La casa delle foglie rosse

LA CASA DELLE FOGLIE ROSSE

Autore: Paullina Simons
Casa editrice: Harper&Collins
Anno: 2017

.: SINOSSI :.

Conni, Albert e Jim sono inseparabili fin dal primo anno di università: vivono, studiano e giocano a basket insieme, legati da un’amicizia totalizzante che ruota intorno all’anima del loro gruppo, la bellissima Kristina Kim, ma che negli ultimi tempi inizia a dare segni di cedimento. Quando il corpo di Kristina viene trovato nudo e semisepolto dalla neve nei boschi che circondano il college, tocca a Spencer O’Malley far luce sulle circostanze poco chiare di una morte che lo turba profondamente, forse per via dell’istintiva affinità che ha provato nei confronti della vittima nel momento stesso in cui l’ha conosciuta, pochi giorni prima. Com’è possibile che nessuno di quegli amici così stretti abbia denunciato la sua scomparsa? O’Malley è sicuro che la chiave di tutto sia lì, nei rapporti intricati e per certi versi inquietanti tra i quattro ragazzi, e le sue domande insistenti portano alla luce una rete di segreti, gelosie, reticenze e mezze verità che vanno ricomposti pezzo per pezzo, come un puzzle misterioso e complesso in cui ogni rivelazione è più scioccante della precedente.

.: IL NOSTRO GIUDIZIO :.

Un buon libro per riempire le giornate estive, magari sotto l’ombrellone: La casa delle foglie rosse non è un romanzo particolarmente impegnativo e si legge con discreta facilità e velocità.
La trama non è, però, delle migliori: è costellata da punti interrogativi che non sempre trovano risposte coerenti e credibili e vi sono molti elementi che rendono il romanzo più adatto ad essere classificato come rosa che come giallo. E’ vero, le indagini occupano la maggior parte del libro, ma l’elemento romantico accompagna il lettore con insistenza e, a volte, con una punta di assurdità.
La Simons pecca sul realismo per quanto riguarda i sentimenti umani e a volte si appoggia a stereotipi infelici: ad esempio, ho trovato disturbante la sua concezione degli orfani come persone senza cuore e senza morale.
La sua protagonista femminile sfiora pericolosamente il confine tra un buon personaggio e la Mary Sue: risulta perfetta, ovviamente bellissima e con una vita naturalmente difficile durante la quale ha dovuto imparare a cavarsela da sola. Come da copione, tutti, o quasi, i personaggi maschili sono innamorati di lei.
Il romanzo migliora nella seconda parte, durante la quale si svolgono concretamente le indagini: la suspense aumenta e il lettore trova coinvolgimento negli intrighi e nei sotterfugi che portano alla conclusione del romanzo.
Lo stile della Simons non è male, ma non ha neanche nulla di eccezionale: la prosa è semplice e le descrizioni, a parte casi rari, praticamente inesistenti.

Per me, questo romanzo merita una votazione di 6,5/10.
La pecca maggiore del romanzo, a mio avviso, è il continuo riferimento romantico: sembra che, secondo l’autrice, anche di fronte alla morte non esistano altri sentimenti se non l’amore o l’attrazione erotica.
Sicuramente, esistono romanzi gialli di qualità superiore, tuttavia se volete leggere un romanzo romantico con punte di poliziesco, questo è il romanzo che fa per voi!

*Volpe

2 pensieri riguardo “La casa delle foglie rosse

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