La macchina del vento

LA MACCHINA DEL VENTO

Autore: Wu Ming 1
Casa editrice: Einaudi Editore
Anno: 2019

.: SINOSSI :.

«La guerra non la pagherà solo il regime: la pagherà l’Italia, e noi erediteremo le macerie. Però noi vediamo l’occasione di ricostruire! Invece là, – puntò il bastone in direzione del continente, la maggior parte della gente ancora sonnecchia, intorpidita dal fascismo. Qui a Ventotene vediamo il futuro, mentre nel resto d’Italia non ne hanno la minima idea! E allora chi sono gli isolati? Chi sono i veri prigionieri del loro tempo?» Isola di Ventotene, colonia di confino degli antifascisti, 1939. Erminio è un giovane socialista, ex studente di Lettere a Bologna. Voleva fare la tesi sui mari d’Italia nei miti greci e adesso, ironia della sorte, è segregato su uno scoglio nel Tirreno, di fronte alla dimora della maga Circe, dove rischia di impazzire. Per non cedere, Erminio guarda all’esempio di un compagno più anziano, un uomo carismatico e tenace, da dieci anni prigioniero del regime. Si chiama Sandro Pertini. Una mattina d’autunno, dal piroscafo Regina Elena sbarca in catene Giacomo, un nuovo confinato. È un fisico romano e ha un segreto. Anzi, più di uno. Mentre l’Italia entra in guerra e la guerra travolge l’Italia, le stranezze di Giacomo e i misteri sul suo conto influenzano Erminio, innescando una reazione a catena e trasformando l’isola in un crocevia di epoche e mondi. Perché a Ventotene ci sono anarchici, utopisti, futuri partigiani, costituenti, pionieri dell’Europa unita… Ma c’è chi sogna ancor più in grande di loro.

.: IL NOSTRO GIUDIZIO :.

Vorrei iniziare così, invitando chiunque creda che non esiste letteratura italiana contemporanea di qualità a prendere in mano questo libro. Li invito ad immergersi in questa lettura perché tra le pagine de La macchina del vento si nasconde la Storia, non una storia.
Riga per riga, il lettore viene catapultato indietro nel tempo e si trova faccia a faccia con le miserevoli condizioni della cosiddetta “Villeggiatura”, ovvero il confino fascista. In particolare, le vicende si svolgono a Ventotene, dove furono rinchiuse alcune delle menti più brillanti dell’antifascismo italiano.
L’autore porta alla luce gli orrori che i prigionieri erano costretti a subire al confino: la penuria di cibo, la mancanza dell’igiene e di adeguate cure mediche nonché, naturalmente, la crudeltà degli aguzzini e l’indifferenza della direzione.
Se da una parte ne sottolinea la bruttezza, dall’altra ne individua tutte le potenzialità: mostra come l’uomo riesca a restare tale attraverso il pensiero e attraverso la sua personale resistenza.
Wu Ming 1 ha scelto un protagonista particolare, o meglio si è inventato un protagonista d’eccezione: Erminio Squarzanti, insieme a Giacomo Pontecorboli, è uno dei pochi nomi non realmente esistiti di questo romanzo.
Erminio è un giovane socialista che voleva laurearsi in Lettere classiche ma che non ne ha avuto la possibilità proprio a causa delle sue idee antifasciste. E’ un sognatore che vede nella prigionia del confino la sua personale lotta “Greco-romana” e che, attraverso i miti greci, si crea un mondo nuovo nel quale inserisce anche alcuni suoi compagni di prigionia. Vede gli Dèi greci nel suo quotidiano e identifica chi sia fascista e chi invece antifascista e si lascia conquistare dai suoi sogni per sopportare un quotidiano altrimenti troppo pesante.
Assieme a lui c’è Giacomo Pontecorboli, un fisico i cui vaneggiamenti seguono quelli de La macchina del tempo di H.G. Wells. Sebbene con le sue farneticazioni possa sembrare fuori strada, Erminio riuscirà a capire cosa esattamente il suo amico intende dire: il tempo, a Ventotene, viaggia più veloce che nel resto dell’Italia.
Lì, dove intellettuali e menti d’eccezione sono rinchiusi tutti insieme, infatti, si stanno già costruendo le basi per quella che sarà l’Europa del dopoguerra. La resistenza di Erminio e di Giacomo è l’allegoria di chi non s’è mai arreso al fascismo e di chi, con le sue idee, stava già costruendo un futuro migliore.

Per me, questo romanzo merita 10+. Credo di non esagerare quando dico che è davvero il libro migliore che io abbia mai letto e restare oggettiva e distante in questa recensione è stato davvero difficile.
Wu Ming 1, tramite uno stile complesso e semplice al tempo stesso, mi ha riportato alla mente le letture antinaziste che ho consultato per la tesi di laurea: tra le sue pagine ho trovato lo stesso piglio della Rosa Bianca e la stessa speranza in un futuro diverso, lo stesso amore per la libertà e lo stesso identico concetto di resistenza che deve essere innanzitutto privata e personale.
Le pagine sono scritte magistralmente, ho apprezzato ogni singola parola e sono stata fiera, sì fiera, che questo romanzo, che ha le potenzialità per diventare un classico, sia stato scritto da un mio connazionale.
Si vede che l’autore conosce ciò di cui parla: l’argomento scelto è difficile, ma viene trattato con un rispetto meraviglioso.
La lotta Greco-romana di Erminio presenta diversi termini in latino e in greco cosa che potrebbe portare con sé qualche problema per chi il greco non lo sa leggere, ma non preoccupatevi: l’autore si premura di tradurre sempre tutto, sebbene a volte lo faccia con colorite metafore.
E’ una lettura che, soprattutto in questo momento storico, consiglio davvero a tutti: ad alcuni la consiglio per capire, ad altri per avere coraggio.

*Volpe

5 pensieri riguardo “La macchina del vento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...