Il Sangue degli Elfi

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IL SANGUE DEGLI ELFI

Autore: Andrzej Sapkowski
Casa editrice: Nord
Anno di pubblicazione: 1994 (Italia – 2012)

.: SINOSSI :.

Il regno di Cintra è caduto. Dopo quattro giorni d’assedio, le truppe di Nilfgaard irrompono nel castello e massacrano l’intera famiglia reale. La principessa Ciri è l’unica che riesce a fuggire ma, all’improvviso, un cavaliere nemico le si para davanti e avanza minaccioso, brandendo un pugnale insanguinato… Ciri non ricorda cosa sia successo. Sa solo che ora è sana e salva, protetta dalla spada di Geralt di Rivia e dalle possenti mura di Kaer Morhen, la fortezza in cui si addestrano i giovani strighi, gli assassini di mostri. Anche Ciri vorrebbe diventare una di loro, così, se tornasse il cavaliere di Nilfgaard, lei non avrebbe più paura, anzi sarebbe pronta a combattere. Una sera, però, al termine di un’estenuante giornata di allenamento, la ragazza dimostra di possedere straordinarie capacità psichiche, così dirompenti da non lasciare adito a dubbi: è lei la Fiamma di Cintra di cui parlano le profezie, la forza che salverà i popoli del mondo dalla rovina. Il suo destino è quindi segnato: deve partire subito per EllandAer, dove una maga le insegnerà a controllare quell’immenso potere. Tuttavia, durante il viaggio, Ciri e Geralt dovranno stare molto attenti. Perché un sicario è già sulle loro tracce, disposto a tutto pur di eliminare la Fiamma di Cintra e scatenare il caos…

.: IL NOSTRO GIUDIZIO :.

Sapkowski è sempre una garanzia.
Il sangue degli elfi è il primo vero romanzo della raga di Geralt di Rivia, preceduto da due raccolte di racconti Il guardiano degli innocenti e La spada del destino.
La trama è semplice, è chiaro fin dalle prime pagine che questo romanzo è solo l’inizio di una storia molto più grande ed intrigante, tuttavia questa semplicità non toglie assolutamente nulla al romanzo che risulta interessante ed intrigante.
I personaggi, dal primo all’ultimo, hanno un carattere ben definito e pieno: non sono banali, sono realistici.
Nonostante si tratti di un fantasy, manca un vero e proprio eroe: Geralt, ossia il protagonista, non ha la presunzione del cavaliere senza macchia e senza paura. E’ pieno di dubbi, paure e preoccupazioni: non si sente sempre a suo agio con la propria condizione. L’arrivo della piccola Ciri lo destabilizza ancora di più inserendo nella sua vita una enorme preoccupazione: curarsi di lei.
Penso che la parte più bella del romanzo sia quando gli chiedono se la bambina è sua figlia e lui, senza neanche pensarci e sapendo benissimo di mentire, risponde di sì (Non è un gran spoiler, la cosa occupa all’incirca una riga)
Ciri è un’altra chicca del romanzo: piccola, insolente e con un carattere forte, sembra davvero di aver a che fare una ragazzina in pre adolescenza. Ha i suoi momenti in cui si sente padrona del mondo, in altri invece scivola nella paura e nel terrore lasciandosi cullare dagli amici.
Lo stile dell’autore è semplice ed incisivo, è capace di far ridere, preoccupare oppure anche piangere.

Il voto che mi sento di attribuire a questo romanzo è 9/10, rispetto alle due raccolte di racconti, mancava un po’ di azione e a volte la narrazione era statica e lenta per qualche pagina.
Lo consiglio a tutti gli amanti del buon fantasy, troveranno sicuramente pane per i loro denti!

*Volpe

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