Mordred

MORDRED

Autore: Nancy Springer
Casa editrice: Mondadori Editore
Anno di edizione: 2002

.: SINOSSI :.

L’epopea di Camelot si arricchisce di un altro capitolo: quello del complesso tema legato alla ricerca della figura paterna e alla costruzione della propria identità. L’autrice si ispira a una delle più tenebrose leggende dei cicli arturiani, quella del figlio illegittimo di re Artù, Mordred, che persegue la rovina del padre amato e odiato, e cerca disperatamente di vendicarsi del suo abbandono. E dopo la battaglia finale che li vedrà uno contro l’altro, sarà la magia ad avere l’ultima parola…

.: IL NOSTRO GIUDIZIO :.

Un libro tanto bello quanto triste.
Lascia una malinconia disperata, mentre il desiderio di Mordred di cambiare il proprio destino diventa anche il nostro, alla fine del romanzo.
Ma cerchiamo di andare con ordine e di non farci prendere dall’emozione.
Il romanzo si concentra sulla figura di Mordred, protagonista della parte più oscura della leggenda di re Artù. Attraverso le parole dell’autrice, possiamo vagliare i suoi sentimenti e la sua disperazione mentre lo seguiamo nella sua disperata avventura.
Mordred ci viene presentato come un bambino felice e, soprattutto buono. Secondo la Springer, Mordred non desidera uccidere re Artù, al contrario cerca di ogni modo di spezzare quel destino che sembra vincolarlo a quell’atto che lui stesso considera tremendo. E’ costantemente diviso tra l’amore che prova per il re, per suo padre, e il dolore che sente nel non essere riconosciuto come figlio. Artù lo tratta bene, lo riempie di regali e attenzioni, ma gli nega la sola cosa che Mordred desidera, ossia chiamarlo “Figlio”.
I pensieri di un Mordred adolescente sono colmi di un frustratissimo “io”, di una ripetizione continua del proprio nome, come se cercasse disperatamente di trovare in esso la sua individualità che nessuno sembra riconoscergli. Lui non è Mordred, per gli altri, è un’ombra oscura destinata all’assassinio: non è una persona ma mero strumento di un destino che si deve ancora compiere. La profezia di Merlino, dove Mordred è additato come assassino, non è su di lui ma su re Artù eppure questo sembra vincolare due vite alla stessa infausta sorte.
Mordred è schiavo involontario delle decisioni altrui, ma vi si oppone con tutte le sue forze e alla fine, in un certo senso, vince.
La Springer ha una buona penna, riesce a portare su carta in modo convincente la frustrazione e la paura, ma soprattutto dolore e speranza. Il suo stile è ricco di dolci descrizioni che permettono al lettore non solo di essere presente sulla scena, ma anche di sognare e riflettere. Tocca in modo piuttosto velato diversi episodi del ciclo arturiano, dando la giusta spiegazione quando necessaria, così da non lasciare il lettore del tutto ignorante riguardo episodi che, magari, non conosce.
Il testo ha una certa musicalità e, in certi momenti, è estremamente poetico cosa che rende la lettura ancora più piacevole.
I personaggi, specialmente Mordred e Artù, sono ben delineati. Il romanzo è scritto in prima persona, pertanto la caratterizzazione di personaggi che non siano il narratore è ostica, tuttavia l’autrice è stata brava – tramite descrizioni e azioni – a dare tutto lo spessore necessario a rendere i personaggi umani e comprensibili.

Ci sarebbero tante cose che vorrei aggiungere, ma naturalmente rischierei di finire in fastidiosissimi spoiler, pertanto penso che chiuderò qui.
Per concludere, naturalmente, bisogna passare alla votazione: il mio giudizio è un sonoro e sincero 9/10. Ho letto esattamente il libro che mi aspettavo di leggere e che volevo leggere.
Perché, allora, il voto non è 10?
Per due ragioni: la prima è che non mi piace per niente la scrittura in prima persona; la seconda è che, secondo me, l’autrice non è riuscita a raggiungere il pubblico che voleva colpire.
Questo romanzo è classificato per giovani adulti, addirittura alcuni store lo inseriscono nella letteratura per ragazzi dai 10 anni in su. Se questo era il pubblico per il quale Nancy Springer voleva scrivere, allora ha fallito. Il testo è splendido, una perla, ma è troppo difficile per un ragazzino! Capirebbe poco della storia e il protagonista non avrebbe quel sapore di tenera tristezza che invece un adulto è perfettamente in grado di cogliere.
A parte questo, consiglio il romanzo agli appassionati delle leggende di Artù e dei suoi Cavalieri, specie se sono curiosi di leggere un punto di vista un po’ differente.

*Volpe

10 pensieri riguardo “Mordred

  1. Ho scritto un libro che in parte tratta le vicende di Artù, nel quale ho iniziato a caratterizzare Mordred.
    Molto interessante il fatto che il libro sia scritto in prima persona dal suo punto di vista, è estremamente difficile farlo e se riesce bene rende molto di più di una scrittura in terza persona, perché ti coinvolge di più.
    Peccato per il target che è stato sbagliato, ma lì può essere colpa dell’editore

    Piace a 1 persona

      1. E’ una serie di libri che è composta da: “L’Ultimo Elfo”, “L’Ultimo Orco”, “Gli Ultimi Incantesimi”, “L’Ultima Profezia del Mondo degli Uomini”, “L’Ultima Profezia del Mondo degli Uomini – L’Epilogo”. Sono molto belli, è una storia molto forte. Quelli che ci sono piaciuti di più sono “L’Ultimo Orco” e “L’Ultima Profezia del Mondo degli Uomini”

        Piace a 1 persona

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