull’importanza della cultura
VOLPE: Fahrenheit 451, Ray Bradbury. Non so perché, ma ho la sensazione che Hermione approverebbe questa scelta.
JO: Letteratura palestra di libertà di George Orwell

3. #WENDY DARLING: Le avventure di Peter Pan – Un personaggio femminile che adoravi da piccolo
VOLPE: Luna Lovegood era il mio personaggio preferito della saga di Harry Potter, quando ero piccola!
JO: Forse, Matilde: l’eroina dell’ononimo romanzo di Dahl.

4. #EPONINE – Un romanzo che denuncia un’ingiustizia
VOLPE: Noi siamo tempesta di Michela Murgia. Ingiustizia, ma anche e soprattutto riscatto!
JO: Noi siamo infinito di Stephen Chbosky: dietro alla trama da romanzo per ragazzi si nasconde una storia di abusi.

5. #ANASTASIA STEELE: 50 Sfumature di grigio – Un romanzo che preferiresti NON aver letto
VOLPE: After, di Anna Todd.
JO: Solo un libro è stato davvero “tempo sprecato”: errori di battitura nel testo, tematiche e preconcetti triti e ritriti, …; davvero un’occasione sprecata. Tra le mie recensioni lo troverete di sicuro.

6. #JO MARCH: Piccole donne – La tua eroina preferita
VOLPE: In tutta sincerità, non credo di avere un’eroina preferita. Di recente mi sono piaciute molto, come personaggi, sia Inej sia Nina da Sei di Corvi, di Leigh Bardugo. Anche Maude in Robin Hood di Alexandre Dumas ha il suo perché: furba come una volpe!
JO: sembrerò banale, ma è proprio Jo March di Piccole donne della Alcott.

7. #ELIZABETH BENNET– Un’autrice che non conoscevi ma che ti ha stupito
VOLPE: Robin Hobb, che è entrata subito nel giro dei miei autori preferiti
JO: di solito, prima di prendere un libro, lo leggiucchio e ci penso bene quindi è raro che io resti “sorpresa” considerato come mi approccio ad un testo.

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Chi dice donna …dice “Musica” – Riccione Women Ensemble: voci femminili dalla Riviera.

È una storia lunga trentotto anni quella del Coro Città di Riccione: una realtà musicale ed umana sospesa tra tradizione e futuro, tra esperienza ed equilibrio e voglia instancabile di novità e di sfide.  Dopo aver conquistato il favore del pubblico con il suo repertorio variegato e mai ripetitivo, il coro del comune romagnolo ha inaugurato, negli ultimi anni, una nuova stagione lanciando il progetto Women Ensemble e diventando, così, uno dei pochi cori cittadini composti unicamente da voci femminili.
Marco Galli, direttore del coro, ci racconta gli oneri e gli onori collezionati in questi anni.


– Chi dice donna dice “musica” e, in un certo senso, un coro di sole voci femminili rappresenta una novità. Quali limiti pone alle vostre performances l’assenza delle voci maschili?

Beh, chiariamo una cosa: un coro di voci femminili non è un coro senza voci maschili; è un’altra cosa. Non è possibile effettuare una comparazione quantitativa tra un coro SSAA e un coro SATB (rispettivamente: un coro formato da soli soprani e contralti e un coro formato da soprani, contralti, tenori e bassi n.d.r): sono semplicemente due cose diverse. Un coro femminile non è una “versione limitata” di un coro a voci miste.
Le nostre performance quindi non risentono della mancanza delle voci maschili, dal momento che i nostri brani sono stati scritti espressamente per coro a voci femminili.

In questo periodo fa tendenza il termine “girl power” che, in senso lato, esalta il potenziale femminile nei diversi ambiti della società. Quale è stata l’accoglienza del pubblico davanti ad un coro cittadino di sole donne?
Il Coro Città di Riccione ha sempre sfacciatamente “sfidato” convenzioni e dubbi, alla fine avendo sempre ragione delle proprie scelte. Siamo stati, per esempio, tra i primi a presentare un programma di brani rock (ora che è diventato un genere “di consumo” noi stiamo guardando oltre). In un momento in cui in molti ci davano per finiti abbiamo trovato la forza non solo di rinascere, ma anche di lasciare tutti a bocca aperta: non siamo un coro qualunque, non siamo persone qualunque. Siamo un po’ come quel calabrone che sfida le leggi della aerodinamica e…vola. Credo che, alla fine, la reazione del pubblico dipenda dall’effetto complessivo e finora abbiamo ricevuto parecchie attestazioni di gradimento proprio per il nostro programma.

Da quante coriste è composto l’ensemble e quali selezioni deve sostenere un’aspirante cantante?
Attualmente le coriste sono circa venti e ovviamente siamo sempre felici di accogliere nella nostra famiglia una nuova corista. La selezione è molto semplice: le qualità musicali richieste sono minime (essere in grado di riprodurre una nota eseguita al pianoforte o da un’altra persona). In termini tecnici, mi limito a dire che la voce che si usa per cantare è la stessa che si usa per parlare, quindi se una persona sa parlare
Quello che è necessario è l’entusiasmo e la voglia di stare in un gruppo: abbiamo la presunzione di portare al canto attivo chiunque.

Da come ne parla sembra che questo sia più di un semplice coro cittadino, qual è, secondo lei, il leit motiv del vostro coro?
Mi piace pensare alla musicalità come una scoperta che ognuno fa scavando dentro se stesso, giungendo al canto corale attraverso un percorso diverso per ognuno di noi. Il mio compito è armonizzare tutte queste “storie personali” ed è tanto stimolante quanto appagante.

Quali benefici porta nella vita la musica e, nello specifico, il canto corale? Perché consiglieresti questa esperienza e a chi?
Nostro obiettivo è promuovere il canto corale come espressione di cultura, socialità e autodeterminazione dell’individuo e in questo il gruppo può molto.
Dopo questa premessa, consiglierei il canto corale a chiunque.
I benefici a livello intellettuale e spirituale sono incommensurabili.

Parliamo ora della musica: che repertorio proponete e come vengono scelti i brani?
Riguardo al repertorio vige la più totale anarchia. Seguo due criteri per la scelta di un brano: Mi piace? Possiamo riuscire ad eseguirlo?
Tante sono le opere da noi eseguite, ma cito con orgoglio l’esecuzione integrale della Petite Messe Solennelle di Rossini (…per gli addetti ai lavori…sì, fughe comprese!).
Decido d’impulso, non penso mai più di due secondi per prendere una decisione…poi è semplicemente un gioco meraviglioso. Ovviamente mi confronto sempre con Stella che è una intelligente Direttrice Artistica e ovviamente accolgo sempre i suoi suggerimenti musicali.
Le coriste poi sono fantastiche; sì: ho coriste eccezionali, come cantanti e come persone.
In sintesi i nostri brani coprono due secoli di storia, ma sono tutti caratterizzati da una loro “nobiltà” e totale originalità.
Abbiamo poi la fortuna di avere una solista per pianista: Maura è tanto brava come pianista accompagnatrice e maestra collaboratrice quanto pregevole come soprano solista, fatto che tra l’altro mi permette ogni tanto di concedermi di sedermi all’amato Signor Pianoforte.

Ultima domanda, banale ma essenziale: i tre musicisti che non possono mancare nella tua playlist preferita.
Trecento sono troppo pochi.

Per avere ulteriori informazioni sul Coro Città di Riccione Women Ensemble, sulle sue iniziative e i progetti, potete scrivere a riccionewe@gmail.com

*Jo