Book Pride – la fiera nazionale dell’editoria indipendente. Ecco la nostra giornata

La fabbrica del Vapore, a Milano, è un luogo ancora piuttosto vivace. Certo, ad oggi non vi sono più operai intenti a costruire locomotive, treni e tram: si può dire che non produca più vapore, ma cultura sì.
Dopo essere stata rimessa a nuovo, infatti, la fabbrica del vapore è diventata luogo perfetto per ospitare eventi culturali di ogni genere. In questi giorni, nei suoi ampi saloni, è presente il Book Pride, la fiera nazionale dell’editoria indipendente.

Conferenze, presentazioni di nuovi romanzi e, soprattutto, tantissimi libri creano uno spazio in cui la vera protagonista è la cultura. L’ingresso è libero e la fiera è aperta dalle 10 del mattino fino alle 20.
Visto il poco tempo a disposizione, mi sono concentrata in particolare sull’editoria indipendente, sperando di trovare qualche cosa di particolare e succoso anche per voi.
Il salone principale della fabbrica ospiterà, fino a domenica, centinaia di stand di piccoli e grandi editori, permettendo a noi bibliofili di spulciare fisicamente tra libri che fanno fatica ad arrivare sugli scaffali delle librerie.
Dopo aver vagliato con attenzione l’offerta di tutti gli stand almeno due volte, chiedo scusa ai miei accompagnatori per i chilometri che si sono dovuti fare avanti e indietro, ho constatato che l’editoria indipendente è prolifica e varia.
Non vi sono solo romanzi, che pure sono tantissimi, ma soprattutto libri storici, manuali, comici oppure seri, di scrittura, poesie di ogni genere e, naturalmente, libri incentrarti in special modo sul territorio italiano e sulle sue meraviglie.

Il Book Pride non è solo un luogo in cui circolano libri, qui girano soprattutto idee. Ho parlato con alcuni editori, e a volte con gli stessi autori, ed è in questi scambi, sempre troppo brevi e veloci, che si sente il vero spirito della fiera.
Mi hanno, in sostanza, raccontato i loro perché, i motivi che li hanno spinti ad aprire proprio quella casa editrice o a portare proprio quel genere letterario in Italia.
Alcuni editori raccolgono e traducono romanzi stranieri molto particolari che, senza di loro, non arriverebbero mai in Italia; altri si dedicano ai meritevoli autori emergenti italiani, dando loro la possibilità di essere letti per davvero; altri ancora si dedicano a romanzi di protesta oppure ai classici; ci sono poi case editrici estremamente settoriali che si impegnano a portare contenuti di qualità per amanti della musica, del teatro e della danza oppure che incentrano le loro pubblicazioni su libri a carattere prettamente religioso ma molto intriganti e divertenti.

Insomma, per una panoramica davvero completa bisognerebbe passare tra quelle mura due settimane e non un solo week-end.

Alcuni dei nostri acquisti

Chiunque dica che in Italia non si legge, non è mai stato a questo tipo di fiere, ne sono sempre più convinta.
Sono andata appositamente di venerdì, sicura che sarebbe stata una giornata un po’ più tranquilla. Nonostante questo, davanti ad ogni stand c’era almeno una persona ferma intenta a leggere o rimirare libri che poi, ne sono sicura, ha anche acquistato.
Centinaia di persone uscivano con zaini pesantissimi – e io ero tra loro, infatti ho un dolore alla spalla destra che non sto neanche a dirvi – e un meraviglioso sorriso soddisfatto sulle labbra.

Per darvi un’idea, qui di seguito vi dirò che cosa abbiamo acquistato.

Il nostro primo acquisto è stato The Writers Method, di Angelo Roma ed edito da Manni Editori: si tratta di un manuale di scrittura che segue il metodo Stanislavskij. Vi faremo sapere qualche cosa in più dopo la lettura!
Segue poi L’alfabeto di fuoco, di Ben Marcus edito da Edizioni Black Coffee: una distopia postapocalittica in cui, letteralmente, le parole uccidono.
Ancora abbiamo Il Sognatore, di Laini Taylor edito da Fazi Editore. Sono sicura che di questo abbiate già sentito abbondantemente parlare!
Infine, ma non per importanza, abbiamo La strage dei congiuntivi, di Massimo Roscia ed edito da Exòrma: un giallo dallo spirito comico e frizzante che non vedo sinceramente l’ora di leggere!

Che ne pensate? Andrete tra oggi e domani a Book Pride?

*Volpe

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