Urla nel silenzio

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URLA NEL SILENZIO

Autore: Angela Marsons
Casa editrice: Newton Compton editore
Anno di pubblicazione: 2016

.: SINOSSI :

Cinque persone si trovano intorno a una fossa. A turno, ognuna di loro è costretta a scavare per dare sepoltura a un cadavere. Ma si tratta di una buca piccola: il corpo non è quello di un adulto. Una vita innocente è stata sacrificata per siglare un oscuro patto di sangue. E il segreto che lega i presenti è destinato a essere sepolto sotto terra. Anni dopo, la direttrice di una scuola viene brutalmente assassinata: è solo il primo di una serie di agghiaccianti delitti che terrorizzano la regione della Black Country, in Inghilterra. Il compito di seguire e fermare questa orribile scia di sangue viene affidato alla detective Kim Stone. Quando però nel corso delle indagini tornano alla luce anche i resti di un altro corpo sepolto molto tempo prima, Kim capisce che le radici del male vanno cercate nel passato e che per fermare il killer una volta per tutte dovrà confrontarsi con i propri demoni personali, che ha tenuto rinchiusi troppo a lungo…

.: IL NOSTRO GIUDIZIO :.

Urla nel silenzio è un titolo che attira l’attenzione, che fa presupporre un ottimo romanzo giallo avventuroso.
Probabilmente, è anche la parte che ho apprezzato di più: ha un bel significato per quanto riguarda la sua correlazione alla trama.
Passiamo dunque l’analisi del testo in sé. Partirei dalla protagonista: la detective Kim Stone.
Kim Stone è descritta nei minimi dettagli e racchiude in sé tutti gli stereotipi dei telefilm gialli americani, non ne lascia indietro neanche uno: beve solo caffè, non mangia, non dorme, ha strane passioni chiuse dentro il garage, ha uno spiccato senso di osservazione (a volte quasi al limite del disturbo ossessivo-compulsivo senza peraltro avere una spiegazione a riguardo) e odia l’umanità tutta. Insomma sembra di vedere un miscuglio tra l’agente speciale Gibbs della serie TV NCIS e Sherlock Holmes.
Il suo passato è terribile, pieno di abusi indicibili che si riconducono alla trama principale del romanzo: anche qui, c’è esagerazione da ogni punto di vista. Ho avuto l’occasione di lavorare per i servizi sociali di un paese piccolo e un numero così elevato di casi di maltrattamento, abusi e violenze è davvero esagerato. Spero che sia frutto di invenzione e non di ricerche, altrimenti è meglio evitare l’Inghilterra!
Ho fatto davvero fatica a trovare Kim un personaggio realistico. Il solo personaggio che ho trovato davvero ben delineato ed umano è stato il collega che principalmente affianca Kim nelle indagini.
Passiamo dunque all’analisi della trama: i colpi di scena sono innumerevoli ma incredibilmente prevedibili, persino il killer è indovinabile forse e soprattutto perchè l’autrice sembra fare di tutto per sviare l’attenzione da questo particolare personaggio.
Per quanto riguarda il finale, sono ancora perplessa da quanto ho letto: l’autrice ha cercato di usare una stratagemma per confondere un po’ le acque e ha sostanzialmente inserito un doppio finale del quale non c’era bisogno e che risulta un po’ forzato e assurdo.
Per quanto riguarda lo stile, devo dire che è buono. Nonostante l’alto numero di stereotipi, è scritto piuttosto bene e vengono forniti dettagli anche interessanti. C’è un’ottima capacità descrittiva che risulta interessante.
Ho adorato le parti scritte dal punto di vista dell’antagonista: quelle sì che erano ben scritte e ben congegnate!

Per quanto mi riguarda merita un 6 su 10. Da accanita fan di gialli non sono riuscita ad apprezzarlo appieno.
Risulta invece essere ottimo per chi desidera avvicinarsi al genere: l’autrice è bravissima a riportare dettagli inquietanti specie quando si tratta di introdursi nella mente di un criminale. Avendo molti punti di contatti con telefilm e film gialli, è adatto anche lettori un po’ più giovani.

*Volpe

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