Storia di re Artù e dei suoi cavalieri

STORIA DI RE ARTU’ E DEI SUOI CAVALIERI

Autore: Thomas Malory
Casa editrice: Mondadori

.: SINOSSI :.

Al tempo della Guerra delle Due Rose, ser Thomas Malory, riandando con la memoria al regno di un mitico sovrano e all’epoca ormai lontana dei grandi ideali cavallereschi, scriveva in carcere la “Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri”, otto romanzi tratti dal più celebre ciclo di leggende medievali. Rivivono così la mitica spada Excalibur infitta nella roccia, gli incantesimi di Merlino e di Morgana la Fata, gli amori di Lancillotto e Ginevra e di Tristano e Isotta, la ricerca del Sangrail. Vicende di onore e passione, scontri feroci e incantesimi potenti, lotte e ricerche infinite per la conquista del potere, della gloria, dell’amore. Il fascino delle antiche saghe si unisce con il ritmo rapinoso e la prosa tersa del primo romanzo moderno d’avventura.

.: IL NOSTRO GIUDIZIO :.

Con cavalieri, re, amori impossibili e ataviche rivalità, il romanzo di Malory è sicuramente una stella fulgida nel panorama della letteratura cavalleresca.
Si potrebbe definire un classico, uno dei romanzi più completi che prendono spunto e raccontano, con una certa attendibilità, le leggende di re Artù e dei suoi cavalieri.
Il racconto è semplice, lo stile lo definirei essenziale. Malory non scrive grandi descrizioni, si limita a raccontare le vicende con semplice onestà, lasciando libero il lettore di immaginare ogni particolare. Seguendo il filone dei poemi epici, le sue pagine sono ricche di fitta aggettivazione, ciascun personaggio ha un proprio aggettivo e una sua caratteristica che viene sottolineata continuamente: così, Lancillotto è sempre nobile, Galahad è puro, Artù è il giusto e Mordred un traditore. Manca completamente, sempre secondo i canoni del poema epico, la psicologia dei personaggi: essi agiscono, ma noi non ne conosciamo le vere intenzioni; questo, a seconda del lettore, può essere considerato un bene o un male e può rendere il testo di difficile interpretazione.
Chi ama viaggiare con la fantasia è libero di costruire retroscena interessanti su alcune vicende poco trattate (come ha fatto Marion Zimmer Bradely, autrice de Le nebbie di Avalon), chi invece vorrebbe avere informazioni dettagliate rischia di restare deluso.

Per concludere, io darei al romanzo un 10/10, ma forse è ancora la bambina che c’è in me, appassionata alle leggende di re Artù, a parlare.
Se dovessi dare un giudizio secondo il mio standard “ordinario”, probabilmente il voto scenderebbe a 8 a causa della poca descrizione e per il racconto talvolta semplice e frettoloso.
Naturalmente, consiglio il romanzo a chi desidera iniziare a immergersi in questo mondo incantato. Consigliato specialmente ai lettori più giovani.

*Volpe