La leggenda del santo bevitore

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LA LEGGENDA DEL SANTO BEVITORE

Autore: Joseph Roth
Anno: 1939
Editore: Einaudi
.: SINOSSI :.

Andreas vive a Parigi, sulle sponde della Senna, quasi ogni giorno sotto un ponte diverso. Ha commesso un delitto per amore e ne accetta le conseguenze rassegnato ma non troppo. E un uomo d’onore, o almeno ci prova. Si trascina nell’esistenza prendendola così come viene. Perché forse non c’è niente di meglio e niente di peggio che bersi un altro bicchiere di Pernod. Un romanzo breve e metaforico in cui Joseph Roth, attraverso lo sguardo illuso di un reietto santo e peccatore, riflette tutta l’assurda dolcezza della vita.

.: IL NOSTRO GIUDIZIO :.

Joseph Roth ci regala un romanzo breve, o se preferite un racconto lungo, e le sue pagine riempiono in modo piacevole una pigra mattina di metà giugno. Il protagonista, un tale Andreas Kartak, è un miserabile che vive sotto i ponti della Senna e, pur non essendo un devoto cristiano, si affida alla Provvidenza per campare un giorno in più. Proprio la Provvidenza, seguendo le regole di un gioco illogico e incomprensibile a noi comuni mortali, mette sulla strada di questo ubriacone da strapazzo un gentiluomo, un filantropo devoto a Santa Teresa di Lisieux, che dona al nostro antieroe una cospicua somma di denaro. Questo primo incontro è una schermaglia ironica e geniale dove l’irrazionalità dell’ubriaco si confonde con quella di un uomo pio e grato. Sembra, a tratti, di sentir recitare a due voci il discorso di Marco Antonio nell’opera shakespeariana Giulio Cesare: in una manciata di facciate Andreas Kartak e l’anonimo benefattore difendono il loro onore accampando scuse e pretesti nel tentativo di imporre sull’altro la propria opinione e volontà. Alla fine di questa lunga schermaglia Andreas accetta suo malgrado la somma che gli viene offerta e inaugura così la sua stagione di fortune e piacevoli coincidenze. Amanti e amici ritrovati cominciano nuovamente a gravitare intorno al protagonista che, totalmente preso dal corso degli eventi, si lascia trasportare dal destino e dai suoi imperscrutabili capricci. Frattanto, in una nicchia della cattedrale, Santa Teresa di Lisieux aspetta paziente, beatamente rassegnata e consapevole della natura procrastinatrice di Andreas.
Il racconto di Roth è ironico, lo stile è piacevole e la scrittura trasuda di vivacità. Il testo, che si esaurisce in nemmeno un centinaio di pagine, può essere considerato una favola per adulti che nasconde con astuzia, tra le battute e gli episodi tragicomici, la sua natura morale.

Il voto che mi sento di dargli è 7/10: come ho già detto si tratta di una lettura piacevole e di un ottimo espediente per ingannare il tempo, ma l’ho trovato troppo breve e sbrigativo e proprio in virtù della sua natura faccio fatica a valutarlo al pari di un romanzo vero e proprio. La sua validità come racconto è indubbia e mi sento di consigliarlo sopratutto a coloro che amano i libri scritti con intelligenza ed ironia.

*Jo

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Poesie D’amore

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POESIE D’AMORE

Autore: Hermann Hesse
Anno: 1927
Editore: Grandi classici tascabili Newton

.: SINOSSI :.

Il volume raccoglie una scelta di versi ispirato all’amore composti in un arco di tempo che va dal 1895, quando Hesse aveva 18 anni, al 1920, quando lo scrittore era ormai una celebrità. Appare in queste poesie un eros di volta in volta pieno di audacia, slanci romantici, asserzioni naturalistiche e profondità mistiche. L’amore di Hermann Hesse è un sentimento tutto teso tra il platonico e il sensuale, con un ritmo che va dall’innocenza primordiale a un’altra innocenza, conquistata attraverso la sofferenza, il dolore, la vita.
“Anche la più piccola opera d’arte, uno schizzo di sei tratti di matita o una strofetta di quattro verso, tenta sfacciata e cieca l’impossibile. Vuole chiudere il caos in un guscio d’uovo.”

.: IL NOSTRO GIUDIZIO :.

Recensire una raccolta di poesia è sempre un compito ingrato che trasforma in recensore in un anatomopatologo e lo costringe a trattare il testo poetico come qualcosa di freddo e senza vita.
La poesia di Hesse è spensierata, criptica, appassionata e disperata. Nella versione della Newton le poesie non seguono una linea cronologica e le liriche più acerbe seguono o precedono quelle scritte più mature e caratterizzate da una maggiore consapevolezza. La passione di Hesse ragazzo si evolve in poesie dove l’amore viene portato ad un livello superiore, quasi ascetico. Le immagini usate dal poeta sono enigmatiche e pregne della simbologia che caratterizza le liriche di altri poeti contemporanei di Hesse come George o Hoffmansthal.

I testi di Hesse sono diventati per me una garanzia di qualità: adoro la sua sensibilità romantica fragile, a volte malinconica, e allo stesso tempo risoluta e fiera. La poesia di Hesse è incredibilmente viva, palpabile e vivida come una farfalla variopinta. Le parole descrivono le tonalità più varie e rendono la lettura di queste poesie un’esperienza che rasenta il sublime. Personalmente non me la sento di valutare questa raccolta e di liquidarla con un giudizio alla buona e freddo. Le Poesie d’amore di Hesse mi sono piaciute molto e le consiglio sopratutto agli amanti della poesia. Le pagine scorrono piacevolmente e scivolano tra le dita senza che il lettore se ne accorga. Il testo tedesco a fronte è un valore aggiunto e permette di gustare le rime che, purtroppo, si perdono nella traduzione che resta comunque ben fatta.

*Jo

Il lupo della steppa

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IL LUPO DELLA STEPPA

Autore: Hermann Hesse
Anno: 1927
Editore: Mondadori

.: SINOSSI :.

Il conflitto tra istinto e ragione, fra sensualità ed esigenze dello spirito in uno dei romanzi più affascinanti e audaci di Hesse (1877-1962): un atto di accusa contro il suo tempo minacciato dai totalitarismi e contro la decadenza della civiltà occidentale.

.: IL NOSTRO GIUDIZIO :.

Lo stile di Hesse non è tra i più semplici e lo stesso si può dire del suo pensiero, che è impregnato delle diverse correnti filosofiche con cui l’autore si misurò. La filosofia orientale si incontra con quella tedesca ed europea, la critica contro l’Europa, sull’orlo del secondo conflitto mondiale, si fa feroce e sprezzante e nel nazionalismo viene individuato il morbo che porterà l’uomo e la sua terra alla distruzione. Il lupo della steppa è l’unico in grado di fiutare il pericolo e combatterlo, l’unico che, grazie alla sua natura ferina, ha la forza di affrancarsi dal pensiero comune e portare il fardello che comporta una presa di posizione diversa da quella della maggioranza. Tra queste pagine due mondi si incontrano: quello del lupo della steppa, ligio e coerente con la sua natura sovversiva ed indipendente, e quello spensierato della società che, tra un giro di fox trot e un festino, beatamente va incontro alla disfatta e all’ennesima guerra mondiale.
Come in un romanzo di London, il lupo della steppa cerca di integrarsi e di adeguarsi ai dettami di un mondo per cui prova repulsione e da cui si sente bandito.
Il romanzo interroga e costringe il lettore a misurarsi con il protagonista e il suo lento processo di addomesticazione. Chi è il lupo della steppa? Quante anime possono convivere in un corpo senza straziarlo e condannarlo a morte? Gli interrogativi lasciati aperti da Hesse sono molteplici e le deve essere il lettore a trarre le sue personali conclusioni.

Il lupo della steppa mi ha insegnato di nuovo cosa significa leggere” disse Thomas Mann su questo romanzo e io non posso che concordare con lui.
Il libro mi è piaciuto molto e non mi trattengo dal dargli 10/10, dello stesso autore avevo già letto Narciso e Boccadoro, ma credo che con questo scritto Hesse abbia alzato decisamente il tiro, regalandoci un testo ben scritto che, malgrado la poetica tutt’altro che semplice, non risulta estremamente pesante.
Gli amanti di Hesse lo ameranno sicuramente così come i lettori a cui piacciono testi dove la filosofia costituisce il filo rosso che tiene uniti i capitoli. Al contrario lo sconsiglio ai lettori che trovano difficile misurarsi con la filosofia e a color che non hanno mai letto nulla di questo valido autore che, tra trame che tra trame lineari e relativamente semplici, nasconde le pillole della sua poetica, costringendo i lettori a fare i conti con i suoi pensieri.

*Jo

Capita a volte che ti penso sempre

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CAPITA A VOLTE CHE TI PENSO SEMPRE

Autore: Gio Evan
Casa editrice: Fabbri editori
Anno di pubblicazione: 2017

.: SINOSSI :.

Dopo aver viaggiato in tutta Europa e in Sud America solo con la sua bicicletta, aver vissuto con gli sciamani e affrontato una profonda ricerca spirituale, è tornato in Italia per dedicarsi completamente alla vita di artista. Da anni incanta il pubblico in spettacoli di quella che lui stesso chiama “filosofia comica”, veri e propri happening in grado di avvicinare alla poesia piccole folle. È scrittore, performer e cantautore. Il suo stile non permette classificazioni: onirico, surreale, giocoso, ironico, è sempre un inno all’amore e alla vita. Questo è il suo quarto libro dopo La bella maniera, Teorema di un salto e Passa a sorprendermi.

.: IL NOSTRO GIUDIZIO :.

Per la prima volta nella mia vita di recensore mi trovo davanti ad una difficoltà che non riesco in nessun modo a superare.
Mi trovo davanti a un libro di poesie dalla copertina azzurra, zeppo di piccole frasi significative, pieno di sentimenti belli che tutti noi proviamo ma solo pochi sono in grado di esprimere in modo così sentito.
Mi pare davvero di trovarmi davanti a un’anima e mi chiedo: chi sono io per valutare in modo obiettivo un’anima?
Certo, potrei fare un commento smontando punto per punto lo stile e appuntare che mancano gli endecasillabi o uno schema rimico e ritmico classico, ma a cosa porterebbe un’analisi simile se non a far capire a tutti che di poesia non ci capisco niente?
Preferisco lasciarmi trascinare dalle emozioni, in questo caso, e recensire la raccolta dicendovi punto per punto come mi ha fatto sentire.
Per una volta, non mi sento in colpa all’idea di aver sottolineato alcune frasi, di aver messo segni accanto alle poesie che mi sono piaciute di più (che sono in realtà la maggioranza) e di aver qua e là rubato una frase o due ed essermela segnata nel cuore da riutilizzare in caso di necessità. Se l’ho fatto, l’ho fatto per amore. L’ho fatto perché in quelle parole scritte con una semplicità disarmante ho visto me stessa e certi punti mi hanno portato ad un tale livello di commozione da farmi scoppiare in lacrime. Lacrime di gioia, intendiamoci, al limite lacrime di verità.
Le poesie hanno fatto pensare e mi hanno regalato momenti di serenità in una fase della mia vita in cui a volte mi sento persa. Ho odiato aver finito così presto la raccolta perché una volta terminate le parole mi è rimasto un lieve senso di vuoto e di vertigine: erano parole che mi avevano fatto stare troppo bene perché fossero già finite.

Lo stile, a mio avviso, è molto bello. Semplice per certi versi, ma di una creatività disarmante che lascia il lettore con un sorriso tenero in volto. Nasconde poco: l’autore ha deciso di voler essere sincero fino in fondo e mette ogni cosa di sé tra le pagine, lascia poco all’immaginazione o a quelle interpretazioni astruse di oggi giorno. Ciò che vuole comunicare è scritto nero su bianco e le sole cose in più che si possono ricavare sono emozioni e sentimenti.

Non posso dare un voto ad un’anima. La sola cosa che posso dire e che vale più di mille numeri è che le poesie di Gio Evan mi hanno fatto nascere dentro la voglia di scrivere.
Prima di lasciarvi del tutto, vi propongo la frase citata in retro copertina del libro: avrei voluto scegliere un’intera poesia, la mia preferita, ma non sono riuscita a scegliere.

Amo la persona
insicura di sé
perché non sa ancora niente
della meraviglia
che sta per combinare.

Buona lettura!

*Volpe

Eros o Agape? Il problema del Plot, What Plot?

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Dall’uscita di Cinquanta sfumature di Grigio di E.L James nel 2011, le librerie del mondo sono state letteralmente intasate da romanzi caratterizzati da un erotismo più o meno esplicito.
Sicuramente Cinquanta sfumature di grigio, le cui tematiche a mio avviso sono più adatte a un film vietato ai minori, ha avuto il “pregio” di aprire la strada a una nuova era della letteratura composta di frustini, catene e quant’altro.

I romanzi usciti sulla scia della sopracitata tetralogia di E.L. James, tra i quali si possono annoverare gli innumerevoli Calendar Girl e tutti quelli che recano la scritta “vietato ai minori di 18 anni” sulla copertina, hanno dato il via ad un nuovo fenomeno letterario difficile da controllare: libri editi tramite self publishing nei quali la trama è pressoché inesistente e la cui finalità è solo quella di far incontrare in modo assolutamente non platonico due persone in scene dal dubbio gusto romantico.
Ciò che distingue un romanzo di genere erotico da una storia realmente pwp (per chi fosse estraneo alla classificazione dei siti online di fanfiction significa “plot, what plot?”, ergo “trama? Quale trama?”) è l’assenza di un retroscena, di un sottofondo, di un “qualsiasicosadialtro” oltre al mero incontro carnale.

Analizziamo nel dettaglio (non troppo, per carità!) le differenze che intercorrono tra i romanzi erotici o rosa e i meri “Plot, What Plot?”.

TRAMA.

Trama. Trama. Questa parola non la ripeterò mai abbastanza in questo articolo e non penso esistano abbastanza sinonimi perché io mi sforzi ad evitare le innumerevoli ripetizioni.
Trama, ripeto, questa sconosciuta.
Nei romanzi erotici o romantici la trama non è una questione secondaria! Magari non sarà delle più innovative e comprenderà rocambolesche avventure per conquistare il cuore di questa o quella fanciulla e qualche piccolo cliché romantico tipico dei film rosa, ma sarà chiara e lineare e accompagnerà i personaggi per tutto il corso della storia. Ci saranno richiami a ciò che è accaduto prima; un contesto in cui i protagonisti si muovono e un obiettivo a cui gli amanti tenderanno per tutte le pagine del romanzo. Insomma, chi ama il genere avrà di che bearsi e si troverà davanti a scene che gli faranno battere il cuore e lo faranno anche sospirare… in altri modi, diciamo.
Chi invece dovesse avere la spiacevole fortuna di imbattersi in un “libro” pwp non potrà bearsi di tutto ciò ma potrà solo “godere” di più misere soddisfazioni. E no, non ho usato a caso il verbo godere.
La trama nei pwp è appunto inesistente, tutto quanto gira intorno a un letto. I personaggi non hanno passato oppure lo hanno ma è indecifrabile, non hanno un futuro, non hanno alcun desiderio se non quello di soddisfarsi carnalmente momento per momento e gli episodi, rarissimi, svolti fuori dalla camera da letto sono così veloci e inafferrabili da risultare invisibili.
Insomma, di cosa è composto un romanzo pwp? Mi prendo la licenza poetica di dire che è composto da caldi e umidi sospiri.

PERSONAGGI

Nei romanzi rosa, i personaggi non sono molti e di solito sono semplici. Ci sono lui, lei, l’altro e l’altra. Gli ultimi due svolgono a tutto la funzione del consigliere e dell’antagonista anche se, normalmente, l’antagonista in questo tipo di romanzi è soprattutto il tempo o la distanza sociale tra i protagonisti.
In ogni caso avremo personaggi a tutto tondo, che forse ricalcheranno qualche piccolo e consolidato stereotipo, che provano emozioni, hanno desideri e paure, nascondo segreti o si fanno riempire il cuore dalla speranza del cambiamento.
Avremo personaggi, insomma. Alle volte anche ottimi personaggi se l’autore è in grado di costruirli nel modo corretto e se dà loro le giuste spinte.
Quali sono, invece, i moti che accendono il cuore dei personaggi nelle pwp?
La mia esperienza con questi romanzi mi ha portato a notare che i personaggi sono completamente stereotipati e finiscono per somigliare molto più a macchine che ad esseri umani.
Gli uomini sembrano avere problemi gravissimi per quali sarebbe necessaria una visita andrologica molto approfondita; le donne, invece, appaiono quali vittime innocenti  di una pesantissima sindrome di Stoccolma.
A volte, molto raramente in realtà, le parti possono essere invertite in un tentativo di originalità da parte dell’autore.

AMBIENTAZIONE

Partiamo prima dai pwp.
Potremmo usare un’altra sigla in questo caso ossia: AQA, “Ambientazione? Quale Ambientazione?”.
Il luogo in cui si vive, in un libro pwp, è solo la camera da letto spesso neanche descritta nei particolari. I personaggi dove vivono? Non si sa. E’ una casa? Una reggia? Uno scantinato? Normalmente vengono date pallidissime indicazioni al riguardo perché allo scrittore non importa minimamente dire queste cose, gli interessa arrivare al punto della questione che si svolge in camera da letto, o in altri luoghi a piacere, arredata con oggetti che se sono nominati nella descrizione è perché verranno in qualche modo usati dal machio alfa (o femmina alfa) di turno.
Nei Romance la storia è molto diversa. L’azione si svolge anche in camera da letto ma prende piede in altri luoghi dove i protagonisti si incontrano più volte in modo voluto o casuale.
Sappiamo esattamente com’è composta la casa, conosciamo la città in cui vivono e i luoghi che amano frequentare, l’autore ha voluto coinvolgerci in modo più profondo e ci ha presentato località in cui tutti possiamo mettere piede almeno una volta nella vita. La camera da letto è presente, è in parte la protagonista, ma non ruba spazio a tutto ciò che caratterizza la verità della vita quotidiana.

Spero, con l’analisi di questi tre macro argomenti, di aver tracciato una buona linea di demarcazione tra ciò che può essere definito romanzo e ciò che non è nulla più di una fan fiction.

*Volpe

Leggere è una faccenda da gatti

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LEGGERE E’ UNA FACCENDA DA GATTI

Autore: Alex Howard
Casa editrice: Garzanti
Anno di pubblicazione: 2017

.:SINOSSI:.

Con una zampa bianca e una nera e i suoi baffi eleganti, il Gatto della Biblioteca non è un gatto come gli altri. Al calore di una casa preferisce la biblioteca dell’università di Edimburgo. I libri sono la sua vera passione, oltre al bacon e ai grattini dietro l’orecchio sinistro. È nei libri che trova le rispose ai rompicapo più stravaganti e scopre universali verità filosofiche. Sono le pagine di Nietzsche, Joyce, Shakespeare, Orwell e Heaney a farlo riflettere sulle cose del mondo. Ma soprattutto gli insegnano l’arte di leggere le profondità dell’animo umano e coglierne i segreti più nascosti. Gli uomini, infatti, sono esseri complicati, a volte fragili e ingenui. Eppure, in fondo, desiderano tutti le stesse cose: trovare l’amore, scoprire passioni nascoste, vivere emozioni forti. Da lettore esperto, il Gatto della Biblioteca sa bene che per ognuno di questi desideri c’è il libro giusto…

.:IL NOSTRO GIUDIZIO:.

Ironico, audace e un po’ sarcastico, il romanzo prende presto un’ottimo ritmo e si lascia leggere con semplicità e velocità regalando qualche buona ora di lettura e pensiero Felino.
Il protagonista del racconto, G.B., ha un caratterino tutto particolare: solitario ma anche volubile come ogni gatto che si rispetti, altezzoso, sarcastico e desideroso di grattini e spuntini, ci accompagna zampa nella zampa attraverso il suo mondo fatto di quotidiano divertimento.
L’autore eccelle nelle descrizioni e nella simpatia, cala un po’ quando si parla di coerenza interna al romanzo. Il punto di vista non è sempre chiaro: in alcun casi sembrerebbe essere quello del felino; in altri sembra di essere accompagnati da un narratore onnisciente. Entrambi i punti di vista sono abilmente descritti, ma il continuo cambio destabilizza un po’ il lettore.
Per portarvi un esempio concreto: il protagonista felino non sa cosa sia una multa, tuttavia quando si guarda attorno è in grado di descrivere l’ambiente circostante tramite metafore che tirano in ballo oggetti non più in uso comune con i quali un gatto non può obiettivamente aver mai avuto a che fare. E’ vero che il romanzo presenta la terza persona e non la prima persona, ma sono piccoli accorgimenti che rendono il tutto più realistico.
Un altro punto un po’ ostico, almeno per me, è il fatto che spesso e volentieri riesco a percepire perfettamente il pensiero dell’autore: egli non tenta neanche di mascherarlo, mette proprio le proprie parole nelle piccole labbra feline di G.B. e, purtroppo, si nota.
E’ nella natura umana dare più peso ai difetti rispetto che ai pregi, ma io tenterò di non farlo perché questo romanzo presenta anche tante piccole chicche per le quali vale la pena ricordarlo.
L’acutezza dell’autore è percepibile in ogni riga: a fine di ogni capitolo il gatto in questione consiglia un romanzo che dovrebbe essere il “riassunto” della sua giornata, più di una volta mi sono trovata a sorridere cogliendo esplicite citazioni o bellissimi richiami dal romanzo in questione.
Come dicevo all’inizio, il romanzo ha davvero un’ottimo ritmo, rallenta quando deve dare l’impressione di immobilità perdendosi in lunghe e bellissime descrizioni e accelera al massimo quando le cose si fanno più movimentate dando davvero al sensazione della frenesia.

Per concludere, penso che questo romanzo si meriti un bell’8/10. Non è uno dei capolavori della letteratura mondiale contemporanea, ma la sua compagnia è stata piacevole e avevo voglia di continuare a leggerlo, a tratti non volevo proprio metterlo via.
Lo consiglio a chi ama i gatti, ovviamente, perché da un buon ritratto della felinitudine, e a chi ha voglia di una lettura piacevole, simpatica e  fresca.

*Volpe

Un racconto nel cassetto II EDIZIONE – Storie in viaggio

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Anche quest’anno la pagina Arcadia: lo scaffale sulla Laguna è lieta di invitarvi alla seconda edizione del concorso “Un racconto nel cassetto”: la rassegna di racconti brevi che si concluderà a settembre.
Per questa seconda edizione abbiamo pensato ad un tema per aiutare i nostri talentuosi autori nella stesura del loro testo.
Per partecipare bisognerà seguire alcune semplici regole.
 
PER PARTECIPARE
– Bisogna essere fan della pagina
– I componimenti devono essere inviati all’indirizzo e-mail arcadia.loscaffale@gmail.com
 
REGOLAMENTO
– Il tema del componimento è IL VIAGGIO: tutti i componimenti brevi dovranno quindi raccontare un viaggio avvenuto in un luogo REALE.
– L’autore può scegliere lo stile e la forma che preferisce nei, restando comunque fedele alle regole del racconto breve.
– Possono essere raccontate vacanze, pellegrinaggi, scampagnate o semplici passeggiate tra le strade di una città: l’importante è che il “viaggio” sia reale e non frutto di un sogno ad occhi aperti.
 
– Ogni autore può partecipare con UN SOLO scritto.
 
– I componimenti in gara devono essere inviati all’indirizzo e-mail arcadia.loscaffale@gmail.com
Testi inviatici con modalità differenti SARANNO IMMEDIATAMENTE SQUALIFICATI.
 
– Volgarità, bestemmie, blasfemia, pornografia, contenuti che incitano l’odio, la violenza, il razzismo, la discriminazione e la pedofilia SARANNO IMMEDIATAMENTE SQUALIFICATI.
 
– Gli elaborati devono rispettare la seguente formattazione:
CARATTERE: arial
GRANDEZZA: 12
INTERLINEA: 1,5
 
– I componimenti, formattati come indicato, NON devono superare le 10.000 battute spazi ESCLUSI
 
– Gli autori acconsentono, partecipando al concorso, alla pubblicazione del loro scritto sulla pagina Facebook “Arcadia, lo scaffale sulla Laguna” e sull’omonimo sito web.
 
– Il termine ultimo, INDEROGABILE, per inviare il proprio elaborato è fissato per DOMENICA 10 SETTEMBRE 2017.
 
IL VINCITORE
 
– Ogni scritto verrà pubblicato in pagina e nel sito insieme alla foto ufficiale del concorso.
 
– I PARTECIPANTI al concorso sono tenuti a leggere e recensire le storie degli altri concorrenti, esprimendo un giudizio su:
– originalità
– stile
– correttezza
degli elaborati in gara e assegnando a ciascuno elaborato un voto da 1 a 10.
Come per le precendenti edizioni i partecipanti potranno assegnare i punteggi più alti ( 10 – 9 – 8) solamente UNA VOLTA
 
– L’elaborato che avrà ottenuto più “likes” si aggiudicherà il “premio del pubblico”.
 
– Il vincitore sarà proclamato DOMENICA 17 SETTEMBRE 2017.
 
– Il premio messo in palio è un quaderno, le spese di spedizione sono A CARICO DEL VINCITORE (eventualmente ci si può accordare per una consegna a mano).
 
– Al vincitore del “premio del pubblico” e agli altri partecipanti verrà inviata una piccola sorpresa.
 
COMPRARE LIKE O BARATTARLI SU GRUPPI DI SCAMBIO E’ SEVERAMENTE VIETATO.
Lo staff di Arcadia provvederà, durante le votazioni, ad assicurarsi che le condivisioni delle foto siano regolari e, in caso contrario, il componimento in questione SARA’ ELIMINATO e SQUALIFICATO.
La nostra pagina non è una vetrina né un talent scout in cui mettersi in mostra.
Chi partecipa deve aver voglia di mettersi in gara giocare e divertirsi in compagnia.
 
Lo staff di “Arcadia, lo scaffale sulla laguna”, resta a vostra disposizione per qualsiasi dubbio ed augura a tutti voi buona fortuna!

Novità sullo scaffale – Giugno 2017

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L’arrivo dell’estate porta con sé molte novità anche in fatto di letteratura: come ogni mese, siamo qui per presentarvi le uscite librose più importanti.

Buona lettura!

NARRATIVA STRANIERA

“Il ministero della suprema felicità” di Anundhati Roy:  Anjum, nuova incarnazione di Aftab, srotola un consunto tappeto persiano nel cimitero cittadino che ha eletto a propria dimora. Dopo di che incontriamo l’incorreggibile Saddam Hussain, l’inquieta Tilo e i tre uomini che l’hanno amata: tra loro Musa, il cui destino è indissolubilmente intrecciato al suo, con la stessa forza con la quale le loro mani si stringono fin da quando erano ragazzi. Il padrone di casa di Tilo, un altro dei suoi innamorati, è adesso un agente dei servizi segreti di stanza a Kabul. E accanto a loro le due Miss Jebeen: la prima nata a Srinagar e sepolta, a soli quattro anni, nell’affollato Cimitero dei Martiri della città kashmira; la seconda apparsa a mezzanotte, in una culla di rifiuti, su un marciapiede di New Delhi. Dolente storia d’amore e insieme vibrante protesta, Il ministero della suprema felicità si snoda tra sussurri e grida, tra lacrime e qualche risata. I suoi eroi, spezzati dalla realtà in cui vivono, si salvano grazie a una cura fatta di gesti d’amore e di speranza. Ed è per questa ragione che, malgrado la loro fragilità, non si arrendono. Questa storia profondamente umana reinventa ciò che un romanzo può fare e può essere, e riafferma ad ogni pagina le doti narrative di Arundhati Roy.

“La bambina che ascoltava i fiori” di Stephanie Knipper: Sono passati dieci anni da quando Lily se n’è andata di casa, dieci anni in cui ha cercato di fuggire dal passato e dalle responsabilità che non era pronta ad affrontare. Ma adesso è venuto il momento di tornare: Rose, sua sorella, è malata e ha bisogno che lei si prenda cura di Antoinette, la figlia di dieci anni. Non appena la incontra, Lily capisce che pure Antoinette fugge. Fugge dalle carezze di sua madre, dalle parole che non riesce a dire, dal mondo che la spaventa e la confonde. E si nasconde tra i fiori. Il vivaio di famiglia è per Antoinette l’unico luogo in cui sentirsi protetta e in pace. Perché i fiori non abbracciano e non chiedono. I fiori non hanno voce, proprio come lei. Eppure a poco a poco Lily si rende conto che, dietro il suo silenzio, Antoinette custodisce un dono straordinario: le basta un tocco per ridare vita a un fiore appassito, e per curare una persona. Solo che quel dono ha un prezzo: tutta la sofferenza che toglie agli altri, Antoinette la prende su di sé. Per questo Rose non vuole essere guarita, e per questo chiede a Lily di aiutarla a mantenere il segreto. E, di fronte a quella bambina così speciale, per la prima volta nella vita Lily sente di non poter più fuggire. Perché il suo posto è con Antoinette. Qualunque siano le conseguenze…

“La ragazza italiana” di Lucinda Riley: Napoli, 1966. Rosanna Menici è una bambina con un dono speciale: una voce straordinaria in grado di incantare chiunque la ascolti. Il suo talento viene subito notato dal giovane Roberto Rossini, brillante studente della Scala di Milano, che durante una visita a Napoli incoraggia la famiglia Menici a coltivare le doti di Rosanna, presentandola a uno dei grandi maestri della lirica. Un incontro, quello tra Roberto e Rosanna, che segnerà per sempre il loro destino. Milano, 1973. Rosanna, giovane donna sensibile e appassionata, ha finalmente realizzato il sogno di essere ammessa alla Scala di Milano. Inizia un periodo inebriante: il ritmo della metropoli, le estenuanti prove di canto, i primi gloriosi passi sul palcoscenico. E sarà proprio qui che i destini di Rosanna e Roberto si incroceranno di nuovo. Affascinata e spaventata da quell’uomo carismatico e sfuggente, sempre circondato da donne bellissime e acclamato nei teatri di tutto il mondo, Rosanna finisce per essere travolta da un sentimento potente e inarrestabile. Ma un segreto nascosto nel passato di Roberto e le oscure trame di una donna senza scrupoli minacciano il sogno d’amore di Rossana, e con questo anche la sua carriera e la sua vita…

“Another World” di Banana Yoshimoto:  Kataoka Noni è la figlia di Shizukuishi e ha due papà, Kaede e Kataoka. In “Another World”, capitolo conclusivo della quadrilogia “Il Regno”, il percorso di crescita di Shizukuishi è ormai compiuto… Ambientata tra Mykonos, Okinawa e Tokyo, la storia di Noni è la chiusura di un cerchio: torna la forza delle piante e delle pietre, l’amore della natura e quello, complesso e ingovernabile, tra gli esseri umani, il confronto con la morte e l’abbandono.

“Il silenzio della pioggia d’estate” di Dinah Jefferis: 1930, Rajputana, India. Dopo la morte del marito, un giovane fotoreporter, Eliza è rimasta sola. A tenerle compagnia c’è soltanto la sua macchina fotografica. La solitudine viene un giorno interrotta da un incarico: il Governo britannico decide di inviarla in uno sfarzoso stato indiano per fotografare la famiglia reale. Ed Eliza è determinata a sfruttare la situazione per farsi un nome. Quando arriva al palazzo, conosce il fratello del principe, Jay, un ragazzo giovane e affascinante. Uniti dal desiderio di migliorare le condizioni della popolazione locale, Jay ed Eliza scoprono di avere più cose in comune di quello che pensano. Eppure la società e le loro famiglie la pensano diversamente. E questo li costringerà a una scelta: fare ciò che tutti si aspettano da loro oppure seguire ciò che dice il cuore.

NARRATIVA ITALIANA

“Tutto il tempo che vuoi” di Francesco Gungui: Un discreto mutuo per un bilocale in centro, un bel lavoro da editor in un grande gruppo editoriale, una fidanzata di lungo corso, il progetto di un figlio… Per Franz, 36 anni, la vita, almeno sulla carta, sembrerebbe avviata sui binari giusti. Un vero peccato scoprire una mattina che Lucia in realtà sta prendendo la pillola e che il suo capo lo licenzia perché ha rifiutato un romanzo erotico che sta facendo la fortuna della concorrenza. Di punto in bianco Franz si ritrova con una vita tutta da reinventare. Unica àncora di salvezza: la passione per la cucina. Da ghostwriter a ghostchef in casa di amici? Anzi, per la precisione, di una nuova amica, Camilla, che vive sola con suo figlio di undici anni e che sul comodino tiene proprio il romanzo erotico che gli è costato il posto. Ma proprio quando le cose sembrano sul punto di raddrizzarsi, un altro colpo di scena rischia di far saltare completamente i piani di Franz…

YOUNG ADULT

“Il giorno della vendetta. Wolf vol. 2” di Ryan Graduin: È il 1956 e il mondo è in fermento: dopo decenni di dominio assoluto, Hitler è stato assassinato e la Resistenza è pronta a prendere le armi. A innescare la scintilla è stata Yael, la ragazza dagli straordinari poteri mutaforma, miracolosamente sopravvissuta al campo di concentramento. È solo grazie al suo coraggio se il Nuovo Ordine ha le ore contate. O almeno così tutti credono. Ma la verità è molto più complicata di come appare, e le conseguenze di quanto è accaduto sono devastanti. Ora Yael è in fuga in territorio nemico. Non è sola, però. Insieme a lei ci sono Luka e Felix, i due ragazzi che ha dovuto tradire per portare a termine la sua missione e che adesso vuole proteggere a ogni costo. Ed è nel bel mezzo del caos che il passato e il futuro di Yael si scontrano, obbligandola a fare i conti con i propri sentimenti. Odio e amore, vendetta e perdono. Scegliere non è facile, soprattutto quando sul piatto della bilancia ci sono da un lato il destino del mondo intero e dall’altro la vita di chi ama. Quale sarà la scelta di Yael? Vita o morte? La conclusione della saga di Ryan Graudin, iniziata con “La ragazza che sfidò il destino”.

“Time Deal” di Leonardo Patrignani: Nessuno ne conosce gli effetti collaterali, solo qualcuno immagina quali possano essere le conseguenze morali e sociali di questo farmaco. Ben presto, la città si spacca in due: da una parte chi insegue ciecamente il sogno della vita eterna, dall’altra chi invece si rifiuta di manipolare la propria esistenza e preferisce invecchiare secondo natura. Julian è tra questi ultimi. Ma la sua ragazza Aileen non ha avuto scelta: figlia di un noto avvocato, che finanzia da sempre la casa farmaceutica del Time Deal, è stata sottoposta al trattamento. Finché qualcosa va storto. Aileen inizia ad accusare disturbi della memoria, e poi sparisce nel nulla. Julian però è disposto a tutto pur di ritrovarla. E a far luce sugli effetti collaterali del Time Deal.

NOIR/THRILLER

“Il caso Fitzgerald” di John Grisham: È notte fonda quando una banda di ladri specializzati in furti d’arte riesce a penetrare nel caveau della Princeton University rubando cinque preziosissimi manoscritti originali di Francis Scott Fitzgerald, assicurati per venticinque milioni di dollari. Sembrerebbe un’operazione audace e impeccabile se non fosse per una piccola traccia lasciata da uno dei malviventi. Basandosi su quell’unico indizio l’FBI parte immediatamente alla caccia dei ladri e della refurtiva, impresa che si rivela molto difficile. Ma chi può avere commissionato un furto così clamoroso? C’è un mandante o si tratta di un’iniziativa autonoma? Bruce Cable è un noto e chiacchierato libraio indipendente, appassionato di libri antichi che commercia in manoscritti rari. La sua libreria si trova a Camino Island, in Florida, ed è un punto di ritrovo per gli amanti della lettura. Molti scrittori vi fanno tappa volentieri durante i loro tour promozionali. Forse lui sa qualcosa in merito a questa vicenda? Mercer Mann è una giovane scrittrice che conosce bene quell’isola, dove era solita trascorrere le vacanze con la nonna quando era bambina. Ora è rimasta senza lavoro ed è alle prese con la stesura di un nuovo romanzo che non riesce proprio a scrivere. Chi meglio di lei può essere ingaggiata per indagare da vicino senza destare sospetti sulle misteriose attività di Bruce?

“La strega” di Camilla Lackberg: Trent’anni prima, quando era ancora una ragazzina, Marie e la sua amica del cuore erano state accusate di aver ucciso la piccola Stella, una bambina di appena quattro anni, la cui morte aveva profondamente scosso l’intera comunità. Quando alle porte di Fjällbacka, dove ora riecheggiano i suoni dell’estate, un’altra bambina scompare misteriosamente nelle stesse circostanze, il ricordo di quei drammatici eventi riaffiora con forza. Può davvero essere una coincidenza? Per capire se esiste un collegamento tra passato e presente, Patrik Hedström e la sua squadra devono disseppellire verità taciute per lunghi anni. Ed Erica, che al caso Stella lavora già da un po’, ha intenzione di fare di tutto per aiutare la polizia, mettendo a disposizione la sua principale abilità: quella di scavare a fondo nei vecchi casi di omicidio, cercando di scoprire che cos’è realmente accaduto e, soprattutto, perché. Intanto, intorno a loro cresce la paura, paura dell’ignoto e del diverso, che esaspera il clima di sospetto e alimenta un odio che arde come fuoco. In una rinnovata caccia alle streghe, quella stessa terra che secoli prima era stata illuminata da innumerevoli roghi, innalzati in nome di una folle lotta contro il demonio, minaccia di bruciare ancora, e di perdersi in un’immensa oscurità.

“Sei storie della casa di ringhiera” Francesco Recami: Protagonisti sono gli abitanti della casa di ringhiera: innanzitutto il pensionato Amedeo Consonni, ex tappezziere, vedovo, collezionista di casi di cronaca nera; è lui «l’investigatore», un po’ pasticcione, ma sagace e i misteri da risolvere sono tanti in quella casa, almeno uno per ognuna delle infelicità chiuse in quegli appartamenti. Vi sono poi la professoressa in pensione Angela Mattioli, forte di carattere e tenera con Amedeo con cui ha una altalenante relazione; l’anziano Luis De Angelis, ex taxista che vive in funzione della sua fiammante BMW; la signorina Mattei-Ferri, una ficcanaso che passa le giornate a spiare gli inquilini; il signor Claudio, abbandonato dalla moglie perché alcolista; i fratellini Gianmarco e Margherita, genialmente pericolosi. Ma l’autentica protagonista è proprio lei, la casa di ringhiera, con il suo cortile movimentato, le cantine buie e misteriose, i ballatoi, le scale, le finestre dagli occhi lunghi. Quasi dotata di una propria personalità la casa muove i fili degli abitanti e ne determina i destini. A metà tra giallo classico e dissacrante commedia degli equivoci, i racconti si snodano fra trame ingegnose in una giostra di coincidenze e fraintendimenti che Recami sa come far girare.

NARRATIVA FANTARY

“Beren e Luthien” di J.R.R. Tolkien: Lui mortale, lei immortale, divisi dalla razza, uniti dalla passione e dalla tenacia: il padre di Lúthien si rifiutò di concedere a Beren la mano della figlia, ma ben sapeva di non poter contrastare per sempre i due innamorati. Così sfidò l’umano a portargli uno dei Silmaril della Corona di Morgoth, promettendogli in cambio la sua benedizione. Una missione impossibile che invece riuscì. Beren, ferito a morte, fu poi salvato in extremis, e Lúthien rinunciò all’immortalità per essere sua pari. In questo volume Christopher Tolkien ha cercato di estrapolare la storia di Beren e Lúthien dal contesto più ampio in cui era contenuta; ma il racconto ha subito cambiamenti e si è evoluto man mano che l’orizzonte della Terra di Mezzo si è allargato. Per mostrare la vitalità di questo nucleo narrativo il curatore ha scelto di raccontarla attraverso le parole di suo padre prima nella sua forma originale e poi in passaggi di prosa e di poesia appartenenti a testi posteriori: qui insieme per la prima volta, tutti contribuiscono a rivelarne l’immediatezza.

NARRATIVA DISTOPICA

“Il racconto dell’ancella” di Margaret Atwood: In un mondo devastato dalle radiazioni atomiche, gli Stati Uniti sono divenuti uno Stato totalitario, basato sul controllo del corpo femminile. Difred, la donna che appartiene a Fred, ha solo un compito nella neonata Repubblica di Galaad: garantire una discendenza alla élite dominante. Il regime monoteocratico di questa società del futuro, infatti, è fondato sullo sfruttamento delle cosiddette ancelle, le uniche donne che dopo la catastrofe sono ancora in grado di procreare. Ma anche lo Stato più repressivo non riesce a schiacciare i desideri e da questo dipenderà la possibilità e, forse, il successo di una ribellione. Mito, metafora e storia si fondono per sferrare una satira energica contro i regimi totalitari. Ma non solo: c’è anche la volontà di colpire, con tagliente ironia, il cuore di una società meschinamente puritana che, dietro il paravento di tabù istituzionali, fonda la sua legge brutale sull’intreccio tra sessualità e politica. Quello che l’ancella racconta sta in un tempo di là da venire, ma interpella fortemente il presente.

NARRATIVA ROSA

“Non avrai segreti” di Penelope Ward: Sin dal loro primo incontro, l’attrazione tra Elec e Greta è irresistibile. Ma se lei è dolce e gentile, lui si comporta in modo stranamente scontroso e aggressivo.
Greta però non riesce a smettere di cercarlo: è sicura che sotto quella corazza di tatuaggi e muscoli lui nasconda un cuore tenero e che, dietro il suo sguardo glaciale, ci sia un desiderio feroce, capace di portarla all’estasi. Quando finalmente Greta riesce a conquistarlo, provando sensazioni a lei sconosciute sino a quel momento, una questione famigliare costringe Elec a tornare in California… Dopo sette anni, Elec e Greta s’incontrano ancora. Lei si è ricostruita una vita, mettendo da parte i sentimenti che l’hanno tenuta a lungo legata a lui. Lui ha una nuova compagna di cui sembra essere sinceramente innamorato. Ma è davvero tutto cambiato? Quando un brivido le percorre la schiena, Greta ha un cattivo presentimento: il suo cuore sta per spezzarsi ancora…

Letteratura vs. traffico – l’istallazione di Toronto

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Libri in terra. Migliaia di libri a terra con le pagine aperte e coperti di piccolissime lucine colorate atte a farli brillare di luce propria e renderli così luminosi da scomodare anche il buio della notte.
Luminosi come la cultura, luminosi come tutto ciò che può portare del bene all’uomo e sottrarlo al caotico via vai del traffico e ai suoi effluvi più o meno dannosi.
Recentemente, Toronto è stata invasa da une delle più belle iniziative culturali di sempre intitolata, in modo più che simbolico, “Letteratura vs. Traffico”.

Il gruppo Luzinterruptus ha riempito con oltre 10.000 libri le strade della città di Toronto considerate più affollate, piene e inquinate per combattere con la cultura e la letteratura il traffico caotico della città.Literature-vs-Traffic-in-Toronto-picture-3-540x361
Tocca il cuore vedere i passanti fermarsi e camminare tra i libri disseminati a terra per poi accucciarsi, prenderne uno tra le mani e sfogliarlo con tenerezza, spiarne la copertina e leggerne qualche pagina.

Il gruppo aveva organizzato altre manifestazioni a Madrid e a New York ma a differenza di queste precedenti mostre, che erano rimaste nell’illegalità, l’installazione di Toronto è stata approvata e inserita nelle “Nuit Blanche Toronto 2016” ricevendo così la fama che merita.

L’iniziativa è assolutamente lodevole: contro ogni tendenza, il gruppo ha cercato di regalare ai passanti un luogo calmo, tranquillo e sereno; un posto lontano dal caotico in cui perdersi di nuovo nella bellezza della natura e, perché no, di un libro.

Le foto che sono state scattate hanno fatto velocemente il giro del mondo e la fama di questa iniziativa fa sperare che venga ripetuta presto.
Noi ci auguriamo vivamente di poterci svegliare un giorno e trovare, al posto di auto parcheggiate, una strada sepolta sotto i libri.

*Volpe


Fonte: Ebookfriendly