“E alla fine c’è la vita”, Conversazione con Davide Rossi

Sugli scaffali italiani ci sono sempre grandi e piccole novità e noi di Arcadia adoriamo presentarvele come si deve.
In questo caso, vorremmo segnalarvi un romanzo uscito da poco e frutto del lavoro della piccola editoria italiana: E alla fine c’è la vita, scritto da Davide Rossi.
Un romanzo che sembra voler conversare direttamente con la nostra anima, mettendoci davanti ai nostri difetti e ai nostri, piccoli o grandi che siano, peccati quotidiani. Attraverso le storie di quattro improbabili protagonisti, l’autore ci racconta la disperazione di un futuro negato ma anche la voglia di vivere e di riscattarsi.

Per l’occasione, Volpe ha deciso di intervistare l’autore, Davide Rossi, che ha gentilmente risposto a tutte le nostre domande.

– Voglio iniziare ringraziandola per il tempo che ha deciso di dedicarci per parlare del suo primo romanzo E alla fine c’è la vita edito da Apollo Edizioni. E’ la sua prima esperienza da romanziere?
Buongiorno, la ringrazio per la splendida opportunità. Si è il mio esordio letterario, un’esperienza fin qui faticosa ma fantastica.

– E ancora, come si è trovato con la realtà editoriale Italiana?
Con la mia casa editrice molto bene, mi hanno lasciato estrema libertà decisionale, sono molto competenti e, per quanto possibile, presenti. La realtà italiana mi è parsa caotica, con libri che spuntano come funghi e autori che scrivono quattro romanzi all’anno. Direi che qualcosa andrebbe rivisto, soprattutto in termini di qualità.

– Dalla sua biografia, dice di aver sempre avuto il cinema e la scrittura come suoi hobby. Da dove sono nati? E cosa l’ha spinta a trasformarli da semplici passioni a un vero e proprio lavoro?
Non ricordo esattamente il momento in cui la passione ha preso il sopravvento sul semplice interesse. Sicuramente la visione quotidiana di film e la continua lettura di libri e, anni fa, di fumetti ha nutrito il mio cervello ed esercitato la fantasia. Oggi è quasi una professione, dedico molto tempo alla scrittura, alla lettura e, quando posso, alla visione di film. Tutto fa parte di un processo creativo atto a sviluppare le proprie capacità artistiche.

– Leggendo la sinossi del suo romanzo, è inevitabile pensare a un testo sia di protesta sia di riscatto. Si parla di temi come l’alcol, la droga e il sesso; di vite perse e aspettative lasciate a marcire tra una festa e l’altra: eppure, alla fine ho sentito profumo di speranza.
E’ stata solo la mia immaginazione? Qual è il messaggio che desidera comunicare con il suo romanzo?

Racconto storie disperate, di ragazzi che dividono la loro esistenza e condividono la rabbia e la disperazione per un futuro che quotidianamente gli viene negato. Dietro una sottile e apparente soddisfazione per ciò che fanno c’è una profonda malinconia per come vivono.
La speranza sta nel tentativo di riscatto, nel cambiamento che cercano di attuare, ma ciò lo compiono più per gli altri che non per loro stessi. Cambiare per vivere ed esistere, una sconfitta o una vittoria? Non saprei, lascerei al lettore la sentenza finale.

– Le piacerebbe raccontarci un po’ dei suoi personaggi? Chi tra Marco, Mario, Marika e Marianna è il personaggio che le sta più a cuore?
Ogni personaggio custodisce dentro di sè una forza intrinseca e una serie di debolezze che me lo fanno amare e lo rendono unico ai miei occhi. Marco è la leggerezza, sognatore e libertino, con questa irresistibile voglia di innamorarsi, ma anche di autodistruzione attraverso qualsiasi sostanza psicotropa; Marianna è una donna forte, dalla personalità apparentemente superficiale, che però nasconde un animo forte e combattivo; Marika è sensualità, debolezza, è l’amore negato e quello vissuto; Mario è un ragazzo fragile, dalla vita impegnata, in cerca di riscatto dalla vita. Tutti sono importanti, insieme rappresentano i ragazzi di oggi, problematici e disorientati, ma allo stesso tempo pronti e battaglieri.

– Parlando proprio della scrittura in sé: qual è la sua più grande fonte di ispirazione? Per il suo romanzo ha preso spunto da storie conosciute o ha lavorato soprattutto di fantasia?
La vita quotidiana è fonte continua di spunti e ispirazione. Nel caso del mio romanzo la lettura, la cinematografia mi hanno aiutato nella scrittura del romanzo, in particolare lo scrittore statunitense B. E. Ellis, vero maestro, la cui opera “Le regole dell’attrazione” mi ha guidato durante la stesura del mio testo.

– Infine, ma non per importanza, dalla sua biografia ho letto che si è occupato spesso di sceneggiature e che una di queste ha avuto particolare successo trovando posto nel lungometraggio Benvenuti a casa Verdi, uscito nel 2013. Ci può parlare brevemente di questa sua esperienza?
Una bella esperienza, perchè ha rappresentato all’epoca per me un punto di arrivo. Il mio più grande sogno era quello di fare lo sceneggiatore, e mi venne proposto di scrivere a sei mani una sceneggiatura che parlasse dell’omonima casa di riposo sita in Milano, i cui ospiti sono tutti musicisti o famigliari di artisti che hanno calcato il palco dell’opera italiana. Devo ammettere che è stato un viaggio all’interno di un mondo che non conoscevo, attraverso a vite fantastiche, accompagnato dalla regista e dall’aiuto regista.

Per ringraziare l’autore del tempo dedicatoci e per salutarvi, lascio la sinossi completa del romanzo nonché il link all’incipit letto da Valter Zanardi. 
Buona lettura!

Marco si sveglia dopo l’ennesima notte di eccessi. Marianna vomita in un bagno dell’università. Mario si ritrova bloccato in un letto di ospedale. Marika finisce a letto con un professore. Tante vite che si bruciano, annientandosi con tutto ciò che è legale ed illegale, alla ricerca disperata di un’altra boccata di ossigeno. – Quale futuro mi riserva la vita?- pensa senza mai dirlo Marco. Osserva Marika, invece della lezione, fantastica su di lei, se ne innamora. Si innamora dell’idea di vita con lei. La insegue durante una delle mille feste, salvo perderla per sempre. Marianna vive la propria vita senza limiti. Si concede ai ragazzi. Ama le griffe, l’estetica, l’apparenza le illude la vita. La realtà le serve il conto facendole scoprire che aspetta un bambino. È innamorata di Marco, ma la loro relazione è finita lasciando dei conti in sospeso fra i due. Ora aspetta un bambino, e pensa sia suo. Mario frequenta l’ateneo da pendolare. Ha un’esistenza quieta e fatta di pochi fronzoli. Ha litigato con Marco perché ha frequentato Marianna. Ora, dopo un malore, la malattia e l’ospedale capisce che la vita è molto di più che tenersi a galla. Marika è una ragazza spagnola, arrivata a Pavia grazie ad uno dei tanti progetti Erasmus. Lavora e studia. Una routine che non le lascia grande spazio per una vita sociale amplia. La rottura con Jorge la spinge ad intraprendere un viaggio nei party bagnati dall’alcol e animati dalle droghe. Finirà in coma dopo un incidente stradale. Si riprenderà qualche giorno dopo, desiderosa di cancellare quella parentesi frenetica dai suoi ricordi. Un caleidoscopio su tante giovani vite, intrappolate dall’ansia di vivere la vita al massimo. Il raggiungimento dell’abisso li spingerà a riemergere, obbligandoli a prendere decisioni drastiche.

*Volpe

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